*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Carlo Sibilia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carlo Sibilia. Mostra tutti i post

mercoledì 29 gennaio 2020

LO STATO SI ARRENDE A CHI OCCUPA


Un elaborato e bizantino giro di parole per certificare la resa dello Stato verso l’illegalità delle occupazioni abusive: è questo il senso politico della risposta, firmata dal sottosegretario al Ministero dell’Interno, il grillino Carlo Sibilia, all’interrogazione presentata dal senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in merito all’occupazione abusiva del palazzo di via di Santa Croce in Gerusalemme.
Lo stabile ex Inpdap, ribattezzato Spin Time Labs e occupato dal 2012 da Action di Andrea Alzetta era balzato agli onori delle cronache in tre momenti: a maggio 2019 quando l’elemosiniere di papa Francesco, il cardinale Konrad Krajewski, aveva riallacciato la luce che Acea aveva staccato per morosità, promettendo che avrebbe pagato la bolletta (300mila euro) con Acea che ancora aspetta i soldi. La seconda, il 22 dicembre, quando le Sardine hanno organizzato la loro assemblea romana proprio nello stabile occupato. E, la terza, a capodanno quando nel palazzo, dove vivono 165 famiglie, 430 persone, era stata organizzata una festa aperta anche ai minorenni con ingressi a 20 euro prima delle mezzanotte, a 10 dopo la mezzanotte e a 5 euro per occupanti e indigenti. Anche in questo caso, come nei due precedenti, non poche le polemiche. Cui, appunto, seguì l’interrogazione del senatore Gasparri. 
La risposta del sottosegretario Sibilia è disarmante: “alla denuncia ritualmente presentata ha fatto seguito l’instaurazione di un procedimento penale” scrive Sibilia che aggiunge “non risultano adottati provvedimento dall’Autorità Giudiziaria che, come noto, dato l’elevato numero di occupazioni in corso nella Capitale, ne consentirebbero l’inserimento nel Piano degli Sgomberi, da ultimo predisposto dal Prefetto di Roma il 18 luglio 2019”. Dopo di che, una paginetta sciatta di vaga sociologia d’accatto sul diritto all’abitare e le occupazioni che ricorda davvero molto da vicino il Conte Mascetti e la sua celeberrima supercazzola espressa nel più puro linguaggio dell’asettico burocratese. 
Su tutte le furie Gasparri: “Nel palazzo occupato si svolgono attività commerciali, feste illegali e a capodanno ci sono strati eventi che hanno costretto le forze dell'ordine a intervenite. Nulla si dice quando in quello stabile si svolgono feste a pagamento che garantiscono lucri e guadagni a chi le organizza. La risposta che ho ricevuto sul piano degli sgomberi è del tutto insoddisfacente, perché sicuramente ci saranno state delle attività svolte dalla Prefettura con il concorso del Polizia, ma casi eclatanti come questo dell'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme imporrebbero un'azione immediata. In quello stabile si compiono illegalità e non basta dire che un paio di persone sono state segnalate all'autorità giudiziaria. Peraltro anche la lentezza dei procedimenti penali, che dalla risposta del sottosegretario Sibilia si ricava, dimostra come la Procura di Roma non agisca nei modi dovuti di fronte a questa illegalità. La Procura osserva mentre dovrebbe mettere in atto iniziative ben più severe e decise. Lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme a mio avviso va sgomberato domani. I grillini al governo non solo dimostrano incapacità, ma alimentano comportamenti assolutamente illegali”.

venerdì 9 novembre 2018

RAGGI, IL PECCATO ORIGINALE


Non so come andrà a finire la vicenda processuale di Virginia Raggi. Siamo alla vigilia. Il PM ha terminato la sua requisitoria e ha chiesto una condanna a 10 mesi per la Prima Cittadina. 
Della vicenda processuale, dei suoi aspetti squisitamente giudiziari, mi interessa poco. E, da una parte, sento un istintivo moto di solidarietà per la Raggi. È una solidarietà umana, sia chiaro. Non politica. 

Perché alla base di tutto, della vicenda Marra come di quella Lanzalone io vedo un problema filosofico di fondo: quello della selezione della classe dirigente da parte del Movimento 5Stelle
La vicenda Raggi dimostra in modo inoppugnabile il fallimento della filosofia dell’”uno vale uno”. 
La politica non si improvvisa. Fare politica, non si improvvisa. 
Una macchina complessa come un Comune non può essere consegnata comunque nelle mani di apprendisti stregoni. 
E l’obiezione - ripetuta così tanto da risultare semplicemente e banalmente idiota - del “quelli bravi che c’erano prima guarda dove ci hanno portato” funziona per quattro lobotomizzati che realmente ritengono che uno valga uno. Si potrebbe controbattere - idiozia per idiozia - "se quelli 'bravi' ci hanno portato sul ciglio del burrone, tu ci hai dato la spinta finale". 

Uno non vale uno. Da nessuna parte e men che meno in politica. 
Fosse vero che in politica uno vale uno, Virginia Raggi e la sua sgangherata ciurma non avrebbero mai avuto bisogno di un Raffaele Marra. Di un Salvatore Romeo. Di un Luca Lanzalone. 
Un cliché che si ripete, tra l’altro, anche con l’arrivo da fuori di manager non scelti dal Comune, ma da altre entità non meglio identificate. Vanno a dirigere chi un’azienda, chi un’altra; chi un assessorato, chi un ufficio. Semplicemente perché i 5Stelle non hanno una classe dirigente. 

Roma è un Ministero. Per complessità, per importanza e per numero di posizioni da coprire. Ci sono gli assessori. Ma mica finisce qui. 
Ci sono i Consiglieri, il cui ruolo è fondamentale: una classe di consiglieri comunali con le palle, esperti, preparati, incrementa certamente il livello qualitativo della produzione amministrativa comunale. Consiglieri che fino al giorno prima dell’elezione facevano altro avranno, nella migliore delle ipotesi, bisogno di mesi e mesi solo per capire, metaforicamente, dove sono i bagni! Figurarsi scrivere delibere, regolamenti e bandi. 
Poi ci sono i presidenti o gli amministratori delegati o i membri dei CdA delle innumerevoli partecipate. C’è l’Ama, l’Atac, le assicurazioni, le farmacie, l’Eur e chi più ne ha più ne metta. 
C’è da saper gestire i rapporti con alcune realtà fondamentali nella vita cittadina: Santa Madre Chiesa con la Curia romana e la realtà del sociale di Sant’Egidio, Caritas e altri. Poteri, quelli religiosi, tra l’altro, non sempre in sintonia fra loro. 
Ci sono i costruttori. I commercianti. E ci sono le categorie dei dipendenti pubblici del Comune: Vigili, autisti, netturbini, impiegati.
C’è il rapporto con gli albergatori che è fondamentale in una città che vive anche di turismo. E ci sono i turisti

Insomma, c’è bisogno di gente cazzuta
E nemmeno poca: servono non meno di 100 persone preparate, specializzate, esperte e di qualità. E quando non hai questo personale politico nei posti chiave, allora arrivano i factotum. Quelli che, di fronte al tuo nulla, assurgono al ruolo di bravi e competenti, diciamo così, se non altro per differenza. E che ti si rigirano come un pedalino. 

Marra, Romeo, Lanzalone: stesso modus operandi. Di fatto, determinano le scelte di chi è chiamato a prenderle per elezione ma non è in grado di assumerne autonomamente. Perché, semplicemente, non sa quello che fa. Non è preparato. Non sa distinguere una delibera da un Ordine del giorno (è una metafora iperbolica, perché se fosse vero… sarebbe davvero una tragedia). 

Quando un potere è debole, sempre ce n'è un altro pronto a prenderne il posto. Se è debole il Sindaco (inteso come parte del tutto), arriveranno da fuori gli altri che, nei fatti, lo esautoreranno, lasciando al Sindaco l'orpello esteriore, la fascia tricolore, e il complesso e delicato compito del taglio dei nastri. 

E non veniteci a dire “stiamo lavorando”. Il gerundio è il modo di questa Amministrazione. Un gerundio che, dopo 28 mesi, gerundio era e gerundio è rimasto. Non si è mai trasformato in un atto compiuto. 

E gli alberi cadono… i secchioni sono stracolmi e si trasformano in Malagrotte diffuse… le buche sono lì… le erbacce crescono… gli autobus vanno a fuoco… la metro è in ritardo… le scale mobili non funzionano… non si vede un vigile in strada manco a pagarlo oro… 

Paradossalmente, spero che la Raggi venga assolta. Avrà così modo di completare (forse) il suo mandato e dimostrare se ho torto. Ad oggi, purtroppo, temo di avere ragione e Roma ne sta pagando le conseguenze.

Spero per lei che non venga usata come capro espiatorio da un Movimento che ha il peccato originale di non poter selezionare una classe dirigente perché perderebbe quella sua presunta verginità dalla politica che si è trasformata, nel tempo, nell'invio dentro le assemblee elettive di ogni livello di gente che sarebbe stata guardata tutt'al più con o commiserazione da compatimento se non con sorrisi di scherno anche fra gli ubriachi abituali del bar dello sport di paese. 
Un Movimento che, ad oggi, è riuscito a produrre nell'ordine i Sibilia, i Pedicini, i Toninelli, i Barillari, le Lezzi. 
Uno vale uno. Forse nella realtà virtuale.