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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 4 agosto 2020

FDI: “RACCOLTA RIFIUTI FERMA PER RIMPALLI RESPONSABILITÀ”


Mentre la Lega soffia sul fuoco della protesta dei vari comitati del “no” all’impianto di compostaggio Ama di Cesano che ha ottenuto l’ok con prescrizioni alla Valutazione di Impatto ambientale, l’altra gamba del centrodestra, Fratelli d’Italia, elabora una serie di proposte sul Piano Rifiuti 2019-2025 in discussione in questi giorni alla Pisana per l’approvazione finale. 
In una Capitale sommersa nuovamente dai rifiuti - servono a poco le chiacchiere mediatiche di Ama: la raccolta è nuovamente ferma - secondo FdI le criticità che si registrano a Roma derivano “principalmente dalla assenza di un piano rifiuti regionale e dal continuo scontro istituzionale ed il rimpallo di responsabilità tra il Presidente Zingaretti e il Sindaco Raggi”. Mancano una “strategia in materia di politiche dei rifiuti”, “investimenti per il potenziamento della raccolta differenziata e per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento delle diverse frazioni di rifiuti”.
Il Piano Rifiuti in approvazione, poi, manca di un “quadro economico degli investimenti regionali da destinare al raggiungimento dell’autosufficienza gestionale e impiantistica” e contiene “previsione di obiettivi irrealistici a fronte delle misure programmate”, in particolare, sull’idea del Piano che nel 2025 si raggiunga il 70% di differenziata.
Il partito della Meloni identifica com’è possibili strategie: il potenziamento della differenziata porta a porta, un sistema di cauzioni sul vetro e sulla plastica (il vecchio “vuoto a rendere”) con incentivi economici e accordi con la media e grande distribuzione per la creazione di centri di consegna dei vuoti. Per l’impiantistica, inoltre, occorre “privilegiare la gestione pubblica degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti nel quadro della strategia tendente “verso rifiuti zero”; favorire la realizzazione di impianti di compostaggio - non meno di 4 impianti di compostaggio per Ambito di Roma – prescrivendo che gli stessi siano realizzati di piccole dimensioni; sostenere economicamente la realizzazione di impianti di compostaggio domestico e di comunità con la previsione di una sostanziale riduzione della tariffa dei rifiuti per cittadini ed imprese al fine di incentivarne il ricorso e di ridurre la produzione di rifiuti”
Poi, ancora, la semplificazione delle procedure per le autorizzazioni degli impianti, assicurando tempi certi alle imprese e agli operatori del settore; il sostegno alla realizzazione dei centri di raccolta comunali; incentivare la realizzazione dei centri di raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE) e avviare studi epidemiologici sulla popolazione residente nei territori interessati da impianti e discariche.

martedì 28 gennaio 2020

L'AMA SI ARRENDE: SIAMO SENZA UOMINI E MEZZI



Roma dovrebbe essere pulita come Disneyworld perché Roma è la Disneyworld della cultura e della bellezza ma per farlo servono persone e mezzi sennò non si arriva al risultato”. Anche l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, alza bandiera bianca e ammette il fallimento dell’Azienda nella gestione della quotidianità dando numeri diversi rispetto alle ultime note ufficiali dell’Azienda. 
Spiega Zaghis in Commissione Ambiente che “sul totale di 6.128 dipendenti al 31 dicembre del 2019 in Ama ci sono 4.235 idonei alle mansioni” gli altri 1888 sono, a diverso grado, inidonei: “Abbiamo il 32% dei nostri lavoratori con svariate inidoneità, il doppio rispetto ad un’azienda come Amsa che ha il 16% e il dato nazionale dice 17%. Non si può lavorare in queste condizioni”. "Dal 1 gennaio 2015 all’1 gennaio 2020 sono uscite da Ama 710 persone e non ne è entrata nemmeno una, escluse le categorie protette. Ad oggi mancano 85 autisti, 40 meccanici e circa 300 operatori. Siamo in attesa di procedere con le assunzioni. Il piano che è stato condiviso col Campidoglio prevede ingressi per circa 400 persone dall’inizio del prossimo anno a scaglioni. La maggioranza sono operatori, meccanici e autisti e metteremo il 20% degli inidonei con scopa e paletta come operatori ecologici di quartiere”.
Oltre agli uomini, mancano anche i mezzi: “la mancanza di mezzi è un problema serio: siamo a Roma non a Reggio Emilia come qualcuno credeva in passato”, con una battuta indirizzata all’ex assessore ai Rifiuti, Pinuccia Montanari, e all’ex ad di Ama, Lorenzo Bagnacani entrambi di Reggio Emilia. “Appena arrivato ho sbloccato una gara di compattatori (i camion che svuotano i cassonetti, ndr) partita a ottobre 2015 e assegnata a marzo 2019”. Gara per iniziali 96 mezzi poi portati a 102: “di questi ne sono arrivati e sono operativi 32, 3 sono in immatricolazione, quindi arriveremo a 35 mezzi per la prossima settimana, a 102 consegnati tra la fine di maggio e l’inizio di inizio giugno, tutti i mezzi saranno operativi per la fine di luglio”. Ma siamo comunque “a meno della metà di quelli necessari”. Senza considerare quanto siano vecchi quelli in possesso dell’Azienda: “su 281 compattatori attualmente disponibili, 201 hanno un’anzianità superiore ai 10 anni”.
Risultato: “Nel 2019 la regolarità rispetto al contratto di servizio sulla raccolta è diminuita dell’1,8% rispetto al 2018, mentre è migliorata di circa il 5,5% la regolarità del servizio di pulizia”. 
C’è spazio anche per un’analisi: “Ama è una società che per trent’anni è stata gestita contando sulla discarica di Malagrotta che è venuta a mancare. Senza avere un piano industriale a disposizione con nuovi impianti, senza un accordo con il Governo per realizzarli in fretta e senza un piano regionale dei rifiuti, è stata chiusa questa discarica. E anche in questi sette anni passati dalla chiusura di Malagrotta nessuno ha realizzato questi nuovi impianti”. Poco male che di questi sette, quattro siano targati 5Stelle e 3 Pd. Infine, i bilanci: “entro metà marzo” Zaghis conta di avere l’”ok da parte dell’assemblea dei soci di Ama (ovvero il Campidoglio, ndr) al bilancio 2017, poi entro metà maggio a quello del 2018 e entro metà luglio a quello 2019".


venerdì 17 gennaio 2020

IL PORTA A PORTA È UN FLOP


Il fallimento del modello 5Stelle sulla gestione dei rifiuti passa anche per la differenziata e il porta a porta. Non bastasse il calo della percentuale di differenziata, prima volta da Veltroni sindaco in poi certificata tanto da Ispra quanto dall’Agenzia per la Qualità dei pubblici servizi del Comune, ora si aggiunge la resa di Ama sul porta a porta proprio nei due Municipi - il VI e il X - che la Raggi aveva eletto a proprio stendardo. 
La certificazione del fallimento la fornisce direttamente il responsabile delle Risorse Umane di Ama, Marcello Bronzetti, ascoltato in Commissione Trasparenza: “Si sta facendo una rivalutazione delle zone servite col porta a porta perché magari ci sono alcune che poco si prestano. Il IV municipio sta chiedendo di tornare indietro e passare alla raccolta stradale per un’esigenza degli utenti e magari si valuteranno altre zone idonee dove estendere il porta a porta si valuterà li di estendere. Il VI lo ha già fatto. Fortunatamente qualcuno ci sta ripensando, cerchiamo di fare il porta a porta dove serve. Nel VI municipio siamo passati da una ‘disputa interna’, poi risolta, dove dicevamo di non mettere il porta a porta ovunque perché si creavano dei problemi, abbiamo rimesso cassonetti e migliorato la performance aziendale”. 
Due aspetti fra loro connessi: la crisi dell’impiantistica e quella del servizio reso finiscono per andare di pari passo. Nel giorno della festa a Colleferro per la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, con Monte Carnevale che rimane ancora appeso a un esile filo, l’Azienda dei rifiuti evidenzia i problemi della quotidianità: a Roma quasi 5.000 utenze tra ristoranti, bar, attività commerciali di vario genere, uffici, enti, scuole e ospedali si oppongono alla raccolta differenziata delle cosiddette utenze non domestiche. Si rifiutano di prendere i bidoncini che l’Ama gli invia e continuando a buttare l’immondizia nei cassonetti stradali destinati però ai cittadini che vivono nelle case. “Si tratta di circa 4.800 ‘oppositori’ i cui nominativi sono stati inviati all’Ufficio Tari che a sua volta li ha girati ad Æqua Roma” ha spiegato ancora Bronzetti. Tra l’altro, ad aprile scadrà l’appalto di 12 (su 16) lotti per la differenziata alle imprese e agli uffici. Un appalto che vede le aziende mettere in campo 941 addetti e 380 mezzi che, se Ama riprendesse integralmente in servizio, dovrebbero essere assunti. I prezzi della differenziata: non sostenibili dalle esauste casse aziendali. 

giovedì 12 dicembre 2019

ISPRA: FLOP RACCOLTA DIFFERENZIATA A ROMA



La raccolta differenziata a Roma cala, diminuisce, scende dal 43,2% del 2017 al 42,9% de 2018. Lo certifica il Governo, tramite l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) che ha pubblicato ieri il suo rapporto annuale sui rifiuti urbani. Fine della propaganda: l’Ispra certifica che il modello 5Stelle sui rifiuti applicato a Roma è un fallimento. Semplicemente, è sbagliato e non funziona. E, a riprova, l’Ispra dice che la differenziata cala a Roma ma aumenta nel Lazio
I dati sono riferiti all’anno 2018 e evidenziano come, dal 2011 (Alemanno) fino al 2017, la percentuale di differenziata a Roma sia sempre aumentata e che lo scorso anno sia scesa, appunto al 42,9% dal 43,2% del 2017. Non solo. Ma aumenta anche del 2,5% la produzione dei rifiuti a Roma che si attesta a 1,7 milioni di tonnellate per un valore di 605 kg l’anno per abitante, con un incremento di 18 kg annui per ogni romano. 
Se Roma cala, aumenta invece il Lazio dove la differenziata è salita di quasi due punti percentuali rispetto all’anno scorso, passando dal 45,5% al 47,34%. La Provincia più virtuosa è stata quella di Viterbo, col 51,41% di raccolta differenziata, che come dato assoluto corrisponde a 69.401 tonnellate di rifiuti raccolti in maniera “separata”. Seguono quella di Latina 50,67% (143.749 ton di rifiuti raccolti in maniera differenziata), Frosinone 50,41% (89.268 ton), Rieti 47,01% (29.230 ton), chiude quella di Roma col 46,49% ma che riporta anche il dato assoluto più alto (1.101.467 ton.) soprattutto in considerazione della presenza su quel territorio di Roma Capitale.
C’è poi la beffa. Ogni romano paga qualche centesimo in meno di 250 euro l’anno per il servizio di raccolta rifiuti, dei quali, secondo Ispra, il 41% è a copertura di costi fissi e il 59% per finanziare quelli variabili. Basta guardare quel che accade nel resto d’Italia: il costo medio nazionale annuo pro capite è pari a 174,65 euro. Altro dato drammatico su Roma è dato dai numeri sullo smaltimento: nella Capitale abbiamo prodotto 258mila tonnellate di organico smaltendone “in casa” solo 44mila. Le altre, fuori regione. Ancora, deficit di impianti certificato: “nel Comune di Roma sono presenti 4 impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani (nel 2018 il TMB Salario era ancora attivo essendo andato a fuoco a metà dicembre dello scorso anno, ndr) che hanno gestito oltre 760mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e 3 impianti di trattamento meccanico che hanno trattato poco più di 100mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e 140mila tonnellate di altre frazioni dei rifiuti urbani”.
La mossa della disperazione viene da Ama: come lo studente che punta tutto sull’ultima interrogazione per salvare l’intero anno, l’Azienda “si vende” il mese di ottobre 2019 in cui la differenziata sarebbe al “45,7%, con un incremento di 1,7 punti rispetto al 44% medio del 2018” che però per l’Ispra è il 42,9 e non il 44%.



martedì 28 novembre 2017

GHETTO, PARTE LA DIFFERENZIATA COL CHIP


Il bando di gara europeo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea venerdì scorso e a breve sarà postato anche sul sito di Ama: per la prima (di una lunga serie) di gare d’appalto per la fornitura di poco più di 650mila secchi e bidoncini con il chip per la raccolta differenziata l’investimento sarà di 7,7 milioni di euro
Almeno come base d’asta. 
I 650mila secchi sono di varie taglie e dimensioni (da quelli familiari a quelli condominiali) e serviranno a coprire il fabbisogno dei primi Municipi di attivazione del nuovo servizio: il X (Ostia dove è in corso la mappatura del territorio per determinare esattamente i numeri della fornitura), il VI e il Ghetto. 

E parte proprio dall’antico Ghetto ebraico della Capitale la raccolta differenziata tecnologica con i sacchetti “intelligenti”. Settecentosessanta i residenti per 327 utenze domestiche; 30 ristoranti, 31 negozi, 4 alimentari e supermercati e 3 scuole saranno serviti con il nuovo sistema che prevede l'utilizzo esclusivo di sacchetti con un microchip (transponder elettromagnetico “passivo”)  che traccia le quantità dei rifiuti.

Tutti i diversi tipi di rifiuto saranno ritirati da Ama in due punti mobili di raccolta che saranno posizionati tutti i giorni, dal lunedì al sabato, fra le 7 e le 11.30 di mattina in piazza delle Cinque Scole 28/29 e in via del Portico d'Ottavia 44. Presso questi due punti di raccolta, nelle medesime fasce orarie, andranno a conferire i propri rifiuti sia le famiglie (utenze domestiche) sia i negozi (piccole utenze non domestiche). 

Per i ristoranti, invece, diversi orari di consegna: nei 2 punti mobili presidiati dagli operatori Ama potranno essere consegnati i rifiuti tutti i giorni dalle 23 alle 2 di notte e il venerdì anche dalle 15 alle 17Nei punti mobili di raccolta a loro dedicati (in via del Portico d'Ottavia 20/20B e in Via S. Maria del Pianto - angolo Via del Portico d'Ottavia) i ristoranti dovranno conferire scarti organici, plastica e metalli, rifiuto residuo indifferenziato, mentre il cartone e il vetro verranno ritirati direttamente presso gli esercizi dagli operatori Ama, tutti i giorni tra le ore 10.00 e le 12.00. 
A tutte le utenze Ama ha distribuito un kit con i sacchi diversi per la raccolta: di carta per la carta, il cartoncino e il cartone; semitrasparenti per gli scarti alimentari e organici; gialli per la plastica e il metallo; verdi per il vetro; grigi per il rifiuto residuo indifferenziato. 
Le utenze della ristorazione devono invece consegnare agli operatori il cartone piegato e per il vetro hanno ricevuto in dotazione un contenitore carrellato. 
Il sistema di raccolta prevede l’utilizzo di camioncini dotati di un sistema di lettura dei sacchi: in questo modo i dati sulla quantità dei rifiuti saranno scaricati automaticamente sul sistema informativo di Ama. 

Il nuovo sistema di raccolta che abbiamo messo a punto grazie anche alla collaborazione con la Comunità Ebraica - ha spiegato il presidente Ama Lorenzo Bagnacani - coniuga le esigenze di maggior decoro e di sicurezza specifiche di quest’area”, mentre per il sindaco, Virginia Raggi, “Abbiamo deciso di iniziare da qui che è un quartiere abbastanza piccolo e controllabile. Ama sta rivoluzionando il porta a porta calibrandolo sui singoli quartieri, considerando anche le condizioni urbanistiche delle singole zone di Roma. La particolarità di questo modello è estenderlo con intelligenza, considerando le caratteristiche urbanistiche delle zone coinvolte che sono differenti”. 
Il risultato di oggi dimostra la bontà e la validità della nostra programmazione” - ha concluso l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Pinuccia MontanariQuesto percorso ci permetterà di rendere la città sempre più autosufficiente nella gestione dei rifiuti, chiudendo il ciclo nel territorio del Comune di Roma. Un lavoro importante che stiamo facendo anche insieme ai cittadini, per ascoltare i bisogni e contestualizzare tutte le esigenze alle diverse realtà territoriali".


mercoledì 15 novembre 2017

AMA, RAGGI METTE UN CHIP NEI CASSONETTI


La partenza non poteva che essere da Ostia: fra pochi giorni si vota per il rinnovo del Municipio e quindi si sparano tutte le cartucce disponibili. E questa è una di quelle che fa rumore: dal X Municipio parte la rivoluzione nella raccolta differenziata a Roma. 
L’obiettivo dichiarato è iniziare a Ostia, a febbraio, con un porta a porta basato su secchi e bidoni con un chip a radiofrequenza che consenta di identificare non solo il tipo di rifiuto ma anche l’utente. 
Chi sbaglia paga, chi differenzia correttamente avrà alla fine “una tariffa rifiuti che può premiare i comportamenti più virtuosi”, come ha spiegato il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani.

Tecnicamente i vari secchi, quelli piccoli da famiglia, quelli grandi da condominio o azienda, saranno dotarti di un microchip che sarà “letto” dal camioncino Ama che lo svuota. I dati arriveranno in tempo reale ad Ama e gli utenti potranno verificare la propria posizione sul portale dell’azienda. Per il sindaco, Virginia Raggi: “Il nostro scopo è arrivare quanto prima alla tariffa puntuale, in base alla quale ogni utente paga in base alla differenziata: più si differenzia meno si paga. Vogliamo ridurre i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata al 70% e sviluppare un'impiantistica sostenibile”.
La partenza è, appunto, Ostia dove, dall’inizio di dicembre, una cinquantina di addetti di Ama girerà, munita di tablet, per le strade del Municipio per “mappare” casa per casa, azienda per azienda, tutto il territorio, 15 km quadrati, 230mila abitanti e 4mila aziende. Intanto, secondo quanto riferito dall’assessorato all’Ambiente, si sta predisponendo (“a giorni”) il bando di gara per acquistare i vari bidoni da assegnare alle famiglie di Ostia e degli altri Municipi dove la Raggi intende avviare questa riforma: dopo Ostia, prima il Ghetto, poi a Torre Angela e Tor Bella Monaca, quindi Ostiense, Eur, Centro storico e, infine, Salario-Parioli. 
Il Campidoglio annuncia anche la contestuale riforma del calendario di raccolta: a tutte le utenze domestiche saranno richieste 3 esposizioni dei rifiuti a settimana invece delle attuali 9: il territorio del municipio sarà diviso in due settori e la raccolta avverrà il lunedì, mercoledì e venerdì oppure il martedì, giovedì e sabato. In ogni giorno di raccolta, si dovranno esporre contemporaneamente due tipologie di rifiuto: sempre la frazione organica e, a seconda del giorno, anche la frazione ''secca'' prevista da calendario (carta;
plastica/metallo; rifiuto residuo indifferenziato). Il tutto in un’unica fascia oraria giornaliera, o mattina o sera. Per il vetro restano buone le campane verdi. 

Per le aziende (bar, ristoranti, studi professionali, esercizi commerciali, e via dicendo) il progetto prevede il conferimento dei diversi tipi di rifiuti presso il proprio esercizio commerciale o la propria azienda, sempre secondo un calendario concordato. Condomìni e grandi utenze non domestiche potranno utilizzare delle apposite aree dedicate, le cosiddette “domus ecologiche”. 


L’idea dell’Amministrazione capitolina è di riuscire a partire a febbraio con la raccolta a Ostia: una tempistica davvero ottimistica, visto che la mappatura del territorio inizierà a dicembre e i 50 addetti di Ama dovranno coprire un 300mila metri quadri a testa. Ma, soprattutto, considerando che la gara d’appalto per comprare i bidoncini (e i sacchetti) da assegnare alle famiglie - gara di cui non sono stati resi noti né i costi né le fonti di finanziamento - ancora non è stata neanche pubblicata. Visti i tempi di un appalto (mai meno di 6 mesi), credere che per febbraio la gara sia stata pubblicata, siano state ricevute e valutate le offerte, assegnato il vincitore (senza ricorsi) è ben più che ottimismo. 


venerdì 4 luglio 2014

LE PULCI AL PIANO DI RIENTRO

Nelle 102 pagine del Piano di Rientro che il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha presentato a Palazzo Chigi, ci sono alcuni elementi che destano un po' di perplessità. 
Diciamo che gli facciamo un po' le pulci.

Il primo punto che salta agli occhi è a pagina 75.
Si parla di Ama e di raccolta differenziata. Il paragrafo è intitolato "Dove eravamo".

Si legge:

"Il ciclo dei rifiuti di Roma Capitale è stato per molti anni interamente basato sulla discarica di Malagrotta. [...] Non è quindi un caso che al momento dell'insediamento dell'attuale Amministrazione (11 giugno 2013, n.d.r.) la raccolta differenziata fosse ferma al 25%".

La cifra è apparsa un po' bassa. 
Memori delle dichiarazioni ufficiali di Ama e della Giunta Alemanno, che parlavano di una percentuale a fine mandato sul 30%, siamo andati a chiedere conto ad Ama.

L'Ufficio Stampa di Ama comunica ufficialmente:

Il conto non torna, quindi. 
Ama dice che a giugno 2013 era il 30,37%. Nel documento ufficiale di Marino si parla del 25%. 

Proseguendo, sempre a pagina 75, il documento ufficiale di Marino cade in una evidente e matematica contraddizione.

Il paragrafo è il "Dove siamo" e si legge: avendo chiuso Malagrotta, si è "reso necessario fornire un impulso alla raccolta differenziata che ha prima superato il 30% (dato medio complessivo 2013 pari al 31%) ed è ulteriormente in crescita nel primo trimestre 2014, attestandosi nell'ordine del 37%".
Ora, la data dell'insediamento ufficiale di Marino Sindaco è l'11 giugno, l'ufficializzazione della Giunta è del 26 giugno e la prima seduta dell'esecutivo capitolino è del 30 giugno. 
In sostanza, o dobbiamo credere che dal 11 giugno al 31 dicembre la differenziata sia passata dal 25% al 37% - risultato matematicamente necessario per avere un dato medio nell'anno del 31% - e quindi sia poi rimasta ferma, oppure dobbiamo credere che nel documento ufficiale Marino sia incorso in uno scivolone matematico.

Tutto ciò, senza considerare che Ama certifica che i suoi dati sono aggiornati a inizio anno 2014, non al primo trimestre, e che per gennaio 2014 la cifra raggiunta è il 38% e non il 37%.

Non potendo pensare a un malizioso errore per mettere in miglior luce l'attuale Amministrazione e in peggiore la precedente, ci limitiamo a constatare questo macroscopico errore.

Vi è poi un altro passaggio un po' equivoco. Questo è più politico e riguarda la valorizzazione del patrimonio immobiliare di Atac.
Marino, nel suo documento ufficiale, asserisce che queste valorizzazioni possono portare nelle casse esauste e asfittiche di Atac una cifra oscillante fra i 210 e i 250 milioni (pag. 74).

Come? Vanno vendute tre ex rimesse e tre aree non edificate, "previa trasformazione urbanistica".
In sostanza, entro settembre prossimo per le aree non edificate ed entro giugno 2015 per le tre ex rimesse, vanno approvate delle varianti sulle "potenzialità edilizie" di queste aree. Insomma, vanno aumentate le cubature.
Le aree in questione sono:
  • l'ex rimessa Vittoria, una superficie utile lorda (SUL) di progetto di 15.156 mq;
  • l'ex rimessa San Paolo, SUL di 18.500 mq;
  • l'ex rimessa Tuscolana, SUL di 20.300 mq.
Queste tre dovranno essere approvati gli accordi di programma entro giugno 2015.

A queste tre, si sommano tre aree non edificate:
  • Via G. Severini, vicino il Centro Carni, SUL 45.000 mq;
  • Via E. Ortolani, vicino la omonima rimessa di Acilia, SUL 12.600 mq;
  • Via Libetta, alla Garbatella, SUL 27.900 mq
e queste dovranno essere approvate entro settembre 2013.

Ora, considerando i chiari di luna in Consiglio comunale fra la Giunta da una parte e il consiglieri di "maggioranza" dall'altra, nonché le lotte intestine non solo fra i diversi partiti che "sostengono" la Giunta Marino ma anche fra le diverse anime del PD, appare quanto meno estremamente ottimistico credere che in un mese si possano approvare in Aula degli atti urbanisitci di così grande rilevanza. Atti che prevedono un incremento di 0,25 mq su mq: cioé di aumentare di un quarto la SUL per ogni area.
Un bel bocconcino per chi può costruire!