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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 4 aprile 2020

CORONAVIRUS, ATAC NON RIMBORSA GLI ABBONAMENTI


A Parigi rimborsano gli abbonamenti del trasporto pubblico locale per il mese di aprile. A Roma, no.
La conferma arriva direttamente dall’account twitter ufficiale dell’Azienda di via Prenestina. Alla domanda di un utente se potevano essere prevedibili “proroghe per far recuperare” il tempo perso per la quarantena a chi aveva acquistato abbonamenti annuali, Atac risponde in modo molto netto in due tweet: “Gli abbonamenti seguono la durata naturale. Il sistema di Tpl è, infatti, a disposizione per gli spostamenti per comprovato motivo e per gli addetti in attività. In caso di novità,  aggiorneremo” e “Non sono previste proroghe alla durata degli abbonamenti. Garantiamo la mobilità a chi si sposta per comprovati motivi e agli addetti ai servizi essenziali. La quantità di offerta, inoltre, è molto superiore alla domanda per un viaggio in sicurezza. In caso di novità aggiorniamo”.
Che sia un viaggio in sicurezza suona abbastanza ilare visto che anche durante queste settimane di quarantena 8 bus, fra Atac e Roma Tpl, sono andati a fuoco. Senza considerare, ovviamente, tempi di attesa e orari ridottissimi (si chiude alle 21 e le cadenze dei passaggi sono quelle agostane).
A Parigi, invece, la presidente della Regione dell’Île de France, Valérie Pécresse - omologa di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio - ha annunciato il rimborso dei diversi abbonamenti al trasporto pubblico per il mese di aprile. Il Tempo ha fatto un po’ di conti in tasca ad Atac: un mese di rimborsi, fra ordinari, studenti, agevolati, potrebbe costare alle casse Atac una cifra intorno agli 8 milioni di euro. Solo come rimborsi. Poi c’è tutta la perdita dovuta ai mancati incassi. In sintesi: il Comune paga con il Contratto di Servizio circa due terzi dei costi operativi di Atac e il restante terzo viene pagato con biglietti e abbonamenti. Stando alle ultime cifre di Atac, relative a gennaio 2020, l’Azienda incassa da ticket e abbonamenti circa 22 milioni di euro al mese. Che, ovviamente, causa quarantena, non vengono venduti più. Inoltre, il Contratto di servizio col Comune basa i pagamenti sui km effettivamente percorsi. Che, ora, sono molti di meno del previsto.
Chiaramente, Atac (che annuncia la riapertura delle scale mobili di Valle Aurelia Metro A) subisce gli effetti delle decisioni assunte dal Governo e dalla Regione quindi non è obbligata a rimborsare. E, a meno che Regione e Governo non si attivino per inserire la proroga il rimborso, magari parziale, degli abbonamenti in una qualche forma di sussidio ad Atac, il “no” ai rimborsi rimarrà definitivo.


lunedì 30 marzo 2020

CORONAVIRUS; ABBONAMENTI, SERVE IL RIMBORSO



Mentre in Francia la presidente della Regione dell’Île de France - quella di Parigi, per intendersi, l’equivalente della Regione Lazio nel nostro Paese - Valérie Pécresse annuncia che gli abbonamenti al trasporto pubblico regionale, la famosa “Carte Navigo” analoga al nostro Metrebus Lazio, per il mese di aprile saranno rimborsati, qui da noi Atac è appesa a un filo. 
Da giorni il Campidoglio è in ansia per la tenuta dei conti dell’Azienda di via Prenestina che, va ricordato, è sotto concordato preventivo.
Da noi gli abbonamenti sono materia piuttosto articolata e i dati più aggiornati disponibili risalgono ad aprile 2019. Stando a quei numeri, il “peso” degli abbonamenti in Atac è consistente e un eventuale rimborso sarebbe una catastrofe che potrebbe arrivare a costare alle casse aziendali 8 milioni di euro per un solo mese di rimborsi.
Andiamo per ordine. Ci sono due tipi di abbonamento, il “Metrebus Roma”, valido solo per la città. E il “Metrebus Lazio”, valido su tutto il Lazio che viene diviso in 7 zone e con il costo legato al numero di zone di validità. 
Analizzando i dati disponibili, fra aprile 2018 e aprile 2019 erano stati venduti oltre 191mila abbonamenti annuali ordinari “Metrebus Roma”, che ai passeggeri costano 250 euro e per Atac significano quasi 48milioni di incassi. Un mese di rimborso di questo abbonamento, vale 4 milioni.
Per i Metrebus Lazio il conto economico è più complesso essendo disponibile solo il dato generale di vendita e non quello sulle singole zone. Una zona costa 172 euro e sette arrivano a 688 euro. Ne sono stati venduti quasi 40mila che hanno generato per Atac un incasso che oscilla fra 4,6 milioni e 18 milioni e mezzo. Un mese di rimborso, quindi, oscillerebbe fra i 380mila e il milione e 600mila euro. 
C’è poi il quantitativo di abbonamenti agevolati: ci sono gli studenti, i disoccupati, gli over 65, le famiglie. 
Limitandosi agli studenti, ce ne sono oltre 20mila che hanno l’abbonamento solo su Roma e altri 35mila che lo hanno sul Lazio. Per i romani il costo dell’abbonamento è legato al reddito e, quindi, oscilla fra 130 e 150 euro l’anno. Nel Lazio è sempre legato alle zone e passa da 141 euro una zona a 576 euro l’anno per tutte le sette zone in cui è suddivisa la regione. Fatti i conti, per Atac rimborsare una mensilità agli studenti può arrivare a costare fino a un milione e 700mila euro.
Arrotondando, il totale dei potenziali rimborsi, quindi, buoni 8 milioni di euro.  
Un esborso economico che, sommato ai mancati incassi - gennaio 2020 aveva fatto segnare quasi 22milioni di euro di ricavi dalla vendita di abbonamenti e biglietti - e ai mancati introiti derivanti dal contratto di servizio potrebbe distruggere l’azienda che già oggi ha messo in cassa integrazione 4mila dipendenti.Accogliamo con favore l'anticipo del versamento annuale da 240 milioni di euro che la Regione stanzia per il trasporto pubblico, che in parte andrà in favore di Atac”, ha detto il sindaco Raggi in Consiglio comunale. Peccato che anticipo significa che non ci saranno dopo.