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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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lunedì 16 settembre 2013

Puliti, proprio pulitissimi

A Roma, si sa, ogni volta che piove si allaga tutto.
Fino a ieri, il PD attaccava Alemanno per incapacità nella gestione dell'ordinario: non sai nemmeno fare la manutenzione ordinaria di tombini e caditoie.
 
Ora, che tocca a loro, la situazione è esattamente la stessa di prima.
Solo che, tanto per cambiare, mancano i soliti titoli ad effetto su 250 colonne, con intervista al meteorologo di turno e ai cittadini terrorizzati.
 
Per dirla alla romana: famo a capisse. L'altra volta, il 28 agosto scorso, a coprirsi di ridicolo, è stato il centrodestra. Attaccare l'Amministrazione comunale che, insediatasi da poco, deve fronteggiare una "bomba d'acqua" che costringe a chiudere l'aeroporto internazionale di Fiumicino per cinque ore, è una cosa da mentecatti.
Primo, la replica più semplice è: "io sono appena arrivato, dovevi pensarci tu fino a ieri". E non a torto.
La seconda è: "ma porca miseria, quella di ieri non è stata una pioggia normale ma una roba apocalittica". E a ragione.
 
 
 
Però, dopo quell'episodio, il prode assessore ai Lavori pubblici - pesantemente chiamato in causa - lancia il grande progetto di sturare le fogne. Spesa, 3,5 milioni di euro.
 
 
Era il 3 settembre, vale a dire 12 giorni fa.
Sono trascorsi 12 giorni e, a questo punto, sarebbe carino sapere quali fogne sono state "spomate" - per usare un'espressione di Giovannino Guareschi.
 
Ieri sera, intorno alle 23, abbiamo fatto un tour su due ruote un po' umido: via Salaria, dal Grande Raccordo alla Tangenziale, la Tangenziale fino all'uscita di via Passamonti; Scalo San Lorenzo; Porta Maggiore; Piazza Vittorio Emanuele.
Scarpe e pantaloni sono ancora ad asciugare. Però, no. Non pioveva mica. Era l'acqua delle pozze che, fastidiosamente, si infilava dappertutto.
 
Via Salaria era più o meno l'equivalente del Colorado ed era necessario prestare attenzione a tre cose: la prima, le pozze d'acqua che si incontravano lungo la propria strada. La seconda le buche coperte dall'acqua che potevano essere appena appena rischiose. La terza e più fastidiosa, all'acqua sulla carreggiata opposta per evitare il rischio di farsi una doccia fredda e piuttosto fangosa.
Le uniche imperturbabili, erano le "signorine buoncostume", appollaiate in gran copia ai margini di entrambe le carreggiate.
 
Fortunatamente, poi, il tunnel della Tangenziale - fatta salva un po' d'acqua che colava da qualche fenditura - era asciutto.
Poi, però, il disastro.
Evitata la docciona sulla Salaria, è stato impossibile evitarla a Passamonti e Scalo San Lorenzo: Velocità obbligata, i 10 all'ora per il rischio voragini. Ma non ha salvato le scarpe e i pantaloni dal diventare una spugna bagnata.
 
A Porta Maggiore, poi, in prossimità dei chiusini, abbiamo trovato un paio di lucci e due cernie che sguazzavano allegre.
C'erano carpe, invece, all'incrocio fra Viale Manzoni e via di Porta Maggiore.
 
Infine, il panorama più affascinante in ossequio alla multietnicità dell'Esquilino: il Gange era straripato o forse era lo Yangtze Kiang, non lo sappiamo. Le auto parcheggiate sui lati della piazza erano immerse nell'acqua fino ai mozzi delle ruote.
Ma lo spettacolo più intenso, era la corsia preferenziale di Piazza Vittorio, quella dove passano i tram.
I due Laghi Victoria, fortunatamente, si erano formati a monte e a valle delle due fermate, di modo che i passeggeri in attesa del fantastico trasporto pubblico romano, non rischiavano di bagnarsi per ogni veicolo che vi transitava.
 
Queste sono alcune immagini che, affascinati da questo spettacolo, abbiamo scattato, schivando i coccodrilli nascosti sotto il pelo dell'acqua
 
 
 

Tuttavia, per completare la cronaca di questa avventura in stile Indiana Jones, forse vale molto meglio un piccolo video...
 
 

 
 

martedì 20 agosto 2013

Uhcazz... Piove!


Attenzione, attenzione. È venuto giù un acquazzone a Roma. Come d'abitudine disagi, allagamenti, traffico impazzito, metro in tilt.



Abbiamo raccolto un po' di opinioni di autorevoli esponenti politici romani sul problema: "è arrivata la pioggia. Una normale perturbazione atmosferica come si registrano in tante città. A Roma, invece, diventa un evento calamitoso. Le foglie insieme all'acqua hanno ostruito le caditoie, gli allagamenti in città si contano a decine, le buche si riaprono e diventano ancora più insidiose per i motociclisti. Il traffico impazzito e la città si è paralizzata. Siamo ormai a quella che potremmo definire un normale giornata di caos ordinario. Evidentemente la giunta Capitolina, confusa, disorientata e pasticciona non riesce più nemmeno a prevedere l'ordinario avvicendamento delle stagioni", afferma Umberto Marroni del Pd.
Rincara la dose Paolo Masini, attuale assessore ai Lavori pubblici della giunta Marino: la metro "invece che un mezzo rapido di spostamento sta diventando un vero e proprio calvario". gli fa eco Massimiliano Valeriani (Pd) che parla di giorno "nero per i cittadini romani che si muovono con i mezzi pubblici" con "migliaia di passeggeri costretti ad attendere sotto la pioggia i bus sostitutivi per tornare a casa". 
Anche Dario Nanni (Pd) non ci va leggero: "Ormai spostarsi coni mezzi pubblici è diventata una roulette russa per i romani che quotidianamente devono affrontare i disagi e i disservizi del trasporto pubblico". Del resto, il servizio del metro è un "servizio 'stop and go', sembra un telegrafo settimanale. Non passa settimana senza uno stop della metro".



Insomma, chiosa ancora Umberto Marroni, "la città viene continuamente lasciata a piedi dall'inadeguatezza della Giunta a gestire la quotidianità della città. A Roma bastano due gocce di pioggia per mandare in tilt il trasporto pubblico a causa dell'incirca e della scarsa manutenzione".

E sì che siamo a metà agosto, Roma è ancora vuota e le piogge erano ben annunciate!

Ovviamente queste dichiarazioni vennero diramate e amplificate in occasione di eventi analoghi nel 2010 e nel 2012.

Oggi che al governo cittadino sono gli stessi additatori di ieri, cosa diranno di se stessi?

Insomma, chi di pioggia (e annessi) ferisce... di pioggia perisce. 



Forse è il caso che Marino smetta di pensare solo alle pedonalizzazioni... anche perché, a forza di rilanciare, il prossimo sarà l'annuncio della pedonalizzazione del Tevere?