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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 29 ottobre 2019

STADIO DELLA ROMA, L’ANAC PRECISA: “CONVENZIONE DA PUBBLICARE DOPO SOTTOSCRIZIONE”


Ricevo e volentieri pubblico quanto precisazione dell’ufficio del Portavoce dell’Autorità nazionale Anti Corruzione: “quando nella nota a firma del Presidente Raffaele Cantone si parla di “nuova Convenzione urbanistica in via di definizione” non si intende la bozza ma la Convenzione quando sarà sottoscritta e definita. Ogni diversa interpretazione, del resto, non sarebbe in linea con la normativa, che prevede che non si pubblichino bozze”.

Aggiunge l'Anac quali sono i documenti da pubblicare ai sensi delle vigenti normative sulla trasparenza (art. 39 dlgs. 33/2013, delibera Anac n. 1310/2016 (par. 8.3 e pagina 28 dell’allegato 1):
  


Appaiono pertanto decisamente fuori luogo le pretese di alcuni esponenti politici e di alcune associazioni di ottenere il testo della Convenzione prima che esso sia completo e definitivo, in special modo qualora basate sulla pronuncia di Anac.

Che - sia detto con una punta di ironia - magari la prossima volta potrebbe scrivere i propri pareri in modo meno equivocabile: meno gerundi e più futuri! 

Quindi, come specificato già ieri, i testi di tutti gli atti inerenti il progetto Stadio a Tor di Valle - variante urbanistica con osservazioni e controdeduzioni; convenzione “madre” fra la As Roma e il Campidoglio e quelle allegate fra Campidoglio e Regione Lazio sulla ferrovia in concessione Roma-Lido di Ostia, Campidoglio e Città Metropolitana sulla via del Mare/Ostiense; e fra As Roma e Acea per il depuratore e gli interventi di mitigazione degli odori - saranno presentati e regolarmente accessibili quando saranno definitivi esattamente come prevede la legge. 

Il resto sono vuote chiacchiere… da stadio. 




sabato 3 marzo 2018

STADIO; ZINGARETTI TREMA E FINISCE NEL PALLONE


Gli avevano chiesto, a RadioRadio, di commentare le esternazioni di James Pallotta sulle radio romane e Nicola Zingaretti, presidente uscente della Regione Lazio in corsa per la riconferma non le ha mandate a dire: “Pallotta? È un altro che viene da fuori e con arroganza si relaziona a una comunità bellissima, che lo è anche nella sua ricchezza. Arrivano e danno lezioni, se pensassero invece a fare il proprio dovere sarebbe meglio. È un altro di quelli che sbaglia. Da romanista dico: invece di dare lezioni agli altri ci permettesse di tornare a sognare, perché questa è la vera grande questione che abbiamo davanti”.
Un’uscita strana, dura, durissima soprattutto considerando i rapporti che, almeno in apparenza, sono sempre stati ottimi fra la società giallorossa e Zingaretti. 
E più di qualcuno ha subito messo in relazione la tornata elettorale di domani con questa uscita ancor più inaspettata visto il carattere certo non iroso di Zingaretti e il suo costante rifuggire da ogni tipo di polemica.
Alcune voci di Radio Regione parlano di qualche consigliere che avrebbe spinto Zingaretti a questa uscita semplicemente per un banale conto elettorale.
In questo periodo, complici i risultati per nulla entusiasmanti della squadra guidata da Eusebio Di Francesco, sulla graticola è finita la società, a partire proprio da Pallotta, considerato sempre troppo lontano dai calciatori (qui si era abituati al presidente “papà” sul modello di Dino Viola e Franco Sensi), per nulla presente nei momenti importanti e decisamente concentrato sullo Stadio più - sostiene la vulgata accusatoria - che sul rendimento sportivo della squadra. 
Curve rumoreggianti e, quindi, potenziali voti in libera uscita: questo, più o meno il conticino fatto nell’entourage del Presidente della Regione. 
Tra l’altro, che le radio romane non siano tenere nei confronti di Pallotta non è proprio un mistero. Radio romane dove molti esponenti del Pd vanno più o meno quotidianamente per la parte radiofonica della campagna elettorale. 
Difendere, quindi, le radio romane attaccando Pallotta - che, spesso, ci mette tanto del suo per risultare facilmente criticabile - si traduce in una bella strizzatina d’occhio ai tifosi e, ovviamente, alla corte dei miracoli dell’etere. 
Anche perché la granitica certezza sulla rielezione alla guida della Regione non è più così granitica come nelle prime settimane e questo sembra aver acuito una certa dose di “sensibilità” del Governatore. 
Del resto, in questo, non è l’unico che si rivolge alla platea dei voti dei tifosi. In senso contrario a quello di Zingaretti, lo ha fatto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, proprio in questi ultimi giorni prima con la questione della variante urbanistica sul Ponte dei Congressi, poi con il presunto “bollino” rilasciato da Anac e smentito a Il Tempo direttamente dal presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone. E lo ha fatto anche la candidata 5Stelle, Roberta Lombardi, anche lei su una sponda diversa da quella di Zingaretti, dicendosi pronta a discutere anche con la Lazio per il suo impianto e promettendo iter veloci in caso di sua vittoria per quello della Roma (peccato che le incombenze che ancora restano in carico alla Regione sono determinate per legge e non sono comprimibili). 

venerdì 2 marzo 2018

STADIO; CANTONE SMENTISCE LA RAGGI: "NESSUN BOLLINO DA ANAC"

Abbiamo avuto anche il bollino dell’Anac”, gongola Virginia Raggi, sindaco di Roma, quando, intervenendo a Radio Radio, annuncia che il progetto rivisto dalla sua Amministrazione sullo Stadio della Roma avrebbe ottenuto il placet della struttura anticorruzione guidata da Cantone. E, subito, gli fa eco anche un consigliere pentastellato in Campidoglio, Giuliano Pacetti: “c'è anche il bollino dell’Anac”. Ribadisce. E poi c’è Raffaele Cantone che guida Anac - oramai assurta al ruolo di Corte Suprema informale. Un Cantone che dice, ribadendolo più volte: “Noi non diamo nessun bollino”.

Raffaele Cantone lo abbiamo intercettato casualmente all’ora di pranzo, insieme al professor Francesco Merloni che dell’Anac è membro. Entrambi ribadiscono con forza: “noi non abbiamo dato “bollini”, non spetta a noi darne”. 
E un pezzetto delle chiacchiere elettorali di Virginia Raggi sullo Stadio cade miseramente. L’arrancare di Roberta Lombardi nella corsa alla guida della Regione oltre far segnare il passo del Movimento nel Lazio, comporterà inevitabilmente una ripercussione sull’Amministrazione capitolina che, fino a oggi, ha brillato per la sua inefficienza “assembleare” di Giunta e Consiglio nel portare a casa iniziative concrete. Quindi, la strizzatina d’occhio della disperazione verso i tifosi giallorossi si era già avuta la scorsa settimana con l’approvazione in Giunta del primo passo della variante urbanistica per il futuro Ponte dei Congressi spacciato come imminente e a servizio dello Stadio. Ieri, il bis. Stavolta chiamando in causa Cantone, quasi fosse una benedizione papale. 
Dice la Raggi a Radio Radio (con l’eco di Pacetti sulla sua pagina facebook): “È uscito qualche giorno fa un parere con cui l’Anac attesta la fattibilità delle opere dando l’ok al nuovo progetto fatto insieme dal Campidoglio e dalla società Roma. Le opere indicate nel nuovo progetto non appaiono assolutamente compromesse, tanto è vero che viene ridotta l’area commerciale però parallelamente c’è un aumento delle aree a destinazione pubblica, un aumento delle aree delle aree verdi e un miglioramento delle viabilità su gomma e ferro. Sostanzialmente l'Anac ha dato ragione al nuovo progetto”, chiosa il Sindaco citando più o meno alla lettera il testo della missiva Anac.
Un bel po’ differente la versione di Cantone: “Abbiamo fatto un lavoro di pre vigilanza a seguito di un esposto”, spiega a Il Tempo il presidente dell’Autorità anticorruzione che aggiunge: “Ovviamente, si trattava di valutare se nelle procedure svolte fino a questo momento c’erano i presupposti per avviare un’attività di vigilanza. Abbiamo verificato quelli che sono i progetti di massima e ad oggi non emergono elementi per fare alcunché. Ovviamente, nel provvedimento noi diciamo che “ci riserviamo” di capire quando le cose saranno declinate”. 
In realtà, poi, la spiegazione è ancora più semplice: è l’Anac che avendo ricevuto una serie di esposti si è mossa chiedendo al Campidoglio chiarimenti e ricevendo in risposta una lettera che, insieme alle risultanze emerse dalla Conferenza dei Servizi, ha portato l’Autorità a non procedere ulteriormente
Ma, spiegano ancora Cantone e Merloni: “La lettura dell’impostazione di carattere generale non ha rilevato criticità ma noi, però, non diamo nessun bollino e nessun ok. Cioè, abbiamo detto che ad oggi non ci sono i presupposti per fare vigilanza ma ci siamo riservati di intervenire dopo”.
Poi la stoccata finale: “Naturalmente per noi, la nostra attività riguarda il codice dei contratti, noi non abbiamo valutato la fattibilità urbanistica. Le questioni urbanistiche noi non le abbiamo neanche valutate perché non sono di nostra competenza. Ora, in questo momento, ci siamo limitati a verificare sommariamente solo se il progetto presentava delle criticità in relazione al codice dei contratti”. Insomma, non c’è nessuna valutazione di tipo urbanistico da parte di Anac e la lettura data dalla Raggi della lettera è, quindi, una interpretazione. Anche perché la risposta dell’Anac non solo contiene molti condizionali ma l’unico verbo all’indicativo è quello con il quale la stessa Autorità ha deciso di avviare un monitoraggio delle procedure di costruzione dello Stadio che verrà avviato da giugno 2018 in poi. 
Del resto, che l’Anac si pronunciasse ora, in assenza di gare d’appalto, su un progetto urbanistico era apparsa da subito una ipotesi poco coerente con le normative, come sottolinea anche l’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Michele Civita: “L’Anac da quanto ne so dà l’ok sulle gare. Sulle procedure urbanistiche non so se si pronuncia, mi giunge nuova”. 
No, infatti, come dice Cantone: “la valutazione urbanistica non ci compete”.