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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Radovan Vitek. Mostra tutti i post
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mercoledì 20 maggio 2020

STADIO: SEMPRE PIÙ VICINO IL VOTO

Gli uffici comunali hanno finito. Rifatti i conti, riguardati gli espropri e i loro costi, la valorizzazione dei terreni, le opere pubbliche, siamo alle battute finali e a giorni si va dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, con la bozza finale dei documenti: variante, convenzione e relazioni.
Da Radio Campidoglio trapelano due notizie. 
La prima, il 7 maggio scorso gli uffici capitolini hanno richiesto ai proponenti, cioè Eurnova, l’effettiva identificazione dell’interlocutore. Insomma, il Comune vuole sapere chi ci sarà dall’altro lato del tavolo il giorno delle firme. La risposta è arrivata a stretto giro: Vitek. 
Il 6 maggio scorso Martin Nemeček, CEO della CPI Property Group, la società di Radovan Vitek, aveva rilasciato un’intervista al periodico ceco Ei5.cz. In quell’occasione, Nemeček sembrava aver tirato il freno sulle trattative: “La transazione è ora completamente rinviata. Non ha superato i confini delle discussioni sulle condizioni, non ci siamo mai impegnati in nulla lì. Alle condizioni finanziarie di cui abbiamo parlato, non è possibile concludere un accordo”, aveva detto.
In realtà, da subito sia lato Eurnova che lato Vitek avevano ridimensionato la portata delle affermazioni di Nemeček parlando di discorsi generali e di fraintendimenti. Atti ufficiali, ovviamente, non ci sono, ma fonti attendibili continuavano a parlare di trattative rallentate ma ancora in corso.
Ora, la risposta fornita al Campidoglio è chiara: a firmare ci sarà Vitek.

Seconda notizia: i lavori di scrittura e controllo della bozza finale della Variante e della Convenzione sono conclusi e ora si sta completando la stesura delle relazioni, prima di andare dal Sindaco.
Se non intervengono nuovi eventi a rallentare, per questa settimana è prevista una riunione tecnica che dovrebbe essere quella finale e, a stretto giro, forse anche la prossima settimana, la riunione con la Prima Cittadina

La conclusione di questa lunghissima trattativa con i privati e ancor più lunga gestazione degli atti – che gli uffici tecnici vogliono essere a prova dei possibili ricorsi che i soliti noti hanno annunciato con cadenze da ciclo lunare – è il preludio per il voto in Consiglio comunale.

Inutile prevedere date sul voto: è un esercizio sterile. Di certo c’è che raggiunti gli accordi finali sui numeri nei mesi scorsi (poco prima della pandemia e della quarantena), redatti tutti i documenti da votare, sarà difficile per la parte politica traccheggiare ed evitare il voto. 

E chissà che l’approvazione in Aula Giulio Cesare dello Stadio – quasi allo scadere del quinquennio Raggi e dopo i due anni e mezzo di Marino – non possa essere un elemento che possa contribuire a riavviare anche la trattativa per la cessione del pacchetto azionario della Roma, a oggi pista piuttosto fredda. 

mercoledì 18 marzo 2020

STADIO; SI SCRIVONO LE DELIBERE

LINK: ACCORDO FINALE DEFINITO. I TECNICI AL LAVORO SUI TESTI DA VOTARE ALLA RIPRESA DEI LAVORI IN CAMPIDOGLIO


I lavori tecnici di confronto fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Stadio della Roma sono finiti. Pochi giorni prima dell’inizio della quarantena si è svolta un’ultima seduta plenaria di tutti gli attori interessati al dossier Tor di Valle. L’accordo è stato raggiunto e, da quel momento, gli uffici comunali hanno iniziato a scrivere i testi delle delibere che dovranno essere portate al voto del Consiglio comunale. 
Un lavoro di scrittura che dovrà essere approfondito e attento: i testi delle delibere dovranno essere blindatissimi per resistere alla quantità di ricorsi che sono stati annunciati nei mesi scorsi da tutto il variegato fronte “anti stadio”.

SALE LA VALUTAZIONE DEI CONTRIBUTI DEI PRIVATI
Nell’accordo raggiunto, come già Il Tempo aveva anticipato nei mesi scorsi, è stato effettuato un riconteggio delle cifre dell’intero corpus delle opere che ha portato a un aumento della contribuzione, rispetto alle valutazioni iniziali a carico dei proponenti, legata alla valorizzazione economica delle aree. Rispetto alle previsioni iniziali, i nuovi conteggi potrebbero comportare per i proponenti una contribuzione al Campidoglio maggiore di quella inizialmente stimata e la cifra potrebbe essere non di poco superiore anche ai 20 milioni già annunciati.

IL RUOLO DI VITEK NELLE TRATTATIVE
Un elemento che ha contribuito a velocizzare molto gli accordi è venuto dagli emissari di Radovan Vitek che, di fronte a tutte le varie potenziali difficoltà, non da ultime queste sul valore aumentato della contribuzione, non solo non hanno battuto ciglio ma hanno chiaramente detto ai funzionari del Campidoglio che l’importante era giungere a una conclusione della vicenda che fosse positiva per la città, l’Amministrazione e i tifosi. 
Ora, sfruttando queste settimane di quarantena, i funzionari comunali - dell’Avvocatura, del Segretariato generale e dell’Urbanistica - stanno portando avanti, già da qualche giorno, la stesura delle delibere che dovranno essere poi votate dal Consiglio comunale. 
A ciascun funzionario è stata affidata la scrittura di una singola parte. Tutte le parti, poi, verranno riesaminate e armonizzate dai capi dei dipartimenti comunali. 
Il testo da votare è quello di variante al Piano regolatore unita alla Convenzione urbanistica. Dentro la Convenzione urbanistica, ci saranno inseriti i testi degli accordi fra il Campidoglio e la Regione Lazio sugli interventi per la ferrovia Roma-Lido di Ostia di proprietà regionale, quelli fra il Campidoglio e la Città Metropolitana per la via del Mare/Ostiense di proprietà di Palazzo Valentini e quelli fra i privati e Acea per la sistemazione del depuratore. 

L’ITER DI VOTAZIONE
Quando i testi saranno pronti, verranno prima portati in Giunta e approvati. Poi inizieranno l’esame obbligatorio da parte delle Commissioni competenti - almeno cinque: Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio - e del Municipio IX. A Commissioni e Municipio spetterà il compito di esaminare i testi ed esprimere pareri obbligatori ma non vincolanti. Completato questo passaggio (difficile meno di un mese) si andrà al voto vero e proprio in Assemblea Capitolina.

I NODI POLITICI
Se da un punto di vista tecnico Vitek e il suo approccio hanno agevolato la conclusione di una trattativa che si trascina da circa un biennio, rimane aperto il nodo politico. Le trattative per la cessione da Luca Parnasi e Radovan Vitek del pacchetto che include anche Tor di Valle e il progetto Stadio sono ferme a causa dell’emergenza Coronavirus che ha bloccato qualunque attività non essenziale. 
Nonostante la Roma continui a nutrire grande ottimismo, è difficile pensare che Virginia Raggi decida di far iniziare effettivamente l’iter di votazione - Giunta, Commissioni/Municipio e Aula - prima che il passaggio di consegne fra Parnasi e Vitek sia effettivo. 
Non a caso, prima che l’emergenza sanitaria assorbisse le attenzioni dell’Amministrazione, il Sindaco aveva deciso di fissare almeno una seduta di approfondimento fra la Giunta, i funzionari di alto grado e i consiglieri comunali di maggioranza. L’obiettivo era illustrare loro i provvedimenti prima che entrassero formalmente nell’iter di votazione con l’obiettivo di evitare l’accusa di far piovere provvedimenti dall’alto e considerare i consiglieri come dei meri esecutori di ordini e, contemporaneamente, contare i voti.

IL CONTEGGIO DEI VOTI IN AULA
Questa conta si è resa obbligatoria anche per un’altra ragione: i consiglieri comunali che votarono a favore del pubblico interesse (versione Raggi) a giugno 2017 sono chiamati a votare favorevolmente anche alle delibere di variante e convenzione che discendono dal voto del 2017. Solo che di quei 28 voti (Raggi compresa) favorevoli espressi nel 2017 ne sono rimasti effettivi solo 20. In 3 - Marcello De Vito, Paolo Ferrara e Davide Bordoni - sono rimasti invischiati nell’inchiesta penale su Parnasi e quindi dovranno astenersi e uscire dall’Aula. Poi ci sono 5 dimissionari, 4 “politici” - Nello Angelucci, Alisia Mariani, Fabio Tranchina e Valentina Vivarelli - e uno “tecnico” - Pietro Calabrese, diventato assessore alla Mobilità - cui sono subentrati Roberto Allegretti, Francesco Ardu, Carlo Maria Chiossi, Massimiliano Simonelli e Costanza Spampinato. Questi 5 non sono vincolati al voto 2017. Non contano i voti delle due espulse dal gruppo pentastellato, Cristina Grancio e Monica Montella, perché nel 2017 risultavano assenti. 
Ecco, dunque, perché il sindaco Raggi aveva deciso - prima della quarantena - di incontrare i suoi consiglieri e illustrare la complessità dei provvedimenti da votare. E perché Radio Campidoglio parlava anche di un incontro con i consiglieri di opposizione. Magari qualche voto può provenire anche dalle fila avverse.  

I TEMPI
Come l’intera vicenda Stadio ha insegnato è molto aleatorio fare previsioni già solo su Tor di Valle che abbiano un certo grado di attendibilità. Stando agli uffici, difficile pensare a meno di un mese/mese e mezzo per la redazione delle delibere. Questo porta il timing alla seconda metà di aprile per il completamento degli atti da votare. E qui ci si ferma. Troppe le altre variabili a partire dalla pandemia che possono rallentare le operazioni del passaggio Parnasi/Vitek e quelle di ripresa dell’attività politica in Consiglio comunale.
  

martedì 3 marzo 2020

A FINE MESE LA SVOLTA PER LO STADIO (?)


Il Coronavirus finisce indirettamente per sortire effetti anche sullo Stadio della Roma. Slitta, infatti, di un paio di settimane la conclusione del procedimento di cessione dell società di Luca Parnasi, transitate in Unicredit, all’immobiliarista ceco Radovan Vitek. Causa: la sospensione di tutte le varie attività a Milano. Il closing era atteso per metà marzo mentre ora la nuova data è indicativamente collocata a fine mese
Questo mentre, al contrario, il Campidoglio sta per avviare lo sprint sull’ultimo miglio
Il vicedirettore generale del Comune, Roberto Botta, infatti, aveva convocato per oggi una sessione plenaria di tutti i soggetti - pubblici e privati - che stanno lavorando sul dossier Tor di Valle. La riunione poi è stata aggiornata senza ancora aver fissato la nuova data, comunque imminente, e, stando a Radio Campidoglio, se non è l’ultima poco ci manca. In pratica, dopo che, in questi mesi di sostanziale attesa iniziata prima di Natale con l’avvio della cessione di tutto il pacchetto da Unicredit/Parnasi a Vitek, si è lavorato a microriunioni tecniche su singoli temi specifici, per completare l’intero corpus di carte, occorre almeno una riunione plenaria dove, Eurnova e Vitek, la Roma, tutti i vari uffici del Campidoglio, Acea per il depuratore, Regione per la Roma-Lido e Città Metropolitana per la via del Mare, diano il semaforo verde all’accordo finale. Dopo di che è attesa la parte politica: la riunione del sindaco, Virginia Raggi, con i suoi consiglieri per fare la conta dei voti.

sabato 15 febbraio 2020

STADIO; LA MANCANZA DI NOTIZIE GENERA MOSTRI

Da moltissimi giorni, più o meno dall’epoca dell’annuncio delle potenziali compravendite tanto della As Roma quanto del progetto Tor di Valle, si susseguono annunci più o meno attendibili.
Responsabilità primaria di queste notizie-non notizie va ascritta alla mancanza di fonti ufficiali disposte a rilasciare dichiarazioni. 
Le uniche che abbiamo, alla fine, sono quelle della As Roma ma solo perché essendo quotata in borsa è obbligata dalle norme e dalla Commissione di controllo sulla Borsa (Consob) a rendere note le informazioni sui possibili cambi societari.
Per il resto, ciascuno di noi giornalisti si affida alla proprie fonti.
Fonti che spesso giocano partite sulle quali i giornalisti hanno poca incidenza, ammesso che se ne rendano conto.

Detto questo, e vista la quantità di persone che, a ogni sussurro che contenga la parola “stadio” vengono gentilmente a bussare alla mia porta, desidero specificare quanto segue:

-       Ciascuno è libero di credere a ciò che preferisce, alla fonte, alla radio, alla testata, al collega che, a suo giudizio, è il migliore.
-       Non ho nessuna pretesa di esclusività e ci mancherebbe pure

-       Infine, cosa che ho spesso ripetuto, io rispondo delle mie fonti e dei miei articoli. Non commento notizie date da altri per due ragioni, una egoistica e una, diciamo, altruistica. Quella altruistica è che se dovessi commentare una notizia data da un collega dicendo che è falsa, esporrei il collega a una pessima figura. Quella egoistica è che, dovessi dire invece che è vera, vorrebbe dire ammettere di aver preso un buco. Cosa che non fa mai piacere. Ma ce n’è anche una terza: banalmente, se ho una notizia che verifico con estrema attenzione, la pubblico. La verifica si fa incrociando la presunta notizia con più fonti di cui si è già testata l’attendibilità. Se non ce l’ho in pagina, vuol banalmente dire che, quanto meno, a me la notizia non risulta. Ma io non so quali fonti ha il collega che la scrive. Il massimo che posso fare è, appresala, verificare con le mie fonti.

E dopo questa premessa generale, voglio evidenziare quanto io so. E lo so perché l’ho verificato col metodo di cui sopra.

1)   Ci vuole ancora tempo perché Vitek divenga a tutti gli effetti di legge il proprietario del progetto Stadio e dei terreni di Tor di Valle. Le operazioni sono lente e complesse. E, aggiungo, come nel calcio mercato un giocatore è acquistato quando viene presentato (Malcom docet), anche negli affari fino a che non c’è una firma, può sempre saltare tutto. A me risulta che ci vorrà ancora una mesata.
2)   L’accordo fra Parnasi e Vitek è stato trovato e raggiunto prima di Natale. Ma l’accordo da solo non basta. Quando si compra una casa, occorre un atto notarile. Quando si comprano società, pure. E questi atti hanno una gestazione tanto più lunga e complessa quanto più articolata è l’operazione. 
3)   Che io sappia, Vitek non ha intenzione di interrompere l’iter Stadio.
4)   Che io sappia, Friedkin non ha intenzione di interrompere l’iter Stadio per ricominciarlo da zero da un’altra parte.
5)   Come per la storia di Fiumicino, qualunque altra localizzazione del progetto significa:
a.   Ricominciare da capo l’iter
b.   Buttare tutto quel che si è fatto fino a oggi
c.    Gettare al vento un’ottantina di milioni di euro già spesi (oggi da Pallotta ma domani da Friedkin che li verserà a Pallotta)
d.   Essendo modificate le norme, l’eventuale nuovo progetto dovrà essere molto più articolato già in partenza
e.   E questi punti valgono per Fiumicino, Tor Vergata, Tor Tre Teste, Torrenova, Torre Gaia o qualunque Tor(re) vi venga in mente, Parigi o Marte
6)   Quindi, a meno che il Comune non fornisca alla Roma un motivo (rigetto di tutto) per ricominciare da un’altra parte nessuno dei soggetti vecchi e nuovi intende farlo per sport

In conclusione:

A)  Il progetto va avanti a Tor di Valle
B)  I lavori tecnici sono quasi completati ma l’ultimo miglio che manca (più politico che tecnico) dovrà attendere ancora fino al punto C)
C)   Vitek sarà effettivamente proprietario non prima di un altro mese anche se l’accordo stretto data già qualche settimana

D)  Friedkin non ha alcuna intenzione di buttare soldi e tempo dalla finestra

venerdì 14 febbraio 2020

STADIO; UN ALTRO MESE PER LA CESSIONE A VITEK


È una sorta di nuovo limbo quello in cui si trova ora il procedimento sullo Stadio della Roma: difficile che la situazione possa sbloccarsi prima di un altro mese. Se va bene, per metà marzo si riparte. La velocità lumaca è legata al passaggio di proprietà nel triangolo Parnasi-Unicredit-Vitek. Gli avvocati stanno lavorando di gran lena e, al momento, sono già state scritte e controllate oltre 600 pagine di contratti. Ma ne mancano ancora altri e, fra questi, mancherebbe ancora l’Agenzia delle Entrate che, a quanto risulta a Il Tempo, sta utilizzando ogni settimana a disposizione per accettare il piano di cessione da Parnasi a Vitek. 
Lo scorso 14 gennaio il Consiglio di Amministrazione di Unicredit ha dato il via libera all’operazione: Vitek compra dalla banca due società che erano di Parnasi, Capital Dev e Parsitalia, non interessate dal progetto Stadio, per una cifra pari a circa mezzo miliardo di euro. In più, trattando direttamente con Parnasi, Vitek rileva anche progetto e terreni di Tor di Valle per un’altra cinquantina di milioni di euro. Tre operazioni distinte ma fra loro connesse: semplificando, come in un videogioco occorre superare un livello per accedere al successivo, così è necessario che Vitek acquisisca prima Capital Dev, poi Parsitalia e, terzo step, Tor di Valle. Per farlo, però, occorre completare la ricognizione giurata (“asseverata”) di tutti i debiti e crediti di Parnasi. In pratica, tutti quei fornitori - progettisti, ingegneri, tecnici e via dicendo - che hanno un conto aperto con Parnasi devono portare le loro fatture per farle accettare dagli avvocati e dai commercialisti di Vitek. 
Le riunioni si susseguono quasi senza sosta per accelerare al massimo tutti i passaggi ma fino a che non saranno tutti completati non arriverà la conclusione formale della compravendita
In Campidoglio ovviamente è tutto fermo: gli uffici aspettano il closing per terminare i lavori e, politicamente, la Raggi e i suoi hanno altri problemi di cui occuparsi, tipo i rifiuti. Lo Stadio arriverà dopo.

mercoledì 15 gennaio 2020

STADIO, DA UNICREDIT VIA LIBERA A VITEK. GIP ANCORA NON ARCHIVIA LA RAGGI SU ESPOSTO SANVITTO


L’udienza era ieri e il giudice per le indagini preliminari, Costantino De Robbio, si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nei confronti di Virginia Raggi per la vicenda Stadio della Roma. Il procedimento era nato da un esposto dell’architetto Francesco Sanvitto e del suo Tavolo della Libera Urbanistica contro la Raggi. Per Sanvitto la Raggi avrebbe commesso irregolarità nella gestione del dossier Stadio per quanto riguarda l’iter di passaggio in Consiglio comunale della variante urbanistica. Già ad aprile 2019 la Procura aveva chiesto l’archiviazione ma il gip De Robbio l’aveva negata richiedendo un supplemento di indagine con l’audizione di due consiglieri del IX Municipio, Paolo Barros e Paolo Mancuso. Ascoltati i due e altri funzionari del Campidoglio, a fine giugno la Procura aveva chiesto nuovamente l’archiviazione per la Raggi. Ieri il Gip avrebbe dovuto decidere ma ha preso altro tempo e in Campidoglio la cosa non è stata accolta esattamente con gioia. 
Sul fronte Parnasi/Vitek, ieri si è tenuta anche la riunione del Consiglio di Amministrazione di Unicredit che ha ratificato la cessione di due società già della famiglia Parnasi, Capital Dev e Parsitalia, all’immobiliarista céco Vitek. 
Con il via libera dell’Istituto, Vitek, azionista di maggioranza di Cpi Property Group, acquisterà le due società, che dall’estate 2017 erano passate sotto il controllo della banca. Per quanto riguarda lo Stadio ed Eurnova, invece, dopo questo primo step, il passaggio della proprietà dei terreni e del progetto Tor di Valle a Vitek dovrebbe avvenire dopo il 20 gennaio quando il board di Eurnova deliberà il passaggio delle attività a Cpi Property Group. In totale Vitek dovrebbe investire fra i 400 e i 500 milioni di euro, dei quali una cinquantina per Eurnova e Tor di Valle. Stando a quanto trapela, dovrebbero trovare conferma gli accordi Roma/Parnasi anche con Vitek che dovrebbe occuparsi e gestire le aree destinate a uffici e business park mentre la Roma gestirà il terreno sul quale sorgerà il nuovo stadio e l’area commerciale
Completato il trasferimento di proprietà dovrebbero essere necessari pochi ulteriori incontri per concludere formalmente i lavori tecnici preparatori delle delibere da votare in Consiglio comunale.

giovedì 9 gennaio 2020

UN'ALTRA FIRMA PER LO STADIO


Un’altra firma verso la realizzazione dello Stadio di Tor di Valle: è quella attesa per il prossimo martedì, il 14 gennaio, fra 5 giorni, quando il CdA di Unicredit dovrebbe riunirsi e ratificare l’accordo stretto fra Luca Parnasi da una parte - con le sue società Capital Dev e Parsitalia che il 18 vedranno la seconda udienza dinanzi al tribunale fallimentare - e l’immobiliarista ceco, Radovan Vitek
Se effettivamente giungesse l’ok dell’Istituto bancario, resterebbe solo la firma dei contratti dal notaio e, a quel punto, i Parnasi sarebbero del tutto fuori dall’affaire Stadio
Con grande sospiro di sollievo da parte del Campidoglio. 
Sono giorni convulsi un po’ su tutti i fronti e, come sempre avviene in queste situazioni, si susseguono voci e notizie incontrollate: come quella di una serie di colloqui diretti fra Dan Friedkin e lo stesso Vitek o di presunte rassicurazioni in partenza da Palazzo Senatorio e dirette in Texas. Nessun riscontro. 
Al contrario, maggior certezza in Campidoglio c’è sul prosieguo dell’iter: la sospensione dei lavori e degli incontri fra i tecnici comunali e gli emissari dei proponenti, dovuta tanto alle vacanze natalizie quanto all’attesa del passaggio Parnasi-Vitek, potrebbe interrompersi nei prossimi giorni non appena dovesse giungere la formalizzazione della cessione degli asset all’immobiliarista di Brno. Nel subentrare a Parnasi, Vitek dovrebbe dar vita a una filiale italiana della sua CPI (Czech Property Investments) che subentrerà alla Eurnova (che rimarrà nelle disponibilità di Luca Parnasi) e rileverà i terreni di Tor di Valle e il progetto Stadio. Know-how nel settore delle costruzioni alla CPI non manca. Basta guardare cosa ha edificato in Costa Smeralda, al momento l’unico investimento in Italia sui 327 beni di proprietà dell’azienda: 14 ville extralusso a Borgo delle Stelle, ciascuna con piscina, terrazze e giardini.
Il vero nodo, a questo punto, è quello politico: all’arrivo dell’ufficializzazione del passaggio da Parnasi a Vitek, gli uffici tecnici del Comune potrebbero impiegare davvero pochi giorni per chiudere la pratica. Già è in corso di redazione la relazione finale da consegnare al sindaco Raggi. Poi, ci sarà la stesura delle delibere (variante e convenzioni urbanistiche) da portare prima in Giunta, poi nelle Commissioni e infine al voto in Aula. Ed è qui, almeno ora, che la situazione è meno certa: il quadro politico che può cambiare di giorno in giorno, al momento, in questo periodo, fra bilancio e rifiuti, registra una fortissima tensione in maggioranza. 

venerdì 27 dicembre 2019

LO STADIO C'È, FRIEDKIN QUASI



La doppia svolta è solo rimandata. Da una parte lo stadio di Tor Di Valle, ormai pronto a partire dopo un iter infinito e con un nuovo partner della Roma - il ceco Radovan Vitek al posto di Luca Parnasi - dall’altra la cessione delle quote di maggioranza del club.
La trattativa fra Pallotta e il gruppo Friedkin ha subìto un rallentamento, ma non si è arrestata. E ora, trascorse le feste, si avvicina il momento cruciale: chiuse tutte le due diligence, va trovata l’intesa sul prezzo finale dell’operazione valutata nel complesso intorno al miliardo di dollari inclusi i debiti della società giallorossa (circa 270 milioni di euro) e l’aumento di capitale da massimo 150 milioni di euro già deliberato e da realizzare entro il 2020. Le parti sono divise da qualche decina di milioni, Pallotta è pressato dai suoi soci che vogliono uscire e cerca di ottenere il massimo, Friedkin invece vorrebbe investire di più nella Roma e meno sul prezzo d’acquisto. E farlo il prima possibile. Un comprensibile tira e molla che entro gennaio si potrebbe risolvere positivamente.
Intanto sul fronte dossier Tor di Valle, Comune, As Roma e Eurnova, in modo congiunto, hanno deciso lo slittamento dell’annuncio da parte del Campidoglio sulla chiusura dei lavori tecnici sul progetto. Il Comune voleva più tempo per concludere le ultimissime verifiche ed Eurnova per chiudere gli accordi con Vitek il cui subentro è visto con estremo favore dal Campidoglio dato che, l’uscita di scena dei Parnasi, libererebbe le coscienze di qualche consigliere recalcitrante. Tanto che emissari di Vitek hanno già incontrato i tecnici capitolini. 
Che nel periodo natalizio - data mai ufficialmente fissata - l’annuncio fosse prossimo è confermato dal fatto che fra il sindaco Virginia Raggi, il direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, e gli assessori Luca Montuori (Urbanistica) e Daniele Frongia (Sport) è circolata, nei giorni scorsi, una bozza di comunicato che Il Tempo ha letto in anteprima. Nel testo si legge che i lavori tecnici sono in via di definizione e viene spiegato come l’inchiesta giudiziaria non abbia riguardato la procedura amministrativa. In ogni modo, la Raggi ha comandato due analisi degli atti, una delle quali è stata quella del Politecnico di Torino sul traffico conclusa con un parere «positivo». 
Nella bozza di testo, il Campidoglio avrebbe sottolineato come lo stadio sarebbe diventato un elemento catalizzatore degli interventi previsti nel Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, con annesso riferimento alle linee ferroviarie Roma-Lido e Roma-Fiumicino. A seguire, sarebbero state evidenziate le differenze tra la versione Marino e quella Raggi del progetto. L’attesa potrebbe non essere lunga: il passaggio di proprietà fra Parnasi e Vitek è quasi completato e mancano alcuni dettagli. La nuova previsione (aleatoria come le precedenti) è che da metà gennaio in poi ogni giorno possa essere quello buono per l’annuncio della cessione del progetto Stadio a Vitek e della conclusione formale di tutti i lavori tecnici. Un passaggio seguito con grande interesse anche da Friedkin, ma non è lo stadio il nodo da sciogliere con Pallotta. Perché per rendere la Roma più forte in tempi brevi, non si può attendere la costruzione dell’impianto.

domenica 8 dicembre 2019

STADIO; CAMBIO IN EURNOVA: VITEK SUBENTRA A LUCA PARNASI

Cambia il panorama dei partner del progetto Stadio della Roma: l’immobiliarista di Brno (Repubblica Ceca) Radovan Vitek, - patrimonio personale di 3,4 miliardi di dollari, 617esimo uomo più ricco del pianeta - ha, infatti, in queste ore concluso l’operazione di acquisizione da Unicredit dei debiti di due società di Luca Parnasi, la Capital Dev e la Parsitalia, per un ammontare di circa 600 milioni di euro. Nelle prossime ore, inoltre, Vitek dovrebbe rilevare anche il progetto Stadio di Tor di Valle e i terreni per una somma che può arrivare a una cinquantina di milioni. Di fatto, quindi, Vitek “copre” i vecchi debiti di Parnasi con Unicredit e ingloba il progetto Stadio da cui Luca Parnasi è ormai fuori. 


L’operazione, anticipata nelle scorse settimane da Milano Finanza e Il Sole24Ore, è stata confermata da fonti Eurnova
Ai fini del progetto Stadio c’è da capire quali saranno i prossimi passaggi societari: l’ipotesi più plausibile è che Vitek, azionista di maggioranza della CPI Property Group, dia vita a una società italiana proprio per gestire gli ultimi passaggi del dossier tanto che alcuni legali della CPI hanno già preso parte in qualità di consulenti di Eurnova agli ultimi incontri tecnici in Campidoglio.
Che la Roma sia soddisfatta di questo esito societario non è un mistero: al di là dei problemi giudiziari personali di Parnasi, la sua Eurnova era in una cronica crisi di liquidità tanto che lo stesso Pallotta aveva messo in conto l’ipotesi di rilevare terreni e progetto. La Eurnova di Vitek, al contrario, sarebbe un partner di estrema affidabilità economica con un patrimonio societario di 7,9 miliardi di dollari e proprietà in Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Francia, Italia, Svizzera, Croazia, Ungheria, Romania e Polonia.

Secondo quanto trapela, gli incontri tecnici fra i proponenti e gli staff del Campidoglio stanno oramai volgendo alla conclusione tanto che è possibile un annuncio del Comune sull’andamento dei lavori già prima di Natale

giovedì 5 dicembre 2019

ACQUIRENTE PER EURNOVA




Mentre appare sempre più prossimo l’arrivo di Friedkin nella compagine societaria della As Roma, anche per l’altro pilastro dell’affaire Stadio di Tor di Valle, la Eurnova di Luca Parnasi, sembra approssimarsi un cambiamento nella proprietà. Ormai non si tratta più solo delle voci già anticipate da Milano Finanza e Il Sole24Ore, ma per il nuovo proprietario di Eurnova siamo alla stretta finale: a rilevarla dovrebbe essere Radovan Vitek, immobiliarista nato a Brno nella Repubblica Ceca, azionista di maggioranza della CPI Property Group con un patrimonio, stimato da Forbes, in 3,4 miliardi di dollari, 617esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta. 
In casa giallorossa si vede con favore l’eventuale ingresso di Vitek. Gli accordi iniziali fra la As Roma e Eurnova prevedevano una sorta di “spartizione” dell’investimento: l’area sportiva (Stadio e Nuova Trigoria più le pertinenze) e quella commerciale per la Roma. A Eurnova il Business Park. La successiva crisi di liquidità di Eurnova e i problemi con la giustizia del suo proprietario, Parnasi, avevano spinto la Roma a prepararsi ad acquistare, per circa 110 milioni, l’intero pacchetto cioè tutti i terreni e la globalità del progetto. Se Vitek realmente rilevasse Eurnova quindi sarebbe un bel risparmio per le casse della Roma. Paradossalmente, quindi, mentre proseguono le trattative tecniche sul testo della Convenzione, con la segreta speranza di chiudere l’accordo entro fine anno, sia la Roma che Eurnova potrebbero cambiare assetti societari proprio alla fine di questo lungo percorso. Anche se in Campidoglio, versante politico, i 5Stelle sperano di continuare a classificare come “caso freddo” il dossier Stadio sperando di non doversene occupare in tempi brevi per non aumentare i problemi della disastrata Amministrazione Raggi ormai al crepuscolo.