*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Luca Bergamo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luca Bergamo. Mostra tutti i post

mercoledì 5 febbraio 2020

SENSORI ANTISISMA IN CAMPIDOGLIO


Per ora si tratta solo di sensori: 6 posizionati nell’Esedra del Marco Aurelio e due in altre sale interne al Palazzo dei Conservatori e servono a fornire informazioni in tempo reale sullo stato degli edifici, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei parametri strutturali più significativi come deformazioni, variazioni di umidità, temperatura, inclinazioni, e via dicendo. Nel futuro questa tecnologia potrebbe essere utilizzata non solo sul monitoraggio dei palazzi e dei monumenti ma anche sui mezzi di trasporto pubblici per installare telecamere di sicurezza ad altissima definizione e per riuscire a regolare l’”onda verde” sulle corsie preferenziali per bus e tram e su le opere di ingegneria civile più delicate come ponti e viadotti. 
È la tecnologia 5G - quella che ha contribuito a innalzare il livello della tensione fra gli Stati Uniti e la Cina e che ai 5Stelle è particolarmente cara - che ieri è stata presentata in Campidoglio durante un incontro in cui sono state presentate le prime applicazioni del 5G frutto di un accordo fra Roma Capitale, Fastweb e ZTE, con il supporto dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Posizionati nel Palazzo dei Conservatori, uno dei tre palazzi del Campidoglio e sede dei Musei Capitolini, i sensori utilizzano i dispositivi del “sistema microelettromeccanico” cioè componenti elettronici di misure inferiori al millimetro e sono in grado di  registrare oscillazioni davvero minime. 
A presentare le novità, sono stati Luca Bergamo, vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale; Massimo Bugani, capostaff del sindaco Virginia Raggi con delega all’Innovazione; Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Capitolini; Hu Kun, amministratore delegato di Zte Italia; Andrea Lasagna, Chief Technology Officer di Fastweb; e Alberto Calcagno e Fabio Graziosi, professori del dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'informazione e Matematica dell'Università de L’Aquila. 
Per il vicesindaco Bergamo: “Il 5G arriva a Roma applicato al patrimonio culturale. Con la città e l'amministrazione siamo aperti ad accogliere questo uso intelligente della tecnologia che ci aiuterà a gestire i nostri beni storici”. Bugani ha invece annunciato che "in chiave 5G stiamo lavorando per un'applicazione su Atac e sulla realizzazione di alcune piazze smart altamente digitalizzate”. 
Per Lasagna di Fastweb “Siamo orgogliosi di essere ancora una volta al fianco di Roma Capitale e mostrare le straordinarie potenzialità del 5G". Per Hu Kun (ZTE) "questa collaborazione con Fastweb e Univaq è motivo di soddisfazione, un perfetto connubio tra la nuova tecnologia e il patrimonio storico”.


sabato 9 febbraio 2019

LA GIUNTA OTTOVOLANTE: NONO ASSESSORE ALL'ADDIO


Ormai, più che elencare chi se ne va, si fa prima a indicare chi è ancora al suo posto: la Giunta Raggi pare sempre più una giostra, chi entra, chi esce, chi sale e chi scende. Dei dieci, Sindaco compresa, che si insediarono al suono delle trombe della vittoria, il 7 luglio 2016, ne sono rimasti solo cinque, per altro neanche tutti nelle stesse posizioni. Daniele Frongia era vicesindaco e assessore allo Sport. Dopo la crisi Muraro/Marra e il conflitto con Berdini, Frongia viene retrocesso, perdendo il ruolo di viceRaggi a favore dell’assessore alla Cultura, Luca Bergamo, anch’egli uno della prima ora. Ai loro posti originari rimangono Flavia Marzano (semplificazione) Laura Baldassarre (sociale) e Linda Meleo (trasporti). Fine.
Poi si passa a registrare: polka veloce per il primo assessore al Bilancio, Marcello Minenna, rimasto in carica poche settimane. Ancor più rapida la carriera del suo successore ai conti capitolini, Raffaele De Dominicis, praticamente assessore la mattina, rimosso la sera. Ancora: terzo assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo, finisce tritato nello scontro sul concordato preventivo Atac e deve lasciare per l’attuale Gianni Lemmetti. Gli assessori finiti nel tritacarne della lotta fra bande interna al gruppo 5Stelle sono molti: Paolo Berdini sullo Stadio della Roma ma licenziato per la sua improvvida intervista a La Stampa, sostituito all’Urbanistica da Luca Montuori e ai Lavori Pubblici - sì, aveva addirittura due deleghe - da Margherita Gatta; Massimo Colomban sempre su Atac e così il suo successore, Alessandro Gennaro. Adriano Meloni al commercio cade nella “congiura” delle bancarelle per essere rimpiazzato dal diafano Carlo Cafarotti. Con la Montanari, siamo a due assessori all’Ambiente che lasciano Palazzo Senatorio: la prima fu Paola Muraro, nel turbinoso dicembre 2016, quello di Marra. La Muraro, indagata per una consulenza in Ama antecedente la Giunta Raggi (indagine archiviata), venne dimissionata per rispettare il versatilissimo codice etico grillino. Ieri è toccato alla sua successora, quella Pinuccia Montanari che si presentò ai romani asserendo di non aver mai visto topi a Roma. 

Agli assessori girandole, poi, vanno sommati i funzionari sia del Campidoglio che i vertici delle partecipate. L’ultimo, in ordine di tempo, è il ragioniere generale, Luigi Botteghi, il secondo in 30 mesi, ma ci sono il capo di gabinetto, Carla Raineri, andata via quasi subito insieme a Minenna dal Bilancio, poi i due funzionari finiti nel mirino della Procura, Raffaele Marra e Salvatore Romeo.

Infine, il capitolo partecipate con le vicende Acea e Luca Lanzalone: ai vertici di Ama si sono avvicendati Stefano Bina, Alessandro Solidoro e Antonella Giglio. In Atac, Rettighieri e Brandolese, poi Bruno Rota e Manuele Fantasia.

martedì 1 maggio 2018

NIENTE BIGLIETTO PER IL PANTHEON. ALMENO FINO A SETTEMBRE


Doveva partire domani, il 2 maggio, il biglietto di ingresso di 2 euro al Pantheon, l’antico Tempio di tutti gli Dei dell’Antica Roma divenuto Basilica cristiana dove sono sepolti i Re d’Italia. E, invece, niente da fare: prima della fine dell’estate resta tutto così com’è sempre stato, gratuito. 
E non c’entrano - stando al Ministero dei Beni Culturali - le polemiche sollevate al momento dell’annuncio dell’istituzione del ticket dal vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma, Luca Bergamo. Si tratta solo di un problema burocratico: il direttore del Pantheon è andato in pensione e il Mibact, prima di procedere con il biglietto, vuole che sia individuato il nuovo responsabile del tempio edificato nel 27 dopo Cristo da Marco Agrippa, genero dell’imperatore Augusto. 
In questi giorni, forse proprio il 2 o il 3 maggio, sarà pubblicato “l’interpello” - una procedura interna all’Amministrazione con cui si scelgono, con l’esame dei curricula, i nuovi dirigenti, già usata, ad esempio, anche dalla Raggi nell’ultimo riordino delle varie posizioni di comando in Campidoglio - con il quale verranno individuati una ventina di nuovi direttori di strutture culturali non autonome (quindi niente bando internazionale) fra le quali, appunto, anche il Pantheon. 
Il bando resterà aperto per un mese, quindi almeno fino all’inizio di giugno. Dopo di che, trattandosi di una procedura interna, in tempi piuttosto brevi - una decina di giorni - dovrebbe essere nominato il nuovo responsabile della basilica che, con i suoi quasi 7,4 milioni di visitatori, risulta essere il sito museale italiano più visitato.
A quel punto inizieranno le procedure per rendere operativo il sistema di bigliettazione: al momento, il Mibact è orientato alla creazione di un ticketing diffuso. In sostanza non un luogo specifico e unico in prossimità dell’edificio, la classica biglietteria, ma la possibilità di acquisire i tagliandi di ingresso nelle edicole, nelle tabaccherie e online. 
A questo, poi, si potrebbe aggiungere anche una parte di personale del Ministero, che dovrà appositamente essere addestrato, e che, essendo “itinerante” (in modo non dissimile a quanto avviene sui treni con i controllori che fanno il biglietto a chi ne è sprovvisto) potrà fare i biglietti “volanti”. 
Lo scorso 11 dicembre, un accordo firmato tra il Vicariato e il Mibact alla presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini e del vicario per la Diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis, aveva decretato la fine della gratuità dell’ingresso al Pantheon con l’istituzione di un biglietto da 2 euro. Che, moltiplicato per i 7,4 milioni di visitatori medi annui dell’edificio, fanno un gruzzoletto di 15 milioni abbondanti che il Mibact avrebbe utilizzato per valorizzazione e tutelare il monumento. L’esercizio del culto e le attività religiose sarebbero rimaste gratuite. 
Al momento dell’annuncio, si era immediatamente dichiarato contrario il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma, Luca Bergamo: “il Governo adotta decisioni che hanno impatto sulla vita della Capitale senza cercare un accordo con chi l'amministra. Mi auguro che il ministero abbia pensato ad accantonare fondi da trasferire a Roma per coprire i costi delle misure aggiuntive di vigilanza urbana e polizia amministrativa che necessariamente deriveranno dalla formazione di code sulla piazza”.
In questo caso, niente polemiche ma solo un po’ di sana italica burocrazia. 


martedì 13 febbraio 2018

BANDO IN RITARDO, A RICHIO INIZIATIVE ALLA PELANDA


Dopo Carnevale, dopo le buche clamorose su piazza Navona, c’è un altro pezzo della città che rischia di chiudere: la Pelanda al Macro di Testaccio. Il bando per le iniziative culturali da svolgere per il 2017 “nell’ex Pelanda dei Suini” è oramai scaduto e non sembra essere pronto quello per il 2018. Anzi, per essere precisi, sembra che in Campidoglio se lo siano proprio dimenticato. 
Il bando 2017 era stato pubblicato già in ritardo, il 3 gennaio 2017, e ancora più in ritardo, il 30 gennaio, era stata istituita la commissione esaminatrice dei progetti. Progetti che, però, alla fine erano arrivati, facendo vivere nella struttura comunale una serie di iniziative di un certo rilievo: dalla mostra di opere dei pazienti del Santa Maria della Pietà, a una giornata dedicata al riciclo della carta con Marco Nereo Rotelli, da mostre personali come quella dell’artista israeliano Rafael Herman, a spettacoli, teatro, musica. 
Ora, però, il bando 2017 è concluso e del nuovo per l’anno 2018 - che per prassi dovrebbe avrebbe dovuto chiudersi al massimo entro gennaio - almeno stando ai rumors interni del Campidoglio, non c’è ancora traccia. Per cui, il risultato finale è che la Giunta di Virginia Raggi rischia di consegnare alla città, dopo l’annunciato deserto dell’ippodromo di Capannelle e la pessima prova resa con il Carnevale romano per il quale non sono previsti eventi organizzati dal Campidoglio, un altro pezzo di buio della città. A meno che, a questo punto, la gestione della Pelanda finisca per transitare dall’Assessorato allo Sport e Politiche giovanili, guidato da Daniele Frongia, a quello alla Cultura, retto dal vicesindaco Luca Bergamo

giovedì 14 dicembre 2017

ECCO IL CAPODANNO 2018


Più di mille artisti, 100 esibizioni per 24 ore ininterrotte di festa: la versione Raggi del Capodanno 2018 sarà organizzata con spettacoli teatrali, concerti, dj set, arti circensi, fuochi d’artificio. E, soprattutto, la nuova illuminazione del Palatino. Novecento mila euro il costo delle feste per il nuovo anno, il cui programma è stato presentato ieri mattina dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, e dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Luca Bergamo
Gli eventi per i festeggiamenti della notte più lunga dell’anno inizieranno alle 21.30 del 31 dicembre per concludersi alle 21 del primo gennaio 2018. Tanti gli enti culturali che parteciperanno il animeranno la manifestazione: dal Teatro dell’Opera all’Accademia nazionale di Santa Cecilia, passando per il Palaexpo, la Casa del cinema, la Casa del jazz e tanti altri ancora. 
Si parte la sera del 31 dicembre con l’evento internazionale “Roma illumina l’infinito” che trasformerà il Circo Massimo (sponsorizzato dai privati e quindi non inserito nei 900mila euro di costo) in una grande macchina scenica caratterizzata da più set, con una gigante marionetta semovente mitologica, gli artisti de ‘La Fura dels Baus’ e dj set fino a tardi. Poi fino all’alba performance, eventi e spettacoli coinvolgeranno le aree pedonali della città da piazza dell’Emporio, a ponte Garibaldi fino al Giardino degli aranci, ponte della Scienza e piazza Bocca della verità. Tra gli artsit coinvolti Abrogio Sparagna e l’Orchestra popolare italiana.
Sarà un evento indimenticabile” annuncia la Raggi che aggiunge: “quest’anno abbiamo ampliato l’area pedonale dedicata: passiamo dai 74mila metri quadri dello scorso anno ai 154mila metri quadri”.
La grande novità è la riaccensione del Palatino dopo 13 anni con un nuovo impianto permanente al led. La notte del 31 dicembre la grande area archeologica e la zona che si affaccia direttamente sul Circo Massimo si accenderà con un nuovo impianto di illuminazione definitivo studiato per valorizzare al massimo le rovine, a partire dalla Domus severiana, lo stadium, la Domus augustana, il Pedagogicum e la Domus Flavia. 
I tecnici di Acea hanno spiegato i dettagli: “Abbiamo recuperato i cavi posti dopo il 2000 e cambiato solo le lampade sostituendo quelle a iodio con quelle più moderne che usano la tecnologia al led”. 
"Una parte della festa sarà dedicata agli amatori per chi vuole fare spettacoli e cortometraggi", ha spiegato Bergamo, che ha definito l’evento 2018 "parla di poesia e emozioni ed è molto più bello del singolo grande concerto”.