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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 20 febbraio 2020

NUOVA MACCHINETTA MANGIAPLASTICA


Oltre 2 milioni e 800mila bottigliette di plastica riciclate in sette mesi nelle tre stazioni metro di Cipro e San Giovanni, sulla linea A, e Piramide, sulla linea B. È questo dato che ha convinto Atac, Coripet e il Campidoglio ad ampliare l’iniziativa ‘+Ricicli +Viaggi’ - le macchinette mangiaplastica che in cambio delle bottiglie danno biglietti per il trasporto pubblico - installando nuove macchinette anche nelle stazioni Malatesta (metro C) e Anagnina (metro A).
Entro fine febbraio, altre macchinette saranno installate anche a Laurentina e San Paolo (metro B) e a marzo anche a Termini. 
L’annuncio, ieri mattina a Malatesta, da parte del sindaco, Virginia Raggi, del presidente di Atac, Paolo Simioni e del presidente di Coripet (consorzio di riciclo), Corrado Dentis.
Le nuove macchinette - Gaia il nome di quella di Malatesta - saranno più capienti (1800 bottiglie invece delle attuali 400) e limite giornaliero a 30 pezzi per singolo utente.

martedì 4 febbraio 2020

RIAPRE BARBERINI. IN USCITA


Finalmente questa mattina alle 5.30 riapre Barberini. A mezzo servizio, perché sarà solo in uscita ma, intanto, riapre. Trecentodiciannove giorni: tanti ne sono serviti ad Atac per rimettere in sesto quattro scale mobili su sei. E con 4 su 6 la stazione, per garantire la sicurezza dei viaggiatori, potrà essere utilizzabile, appunto, solo in uscita. 
Inspiegabile anche per il Campidoglio - diffuso il malumore fra i pentastellati - come mai nell’appalto tampone che Atac ha assegnato senza gara ad Otis per rimettere a posto le scale di Repubblica, Spagna e Barberini non sia stato previsto un intervento risolutivo sull’intero pacchetto delle sei scale della stazione.
Barberini aveva chiuso i battenti il 23 marzo dello scorso anno al termine di un trimestre lacrime e sangue: l’appalto che l’Atac a management grillino aveva assegnato nel 2017 per la manutenzione delle scale mobili e degli ascensori - vinto con un ribasso del 49,73% sulla base d’asta: praticamente a  metà prezzo - aveva da subito mostrato grandi limiti. Scale mobili e ascensori con sempre maggiore frequenza erano rotti e, a fronte delle rimostranze dell’utenza specialmente sui social, Atac aveva innalzato il solito muro di gomma fatto di mezze ammissioni e mezze smentite. Poi, il 25 ottobre 2018 l’incidente a Repubblica: una quarantina di cittadini russi a Roma per seguire la squadra del CSKA Mosca impegnata contro la Roma, rimangono feriti nel crollo della scala mobile. Arriva Natale 2018 e i guai si moltiplicano: Spagna e Barberini iniziano un tragicomico apri e chiudi con turisti e romani che scoprono lì per lì se le due stazioni funzionano o meno. Fino, appunto, a quel 23 marzo: cede un’altra scala mobile sotto i piedi dei passeggeri. Fortunatamente non ci sono feriti, questa volta. Ma Atac non regge più la pressione e ordina il fermo totale. Da quel momento le tre stazioni centrali della linea A - Repubblica, Barberini e Spagna - vengono chiuse. Spagna riaprirà a fine maggio, Repubblica a fine giugno. Rimane Barberini che sconta anche alcuni mesi di sequestro della stazione. I guai sulle scale mobili, però, non finiscono con la riapertura di Barberini. 
Le ultime 5 stazioni della linea A - Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini - vanno sotto la manutenzione ventennale obbligatoria. Solo che Atac non riesce a programmare per tempo i lavori e le stazioni vengono chiuse. Per il 2020 poi toccherà alla linea B dove 22 scale dovranno essere sostituite per fine vita. Anche qui, l’appalto mal fatto rischia di condannare a chiusura in entrata le stazioni di Bologna, Policlinico e Castro Pretorio.  



giovedì 9 gennaio 2020

SCALE "IMMOBILI": BALDO DEGLI UBALDI IN RIAPERTURA, BARBERINI FORSE; PER CORNELIA 14 SETTMANE


Baldo degli Ubaldi potrebbe riaprire entro un paio di giorni, Barberini forse, molto forse per fine mese ma solo in uscita, Cornelia ne avrà per 14 settimane e le opposizioni “processano” la Giunta capitolina e Atac.
Questo è quanto è emerso ieri pomeriggio durante la seduta della Commissione Mobilità dedicata al problema delle scale mobili con audizione dei vertici Atac. 
Baldo degli Ubaldi - chiusa dal 18 ottobre scorso per la obbligatoria revisione ventennale delle scale mobili - ha avuto l’ok dal Ministero delle Infrastrutture per 6 scale su 12: con metà impianti “l'apertura è consentita”, dice Gianni Nicastri, direttore di esercizio, che aggiunge: “Siamo in attesa del nulla osta tecnico che dovrebbe arrivare ad ore. La riapertura potrebbe arrivare entro un giorno dall'arrivo del nulla osta tecnico. Quindi la prima riapertura avverrà solo per l'accesso più a valle. Delle altre 6 ne rimane solo una da controllare quindi contiamo di riaprire anche l'accesso a monte subito dopo”.
Capitolo Barberini: se va bene, i lavori sulla quarta scala (quella bocciata al collaudo pochi giorni fa) potrebbero concludersi il 24 gennaio. Poi, nuovo collaudo che, se superato, potrebbe portare alla riapertura della stazione ma solo in uscita. Per riaprire in entrata occorrerà l’ok anche sulle rimanenti due scale i cui lavori, però, non sono neanche iniziati.
Per Cornelia tempi lunghi: 14 le settimane necessarie ai lavori di revisione ventennale. Tutte e cinque le ultime stazioni (Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini) hanno scale mobili ferme perché la revisione doveva esser fatta entro il 31 dicembre scorso. A Cornelia i lavori sono iniziati il 30 dicembre e, stando a quanto riferito da Atac, dureranno 14 settimane anche se si studia la possibilità di aprire anche con i cantieri in corso. 
Una situazione che nel quadrante - complici i lavori nella Galleria Giovanni XXIII e quelli sulla via Aurelia - rischiano di mandare in tilt mezza città con le opposizioni che attaccano duramente la Giunta per l’incapacità dimostrata nel coordinare e programmare i lavori. 

METRO, BARBERINI BOCCIATA, SCALE MOBILI IN TILT


Barberini metro A resta chiusa. Almeno fino a fine mese. Forse. E, quando riaprirà, sarà solo in uscita. Il problema sono sempre e ancora le scale mobili: a Barberini sono 6 e solamente 3 hanno avuto il via libera da parte dell’ufficio del Ministero. La quarta no: permangono ancora problemi al sistema frenante. Per aprire la stazione, solo in uscita, servono 4 scale funzionanti. Ecco, quindi, che a quasi un anno dalla chiusura ancora non si vede giorno. Tanto che Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti, tuona: “Siamo sconcertati. Dopo 290 giorni nulla è cambiato e la possibile riapertura slitta ancora. Per commercianti, romani e turisti dopo il danno la beffa. Ancora inefficienza e disservizi sul fronte trasporti”. Pica aggiunge: “in questi giorni di saldi è andata in scena l'ennesima figuraccia, Barberini chiusa e Spagna in tilt. Le navette sostitutive, come denunciato dalla Fiepet-Confesercenti, si sono rivelate nettamente insufficienti. Nei prossimi mesi il danno per i pubblici esercizi continuerà a crescere e il pil dell'economia cittadina scenderà in caduta libera”. Conclusione: “La Raggi batta un colpo”. 
Ci fosse solo Barberini, sarebbe un dramma solo limitato. Ma basta dare uno sguardo al sito aziendale di Atac per vedere come scale mobili e ascensori siano una delle piaghe più purulente di questa Amministrazione. Basti solo un dato: da Spagna a Battistini, un terzo della linea, ogni fermata ha almeno un impianto fermo. Con le ultime 5, Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini che hanno tutti gli impianti fermi. Banalmente: Atac non ha saputo programmare la revisione ventennale delle scale mobili e degli ascensori. Quindi, tutti fermi: Baldo degli Ubaldi e Cornelia sono chiuse, dato che sono stazioni profonde. Le altre tre sono aperte, essendo più in superficie. Ma un anziano o un portatore di handicap è totalmente tagliato fuori dall’accesso alla metro. Il tutto nel silenzio più vergognoso di Virginia Raggi, solitamente ciarliera sui social per rivendicare i suoi mirabolanti successi. Oggi, seduta di Commissione Mobilità dedicata alle scale mobili con la consigliera Svetlana Celli che chiede le “carte di Atac” per evitare l’ennesima, inutile pagliacciata.