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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 18 dicembre 2018

MARATONA DI ROMA, PRESENTATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO


Il bando per la Maratona di Roma approda al Consiglio di Stato: Italia Marathon Club - la società di Enrico Castrucci che ha organizzato le prime 24 edizioni della corsa capitolina - ha infatti presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tar, emessa il 5 ottobre scorso, che aveva rigettato la richiesta di Castrucci di annullare il bando del Campidoglio.
Nella stessa udienza il Tar aveva anche dichiarato inammissibile un secondo ricorso contro il bando, presentato da RCS Group, che ne chiedeva l’annullamento per vizi formali. La Maratona 2019 - edizione del 25esimo anno - sarà organizzata dalla Federazione di Atletica leggera poiché il Campidoglio, al netto dei due ricorsi comunque vinti, non è riuscito a procedere con l’assegnazione della gara d’appalto.

MARATONA DI ROMA, PRESENTATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

Il bando per la Maratona di Roma approda al Consiglio di Stato: Italia Marathon Club - la società di Enrico Castrucci che ha organizzato le prime 24 edizioni della corsa capitolina - ha infatti presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tar, emessa il 5 ottobre scorso, che aveva rigettato la richiesta di Castrucci di annullare il bando del Campidoglio.
Nella stessa udienza il Tar aveva anche dichiarato inammissibile un secondo ricorso contro il bando, presentato da RCS Group, che ne chiedeva l’annullamento per vizi formali.
La Maratona 2019 - edizione del 25esimo anno - sarà organizzata dalla Federazione di Atletica leggera poiché il Campidoglio, al netto dei due ricorsi comunque vinti, non è riuscito a procedere con l’assegnazione della gara d’appalto.

giovedì 24 maggio 2018

MARATONA DI ROMA, IL TAR RINVIA ALL'11 LUGLIO


Al ricorso di Italia Marathon Club è stato accorpato anche quello di RCS Group


Il Tar del Lazio, II sezione, ha deciso di entrare direttamente nel merito del ricorso presentato da Italia Marathon Club, la società di Enrico Castrucci che gestisce la Maratona di Roma da sempre, contro il bando, deciso dal Campidoglio, per l’affidamento con gara d’appalto della corsa podistica capitolina per le edizioni 2019-2022 (più opzione sul biennio successivo).
25 MAGGIO SCADE IL BANDO 2019-2022 
Il bando, che scade fra due giorni, il 25 maggio, quindi, sarà nel pieno delle procedure di esame delle offerte e di assegnazione del vincitore, quando il Tribunale amministrativo deciderà se ha ragione Castrucci - in estrema sintesI il Campidoglio non ha titolo per mettere la Maratona a gara - oppure l’assessorato allo Sport, guidato da Daniele Frongia, che, al contrario, ritiene giunta l’ora di interrompere le proroghe continue e affidarsi a una gara pubblica.
IL RICORSO RCS GROUP 
Oppure - ed è un po’ una sorpresa - se ha ragione RCS Group, il gruppo della Gazzetta dello Sport, organizzatore, fra l’altro, del Giro d’Italia e della Maratona di Milano. RCS ha presentato un proprio ricorso contro il bando del Campidoglio - in sintesi: bando sbagliato che favorisce Castrucci per carenze nelle clausole di assegnazione dei punteggi e mancanza di un vero piano economico-finanziario - senza chiedere al Tar l’urgenza della discussione ma che il collegio giudicante ha deciso di accorpare al ricorso principale, quello di Castrucci. 
IL CASO SI INGARBUGLIA 
La questione, quindi, si ingarbuglia. Se il Tar rigetterà i ricorsi, il Campidoglio sarà salvo: bando valido. Ma se dovesse accogliere quello di Castrucci o quello di RCS il bando sarà annullato. Anche nei corridoi della Federazione di Atletica leggera (Fidal) si inizia a prendere coscienza che l’edizione 2019, quella del venticinquennale, possa saltare e che l’idea del Campidoglio di spostare la manifestazione podistica dalla primavera all’autunno non sia in realtà una strada percorribile nonostante su questa ipotesi ci sarebbe un asse fra Frongia e il presidente Fidal, Alfio Giomi. 
I CONTENDENTI: SODDISFAZIONE PER TUTTI 
Da tutte le parti in causa bocche cucite ma trapela soddisfazione per la decisione del Tribunale: per gli organizzatori attuali, una sentenza l’11 luglio è una sentenza lampo che potrebbe entrare nel novero di quelle da giurisprudenza futura. Per il Campidoglio, è stata accolta la richiesta di rinvio della discussione sulla sospensiva cautelare per il mancato rispetto dei termini a difesa e, l’11 luglio, è una data sufficientemente lontana per affrontare bene l’udienza.  


LINK: Guerra di ricorsi sul bando del #Campidoglio per la #MaratonadiRoma Il Tar rinvia a luglio, e il caso si ingarbuglia

venerdì 18 maggio 2018

SECONDO RICORSO CONTRO IL BANDO PER LA MARATONA DI ROMA


Fra cinque giorni, mercoledì 23, il Tar dovrà decidere se accogliere la richiesta di sospensiva presentata da Italian Marathon Club, la società di Enrico Castrucci che da sempre organizza la Maratona di Roma, contro il bando predisposto dall’assessore allo Sport, Daniele Frongia, per mettere a gara d’appalto le future edizioni della corsa romana, e già arriva un secondo ricorso al Tar contro lo stesso bando. Stavolta la firma è di RCS Group, quello che organizza, fra l’altro, la Maratona di Milano e il Giro d’Italia, la Milano-San Remo e la Tirreno-Adriatico di ciclismo.
In questo caso, a differenza di quello presentato da Castrucci non c’è richiesta di sospensiva né urgenza. Spiega il professor Perfetti, uno dei legali del pool che segue questo ricorso: “La sospensiva non aveva senso perché, pur ritenendo il bando sbagliato, non ci impedisce di partecipare né crea un danno irreparabile”, come invece ritiene di subire Castrucci.
In sintesi, il ricorso di RCS Sport si basa su quattro elementi fondamentali: l’assenza di un vero “piano economico-finanziario in grado di consentire ai concorrenti di calibrare correttamente la propria offerta tecnico-economica”; le “disposizioni del bando dal contenuto indeterminato che lasciano alla commissione aggiudicatrice ampia arbitrarietà nell’attribuzione dei punteggi”. E, ancora: “clausole manifestamente sproporzionate e illogiche rispetto all’oggetto della Concessione” e, infine, le “tempistiche irragionevoli per la predisposizione dell’offerta e limitative della concorrenza”. 
In sostanza, quindi, per RCS il bando “favorisce il gestore uscente, unico soggetto a disporre di tutti i dati utili a formulare l’offerta” economica; viola i “basilari principi” sull’”affidamento dei contratti pubblici” e “soprattutto non persegue il risultato che l’Amministrazione si prefigge di raggiungere, vale a dire l’individuazione di un esperto e qualificato organizzatore di maratone in grado di rilanciare la Maratona di Roma sino a porla in competizione con le analoghe manifestazioni mondiali che si tengono in città” simili a Roma. 
Insomma, fra il ricorso di Castrucci da una parte - “macroscopico travisamento” del Comune che si “proclama ‘titolare dell’evento’”; altri eventi sportivi (Formula E e maratona RomaOstia) organizzati senza gara - e quello di RCS dall’altra, il bando di gara predisposto da Frongia e dalla Raggi appare davvero lacunoso, affrettato e, soprattutto, in grado di porre a rischio quanto meno la prossima edizione della storica corsa podistica capitolina. Perché se il Tar, il 23 maggio, dovesse accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dai legali degli attuali organizzatori, non ci sarebbe più tempo per nessuno, neanche per la Federazione di Atletica Leggera (Fidal) indicata dal Campidoglio come ancora di salvezza, di organizzare la prossima competizione, quella, per altro, del venticinquennale. Per cui, in caso di accoglimento del ricorso di Castrucci, o il Campidoglio andrà in proroga con l’attuale assetto organizzativo o l’edizione 2019 della corsa potrebbe non celebrarsi. Danneggiando, per giunta, in maniera pesantissima proprio l’intero movimento sportivo romano. Tanto che, più di qualcuno ha un po’ malignamente intravisto in questo rischio per il 2019 un “favore” a Milano la cui Maratona si è corsa lo stesso giorno di quella capitolina. Mancando quella romana, molti runners si riverserebbero per le strade milanesi. Favore respinto sdegnosamente da RCS: “La vera concorrenza è nella qualità - spiega Paolo Bellino, direttore generale del gruppo - non nel far saltare le corse”. 

martedì 13 febbraio 2018

CORSA CONTRO IL TEMPO O ADDIO ALLA MARATONA DI ROMA

Il tempo scorre: entro fine febbraio il Campidoglio dovrà pubblicare il bando per mandare a gara l’assegnazione dell’edizione 2019 della Maratona di Roma. Oppure, se non interverrà una improbabile proroga nell’assegnazione alle società di Enrico Castrucci che l’hanno organizzata fino a oggi, non ci saranno più i tempi tecnici per espletare la gara d’appalto e nel 2019 a Roma per la prima volta in 25 anni, non si disputerà la più famosa fra le corse podistiche cittadine. Questa mattina, infatti, torneranno a riunirsi gli uffici tecnici comunali per presentare una bozza di bando al Comitato promotore della Maratona, istituzione creata all’epoca di Rutelli sindaco, mandata in soffitta da Veltroni nel 2004 con l’avvio del regime di proroghe dirette mai interrotto e rispolverato dall’Amministrazione Raggi proprio con lo scopo di interrompere la pratica delle proroghe. Operazione di suo non proprio facile vista la grande rilevanza internazionale dell’evento che non può ammettere nessun margine di errore nell’organizzazione. Tra l’altro, con il rischio che gli  organizzatori delle edizioni precedenti trascinino il Campidoglio in tribunale. Per questo, errori non sono consentiti ma, mentre la sabbia nella clessidra scorre impietosa, uno dei nomi dei possibili organizzatori sembra sfilarsi: è il caso di Paolo Bellino, direttore generale di RCS Sport (la Gazzetta dello Sport, Giro d’Italia) che, interpellato da Radio Radio su un eventuale interessamento al bando per l'organizzazione della Maratona di Roma, ha gettato acqua sul fuoco: “Oggi siamo qui per la RomaOstia poi ritorneremo per il Giro d'Italia. Punto”. 

sabato 30 dicembre 2017

BATTAGLIA IN AULA SULLA MARATONA DI ROMA


Subito dopo la ripresa dei lavori dell’Aula, l’Assemblea capitolina dovrà occuparsi del problema Maratona di Roma. Dovrebbe essere, infatti, inserita in agenda proprio per le prime sedute post natalizie - il 9 o l’11 gennaio - la mozione “Diario”, quella presentata con la prima firma del presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, che chiede alla Giunta Raggi di interrompere gli affidamenti diretti alla società di Enrico Castrucci, storico organizzatore dell’evento sportivo, e di andare a bando di gara. 


Le motivazioni ufficiali sono contenute nel testo della mozione e parlano di un rilancio del turismo sportivo, di un numero crescente di partecipanti sia alla gara che agli eventi connessi, i grandi nomi dell’atletica. Insomma, l’obiettivo è quello di portare l’evento romano a un livello “tecnico pari o superiore a quello delle più importanti maratone mondiali”. 

Ovviamente, a fianco alle motivazioni ufficiali ce ne sono altre ufficiose ma non meno importanti: vero che il Comune formalmente non paga nulla ma fra la sponsorizzazione di Acea e gli interventi di Ama, Atac e Vigili Urbani il “peso economico” dell’Amministrazione capitolina c’è e si sente bene. 
E, nell’ottica grillina questo “peso” del Comune non può essere dato con affidamento diretto
Che poi, incidentalmente, Castrucci sia uomo politicamente trasversale (è nota la sua amicizia anche con l’attuale presidente del Consiglio comunale, il grillino Marcello De Vito) ma da sempre considerato molto vicino al Pd sarà certamente un elemento collaterale. 
Quindi, il 6 dicembre la Raggi - dopo il lavorìo certosino dell’assessore allo Sport, Daniele Frongia, che ne ha riscoperto l’esistenza - convoca il Comitato Promotore della Maratona internazionale di Roma, che si riunisce il 13 e il 22 dicembre e che vede attorno al tavolo i vertici della Federazione italiana di Atletica leggera (Fidal) e il Campidoglio. 
Comitato che si riunì l’ultima volta nel 2005, Veltroni sindaco, all’epoca assegnando all’epoca a Castrucci l’organizzazione dell’evento e mai più riconvocato, né da Veltroni, né da Alemanno, né da Marino, ognuno dei quali semplicemente prorogò di anno in anno l’affidamento diretto. Tanto che dagli organizzatori della Maratona filtrano anche notizie circa il possesso di marchi, loghi e titoli sportivi con i quali sarebbero pronti a dare battaglia per bloccare il bando. Bando cui, per altro, gli attuali organizzatori potrebbero non partecipare per mancanza di alcuni requisiti. 
Questa possibile esclusione dal bando degli attuali (e storici) organizzatori aprirebbe le porte per un boccone piuttosto succulento, fra 3,5 e 4 milioni di euro a edizione: si vocifera
che in Campidoglio siano già state avanzate manifestazioni di interesse a organizzare l’edizione 2019 della Maratona da parte di RCS, l’editrice della Gazzetta dello Sport e che, guarda caso, ha appena chiuso gli accordi per il Giro d’Italia a Roma e che collabora con l’organizzazione della mezzamaratona Roma-Ostia; poi ancora, sia gli organizzatori della Maratona di Berlino che quelli di Parigi e, infine, un'azienda romana, la “Purosangue” guidato da Massimiliano Monteforte, già responsabile dei top runners di Maratona di Roma. 
L’eventuale ricorso di Castrucci, però, in caso di accoglimento, metterebbe a rischio il bando. Ecco, quindi, che come già accaduto per alcuni impianti sportivi a Caracalla, l’assessore Frongia avrebbe in mano l’asso: affidamento diretto sì ma solo a strutture terze di garanzia. Ad esempio la Fidal stessa che potrebbe o gestirla direttamente o affidarla a un advisor, magari quella Infront (sì, la stessa dei diritti tv sui campionati di calcio) che ha già svolto lo stesso ruolo per la recente prima edizione della mezzamaratona Via Pacis, dello scorso settembre.