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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 9 luglio 2020

METRO C SUPPPLICA CONTE: "COMMISSARIATECI"




Commissariate la Metro C e applicate il “modello Genova”. Lo chiede il Consorzio Metro C - il raggruppamento di imprese private che sta realizzando la terza linea di metropolitana romana - al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
La richiesta è contenuta in una lettera che Metro C ha spedito a Conte, ai Ministri dei Trasporti, Paola De Micheli; dell’Economia, Roberto Gualtieri; alla Regione Lazio, al Campidoglio e a Roma Metropolitane (formalmente ancora la stazione appaltante). 
La lettera è un durissimo atto d’accuso e pur se il Comune non è mai nominato non è affatto difficile riconoscere il Campidoglio nell’”Amministrazione” e nel “Committente” iscritti nella missiva.
Paralisi operativa”, “assoluta inerzia”, “reiterati solleciti”, “gravità inaudita”, “ingiustificabili ostacoli”, “stato di paralisi in cui versa l’Amministrazione”: sono solo alcune delle espressioni che Metro C usa per descrivere un semplice fatto: da un anno le talpe sono ferme. Il cantiere è immobile e le poche lavorazioni che si stanno compiendo - con Agenzia per la Mobilità che si è affrettata a far uscire un comunicato di avanzamento del cantiere - non riguardano le talpe ma le lavorazioni di stazione a Colosseo. 
Un anno fa, il 5 luglio, Virginia Raggi twittava: “Metro C a piazza Venezia: ipotesi sempre più concreta. Inviato al MIT (Ministero delle Infrastrutture, ndr) progetto definitivo. Presto talpe in azione”. Dopo un anno le talpe, però, sono ancora ferme esattamente nello stesso punto aprendo inquietanti interrogativi sul significato temporale dell’avverbio “presto” usato dal Sindaco. 
Non è stata completata l’istruttoria di alcune varianti di fondamentale importanza per il prosieguo dei lavori”, scrive Metro C al Governo, “a distanza di circa 7 mesi dall’adozione della delibera CIPE con cui nel dicembre 2019 è stato finanziato il prolungamento delle gallerie fino a piazza Venezia e dopo circa 4 mesi dalla relativa pubblicazione, marzo 2020 l’Amministrazione non abbia ancora rimosso gli ingiustificabili ostacoli di ordine burocratico che continuano tuttora ad impedire l’approvazione del relativo progetto”. Un’inerzia che oltre a mettere gli operai in cassaintegrazione, rende “più incombente il rischio di vedere irreversibilmente danneggiate” le talpe “a causa del prolungato fermo e di non poterle più impiegare” per proseguire gli scavi “vanificando ogni sforzo compiuto per evitare” il tombamento delle stesse sotto i Fori Imperiali. Per questo, Metro C chiede al Governo di nominare un Commissario Straordinario e di applicare il decreto Semplificazione sul modello seguito per il Ponte di Genova. 
Oggi in Consiglio comunale è previsto il voto che manca a riprendere i lavori e che è atteso da mesi e, teoricamente, sul modello Genova, è proprio il Sindaco che dovrebbe essere il candidato ideale al ruolo di Commissario per bypassare i freni burocratici. Un’ipotesi tutt’altro che rassicurante. 

giovedì 2 luglio 2020

NIENTE PIÙ CDA A 3 POSTI, ATAC AVRÀ UN SOLO CAPO


La nomina di Giovanni Mottura alla guida di Atac segna un’inversione di rotta nella governance delle partecipate, confermando, dopo quella di Stefano Zaghis in Ama, il ritorno all’Amministratore Unico in luogo dei Consigli di Amministrazione a 3 posti.
Nel 2017 la Giunta Raggi, sfruttando la possibilità offerta dalle norme nazionali sulle società partecipate, decise di utilizzare il Consiglio di Amministrazione a 3 membri per le principali controllate capitoline: Atac, Ama, Risorse per Roma, Æqua Roma, Roma Metropolitane, Roma Servizi per la Mobilità e Zétema.
Leggendo le carte dell’epoca, la decisione era dovuta alla “sussistenza delle ragioni di complessità organizzativa e gestionale” ed era stata presa "sulla base di indicatori qualitativi e dimensionali”.
Tant’è che per Atac, la Raggi ritenne che “la molteplicità, l’articolazione e la complessità dei servizi erogati da Atac” fosse necessario un “organo amministrativo della società” in grado di gestire “ambiti di competenza non assumibili dalla figura dell’Amministratore Unico. Infine un organo amministrativo composto da tre membri offre garanzie di una efficace governance, in relazione alla modalità di assunzione delle deliberazioni, nonché in ordine all’effettività degli strumenti di controllo, nel necessario coinvolgimento del Collegio Sindacale chiamato a partecipare alle sedute del Consiglio di Amministrazione”. Insomma, sfrondando dal burocratese, uno da solo non poteva farcela.
Appena tre anni dopo - la delibera Raggi che sceglieva i CdA è proprio di fine giugno 2017 - dietrofront e passo di corsa: “Si ritiene che nell’attuale fase di vita della società l’organo amministrativo debba essere costituito in forma monocratica” secondo la parte generale delle norme nazionali sulle partecipate e “in deroga alla delibera 137/2017”. Il perché viene evidenziato poco dopo: “ciò in quanto si favorisce il diretto ed immediato ricordo dell’organo amministrativo della società con l’Amministrazione capitolina”. 
Insomma, secondo qualche maligno si avvicinano le elezioni e un fronte importante come Atac va tenuto sotto strettissima sorveglianza.


sabato 30 maggio 2020

TORNATI ALLA NORMALITÀ: LO SCIOPERO ATAC DEL VENERDÌ





Finiti i mesi di quarantena, si torna alle vecchie e sane abitudini: lo sciopero Atac del venerdì. Ieri, quattro ore di astensione dal lavoro, dalle 8.30 alle 12.30, indetto dalla Fast-Consal.
Risultato: metro B e B1 chiuse, Roma-Lido attiva ma con riduzioni di corse, e cancellazioni di corse per bus e tram. 
Secondo Agenzia per la Mobilità l’adesione è stata del 14,7% ma considerando che il numero delle vetture in circolazione rilevato dal sistema era pari a 1120 poco prima dell’inizio dell’agitazione e che, durante lo sciopero, è sceso a circa 700 bus, l’adesione potrebbe essere stata molto più alta, arrivando al 35-37%.
Il risultato è stato comunque una mattinata di trasporto pubblico in sofferenza cui si è sommato un pomeriggio bagnato e segnato da allagamenti, sospette voragini e crolli di alberi.
Da segnalare il grave incidente alla Stazione Tuscolana dove un treno regionale ha urtato un mezzo addetto alla manutenzione: 4 feriti ricoverati in gravi condizioni ma non in pericolo di vita e traffico ferroviario rallentato a lungo.
Alla fine, gran traffico, in tilt come da tradizione: via Cola di Rienzo è stata chiusa a causa di un avvallamento fra piazza Risorgimento e via Terenzio in direzione Lungotevere e fra via Fabio Massimo e via Tibullo al senso contrario. Accertamenti in corso per appurare le cause e la pericolosità dell’avvallamento. 
Allagamenti segnalati in varie zone della città: Collatina, Ostiense, Marco Simone, via Ronciglione. Poi, alberi caduti con interruzione del tram 8 e, ovviamente, svariati incidenti: Tuscolana, Ardeatina, Tiburtina, Collatina, Aurelia, Pineta Sacchetti, Lungotevere Ripa, viale della Moschea, Galleria Giovanni XXIII (che per un po’ è stata chiusa per un’ora in direzione Salaria).
Alla fine, Roma sembra tornare nella sua disastrata normalità: il Campidoglio ha diffuso l’Ordinanza firmata dal sindaco, Virginia Raggi, che proroga la disattivazione delle varie telecamere di controllo delle zone a traffico limitato fino al 30 agosto. Ma non una sola parola sui rimborsi a chi ha già pagato, e pure caro, il permesso. 



sabato 16 maggio 2020

COSÌ CAMBIERÀ SAN GIOVANNI






Quasi un anno di lavori a partire da lunedì 18 quando apriranno i primi cantieri per la radicale modifica della viabilità di via La Spezia e via Taranto, a San Giovanni.
L’annuncio dell’avvio dei lavori è giunto ieri dal Campidoglio con una nota stampa: “Inizieranno lunedì 18 maggio i lavori di riqualificazione e riorganizzazione della viabilità nel quartiere San Giovanni, nell’area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi. Il progetto prevede un nuovo assetto di traffico nella zona, l’istituzione di una corsia preferenziale su via La Spezia, interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di due piste ciclabili. I lavori partiranno da Largo Brindisi, per il quale è previsto un ampliamento della zona pedonale. In base al progetto, l’area pedonale diventerà anche un hub multimodale, con l’accesso diretto alla stazione metro San Giovanni e la realizzazione di un parcheggio per le biciclette, chiuso e controllato, accessibile ai titolari di MetreBus Card. Le ciclabili previste su via La Spezia e via Taranto convergeranno su Largo Brindisi. Su via La Spezia una nuova preferenziale favorirà la circolazione dei mezzi pubblici”.
Il progetto, redatto da Roma Servizi per la Mobilità, prevede una serie di interruzioni al traffico anche dei mezzi pubblici: da lunedì 18, totale divieto di parcheggio su via La Spezia e via Taranto, ed è prevista la chiusura di largo Brindisi tra via Appia Nuova e via Faenza. Saranno deviate le linee di bus 16, 51, 77, 81 e la “MC2”, cioè la linea che, fino al 12 luglio, sostituisce dalle 21 di sera la metro C fra San Giovanni e Malatesta. Di due fermate una - la 82563 su via La Spezia quasi davanti l’ingresso posteriore delle Poste - sarà soppressa mentre un’altra la 70393, su via Taranto 30 metri dopo via Pontremoli - sarà spostata all’altezza del civico 8 della stessa via Taranto.
In pratica, via La Spezia diverrà senso unico a scendere verso San Giovanni da via Nola. Via Taranto sarà senso unico al contrario. 

Di fatto, quindi, interessati dal cantiere stradale della durata di quasi un anno sono poco meno di 350 metri lineari su via La Spezia e poco meno su Via Taranto per un investimento totale di 1 milione e 70mila euro. 
Alla fine dei lavori, via La Spezia avrà sul lato numeri pari la corsia preferenziale, sul lato numeri dispari la ciclabile e in mezzo due corsie per le macchine. Su via Taranto, niente preferenziale ma solo la ciclabile che sarà sul lato dei numeri civici pari. 
Champagne in Campidoglio: “Ridisegniamo gli spazi - scrive il sindaco di Roma, Virginia Raggi - dando respiro al quartiere, rendendolo più vivibile per tutti, residenti e cittadini che lo frequentano ogni giorno”. 
Le fa eco l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese che parla di “ulteriore cambiamento dopo l'apertura della stazione metro C, per favorire il trasporto pubblico e la mobilità pedonale e ciclabile, valorizzando un'area strategica della città”. Chiude il presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno: “Credo molto in questo intervento perché rappresenta la nostra visione, differente rispetto al passato, di come debba essere la città di Roma e gli spazi urbani nel 2020”. 



Foto 1 - Le specifiche dell'intervento contenute nel progetto esecutivo

Foto 2 - La planimetria dell'intervento su Via La Spezia (progetto esecutivo)

Foto 3 - La planimetria dell'intervento su Via Taranto (progetto esecutivo)

Foto 4 - La planimetria dell'intervento su Largo Brindisi (progetto esecutivo)

sabato 18 aprile 2020

CORONAVIRUS; ATAC E LA "FASE 2"



Inizia la discussione sulla “fase 2”, quella della ripresa della vita ordinaria, per ciò che riguarda gli spostamenti dei cittadini: Atac, Agenzia per la Mobilità, Assessorato ai trasporti del Campidoglio e associazioni varie si sono “riunite” in una seduta di Commissione dedicata ad analizzare e prevedere il futuro rientro alla quotidianità post pandemia.
Primo dato: “il livello di traffico a Roma è al di sotto del 90% rispetto al mese di febbraio, mentre i tempi per la sosta si sono ridotti del 55%” ha annunciato il presidente dell'agenzia Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, che ha spiegato: “Le analisi sono state effettuate studiando i dati contenuti nelle scatole nere di molte automobili per la localizzazione satellitare, con le misure puntuali ai semafori, con i dati che ci arrivano dalle antenne bluetooth ma anche con i passaggi ai tornelli delle metropolitane per i pedoni”. 
Secondo dato: l’arrivo dei nuovi bus. Dopo i 227 prodotti in Turchia e acquistati dal Campidoglio sulla piattaforma Consip, è stata avviata una seconda commessa per 328 nuove vetture
In estate - ha detto l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese - inizieranno ad arrivare i 328 nuovi autobus che potranno rafforzare la flotta e contribuire a potenziare le linee che richiedano maggiore frequenza e tempi di percorrenza più rapidi”. Dettaglio: nei programmi di Atac, scritti all’interno del concordato fallimentare, per il 2020 dovevano arrivare 380 nuovi bus (non 328) e 350 ne dovrebbero andare in pensione per raggiunti limiti di età.
Per Atac c’è un obiettivo e un problema da risolvere. L’obiettivo è tornare al servizio con i livelli di prima della quarantena. Problema: rimane la necessità del distanziamento fra le persone, quindi occorrono ancora più vetture. In Commissione, l’Azienda ha spiegato di essere in procinto di creare una task force di operatori per presidiare le corrette distanze dei passeggeri nelle fermate più importanti. 
A breve è prevista la realizzazione di stress test sul sistema e, in attesa delle direttive da parte del Governo, Atac pensa di allungare il “servizio dell'orario di punta”, ovvero mettere più mezzi: per questo sono in corso “analisi sui dati dei contapasseggeri che sono attualmente attivi su circa 600 mezzi e autobus” per identificare linee e orari più affollati. Altra possibilità per ampliare il parco mezzi è quella di utilizzare scuolabus e pullman gran turismo per sopperire ai disagi provocati dalla  necessità di avere più mezzi a disposizione: “abbiamo 400 linee di trasporto scolastico e crediamo di poter recuperare altrettanti bus che poi vedremo quali linee Atac potranno coprire”.
Ultima misura: il Campidoglio vorrebbe incrementare il numero di preferenziali per bus e bici

martedì 25 febbraio 2020

CANTIERI E SCIOPERO. CHE CAOS


Metro ferme o a singhiozzo, linee di superficie con altissima percentuale di adesione allo sciopero, lavori, incidenti, traffico: agitare bene e ecco servito l’ennesimo giorno di passione per i romani e i turisti. 
Seguendo gli account twitter di Atac e di Roma Mobilità sembra di leggere una specie di bollettino di guerra. Traffico intenso praticamente ovunque, incidenti e il blocco dei trasporti hanno di fatto semi paralizzato la città.
Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato indetto da Fast Confsal e ha riguardato tutta la rete di superficie - quindi,  bus, filobus, tram, e bus elettrici - quella delle metropolitane e le ferrovie urbane, Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. 
All’astensione dal lavoro, ha aderito anche il sindacato Usb di Roma Tpl, la società privata che ha in gestione, per conto del Campidoglio che ha continua a prorogare l’appalto, un centinaio di linee bus in periferia.
E i sindacati gongolano: «Altissima l’adesione allo sciopero di oggi indetto da Usb nelle aziende private che effettuano servizio di trasporto pubblico locale a Roma. Oltre il 90 per cento delle adesioni, a testimonianza di quanto i lavoratori soffrano le problematiche che vivono tutti i giorni sulla loro pelle, come il mancato pagamento degli stipendi; problemi che ricadono anche sulla cittadinanza, con circa 60 corse al giorno che saltano e fanno venire a mancare l'unica possibile mobilità nella la città». 
Il sito del Campidoglio e il servizio informazioni del Campidoglio ancora nella mattinata di ieri non erano in grado di comunicare se i varchi ZTL - abitualmente disattivati in concomitanza di uno sciopero del trasporto pubblico - fossero attivi o meno. Numerose le segnalazioni di utenti che, dopo non aver trovato notizie sul sito, si sono rivolti, senza successo, allo 060606.

Il risultato dell’astensione dal lavoro è sintetizzato da alcuni tweet di Roma Mobilità: «Sciopero: metro A attiva con riduzioni di corse; Metro B-B1 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura; Metro C alle 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura. Termini-Centocelle attiva con riduzioni di corse. Ferrovia Roma-Lido ultime partenze da Porta San Paolo ore 9.30 e da Colombo ore 10.15, poi chiusura. Ferrovia Roma-Nord, treni cancellati tratta urbana: 700 (Flaminio 13.40-Montebello 14);  treni cancellati intera tratta: 303 (Catalano 9.40 - Montebello 11.08), 304 (Montebello 12.20 - Catalano 13.46) e 702 (Flaminio 14.20 - Catalano 16.09)». 
Per il servizio di superficie, a Termini le attese hanno superato i 20 minuti e, considerando che si parla generalmente di autobus ai capilinea, è un tempo infinito. E, non a caso, l’account twitter aziendale, @infoatac, invitava gli utenti in attesa alle fermate a utilizzare l’app oppure a chiedere informazioni sui tempi di attesa.
Non bastasse quindi il caos, la ZTL a sorpresa (i varchi sono rimasti attivi), ci si sono messi anche i limiti di velocità sulla via del Mare, dal chilometro 16,700 e fino allo svincolo con Acilia, tratti interessati da sondaggi geologici per verificare lo stato del manto stradale e che comportano anche un senso unico alternato. Limiti e senso unico rimarranno in vigore almeno al 14 marzo.
Da ultimo, a completare il quadro, ci sono i cantieri su via Aurelia per il rifacimento del manto stradale, in direzione centro, dal km 9,7 al km 7,9 che rimarrà chiuso al traffico fino al 15 marzo. Deviati alcuni bus. È ancora chiusa la canna nord della Galleria Giovanni XXIII per lavori. Infine, a causa delle buche, è ancora chiusa via del Foro Italico all’altezza dello svincolo per viale della Moschea.

martedì 26 novembre 2019

ROMA TPL NUOVA GARA ANCORA LONTANA


Se il servizio reso all’utenza da Atac ad ottobre 2019 continua nel segno pesantemente negativo, non va meglio per Roma Tpl, il consorzio privato che gestisce, per conto del Comune, cento linee di trasporto bus in periferia
Ieri seduta della Commissione Mobilità dedicata proprio a Roma Tpl. Siamo alla quarta proroga del vecchio contratto di servizio: sottoscritto nel 2010, scadeva a maggio 2018 ma i 5Stelle dal 2016 lavorano a una nuova gara senza mai riuscire a portarla a compimento. Ora si attende il 12 dicembre quando il Consiglio di Stato si pronuncerà in secondo grado, su appello del Comune che aveva perso davanti al Tar subendo l’annullamento della gara. Per il nuovo bando, quindi, sarà necessario aspettare.
Nella Commissione è stato affrontato il problema del livello del servizio. Roma Servizi per la Mobilità afferma: “fino al 2016 il livello si è tenuto abbastanza bene ed è andato via via degradando fino al 2018 con una perdita del 13%. Solo a settembre 2019 siamo risaliti con perdite solo del 10%”. A ridurre il numero dei bus (oltre 130 fermi in officina su 462 vetture) le buche e anche gli alberi non potati che finiscono per distruggere le antenne delle rilevazioni delle posizioni dei veicoli. Altro tema caldo, quello degli stipendi dei dipendenti, troppo spesso pagati in ritardo con i sindacati che chiedono a gran voce che il Comune subentri al Consorzio in caso di ritardo.

martedì 12 novembre 2019

NIENTE ZONA ROSSA PER LA MERKEL


Non ci sarà una vera e propria “zona rossa” per la visita di Stato che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, farà lunedì a Roma. Arrivo a Ciampino nel tardo pomeriggio e trasferimento a Villa Pamphilij dove, alle 19.30, sarà ricevuta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il quale terrà una conferenza stampa congiunta prima di una cena di lavoro. Ripartenza il giorno successivo dopo altri incontri politici. Per i romani e i turisti non sono previste, al momento in cui scriviamo, delle preclusioni ad aree della città. Il programma è in evoluzione e, fino all’ultimo momento, potrebbero intervenire variazioni legate all’esigenza di garantire la sicurezza del Cancelliere. Tuttavia, stando a quanto trapela dalla Questura di Roma e dal Comando generale dei Vigili Urbani, saranno previsti solo momenti di chiusura temporanea delle strade al passaggio del corteo della Merkel. Qualcosa di analogo a quanto avviene quasi sempre durante cortei e manifestazioni. Ovviamente segreti gli itinerari specifici che saranno seguiti dalla Merkel.
Coinvolti, a vario titolo, nelle decisioni che vengono assunte la Questura cui competono le decisioni finali su chiusure e sicurezza; i Vigili Urbani cui sarà affidato il compito di dare esecuzione al piano degli spostamenti e che ha già diramato le disposizioni per un incremento del personale in strada. Poi, ancora Roma Servizi per la Mobilità cui spetterà il compito di comunicare tempestivamente tanto le chiusure stradali al traffico privato quanto le eventuali modifiche dei percorsi delle linee di autobus, compito questo da completare in sinergia con Atac. Appare molto meno coinvolto il gabinetto del Sindaco. Sarà forse perché Virginia Raggi non dovrebbe incontrare la Merkel né partecipare agli eventi politici ma i vertici della comunicazione del Campidoglio hanno dato l’impressione di ignorare perfino la visita di Stato. Uno che rimanda a un altro in una specie di gioco dell’oca: chi scarica sul sottoposto che magari neanche si degna di rispondere al telefono, chi suggerisce di chiamare i Vigili Urbani, chi Roma Servizi per la Mobilità. La prossima volta si potrebbe chiedere al veterinario o al panettiere almeno stando alla qualità delle risposte di chi dovrebbe curare la comunicazione istituzionale del Comune di Roma e del Sindaco della Capitale d’Italia. Fortunatamente migliore professionalità si incontra negli staff di Roma Servizi per la Mobilità e dei Vigili urbani che, senza eccessivo sforzo riescono a spiegare quanto pubblicizzabile del dispositivo degli spostamenti della Merkel. 

sabato 9 novembre 2019

L'ULTIMA TROVATA GRILLINA: PEDONALIZZARE PIAZZA VENEZIA A NATALE



È l’ultima invenzione della compagine grillina al governo di Roma: pedonalizzare piazza Venezia. Siamo in una fase ancora embrionale del progetto ma, stando alla seduta della Commissione mobilità di ieri mattina, l’idea entra nel mondo del reale. Dopo l’aumento del costo delle strisce blu, l’estensione della Ztl e le funivie ora ci si dedica all’”ipotesi” - così era definita nella convocazione della Commissione - di rendere perdonabile almeno una parte di piazza Venezia.
Il verbale della seduta è molto chiaro. Il presidente della Commissione, Enrico Stefàno (M5S), nel presentare il punto all’ordine del giorno, dice: “È un mio pallino, lo confesso. Già in alcune domeniche, una parte della piazza viene pedonalizzata. Già si potrebbe pensare di attuarla tutte le domeniche?”. 
A rispondere, da un punto di vista tecnico, è l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità: “Nelle ipotesi, anche le transenne e i materiali rimovibili sono stati inseriti calcolando l'impatto minore possibile. La segnaletica non verrebbe mai alterata”. Riprende Stefàno: “Si potrebbe pensare di farle tutte le domeniche, soprattutto durante le feste natalizie. Tutto ciò è realizzabile già quando in alcune domeniche si pedonalizza Via dei Fori Imperiali. Si espanderebbe anche a Piazza Venezia”.
Piazza Venezia con il suo selciato disastrato, dannazione di motorini, coppe dell’olio, ammortizzatori e tacchi alti. Piazza Venezia dove, attualmente, transitano 14 linee di bus diurni (e 7 notturni) e, fra le diurne, alcune che sono fra le linee più affollate di Roma come il 64, il 70, l’81, l’87 e il 492. Linee che, quindi, potrebbero essere “toccate” da questa pedonalizzazione.
Spiega ancora Stefàno: “Vogliamo portare avanti questa proposta: rendere definitivo tutte le domeniche l'assetto che oggi c'è con “Via Libera” - l’iniziativa che periodicamente vede alcune zone della Capitale pedonalizzate e ciclabili, ndr - in una parte di piazza Venezia. Ovvero pedonalizzare tutte le domeniche, come sono pedonalizzati i Fori Imperiali, la parte di piazza Venezia verso il Palazzo delleGenerali, dividendola dai percorsi dei bus e dei taxi”. 
Qualora questo progetto andasse avanti, sarebbe un’ennesimo colpo alla già disastrata mobilità del centro storico: piazza Venezia è comunque uno snodo fondamentale del traffico urbano della città, come testimoniato dall’intenso volume di traffico sulla piazza, spesso bloccata, nonostante sia all’interno della Zona a traffico limitato. 
Piazza Venezia, soprattutto, che risulta ai margini della progettualità dell’Amministrazione Raggi. Il tombamento delle talpe della Metro C dovuto all’incapacità della Giunta grillina di prendere per tempo le decisioni utili sul percorso da seguire; la revisione progettuale della stessa Metro C annunciata da un paio d’anni e mai partita; la liquidazione di Roma Metropolitane che si sta rapidamente trasformando nel colpo di grazia alla prosecuzione dei lavori sulla terza linea della sotterranea capitolina; la chiusura ancora della fermata Barberini sulla linea A: sono quattro elementi che rischiano di trasformare l’idea di pedonalizzare piazza Venezia, seppur parzialmente e di per sé magari anche affascinante, in ulteriore caos.

giovedì 10 ottobre 2019

ROMA SERVIZI, CAMPIDOGLIO INERTE, BILANCIO 2017 IN ROSSO E DA APPROVARE


L’inerzia del Campidoglio: anche il bilancio di Roma Servizi per la Mobilità è fermo. La versione 2017 giace da giugno dello scorso anno in Campidoglio senza che sia mai stato approvato. Dopo Ama, cui mancano i bilanci 2017 - quello che costa le teste dei diversi CdA - e del 2018, dopo Roma Metropolitane cui manca pure quello del 2016 e oramai è entrata nel cono della liquidazione, si scopre che anche Roma Servizi per la Mobilità se la passa male. 
E non solo semplicemente perché il bilancio manca. Ma perché è pure fortemente in perdita. La notizia l’ha data direttamente il presidente e Ad della società, Stefano Brinchi, durante l’audizione in Commissione Trasparenza. Brinchi ha spiegato come il bilancio 2017 sia stato redatto da suo predecessore, Carlo Maria Medaglia, dopo un controllo dei conti con il Campidoglio per avere certezza su debiti e crediti fra Azienda e Palazzo Senatorio. Esattamente quello che la Raggi si era impegnata a fare con Ama con tanto di delibera di Giunta (21/2019) senza però mai farla lasciando aperta l’incertezza sui crediti di Ama. Discorso analogo per Roma Metropolitane che ritiene che manchi il saldo di svariate fatture per lavori svolti per il Campidoglio. 
Terzo passaggio di Brinchi: dal 30 luglio è stato depositato in Campidoglio il progetto di riforma della pianta organica. Siamo a metà ottobre e, in sequenza, mancano: il bilancio 2017 che aspetta in qualche cassetto da giugno 2018 e la riforma interna dell’azienda, bloccata su qualche scrivania da luglio 2019. 
Non a caso, alla notizia, i membri della Commissione Trasparenza sono saltati sulle sedie: “È l’ennesimo caso di una municipalizzata tenuta inspiegabilmente in attesa da un’amministrazione che ancora non ha manifestato idee chiare sul futuro della holding capitolina”. 
Insomma, la cifra che pare contraddistinguere l’operato dell’Amministrazione Raggi è quella dell’inerzia e dell’immobilismo. E le denunce che continuano a susseguirsi non vengono più dall’opposizione ma direttamente da dentro l’Amministrazione, dai vertici di quelle Municipalizzate nominati dalla Raggi e dai suoi e poi abbandonati a se stessi. “Assoluta inerzia”, “mancanza di una fattiva collaborazione” erano due espressioni contenute nella lettera di dimissioni dell’ultimo CdA di Ama. Di “assenza di riscontri” e “situazione di stallo” ha parlato Marco Santucci, ad dimissionario di Roma Metropolitane. Ora Brinchi che “inerzia” e “stallo” non le pronuncia a parole ma finisce per farlo con gli atti.

BRINCHI (ROMA SERVIZI MOBILITÀ) PRONTO A DIMETTERSI


Se l’Anac (Autorità Anticorruzione, ndr) dovesse ritenere che sussistano incompatibilità sui miei incarichi sono pronto a dimettermi immediatamente e a firmare un atto di rinuncia a qualunque tipo di causa contro l’azienda”: è questo, forse, uno dei passaggi più rilevanti dell’audizione, avvenuta ieri mattina, in Commissione Trasparenza di Stefano Brinchi, l’ingegnere che guida con i ruoli  presidente e amministratore delegato l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità, società di proprietà del Campidoglio che cura comunicazione, coordinamento, controllo, sviluppo della mobilità pubblica e privata.

L’audizione di Brinchi è stata determinata da un’inchiesta de Il Tempo che ha portato alla luce come Brinchi, formalmente assunto come quadro in Roma Servizi, a fine 2018, nella sua qualità di presidente della società aveva approvato in Consiglio di Amministrazione una riforma della pianta organica che, alla fine, gli ha attribuito un ruolo di dirigente ad interim senza aumento di stipendio ma anche una sorta di “promozione”: da quadro di IV fascia a quadro di V fascia con relativo incremento di emolumenti da 69mila a 96mila euro lordi l’anno.
La commissione Trasparenza - Marco Palumbo (Pd) il presidente, Giovanni Zannola (Pd), Svetlana Celli (Civica), Rachele Mussolini (Civica), Francesco Figliomeni (FdI), Monica Montella (M5S) - hanno preteso che Brinchi chiarisse questa strana vicenda. 
Brinchi ha spiegato come si sia deciso di procedere a una riforma della pianta organica anche a seguito del pensionamento di alcuni dirigenti che hanno lasciato scoperte alcune posizioni e che l’interim, nella ricostruzione dell’Ad, è solo una delega che il vertice societario decide di non attribuire. Un po’ come il sindaco, Virginia Raggi, che ha deciso di mantenere per sé la delega ai rifiuti dopo le dimissioni di Pinuccia Montanari. Altro punto della difesa di Brinchi è la riduzione dei costi rispetto agli anni passati e che è “pronto a dimettersi” se fossero ravvisate incompatibilità. Ma, contemporaneamente e, forse, inconsapevolmente, Brinchi tira un ceffone al Campidoglio: “dal 30 luglio abbiamo depositato in Comune il progetto di riforma della struttura interna che, se approvato, consentirebbe di nominare dirigenti in pianta stabile e io potrei rinunciare all’interim”. Sottinteso: il Comune dal 30 luglio è rimasto inerte. Dopo Luisa Melara, dimissionaria presidente di Ama, e Marco Santucci, dimissionario Ad di Roma Metropolitane, Brinchi è il terzo manager nominato dai 5Stelle che accusa di inerzia la Giunta Raggi
Per Palumbo e Zannola “l’Assessorato al bilancio conferma che l’Anac ha inviato una lettera all'amministrazione comunale nella quale fa alcune osservazioni sull'iter della nomina di Brinchi ai vertici della municipalizzata. In pratica, l’Anac solleva dubbi relativamente all'opportunità di nominare Presidente un dipendente della società. In più resta da approfondire il fatto che un Presidente, in virtù del suo ruolo nel Cda, abbia firmato un provvedimento con cui adegua il suo livello contrattuale nell’azienda”.
Nelle scorse settimane, poi, era circolata l’ipotesi - avvalorata dalle parole della Raggi in Aula Consiliare “tutte le opportunità sono aperte” - che un’aliquota di 75 lavoratori di Roma Metropolitane potessero essere ricollocate in Roma Servizi. Ma, durante la Commissione emerso come “per i lavoratori di Roma Metropolitane non ci sia ancora nessun vero piano di ricollocazione”, dicono Palumbo e Celli.

sabato 21 settembre 2019

ROMA SERVIZI, IN CAMPIDOGLIO IL CASO DEL PRESIDENTE AUTOPROMOSSO


Non è passata sotto silenzio l’inchiesta de Il Tempo su Roma Servizi per la Mobilità - la società di proprietà del Comune di Roma che si occupa di “pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità pubblica e privata” - e sull’aumento di stipendio che il presidente e amministratore delegato, l’ingegner Stefano Brinchi, si è attribuito lo scorso dicembre con una delibera, da lui portata al Consiglio di Amministrazione che lui stesso presiede, che ridisegna l’organizzazione interna dell’azienda e che fa passare l’ad - che era un quadro di IV fascia - allo stipendio da quadro di V fascia con mansioni di dirigente ad interim, da 69mila euro lordi annui a 96mila.
Parte lancia in resta Marco Palumbo, Pd e presidente della Commissione Trasparenza del Campidoglio: “La vicenda dell'aumento di stipendio dell'amministratore delegato di Roma servizi per la Mobilità non convince affatto. La procedura adottata per ritoccare il salario del manager è tutt'altro che chiara. Per questo, ho deciso di convocare una commissione Trasparenza per far luce su tutto l'iter. Nel giro di pochissimi giorni inviteremo in commissione i vertici dell'azienda per spiegare questa storia”. Anche Davide Bordoni (FI) aspetta “la Commissione Trasparenza per far luce su questa situazione”. 
Rincara la dose Giovanni Zannola, sempre Pd, che ricorda come già a maggio 2019 aveva presentato un’articolata interrogazione al sindaco, Virginia Raggi, e all’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, alle quali chiedeva chiarimenti circa le “anomale concentrazioni di incarichi sulla persona” di Brinchi (presidente, amministratore delegato, dirigente dai interim della Direzione Trasporto pubblico, responsabile dello Staff Strategie, Ufficio Stampa, Controllo operativo e coordinamento tecnico; responsabile della segreteria tecnica del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile). E, poi, ancora: sull’aumento dei dirigenti, sui trattamenti economici concessi ad personam, sull’affidamento a Ernest&Young del progetto di nuova struttura aziendale.
Domande alle quali era stato risposto da Roma Servizi asserendo che a Brinchi non era più assegnato l’interim della Direzione Finanza e Controllo e che la nuova organizzazione aziendale  “non ha comportato alcun aumento di figure dirigenziali né di costi” visto che su 7 direzioni, le 2 non coperte da personale sono state attribuite con interim (che prima o poi o scadranno o dovranno essere stabilizzati). Per Roma Servizi, poi, “l’esperienza acquisita” e la “competenza nel settore” giustificano il mancato ricorso alle ordinarie procedure di selezione interna del personale e consentono di attribuire a Brinchi tanto il ruolo di direttore del Trasporto pubblico quanto quello di “Ufficio relazioni esterne e strategia”. Insomma, per Roma Servizi è assolutamente normale che i propri vertici si attribuiscano posizioni e relativi aumenti di stipendi senza le selezioni cui qualunque comune mortale deve sottoporsi.
A completare il quadro delle forze politiche di opposizione in Campidoglio anche Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia): “Presenterò un’interrogazione urgente su questa vicenda che rimane comunque oltre i limiti della moralità”.
A difesa di Brinchi si schiera Enrico Stefàno, M5S ed ex presidente della Commissione Mobilità: “Brinchi è persona valida e competente e svolge l’ incarico di Presidente e Ad a titolo gratuito. Siamo convinti che tutto sia avvenuto nel rispetto della normativa vigente”.


venerdì 20 settembre 2019

ECCO IL MANAGER CHE SI PROMUOVE DA SOLO


Passare con un tratto della propria penna il proprio stipendio da 69mila euro l’anno a 96mila: accade a Stefano Brinchi, ingegnere, presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, che si promuove da solo. Assunto come quadro nel 2010 quando Roma Servizi viene fondata, nel marzo 2018 ne diviene presidente e amministratore delegato e, a dicembre dello stesso anno, presenta al Consiglio di Amministrazione della società da lui stesso presieduto una delibera con cui si auto assegna un ruolo da dirigente e un aumento di stipendio, da 69mila euro lordi annui a 96mila. Il tutto senza selezioni o ricerca del personale.
Roma Servizi per la Mobilità è una società pubblica, di proprietà del Comune, per conto del quale “svolge le attività strategiche di pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità pubblica e privata”, attraverso “progettazione, sviluppo, realizzazione e gestione dei servizi di mobilità e di supporto alla comunicazione”. 
Con la delibera 33 del 21 dicembre 2018 - impossibile da trovare nella sezione trasparenza del sito aziendale - avviene il grande salto di Brinchi. Nel testo si legge che le Direzioni saranno 7 e “ricoperte da personale in possesso della qualifica di dirigente” ma che i dirigenti “attualmente in forza sono 5 e che quindi necessariamente verranno attribuiti degli incarichi ad interim”. E fra questi interim spunta (pagina 7) quello della “Direzione Trasporto pubblico che viene attribuita senza alcuna indennità aggiuntiva all’AD (Brinchi, ndr) in ragione del ruolo” e dell’”esperienza e competenza nel settore acquisita negli anni pur non possedendo la qualifica di dirigente”. Un’esperienza che, secondo il CdA, è “ragionevole e fondato presupposto per derogare a quanto previsto” dalle procedure interne per selezionare il personale. Subito dopo, l’aumento di stipendio: niente indennità, ma da Quadro di fascia IV, Brinchi passa con questa delibera a Quadro di fascia V, il massimo che un quadro possa raggiungere
La storia solletica qualcuno dentro Roma Servizi che informa l’Anac di questa procedura e l’Autorità scrive al Campidoglio che, a sua volta, domanda informazioni a Roma Servizi.
In risposta, a fine luglio di quest’anno, Roma Servizi chiarisce che dal lordo di 69mila euro annui più 9mila euro di premi produzione, con la delibera 33 Brinchi passa dal 1 gennaio 2019 a 96mila lordi e 12.300 euro di premi obiettivi. Cifre, la vecchia e la nuova, che includono anche i 20mila euro di indennità come responsabile di staff delle strategie dell’Agenzia. Spiega Brinchi: “il Cda ha deliberato un'indennità di funzione di 20mila euro annui lordi connessa alle responsabilità ed alle attività svolte quale responsabile dell'Ufficio e che quindi verrà automaticamente meno se e quando cesserà tale ruolo. L’interim alla Direzione Trasporto Pubblico non prevede compenso e l’adeguamento dello stipendio è coerente con il ruolo e senza alcuna procedura selettiva in quanto già Quadro”.


sabato 13 ottobre 2018

SEGRETO DI STADIO



Un “bollino blu” da quasi 30mila euro di costo, pagati con fondi pubblici, e, per di più, un “bollino blu” che sarà coperto da un segreto impenetrabile
Questo è il contratto con cui il Campidoglio ha affidato al Politecnico di Torino il compito di analizzare gli studi sul traffico del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle. Già leggere l’oggetto del contratto strappa un sorriso: più che una due diligence al Campidoglio serve un timbro di un prestigioso ateneo che assolva l’Amministrazione Raggi dal "delitto" di aver stravolto, per ragioni politiche, la viabilità del progetto solo per poter giungere, cancellando opere pubbliche, a tagliare le famose Torri. 
La verifica - si legge nel contratto - deve essere comprensiva dell’analisi dei metodi adottati” da Eurnova su indicazione del Campidoglio che, tramite Roma Servizi per la Mobilità, ha fornito ai tecnici di Parnasi il software, i parametri di calcolo del traffico e anche quali simulazioni effettuare. L’analisi dovrà riguardare “la viabilità stradale, pedonale e ferroviaria” per valutare la “congruenza fra l’offerta di trasporto e la domanda stimata sia in termini di traffico che di qualità del servizio” ma non si dovrà “focalizzare su aspetti tecnici ma funzionali e non prevede simulazioni di traffico sulla rete di trasporto”. 
Non solo. 
Ma addirittura viene specificato a chiare lettere: “si escludono analisi comparative di sorta con altre soluzioni, anche se eventualmente più innovative e connesse a oneri di spesa differenti rispetto al progetto in valutazione”. 
Insomma, un banale e colossale “bollino blu” e, per carità, che non si scopra nulla e limitarsi a dire che quanto già fatto, e solo ed esclusivamente quanto già fatto, è tutto bello. Anzi, bellissimo.
Ma è all’articolo 9 del contratto che si rimane sbalorditi: il Campidoglio sarà, di fatto, l’unico titolato a decidere cosa divulgare dei risultati. Si legge, infatti che il Politecnico è tenuto a “osservare il segreto nei confronti si qualsiasi persona non coinvolta nel contratto”. Inoltre, non solo non potrà “duplicare, copiare, riprodurre, registrare con qualunque mezzo, in tutto o in parte, file, atti, documenti, elenchi, note, disegni, schemi, corrispondenza o ogni altro materiale” ma addirittura sarà tenuto “a restituire e distruggere qualunque file” al termine del contratto o alla risoluzione dello stesso.
Foto 1 - L'oggetto del contratto fra il Comune (Committente) e il Politecnico (Contraente)
A memoria dei più vecchi funzionari del Campidoglio, tornano alla mente giusto due altre volte in cui un contratto con un ente terzo ha avuto queste stringenti clausole di segretezza. La prima, quando si scelse l’advisor per valutare il valore della Centrale del Latte nell’ambito della transazione con Parmalat e la seconda quando venne condotta un’indagine sulla potenziale presenza di nichel nell’acqua. Ma, mentre Parmalat è azienda quotata in borsa e occorreva scongiurare il rischio di aggiotaggio e di insider trading e per l’indagine sul nichel era necessario evitare il panico collettivo,  qui, anche ai funzionari più smaliziati, questa segretezza appare piuttosto forzata.
Foto 2 - Le clausole di riservatezza contenuto nel contratto
E fa tornare alla mente il caso del sindaco, Virginia Raggi, che chiese - e ottenne - dall’Avvocatura capitolina un parere secretato proprio sullo Stadio. Ma lì, il rapporto avvocato/cliente vincola alla riservatezza e doveva essere il cliente, il Sindaco, a render noto il contenuto del parere. Cosa mai avvenuta nonostante i consiglieri comunali abbiano più volte tentato di averlo. 
Questo “timbro” costerà 29mila e 600 euro (più Iva): 8.800 verranno dati come anticipo non appena il Politecnico abbia esaminato il progetto. Il resto, 20.720 euro sarà corrisposto a saldo. 
Il contratto avrà durata complessiva di 3 mesi: nelle prime tre settimane dalla firma, il Politecnico deve leggere le carte, poi nei primi 2 mesi deve inviare una “relazione sintetica” e, infine, entro la scadenza dei 3 mesi deve consegnare la relazione finale. 
Insomma, la fu “casa di vetro della trasparenza” sbandierata dai 5Stelle si sta rivelando per una finzione retorica: del resto, ancora ieri, la determina del Dipartimento Mobilità (753 del 21 settembre) su questa analisi non è ancora stata pubblicata.