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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 13 febbraio 2020

LEGA: "ISTITUIRE GIORNATA DEL RICORDO DELLE MAROCCHINATE"


Le parole le trovò Alberto Moravia; Cesare Zavattini e Vittorio De Sica le diedero un volto e una voce, quello di Sophia Loren. La storia di Cesira e Rosetta è una di quelle che, capolavori della letteratura e del cinema a parte, in pochi conoscono e ricordano. È la storia delle “marocchinate”, uno dei più tragici eventi correlati alla Seconda Guerra Mondiale. Per ricordare le 180mila violenze sessuali perpetrate ai danni di oltre 60mila donne di ogni età dai soldati di origini magrebine del Corpo di Spedizione francese in Italia, i cosiddetti “goumier”, la Lega ha proposto, in Consiglio regionale del Lazio, di approvare una legge che istituisca la “Giornata regionale per le Vittime delle Marocchinate” da creare il 18 maggio, giorno in cui, nel 1944, i soldati francesi riuscirono a superare Linea Gustav e ad avanzare in Ciociaria e nel Pontino in direzione Roma. 
Se approvata, sarebbe una seconda legge apripista alla pacificazione nazionale: fu la legge Storace nel 2003 a fare da battistrada a quella nazionale del 2004 per il ricordo delle vittime delle Foibe e dell’esodo Giuliano Dalmata
Spiega il firmatario della proposta, il capogruppo leghista alla Pisana, Angelo Tripodi, nella lettera di accompagnamento della proposta inviata al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, al presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, ai presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali, Rodolfo Lena, e Bilancio, Fabio Refrigeri (tutti del Pd): “la legge mira a far conoscere e tramandare le Marocchinate, accadute nel triennio 1943-1945, ai cittadini del Lazio. In particolare nel Frusinate e nella provincia di Latina, sono avvenuti degli episodi di violenza sessuale e violenza fisica di massa ai danni di svariate migliaia di persone di ambo i sessi e di tutte le età” perpetrare dai “goumier” cioè dai “soldati marocchini, algerini, tunisini e senegalesi inquadrati nel Corpo di Spedizione francese in Italia”. 
Tripodi aggiunge anche un dato statistico che evidenzia la piena drammaticità degli eventi raccontati da Moravia ne La Ciociara: “Solo nel Frusinate ci furono oltre 60mila richieste di danni e in migliaia denunciarono gli atti di violenza cui furono sottoposti uomini, donne e bambini. La vittima più giovane aveva 7 anni. La più anziana, 86. Molte delle vittime - che non persero la vita - rimasero incinte e dovettero allontanarsi dai loro paesi: una generazione di bambini nacque nell’infamia e rimase marchiata a vita”. C’è anche il risvolto più banalmente sanitario: in quel triennio, “il 20% delle donne violentarne contrasse la sifilide e l’80% la gonorrea”. L’elenco dei Comuni del Lazio dove si consumarono le violenze lunghissimo e comprende  praticamente un quarto dei Comuni della Regione.

sabato 17 agosto 2013

Avviso ai naviganti

Dopo i pezzettini un po' velenosi su Repubblica Roma online e sul Corriere Roma online, siamo tornati alla copertura politica della Giunta Marino. Meglio, al plauso aperto e sincero. E piuttosto umido di saliva.

Basti guardare oggi come vengono trattati i tre temi caldi del ferragosto: le sciocche (e piuttosto criminali) dichiarazioni al Corriere della Sera del vicesindaco Nieri sulle Foibe, la baby gang che rapina il coetaneo e lo sgombero di un centro sociale a S Lorenzo.

Nieri ha la splendida idea di farci ripiombare nel 1950: a Roma la "memoria" è solo quella abilitata dalla sinistra; le Foibe le ricorderanno altri. Dopo un fiacchissimo fuocherello di batteria del centrodestra (che denota davvero la scarsezza delle fila del PdL, evidentemente troppo preso a guardare ad Arcore e poco alla vita reale) Nieri fa un po' di dietrofront... anche se il rumore delle unghie sul vetro è davvero fastidioso. 
Io credevo che Alemanno fosse affetto dalla "sindrome da microfono" - rispondeva a qualunque domanda i cronisti gli rivolgessero - ma temo che sia in ottima compagnia. Insomma, senza giri di parole, Nieri ha detto una gran cazzata e se ne è reso conto troppo tardi. 

Se, però, a parti invertite, fosse stato il vicesindaco di Alemanno ad aver fatto affermazioni simili, avremmo certamente avuto non solo tutto il Parlamento lato sinistro scomodato per attaccare il primo e il secondo cittadino di Roma, ma interventi simili avrebbero avuto l'avallo ebdomadario del duo Rep&Cor con interventi di sociologi, cardinali, rabbini, imam, portavoce gay, alieni, nani e ballerine!
Non solo, ma se fosse stato il vicesindaco alemannide ad aver detto una cosa simile in un'intervista al Corriere, uuuuuuuh, sai che titoli! Gli stessi che accompagnarono le dichiarazioni rese da Alemanno durante il viaggio in Israele...
A Marino consiglierei di rimettere il bavaglio ai suoi: almeno nei primi mesi, l'inagibilità politica a parlare dei suoi assessori lo ha salvato da un bel po' di polemiche.

Baby gang: anche qui, episodi simili nel quinquennio Alemanno si sono verificati con una certa ripetitività. E, ogni volta, giù con profusioni di comunicati - la cui sostanza era: "la colpa è della deriva culturale imposta dal fascista Alemanno. Le sue dissennate politiche sociali producono questi effetti" - titoloni a paginone intere, analisi sociologiche, articoli di fondo in cui, riprendendo e amplificando le elucubrazioni mentali della sinistra, le odierne "corde vocali" del Campidoglio rilanciavano e consacravano queste idee conferendo ad esse una patina di verità. Ebbene, siamo già al secondo o terzo episodio di baby gang da quando Marino si è insediato. Ora, quindi, la colpa della mala educacion di questi criminali in erba di chi sarebbe? Di Marino e Nieri? Era una stronzata ieri, lo è oggi.
Ma è palese lo squilibrio nel modo di affrontare il problema.

Infine, lo sgombero del centro sociale a S. Lorenzo


Il pezzo più ridicolo sta sul Corriere: attenzione il Campidoglio non era informato. Messaggio ripetuto in prima pagina nell'occhiello, alla prima riga del pezzo e poi ripetuto dentro a metà pezzo. 
Gia che c'erano al Corrierino potevano anche sottolinearlo!

Mi raccomando, non sia mai che il mondo antagonista - che già ha dovuto digerire l'uscita di scena del povero Andrea Tarzan Alzetta per compensare il grande impegno (!) di Imma Battaglia, storica esponente del mondo Lgbt, fondatrice di DiGay Project e a capo del Gay Village, la fabbrica di sogni e di soldi estiva, a favore di Zingaretti prima e di Marino poi - possa pensare che ci sia vicinanza! Sai le risate per i vari Peciola e Nieri!
Quando si dice l'indipendenza del stampa! 
Penso che neanche ai tempi della P2 il Corriere si prestava a mandare trasversali messaggi in stile padrino!
Ma tant'è... i tempi cambiano e cambia pure il Corriere.

Repubblica, se non altro, non giunge a vette di tale servilismo da lacché: certo, il pezzo è tutto orientato a favore del centro sociale e contro la Questura.

Se si vuole sapere qualcosa di vero e non le favoline consiglio di leggere il Messaggero, almeno non c'è la versione di partito.

Per cui, però, sommando il tutto la domanda che si pone è la seguente: quando si arriverà (presto) allo scontro finale con la Questura, Pecoraro e Alfano lasceranno che Della Rocca cambi casa? E, al suo posto, metteranno qualcuno ben gradito a Marino, Nieri e mondo antagonista o un poliziotto con le palle?


Del resto, a parte la storiellina della corsia preferenziale dei Fori, in atto c'è l'operazione "asso piglia tutto": iniziata con la pretestuosa destituzione di Carlo Buttarelli dalla guida della Polizia Municipale - e chissà con i Fori cosa sarebbe successo se fosse rimasto un Comandante con pieni poteri invece di tre vice dimezzati - proseguita con la sostituzione di Diacetti in Atac, le prossima tappe di questo gioco dell'oca sono l'Ama - il povero Benvenuti ha i giorni contati - e, finalmente, Acea e Camera di Commercio, cioè le due casseforti (quelle con i soldi veri) di Roma.

In mezzo, anche Prefettura e Questura: Marino (e Zingretti) certo non vorranno avere in due posti così importanti gente che pensa con la sua testa ma esecutori di ordini, bravi fedeli e, soprattutto, silenziosi.

L'avviso ai naviganti, quindi, è semplice: il messaggino dei giorni scorsi è giunto a destinazione. Ora, coperti e plaudenti, andiamo avanti. 
Caro Ignazio, dicci quello che dobbiamo dire e fare e noi lo facciamo.