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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 10 marzo 2016

STADIO; ARRIVA LA FIRMA SULL'ACCORDO PARNASI/PIZZAROTTI



Si stringe sempre di più l’accordo fra il Gruppo Parnasi e il Gruppo Pizzarotti di Parma con la conseguente svolta annunciata per lo Stadio della Roma. In queste ore è alla firma un contratto preliminare - secondo quanto Il Tempo ha appreso - fra i due gruppi cui seguirà, nelle prossime giornate, la firma del contratto vero e proprio.
Chiariamo subito: Pizzarotti, almeno per ora, non entra nell’affare Stadio della Roma di Tor di Valle. Con questa nuova partnership si crea intanto una nuova società che sarà attiva nel campo delle costruzioni, degli appalti e dello sviluppo immobiliare, sia a Roma che nel resto d’Italia. Lo Stadio deve aspettare. Cosa? Innanzitutto che il progetto definitivo sia ultimato e presentato. E poi che la Regione lo approvi, sperando che la nuova maggioranza in Campidoglio non decida di cambiarlo o, peggio, di cancellarlo del tutto, così come invece ha annunciato di voler fare Virginia Raggi, candidata dei 5stelle, in caso di vittoria alle prossime comunali. 
Le trattative fra il Gruppo Pizzarotti e Luca Parnasi vanno avanti da mesi. Già a fine gennaio scorso, Il Tempo aveva anticipato le basi dell’accordo che si sta chiudendo in queste ore: maggioranza delle quote della NewCo per il gruppo di Parma mentre Parnasi sarà socio di minoranza; parte del personale proveniente da Parnasi sarà assorbito da Pizzarotti ma senza che vi sia copertura di debiti pregressi.

Obiettivo primario dell’accordo: i lavori per le due torri Eni e Wind all’Europarco Business Park, quello antistante il centro commerciale Euroma2, più le altre attività (una novantina circa) che attualmente il Gruppo Parnasi ha attive e che, a causa della sofferenza di liquidità del Gruppo dovuta alla crisi del settore immobiliare e alla esposizione debitoria con le banche (447 milioni di euro circa), languivano senza riuscire a produrre i risultati attesi. 
Pur non entrando direttamente nell’affare Stadio, però, questa nuova partnership avrà delle ripercussioni indirette su Tor di Valle: sgravando il Gruppo Parnasi da una serie di impegni che assorbivano risorse, la NewCo potrebbe liberare finanziamenti altrimenti bloccati da dedicare anche alla nuova casa dell'As Roma. 

E resta in piedi l’opzione Stadio che Pizzarotti si è garantito nell'ambito dell'intesa con Parnasi. Se e quando tutto l’iter progettuale e poi approvativo sarà completato, ci sono da costruire 978 mila metri cubi di opere private che contengono lo Stadio disegnato da Dan Meis e la nuova Trigoria, le tre Torri di Daniel Libeskind e una quindicina di edifici più bassi, il convivium. Trattandosi di opere private, quindi, sarà il privato a gestire direttamente la costruzione. Le società che stanno lavorando al progetto, come la Roma ci tiene a ricordare, sono molte e di primaria importanza: dalla Goldman Sachs alla Lend Lease alla Arup. Il presidente giallorosso James Pallotta è rientrato ieri negli States dopo una serie di incontri "strategici" a Roma,confermando la data di consegna del dossier definitivo: sarà pronto ad aprile salvo ulteriori rinvii. Considerando che la Eurnova di Parnasi ha portato “in dotazione” all’affare i terreni di Tor di Valle, vanta diritto a una quota delle costruzioni future che però va ancora quantificato. Non è affatto da escludersi, quindi, che il Gruppo Pizzarotti decida in un secondo momento di giocare anche questa partita con un ruolo di primissimo piano.

venerdì 22 gennaio 2016

STADIO AS ROMA, IL PATTO DELLA SVOLTA

Ci siamo. A giorni arriverà l’annuncio formale della joint venture fra Luca Parnasi e il Gruppo Pizzarotti di Parma. Un accordo che avrà enormi ripercussioni su Roma e potrebbe averne sul futuro Stadio di Tor di Valle.



Michele Pizzarotti
Secondo quanto Il Tempo apprende in esclusiva, l’accordo è in via di ultimazione anche se non è ancora stato formalizzato e prevede la creazione di una nuova società in cui il Gruppo di Parma avrà una netta maggioranza mentre Luca Parnasi manterrà una quota di minoranza
Luca Parnasi
Il gruppo che fa capo a Luca Parnasi negli ultimi anni, complice la crisi del settore immobiliare, si è esposto con le banche per una cifra superiore ai 400 milioni di euro (nel bilancio 2013 era indicato un indebitamento di poco superiore ai 447 milioni). 
Questa NewCo, nella quale il Gruppo Pizzarotti assorbirà parte del personale proveniente da Parnasi ma senza coprirne i debiti pregressi, si occuperà solo del settore costruzioni e partirà dalla gestione dell’Europarco Business Park, con le torri Wind e Eni, antistante il centro commerciale di Euroma2.

Ma, soprattutto, avrà un’opzione per entrare nell’affare dello Stadio di Tor di Valle. 

Poco meno di 978 mila metri cubi che contengono lo Stadio vero e proprio da 60mila posti progettato da Dan Meis, le tre torri disegnate da Daniel Libeskind; il Convivium con i suoi edifici bassi e la sua passeggiata; più le opere di interesse pubblico: tre ponti, un raccordo autostradale, il rifacimento della via del Mare/via Ostiense, la metropolitana con la nuova stazione Tor di Valle, i parcheggi. 


A quanto risulta, il management del Gruppo Pizzarotti, che non ha ancora incontrato il patron giallorosso, James Pallotta, ha visto sommariamente i rendering e i progetti, trovandoli ambiziosi

Essendo molti gli interlocutori interessati dal progetto, dalla Goldman Sachs alla Lend Lease, l’accordo sull’ingresso di Pizzarotti è ancora da definire. 

Tuttavia, considerando che la Eurnova di Parnasi, portando “in dotazione” all’affare i terreni di Tor di Valle, vanta diritto a una quota delle costruzioni future, non è affatto da escludersi che vi il Gruppo Pizzarotti vi possa giocare un ruolo di primissimo piano.



Il progetto definitivo, come oramai è stato più volte ribadito, è ancora in fase di ultimazione ma, secondo le notizie raccolte da Il Tempo, siamo oramai alla stretta finale, “a brevissimo”, come trapela senza però che vi sia una indicazione precisa della data. 
Dopo il viaggio di Parnasi a Miami insieme a molti degli uomini dello staff delle varie società impegnate nella progettazione, avvenuto proprio nei giorni della sostituzione di Garcia con Spalletti, erano trapelate come necessarie ancora tre o quattro settimane per completare tutto il dossier. Che, oramai, si sono ridotte a meno di due. 
E il Gruppo Pizzarotti, qualora l’”opzione” stadio divenisse realtà entrando quindi nell’accordo, sarebbe interessato, sempre secondo quanto si apprende, più alla costruzione della parte “privata” dell’impianto, che alle opere di interesse pubblico che vengono comunque giudicate da Parma come le infrastrutture “estremamente giuste e indispensabili” necessarie a collegare il futuro impianto al resto della città. 






Nella tarda serata di ieri, la Roma, con un comunicato ufficiale, ha annunciato di aver interrotto il rapporto con Mark Pannes, fino pochi mesi fa “braccio operativo” di Pallotta proprio per lo Stadio. “Abbiamo raggiunto un punto nel processo per lo Stadio - si legge nella nota - dove abbiamo bisogno di coinvolgere un team interamente dedicato a Roma e a Boston con esperienza del settore dello stadio per passare alla fase successiva per portare in vita questo importante progetto. Crediamo fermamente che abbiamo costruito, ora, il giusto team di esperti per consegnare il progetto per la squadra, per la città di Roma e per l’Italia nel suo complesso. Vorrei ringraziare Mark per il suo tempo e fatica e io gli auguro il meglio per il futuro“. Già la presenza di David Ginsberg e di Robert Needham all’ultimo incontro in Regione poco prima di Natale, così come anticipato da Il Tempo, aveva suscitato interrogativi in merito: “Il team del progetto, che è stato guidato da David Ginsberg nel corso degli ultimi mesi si appresta a presentare un dossier finale alla Conferenza di Servizi sotto la supervisione della Regione Lazio”.




Intanto, in attesa che il dossier definitivo prenda della Conferenza di servizi decisoria, torna a parlare dello Stadio anche l’ex assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, che attribuisce i ritardi all’incertezza politica: “Questo è un investimento privato e i privati non investono in un contesto in cui non siamo certi dei tempi di rientro”. 

mercoledì 13 gennaio 2016

DUE NUOVI ALLEATI PER LO STADIO A TOR DI VALLE



Mentre si consuma l’epilogo dell’avventura di Rudi Garcia sulla panchina della Roma, Pallotta, in questi giorni, non deve occuparsi solo dei risultati sportivi della squadra. Sul tavolo degli incontri, infatti, c’è anche un’altra partita, quella del futuro impianto di Tor Di Valle. A Miami, insieme al dg Mauro Baldissoni, infatti, sono volati anche Luca Parnasi, il costruttore romano partner della Roma in questa avventura edilizia, insieme a una delegazione di persone dello staff che sta lavorando al progetto definitivo, a partire da Mark Pannes.

L’incontro, secondo quanto si apprende, è considerato un punto di svolta definitivo nella stesura e successiva consegna del dossier Stadio al Campidoglio e alla Regione Lazio, operazione obbligatoria per dare il via alla Conferenza di Servizi finale. Insomma, dopo molto attendere e tante voci, da questo appuntamento dovrebbe uscire il via libera finale alla consegna del plico. Cosa che potrebbe avvenire nelle prossime due o tre settimane.
Anche perché sembra che sia in dirittura d’arrivo la trattativa fra Luca Parnasi e il gruppo Pizzarotti che non dovrebbe entrare solo nell’affare Stadio ma anche in altre attività che Parsitalia ha in ballo, a partire dalle Torri dell’Eur. Sarebbero in definizione in queste ultime ore proprio i dettagli sugli accordi economici di questa joint venture che potrebbe far segnare, qualora tutto andasse in porto, una grande accelerazione anche sul futuro Stadio giallorosso. Fra le grandi opere realizzate dal Gruppo Pizzarotti figurano svariati ospedali sparsi nel mondo, una parte del nodo ferroviario dell’alta velocità fra Roma e Napoli, opere idrauliche, ferroviarie, metropolitane, tanto che il Gruppo era stato interpellato anche per la Metro D di Roma come promotore.


Odore di soldi, poi, all’ampia tavolata di Pallotta di queste ore, insieme a James Pallotta siede anche David Ginsberg.
Il manager del Fenway Group, insieme a Robert Needham del Fondo Raptor, ha partecipato all'ultima visita prenatalizia in Regione con l’assessore all’Urbanistica, Michele Civita combinata grazie ai buoni uffici di Fabio De Lillo, consigliere regionale di Ncd, ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno, tifoso giallorosso e compagno di scuola di Baldissoni.  Ginsberg è uomo di alta finanza: nella sua carriera ha gestito moltissimi fondi speculativi, negli ultimi anni per la John W Henry & Co, e dal 2002 è vicepresidente dei Boston Red Sox, squadra di baseball che milita nella Major League e ha tra i soci DiBenedetto. Oggi, inoltre, Ginsberg è direttore del Liverpool FC e mantiene il suo ruolo di banchiere di investimenti, guidando il la Holding Raptor Group da lui fondata.




Si tratta, quindi, di un esperto banchiere il cui lavoro primario, al di là del mondo sportivo, è quello di reperire fondi da investire.