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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 2 gennaio 2014

UN CARTELLO VI SMASCHERERÀ


Un cartello, uno di quelli a messaggio variabile, testimonia in modo inequivocabile la smentita che il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dà a se stesso. 
Un ghirigoro, quasi una boutade, ma scrivere che da Natale alla Befana, in alcuni orari, via dei Fori Imperiali è pedonalizzata significa smentire l’altra “pedonalizzazione” quella che, per intenderci, ci è stata propinata dal Sindaco e dai suoi come l’ottava meraviglia del mondo.
In effetti, ora e solo ora, i Fori sono pedonali: non ci passano autobus, taxi, ncc, auto blu, auto di servizio. Insomma, ora è davvero pedonale.
Quindi, se tanto ci dà tanto, negli altri giorni, quando, al contrario, ci transita questo mondo e quell’altro, non è una pedonalizzazione ma un chiacchiericcio da bar.
Un chiacchiericcio che alle casse pubbliche è costato una bella cifretta: oltre 2 milioni di euro, messi a conto del Consorzio Metro C e fatti passare come opere necessarie alla cantierizzazione. Non li ha cacciati fuori il ragioniere generale del Comune, il povero Maurizio Salvi, ma Metro C. Tuttavia, poiché sono fondi che erano destinati a coprire i costi della fermata Colosseo della metro C, arriverà il momento in cui il Consorzio li chiederà indietro. E così avremo un altro aumento dei costi, fatto per realizzare non un’area pedonale ma una corsia preferenziale lunga mille e circa 700 metri: la preferenziale più cara al mondo. 



domenica 27 ottobre 2013

Il gioco delle tre carte

Per realizzare quel capolavoro che è la chiusura parzialissima al traffico privato di via dei Fori Imperiali, più comunemente nota come la "corsia preferenziale Fori Imperiali", il povero Ignazio ha fatto passare la spesa - due bei milioncini di euro abbondanti - come "opere accessorie alla cantieristica" della fermata Metro C di Colosseo.
 
In sostanza, quei due milioni sono stati presi dal "salvadanaio" dei fondi che sono stati stanziati per costruire la fermata Colosseo della linea C e dirottati per fare la segnaletica, mettere i jersey di cemento su via Labicana, pagare gli operai che hanno materialmente realizzato i lavori, installare le telecamere dei varchi elettronici e così via.
 
Ergo: non li ha pagati il cassiere del Campidoglio - il buon Maurizio Salvi - ma li ha cacciati fuori Roma Metropolitane.
 
Da un punto di vista contabile, quindi, non è Marino Ignazio sindaco ad aver "staccato l'assegno" ma un altro soggetto e, quindi, a costo zero per le casse capitoline.
 
Ma è davvero così?
Beh, in realtà, ovviamente, no.
Roma Metropolitane è finanziata dal Comune, dalla Regione e dallo Stato.
Quindi, quell'ammanco di due milioni e spicci, prima o poi, dovrà essere coperto: pena una fermata Colosseo tutta da rivedere (con aggravio di costi e tempi).
A parte le denunce di qualcuno - il senatore Andrea Augello - tutta la vicenda è passata piuttosto in cavalleria: né i giornali, né la Corte dei Conti per ora hanno sollevato dubbi sulla regolarità di questa operazione.
 
Tralasciamo le considerazioni in merito all'efficacia e alla soddisfazione che questa decisione di Marino ha suscitato in città: è cosa nota che i residenti e i commercianti del quadrante sono sul piede di guerra perché subiscono effetti negativi dal traffico così come i ciclisti e i favorevoli alla pedonalizzazione totale perché la ritengono una cosa parziale e inutile.
 
Ora, però, Marino ci riprova.
Rullo di tamburi e annuncio in pompa magna: a dicembre facciamo i cantieri per allargare i marciapiedi e fare la pista ciclabile.



Autobus, pullman turistici, taxi, Ncc, auto blu continueranno a passare come sempre sulla strada che, però, sarà ancor più ridotta. Fra i cantieri per la metro C e questo allargamento, via dei Fori Imperiali diventerà presto un rigagnolo di stradina tipo via della Lupa in centro: due carrozzine con bimbi a bordo devono alternarsi per passare!
In tutto questo annuncio, però, Marino si dimentica di dirci dove troverà i soldi per pagare queste opere. 



Certo, non sarà possibile farle passare di nuovo come opere accessorie del cantiere Metro C. Anche perché Metro C sta per chiudere.



Abbiamo vissuto un agosto-settembre al calor bianco: chiude o non chiude? 'Sta metropolitana si fa o no?
Nella maggioranza di Marino c'è chi - come Athos De Luca - ormai si è schierato contro la metropolitana. Evidentemente, ai verdi - area politica di provenienza di De Luca - conviene non averle, le metro, così, forse, possono continuare a fare la politica degli strilloni ambientalisti, senza mai trovare la vera soluzione al problema: il trasporto di massa sotto la superficie.
 
Fatto sta che dopo le decine di annunci - roba che Alemanno è davvero un dilettante in materia - siamo ancora come ad inizio agosto: se il Comune non sblocca i soldi, la metro C si ferma. E non aprirà mai, visto che i lavori non sono completati.
Quindi, non saranno né MetroC né Roma Metropolitane a tirar fuori i soldi per fare marciapiedi e ciclabile ai Fori.
E allora chi?
Sarebbe ben strano fosse il Campidoglio: da mesi Marino piange miseria e va elemosinando a destra e a manca (nel vero senso del termine) aiuti da tutti: da Zingaretti al Governo.
Ha tentato, Marino, in un primo momento di provare a far passare il "buco" come frutto della "malagestione" di Alemanno. E ha dovuto fare una marcia indietro precipitosa: non solo perché non è vero ma anche perché, pure lo fosse, a Marino serve anche l'appoggio di Alemanno e del centrodestra per evitare il commissariamento e, quindi, di andare a casa nel modo più ignominioso dopo nemmeno sei mesi di governo cittadino.
 
E pazienza se, in questi mesi, le sole delibere che Marino ha prodotto sono quelle delle assunzioni. Alla fine è normale: nonostante le roboanti rodomontane dichiarazioni da campagna elettorale, Marino deve coprire dei posti che sono vuoti, quelli dei diretti collaboratori di fiducia. Non venisse però a raccontare che li ha scelti per concorso, perché la gran parte sono funzionari di area PD-SeL, alcuni proprio funzionari di partito.
 
Sarà, quindi, interessante vedere se, dopo gli annunci, Marino chiarirà anche da dove prende i soldi per fare (sempre ammesso che ci riesca) questa nuova tranche di interventi sui martoriati Fori Imperiali. 

E, magari, contestualmente ci spiegherà anche come mai per riparare le strade i soldi non ci sono, per il verde pubblico i fondi mancano, per il sociale "non c'è una lira bamboli", sul decoro urbano non possiamo spendere, ma si può spendere per i consulenti e una preferenziale costosissima e inutile.

A meno che, ovviamente, Ignazio sindaco Marino non stia riprovando a usare i Fori come specchietto per le allodole e dirottare l'attenzione dai suoi problemi interni e far dimenticare il suo record: maggioranza a pezzi, Giunta in bilico, rischio commissariamento in meno di 5 mesi di governo.

lunedì 2 settembre 2013

Frenata d'emergenza

Lo stridìo dei freni è assordante.
Da tre giorni il Sindaco Pedonalizzatore (Ignazio Marino) è più solo: le corde vocali del Campidoglio (Repubblica e Corriere) sembrano soffrire di una fortissima raucedine.
 
Il primo a soffrire di questa grave forma di mal di gola è Repubblica.

Certo, il pezzo è inguattato a pagina 7 della cronaca e non in prima (come sarebbe avvenuto in un caso simile qualche mese fa). Ma la sostanza è un j'accuse che riguardando formalmente il management di Roma Metropolitane, in realtà chiama in causa direttamente sindaco Marino e assessore alla Mobilità, Improta.

Punto primo: Improta - secondo la denuncia del Collegio sindacale di Roma Metropolitane ripresa da Repubblica - avrebbe fatto pressioni per non far pagare l'accordo transattivo sui cantieri di Metro C (quell'accordo per il cui mancato pagamento i cantieri sono ancora chiusi al di là degli annunci). Una decisione "illegittima" secondo il Collegio.
 

Punto secondo: la cosiddetta due diligence (l'esame dei conti) su questa vicenda è stata affidata a caro prezzo a uno studio legale (scelto come?) che ancora non ha prodotto atti.



Punto terzo (e più grave): Roma Metropolitane ha usato i fondi (pubblici) per la Metro C per pagare la (finta) pedonalizzazione dei Fori Imperiali.

Certo, se 'sta roba l'avesse fatta Alemanno... forse Repubblica avrebbe usato un po' meno di guanti bianchi...
Ma accontentiamoci e andiamo avanti.

Un paio di pezzi di "condimento" arricchiscono le cronache:



Certo, il pezzo sull'Ama potrebbe essere un favore fatto a Marino al quale ancora non è riuscito di defenestrare Piergiorgio Benvenuti dall'Ama come ha fatto, invece, con Carlo Buttarelli dalla Polizia Municipale e con Enrico Diacetti dall'Atac
Manca ancora l'Ama, quindi, al Sindaco, per proseguire il gioco del domino delle controllate che, nel mirino finale, vede Acea e Camera di Commercio, le due casseforti della città.

Anche il Corriere fa un paio di ricamini:

Ma è proprio dalle colonne del Corriere della Sera che emerge un quadro abbastanza dettagliato del perché Rep&Cor abbiano smesso di suonare la Sinfonia a Marino.

Certo, la riapertura delle scuole genererà il caos nelle strade circostanti i Fori Imperiali.
Sarebbe, quanto meno, improvvido continuare a dire che va tutto bene e poi il 12 settembre dire che c'è il caos in città. 
Quindi, meglio - delicatamente - preparare un po' il terreno: ne va della credibilità anche delle stesse testate (nonché degli stessi giornalisti).

Ma, a parte questa ovvia considerazione, ve n'è una molto più politica in questo raffreddamento dei rapporti fra Rep&Cor e Campidoglio.
Ed è una spiegazione che coinvolge i rapporti fra Partito Democratico e Sindaco.

Leggiamo con attenzione.


Sfrondiamo il pezzo dalle sovrastrutture.

Bum... Prima bomba: il rapporto fra Pd e Giunta si annuncia "dialettico", c'è un "vuoto amministrativo e politico". Traduzione dal politichese: il Pd si sta stufando dell'iperdecisionismo di Marino che non ascolta nessuno del partito e nemmeno i cittadini.



C'è anche il piccolo depistaggio che Corsetti Orlando prova a fare: eliminare le strisce bianche all'Esquilino per garantire più turnazione di veicoli. 
Al di là del fatto che le strisce bianche - il 20% dei posti auto totali su strada - venne deciso da Alemanno non per un capriccio ma a seguito di una sentenza del Tar del Lazio che obbligò il Campidoglio alemanniano a ridisegnare l'intero sistema della sosta tariffata, forse il problema potrebbe essere affrontato iniziando a combattere la sosta in doppia fila (di Suv, spesso di proprietà cinese) che riduce le strade del quartiere a un girone infernale!

Vi è, però, un secondo articolo che illustra ancora meglio la tensione che serpeggia in Comune.

Il fondo odierno della Cronaca del Corriere è suggestivo.


In sostanza, Sindaco e Pd forse non si odiano, ma certo non si amano.

Un colpo al cerchio - il Pd romano è diviso in bande perennemente in guerra fra loro - ...

... E uno alla botte - Igna' con questi Fori non è che puoi reggere a lungo, inizia a occuparsi anche del resto dei problemi cittadini.

Ma la chiave di lettura è alla fine del pezzo:

Nomine e poltrone: questa è la posta in palio.

Insomma, la guerra fredda fra Marino e il Pd - con SeL spettatore interessatissimo, specie alle poltrone - sembra coinvolgere anche le redazioni.
Vedremo, alla fine, chi vincerà. 

venerdì 23 agosto 2013

Olimpiadi della Disinformazione


Si stanno disputando, in questi giorni a Roma, le Olimpiadi della Disinformazione.
Al momento, con le prove di ieri, balza in testa Repubblica, seguita a ruota dal Corriere della Sera.
Chiude, sconsolato, e con grande distacco dalla Coppi di testa, Il Messaggero che si avvia verso una mestissima retrocessione.

Il balzo odierno di Repubblica rasenta le vette della perfezione: la polemica - non troppo velata - fra il ministro dei Beni Culturali, Bray, e il sindaco Marino sulla vicenda della corsia preferenziale dei Fori Imperiali viene trasformata in un amore incondizionato fra Campidoglio e Collegio Romano e in una querelle fra il Ministro e la capogruppo del PdL in Assemblea Capitolina, Sveva Belviso.


Andiamo per ordine.
Massimo Bray, ministro per i Beni Culturali, tira una vera e propria staffilata sulle gengive a Marino.
"Caro Ignazio - è la sostanza delle dichiarazioni del Ministro - sulla vicenda Fori-Colosseo non puoi fare come cazzo ti pare ma devi sentire i cittadini". 

Rido ancor pensando se una cosa del genere l'avesse detta il povero Francesco Maria Giro ad Alemanno: Repubblica ci sarebbe andata avanti tre mesi in prima pagina!

Replica un Marino piuttosto stizzito - come pare che accada ogni qual volta non gli venga detto sissignore - "Aaaah Massimo, ma che mi vuoi venire a spiegare come si fa il Sindaco? I residenti li ho interpellati e continuerò a farlo".
Chi abbia sentito Marino - a giudicare da quanto male la stanno prendendo i residenti di Esquilino, Monti e rioni del Centro - è un mistero gaudioso, perché certo i 13 della gauche au velò (versione mariniana della gauche au caviar) non è che siano proprio un campione molto rappresentativo.

Ma cos'è il genio, si chiedevano il conte Mascetti e i suoi Amici Miei?



E, poi, il delitto di lesa maestà: per una volta, invece di starsene nell'angolo, in silenzio a leccarsi le ferite della débâcle elettorale, interviene uno del centrodestra, l'ex vice sindaco Sveva Belviso,oggi capogruppo PdL.
"Caro Massimo, qualora non lo sapessi noi stiamo raccogliendo firme per un referendum che cancelli 'sta sciocchezza. Vieni e firma".

E, qui, il secondo colpo di genio.
Il ministro Bray fa una precisazione che non precisa: "io parlavo del parco archeologico più grande del mondo": una precisazione che, secondo i bene informati, arriva dopo una telefonata di fuoco fra il Sindaco (incazzato) e il Ministro (sorpreso).

Telefonata a parte, torniamo alle Olimpiadi.
Solo Repubblica non ha capito bene chi parlava a chi e di cosa.

Non si parla del Tridente, ma del Colosseo-Fori, cioè della corsia preferenziale già creata. 
Il quesito dei commercianti riguarda il Tridente.

Ma - ed ecco la motivazione per cui la giuria assegna la medaglia d'oro per la Disinformazione, edizione "primo Trimestre Marino" a Repubblica - la chiosa di Bray, organizzata così come pubblicata oggi, sembra una smentita alla Belviso!

Complimenti. L'etichetta del giornalismo di parte è perfetta!




giovedì 22 agosto 2013

Depistaggio pedonalizzato


Calma piatta. O quasi.
La corsia preferenziale dei Fori Imperiali, seguita a ruota dal rilancio, operato dal sindaco Marino ben coadiuvato dai trombettieri Rep&Cor, di ulteriori pedonalizzazioni sta diventando ormai una specie di depistaggio.

Non si parla più (o quasi) di niente altro.
Non abbiamo più notizie delle buche: chi le ha più viste e sentite?
Si sono perse le tracce delle varie problematiche connesse con i nomadi: chiamate RaiTre!
Dagli schermi radar c'è giusto una traccia, piccola piccola, degli allagamenti di un paio di giorni fa e delle traversie del trasporto pubblico locale, metropolitane in primis.
I problemi di criminalità affliggono Roma in modo sempre più virulento. Ma anche per questo sarà il caso di assumere un Maigret o uno Sherlock Holmes perché 

L'elenco - come lo stesso Marino non mancava di segnalare durate la campagna elettorale - dei problemi della città è lungo, lunghissimo.
Eppure, non se ne parla. 

Le pagine delle cronache locali sono occupate solo da questo nuovo mantra. 
Siamo passati dal "chiamo l'esercito" di alemannide memoria al "pedonalizziamo tutto" by Marino.

E, a quanto pare, anche cervelli e penne notoriamente di prim'ordine si sono pedonalizzate.
Repubblica ormai non è più neanche genuflessa in ginocchio: è completamente sdraiata per terra. La delizia di oggi è il dossier che i "minisindaci" - che nome orribile! - stanno già predisponendo per trovare nuove aree da pedonalizzare.
Fra i quindici Presidenti di Municipio e Repubblica non si capisce chi sia più realista del re!

Il Corriere - una tantum per ora, in attesa che, da Milano, arrivi lo stop al lacchinaggio (nel senso di lacché) e che si recuperi un po' di quella sana indipendenza dimostrata durante il quinquennio Alemanno - accompagna la sviolinata odierna a un pezzettino di spalla che ricorda quali possono essere i problemi legati a una pedonalizzazione di massa.

Unica voce fuori dal coro, il Messaggero: sarà la scarsa simpatia che l'editore (Francesco Gaetano Caltagirone) nutre per Marino (e Zingaretti) ma il quotidiano di Via del Tritone è l'unico che va controcorrente e non si accoda alla sinfonia del "quant'è bello e bravo Marino e quanto ci piace pedonalizzare". Quanto meno, il Messaggero dà spazio ai problemi che queste decisioni comportano.

Solo che - perché c'è un "solo che" - anche questa attenzione finisce per monopolizzare l'attenzione solo ed esclusivamente su questo, lasciano poco o punto spazio al resto.

La domanda, quindi, è: quanto può durare questo giochino?

martedì 20 agosto 2013

Specialisti in dorsopiroette (cit.)

Pedonalizziamo tutto. Pedonalizziamo subito. 
Il sindaco pedonalizzatore non dorme mai: tanto c'è chi gli suona l'orchestrina e lo aiuta a nascondere la polvere sotto i tappeti.


Le due corde vocali del Campidoglio, Repubblica e Corriere, oggi suonano i violini sul "pedonalizziamo il Tridente", ma sì, quello che Alemanno chiamava medicèo anziché medìceo e che divenne campo di battaglia politico-mediatico quando la precedente Amministrazione provò a pedonalizzarlo parzialmente.

In quei giorni, le redazioni dei corifei vennero sguinzagliate alla ricerca di qualsiasi scalzacane che dicesse no al progetto di Alemanno: non si può fare, i commercianti, i residenti, blabla...

Motivazioni del no? Semplice. I commercianti non possono lavorare per carenza di movimento; alberghi e ristoranti necessitano di carico e scarico merci; il macellaio di via di Ripetta - andava di gran voga su Repubblica anche se era candidato con l'Udc al I Municipio - animava la resistenza; e poi i residenti: "ci sarà l'invasione di tavolino selvaggio, l'invasione degli ambulanti, la strada diventerà come a Trastevere, una latrina a cielo aperto, tutta movida e addio sonni tranquilli".

Oggi, stanno lì - le stesse redazioni - osannanti e plaudenti.

Repubblica, addirittura, giunge a rispolverare il progetto dell'hub della mobilità di Villa Borghese: il raddoppio dell'attuale parcheggio interrato che deve essere propedeutico a qualsiasi ipotesi di pedonalizzazione del centro.

Progetto Alemanno - si legge fra le righe - destinato a sostituire lo scempio del Pincio veltroniano ma sul quale oggi Repubblica fornisce nuove informazioni. I box auto destinati a finanziare gran parte del progetto non si vendono, tanto che alcuni acquirenti hanno richiesto indietro la caparra perché i lavori non partono proprio per le basse vendite su carta.
Quindi? Dobbiamo pedonalizzare tutto, troviamo una soluzione.
La corsia preferenziale del Fori Imperiali è lunga 700 metri e, alla fine, si percorre pure a piedi. 

Ma tutto il Tridente no e poi, nel Tridente, c'è il cuore dell'economia commerciale di Roma. Non puoi proprio pensare di sbattere fuori dal giorno alla notte commessi, funzionari, dipendenti di alberghi, ristoranti e uffici.
Già mi immagino i commessi e le commesse di Via del Corso, Ripetta, Borgognona, Frattina, Condotti, e così via in marcia verso il Campidoglio!

Quindi?

Quindi il tanto vituperato progetto Alemanno per Villa Borghese torna improvvisamente buono.
E con una virata a 180° lo riproponiamo, magari spolverandolo con un po' di cipria, tanto per non far vedere che serviamo una minestra riscaldata.

Però, c'è il problema dei costi. Quindi, altra piroetta et voilà facciamolo finanziare dalle strisce blu che Marino si accinge ad aumentare. 
Il Teatro di Marcello - ha deciso Marino - è un bene troppo importante perché possa essere affidato ai privati e ha revocato il bando alla vigilia del l'assegnazione. Qui, i privati invece gestiranno la sosta pubblica per costruire un bene privato come l'hub di Vlla Borghese?

Quando Cyrano de Bergerac parlava di "specialisti in dorsopiroette" forse aveva le premonizioni.

giovedì 15 agosto 2013

E la luna di miele?

Sicuramente il record di Alemanno sarà destinato a durare a lungo: lui, la luna di miele, non l'ha mai avuta. Complice una gran dose di leggerezza nel rispondere alle domande dei cronisti e una certa "corte dei miracoli" che non ha ancora capito che non siamo più nel 1936, le polemiche - fra Ara Pacis e saluti romani - investirono l'ex inquilino del Campidoglio sin dal primo giorno del suo mandato.

Marino, però, sembra stia iniziando a perdere i colpi. 
La corsia preferenziale dei Fori Imperiali può reggere ancora un po', ma i problemi - più o meno sempre gli stessi - iniziano a emergere anche dalla colonne di Repubblica e Corriere.

Certo, le due "corde vocali" del Campidoglio ancora non utilizzano i toni apocalittici che hanno accompagnato il quinquennio di Retromanno, ma qualche crepa qua e là inizia a vedersi.

Più su Repubblica, a dire il vero. Forse le voci di un fortissimo risentimento del quotidiano diretto da Ezio Mauro verso Marino per l'intervista all'Huffingont Post - quella in cui il Sindaco annunciava la volontà di cancellare fisicamente via dei Fori Imperiali - dovevano essere vere.


A scorrere la home page di Repubblica Roma troviamo la protesta antidiscarica in apertura, i camion bar - a proposito, ma Athos De Luca e Dario Nanni, che per un quinquennio non hanno trascorso settimana per attaccare Alemanno su questo problema, oggi dove sono? - i borseggi, la metro C e via dicendo. Tutto molto soft, per carità. In altri tempi, Repubblica ci aveva abituati a ben altri toni e modi.

Poi apri il Corriere. Qui, Marino gode ancora di notevole appeal. Del resto, basta conoscere chi guida - nominalmente e realmente - la cronaca romana per sapere che non è sforzo grande parlare bene del Pd e di Marino...

Però, però... un paio di pezzi velenosini si trovano!
 
Anche qui, i camion bar ai Fori e la discarica sono i temi forti. 
Sarebbe difficile altrimenti, anche in considerazione che sono le due sole cose di cui Marino si è più o meno occupato dell'insediamento ad oggi.

Mancano per entrambi i problemi legati all'emergenza nomadi. Ma c'è tempo... con le linee politiche anticipate dalla vicenda campo Rom di via Salviati, il tema sarà caldo per un bel po' di tempo.

Fra qualche tempo, poi, ci sarà da chiedere il conto delle promesse elettorali di Marino: i soldi per le giovani coppie, quelle per i disoccupati, quelle per i residence, il tram per Trastevere, i giardini per tutti e la città a misura di bambino.

Per ora, ci limitiamo a registrare l'ingresso, sommesso e con toni minori, di qualche problema cittadino nelle pagine dei due corifei capitolini. 
Vedremo se prevarrà alla fine la credibilità della testata (e anche dei colleghi che ci lavorano) o l'appartenenza politica.

martedì 13 agosto 2013

Il Congresso di Vienna dell'Urbanistica capitolina

Parrucconi avanti tutta, torniamo a metterci il neo finto, a incipriarci i boccoli bianchi e ai corpetti con le  stecche di balena.
Il Congresso di Vienna dell'Urbanistica romana si è celebrato: Tayllerand e Metternich hanno fatto il loro lavoro e si torna al 1789.


Questo è lo stato dell'Urbanistica a Roma: si torna al 2003 e amen.

Già il nuovo nome - Traformazioni Urbane - appare suggestivo: a Roma non si costruisce più. Al massimo, ma proprio al massimo, si trasforma l'esistente.
Giovanni Caudo, successore di Marco Corsini, alla guida dell'Urbanistica ha riportato le lancette dell'orologio a dieci anni fa: tutto bloccato e imprenditori sul piede di guerra.

Già due volte, Caltagirone ha inviato un emissario a Caudo ("Gaetanino" per la cronaca) e tutte e due le volte, salamelecchi diplomatici a parte, il Calta è tornato a casa con le pive nel sacco e la faccia sempre più scura.

Non proprio un buon viatico - dopo meno di tre mesi dall'insediamento di Marino a Palazzo Senatorio -che si somma all'irritazione di molti imprenditori (specie quelli che si affacciano i zona centro-Fori), alle gerarchie cattoliche (piuttosto seccate per alcune decisioni assunte da Marino, non da ultima quella della revoca di un bando di gara già vinto dal Forum Famiglie) e di Repubblica - così dicono i bene informati - che ha molto mal digerito che l'annuncio sulla cancellazione di via dei Fori Imperiali sia stato dato alla Annunziata e all'Huffington Post anziché alla voce ufficiale del Campidoglio, Repubblica appunto.

Ma torniamo all'Urbanistica. La legge 167 - quella che serve per costruire le case popolari - è stata immediatamente spostata dall'Assessorato tecnico, l'Urbanistica, a quello politico, l'Assessorato alla Casa, guidato da Daniele Ozzimo. 
In sostanza, l'unica legge che produce soldi, permessi, case e consenso in campo urbanistico, la 167, passa sotto il direttissimo controllo del Pd, rimettendo in piedi il vecchio sistema clientelare degli anni d'oro del veltronismo, rappresentato da alcuni volti di vecchia data.

Vicenda Fori. L'Urbanistica è rimasta in panchina - come anche la Polizia Municipale - durante la partita della creazione della corsia preferenziale dei Fori Imperiali. Tutte le decisioni - dalle date ai percorsi, dai limiti di velocità alle soluzioni tecniche - sono stati decisi in un duetto: Sindaco e Dipartimento Mobilità: tutti gli altri attori, Urbanistica, Lavori Pubblici, Atac e Agenzia per la Mobilità, Vigili Urbani, hanno subito  le decisioni prese dall'alto. Adesso, per il ventilato progetto di eliminazione finale fisica di via dei Fori, l'Urbanistica non è neanche in tribuna. È proprio rimasta a casa.
Un gran risultato.

Un risultato che fa il paio con la decisione di Caudo di bloccare la delibera di Assemblea Capitolina (Alemanno) numero 70/2011, quella che, in sostanza, dava attuazione ad alcuni dei progetti del Piano Regolatore di Veltroni prevedendo agevolazioni burocratiche per dare l'avvio ai progetti e far ripartire il comparto edile della città.
Invece, tutto fermo. Imprenditori con l'acqua alla gola e sul piede di guerra. Tanto che circolano voci di un autunno caldo non solo per le serrate e le manifestazioni dei commercianti che si affacciano sulle strade limitrofe ai Fori, ma anche per possibili proteste del settore. Sarà interessante assistere alle prossime assemblee di Acer e simili!

A conferma di questo malessere, il dato sui permessi a costruire rilasciati. Secondo i bene informati del Campidoglio, dal giorno dell'insediamento di Marino ad oggi ne sono stati rilasciati zero o quasi.

Eppure, l'Ira di Caudo più che con la precedente Amministrazione è rivolta contro Morassut e Modigliani, cioè con gli autori materiali del PRG ventroniano, ritenuti più o meno i responsabili di uno scempio. E non a caso la Restaurazione ha fissato il tempo al 2003 e non al 2007. Al periodo, cioè, antecedente il lavoro preparatorio del PRG.

Infine, neanche in Assessorato c'è bel tempo. Anzi, pare che volga al brutto stabile: i dipendenti e i dirigenti dell'Urbanisica mal sopportano di vedersi ridotti a fare la corte dei miracoli, mentre l'Assessore - che ripete urbi et orbi che in Assessorato c'è troppa gente - le decisioni le prende con i suoi "consulenti", professori e studenti universitari.

Un'eccellente partenza, non c'è che dire!


mercoledì 7 agosto 2013

Improvvisiamo l'improvvisazione


Ma sì, buttiamo la lì un po' di sana italica improvvisazione: il segno distintivo di questo inizio di consiliatura targata Marino-Pd.

Urbi et orbi annunciamo la "pedonalizzazione" di via dei Fori Imperiali
Le proteste? Non nobis domine. 
Non ci saranno più auto. Poi ne passano, praticamente, tante quante prima e, per di più, a velocità degne di Vallelunga. 
Soluzione? Facile: mettiamo un bell'autovelox
Peccato che il codice della strada, come Marino amaramente scoprirà a breve, non consenta di installare autovelox fissi sulle strade urbane. 
Per i distratti colleghi di Repubblica e Corriere: riguardarsi i pezzi relativi alla scomparsa di Eva Bohdalova, la ciclista 28enne uccisa da un taxi in via dei Fori Imperiali nel 2009.
Quindi, altra promessa che non potrà essere mantenuta: il limite dei 30 km/h.
Il regno dell'improvvisazione prosegue, alimentato da una segnaletica stradale approssimativa.

Qualche giorno prima il sindaco Marino, praticamente ancora fresco di insediamento, caccia il comandante dei Vigili, reo, ufficialmente, di aver fatto partire con ritardo una grandiosa operazione anti abusivismo commerciale nel I Municipio.
Ovviamente, solo Repubblica e Corriere hanno creduto alla motivazione.
Lasciamo ad altri il compito di spiegare questa scelta nella quale l'improvvisata operazione abusivi ha un ruolo più che marginale, come dimostrano i mancati inviti a Buttarelli ad alcune riunioni importanti, anche con il Prefetto.
Fatto sta che dell'operazione anti abusivi - costata un bel po' di soldini di straordinari - non si sente più parlare, anche perché i Vigili devono supplire alla mancata segnaletica ai Fori e non possono certo correre dietro a chi vende pallette di gomma o borsette finte.
E, fatto sta, che dopo due mesi, la Municipale è ancora senza un Comandante: la povera - e pur brava - Donatella Scafati sta facendo solo la reggente con scarse chanche (e, forse neanche il desiderio) di rimanere sulla poltrona di via della Consolazione.
Super improvvisazione mascherata dal mantra dei curricula.

Capitolo discarica
Tutti ricordiamo in campagna elettorale le grandi promesse sulla differenziata e sui no alla discarica. Dopo gli ultimi avvenimenti vediamo un Sindaco - e una Giunta - che cadono dal pero e che prendono tempo, non sapendo come spiegare che le discariche servono anche quando la campagna elettorale finisce. 
Il virus dell'improvvisazione colpisce anche la Regione: Zingaretti - dopo aver latitato da Presidente della Provincia - ora, da Presidente della Regione non vuol sentire ragioni: la discarica si farà e si farà all'Ardeatino. E che non se ne parli più. E guai se un paio di Ministri della Repubblica provano a dire "bai": è solo una cosa "folle" e "stravagante".
Ovviamente, il tutto con la compiacenza acquiescente e silenziosa dei mastini della democrazia, dei difensori dei poveri e degli oppressi.

Capitolo nomadi
In campagna elettorale, durante il confronto con Alemanno, Marino se ne uscì con la storiella della nomade volenterosa ma ben si guardò dal dire cosa avrebbe fatto con i campi nomadi trincerandosi dietro il più diplomatico "solo la legalità". 
Oggi - nemmeno due mesi dopo l'avvento suo e della sua Giunta - i campi faticosamente messi in piedi da Alemanno vengono abbandonati. 
Si dirà: aveva sbagliato Alemanno a farli. 
Forse. 
Però si ripopolano quelli vecchi - fra le inascoltate proteste dei residenti - proliferano gli arresti di borseggiatrici in erba, aggressioni ai Vigili, maltrattamenti agli animali - ah, ma la Cirinnà dove sta? - maltrattamenti alla città. Basta una telefonatina di prammatica? 

Ma come smentire la veste dell'improvvisatore? Anche perché lo vorrei proprio vedere Marino che fa sgomberare un campo rom: le facce di Nieri e dell'Associazione 21 luglio potrebbero riempire per giorni gli obiettivi dei fotografi!

domenica 4 agosto 2013

Fori Imperiali, facciamo due conti

Ma, alla fine, la (pseudo) pedonalizzazione dei Fori Imperiali quanto costa alle casse del Comune?
Da Largo Corrado Ricci a via Nicola Salvi, secondo Google Maps, corrono 700 metri lineari.
Il costo della maxioperazione del sindaco Marino è di 2,2 milioni di euro.
La divisione, quindi, è semplice: 2,2 milioni di euro diviso 700 metri fanno 3.124 euro al metro lineare.
Gli eroici corifei del Campidoglio hanno deciso di bypassare la denuncia del Pdl e cioè che Marino abbia trovato questi 2,2 milioni facendo passare la corsia preferenziale Fori Imperiali per "opere complementari" della futura fermata della Metro C "Fori Imperiali-Colosseo". 
Due elementi di riflessione: intanto la Corte dei Conti potrebbe anche interessarsi a questo uso disinvolto di risorse Cipe non previsto dal progetto originario della Metro C (sempre che non incida il conflitto di interessi fra l'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, e il magistrato della Corte dei Conti, Morgante Daniela). In secondo luogo, questi 2,2 milioni dovranno poi essere rimessi nel conto della linea C: i protestatari - ben amplificati in passato da Repubblica, Corriere e Unità - per l'aumento dei costi della C, dove sono finiti oggi? Legambiente, Italia Nostra e il PD - che ha avuto la responsabilità della moltiplicazione dei costi durante l'epoca Veltroni e che ha avuto la faccia di chiedere una commissione di inchiesta in materia - nulla hanno da dire su questa spesa ulteriore?

Ai 2,2 milioni, poi, occorre sommare altri costi. E capire anche chi li pagherà. Chi paga gli straordinari dei Vigili Urbani che, da un paio di settimane, sono impiegati solo ed esclusivamente sulle strade interessate dai cambi di marcia, chiusure e via dicendo?
Quanto costano questi Vigili? E, questi soldi spesi in questa occasione per pagare i Vigili, quanto influiranno, fino a fine 2013, sul bilancio già stringato della Municipale? A settembre, poi, i Vigili dovranno  essere impiegati per tenere in piedi la viabilità nell'area durante il rientro dei romani e la riapertura delle scuole. Quali servizi dei Vigili, quindi, subiranno tagli?

E quanto è costata la notte bianca per i vari artisti di strada? Per il palco? Per le luci? Per la protezione civile? Per le ambulanze? I bagni chimici? Il personale Ama impiegato per ripulire?

Marino ha fatto la ruota davanti le telecamere. Ha etichettato come fascista la protesta dei comitati No Discarica, dimenticando che le proteste non sono democratiche solo quando le guida il PD!

Ma questo giochetto della corsia preferenziale dei Fori, alla fine, quanto ci costa e quanto lo pagheremo fino a fine anno?

Alla fine, i Fori Imperiali sono divenuti la corsia preferenziale più costosa al mondo!

sabato 3 agosto 2013

Colosseo, braghe calate

Non c'è niente da fare: le braghe proprio non sanno tenerle su. Titoloni sparati: "stop alle auto", "tutti a piedi" e così via. Chi si oppone al progetto di illuminazione divina di chiudere via dei Fori Imperiali - da largo Corrado Ricci a via Labicana - alle auto private, nella migliore delle ipotesi, trova uno spazietto di poche righe sommerso dagli inni intonati dai favorevoli. Che, poi, stranamente sono molti di quelli che continueranno a transitare sui Fori. 
Nonostante gli osanna che Corriere e Repubblica dedicano a Marino, quella del Sindaco non è una pedonalizzazione: auto blu, pullman turistici, taxi, Ncc, mezzi di servizio e di soccorso, Atac continueranno a transitare suo Fori. Chi non ci passerà più è il signor Rossi, il povero Cristo cittadino qualunque.
I romani si abitueranno: a settembre ci sarà il caos che, chiaramente, il 4 agosto non si verificherà. Ma dopo qualche settimana si abitueranno, come si abituarono a piazza di Spagna chiusa o a piazza del Popolo e via del Corso pedonalizzate.
Non è, quindi, il problema del traffico su vi Merulana, via Labicana, via degli Annibaldi. Il fatto è che far passare questa cosa ibrida come una pedonalizzazione è una menzogna.
Che non fa onore a chi si è sempre piccato di raccontare la verità e oggi sta a braghe calate.