*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Ustif. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ustif. Mostra tutti i post

domenica 2 febbraio 2020

BARBERINI PRONTA A RIAPRIRE


Finalmente, al quarto tentativo, il collaudo della quarta scala mobile di Barberini è stato superato. L’Ustif - l’ufficio del Ministero dei Trasporti cui spetta l’ultimo via libera per treni, scale mobili, ascensori - ha dato il semaforo verde. Il nulla osta non è ancora arrivato e difficilmente potrebbe arrivare nella giornata di oggi visto il giorno festivo. Ma da domani, lunedì, o al massimo martedì, potremmo finalmente rivedere passeggeri uscire da Barberini. Nel silenzio dell’Atac grillina, per altro, che, come non ha mai ufficialmente confermato i collaudi falliti così, per non smentirsi, non ha confermato neanche quello superato limitandosi a rimandare i cronisti all’Ustif. 
La stazione era stata chiusa il 23 marzo scorso, insieme a Spagna, dopo un trimestre di “apri e chiudi” iniziato subito dopo l’incidente di Repubblica - 25 ottobre 2018, una quarantina di cittadini russi feriti per il crollo di una scala mobile - e proseguito da Natale 2018 fino alla chiusura di marzo 2019 disposta da Atac per evitare ulteriori problemi. Poi, sequestro della magistratura, lavori infiniti e al rallentatore, la rescissione del contratto d’appalto da parte di Atac dopo un anno e mezzo di problemi spesso negati dall’Azienda

Ora Barberini riaprirà, al netto del giorno specifico, ma solo in uscita. Sono sei, infatti, le scale mobili presenti in una delle stazioni più profonde di tutta la linea A (Spagna è a -54 metri fra ingresso strada e livello binari; Barberini e Repubblica sono a -30) e, per rispettare le normative sulla sicurezza dei viaggiatori, con 4 scale funzionanti, come sarà alla riapertura, la stazione potrà essere utilizzata solo in uscita. Per vedere gente entrare a Barberini a prendere la metro toccherà aspettare non si sa quanto. Atac, nella sua infinita e saggia preveggenza, ha dato mandato alla Otis, la società chiamata d’urgenza a mettere una pezza all’incapacità dell’azienda di fare una gara d’appalto decente, di occuparsi solo di 4 scale su 6. Per le altre due, quindi, i tempi si allungano a dismisura. Perché non è proprio stato programmato nulla, dimostrando ancora una volta come il management di nomina grillina in questi anni di serrata propaganda abbia mancato anche nei più elementari compiti. Il tutto nel mai troppo evidenziato e colpevole silenzio dell’Amministrazione comunale pentastellata: fra il sindaco, Virginia Raggi, l’ex assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e l’attuale, Pietro Calabrese - solitamente ciarlieri sui social per qualunque pinzillacchera rivendibile fuori Raccordo - non un solo accenno a scuse e chiarezza verso l’utenza.  

venerdì 10 maggio 2019

REPUBBLICA NON RIAPRIRÀ PRIMA DI LUGLIO


Sei mesi da quando Repubblica ha chiuso. E, se va bene, prima di altri due non riaprirà. In barba alle roboanti dichiarazioni che l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, aveva fatto il 10 aprile scorso a Unomattina, annunciando la riapertura di Spagna entro domenica 14 aprile e di Repubblica “prima di Pasqua” (il 21 aprile). Siamo al 10 maggio: Spagna ha riaperto i battenti l’altro ieri, 8 maggio (e già ieri, 9 maggio, una scala mobile si è subito fermata, anche se per solo una mezz’ora) e per Repubblica, altro che Pasqua: se va bene, la riavremo per Ferragosto.
Questo è quel che è emerso dalla seduta della Commissione Trasparenza, disertata dall’assessore Meleo, alla quale hanno preso parte, però, i funzionari di Atac che hanno spiegato quanto si sta facendo e il lungo, complesso e travagliato iter che ha portato l’Azienda prima a revocare l’appalto alla società di manutenzione per inadempienza e poi a correre ai ripari affidandosi alla Otis, la società costruttrice di una gran parte delle scale mobili montate nelle metro romane. 
Tra l’altro, almeno in teoria, per agosto è previsto uno stop alla linea A per lavori di ammodernamento, il che, quindi, può produrre la beffa di Repubblica che riapre e poi richiude subito insieme alla intera linea. 
Intanto, il primo aggiornamento sulle scale mobili è che Atac ha trovato finalmente la nuova società che farà manutenzione: la Schindler con cui è stato sottoscritto il contratto il 18 aprile scorso.
Poi il secondo, e in questo caso, meno lieto aggiornamento riguarda la stazione Repubblica: “Otis  ha comunicato che in 8 settimane, tra reperimento materiali originali prodotti da casa madre e posa in opera, dovremmo arrivare almeno ad una riapertura parziale. Atac in questo momento si sta facendo guidare dal costruttore, e quindi per i tempi e i lavori l'ultima parola spetta a loro”. Facendo i conti, 8 settimane significa una riapertura prevedibile per la metà di luglio. Le scale mobili si ruppero a ottobre 2018, quindi, se la scadenza di 8 settimane sarà effettivamente rispettata (ma non si tiene conto dei collaudi e dell’ultimo check dell’Ustif, l’ufficio ministeriale preposto ad avere l’ultima parola su scale mobili, impianti, treni), saranno stati necessari non meno di 8 mesi per riaprire una sola stazione metro.
Al netto delle scontate recriminazioni sulle lungaggini apparenti, va, però, specificato anche che le procedure per la revoca di un appalto sono lente e complesse e devono essere tutte quante percorse con attenzione per evitare di trovarsi a perdere un eventuale ricorso in tribunale. Vero è che Atac ha iniziato a ravvisare inadempienze e malfunzionamenti del servizio scale mobili quasi da subito, ma per poter giungere alla revoca di un appalto, occorre che si verifichino alcune condizioni reiterate nel corso del tempo: ecco perché appaiono ridicole le dichiarazioni scandalizzate di alcuni esponenti grillini che, dopo l’ultimo incidente di Barberini, avevano annunciato la revoca dell’appalto come se fosse stata decisa in pochi minuti. Ovviamente, poi, rimane aperto il quesito di come si faccia a poter accettare che un appalto si possa aggiudicare con un ribasso del 49,73% che è quanto è accaduto in questo caso, con l’appalto scale mobili ideato, gestito e assegnato da questa Amministrazione. 
Il tutto mentre per Barberini c’è il silenzio più assoluto: “Barberini risulta ancora sequestrata - hanno spiegato i funzionari di Atac - quindi lì il dialogo è da fare con altri soggetti giudiziari”. E con questi chiari di luna c’è il rischio di poter assistere alla riapertura con il prossimo Sindaco!

mercoledì 8 maggio 2019

METRO, RIAPRE SPAGNA DOPO 44 GIORNI



Tirare fuori dal frigo la prima bottiglia di italico spumante: la fermata Spagna della metro A finalmente ha riaperto i battenti. 
L’evento (quasi) storico è avvenuto ieri pomeriggio: l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, l’ormai noto Ustif, del Ministero delle Infrastrutture (competente a collaudare e dare l’ultimo ok per treni, binari, scale mobili e ascensori) ha completato le prove su tutte le scale mobili. Per il Ministero, quindi, “Atac può riaprire la stazione”. Che, pochi minuti dopo, finalmente riapre, anche se due scale mobili sono risultavano ancora ferme ieri nel tardo pomeriggio. Dopo 44 giorni consecutivi di chiusura, quindi, Spagna resuscita con 4 scale funzionanti sulle 6 esistenti. 
Poco dopo le 18, anche @infoAtac - l’account twitter dell’azienda che fornisce informazioni sui (dis)servizi quotidiani all’utenza - cinguetta: “riaperta la stazione Spagna della linea A della metropolitana. Alle ore 18, i treni hanno ripreso a fermare alla stazione Spagna. Restano, per ora, chiuse, le stazioni Repubblica e Barberini. Resta attiva, inoltre, la linea bus di supporto MA10 Termini-Flaminio”. 
Al netto dell’abituale ironia dei romani nelle risposte (“Peccato, a me piaceva il rapido Termini-Flaminio”; “Daje!! Ne mancano solo due”, “quindi per due giorni stiamo a posto”, “così? Senza avvisare? Se lo sapevo portavo le paste” e via dicendo) la speranza è che, almeno per questa volta, non si tratti di una riapertura farlocca come quella che avvenne dopo i primi disservizi registrati a Natale: nel periodo natalizio, dopo l’incidente con i tifosi russi feriti a Repubblica e la chiusura di quella stazione, Spagna e Barberini iniziarono a funzionare a singhiozzo. Tipo terno al lotto, turisti e romani non sapevano se avrebbero trovato aperte o chiuse le due stazioni. E questo giochino di aperture e chiusure random andò avanti fino alla chiusura definitiva, 45 giorni fa, di entrambe le stazioni con la creazione della Tav metropolitana fra Termini e Flaminio.
Né sono mancate le polemiche, feroci, anche grazie alle dichiarazioni del sindaco, Virginia Raggi, e di altri esponenti 5Stelle romani, come Paolo Ferrara. A dar fuoco alle polveri, in realtà, era stata l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, che, andando in tv ad Unomattina, lo scorso 10 aprile, aveva annunciato - sempre senza uno straccio di contraddittorio - l’imminente riapertura di Repubblica e Spagna prima di Pasqua. A corredo, poi, la clamorosa “scoperta” che la manutenzione delle scale mobili sembrava non essere fatta a norma ma con “fascette metalliche” invece che con la sostituzione dei pezzi. Peccato, però, che nei post e nei video del Sindaco e di altri esponenti 5Stelle romani venisse omesso che l’appalto in questione era stato creato, fatto e assegnato sotto questa Amministrazione, che il vincitore della gara si era aggiudicato l’appalto per la manutenzione con un ribasso pari al 49,73% e che i disservizi non solo erano iniziati subito ma che Atac li aveva registrati già da un anno, tanto che l’Azienda di Trasporto aveva preso la decisione di revocare l’appalto non per gli ultimi disservizi ma proprio per quelli vecchi. Con molti mesi di ritardo. 
Tutte questioni che la comunicazione social dei grillini comunali aveva riattizzato. Ora, fidando che Spagna “regga”, restano da riaprire Repubblica e Barberini, per le quali Atac non fornisce ufficialmente nessuna data. 


martedì 16 aprile 2019

LA METRO RIAPRE. ANZI NO

Era andata in tv, il 10 aprile scorso, a Unomattina su Rai1 e aveva annunciato la riapertura di Spagna entro domenica scorsa e, prima di Pasqua, anche di Repubblica. I fatti, però, raccontano di tempi molto diversi da quelli che l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, aveva detto. Per di più con il giallo del botta e risposta fra il Ministero delle Infrastrutture e Atac. Andiamo per ordine.


Ieri, seduta della Commissione Mobilità per esaminare la questione delle tre stazioni della Metro A - Repubblica, Barberini e Spagna - chiuse al servizio viaggiatori causa rottura delle scale mobili. Repubblica è chiusa da 174 giorni e le altre due da 25. In Commissione, Atac spiega la situazione. Intanto, viene ritenuta improbabile l’ipotesi del sabotaggio: ogni scala mobile è videosorvegliata h24 da due telecamere e i filmati relativi sono a disposizione della Magistratura. 
Le scale sono sostanzialmente nuove: 10 anni di vita media contro il limite di vita tecnica stabilito per legge in 30 anni, quindi siamo solo a un terzo di servizio. 
Poi, si entra nel vivo: a maggio 2017 viene stipulato il contratto per la manutenzione con la Metroroma Scarl. Nonostante gli annunci, la risoluzione del contratto non è avvenuta per gli ultimi incidenti ma, come spiegano i funzionari Atac presenti, poiché “abbiamo riscontrato nel tempo che MetroRoma non aveva rispettato alcuni lavori e parametri fissati nel contratto. A seguito delle chiusure delle stazioni, il 25 marzo, abbiamo visto la possibilità di risolvere il contratto sulla base della violazione di alcuni obblighi non rispettati da MetroRoma”. Risoluzione, per altro, neanche definitiva visto che la Metroroma Scarl continuerà a occuparsi della manutenzione fino alla conclusione delle procedure per il nuovo affidamento. 
Nel frattempo, Atac ha bussato direttamente alla Otis, forse la più importante produttrice di ascensori al mondo e fornitrice delle scale mobili di Roma: senza gara d’appalto causa l’estrema urgenza, Otis dovrà controllare e verificare 23 impianti per un anno sui 654 (fra scale mobili, ascensori e montascale) installate nella Capitale. 
Mentre le 3 Stazioni centrali della A rimangono chiuse visto che non sono dotate di scale fisse e quelle mobili non possono essere usate da ferme, Atac ha dovuto usare mezzi di superficie: 190 corse al giorno con una frequenza all’ora di punta di 6/7 minuti ma con il problema di Spagna che, essendo in area pedonale, non può essere raggiunta direttamente. 
Arriviamo alle presunte tempistiche di riapertura: per Spagna l’ipotesi è di ricominciare domani o dopodomani, giovedì, con 4 scale funzionanti su 6. Per Repubblica, nessuna data certa: Otis dovrà consegnare in settimana una relazione sullo stato degli impianti e gli eventuali interventi da effettuare. Dopo Pasqua, quindi, si potrà ipotizzare un cronoprogramma più attendibile. 
Per Barberini: la stazione è sotto sequestro da parte della Magistratura e questo esclude qualunque previsione sui tempi di riapertura. 
Veniamo al giallo. Nel corso della seduta della Commissione Mobilità, a domanda del consigliere Pd Giovanni Zannola ("su Spagna abbiamo la certezza di apertura, ma non un cronoprogramma. per le restanti due?”), i funzionari Atac rispondono: “Tra martedì e mercoledì l'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organo del Ministero delle Infrastrutture cui spetta il rilascio dell’ok finale per l’uso di ascensori, scale, tram, metro, ferrovie, ndr) ultimerà le proprie attività a seguito del lavoro preliminare fatto da Otis riguardo Spagna”.
Apriti cielo. Immediata la risposta dell’Ustif: “È assolutamente destituito di fondamento" che l'Ustif, abbia "liberato" alcune scale mobili delle stazioni della metropolitana di Roma”. Anzi, aggiunge l’Ustif: stiamo ancora aspettando da Atac tutti i documenti più volte sollecitati.
Dopo poco, la replica di Atac che parla di “equivoco” con Ustif erroneamente pronunciato al posto di Otis.