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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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domenica 9 novembre 2014

LA POLITICA NELLO STADIO

Ventiquattro ore di pura politica lobbista intorno al progetto dello Stadio di Tor di Valle. 
Se venerdì sera il presidente giallorosso, James Pallotta (noto sostenitore repubblicano in America), era attorniato da tutto il suo staff alla cena del Pd di Renzi, ieri, in Campidoglio, da Marino, si è presentato da solo. 



(Foto Claudio Valletti, per gentile concessione del Campidoglio)


Pochi minuti prima di mezzogiorno, Pallotta ha percorso a piedi la salita di San Pietro in Carcere in Campidoglio ed è rimasto oltre un’ora e mezza a colloquio privato con Marino e gli assessori all’Urbanistica, Caudo, e al Bilancio, Scozzese. Per poi trasferirsi in Terrazza Caffarelli dove fra un brindisi iniziale a base di succo di mirtillo come a New York, un tortino di zucca e porcini, un raviolo ricotta e spinaci e un filetto, si è concluso il giorno politico del patron giallorosso. 
Il colloquio di ieri, di fatto, prosegue quello iniziato la sera prima, alla cena del Pd, quando Pallotta, seduto al tavolo del gruppo Parsitalia, è stato letteralmente “puntato” dal premier, Matteo Renzi: grandi abbracci, sorrisoni, saluti e la rassicurazione di Renzi che ha garantito Pallotta del pieno appoggio sullo Stadio
Una presenza, quella di Pallotta alla cena del Pd, che ha generato qualche mal di pancia: i 5 Stelle parlano di “problema di opportunità”, mentre Cicchitto (Ncd) auspica una “distanza” fra il calcio e la politica, e Pomarici (Lega e grande tifoso giallorosso) dopo “rabbia e dispiacere” per la cena, ha invitato Pallotta “a partecipare al tradizionale concerto di Natale che organizzerò nel mese di dicembre”.



Ieri, secondo quanto il Sindaco ha dichiarato al termine del pranzo, è stata esaminata “tutta la tempistica” del voto in Consiglio comunale “e anche i passi successivi”. Con maggiore prudenza, rispetto alle dichiarazioni rese nei primi tempi, Marino ha espresso “la speranza di arrivare entro i primi sei mesi del 2015 a porre la prima pietra per la costruzione dello stadio". 



Tecnicamente, lunedì si riunirà la conferenza dei capigruppo per calendarizzare la delibera. E, non a caso, al pranzo di ieri, era presente anche il presidente del Consiglio comunale, Mirko Coratti



Dice ancora Marino: “Ho chiesto se fosse possibile invertire l'ordine del giorno dei lavori” e discutere subito dello Stadio e poi delle Unioni civili, perché “avere avviare i lavori per lo stadio significa dare possibilità di lavoro a 3mila persone”. 
Non ci saranno barricate da parte di Imma Battaglia - storica esponente del mondo Lgbt e consigliera comunale - che, a stretto giro, ha risposto positivamente alla richiesta del Primo cittadino. 



E Coratti, di rimando: “Lunedì ci sarà la Capigruppo in cui organizzeremo i lavori che vedranno una parte dedicata alla manovra urbanistica con all'interno la delibera legata allo stadio, per poi passare all’assestamento di Bilancio”. 
A occhio e croce, quindi, entro fine novembre si chiuderà definitivamente questa fase cui seguirà prima la redazione e il deposito dei progetti definitivi da parte della Holding Parnasi e poi partirà il count down dei sei mesi concessi alla Regione per chiudere anche la Conferenza di Servizi decisoria.




Al termine del pranzo, Pallotta, dopo aver ribadito che lo stadio è “uno step” per “riportare la Roma dove merita di stare” ha chiarito la questione “match al Colosseo”: “il mio sogno - ha detto - non è necessariamente vedere un incontro nel Colosseo. Ma penso sia un'opportunità far svolgere partite tra le squadre top europee in posti come il Circo Massimo allestito per quello scopo. Nel Colosseo magari si possono fare eventi più piccoli da trasmettere in tutto il mondo i cui proventi potrebbero andare ad una fondazione per restaurare le antichità di Roma”. 

Ormai è tradizione: dopo New York, anche a Roma i brindisi fra Marino e Pallotta sono a base di succo di mirtillo
(Foto Claudio Valletti, per gentile concessione del Campidoglio)


Proposta che ha incontrato il favore del coordinatore della maggioranza in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo: “Lo spirito di Pallotta è sicuramente positivo, anche se è evidente che la proposta deve essere valutata approfonditamente dal Ministero. Perché immaginare di usare il Circo Massimo, come avvenuto negli ultimi anni per eventi culturali, musicali e politici, come un potenziale, ricchissimo salvadanaio da spendere per la stessa tutela del nostro immenso patrimonio non è affatto un delitto”. 

sabato 6 settembre 2014

STADIO, PARLA LA POLITICA

È il giorno delle dichiarazioni. 
Ieri la Giunta ha dato il via libera, con l’adozione della delibera di pubblico interesse, primo tassello amministrativo dell’iter che dovrà portare alla costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. 



Qualche voce contraria, molte, invece, quelle festose. 
Cauto e posato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti: “La delibera di ieri andrà in Consiglio che la valuterà, emendandola, cambiandola o approvandola. Seguiamo con grande attenzione e siamo coscienti dell’importanza del progetto. Valuteremo se il progetto presentato sarà in linea con la delibera” d’Aula. 
Sulla stessa lunghezza d’onda, le affermazioni del presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti: “L’iter sarà rigoroso. L’Assemblea capitolina, se lo riterrà opportuno” potrà emendare “la delibera di Giunta” che “seguirà i passaggi nei municipi interessati e nelle commissioni consiliari competenti prevedendo in questo modo processi partecipativi e a garanzia della massima trasparenza”. 

Trasuda, invece,  ottimismo il sindaco Marino: “Sono assolutamente certo che i tempi siano verosimili e c'è tutto l'interesse dei privati ad accelerare il più possibile. Io sono convinto che si potranno iniziare i lavori nei primi mesi del 2015. Ora aspettiamo il voto dell'Assemblea capitolina e la conferenza dei servizi. Ho già l'assicurazione del presidente dell'aula Mirko Coratti che verrà convocata al più presto e poi sono sicuro che il lavoro della Regione verrà fatto nei tempi che la legge indica”. 



Da parte della Roma si parla di “un giorno importante nella storia della Roma”, dice Mauro Baldissoni, direttore generale giallorosso. “C’è ancora tanto da fare - aggiunge - ma il quadro generale del progetto è definito e questo ci consente di pensare che il prossimo passaggio sarà ugualmente positivo”. 
Di “impresa storica” parla anche Mark Pannes, responsabile del progetto Stadio per la Roma, mentre si alzano anche voci contrarie: Dario Rossin (Forza Italia) parla di “traffico imponete e pericolosità delle strade” e Piergiorgio Benvenuti (Ecoitaliasolidale) teme “una ennesima colata di cemento sulla Capitale”. 



Ma l’allarme più rilevante, viene dal Municipio X, che ha approvato una memoria di Giunta: “Sono necessari - si legge fra le altre cose - l’ammodernamento e il potenziamento della Roma-Lido, che deve essere effettivamente elevata a linea metropolitana; l'adeguamento dell'asse viario via del Mare-via Ostiense, dall'Eur a Ostia e la realizzazione del ponte di Dragona”.

martedì 2 settembre 2014

IL CAMPIDOGLIO TIRA DRITTO: SÌ ALLO STADIO

Come da programma, in Campidoglio si va dritti verso la dichiarazione di “pubblica utilità” dello Stadio della Roma a Tor di Valle. 


Ieri mattina, riunione con l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, e i consiglieri di maggioranza. 
La Giunta - ha detto Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza - dichiarerà la pubblica utilità nella seduta di giovedì”.

In realtà, fra le righe, si percepisce che i dubbi sono ancora tutti lì. 

È stata la prima riunione vera - ha detto ancora Panecaldo al termine dell’incontro - ora ci sarà da fare un lavoro tecnico e giuridico in vista di giovedì”. 

Prima riunione vera a quattro giorni scarsi dalla dead line

In Campidoglio si è deciso che da oggi a giovedì la futura “delibera di Giunta per l’interesse pubblico sarà condivisa anche con la maggioranza capitolina” con la creazione di un pool che ne esaminerà la stesura, composto dall'assessore Caudo, dal presidente del Consiglio comunale, Coratti, dai capigruppo di maggioranza, da Panecaldo, e dal presidente della Commissione Urbanistica, Stampete. 

Da sciogliere, in realtà, ci sono ancora parecchi nodi. 
A partire dalla questione della proprietà del futuro impianto: di chi sarà? Di Pallotta, attraverso una sua società controllata, così come nel progetto originario o sarà inserito nel patrimonio della As Roma, sciogliendo, quindi, un vincolo ad personam, e andando incontro alle diverse sollecitazioni che provengono da tutto il mondo politico capitolino?

Secondo dubbio: le opere pubbliche connesse allo Stadio. E, cioè, diramazione della metro B, ponte pedonale, viabilità, compensazioni ambientali, parcheggi: tutte queste innanzitutto dovranno essere sottoposte a verifica puntuale della loro natura pubblica. 
Ma, soprattutto, esse dovranno “essere inserite tutte” nel progetto definitivo. 
In sostanza, nella deliberà verrà scritto che “il mancato rispetto di una soltanto delle condizioni poste determinerà la decadenza della dichiarazione di pubblico interesse da parte di Roma Capitale”



Infine, il cronoprogramma degli interventi da realizzare: le opere “strettamente qualificanti” dovranno essere pronte per la prima partita che la Roma disputerà nel nuovo Stadio. 

Passato il 4 settembre, poi, “la delibera sarà pubblicata e i cittadini potranno fare le loro osservazioni. Infine - dice Panecaldo - manderemo alla Regione il tutto per la conferenza dei servizi” decisoria.


Sullo Stadio, dopo le polemiche di qualche settimana fa, è intervenuto nuovamente anche Paolo Masini, assessore ai Lavori pubblici: “Per quanto riguarda i settori di mia competenza chiedo che parte dei fondi sia destinata a fronteggiare il dissesto idrogeologico”.

venerdì 16 maggio 2014

MARINO/MONDO GAY: UN AMORE "DIVERSO"

Eccolo là. Ci risiamo. Il rapporto fra il mondo gay e il sindaco per caso, Ignazio Marino, deve necessariamente essere turbolento.

Lo scorso anno, a metà giugno, divamparono un paio di giorni di polemica, rientrata a fatica e con non pochi mugugni. 
Ignazio si era appena ritrovato catapultato in Campidoglio e ancora non si sapeva bene muovere. E, ovviamente, incappa nello scivolone.
Invitato al Pride dello scorso anno, il Sindaco declinò: "aveva già impegni con la famiglia". E, si sa, la famiglia viene sempre prima di tutto.





Musi lunghi fra le Associazioni LGBTQ, che evidentemente pensavano di essersi liberate del pericolo fascista rappresentato da Alemanno, e che, invece, si beccano la doccia fredda.

Passa qualche tempo, a Roma si contano una bella fetta di omicidi gay più una consistente recrudescenza di episodi di omofobia - ovviamente, tutti passati sotto silenzio visto che non c'era più il mostro fascista da accusare - e Ignazio annuncia trionfante la sua partecipazione al Pride del 2014.
Associazioni giustamente gongolanti: né Rutelli, né Veltroni avevano mai partecipato al Pride. Alemanno si limitò - suscitando lo scandalo nei supporter di destra - a dare il patrocinio per l'Europride con Lady Gaga. Marino partecipa. E in prima fila. 

Poi, uno dopo l'altro in 48 ore, altri due scivoloni notevoli.
Il primo, che fa infuriare Imma Battaglia, storica leader del movimento e animatrice del DgayProject, è lo slittamento della seduta dell'Assemblea Capitolina straordinaria dedicati all'omofobia.



"Siamo sotto elezioni - spiega il presidente del Consiglio comunale, il Piddino Mirko Coratti - e questo tema può essere strumentalizzato". Stupisce, nel caso specifico, il silenzio del Primo Cittadino. 
Maliziosamente, si potrebbe dire che è un silenzio interessato.



Passano poche ore e Marino - e il suo staff di comunicatori - incappa nello scivolone più clamoroso: definire i gay "diversi", con tanto di virgolette.
Roba che se l'avesse fatta Alemanno, avremmo avuto già la richiesta di intervento dei Caschi Blu dell'Onu!



Nella newsletter ufficiale del Campidoglio, infatti, campegga in neretto, a chiare lettere, che i gay sono considerati dei "diversi".

Maggiormente ridicolo, poi, il tentativo patetico di metterci una pezza ben peggiore del male


Scoperto il casino - che parrebbe essere colpa" di qualche dipendente capitolino interno che cura la newsletter ma che ha come direttore responsabile il lautissimamete pagato Marco Girella, capo ufficio stampa di Marino - ci vengono a raccontare che, evidentemente come degli incompetenti, hanno pubblicato la versione sbagliata
Perché poi, com'è noto, c'era la marmotta che incartava la cioccolata.



Magari, miglior figura avrebbero fatto nell'ammettere che la newsletter forse non è stata ricontrollata da nessun giornalista responsabile invece di accusare i sottoposti - cosa di uno squallore unico - oppure di prendersela con una tastiera dislessica.

Insomma, quello di Marino Ignazio da Genova per il mondo gay è davvero un amore "diverso".