*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Convenzione urbanistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Convenzione urbanistica. Mostra tutti i post

sabato 8 agosto 2020

STADIO, ECCO COME SARÀ USATO PER LA PROPAGANDA ELETTORALE

Esiste una forma elementare di decenza e di rispetto per la verità dei fatti e per l’intelligenza altrui che anche la propaganda più becera dovrebbe rispettare.
Fra ieri sera - complice un’Ansa tratta in palese inganno dalla “narrazione” della comunicazione grillina - e questa mattina stiamo assistendo al delirio del ridicolo.
Chi voleva sapere come Virginia Raggi e la sua ciurma intendono utilizzare lo Stadio della Roma come merce di propaganda elettorale, ora può leggerlo e vederlo da solo.

Ieri sera, alle 19.51, l’Ansa titola con rilievo (si usano le crocette): 
“++Stadio Roma: stasera via libera in Giunta++”. 
E per tutta la serata - complice equivoci sottilmente non chiariti - sembrava che fosse stato approvato in Giunta il via libera al dossier stadio per intero.


Invece la verità è diversa: ieri sera la Giunta ha solo adottato due atti propedeutici al futuro via libera che, quindi, non c’è stato affatto.

Sono due atti importanti che, sostanzialmente, iniziano il lungo iter che porterà al voto: ma di realmente approvato ancora non c’è nulla.
Ieri sera - come peraltro era già stato chiarito con largo anticipo su IlTempo.it - la Giunta ha adottato il testo dell’accordo con la Regione Lazio che regola i rapporti fra i due enti in merito agli investimenti previsti nel progetto Stadio sulla ferrovia Roma-Lido di Ostia
Il secondo atto è il testo dell’accordo che disciplinerà i rapporti fra Campidoglio e Città Metropolitana per l’unificazione della via del Mare con la via Ostiense.

L’adozione di questi due atti in Giunta comunale da sola mica basta. 
La Giunta Regionale dovrà fare la stessa cosa per il suo accordo. E lo stesso dovrà fare la Giunta della Città Metropolitana per il proprio.
Solo dopo gli accordi saranno firmati dai rispettivi direttori di Dipartimento e, a quel punto, quando saranno stati protocollati, verranno copiati e incollati nel testo della Convenzione
Nella quale, per inciso, dovrà essere inserito anche un altro accordo, fra i proponenti e Acea per il depuratore e gli interventi di mitigazione degli odori. 
Una volta che questi tre atti saranno stati copiati e incollati dentro la Convenzione, il testo sarà definitivo e verrà prima adottato dalla Giunta comunale poi mandato all’esame delle Commissioni consiliari (Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio) e del IX Municipio prima di essere calendarizzato per il voto finale in Aula
Lo champagne stappato da alcuni consiglieri grillini, quindi, è quanto meno prematuro: se va bene, l’adozione in Giunta del dossier Stadio arriverà a fine mese. E il voto finale, se va bene, per metà settembre o anche un po’ dopo).

Veniamo, ora, ai ciclostile grondanti della più spudorata propaganda. I temi: il via libera allo Stadio (che non è vero), l’ottimo lavoro (sic) di Virginia Raggi, e la sua ricandidatura.
Cinque comunicati fotocopia senza che nemmeno gli estensori si prendessero la briga di faticare un po’ per cambiare almeno le parole o la loro successione. Roba da quarta elementare rivolta palesemente a un elettorato che, forse, viene visto come composto da persone con scarsa intelligenza e ancor più scarsa memoria.





Rinfreschiamola: i 5Stelle hanno distrutto un buon progetto, non perfetto ma migliorabile. Si sono venduti per un hashtag (“unostadiofattobene”) che ha messo in crisi l’architettura del progetto, dando retta a quei pifferai che ululavano alla speculazione e che hanno suggerito di tagliare le opere pubbliche di mobilità per raccontare a quattro gonzi di aver tagliato le “cubbbature” senza arrivare a vedere due centimetri più avanti dei loro nasi, senza avere una visione della città, della politica e del progetto. 
Hanno fatto perdere alla Roma l’intero quinquennio di questa consiliatura con i loro tentennamenti tipici di chi non sa assolutamente nulla del giochino che ha per le mani. E non solo sullo Stadio: lo stesso identico cliché lo abbiamo visto con tutte le grandi opere, dalla Metro C, alla Città dei Giovani, dalle Torri dell’Eur al prolungamento della Metro B, dalle caserme di via Guido Reni alla Metro D
E tralasciamo per pietà lo stato della pulizia delle strade, della cura del verde, dell’efficienza del trasporto pubblico.

Il quinquennio grillino in Campidoglio è un quinquennio letteralmente buttato che a Roma lascerà, per qualche mese, qualche centinaio di metri di piste ciclabili temporanee. 

Chiacchiere su chiacchiere, nullità su nullità, aria fritta buona per quei supporter che vivono a centinaia di km dal Grande Raccordo Anulare. 

domenica 2 agosto 2020

STADIO DELLA ROMA: ECCO TUTTO IL RESTO DELLE NOVITÀ DELLA CONVENZIONE URBANISTICA DEFINITIVA

Il testo della Convenzione urbanistica, cioè del contratto vero e proprio fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Stadio della Roma, include anche un’altra serie di dati e novità oltre quelli che abbiamo raccontato qui e qui

La prima pagina del testo della Convenzione urbanistica definitiva


A ottobre 2019 avevamo anticipato la prima bozza di Convenzione che il Campidoglio aveva elaborato. 
Il testo definitivo è stato concordato a febbraio, poco prima dell’inizio della quarantena. E i mesi di quarantena sono serviti per scrivere tutti i passaggi scontando, ovviamente, tutte le difficoltà legate al lavoro da casa dei funzionari capitolini.
Abbiamo già detto le due novità principali rispetto al testo di ottobre: la creazione dell’ufficio speciale, l’Organismo di Sorveglianza che vigilerà sul puntuale adempimento del contratto, e abbiamo già illustrato la brillante soluzione adottata per uscire fuori dall’impasse generata dalla richiesta del Campidoglio di unificare la via del Mare/Ostiense, nel tratto di 900 metri oggi diviso da capannoni, in una strada a tracciato unico, opera necessaria per agevolare la realizzazione del futuro Ponte dei Congressi.

Vediamo ora il resto delle novità contenute nelle 66 pagine (ma diventeranno molte di più) del nuovo testo.
Dopo la ricostruzione di questa lunghissima storia – la genesi del progetto, i provvedimenti della Giunta Marino, le conferenze di servizi e la nuova delibera Raggi – viene lasciato uno spazio – sarà molto lungo, almeno altre 85 pagine – per inserire la relazione finale sulla due diligence interna condotta dagli uffici capitolini, su richiesta della Raggi, all’indomani degli arresti di Luca Parnasi e Luca Lanzalone.

Rispetto alla versione ottobre 2019 spariscono gli “aventi causa”, vale a dire Radovan Vitek o chiunque dovesse subentrare a Eurnova. Ad ottobre, infatti, era stato inserito ad ogni passaggio lo spazio per iscrivere Vitek e la sua azienda. Per alleggerire il testo, all’inizio, viene semplicemente inserita una clausola: “qualora al momento della stipula Eurnova risultasse completamente sostituita e quindi risulti pienamente subentrato un altro soggetto quest’ultimo verrà direttamente inserito quale parte integrante della Convenzione”.

IL “SOGGETTO ATTUATORE”
Se la Convenzione venisse firmata oggi, Eurnova sarebbe “soggetto attuatore” e “stazione appaltante”. Il che significa che spetterà a Eurnova ogni singola fase delle opere pubbliche, sia quelle con compensazione che quelle obbligatorie: progettazione, indizione delle gare d’appalto, assegnazione, esecuzione dei lavori, collaudo.

Al “soggetto attuatore” spetterà realizzare le opere generali, corrispondere in contanti eventuali differenze sui minori costi, la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo, pagare gli oneri per acquisire aree e garantire il vincolo trentennale con la As Roma.

LO “HOME STADIUM”
A questo proposito, viene specificato in modo chiaro il rapporto con la Roma: “l’utilizzo dello Stadio in via prevalente da parte della “prima squadra” della AS Roma per quanto riguarda la sostanziale totalità degli eventi previsti dalle competizioni ufficiali”. Viene previsto anche un unico motivo di legittima cancellazione di questo vincolo: “In caso di retrocessione della A.S. Roma in categorie non professioniste e che determini la perdita per quest’ultima della qualifica di primaria società sportiva, il soggetto a tale tempo proprietario dell’impianto sportivo “Stadio” come complessivamente considerato sostituirà il soggetto originariamente fruitore sopra indicato con altra primaria società sportiva svolgente la propria attività all’interno della Città Metropolitana di Roma e/o con Federazioni Nazionali”.

LA CONTESTUALITÀ E L’OBBLIGO DI REALIZZARE LE OPERE PUBBLICHE
In più passaggi della Convenzione viene ribadito l’obbligo di realizzare e collaudare tutte le opere pubbliche, che siano a compensazione o obbligatorie, prima che lo Stadio apra al pubblico.
Nel caso qualcuna delle opere pubbliche non fosse più realizzabile, anche se non per colpa dei proponenti, rimane comunque valida l’obbligazione che potrà essere eseguita o pagando in contanti o con opere sostitutive di pari valore.
Quando mancherà un anno all’apertura dello Stadio verrà fatto un controllo sullo stato di realizzazione delle opere pubbliche: “qualora emergessero disallineamenti non colmabili nel tempo residuo, l’Amministrazione potrà, su proposta dell’Organismo di Vigilanza e sentito il Soggetto attuatore e gli altri Enti già partecipanti alla Conferenza dei Servizi, valutare e prescrivere soluzioni alternative al fine di garantire la fruibilità dell’impianto nel rispetto degli obiettivi delle prescrizioni e delle condizioni deliberate in relazione anche al grado di corresponsabilità nel ritardo da parte del Soggetto Attuatore, del disallineamento maturato e/o recuperabile, dei tempi necessari per terminare le opere poste in rapporto di contestualità, ed dell’individuazione delle possibili modalità provvisoriamente alternative, il cui onere economico graverà sul Soggetto attuatore”.
Tradotto dal burocratese: se il Ponte dei Congressi o l’adeguamento della ferrovia Roma-Lido di Ostia (sono due esempi ma se ne possono fare anche altri) non fossero completati si studieranno soluzioni alternative i cui costi saranno comunque coperti dalla Roma.

I COSTI DELLE OPERE DI INTERESSE PUBBLICO:
Parco Fluviale Ovest – 9.658.533 €
Golena est e Golena Ovest – 1.194.025 €
Pontile est e Pontile ovest – 1.735.004 €
Videosoveglianza – 2.434.548 €
Messa in sicurezza Fosso Vallerano e Fosso Acqua Acetora – 9.807.554 €
Ponte ciclopedonale da Magliana FS a Curva Nord – 9.863.182 €
Stazione Tor di Valle con ponte ciclopedonale – 7.003.055 €
Adeguamento via del Mare/Ostiense – 46.062.158 €
________________________________________-
Valore totale: 87.758.089 €

A queste opere sarà aggiunta la ricostruzione della Tribuna di Tor di Valle per un costo di 6.163.113 €

I COSTI DELLE OPERE A SCOMPUTO:
Collegamento Ostiense-A91 – 8.761.003 €
Idrovore e fognature – 7.041.581 €
Parcheggio multipiano – 12.616.495 €
Parcheggi a raso e strade circolazione interna – 40.892.005 €
Verde pubblico – 14.618.071 €
Mitigazione odori – 9.036.420 €
Impianti acqua potabile – 1.429.741 €
Impianti illuminazione – da definire*
Impianti distribuzione energia elettrica – da definire*
Impianto di innaffiamento – da definire*
(*all’esame di Acea)

ALTRI COSTI A CARICO DEI PROPONENTI
ESPROPRI: € 12.847.545
CONTRIBUTO COSTO DI COSTRUZIONE: € 43.480.083
ONERI DI URBANIZZAZIONE: € 74.336.757
CONTRIBUTO STRAORDINARIO DI URBANIZZAZIONE: € 16.672.657
PLUSVALENZA SULLA SUL: € 24.123.114

TOTALE FINALE DEL MAGGIOR COSTO RISPETTO ALLE PREVISIONI INIZIALI: € 40.795.771

PROGRAMMA DELLE PRIME OPERE
Viene stabilita anche una sorta di “scaletta” delle prime opere pubbliche da realizzare:
1)    Messa in sicurezza idraulica dei Fossi del Vallerano e dell’Acqua Acetosa
2)    Aggiudicazione definitiva opere generali (appalti):
a.     Stazione Tor di Valle con ponte
b.     Adeguamento/unificazione via del Mare/Ostiense

Possibilità di differire l’assegnazione ma completandole prima dell’apertura dello Stadio:
1)    Parcheggio multipiano
2)    Verde pubblico a standard

ARCHEOLOGIA
Al momento della redazione del progetto esecutivo dovrà essere eseguita la Valutazione di Impatto archeologico

GARANZIE
Ogni opera dovrà essere garantita con fidejussione di pari valore con polizza emessa da società primaria (per evitare il rischio “mascherine fantasma” della Regione Lazio)

DIVIETI
È fatto totale divieto di costruire case. La firma della Convenzione conterrà anche la rinuncia da parte dei proprietari, anche futuri, di convertire gli edifici costruiti in case anche qualora intervenissero modifiche normative che agevolassero queste trasformazioni.

INADEMPIMENTO E RISOLUZIONE
Il mancato rispetto degli obblighi e dei divieti fa decadere il pubblico interesse e tutti gli atti di assenso delle pubbliche amministrazioni. In caso di risoluzione del contratto con lo Stadio già costruito questo passerebbe di proprietà al Comune di Roma cui spetterebbero anche l’incasso delle varie fidejussioni e i danni da riconoscere in tribunale.

sabato 1 agosto 2020

STADIO; ECCO IL TESTO DEFINITIVO DELLA CONVENZIONE URBANISTICA



La consegna è avvenuta manualmente 11 giorni fa, il 21 luglio. Una copia era già sulla scrivania del sindaco di Roma, Virginia Raggi, e altre due hanno preso la strada degli uffici della Roma e di Eurnova. Due copie consegnate a mano che contengono il testo definitivo della convenzione urbanistica, il contratto fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Tor di Valle, e che regolerà ogni singolo aspetto della costruzione delle opere. È il testo finale, quello che verrà sottoposto al voto del Consiglio comunale dopo essere passato per le Commissioni e il IX Municipio.  
La prima novità che salta agli occhi rispetto alla bozza di cui Il Tempo rese conto a ottobre dello scorso anno, è la creazione di un apposito ufficio, chiamato “organismo di vigilanza” che avrà il compito di controllare e monitorare l’esatto adempimento del contratto.
I nomi dei componenti di questo ufficio ancora non sono stati definiti ma la nomina spetterà al Sindaco e avrà il compito di controllare e sovrintendere tutte le fasi realizzative degli interventi: dalla progettazione esecutiva al puntuale adempimento di tutti gli obblighi contrattuali. 
Seconda novità: la Convenzione avrà una durata di 10 anni ed entrerà in vigore immediatamente dopo l’approvazione finale di tutti gli atti in Regione Lazio. Dopo il voto il Consiglio comunale, infatti, la procedura prevede che, aggiornate le carte progettuali da parte dei proponenti, l’intero plico sia spedito in Regione per il completamento delle procedure di variante urbanistica. Questa fase si concluderà con una delibera di Giunta regionale (atto dovuto e non soggetto a valutazioni politiche ma solo tecniche) dopo di che scatterà la validità della Convenzione. 
Terzo passaggio: viene chiarito il nodo dell’unificazione della via del Mare e della via Ostiense. Questo è stato uno dei grandi temi sui quali, per mesi, si è discusso attorno al tavolo delle trattative. Il progetto originario prevedeva che le due strade, di proprietà della Città Metropolitana, venissero unificate e allargate. Il problema è un tratto, lungo 900 metri, fra viale Marconi e Tor di Valle: qui sorgono alcuni capannoni a separare la via del Mare dalla Ostiense. Il Comune ha chiesto che questo tratto venisse non solo unificato come sensi di marcia - oggi sono alternati: una corsia sale verso Roma e una scende verso Ostia per la via Ostiense, poi una sale e una scende per la via del Mare - ma anche come tracciato della strada, quindi che si eliminassero i capannoni in mezzo. Il tutto per favorire la realizzazione degli svincoli dal futuro Ponte dei Congressi. Solo che questa unificazione del tracciato non era inclusa fra le prescrizioni della Conferenza di Servizi e quindi i proponenti temevano le lungaggini degli espropri e il rischio di non poter aprire l’impianto per colpa di un intervento aggiuntivo. 
Alla fine, è stato trovato il compromesso: l’unificazione del tracciato viene inserita in Convenzione, cosa che i proponenti non volevano, ma l’eventuale ritardo nella realizzazione dell’intervento non sarà preclusivo della prima utilizzazione dello Stadio. Insomma, se ritardano i lavori per quel tratto della Via Ostiense, lo stadio apre uguale.
Per tutte le altre opere pubbliche, invece, rimane, né avrebbe potuto essere altrimenti, l’obbligo della “contestualità” fra il completamento delle stesse e l’apertura dello Stadio. Poiché alcune di queste opere pubbliche - il Ponte dei Congressi gestito dallo Stato e il rifacimento della ferrovia Roma-Lido di Ostia gestito dalla Regione Lazio - non sono sotto il diretto controllo dei proponenti quando mancherà un anno all’apertura dello Stadio verrà fatto un check. In caso di disallineamenti, verranno valutate soluzioni alternative utili a garantire la fruibilità dell’impianto i cui costi comunque saranno sostenuti dai proponenti. In parole semplici, se servirà mettere degli autobus in più per la partita, li pagherà la Roma.
Ultimo passaggio da evidenziare: dopo aver ricalcolato i costi di tutte le opere pubbliche, i vari oneri e contributi, alla Roma il progetto costerà 40,8 milioni di euro in più rispetto al previsto.


mercoledì 18 marzo 2020

STADIO; SI SCRIVONO LE DELIBERE

LINK: ACCORDO FINALE DEFINITO. I TECNICI AL LAVORO SUI TESTI DA VOTARE ALLA RIPRESA DEI LAVORI IN CAMPIDOGLIO


I lavori tecnici di confronto fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Stadio della Roma sono finiti. Pochi giorni prima dell’inizio della quarantena si è svolta un’ultima seduta plenaria di tutti gli attori interessati al dossier Tor di Valle. L’accordo è stato raggiunto e, da quel momento, gli uffici comunali hanno iniziato a scrivere i testi delle delibere che dovranno essere portate al voto del Consiglio comunale. 
Un lavoro di scrittura che dovrà essere approfondito e attento: i testi delle delibere dovranno essere blindatissimi per resistere alla quantità di ricorsi che sono stati annunciati nei mesi scorsi da tutto il variegato fronte “anti stadio”.

SALE LA VALUTAZIONE DEI CONTRIBUTI DEI PRIVATI
Nell’accordo raggiunto, come già Il Tempo aveva anticipato nei mesi scorsi, è stato effettuato un riconteggio delle cifre dell’intero corpus delle opere che ha portato a un aumento della contribuzione, rispetto alle valutazioni iniziali a carico dei proponenti, legata alla valorizzazione economica delle aree. Rispetto alle previsioni iniziali, i nuovi conteggi potrebbero comportare per i proponenti una contribuzione al Campidoglio maggiore di quella inizialmente stimata e la cifra potrebbe essere non di poco superiore anche ai 20 milioni già annunciati.

IL RUOLO DI VITEK NELLE TRATTATIVE
Un elemento che ha contribuito a velocizzare molto gli accordi è venuto dagli emissari di Radovan Vitek che, di fronte a tutte le varie potenziali difficoltà, non da ultime queste sul valore aumentato della contribuzione, non solo non hanno battuto ciglio ma hanno chiaramente detto ai funzionari del Campidoglio che l’importante era giungere a una conclusione della vicenda che fosse positiva per la città, l’Amministrazione e i tifosi. 
Ora, sfruttando queste settimane di quarantena, i funzionari comunali - dell’Avvocatura, del Segretariato generale e dell’Urbanistica - stanno portando avanti, già da qualche giorno, la stesura delle delibere che dovranno essere poi votate dal Consiglio comunale. 
A ciascun funzionario è stata affidata la scrittura di una singola parte. Tutte le parti, poi, verranno riesaminate e armonizzate dai capi dei dipartimenti comunali. 
Il testo da votare è quello di variante al Piano regolatore unita alla Convenzione urbanistica. Dentro la Convenzione urbanistica, ci saranno inseriti i testi degli accordi fra il Campidoglio e la Regione Lazio sugli interventi per la ferrovia Roma-Lido di Ostia di proprietà regionale, quelli fra il Campidoglio e la Città Metropolitana per la via del Mare/Ostiense di proprietà di Palazzo Valentini e quelli fra i privati e Acea per la sistemazione del depuratore. 

L’ITER DI VOTAZIONE
Quando i testi saranno pronti, verranno prima portati in Giunta e approvati. Poi inizieranno l’esame obbligatorio da parte delle Commissioni competenti - almeno cinque: Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio - e del Municipio IX. A Commissioni e Municipio spetterà il compito di esaminare i testi ed esprimere pareri obbligatori ma non vincolanti. Completato questo passaggio (difficile meno di un mese) si andrà al voto vero e proprio in Assemblea Capitolina.

I NODI POLITICI
Se da un punto di vista tecnico Vitek e il suo approccio hanno agevolato la conclusione di una trattativa che si trascina da circa un biennio, rimane aperto il nodo politico. Le trattative per la cessione da Luca Parnasi e Radovan Vitek del pacchetto che include anche Tor di Valle e il progetto Stadio sono ferme a causa dell’emergenza Coronavirus che ha bloccato qualunque attività non essenziale. 
Nonostante la Roma continui a nutrire grande ottimismo, è difficile pensare che Virginia Raggi decida di far iniziare effettivamente l’iter di votazione - Giunta, Commissioni/Municipio e Aula - prima che il passaggio di consegne fra Parnasi e Vitek sia effettivo. 
Non a caso, prima che l’emergenza sanitaria assorbisse le attenzioni dell’Amministrazione, il Sindaco aveva deciso di fissare almeno una seduta di approfondimento fra la Giunta, i funzionari di alto grado e i consiglieri comunali di maggioranza. L’obiettivo era illustrare loro i provvedimenti prima che entrassero formalmente nell’iter di votazione con l’obiettivo di evitare l’accusa di far piovere provvedimenti dall’alto e considerare i consiglieri come dei meri esecutori di ordini e, contemporaneamente, contare i voti.

IL CONTEGGIO DEI VOTI IN AULA
Questa conta si è resa obbligatoria anche per un’altra ragione: i consiglieri comunali che votarono a favore del pubblico interesse (versione Raggi) a giugno 2017 sono chiamati a votare favorevolmente anche alle delibere di variante e convenzione che discendono dal voto del 2017. Solo che di quei 28 voti (Raggi compresa) favorevoli espressi nel 2017 ne sono rimasti effettivi solo 20. In 3 - Marcello De Vito, Paolo Ferrara e Davide Bordoni - sono rimasti invischiati nell’inchiesta penale su Parnasi e quindi dovranno astenersi e uscire dall’Aula. Poi ci sono 5 dimissionari, 4 “politici” - Nello Angelucci, Alisia Mariani, Fabio Tranchina e Valentina Vivarelli - e uno “tecnico” - Pietro Calabrese, diventato assessore alla Mobilità - cui sono subentrati Roberto Allegretti, Francesco Ardu, Carlo Maria Chiossi, Massimiliano Simonelli e Costanza Spampinato. Questi 5 non sono vincolati al voto 2017. Non contano i voti delle due espulse dal gruppo pentastellato, Cristina Grancio e Monica Montella, perché nel 2017 risultavano assenti. 
Ecco, dunque, perché il sindaco Raggi aveva deciso - prima della quarantena - di incontrare i suoi consiglieri e illustrare la complessità dei provvedimenti da votare. E perché Radio Campidoglio parlava anche di un incontro con i consiglieri di opposizione. Magari qualche voto può provenire anche dalle fila avverse.  

I TEMPI
Come l’intera vicenda Stadio ha insegnato è molto aleatorio fare previsioni già solo su Tor di Valle che abbiano un certo grado di attendibilità. Stando agli uffici, difficile pensare a meno di un mese/mese e mezzo per la redazione delle delibere. Questo porta il timing alla seconda metà di aprile per il completamento degli atti da votare. E qui ci si ferma. Troppe le altre variabili a partire dalla pandemia che possono rallentare le operazioni del passaggio Parnasi/Vitek e quelle di ripresa dell’attività politica in Consiglio comunale.
  

lunedì 9 dicembre 2019

DOPPIA SVOLTA PER LA ROMA: ACCORDO SULLO STADIO MOLTO VICINO


In questa settimana dovrebbe giungere a perfezionamento l’ingresso di Radovan Vitek nel progetto Stadio della Roma con l’acquisizione da parte della società dell’immobiliarista céco, la CPI Property Group, dei terreni e del progetto dell’impianto di Tor di Valle. Il che comporterà l’uscita di scena totale della famiglia Parnasi, Luca in testa, dal progetto anche se i tecnici di Eurnova continueranno a seguire il dossier almeno fino al via libera in Consiglio comunale.
Un via libera che, stando a Radio Campidoglio, potrebbe essere davvero vicino: nei corridoi di Palazzo Senatorio si racconta di una Virginia Raggi che, intorno a Natale, potrebbe fare un annuncio sull’andamento dell’iter
Iter che vede anche una seconda svolta: sarebbe stato superato il problema del “surplus” di 18 milioni di euro che il Campidoglio, dopo il completamento della due diligence seguente l’arresto di Parnasi, riteneva mancassero al computo finale. Nelle ultime sedute - alle quali hanno preso parte anche alcuni emissari di Vitek affiancando i tecnici di Eurnova - il nodo di questi soldi sarebbe stato risolto: erano stati conteggiati ma non inseriti nei contratti in discussione
Anche dalle parti dell’Assessorato all’Urbanistica la situazione viene considerata molto in discesa con la possibilità di chiudere l’accordo finale in poche sedute, magari pure per gennaio, anche se l’andamento della vicenda nell’ultimo biennio ha dimostrato la grande aleatorietà delle previsioni sui tempi.
Intanto, in Campidoglio alcuni fra i 5Stelle si stanno attrezzando per la conta dei voti. Quasi certa l’astensione dell’ex capogruppo grillino Paolo Ferrara, nonostante se uscito dall’inchiesta Rinascimento su Parnasi. In molti si aspettano non solo l’astensione dal voto ma anche dalla conduzione dei lavori da parte di Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale, visto che è coinvolto ancora nella vicenda giudiziaria. Terzo astenuto sicuro il pd Giovanni Zannola: è un arbitro di calcio e, a meno di deroghe, non può prendere parte a un voto che riguardi una società sportiva. Cartina di tornasole sulla tenuta della maggioranza grillina sarà lo scadenzamento dei lavori propedeutici al voto: più diluito nel tempo sarà l’esame delle delibere da parte delle Commissioni consiliari e del Municipio, meno sarà solida la capacità dei 5Stelle di rimanere compatti. 

giovedì 5 dicembre 2019

ACQUIRENTE PER EURNOVA




Mentre appare sempre più prossimo l’arrivo di Friedkin nella compagine societaria della As Roma, anche per l’altro pilastro dell’affaire Stadio di Tor di Valle, la Eurnova di Luca Parnasi, sembra approssimarsi un cambiamento nella proprietà. Ormai non si tratta più solo delle voci già anticipate da Milano Finanza e Il Sole24Ore, ma per il nuovo proprietario di Eurnova siamo alla stretta finale: a rilevarla dovrebbe essere Radovan Vitek, immobiliarista nato a Brno nella Repubblica Ceca, azionista di maggioranza della CPI Property Group con un patrimonio, stimato da Forbes, in 3,4 miliardi di dollari, 617esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta. 
In casa giallorossa si vede con favore l’eventuale ingresso di Vitek. Gli accordi iniziali fra la As Roma e Eurnova prevedevano una sorta di “spartizione” dell’investimento: l’area sportiva (Stadio e Nuova Trigoria più le pertinenze) e quella commerciale per la Roma. A Eurnova il Business Park. La successiva crisi di liquidità di Eurnova e i problemi con la giustizia del suo proprietario, Parnasi, avevano spinto la Roma a prepararsi ad acquistare, per circa 110 milioni, l’intero pacchetto cioè tutti i terreni e la globalità del progetto. Se Vitek realmente rilevasse Eurnova quindi sarebbe un bel risparmio per le casse della Roma. Paradossalmente, quindi, mentre proseguono le trattative tecniche sul testo della Convenzione, con la segreta speranza di chiudere l’accordo entro fine anno, sia la Roma che Eurnova potrebbero cambiare assetti societari proprio alla fine di questo lungo percorso. Anche se in Campidoglio, versante politico, i 5Stelle sperano di continuare a classificare come “caso freddo” il dossier Stadio sperando di non doversene occupare in tempi brevi per non aumentare i problemi della disastrata Amministrazione Raggi ormai al crepuscolo. 

martedì 29 ottobre 2019

STADIO DELLA ROMA, L’ANAC PRECISA: “CONVENZIONE DA PUBBLICARE DOPO SOTTOSCRIZIONE”


Ricevo e volentieri pubblico quanto precisazione dell’ufficio del Portavoce dell’Autorità nazionale Anti Corruzione: “quando nella nota a firma del Presidente Raffaele Cantone si parla di “nuova Convenzione urbanistica in via di definizione” non si intende la bozza ma la Convenzione quando sarà sottoscritta e definita. Ogni diversa interpretazione, del resto, non sarebbe in linea con la normativa, che prevede che non si pubblichino bozze”.

Aggiunge l'Anac quali sono i documenti da pubblicare ai sensi delle vigenti normative sulla trasparenza (art. 39 dlgs. 33/2013, delibera Anac n. 1310/2016 (par. 8.3 e pagina 28 dell’allegato 1):
  


Appaiono pertanto decisamente fuori luogo le pretese di alcuni esponenti politici e di alcune associazioni di ottenere il testo della Convenzione prima che esso sia completo e definitivo, in special modo qualora basate sulla pronuncia di Anac.

Che - sia detto con una punta di ironia - magari la prossima volta potrebbe scrivere i propri pareri in modo meno equivocabile: meno gerundi e più futuri! 

Quindi, come specificato già ieri, i testi di tutti gli atti inerenti il progetto Stadio a Tor di Valle - variante urbanistica con osservazioni e controdeduzioni; convenzione “madre” fra la As Roma e il Campidoglio e quelle allegate fra Campidoglio e Regione Lazio sulla ferrovia in concessione Roma-Lido di Ostia, Campidoglio e Città Metropolitana sulla via del Mare/Ostiense; e fra As Roma e Acea per il depuratore e gli interventi di mitigazione degli odori - saranno presentati e regolarmente accessibili quando saranno definitivi esattamente come prevede la legge. 

Il resto sono vuote chiacchiere… da stadio. 




lunedì 28 ottobre 2019

STADIO DELLA ROMA, L’ANAC E LA FIBRILLAZIONE DELLE RANE


Sussulto dell’ultimo minuto: l’Anac, Autorità nazionale anti corruzione, scrive a Comune e Regione e chiede di pubblicare la convenzione in via di definizione sul progetto Stadio della Roma
Subito i ranocchi di Tor di Valle in agitazione: s’ode un gracidare infernale… “Anac, Anac, Anac” ripetuto come le trombe del Conte di Carmagnola. 

Ora, a parte l'evidente malinteso della richiesta alla Regione che, al momento, sta alla finestra non avendo alcun potere - fatto che denota la scarsa dimestichezza con la materia - s
gomberiamo il campo da qualunque equivoco: l’Anac non ha alcun potere in merito. 

Anzi, la richiesta dell’Autorità va ben oltre i suoi compiti e limiti

Forse che il Comune deve pubblicare le bozze di una delibera prima che questa sia approvata?
No, ovviamente. 
Forse che Anac ha chiesto a Milan e Inter di pubblicare integralmente il loro progetto parzialmente secretato per ragioni di politica industriale? Ma neanche per sogno, ovviamente. 
Forse che Anac ha chiesto di pubblicare o il Comune ha mai pubblicato i testi di convenzioni ancora in discussione?
Forse che Anac rivolge analoghe domande agli altri 7.913 Comuni di Italia? Ma nemmeno per sogno. 
Gli atti si commentano, si controllano, si contestano, si analizzano, si vivisezionano e si portano in tribunale quando sono definitivi. 

Le varie associazioni che hanno scritto ad Anac dovranno pazientare: quando gli atti saranno completati, subiranno, come da legge, una fase pubblicistica: saranno inseriti in una apposita delibera che andrà esaminata dalle Commissioni consiliari (almeno 5: urbanistica, lavori pubblici, trasporti, commercio e ambiente. E forse pure sport) e dal IX Municipio, competente per territorio. Poi andrà in aula per il voto. Che, c'è da giurarci, sarà accompagnato da un ampio dibattito. 
Tempo per esaminare i testi, quelli definitivi, ce ne sarà a bizzeffe. 
Qualcuno potrebbe obiettare: ma la stampa ha anticipato i contenuti dell'atto. Quindi ora ce lo diano. Vero. L'atto è stato anticipato su Il Tempo. Ma non pubblicato. Perché il testo non è definitivo.