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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 6 agosto 2020

LAZIO NUOTO, IL COMUNE RIASSEGNA LA PISCINA ALLA MAXIMO



Abbiamo scherzato: la piscina della Garbatella non va più alla Lazio Nuoto, da decenni gestore dell’impianto, ma torna nella disponibiltà della Maximo. Lo ha deciso il Campidoglio. Nonostante una sentenza del Tar che aveva decretato l’illegittimità dell’assegnazione alla Maximo per carenza di requisiti. 

La vicenda è di quelle un bel po’ ingarbugliate: il Comune, sulla base del Regolamento per gli impianti sportivi deciso dai 5Stelle, mette a bando la piscina della Garbatella da sempre gestita dalla polisportiva Lazio Nuoto. Fra i requisiti per vincere il più importante è quello dei soldi da pagare al Comune per la concessione. Fra quelli per partecipare c’è l’aver gestito una piscina per almeno tre anni ed aver incassato 900mila euro. Vince la Maximo e la Lazio Nuoto arriva seconda. Ricorso al Tar della Lazio Nuoto che viene accolto il 5 giugno: la Maximo non ha dimostrato di aver incassato 900mila euro nel triennio dalla sola piscina. Quindi il Campidoglio non avrebbe proprio dovuto farla partecipare. Il Tribunale ordina al Comune di “ri-esercitare il potere amministrativo emendato dai vizi di illegittimità”. 
Il 31 luglio viene svolta una nuova seduta di Commissione aggiudicatrice e il Campidoglio riassegna alla Maximo l’impianto. Stando a quanto dichiarano i rappresentanti della Maximo in Commissione sono state portate migliaia di fatture che attestano un incasso di un milione e 100mila euro nel triennio provenienti dalla sola piscina, quindi 200mila euro in più del requisito richiesto.
Pochi giorni prima della seduta di commissione, però, la stessa Maximo ha presentato un “ricorso in ottemperanza” al Tar, ricorso al quale si è accodato anche il Comune, per chiedere la corretta interpretazione sul “ri-esercitare il potere amministrativo”. In sostanza: il procedimento va considerato concluso e quindi la Maximo esclusa? O invece è ancora aperto e la Maximo è ancora in gioco?
In attesa che il Tar chiarisca la propria sentenza, la Lazio Nuoto, rimasta assolutamente sorpresa da questa decisione del Campidoglio, affila le armi e prepara nuovi ricorsi ai giudici amministrativi. 
Il rischio, proseguendo su questa strada di ricorsi e controricorsi, è quello di vedere la piscina della Garbatella spegnersi per l’incapacità del Comune di bandire le gare d’appalto e poi di saperle assegnare.

lunedì 22 giugno 2020

SINISCALCHI: "CONTENTI, MA ORA FATECI LAVORARE"


Noi ovviamente siamo più che soddisfatti. Ora l’appello è alle Istituzioni: basta chiacchiere e metteteci in condizione di lavorare”.
Renato Siniscalchi, vicepresidente onorario della Società Sportiva Lazio Nuoto, frena a stento la soddisfazione per la sentenza del Tar che annulla l’aggiudicazione del bando per la piscina di via Giustiniano Imperatore alla Garbatella e la riassegna alla società biancazzurra.
Il Tar ha centrato la sua decisione sugli aspetti economici dell’intera questione. Io credo che questo sia in qualche modo una forma di contrappasso: quando si decide di ignorare 34 anni di storia sportiva, di successi e di campioni e il ruolo sociale che la Lazio Nuoto svolge sul territorio per concentrare tutto solo sui soldi, sulla capacità di fatturare, fa strano vedere come sui soldi poi cada tutto”.

Ritiene che sia uno schiaffo al Campidoglio? Facile ricordare la conferenza stampa dell’assessore allo Sport, Daniele Frongia, e del presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, che festeggiavano l’assegnazione alla Maximo. O alcuni comunicati stampa in cui il Comune si vantava di avere sempre ragione al Tar. 
Guardi, non ho alcuna voglia di fare polemiche. Il Tar ha deciso che i vincitori del bando siamo noi. Non mi interessa altro. Ora è il momento di collaborare. L’obiettivo è quello di riprendere l’attività il più in fretta possibile. Lo dobbiamo soprattutto al nostro territorio che, in questi mesi durissimi, non ci ha fatto mancare l’appoggio pubblico anche con molte manifestazioni. Quindi, parafrasando un po’ l’”ora et labora” benedettino, meno parole, e ricominciamo a lavorare”.  


LA PISCINA RESTA ALLA LAZIO NUOTO



La sintesi, sfrondata dal burocratese tipico delle sentenze del Tar, è che la Maximo non poteva proprio essere ammessa a partecipare al bando per la gestione della piscina di via Giustiniano Imperatore, alla Garbatella, fino al 2019 e per 34 anni gestita dalla Lazio Nuoto. E che, quindi, il vero vincitore è la stessa Lazio Nuoto. 
In pratica, i giudici amministrativi hanno contestato agli uffici del Dipartimento Sport del Campidoglio di aver erroneamente applicato i criteri indicati nel bando e cioè il fatturato dell’ultimo triennio che avrebbe dovuto essere di 900mila euro. 
La stazione appaltante (cioè il Campidoglio, ndr) ha invece, come accertato, disatteso le regole da essa stessa poste e che doveva applicare in modo imparziale e trasparente; dall’erronea applicazione di tali regole è scaturita l’ammissione alla gara della S.S.D. Maximo a r.l. che, invece, non poteva parteciparvi, non avendo i requisiti speciali di partecipazione richiesti dal bando a pena di esclusione”. 
Cercando di semplificare: fra i requisiti per poter partecipare, c’era l’aver fatturato nell’ultimo triennio 900mila euro ottenuti dalla gestione di un impianto natatorio aperto al pubblico. Questo requisito poteva essere ottenuto anche con l’ausilio di altre società collegate. Solo che, secondo il Tar, in Campidoglio viene fatta confusione su questo aspetto: “Si aggiunga, infine, che la Visura del Registro Imprese, depositata con la relazione istruttoria, riguarda la S.S.D Juventus Nuoto Roma a r.l. che non è quella indicata come ausiliaria della S.S.D. Maximo a r.l.. L’ausiliaria dell’offerente è, infatti, la S.S.D. Sporting Club Juventus a r.l. che è una società formalmente distinta dall’ausiliaria. Ciò dimostra perplessità nell’intera azione amministrativa”. Insomma, una bocciatura su tutta la linea dell’azione amministrativa del Dipartimento Sport che investe, pur se non in modo diretto, anche la parte politica: impossibile non ricordare la conferenza stampa con cui l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, e il presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, presentarono la Maximo e i video con cui, a fronte del ricorso al Tar della Lazio Nuoto, venissero espresse posizioni quasi di scherno.
Il risultato finale, dunque, è l’esclusione della Maximo e l’assegnazione diretta del bando, da parte del Tar, al secondo classificato che è la Lazio Nuoto. 
Da quanto trapela la Maximo ha comunque intenzione di ricorrere in appello al Consiglio di Stato mentre il Campidoglio rimane in silenzio: per il Comune alla fine non importa chi vinca, purché il vincitore faccia riprendere l’attività e sia in grado di far fronte alle previsioni economiche contenute nel bando di gara.