Signore e
signori, ci sono ancora 37 posti liberi.
Affrettarsi a mandare il curriculum. Non si sa mai.
Parliamo
dello staff della Giunta Marino, secondo quanto deciso dallo stesso Sindaco con
la sua Ordinanza 154/2013, che disciplina struttura e stipendi dei diretti
collaboratori di Sindaco, Vicesindaco e assessori.
Nello
specifico, Marino dice che lo staff
di un Assessore può essere di 17 persone,
11 interni e 6 esterni. Quello del Vicesindaco
di 19 persone, 12 interne e 7 esterne. Quello del Sindaco, di 29 persone, 18 interne e 11 esterne.
Fatti,
quindi, i debiti conti, su 84 posizioni da “esterno” da occupare, dato che 47 caselle
sono state già riempite, ne restano libere, appunto, 37.
STAFF
|
Interni
|
Esterni
|
TOTALE
|
Posizioni esterne occupate
|
Posizioni esterne rimanenti
|
Sindaco
|
18
|
11
|
29
|
13
|
-2
|
Vicesindaco
|
12
|
7
|
19
|
5
|
2
|
Assessore
|
11
|
6
|
17
|
|
|
per 11 assessorati
|
121
|
66
|
187
|
29
|
37
|
TOTALE GENERALE
|
151
|
84
|
235
|
47
|
37
|
In realtà, va
specificato che le assunzioni targate Giunta Marino sono 61, però l’Ordinanza
154/2013 non include l’Ufficio Stampa – e sono già 10 posizioni – ed esclude
dal novero degli “esterni” il personale comandato da altre Amministrazioni
dello Stato, come sono i 3 collaboratori del Sindaco provenienti dai ranghi del
Senato – il capo di Gabinetto, Luigi Fucito e i suoi collaboratori Maria Frati
e Giampiero Bastoncini – e il consigliere diplomatico del Sindaco, la signora
Anna Rosa Coniglio, che proviene dal Ministero degli Esteri.
Escludendo
queste posizioni, però, emerge che Marino
ha già sforato la sua
stessa ordinanza per quanto riguarda le assunzioni nel suo staff: sta
sotto di due unità, essendo 13, invece che 11, gli esterni assunti.
Il piccolo giallo del “popolo di
laureati”
C’è un piccolo giallo fra tutte le varie assunzioni fatte, fino ad oggi, da Marino.
Ed è quello dei “signori laureati”.
Spieghiamoci.
Per un esterno – cioè un assunto a tempo
determinato su chiamata diretta – vi sono tre
possibili qualifiche contrattuali:
la C – i diplomati – la D – i laureati – e la dirigenza. Ora, sugli attuali 61 assunti, solo 9 sono contrattualizzati con la categoria C, quindi diplomati.
Ma ben 38 sono contrattualizzati con
categoria D, vale a dire laureati.
La differenza
non è stratosferica: un diplomato, contrattualizzato C1 – come tutti quelli
assunti sino ad ora – riceve uno stipendio lordo annuo di base di 21mila e 75
euro al quale si aggiunge un’indennità di comparto di poco meno di 550 euro
annui, per un totale, quindi, di 21.624 euro lordi annui su 13 mensilità.
Un D1 – la
qualifica base con la quale sono stati assunti i laureati – invece, porta a
casa 23mila e 550 euro lordi annui, sempre su 13 mensilità.
La differenza
in termini numerici è di poco meno di 2mila euro lordi annui.
Qualifica
|
Stipendio (lordo annuo su 13
mensilità)
|
Indennità di comparto
|
TOTALE
|
D1
|
€
22.930,60
|
€ 622,80
|
€
23.553,40
|
C1
|
€
21.075,32
|
€ 549,60
|
€
21.624,92
|
Differenza
|
€ 1.855,28
|
€ 73,20
|
€ 1.928,48
|
Il piccolo
giallo, però, nasce da un altro fattore: nelle delibere di assunzione
normalmente un laureato viene qualificato con il titolo di Dottore o
Dottoressa. Del resto, cosa si è studiato a fare sennò? Un diplomato, invece,
non avendo altro titolo viene qualificato con il termine Signore o Signora.
Invece, nelle
delibere di Marino, su questi 38 laureati assunti, ben 24, il 63%, sono assunti
come laureati ma, nelle delibere, sono indicati con il titolo di signore o
signora. La domanda, quindi, è: si tratta di semplice sciatteria nello scrivere
le delibere – e in questo caso certo non fa onore ai funzionari che le hanno
firmate evidentemente senza leggerle – oppure fra questi 24 si nasconde qualche
diplomato per il quale è stata fatta una forzatura amministrativa?
Ufficio
|
Assunti
|
Nome
|
Qualifica
|
Assessorato Ambiente
|
TETTONI Mauro
|
Rapporti Gruppi Consiliari
|
PRETI Chiara
|
Segretaria particolare
|
CAMILLERI Riccardo
|
Comunicazione
|
Assessorato Bilancio
|
VIGLIETTI Giordano
|
Collaborazione
|
Assessorato Casa
|
PUCCINI Enrico
|
Housing sociale
|
Assessorato LLPP
|
BOSCHETTO Emiliano
|
Segretario particolare
|
Assessorato Mobilità
|
MIRABELLA Giovanna
|
Staff Assessore
|
BAGNI Flavia
|
Comunicazione
|
Assessorato Scuola
|
GRANIERI Loredana
|
Capo Segreteria
|
MICHITELLI Valeria
|
Staff Assessore
|
ORFANO Isabella
|
Staff Assessore
|
Assessorato Servizi Sociali
|
VINCENZONI Andrea
|
Capo Ufficio Staff
|
BARCELLAN Massimo
|
Supporto
|
Assessorato Sport
|
SALVIA Daniela
|
Segretaria particolare
|
Assessorato Urbanistica
|
COPPOLA Alessandro
|
Collaborazione
|
GIURA LONGO Andrea
|
Collaborazione
|
SEBASTIANELLI Sofia
|
Collaborazione
|
Gabinetto Sindaco
|
CASTAGNA Alessandro Mario
|
Coordinamento Direzioni Apicali
|
DI FRANCIA Silvio
|
Tutela diritti sociali
|
CALABRESI Alessandra
|
Ufficio di Staff
|
ORTENZI Melania
|
Ufficio di Staff
|
Vice Sindaco
|
RAFFO Romina
|
Capo Segreteria
|
SCIFO Bartolo
|
Collaborazione
|
BOSSA Nunzia
|
Comunicazione
|
Gli eterni ritorni
Ovviamente,
nello staff di Marino e dei suoi assessori, non potevano mancare gli eterni
ritorni, quelli che una posizione la trovano sempre e non sempre grazie solo
alle proprie capacità ma più spesso per le tessere di partito. Alla faccia
della selezione per curricula tanto
sbandierata da Marino in campagna elettorale!
A parte
Silvia Decina, di fatto uno dei bracci operativi del Sindaco alla quale sono
demandati anche i rapporti diretti con l’Ufficio Stampa, nota per essere stata
la segretaria di Walter Veltroni, l’elenco è abbastanza nutrito.
Silvio Di
Francia, Nicola Galloro e Enzo Foschi sono tre fra i più noti.
Il primo, Silvio Di Francia, nato a Cittaducale
(Rieti) il 16 aprile 1954, è, secondo Internet, giornalista
(programmi culturali di Radiotre) e ambientalista. È stato presidente di
Zètema, l’agenzia romana di servizi e produzione culturale, «braccio destro di Walter Veltroni, ex
campione italiano e componente della squadra nazionale di judo». Da assessore
alle Politiche culturali di Roma propose un corrimano (a sostituire i lampioni
sovraccarichi) per i lucchetti degli innamorati di Ponte Milvio e tifa per la
Lazio. Di Francia – per il quale si parla di un ritorno a Zétema – la qualifica
di assunzione è quella D1 da laureato (anche se nella delibera viene nominato
solo come “signore” e non si ravvisa traccia di laurea nei siti internet sui si
fa riferimento al suo curriculum) e il costo per l’Amministrazione è di oltre
95 mila euro l’anno, per una spesa totale nel triennio di uno spiccio meno di 224 mila euro.
Il secondo, Nicola Galloro, secondo la sua stessa
biografia, è stato un attivista politico a “Vibo
Valentia. Venuto a Roma agli inizi degli anni ’70 frequenta la facoltà di
statistica e si cimenta nelle battaglie politiche e sociali del movimento
studentesco. Appassionato di cinema e di spettacolo, lo troviamo tra gli
organizzatori, nelle file dell’Arci, di uno dei primi cineforum, lo storico
Civis alla Casa dello studente per stranieri. Si afferma giovanissimo
nell’ambito politico e sindacale, diventa dirigente del Sunia, e si occupa dei
problemi della casa e del territorio contribuendo alla stesura di tutta la
legislazione del settore di quegli anni. In prima linea nelle battaglie per
l’abbattimento delle baracche a Roma, continua ad operare attivamente, fino a
quando eletto Consigliere Comunale nel 1993, mette a disposizione tutta la sua
esperienza politica e sindacale a difesa degli sfrattati e per una più efficace
politica della casa. A parte la delibera “Nuovi Cinema Paradiso” – con la quale
viene incentivato il recupero delle sale cinematografiche impedendone il
cambiamento della destinazione d’uso – passa alle cronache durante la Giunta
Veltroni, come delegato del Sindaco alle problematiche della casa. Nel 2008
diviene consigliere provinciale a Roma, sotto la presidenza di Nicola
Zingaretti”.
Galloro si
occuperà – per l’assessore alla Casa, il piddino Ozzimo – di… casa,
naturalmente. Costo per l’amministrazione: 71mila euro nel triennio, inquadrato
come diplomato, gode però dell’”emolumento unico nella misura massima
consentita”: insomma, gli raddoppiano lo stipendio.
Saranno,
quindi, felici i cittadini romani di sapere che a gestire il problema emergenza
abitativa, torni ad occuparsene Nicola Galloro, visto che, nel 2008 – al
termine del suo incarico con la Giunta Veltroni – venne diffusa la seguente dichiarazione
da parte dell’allora assessore alla Casa, Alfredo Antoniozzi, in una seduta del
Consiglio Comunale dedicata all’emergenza casa: “Dal 2005 a oggi sono stati assegnati 1000
alloggi secondo la graduatoria delle famiglie che hanno fatto richiesta di una
casa popolare. Tutti risultano irregolari. Chi perché ha un punteggio inferiore
a 10 (punteggio massimo per l'assegnazione di un alloggio popolare, ndr), chi era senza documentazione e chi, tra gli assegnatari non
era minimamente presente nella graduatoria”. Antoniozzi aggiunse: “Sui 3.000 richiedenti alloggio popolare che
sono oggi a punti 10, a seguito della verifica effettuata dagli uffici, solo
945 risultano avere i requisiti per tale punteggio”, e cioè reddito, numero
di figli a carico, eventuali disabili.
Nello
specifico, la situazione denunciata fu questa:
nuclei
familiari originari con punti 10, in graduatoria al 31.12.2006
|
2.908
|
nuclei
familiari “consolidati” con punti 10 a seguito della revisione, in
graduatoria al 31.12.2006
|
1.107
|
|
Cause di esclusione (accertate da apposita
Commissione Tecnica)
|
nuclei familiari
|
Fascicoli
mancanti di sentenza di sfratto
|
366
|
Fascicoli
mancanti di Verbale di Immissione in Possesso immobile (V.I.P.)
|
123
|
Fascicoli
mancanti sia di sentenza sfratto e di V.I.P.
|
313
|
Soggetti
emigrati fuori dal Comune di Roma o risultati irreperibili
|
349
|
Soggetti
deceduti
|
74
|
Soggetti
risultati occupanti abusivi di alloggio E.R.P
|
20
|
Soggetti
risultati in esubero reddito rispetto a quello previsto per l’accesso
all’edilizia residenziale Pubblica
|
9
|
Soggetti
risultati assenti non giustificati alla convocazione a mezzo telegramma per
la scelta dell’alloggio
|
52
|
Totale esclusi
|
1.306
|
|
Famiglie (incluse nelle
2.908) già assegnatarie di un alloggio
|
495
|
|
Totale (1.107 + 1.306 + 495)
|
2.908
|
Il terzo è Enzo Foschi. Nato nel 1966 alla
Garbatella – sulla sua pagina facebook eretta addirittura provincia! – Foschi è entrato nel 1993 in
Consiglio comunale come più giovane eletto nelle fila dell’allora Pds. Di
carriera, il giovane Enzo – tifosissimo giallorosso quanto Di Francia supporter
biancoazzurro – ne ha fatta molta: l’ultima tornata elettorale delle regionali
2010, quelle che portarono Renata Polverini a succedere al duo Piero
Marrazzo-Esterino Montino, lo ha visto eletto nel PD. Di lui si ricorda la polemica feroce con la presidente Polverini
operata per un cancro e accusata, da Foschi, di aver occupato un intero piano
del Sant’Andrea. Una polemica condita da querela
per violazione della privacy presentata da Renata Polverini contro Foschi.
Per il non invidiabile ruolo di capo segreteria politica del Sindaco, Enzo
costerà alle casse capitoline 114mila
euro l’anno, per un totale di oltre 285mila euro da qui al 2015.
Altro nome noto
agli addetti ai lavori è quello di Francesco
Capone Leslie: avvocato, è stato già capo dipartimento al Commercio
durante l’assessorato di Daniela Valentini, giunta Veltroni. Posto che è
tornato a ricoprire adesso sempre con la Leonori. Il “peso” economico
dell’avvocato Leslie è di poco meno di 340mila euro nel triennio, inquadrato
come dirigente di I fascia e con un’indennità
di 59.400 euro comprensiva di premio di produttività che portano il suo
costo annuale a oltre 140mila euro.
Vengono,
invece, dritti dritti dallo staff di Ivan
Scalfarotto tre collaboratori
dell’assessore all’Ambiente, Estella
Marino: Edoardo Del Vecchio, Chiara
Preti e Riccardo Camilleri. La somma globale dei loro costi per
l’Amministrazione dal 2 agosto 2013 al 31 dicembre 2015 è di 229mila euro.
Nello specifico, Edoardo Del Vecchio viene assunto da diplomato – ma con un
indennità che ne raddoppia lo stipendio – a un costo di 72mila euro e spicci
nel triennio, gli altri due, assunti come laureati, a poso più di 78 mila
cadauno nel triennio.
La "figlia illustre"
C’è anche una
figlia illustre nello staff di Marino. Si tratta di Giulia Calamante, figlia di Mauro Calamante, già assessore alla
Mobilità con Veltroni, poi presidente di Atac. Le colpe dei padri non devono
ricadere sui figli, ma certo è curioso che, quando Mauro era Assessore alla
Mobilità, in Atac venne assunta la di lui compagna e di Giulia madre, Roberta
Pileri, tuttora – pare – in Atac. E la stessa Giulia, assunta come C1,
beneficia però del raddoppio dello stipendio grazie all’emolumento unico
concessale dall’assessore alle Attività Produttive, Marta Leonori, nella
“misura massima consentita”. Ridendo e scherzando, la figlia di Mauro Calamante
costa all’Amministrazione capitolina, da diplomata, quasi 69mila euro nel triennio.
Evidentemente,
grande merito di Giulia deve essere stato quello di aver appoggiato, con la lista “Se
non Marta, chi?” la stessa Leonori
durante le primarie del PD per la segreteria regionale.
Parentopoli anche da Marino?
I “social” a caro prezzo
Vi sono poi
(almeno) tre casi strani. Si tratta di tre persone assunte, come si legge nelle
relative delibere, con compiti di comunicazione con i cittadini. A domanda
specifica, viene risposto che questi tre, al di là dello scrivere anche i
discorsi per i loro assessori di riferimento e, semmai, anche per il sindaco
Marino, devono occuparsi dei “social network”.
I tre sono
Flavia Bagni – assunta come laureata ma qualificata in delibera come “signora”
– all’assessorato alla Mobilità; Nunzia Bossa – assunta come laureata ma
qualificata in delibera prima come “signora” poi come “dottoressa” – per il
vicesindaco; e Riccardo Camilleri – anche lui assunto come laureato ma
qualificato “signore” in delibera – per l’assessore all’Ambiente, Estella
Marino.
Flavia Bagni,
a quanto si apprende collocata in stanza con gli altri colleghi dell’Ufficio
stampa centrale della Giunta, costa alle casse pubbliche poco meno di 80mia
euro da agosto 2013 a dicembre 2015. Nunzia Bossa ne costa, invece, 213mila nel
triennio. Riccardo Camilleri, invece, 78mila e mezzo, sempre nel triennio.
Nessuno di
loro tre è giornalista – secondo quanto si apprende – e tutti e tre sono stati
assunti, correttamente, come staff di segreteria politica con il compito di
occuparsi di comunicazione coi cittadini e social network.
Roma Capitale
ha già uno staff, composto da interni e sotto la direzione del capo ufficio
stampa, Marco Girella, che si occupa della home page internet del Comune e
della pagina facebook. E ha anche un Ufficio relazioni con il pubblico, che ha
il compito di rispondere alle richieste dei cittadini. E ha anche un numero –
il famoso 060606 – che risponde ugualmente ai cittadini. A questi uffici –
storicamente predisposti a rispondere ai cittadini – lo scorso 10 settembre il
sindaco Marino ne ha affiancato un quarto: l’Ufficio Relazioni con i Cittadini
che potrebbe apparire francamente un ridondante doppione (molto politico) dei
precedenti tre.
Tuttavia, con
questi 4 uffici esistenti, a questo punto, sarebbe necessario capire
esattamente di cosa si occupano Bagni, Bossa e Camilleri: di quale social? Di
quale comunicazione con i cittadini?
Non pensiamo certo che si occupino delle pagine facebook o i profili twitter privati dei loro assessori di riferimento: sarebbe ben strano far pagare con soldi pubblici i facebook privati di una persona!