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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 16 luglio 2020

VIRGINIA VUOLE IL SUO STADIO





L’accelerazione è di quelle importanti: dopo mesi di melina, rinvii, mezze parole, ieri il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato che la delibera sul progetto Stadio della Romaa breve arriverà in Giunta”. Non ha specificato la data ma ha chiarito che sarà a giorni, “compatibilmente con gli atti che sono in lavorazione nei vari  uffici. Poi - ha aggiunto il Sindaco - passerà in Assemblea, immagino, dopo l’estate". 
Le elezioni comunali si avvicinano a grandi passi e lo Stadio della Roma diventa una succulenta carta elettorale da giocarsi: insomma, dal “cancelliamo il progetto” espresso dalla Raggi nella campagna elettorale 2016 siamo passati al “fortissimamente volli” il nuovo “Colosseo” del 2020. 
Lunedì 20 dovrebbe arrivare il via libera definitivo dei consiglieri 5Stelle in Campidoglio i quali, dopo la riunione in streaming del 7 luglio, si sono presi due settimane per riflettere e poter leggere gli atti della due diligence interna. 
Ogni lunedì i grillini tengono una riunione di gruppo e per quella del 20 è calendarizzata la discussione finale sul progetto Tor di Valle. 
Ottenuto questo via libera - un atto giuridicamente inventato ma politicamente importante - la strada dovrebbe spianarsi secondo un cronoprogramma abbastanza chiaro nelle sue linee essenziali: prima di tutto in Giunta vanno adottati i testi delle convenzioni con la Regione Lazio per la Roma-Lido di Ostia e con la Città Metropolitana per la via del Mare
Atti che poi dovranno essere firmati e inseriti come parte integrante della delibera Stadio. Non a caso, la Raggi ha aggiunto un passaggio alle sue dichiarazioni: “intanto mandiamo avanti i lavori in Giunta”. Completato questo step, gli uffici potranno consegnare tutte le carte complete e, a quel punto, inizierà il vero iter che porterà alla votazione finale in Assemblea Capitolina. Prima la Giunta, poi le Commissioni - saranno quanto meno cinque: Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio - e il IX Municipio. Poi finalmente il voto definitivo
Il nodo politico per la Raggi è proprio la votazione: è probabile un sostegno al progetto sia da alcuni consiglieri della Lega, di Fratelli d’Italia e del Pd ma è la conta interna ai grillini quella che desta preoccupazioni. Ci sono alcuni nomi - Simona Ficcardi, Alessandra Agnello, Gemma Guerrini - che circolano come di “dubbiosi” se non proprio “dissidenti”. E sarà necessario capire se questo dissenso sarà confermato o meno. 
Dalle opposizioni, l’unica voce che si leva è quella del capogruppo Pd, Giulio Pelonzi che, però, per l’ennesima volta dimostra di non conoscere le norme che regolano il funzionamento del Consiglio comunale. Pelonzi chiede che le bozze del testo vengano preliminarmente analizzate “in Commissione urbanistica per dare modo ai consiglieri visionare tutti gli atti” prima dell’inizio dell’iter vero e proprio: gli atti sono già accessibili, l’analisi preliminare non è prevista ed è anche pericolosa dato che costituirebbe una duplicazione di passaggi burocratici, un rallentamento ulteriore dell’iter e un precedente pericoloso per qualunque futuro progetto. 

martedì 21 gennaio 2020

L’AMA BUCA LA COMMISSIONE, 5STELLE INFURIATI



Ama diserta la seduta della Commissione Ambiente dedicata al caos rifiuti della città e il Movimento 5Stelle si scopre improvvisamente all’opposizione. Meglio: infuriato come l’opposizione. E dopo oltre tre anni e mezzo di governo che il partito di maggioranza si scopra opposizione a se stesso non è esattamente un primato di cui esser fieri. 
Ieri era convocata una seduta della Commissione Ambiente. Stando a quanto riferito dal presidente della Commissione, Daniele Diaco (M5S) Ama aveva confermato la propria presenza - era stato invitato l’amministratore unico, Stefano Zaghis - fino a venerdì. Poi, in mattinata, poco prima dell’inizio della seduta, arriva la comunicazione di assenza per “per problemi tecnici legati ad urgenze”.
E così, la seduta si incentra da una parte sulle irrituali proteste dei consiglieri di maggioranza e, dall’altra, sulle dichiarazioni di Laura D’Aprile, dirigente capitolina ai Rifiuti.

La D’Aprile ha utilizzato i dati del rapporto dell’Agenzia sui servizi pubblici locali, relativi alla qualità del servizio resa da Ama nel terzo trimestre 2019: “Gli elementi esaminati sono la pulizia delle strade e delle aree cassonetti, la fruibilità e il decoro dei vari raccoglitori. L’indice di qualità del terzo trimestre 2019 è dell’83,8%, contro un 82,5% dello stesso periodo del 2018”. Dati negativi: “Per noi gli obiettivi sono fissati dal contratto servizio e mediamente sono superiori al 90%”. Lo scostamento da questa alta percentuale è un elemento su cui si valutano le sanzioni all'azienda. La D’Aprile è molto chiara: “Per alcune tipologie di servizi, ad esempio la pulizia delle strade che non si riesce a migliorare, sono al di sotto degli standard del contratto di servizio”. Apriti cielo. Improvvisamente cade la foglia di fico delle decine di note di queste settimana con cui Ama ha inondato le redazioni dei giornali sostenendo che tutto fosse splendido splendente. E i consiglieri grillini si inalberano. Paolo Ferrara, Roberto Di Palma, Alessandra Agnello e Eleonora Guadagno saltano su: “c’è un 16% di disservizio e un’insoddisfazione forte” (Di Palma); “Tutti ci stiamo rimanendo male; questa commissione l'abbiamo voluta noi della maggioranza. A Spinaceto e Tor de Cenci la situazione è disastrosa, come a San Paolo o a via dei Gracchi” (Agnello); “il problema è su tutta Roma. Durante le vacanze di Natale non c’è stata raccolta e non mi venissero a dire del personale perché gli operatori non si sono proprio visti”. 

Il presidente Diaco ha riconvocato Ama per la prossima settimana. In attesa del nuovo folkloristico comunicato stampa sulla perfezione del servizio reso. 

venerdì 26 luglio 2019

CINQUE ANNI PER IL PONTE DEI CONGRESSI (SE VA TUTTO BENE)


Se tutto andrà bene, fra 5 anni, nel 2024, avremo il Ponte dei Congressi costruito. Almeno nel primo lotto. E sempre se non ci saranno ulteriori problemi come ricorsi e prescrizioni. Un quinquennio è la previsione fatta da Roberto Botta, ingegnere, vicedirettore generale del Comune e, soprattutto, capo del Dipartimento Lavori pubblici che, intervenendo alla seduta della Commissione Lavori pubblici, convocata oggi su richiesta delle opposizioni, in particolare di Ilaria Piccolo (Pd), ha spiegato il progetto, le sue ricadute, costi e tempistiche.
Appena sfiorata - e prudentemente subito accantonata - l’interazione del Ponte con il progetto Stadio della Roma di Tor di Valle.
Il Ponte dei Congressi nasce nel 2000, con un concorso di progettazione internazionale, e il progetto prevede di costruire un ponte con tre corsie per le auto e due piccole complanari per bici e pedoni, che colleghi l’autostrada Roma-Fiumicino con la via del Mare/Ostiense all’altezza di viale Isacco Newton. Una volta realizzato il ponte sul Tevere, verrebbe modificata l’intera circolazione stradale della zona: chi viene dall’aeroporto in direzione centro, dovrebbe uscire obbligatoriamente sul Ponte dei Congressi per prendere poi la via del Mare finendo per riconnettersi sull’autostrada al Ponte della Magliana. Al contrario, chi viene dal centro in direzione Fiumicino, userebbe il Ponte e il Viadotto della Magliana che diventerebbero a tre corsie a senso unico ad uscire da Roma. 
Il progetto, quindi, nel suo complesso prevede due lotti: la costruzione del Ponte dei Congressi  e l’unificazione della via del Mare/Ostiense per il primo lotto e il totale rifacimento del Ponte e del Viadotto della Magliana per il secondo.
Al momento, di finanziato c’è solo il primo lotto con progettazione definitiva avanzata: 172 milioni in totale, di cui 145 messi dal Governo (Renzi) e 28 a carico del Campidoglio per la viabilità accessoria da coprire con un mutuo che, però, verrà attivato solo dopo gli appalti. Per il secondo lotto, si è a mala pena alla progettazione preliminare, mancano i calcoli sui costi e, ovviamente, le relative forme di finanziamento.
Per il primo lotto, la tempistica ipotizzata dal Comune prevede quattro anni di tempo per i lavori più un altro anno e mezzo (almeno) di burocrazia: tre mesi per la validazione del progetto definitivo, poi la gara d’appalto per trovare il General Contractor che dovrà redigere la progettazione esecutiva, fare gli appalti, anticipare la quota di 28 milioni di competenza del Comune e, costruire il tutto.
Diciannove anni di progetti e disegni che hanno visto quattro Conferenze di Servizi (preliminare interna e esterna, decisoria interna ed esterna), due passaggi al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e, stando alle affermazioni di Botta, centinaia e centinaia di prescrizioni che hanno reso lentissimo l’iter approvativo. Solo per un ponte che è entrato anche dentro la vicenda Stadio della Roma. E se ieri, in Commissione, la presidente Alessandra Agnello (5Stelle) ha tentato di attenuare il legame fra i due progetti, ci ha pensato la consigliera Piccolo a sottolineare come il lacciuolo l’abbia legato la Raggi inserendo il Ponte dei Congressi nella delibera di Pubblico interesse sullo Stadio. 
E, a questo punto, emerge la netta discrepanza sui tempi: se anche il cronoprogramma quinquennale del Campidoglio per il Ponte dei Congressi fosse rispettato al minuto (e già sarebbe un miracolo), ci sono almeno due anni in cui, ipotizzando lo “scioglimento” dei nodi ancora aperti anche semplicemente entro il 2019, lo Stadio della Roma di Tor di Valle potrebbe essere aperto e funzionante senza né il Ponte di Traiano, cassato da Berdini e dalla Raggi, né quello dei Congressi. 
Rendering 1: nella parte bassa il futuro nuovo Ponte dei Congressi che si innesta sulla via del Mare/Ostiense unificata e, sullo sfondo, il Ponte della Magliana che sarà ristrutturato. Entrambi i ponti saranno a senso unico: Magliana per uscire da Roma e Congressi per entrare in città creando l'"effetto rotatoria".
Rendering 2: diverse viste del futuro Ponte dei Congressi



Rendering 3: Il futuro Ponte dei Congressi sarà dotato di illuminotecnica scenografica notturna