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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 20 settembre 2014

ESQUILINO, LO SCHIFO

Dalla periferia si accusa Marino di essere il Sindaco del Centro Storico, del I Municipio. 
Dal I Municipio, Esquilino, l'accusa è che Ignazio sta facendo il Sindaco dei Fori Imperiali.

La città, per lui, sembra nascere e morire nel quadrilatero Piazza Venezia, piazza del Colosseo, Palatino, Campidoglio.
Il resto... boh...

L'Esquilino sta sempre peggio. Ridotto ad una discarica a cielo aperto, urinatoio e defecatoio per chiunque, luogo di conquista per delinquenti, ladri, prostitute, accattoni.

Nelle foto i cassonetti di via Filippo Turati, 140








I Vigili, sono rari, rarissimi, così rari che vederne uno all'opera è un miracolo divino che necessita di un pizzicotto su un braccio - per verificare se si sta sognando - e di un fermarsi stupiti a rimirare questa divisa incognita.
Gli agenti accertatori dell'Ama devono essere rimasti a casa, insieme a Daniele Fortini e Estella Marino.
Lui, Ignazio, qualche mese fa, nel pieno della bufera rifiuti, disse che ci metteva la faccia sul problema mondezza e aveva invitato i due - già, ma poi, la Marino e Fortini chi mai li avrà scelti? Forse l'altro Sindaco, quello del resto di Roma? - a fare altrettanto.
Meglio, molto meglio se la faccia la tengono nascosta altrove. Qui, a piazza Vittorio, a piazza Fanti, a via Giolitti, via Turati, Principe Amedeo, Carlo Alberto, gliela prenderebbero a pizze.

Ieri sera, in mezzo al solito, abituale, disgustoso abbandono di ogni genere di rifiuti, qualcuno ha mollato a fianco ai secchioni anche un divano.


Stamattina, fino alle 10, il divano era ancora lì. Solo che un barbone l'aveva usato per dormirci. Ci stava proprio comodo, evidentemente. 




E poi dicono che Roma non è accogliente.
E non ci si venga a dire: "la gente sporca, è incivile". È vero, ma più incuria c'è e più aumenta l'inciviltà, meno controlli si fanno e più la gente ritiene normali comportamenti aberranti come questi.  Quanto costa la comunicazione di Ama? Direi che sono soldi spesi male, molto male.

Da due mesi - DUE - un palo di segnaletica è crollato a terra, sradicato come uno dei tanti alberi che si abbattono al suolo. Sta ancora lì.

Via Mamiani

I fognoli e le caditoie sono otturate per il 95% di quelle contate, seppellite addirittura sotto l'asfalto. Poi dici che, alla prossima pioggia, le strade si allagano.

I giardini di piazza Vittorio - i Giardini Calipari - sono ormai un ritrovo abituale di ubriachi, prostituti e prostitute, papponi, spacciatori.

La doppia fila è tanto doppia che ormai è tripla: auto normali, Suv, pulmini degli NCC, pullman turistici: tutti in doppia fila. Ovunque.

Il cahier de doléance dell'Esquilino è infinito e non è certo una giornata del retake rome che può risolvere un problema strutturale, di carenza di organico senza dubbio, ma soprattutto di pessima, pessima gestione della città.

Marino, svegliati che ci siamo rotti letteralmente il cazzo!


giovedì 28 agosto 2014

"NO AD AUTOSTRADE URBANE, ALLO STADIO CI SI VA SENZA MACCHINA"


"L'Amministrazione capitolina, al di là di qualche possibile aggiustamento del progetto definitivo, non intende trasformare la via del Mare e la via Ostiense in una sorta di 'autostrada' urbana che incentiverebbe l'uso del mezzo privato". 



Quindi, il progetto originario di Parnasi - un semplice allargamento delle due strade fra il Raccordo e Magliana - è il massimo che possiamo aspettarci. 
La macchina o la moto - un po' come accaduto per le varie pedonalizzazioni - vanno lasciate in garage.

Questo è quanto è emerso dalla serie di incontri che si sono tenuti ieri pomeriggio in Campidoglio fra il vicesindaco, Luigi Nieri - che sostituisce il sindaco Marino in vacanza negli Stati Uniti con la famiglia - e, in via informale, alcuni dei partiti che sostengono la maggioranza: la Lista Marino e SeL. 
In mezzo, un incontro tecnico fra Nieri da una parte e gli assessori Caudo (Urbanistica), Improta (Mobilità), Estella Marino (Ambiente) e i capi segreteria degli Assessorati allo Sport e ai Lavori Pubblici. Supportato da tavole, grafici e cartine, Caudo ha illustrato il progetto originario e la sostanza dell'accordo stretto a New York con Parnasi e Pallotta.



Accordo che andrà perfezionato entro fine mese con il nuovo Studio di Fattibilità che Parnasi dovrà presentare in Comune e che prevede come essenziali per il via libera all'intero pacchetto: la costruzione della diramazione della linea B della metro da Magliana all'attuale stazione della Roma-Lido a Tor di Valle; la realizzazione di un ponte pedonale sul Tevere dalla stazione Magliana della ferrovia Orte-Fiumicino; un parco di 34 ettari videosorvegliato e una contestuale e contemporanea realizzazione di tutte le opere pubbliche connesse allo Stadio.

La viabilità - già portata all'attenzione del Comune dalle dichiarazioni del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro - è rimasta in secondo piano.
"Non è entrata nelle conversazioni - dicono al termine dell'incontro - perché ci si è concentrati sulla necessità di redigere la delibera che porteremo in Giunta il 4 settembre, in modo che l'interesse pubblico emerga con forza e completezza. Per questo, è stato convenuto che gli Assessorati impieghino i giorni rimanenti per studiare tutti i dettagli tecnici".
Intanto, lo Stadio continua a generare forti fibrillazioni all'interno della maggioranza, in special modo del Pd.



Dopo le dichiarazioni di Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza in Consiglio, che aveva puntato i piedi affinché nel progetto rientrassero anche gli adeguamenti delle strade e non solo quelli per il trasporto pubblico, è intervenuto Tommaso Giuntella, presidente romano del Pd, che ha appoggiato la posizione di Panecaldo: "Il Pd romano ha sempre avuto interesse a massimizzare i benefici per i cittadini". Ha fatto sentire la sua voce anche Umberto Marroni, deputato ed ex capogruppo del Pd al Comune nella passata consiliatura: "l'impianto deve essere di proprietà della Roma, le cubature aggiuntive non rientrano nello spirito della legge, questa è una variante urbanistica". La proprietà dell'impianto è tema rilanciato anche da Antonio Stampete, presidente della Commissione Urbanistica: "è di Pallotta o della As Roma? Tutti i consiglieri sono interessati a questo aspetto", e, ribadendo che "l'accordo di New York è buono ma si può sempre migliorare la questione viabilità" attacca "quelli che oggi parlano ma che ieri, con le Giunte di centrosinistra, hanno creato cubature su cubature senza servizi, come a Ponte di Nona". 

E a Roberto Morassut - ex assessore all'Urbanistica di Veltroni e estremamente critico su tutto il dossier - saranno fischiate le orecchie.

mercoledì 6 agosto 2014

RIFIUTI, CANTASTORIE E GHIOZZI

Mi dispiace, ma non ci credo. Le incongruità delle dichiarazioni rese dai Marinos - Estella e Ignazio - e da Daniele Fortini sono tanto palesi, evidenti, chiare che viene da domandarsi se dall'altro lato dei tavoli siedano ghiozzi.

Secondo quanto da loro dichiarato Harry Potter e le Bacchetta di Sambuco sono dei dilettanti. La città è pulita e linda, le multe sono state tante, gli interventi di rimozione dei rifiuti perfetti, l'assenteismo è sceso, il tritovagliatore ha risolto tutto. Loro - i Marinos e Fortini - sono stati molto meglio dei maghi: dieci giorni scarsi e tutto è perfetto.

E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata.

Partiamo dalle multe. Ci viene raccontato che sono state oltre 1650. Fatte in sette mesi.
In sette mesi? Ah sì? E da chi? Ricordiamo che quel cretino del "peggior sindaco della storia di Roma" (citazione di un Talleyrand della politica piddina romana, tale Marco Miccoli), cioè Alemanno, creò la figura degli agenti accertatori Ama: 100 loschi figuri che si aggiravano per Roma spiccando una media di un migliaio di multe al mese a chi la faceva fuori dal vaso. Dovevano essere davvero loschi, nonostante un corso di formazione e un'apposita ordinanza del Sindaco per poter essere nominati e abilitati a far multe. Così loschi che Marino, in piena estasi mistica da vittoria elettorale, il cancellò e li mandò a fare il porta a porta nei nuovi Municipi (quello sempre deciso da Alemanno).
Visto il caos, il genio genovese che fa? Ripristina gli accertatori. Lo fa l'11 luglio però. 


Quindi, al di là del chi li ha autorizzati, del quali qualifiche hanno per elevare sanzioni, del quale valore hanno quelle sanzioni, del chi sonoi nuovi accertatori, come diavolo avranno fatto in Ama a fare 1650 e rotte multe in sette mesi?
Misteri della matematica e della logica mariniana. Ma pure del ghiozzismo di chi beve tutto.





Proseguiamo, il tritovagliatore. La panacea di tutti i mali di Roma. Anzi, così panacea che adesso ne prendiamo pure un secondo, dato che uno non basta.
Prima questione: se era tutta colpa del sabotaggio, dei boicottatori cattivi, a che serve un tritovagliatore? 

Troviamo i colpevoli, crocifiggiamoli sulla pubblica piazza e vedrete che poi andrà tutto a posto. E, invece, destino cinico e baro, a quanto pare ne servono due di questi arnesi. Cosa sono i tritovagliatori? Sono due aggeggi che servono a triturare i rifiuti e a prepararli per la loro destinazione finale, il riciclo o la discarica. Solo che, a norme dell'Unione Europea non valgono come sistema di smaltimento. Insomma, sono inutili. Però, noi romani, furbi furbi paghiamo alla bolognese Hera il noleggio del primo tritovagliatore. E chissà, forse pure del secondo.



Malagrotta: uhmaronn.. Marino ci ha fatto due palle così che ha chiuso Malagrotta. Fosse vero. Primo, il sistema di Cerroni ancora gira. Secondo gli dobbiamo dare un fracco di soldi. Terzo, lui è sempre il proprietario e se il Sindaco pensava di mettere le mani sui suoi impianti il TAR gli ha fatto una pernacchia in faccia. Ma, soprattutto, nei piani di Marino c'è non l'apertura di una, non di due ma, addirittura di tre discariche. Una poi praticamente a 10 metri da Malagrotta. Ma non era lui quello che in calpagn elettorale sosteneva che la differenziata non avev bisogno di discariche? A dimostrazione di quanto spesso di parla perché dotati di corde vocali!

E in tutto ciò, ci aumentano anche la tariffa rifiuti del 4%! Popolo bue che credi a tutte le cazzate che ti raccontano in campagna elettorale!

Però, dice, adesso Roma è pulita... Sì, certo come no: quando organizzi il giro con giornalisti al seguito è sempre tutto pulito. È che basta girare l'angolo...
Infine, tanto perché sono stronzo fino in fondo, ci viene detto, ieri, che a Roma è rimasto il 90% dei romani? almeno a giudicare dai volumi di rifiuti. Fateci capire, allora, se siamo tutti davvero ghiozzi idioti o meno: primo, ieri era il 5 agosto e, conoscendo i tempi biblici di Ama nel mettere di fila due numeri in croce, alla meglio i dati sono quelli della settimana prima. Secondo, come mai sui siti internet, sulle pagine Facebook, sugli account Twitter continuano a girare foto di rifiuti strbordanti? È forse la perfida Albione e i porci sabotatori? O magari 'sti tre hanno raccontato un sacco di belle storie di fantasia?



 

lunedì 2 dicembre 2013

LE ODIOSE STRUMENTALIZZAZIONI

Era il 19 febbraio 2009.
Via Cristoforo Colombo, in direzione Roma centro, superata via Capitan Bavastro.
Giornata fortemente ventosa, come quella odierna.
La tragedia: da uno dei pini marittimi collocati al centro della carreggiata si stacca un grosso ramo. Cadendo, travolge un motociclista, Daniele Innocenzi, dermatologo, di 54 anni.
Purtroppo, non c'è nulla da fare: i medici giunti in soccorso non possono che constatare il decesso del centauro.

Ovviamente, da parte di alcuni esponenti del Pd romano, è una ghiotta occasione per attaccare Alemanno. A dare man forte all'attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e a una depuata, ci si aggiunge anche il Codacons di Carlo Rienzi che, in quegli anni, a tutto sembrava interessarsi tranne che alla difesa dei consumatori. A tutto quello - vedasi il restauro del Colosseo - che dava spazi e spazietti sui giornali.





Oggi, in circostanze praticamente analoghe, si verificano due nuovi episodi, sempre sulla Colombo. 
Fortunatamente, nel secondo il centauro rimane solo (si fa per dire) ferito.



 
Sarebbe sciocco, oggi, chiederne conto ai Marino, vuoi al Sindaco, vuoi all'assessore all'Ambiente.

C'è solo il cordoglio per una vittima innocente e la vicinanza a un ferito.
E, speriamo, che la coscienza di chi, all'epoca, strumentalizzò, oggi gli consigli di vergognarsi. In silenzio, possibilmente.

giovedì 17 ottobre 2013

Marino commissaria Marino

Dopo la discreta quantità di figure barbine inanellate una dietro l'altra, il sindaco Marino ha, di fatto, commissariato l'assessore all'Ambiente, Estella Marino.

Nei giorni scorsi, infatti, all'Ama è giunta una richiesta perentoria da parte dell'inquilino del Campidoglio: qualsiasi documento deve prima di tutto essere inoltrato al Marino sindaco e poi, solo dopo il "visto di stampi", può essere consegnato alla Marino responsabile dell'Ambiente. 
Marino Estella che, ovviamente, dal Marino sindaco è stata tenuta all'oscuro di questo commissariamento.

Evidentemente seccato per le défaillance della Marino - dalla figuraccia sugli alberi abbattuti nei parchi pubblici dai vandali, alla fuga di notizie con successive smentite sulla sostituzione dei vertici proprio di Ama - la Marino non ne azzecca una.
In realtà, raccontano i bene informati, Estella Marino è considerata, pur da esterna, una testa di ponte di Legambiente. Con il prossimo (sussurrato) arrivo di Gianluca Cencia - direttore scientifico di Federambiente e membro del Comitato Scientifico di Legambiente - al posto probabilmente di Piergiorgio Benvenuti, Legambiente anela a inserirsi nel sistema di raccolta dei rifiuti della Capitale: tanti soldi (dello Stato e della Regione Lazio) da gestire.



Cencia, ingegnere ambientale, coniugato con Sabina Minardi, giornalista de L'Espresso, è considerato un tecnico esperto, di più che discreta fama. 

Rimane il problema se Cencia, dopo aver superato al fotofinish la concorrenza di Raphael Rossi, sarà in grado di gestire realmente un'azienda che non ha i soldi necessari per implementare ulteriormente la raccolta differenziata.