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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 24 settembre 2020

DESERTA LA GARA ATAC PER LA MANUTENZIONE DEI TRENI DELLA METRO


Va deserta la gara d’appalto, del valore di 66 milioni di euro, indetta da Atac per la manutenzione straordinaria di 51 treni della metropolitana. Era una delle gare d’appalto finanziate con i famosi 425milioni di euro messi a disposizione della Capitale dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito dei lavori di ammodernamento e messa in sicurezza della rete metropolitana cittadina.

Una sola offerta era stata presentata, si legge nelle carte, da parte della RTI CAF Italia-Vapor Europe che però è “risultata non valida in quanto condizionata rispetto alle prescrizioni e condizioni del Capitolato d’appalto”. Tradotto dal burocratese aziendale, l’offerta non rispondeva alle richieste. Per cui la stessa è “stata ritenuta inammissibile e la gara è stata dichiarata deserta”.
Appare clamoroso come una gara così sostanziosa, 66 milioni di euro, non sia stata ritenuta appetibile dalle varie società che si occupano di manutenzione dei convogli e questo getta una luce sinistra sulla reale appetibilità di Atac come stazione appaltante: per un’azienda “salvata” e che “rinasce” non è esattamente una ottima pubblicità.
Il nodo che dovrà essere sciolto è quello della manutenzione di questi treni per scongiurare il rischio di un fermo tecnico nei depositi per scadenza della revisione. Dall’azienda filtra comunque ottimismo: “non avremo problemi. Recupereremo in fase di esecuzione dei lavori di revisione il ritardo della fase di gara". 



martedì 8 settembre 2020

AUTOBUS E METRO. È GIÀ CAOS



Ancora sei giorni: tanti ne mancano alla riapertura delle scuole, il prossimo lunedì 14 settembre. E Atac è già in sofferenza: il servizio bus inizia a manifestare problemi di sovraffollamento già ora, le metropolitane hanno i cronici problemi di accessibilità, i trenini da Ostia e da Viterbo saltano corse (Atac le chiama “rimodulazioni”) e quello sulla Casilina è già al quarto deragliamento in otto mesi.
Andiamo per ordine: lunedì si riparte con le scuole. In mezzo all’incertezza sui protocolli, all’arrivo dei banchi a rotelle, rimane aperto il problema del trasporto pubblico. Già oggi i social sono invasi di immagini di vagoni delle metro pieni e di bus stracolmi, di rispettare il metro di distanza non se ne parla proprio e, frequentemente, capitano sotto gli occhi foto o video con i posti a sedere nelle vetture tutti al completo. 
Il problema rischia di diventare ancor più esplosivo con il rientro a scuola degli studenti: una concentrazione di centinaia di ragazzi che andrà a sommarsi all’utenza ordinaria.
Il problema porta subito alla querelle politica: “Mentre la Regione Lazio pubblica un bando per l'affidamento di servizi di trasporto pubblico integrativi ai servizi di linea per dal 14 settembre, nell'ottica di rafforzare il Tpl in coincidenza della riapertura delle scuole, il Comune di Roma cosa fa? Praticamente nulla”, scrive il consigliere comunale Marco Palumbo (Pd) che aggiunge: “Finora la cronaca quotidiana ci offre la fotografia di bus sovraffollati, in barba alle prescrizioni sul mantenimento della distanza di un metro tra passeggeri, e corse insufficienti a soddisfare la domanda di trasporto pubblico che è destinata a subire un notevole incremento a partire da lunedì prossimo, con l'avvio delle scuole. A fronte di promesse di una riorganizzazione del servizio complessiva e di un ampliamento della flotta, la Giunta Raggi tanto per cambiare si fa trovare impreparata alla ripartenza. Difficile pensare che in una settimana si riesca a compiere il miracolo”.
Insieme alle carenze del trasporto di superficie, continuano a registrarsi i problemi cronici di accesso alle stazioni metro per disabili e persone a ridotta mobilità. Da giorni sul sito istituzionale di Atac è scomparsa la percentuale di efficienza degli “impianti di traslazione” (scale mobili, montascale e ascensori) e in compenso si moltiplicano gli avvisi di impianti fermi: solo ieri, per la linea A, tutti gli impianti fermi a Colli Albani, Arco di Travertino, Porta Furba, Numidio Quadrato, Lucio Sestio, Giulio Agricola, con Battistini in chiusura “per motivi tecnici” a mezzanotte. Per la B, disservizi vari a Termini, Tiburtina, Piramide (le tre fermate principali della linea) Eur Magliana, Colosseo, Monti Tiburtini, Santa Maria del Soccorso e Cavour. Con i funzionari Atac che spiegano: problemi dovuti a turni di personale scoperti e in mancanza degli operatori di stazione, per legge si devono spegnere gli impianti. 

martedì 28 luglio 2020

STOP ALLA METRO UN GIORNO SU SEI



Giornata di passione infernale per le metropolitane capitoline: prima, intorno alle nove di mattina, si blocca la stazione Termini della B con forti rallentamenti dell’intera linea, poi si replica, intorno alle tre del pomeriggio, ma sulla C.
Nel giorno in cui la Raggi annuncia la conclusione dei carotaggi per la stazione Venezia, Atac regala ai romani una delle sue migliori performance sulle sotterranee. 
Partiamo dalla linea B: alle 9.24 Atac twitta su Termini: “causa guasto tecnico circolazione rallentata sull’intera linea”. Rallentamenti che proseguono fino a quasi le 11 di mattina quando finalmente l’Azienda annuncia il ripristino della regolare circolazione.  
Stessa criptica causa: il guasto tecnico - a richiesta Atac non ha saputo né voluto specificare di quale guasto si è trattato - si ripresenta intorno alle tre del pomeriggio sulla linea C. Stavolta però niente “semplici” rallentamenti. La terza linea metro di Roma si ferma del tutto in entrambi i sensi di marcia. Lo stop totale dura tre quarti d’ora. Verso le 15.45 Atac cinguetta la riattivazione del servizio nelle tratte fra San Giovanni e Mirti e fra Giardinetti e Pantano. Ma, per ancora un’altra ora e mezza, servono le famigerate navette sostitutive per la tratta centrale fra Giardinetti e San Giovanni. Solo alle sei del pomeriggio la circolazione è ripresa sull’intera linea anche se, ancora per un po’, si sono registrati ritardi e disagi per gli utenti.
Utilizzando l’account ufficiale dell’azienda, @infoatac, viene fuori un quadro desolante: almeno una volta a settimana si verifica qualche problema sulle linee metro.
Limitando l’analisi alla sola linea A, da inizio anno si sono registrare ben 32 chiusure di stazioni - una ogni sei giorni e spicci - e, fra quelle totali e quelle parziali, ben 14 sospensioni della linea. Ovviamente, in molti casi si tratta di chiusure e sospensioni che durano solo alcuni minuti che, però, specie nell’ora di punta, possono rappresentare un enorme problema per l’utenza: non solo lì per lì i convogli non passano o saltano una fermata ma quando il servizio torna regolare si sono accumulate code infinite. 
La dizione “guasto tecnico” tanto cara ad Atac che non fornisce mai spiegazioni esaurienti alla faccia della trasparenza, è stata utilizzata quattro volte per chiusura totale della linea, cinque per la chiusura solo di alcune tratte (Battistini-Ottaviano, Battistini-Termini, Anagnina-Cinecittà) e ben 10 volte per giustificare la chiusura di una stazione.
C’è la top ten delle stazioni chiuse: vince la medaglia di peggior stazione della linea A la fermata Furio Camillo che ha subito sette chiusure nel 2020 (9 nel 2019 e 18 nel 2017). Argento per Re Di Roma che in questo anno è rimasta chiusa sei volte. Terza sul podio, Repubblica che, dopo la lunghissima chiusura dovuta alle scale mobili rotte, in quest’anno è già stata chiusa 5 volte. Ultima testimonianza della solerte trasparenza di Atac: venti volte l’azienda ha chiuso stazioni metro nel 2020 con la generica motivazione di “guasto agli impianti di stazione”. 


sabato 14 marzo 2020

CORONAVIRUS; DIMEZZATI BUS E METRO, ORARI RIDOTTI, TAGLIATI I TAXI


Dimezzati i bus e le metro chiuderanno in anticipo e anche i taxi verranno ridotti di un terzo: queste le principali decisioni in tema di trasporto pubblico assunte dal Campidoglio per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus.
Partiamo dai trasporti di linea: in condivisione con la Regione, il Comune ha deciso l’adozione del servizio estivo per i servizi di superficie e di metropolitana. Quindi, di fatto, metro bus, tram, filobus saranno sostanzialmente dimezzati con l’ultima corsa in partenza dai capilinea alle 21 con ripresa del servizio il mattino dopo. La modifica entra immediatamente in vigore da oggi. Nella nota diffusa da Palazzo Senatorio si legge che “La rimodulazione tiene conto del calo della domanda ed è in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale. In ottemperanza all'Ordinanza della Regione Lazio saranno garantiti i servizi minimi essenziali privilegiando l'integrazione tra le varie modalità, favorendo quella con minore possibilità di contatto tra persone e scegliendo, tra più soluzioni atte a garantire sufficienti servizi di trasporto, quella che permetta maggiore superficie disponibile per i viaggiatori e comunque almeno un metro di distanza tra i passeggeri. Obiettivo garantire la massima sicurezza per utenti e operatori. Le aziende di Tpl manterranno i livelli di servizio adeguati sulle linee di superficie che consentono collegamenti con le strutture sanitarie e ospedaliere e con le realtà produttive in servizio”.
Nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata al Coronavirus, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha detto: “Approfitteremo della chiusura notturna della metropolitana disposta dalla Regione per accelerare i lavori di collegamento tra le stazione metro Colosseo di metro C e metro B: quindi i lavori che prima avremmo dovuto svolgere i fine settimana con una riduzione dell’orario, adesso di fatto li svolgiamo quotidianamente” dopo l’ultima corsa.
Già dalla notte appena trascorsa sono state modificate le cadenze dei notturni: “Sospeso servizio dei bus notturni (linee n), attiva sino alle ore 3.29 la linea 8 e sino alle ore 2 le linee bus 38, 44, 61, 86. 170, 246, 301, 314, 404, 444, 451, 664, 881, 916, 980”.
In questo fine settimana la linea B rimarrà comunque chiusa fra Castro Pretorio e Laurentina per consentire la realizzazione del corridoio di scambio a Colosseo fra la B e la C. 
Limitazioni agli orari di servizio anche per le tre ferrovie concesse, la Termini-Giardinetti, la Roma-Lido di Ostia e la Roma-Civita Castellana-Viterbo. Soprattutto per quest’ultima linea sono previste d’ufficio soppressioni di una serie di treni extraurbani. I dettagli sul sito aziendale di Atac: www.atac.roma.it 
Anche per i taxi arriva una consistente rimodulazione: a partire da domani, 15 marzo, “per il trasporto pubblico non di linea è prevista una riduzione del 33 per cento del servizio taxi, in accordo con il nuovo quadro generale della mobilità delineato sulla base di quanto disposto dalla Regione Lazio”. Lo stabilisce un’Ordinanza firmata dal sindaco, Virginia Raggi. “Inoltre è stata sospesa la flessibilità in ingresso ed in uscita per tutti i turni di servizio su tutto il territorio comunale e presso le stazioni ferroviarie e gli aeroporti di Ciampino e di Fiumicino. L’orario minimo di servizio giornaliero è ridotto a 3 ore”.

martedì 18 febbraio 2020

ECCO IL TRUCCO CONTABILE DI ATAC



Lo chiamano “budget aziendale” ed è la “previsione di servizio definita dall’Azienda”. In maniera meno bizantina è lo sconto che Atac si fa (d’accordo con il Campidoglio a 5Stelle) sui km che dovrebbe annualmente percorrere. Un bel modo per “tagliare” le corse perse: ad esempio, sui bus invece di perdere 16 corse su 100, Atac si fa lo sconto e la perdita è “solo” di 8 corse su 100. Un bel 2x1 stile supermercato! Il budget aziendale è una sorpresa ed è stato necessario un lungo contenzioso con Atac per avere copia dei dati. 
I rapporti fra Comune e Atac sono regolati dal Contratto di Servizio, quel documento, ciòè, che, fra i vari articoli, indica anche quanti km ogni anno devono essere percorsi dal “servizio di superficie” - quindi bus, tram, filobus e autobus elettrici - e quanti dal servizio metropolitana, quindi dai treni delle linee A, B/B1 e C. Poi c’è un analogo contratto con la Regione Lazio per le tre ferrovie concesse, la Roma-Lido, la Roma-Viterbo e la Termini-Giardinetti. Da anni le cifre contenute nel contratto non vengono mai rispettate, quanto meno per i servizi di superficie. Per le metro siamo quasi pari e per le ferrovie concesse un po’ più sotto il pareggio delle metro. 

Il mancato rispetto delle previsioni di servizio del Contratto dovrebbe anche determinare l’ammontare delle penali che annualmente il Comune e la Regione dovrebbero comminare ad Atac. In realtà, da quando c’è il Concordato, l’Azienda continua a dire che economicamente è tutto a posto e che il Concordato non è a rischio
Merito del “budget aziendale”. Cioè dello sconto  che Atac si fa. 
Prendendo ad esempio lo scorso anno, da Contratto Atac avrebbe dovuto percorrere 101milioni di km annui in superficie; 8,6 per le metro e poco più 3,8 per le ferrovie concesse. Con lo “sconticino” questi numeri cambiano sensibilmente: invece di 101milioni, la flotta Atac di superficie avrebbe dovuto percorrerne poco meno di 94 (sconto del 7,5%); le metro 8,5 milioni (sconto dell’1,7%) e le ferrovie concesse poco meno di 3,8 milioni (sconto dello 0,6%). 

Tabella di raffronto fra le previsioni del Contratto di Servizio, quelle del budget aziendale
e il servizio effettivamente reso per l'anno 2019
Fonte: Elaborazione su dati forniti da A
tac

A fine anno, il conto reale ha evidenziato l’ennesimo crollo sul servizio di superficie che si è fermato appena sopra gli 86milioni di km ma se rapportato al chilometraggio previsto nel Contratto sarebbero quasi 16 corse su 100 perse, con lo sconto famiglia, la perdita si ferma a 8 corse su 100.
La PEC di Atac contenente la trasmissione dei dati sul "budget aziendale"

Trucchetto due: sulle metropolitane. Il servizio reale è quasi pari alle previsioni del Contratto: 8milioni 634mila km percorsi per le metro contro 8milioni e 685mila da percorrere. Ma arriva lo sconto che abbassa le “pretese” a 8milioni e mezzo. Risultato: le metro hanno fatto più delle previsioni. Magia: i vari parametri di moltiplicazione del servizio per calcolare il rispetto del concordato preventivo finiscono per essere rispettati. E poco importa che ci siano stazioni metro chiuse per mesi: l’importante sono i km che i treni percorrono. E non fa nulla se i bus non passano. L’importante, come dicono mai in forma ufficiale ma ufficiosa da Atac, è pagare i creditori. I passeggeri possono aspettare. 

Ecco la definizione di Atac del "budget aziendale"
 Fonte: https://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=6708
Le tabelle fornite da Atac sul budget aziendale 2019 per il servizio di superficie
Le tabelle fornite da Atac sul budget aziendale 2019 per i servizi metropolitana e ferrovie concesse



giovedì 19 settembre 2019

ATAC, I BIGLIETTI SI PAGANO COL BANCOMAT

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Si parte con una metà dei tornelli delle metro con l’obiettivo di renderli tutti “tap&go” entro fine anno. Più lungo il discorso per adeguare anche bus. È il nuovo sistema di pagamento, presentato ieri dal sindaco Raggi e dall’ad di Atac, Simioni, per i biglietti Atac che si potranno pagare anche con bancomat, carte di credito e prepagate. In caso di verifica, basterà esibire il bancomat o la carta al controllore. 

ATAC, CROLLO DEL SERVIZIO. -35 MILIONI DI CONTRIBUTI


Meno 35 milioni: se il trend del servizio reso da Atac in termini di km annui percorsi sarà confermato a fine dicembre, le casse dell’azienda di via Prenestina potrebbero incassare 35 milioni in meno del pattuito. Perché, con la diffusione del dato sul servizio reso a giugno, il quadro appare piuttosto chiaro: prosegue inesorabile il crollo del servizio reso all’utenza.
Tab. 1 - I dati su base mensile (Giugno) di raffronto fra gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 (Fonte: Atac. Il dato include i km non percorsi per cause esogene, pagati al 75% della normale tariffa)
A giugno 2019, Atac ha percorso meno di 6 milioni e 450mila km con il servizio di superficie (bus, filobus, tram e vetture elettriche), con quasi 2 milioni di km in meno rispetto agli 8,4 previsti dal contratto di servizio, pari a un -23,4%. Un po’ meno male la metro: 701mila km percorsi contro i 713mila previsti dal contratto (-11mila pari a un 1,5%). Negative anche le prestazioni sulle ferrovie regionali concesse: Roma Lido 126mila km percorsi contro i 135 previsti; Roma Viterbo 126mila percorsi contro i 131mila previsti; Roma-Giardinetti 40mila invece che 45mila; con una prestazione totale inferiore del 6% alle attese.
Esaminando il dato su base semestrale, il primo elemento che emerge è che il servizio di superficie ha percorso nel 2019 in 8,5 milioni di km in meno di quanto previsto dal contratto di servizio (-16,7%), le metropolitane sono quasi in linea (solo 60mila km in meno sul contratto) come pure le ferrovie concesse che, in totale, di attestano poco sopra il milione e 850mila km contro una previsione di 1,9 milioni di km per un 3,7% in meno.
Tab. 2 - Il dato su base semestrale di raffronto fra gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019
(Fonte: Atac. Il dato include i km non percorsi per cause esogene, pagati al 75% della normale tariffa)
Allargando l’analisi, però, appare in tutta la crudezza il dato sul crollo della produzione rispetto agli anni scorsi: nel primo semestre 2016, infatti, il servizio di superficie percorse 47 milioni di km contro i 50 previsti registrando un -6.6%. L’anno dopo (primo semestre 2017) si scese a 44milioni percorsi contro i 50 attesi con uno scostamento di 6,2 milioni (-12,4%). Nel primo semestre dello scorso anno, poi, ulteriore calo: 43,2 milioni percorsi contro i 51 previsti e una perdita di 7,7 milioni di km (-15,1%) per poi passare, nel primo semestre di quest’anno a soli 42 percorsi invece dei 51 previsti (-8,5 milioni pari a -16,6%). Insomma, la peggiore performance in superficie dell’era Raggi. 
Diverso l’andamento della metro che registra un miglioramento delle prestazioni dai 3,9 milioni di km del 2016 a 4,2 del 2019 anche, se ovviamente, va considerato l’aumento della rete dovuto all’apertura di San Giovanni Metro C.
In termini economici - nel giorno della presentazione dell’avvio del servizio “tap&go” per pagare i biglietti con bancomat e carte di credito - la proiezione su fine anno basata sui conti inseriti nel contratto di servizio porta una stima per le casse Atac di minori introiti per circa 35 milioni di euro. Né la piena operatività (che ancora non c’è) dei 227 bus turchi sembra in grado di invertire questo trend.  


venerdì 6 settembre 2019

ATAC, TI PORTA OVUNQUE MA NON IN STRADA


Da una parte, la vulgata grillina di “Atac pubblica che rinasce”. Dall’altra, gli impietosi dati del mondo reale, quelli di Atac, per altro, sul servizio effettivo reso all’utenza. L’Azienda di via Prenestina ha diffuso il dato sul servizio reso all’utenza a maggio di quest’anno. Partiamo con le buone notizie: le metropolitane vanno bene. Le tre linee, A, B/B1 e C, a maggio hanno assicurato quasi il 100% di rispetto delle previsioni del contratto di servizio. Il record di buone novelle lo porta a casa la A: a maggio erano programmate corse per un totale di 321mila e spicci chilometri e ne sono stati percorsi quasi 323mila e mezzo. Anche le altre, tutto sommato, specie se paragonato al servizio di superficie, sono andate bene: lo scostamento finale del servizio sotterraneo è dello 0,05% sul programmato. Va evidenziato, tuttavia, che questo dato numerico non conteggia le chiusure delle stazioni centrali, Repubblica, Barberini e Spagna, ma solo i chilometri percorsi.
Note dolenti: il servizio di superficie. La tragedia vera la registrano gli autobus. Avrebbero dovuto percorrere quasi 8 milioni e 300mila km ma si sono fermati poco sopra i 7 milioni: una perdita di quasi 1,25 milioni di km pari a un -15% sul servizio programmato.
Discorso analogo per filobus (122mila km percorsi contro i 158mila previsti poi a -22%) e per i tram (358mila percorsi contro una previsione di 439mila, -18,5%). Sarebbe ancor più tragico anche il report per i bus elettrici (4.661 km percorsi contro i 31.269 previsti, pari a un -85%) ma qui si sconta la reimmissione in servizio dei piccoli Gulliver di epoca veltroniana che necessitano di un po’ di pazienza per il rodaggio. 
L’analisi di quanto diffuso da Atac, però, diviene più interessante raffrontando il periodo gennaio-maggio del 2019 con analoghi periodi del 2017 e del 2018. Lasciando fuori i bus elettrici assenti nelle rilevazioni da novembre 2017, emerge un sostanziale drastico peggioramento del servizio reso dai bus: -2% fra il 2018 e il 2017 cui si somma un altro -1,6% fra il 2019 e il 2018. In sostanza, fra i 35milioni e spicci km prodotti da Atac nei primi 5 mesi del 2017 si è scesi ai 33,7 del 2019. Andamento analogo per i tram, passati da 1milione 860mila km prodotti nel 2017 a 1,739 del 2019; e per la metro C che nei primi 5 mesi 2017 segnava 628mila km percorsi e nel 209 si ferma a 512mila. Al contrario, migliorano le performance dei filobus (353mila nel 2017 e 588mila nel 2019) e della metro A (1,44 milioni nel 2017 e 1,53 nel 2019) mentre per la B l’andamento è altalenante ma sostanzialmente stabile: 1 milioni 514mila km percorsi nel 2017, calo a 1 milione 436mila nel 2018 e risalita a 1 milione 516 nel periodo gennaio-maggio 2019. 
Fonte: elaborazione su dati Atac (https://www.atac.roma.it/page.asp?p=223)
In ottica concordato preventivo si registra l’aumento della distanza fra servizio programmato e reso. In pratica, per i servizi di superficie, nel 2017 (gennaio-maggio) si era registrato uno scostamento di 4milioni 771mila km fra quelli effettivamente percorsi (37,2 milioni) e quelli programmati (42 milioni). Per il 2019 questo scostamento si è attestato a una perdita di 6 milioni 067 mila km fra la strada percorsa effettivamente (36,1 milione) e quella programmata (42,6 milioni), un aumento del 37% abbondante del "buco".
Fonte: elaborazione su dati Atac (https://www.atac.roma.it/page.asp?p=223)
Per Atac il problema finale sta nelle carte del concordato: l’Azienda prevedeva un aumento dei km percorsi del 3% nel 2018 sul 2017 e del 10% nel 2019 sul 2018. Il primo, mancato, il secondo impossibile da raggiungere anche con l’arrivo (lontano) di tutti i 227 bus turchi.