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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 24 marzo 2020

CORONAVIRUS; RAGGI A ZINGARETTI: "RIAPRIRE IL FORLANINI"


Riparte il giro di valzer sul Forlanini. Dal Campidoglio è partita ieri mattina una lettera diretta al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e, per conoscenza, al ministro della Salute, Roberto Speranza. Firma: sindaco di Roma, Virginia Raggi, e presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Il che, politicamente, sottolinea come vi sia unità di intenti fra le prime due cariche della città e come la missiva sia il frutto di una decisione del Consiglio comunale.
Nel testo si allega la mozione che “l'Assemblea Capitolina ha approvato lo scorso 13 marzo” con cui “si manifesta l'acuta consapevolezza del ruolo essenziale di contrasto che sta svolgendo la sanità pubblica e della necessità che essa sia dunque potenziata”. Segue, quindi, l’elenco delle “strutture di alcuni nosocomi storici di Roma oggi dismessi” e cioè gli ospedali “Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, San Gallicano a Trastevere, San Giacomo in Augusta” come “possibili capisaldi nostra città”. Senza giri di parole, si chiede alla Regione di riaprire “queste strutture, rendendole di nuovo efficienti almeno in alcuni reparti e dotandole, in tempi urgenti, di strumenti e attrezzature indispensabili ad affrontare nell'immediato, l’epidemia in corso e per il futuro, esigenze di cura dei cittadini romani”. 
Poi una considerazione che sembra rivalutare il ruolo della sanità pubblica antecedente i tagli lineari decisi dalla presidenza Marrazzo in poi, ovvero quella Storace caratterizzatasi per l’apertura di Sant’Andrea, Tor Vergata e San Raffaele. “In questi anni, troppi presidi sanitari pubblici sono stati dismessi; si è trattato talvolta di strutture ancora efficienti o persino ristrutturate da poco. Oggi invece la realtà ci dice che dobbiamo assolutamente invertire la tendenza, dotando nuovamente il Lazio e Roma di una ricchezza sociale e di un servizio sanitario pubblico che, nel frattempo, per scelte che si sono rivelate inopportune, sono andati dispersi”. 
La lettera Raggi-De Vito spedita al governatore del Lazio, Zingaretti, e al ministro della Salute, Speranza

La mozione stata firmata dai consiglieri 5Stelle e da Stefano Fassina, di Sinistra per Roma, da Fratelli d’Italia e Lista Civica Meloni, e Lega. Contrario il Pd. 
Venerdì è prevista una seduta del Consiglio comunale, la prima in assoluto in videoconferenza per i consiglieri e trasmessa in streaming per il pubblico, con piattaforma tecnologica per il deposito di documenti da votare e procedure di voto online: un primato di funzionamento messo in piedi dalla Presidenza dell’Aula e dagli uffici tecnici in dieci giorni. La seduta sarà dedicata all’emergenza Covid ed è prevista una relazione del sindaco, Virginia Raggi. Radio Campidoglio riferisce di una Raggi molto preoccupata per la possibilità che a Roma si verifichi quanto sta drammaticamente avvenendo a Madrid o a Bergamo con un’esplosione incontrollata della pandemia. E il risentimento nei confronti della Regione Lazio - in questo senso va letta anche questa lettera a Zingaretti - è legato alla decisione di aprire piccoli centri ospedalieri dedicati al Covid invece di aprirne uno grande, tipo quello di Milano. Per altro, a differenza del capoluogo lombardo, senza avere la pressione dell’emergenza immediata ma potendo programmare. 



venerdì 10 gennaio 2020

APPLE SBARCA A VIA DEL CORSO




Era uno dei grandi “buchi neri” del centro storico di Roma, insieme all’ex Cinema Metropolitan e all’ex ospedale San Giacomo, ma fra qualche mese sarà la nuova sede del principale negozio Apple a Roma firmata dall'archistar Norman Foster. Parliamo di Palazzo Marignoli, sede, fino a qualche anno fa, di uno storico caffè, l’Aragno (poi Alemagna), dove nei primi decenni del secolo scorso si ritrovavano alcuni fra i più grandi letterati italiani dell’epoca, come, solo per citarne alcuni, Marinetti, Cardarelli, Pannunzio, Soffici, Ungaretti. A metà del 2014 il bar chiude e l’intero edificio, 22mila metri quadri, progressivamente cade in abbandono. La proprietà del palazzo, edificato fra il 1870 e il 1883, passa dalla RAS Assicurazioni alla Allianz nel 2013 e, poco dopo, iniziano costosi lavori di ristrutturazione - un investimento da decine di milioni di euro - con la totale riqualificazione dell’immobile che ha la sola facciata vincolata dalle Belle Arti, l’abbattimento di tutti i tramezzi e la redistribuzione degli spazi interni e la costruzione di un nuovo piano di rappresentanza all’attico. E se il piano terra è destinato ad ospitare negozi - il nuovo centro Apple, appunto - gli altri piani ospiteranno uffici. Fra i quali, spiccano quelli di Fox Network, 3mila metri quadri per 200 persone al terzo piano, progettati con idee innovative dalla Degw.
A piano terra la novità più rilevante sarà l’arrivo del nuovo centro Apple: 120 nuove assunzioni ma, soprattutto, addio all’abbandono e al degrado di Palazzo Marignoli.
Forse è presto per parlare di “rinascita” del centro di Roma, ma fra Zara a Palazzo Bocconi e la Rinascente a via del Tritone cambia il panorama del commercio nelle strade del centro. 
Date precise per l’apertura del centro Apple ancora non ne sono state fissate ma si parla della primavera di quest’anno. Quel che trapela è che sarà il negozio “flagship” - l’ammiraglia - del Gruppo di Cupertino, quindi sparirà la parola “store” dalla dicitura. Insieme al negozio vero e proprio, a piano terra dovrebbero trovare posto anche gli uffici romani dell’Azienda. 
All’apertura del nuovo centro, è prevista la chiusura di quello collocato all’interno del centro commerciale Roma Est i cui dipendenti saranno ricollocati negli altri store della Mela: via del Corso, appunto; poi Porta di Roma e Euroma2.
Fra i buchi da colmare, quello più indietro è l’ex Ospedale San Giacomo, chiuso nel 2008 e progressivamente abbandonato: l’eredità del cardinal Salviati (1562, lo lascia alla città ma a condizione che rimanga ospedale), i tagli alle spese sanitarie della Regione, le procedure di vendita (61 milioni il prezzo fissato giusto un anno fa) rendono davvero difficile credere a una riapertura del nosocomio, pur se, di tanto in tanto, qualche politico ne parla. 
Meno oscura, la questione dell’ex Cinema Metropolitan: dopo l’approvazione della documentazione per farne un cinema più piccolo con negozi, giusto in questi giorni il Campidoglio ha pubblicato gli atti di variante urbanistica