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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 16 maggio 2020

COSÌ CAMBIERÀ SAN GIOVANNI






Quasi un anno di lavori a partire da lunedì 18 quando apriranno i primi cantieri per la radicale modifica della viabilità di via La Spezia e via Taranto, a San Giovanni.
L’annuncio dell’avvio dei lavori è giunto ieri dal Campidoglio con una nota stampa: “Inizieranno lunedì 18 maggio i lavori di riqualificazione e riorganizzazione della viabilità nel quartiere San Giovanni, nell’area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi. Il progetto prevede un nuovo assetto di traffico nella zona, l’istituzione di una corsia preferenziale su via La Spezia, interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di due piste ciclabili. I lavori partiranno da Largo Brindisi, per il quale è previsto un ampliamento della zona pedonale. In base al progetto, l’area pedonale diventerà anche un hub multimodale, con l’accesso diretto alla stazione metro San Giovanni e la realizzazione di un parcheggio per le biciclette, chiuso e controllato, accessibile ai titolari di MetreBus Card. Le ciclabili previste su via La Spezia e via Taranto convergeranno su Largo Brindisi. Su via La Spezia una nuova preferenziale favorirà la circolazione dei mezzi pubblici”.
Il progetto, redatto da Roma Servizi per la Mobilità, prevede una serie di interruzioni al traffico anche dei mezzi pubblici: da lunedì 18, totale divieto di parcheggio su via La Spezia e via Taranto, ed è prevista la chiusura di largo Brindisi tra via Appia Nuova e via Faenza. Saranno deviate le linee di bus 16, 51, 77, 81 e la “MC2”, cioè la linea che, fino al 12 luglio, sostituisce dalle 21 di sera la metro C fra San Giovanni e Malatesta. Di due fermate una - la 82563 su via La Spezia quasi davanti l’ingresso posteriore delle Poste - sarà soppressa mentre un’altra la 70393, su via Taranto 30 metri dopo via Pontremoli - sarà spostata all’altezza del civico 8 della stessa via Taranto.
In pratica, via La Spezia diverrà senso unico a scendere verso San Giovanni da via Nola. Via Taranto sarà senso unico al contrario. 

Di fatto, quindi, interessati dal cantiere stradale della durata di quasi un anno sono poco meno di 350 metri lineari su via La Spezia e poco meno su Via Taranto per un investimento totale di 1 milione e 70mila euro. 
Alla fine dei lavori, via La Spezia avrà sul lato numeri pari la corsia preferenziale, sul lato numeri dispari la ciclabile e in mezzo due corsie per le macchine. Su via Taranto, niente preferenziale ma solo la ciclabile che sarà sul lato dei numeri civici pari. 
Champagne in Campidoglio: “Ridisegniamo gli spazi - scrive il sindaco di Roma, Virginia Raggi - dando respiro al quartiere, rendendolo più vivibile per tutti, residenti e cittadini che lo frequentano ogni giorno”. 
Le fa eco l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese che parla di “ulteriore cambiamento dopo l'apertura della stazione metro C, per favorire il trasporto pubblico e la mobilità pedonale e ciclabile, valorizzando un'area strategica della città”. Chiude il presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno: “Credo molto in questo intervento perché rappresenta la nostra visione, differente rispetto al passato, di come debba essere la città di Roma e gli spazi urbani nel 2020”. 



Foto 1 - Le specifiche dell'intervento contenute nel progetto esecutivo

Foto 2 - La planimetria dell'intervento su Via La Spezia (progetto esecutivo)

Foto 3 - La planimetria dell'intervento su Via Taranto (progetto esecutivo)

Foto 4 - La planimetria dell'intervento su Largo Brindisi (progetto esecutivo)

mercoledì 4 marzo 2020

PIOVE E LA CITTÀ VA IN BUCA




Se da una parte il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il suo assessore ai Lavori pubblici, Linda Meleo, arrivano ad autocelebrarsi, battendosi le mani compiaciute per aver praticamente cambiato le lampadine dentro la Galleria Giovanni XXIII, il resto della città lamenta l'apertura di nuove buche, più o meno ovunque. Sono bastate poche ore di pioggia, effettivamente in alcuni momenti abbastanza intensa, per riaprire le ferite del manto stradale occultate sotto un velo polveroso di asfalto freddo. Moltissimi utenti denunciano il proliferare di fenditure, buche, avvallamenti, breccia ovunque, voragini più o meno in tutta la città. L'elenco dei quartieri dove si stanno verificando queste rotture dell'asfalto è lunghissimo: Esquilino, Prenestino, Marconi, Ostiense, Monteverde, Balduina, Boccea, Salario. Il programma “Strade nuove”, accuratamente pubblicizzato dalla sgangherata compagine che governa, con scarso successo, il Campidoglio evidentemente non è davvero sufficiente. Non a caso, nelle ultime rilevazioni sul gradimento dei cittadini romani, le strade e le buche continuano a ricevere un bassissimo livello di gradimento: basta farsi un giro sui social per toccare con mano quanto i romani siano contenti delle buche. 

Per la gioia di gommisti e meccanici, le piogge delle ultime ore hanno determinato un sensibile e totale aggravamento delle già pessime condizioni del manto stradale. Considerando gli esigui stanziamenti a bilancio per la manutenzione stradale rispetto alle effettive dimensioni delle strade romane, è chiaro come questo stato di cose può essere solo destinato a peggiorare. Le strade di Roma sono divise in due tipologie: quelle della cosiddetta grande viabilità - 800 km lineari di vie consolari, di strade che attraversano più municipi e via dicendo -  la cui manutenzione è competenza diretta del Dipartimento Lavori pubblici del Campidoglio. Poi ci sono le strade di competenza dei Municipi, che sono la maggioranza, 4.700 km lineari, e per la cui manutenzione i fondi vengono utilizzati dalle singole Amministrazioni municipali dopo che il Campidoglio ha ripartito nel Bilancio i soldi per ciascun anno. Stando ai dati del Comune, il totale generale medio in termini di metri quadri delle strade capitoline è di 56 milioni di metri quadri, di queste 11 milioni di metri quadri sono quelle di viabilità principale del Campidoglio, e i restanti 45 milioni di metri quadri sono quelle che ricadono in capo ai Municipi. Appare dunque una minima goccia nel mare la trionfale vanteria della Raggi e della Meleo quando annunciano di aver riasfaltato niente meno che un milione di metri quadri, pari a un cinquantaseiesimo del totale delle strade di Roma. 
Questo pessimo stato di cose, oltre ad essere comunque in buona parte eredità del passato - l'ultimo programma organico di rifacimento stradale risale al biennio 2010-2012 con Alemanno sindaco - è comunque aggravato da un triennio, quello dei grillini a Palazzo Sanatorio, di inattività e solo nell'ultimo anno di una leggera ripresa delle manutenzioni, comunque ancora del tutto insufficiente. In aggiunta, a creare pericoli per la sicurezza, causare frequentemente le rotture degli autobus quando non anche il loro incendio, danneggiare le macchine e ogni tanto ferire anche i pedoni, c'è anche il gran numero di cantieri piccoli e grandi immobili delimitati dalle spettacolari reti da pollaio color arancione, diffusi in periferia e nel centro storico. Il risultato finale è anche economico: 7mila richieste di risarcimento danni per 1,7 milioni erogati fra il 2016 e il 2018.