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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Francesco Figliomeni. Mostra tutti i post
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venerdì 11 settembre 2020

BOCCIATO IL "GOLPE" SULL'IPA



Continua il caos amministrativo dentro l’Istituto di Previdenza e Assistenza (IPA) dei dipendenti capitolini: il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima la sostituzione del collegio dei revisori.
Andiamo per ordine. L’annuncio della sentenza arriva tramite una nota del consigliere comunale della Lega, Maurizio Politi, che, commentando la decisione del Tribunale, scrive: “le decisioni arbitrarie e l’incapacità amministrativa di Raggi l’hanno spinta a emettere un’ordinanza illegittima di revoca del presidente del Collegio esponendo, quindi, l’Ipa a un incredibile danno che è gravato a ricaduta anche su tutti i dipendenti che continuano a pagare le quote togliendole dallo stipendio”.
La vicenda nasce nel 2019: Sergio Beretta presidente, Abbondio Causa e Andrea Ziruolo componenti del Collegio dei revisori, vengono cacciati anticipatamente dal loro ruolo che avrebbe avuto scadenza con la fine del commissariamento. Motivo: con l’ordinanza 100/2019, la Raggi proroga il commissario straordinario, Fabio Serini, nel suo ruolo ma interpreta questo atto come un rinnovo, quindi considera concluso il mandato dei revisori.
Il Tar invece rifila una bacchettata sulle dita del Comune e dell’Ipa. Primo punto: il commissariamento. Scrivono i giudici della seconda sezione: “la gestione commissariale costituisce uno strumento eccezionale, dalla durata necessariamente circoscritta e limitata nel tempo, finalizzato a far fronte ad una situazione di temporanea disfunzionalità dell’ente interessato mediante un’organizzazione straordinaria”. Dal 2017 al 2020 la situazione dell’Ipa appare del tutto immutata. Sul rinnovo/proroga di Serini: “un tale frazionamento della durata complessiva del commissariamento [appare] come artificiosamente preordinato a giustificare l’illegittima sostituzione dei ricorrenti”. Non solo. Aggiungono i giudici: “nel caso in cui i revisori non fossero compiacenti verso l’amministrazione, si avrebbe la possibilità di mutare il Commissario Straordinario solo per consentire la revoca dei revisori e la nomina di altri organi di controllo, maggiormente allineati”. Il risultato è condanna del Comune, illegittimità della sostituzione, nullità degli atti prodotti e risarcimento per i Revisori cacciati. 
Interviene Francesco Figliomeni, che sull’Ipa conduce una battaglia pluriennale: “Dopo le denunce sulla gestione “allegra” di Virginia Raggi, la Magistratura ci dà ragione sugli stratagemmi messi in pratica dal Campidoglio per defenestrare chi chiedeva la regolarità degli atti. Abbiamo predisposto un nuovo esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti e all’Anac. Avevamo denunciato a più riprese anche l’illegittimità degli atti emanati e ora vanno accertate le responsabilità per i danni erariali che possono ledere i giusti diritti dei dipendenti capitolini che pagano all’IPA un contributo di circa 400 euro l’anno”.


sabato 29 agosto 2020

ANCHE FARMACAP CERCA IL NUOVO DG. AD AGOSTO

Dopo Atac, anche Farmacap - l’azienda capitolina che si occupa delle farmacie comunali - pubblica sotto ferragosto un bando per cercare un direttore generale che scadrà ben oltre la fine del mandato di Virginia Raggi in Campidoglio.
E, proprio come per Atac, l’opposizione alza le barricate.
Il 6 agosto, Emiliano Mancini, attuale direttore generale di Farmacap, pubblica un bando per trovare il suo successore: 103mila euro e spicci lordi di contratto che possono arrivare, con i premi di produzione, a sfiorare i 130mila euro lordi annui, per un contratto minimo di tre anni rinnovabile di triennio in triennio.
Il Direttore di Farmacap ha come compito quello di organizzare l’azienda, razionalizzare le risorse, ottimizzare i costi e valorizzare il personale. Il bando è aperto ai laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio, Ingegneria gestionale, Farmacia, Chimica.
Si scatena Francesco Figliomeni (Fratelli d’Italia): “Abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco per capire come mai il bando viene fatto uscire in pieno agosto”. Aggiunge: “La selezione poi sembra presentare diverse criticità tra cui l’esclusione di chi ha già ricoperto l’incarico nei sei anni precedenti, criteri che potrebbero esporre l’azienda a ricorsi e lungaggini giudiziarie”. 
Già perché nel bando, a pagina cinque, viene specificato che “non possono partecipare coloro che hanno ricoperto l’incarico di Direttore Generale della Farmacap negli ultimi sei anni”.
Spiega Figliomeni: “Ci sembra veramente molto strano che in un’azienda speciale, commissariata già da molti anni, il bando, che peraltro si poteva fare tanto tempo fa, non sia stato predisposto dal Commissario straordinario bensì dal DG attuale” senza che si capisca in base a quali requisiti di merito siano stati scelti sia il Commissario che il DG.
E, quindi, “non vorremmo che in campagna elettorale venga posizionato in un altro posto strategico l’ennesimo militante 5Stelle a discapito del merito”.

sabato 8 agosto 2020

FDI: PROROGARE LO SPEGNIMENTO DELLA ZTL


Prorogare l’ordinanza di sospensione delle Zone a Traffico limitato fino al 31 dicembre”: lo chiede Fratelli d’Italia con una mozione depositata ieri in Consiglio comunale e che dovrebbe essere messa ai voti appena l’Aula riaprirà i battenti dopo la sospensione ferragostana dei lavori.
La mozione, a firma del capogruppo, Andrea De Priamo, di Giorgia Meloni e del consigliere Francesco Figliomeni, prende le mosse dalla decisione del Governo, avallata dal voto in Parlamento, di prorogare lo stato di emergenza per la pandemia da Coronavirus fino al prossimo 15 ottobre.
Al momento - spiega De Priamo - non è che a Roma, in centro, ci sia tutto questo flusso infernale di macchine che gira. Abbiamo l’economia della città e del Paese fermi, negozi e botteghe, bar e ristoranti, che sono entrati in una crisi nera. Gli aiuti di Stato nella migliore delle ipotesi sono lenti e insufficienti, quando ci sono. Noi crediamo che sia un modo per dare un segnale alla città di attenzione ai problemi economici. Anche perché non è che Atac stia funzionando in modo brillante offrendo un servizio realmente concorrenziale”.
Nel testo della mozione si legge: “numerose associazioni di categoria chiedono alle istituzioni di mettere in campo tutte le azioni possibili per il rilancio economico e cercare di recuperare almeno in parte quanto perduto” e che il Campidoglio “sta varando una serie di misure atte a limitare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria per i cittadini e i comparti produttivi al fine di delineare una strategia organica di sostegno e rilancio complessivo all’economica cittadina”. Per questo, Fratelli d’Italia chiede di “prorogare l’apertura delle ZTL del centro storico, del Tridente e di Trastevere fino al 31 dicembre” prossimo per “favorire la ripresa sociale ed economica della città agevolando gli spostamenti su tutto il territorio capitolino”.
E se è scontato il “no” del presidente della Commissione Mobilità, il grillino Enrico Stefàno, che già in passato ha polemizzato anche con il suo gruppo per la decisione del sindaco Raggi di spegnere le telecamere, un’attenzione diversa potrebbe arrivare da un altro grillino, il presidente della Commissione Commercio, Andrea Coia, che su questi temi ha posizioni meno intransigenti.
L’eventuale prolungamento dell’ordinanza Raggi che disattiva le telecamere ai varchi, però, potrebbe presentare un problema che, fino ad oggi il Campidoglio non ha saputo valutare: la gestione dei contenziosi con chi il permesso ZTL lo ha già pagato (e caro) in anticipo e che, quindi, si ritroverebbe con un pezzo di carta ormai divenuto inutile. Già in passato il problema era stato sollevato ma con un imbarazzante silenzio di risposta dal Comune che non ha saputo (o potuto) trovare una soluzione: rimborsare o prolungare la validità dei permessi già rilasciati.

lunedì 3 agosto 2020

SCOPPIA IL CASO DELL'AVVOCATURA CAPITOLINA



In Campidoglio scoppia il caso “Avvocatura capitolina”: secondo il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni, fra gli avvocati del Comune c’è una promozione quanto meno inopportuna, quella di Alessandro Rizzo alla guida del settore “Personale e Vigili Urbani”.
In un’interrogazione presentata al Sindaco - l’Avvocatura è alle dirette sue dipendenze - Figliomeni sottolinea alcune incongruenze nella nomina. 
L’avvocato Rizzo ha curato la gestione legale di alcuni ricorsi andati malissimo per il Comune. Fra questi: gli idonei non vincitori al concorso per la promozione nei Vigili hanno presentano ricorso, accolto dal Tribunale in primo grado. E l’avvocato Rizzo sbaglia i tempi per l’appello facendo diventare definitiva la sentenza. Rizzo presenta anche ricorso in Cassazione ma perde anche questo per mancanza di documenti e atti. A quel punto i ricorrenti hanno presentato ricorso al Tar per chiedere il rispetto della sentenza iniziale e ora si è in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato. Non solo. C’è una seconda carta che, a detta di Figliomeni, va considerata: un mese fa, il 10 luglio, il tribunale ha annullato il bando per le cosiddette “posizioni organizzative” dei dipendenti capitolini, dossier al quale lo stesso avvocato Rizzo ha lavorato come consulente legale.
Insomma, due dossier così importanti mal gestiti “hanno prodotto un ingente danno erariale”. Nonostante questi fatti, Rizzo è stato promosso a capo del settore “Personale e Vigili Urbani” durante l’interim di Angela Raimondo a capo dell’Avvocatura.
La replica dell’Avvocatura è in due pagine: “Rizzo è in servizio dal 2007, è Cassazionista dal 2018 ed è (ed era al momento della nomina) il più anziano tra gli Avvocati Dirigenti assegnati al Settore Lavoro, sia per anzianità di servizio assoluta che per anzianità di servizio di Settore. In 13 anni Rizzo ha affrontato oltre 7.000 contenziosi, di cui circa 2.000 in materia di diritto del lavoro con esiti, per lo più, di assoluta soddisfazione: nel 2019 ha riportato pronunce favorevoli per l’80% della cause lavoro. Per esperienza, è risultato assolutamente idoneo a ricoprire l’incarico di Responsabile del Settore Personale dell’Avvocatura a decorrere dal dicembre 2019 e non sono stati promossi ricorsi da parte di colleghi”. Nel caso specifico dei vigili, “pende appello” e sulle posizioni organizzative “il Tribunale di Roma ha pubblicato il solo dispositivo della sentenza dalla quale non si evince l’annullamento del bando”; “si è in attesa della pubblicazione delle relative motivazioni” e comunque è solo il primo grado.


lunedì 13 luglio 2020

ALL'IPA LA SAGRA DELLO SCROCCONE



Che supplì e pizzette siano buoni non c’è dubbio ma da qui a presentarli come “spese di rappresentanza” ce ne vuole. Eppure è questo quello che è accaduto all’Ipa, l’Istituto di Previdenza e Assistenza dei dipendenti capitolini.
L’Istituto, su decisione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, è commissariato dal 2017. E la Raggi ha nominato prima un commissario, Fabio Serini - entrato e uscito dall’inchiesta sulla presunta corruzione di Luca Lanzalone nell’inchiesta Rinascimento - e poi ha aggiunto anche un “sub commissario”, un vice insomma, nella persona di Vincenzo Piscitelli.
Piscitelli è stato in carica dal 30 ottobre 2017 al 25 maggio 2018. Nello stesso periodo, come Il Tempo ha già raccontato, l’IPA ha affidato ai soci di studio di Piscitelli - Pasquale Schiavo e Giuseppe Guerra, soci nella SGP con Piscitelli - quattro diverse consulenze per un totale superiore ai 55mila euro
Ora, come denuncia ancora il consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni, si scopre che oltre le consulenze, Piscitelli si è fatto anche rimborsare pizzette e supplì dalle casse dell’IPA.
Due gli elementi che Figliomeni pone in evidenza. Il primo, che Piscitelli riceve dalla Raggi un incarico con uno stipendio “onnicomprensivo, ovvero che non c’è diritto ad altro genere di rimborsi. Il secondo è che lo stipendio di Piscitelli è piuttosto consistente: stando alle carte dell’IPA, il periodo di servizio di Piscitelli è stato ricompensato con 71.838 euro e 15 centesimi, pari al 70% dello stipendio del commissario, Fabio Serini, che riceve dai fondi pubblici 102 mia 659 euro annui. 
Eppure, Piscitelli presenta all’economato dell’IPA un totale di 23 scontrini per 22 pasti (in una giornata, lunedì 15 ottobre, gli scontrini sono due ma sono riferiti allo stesso pasto). Sono tutti pranzi: bresaola e rughetta; supplì, pizze ripiene, formaggi o salumi. Il totale della spesa è economicamente poco significativo, solo 213 euro pari a una media di 9 euro e mezzo a pasto. Ma, considerando l’entità dello stipendio di Piscitelli, 71mila euro e spicci annui, e il fatto che fosse, da Ordinanza del Sindaco, un emolumento omnicomprensivo, consente a Figliomeni e al capogruppo, Andrea De Priamo, di parlare di “mercimonio di consulenze e poltrone a peso d’oro messo in atto dal M5S”.
L'Ordinanza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, di nomina a sub commissario Ipa di Vincenzo Piscitelli
Tutti gli scontrini sono stati emessi dalla stessa pizzeria che dista appena 100 metri dalla sede dell’IPA e, come detto, sono tutti pagamenti relativi a pranzi. E tutti sono stati presentati al rimborso con la motivazione di “spese di rappresentanza”. 
Attaccano De Priamo e Figliomeni: dopo quelle già presentate nei giorni scorsi all’indomani della denuncia sulle consulenze ai soci di Piscitelli, “abbiamo predisposte altre interrogazioni per chiedere chiarimenti sui rimborsi spese per numerosi acquisti di pizza e supplì dell’ex sub commissario Ipa Vincenzo Piscitelli, rimborsi non dovuti a fronte di un compenso omnicomprensivo per il suo ruolo”. 
La determinazione del commissario straordinario Ipa, Fabio Serini, di nomina di Vincenzo Piscitelli
a sub commissario con la quantificazione dello stipendio mensile 

Con questo secondo caso di utilizzo opinabile delle risorse pubbliche, da Fratelli d’Italia arriva l’affondo politico: “sindaco Raggi revochi immediatamente i vertici dell’Ipa e fornisca i dovuti chiarimenti in merito a queste consulenze che, oltre a dimostrare neanche tanto velatamente dei favoritismi personali, provocano un danno economico per le casse dell’Amministrazione capitolina”.

Tab. 1 - Riepilogo degli acquisti


















mercoledì 24 giugno 2020

ALL'IPA BALLETTO DI CONSULENZE


Piovono consulenze all’Ipa, l’Istituto (commissariato dal sindaco di Roma, Virginia Raggi) che si occupa della Previdenza e dell’assistenza ai dipendenti capitolini. La denuncia parte da Francesco Figliomeni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: “nel 2018, l’Ipa ha erogato consulenze ai soci del sub commissario”. 
E Figliomeni tira fuori le carte: la prima è l’ordinanza con cui la Raggi nomina Vincenzo Piscitelli sub commissario dell’Ipa dal 30 ottobre 2017 fino al 25 maggio 2018. 
Stando ai documenti della Camera di Commercio di Caserta, Piscitelli era socio al 33% della SGP Srl insieme a Pasquale Schiavo e a Giuseppe Guerra, tutti con la stessa quota, tutti rappresentanti dell’impresa e amministratori. 
La SGP si occupa di elaborare i dati aziendali, gestisce la contabilità, le paghe e via dicendo. 
O, meglio, gestiva perché neanche un mese dopo la scadenza dell’incarico di Piscitelli come sub commissario di Serini all’Ipa, la società viene messa in liquidazione
Veniamo alle carte di Figliomeni sulle consulenze: sono quattro, due per Guerra e due per Schiavo. 
Si parte, marzo 2018, con l’incarico a Guerra si istituire un “team specialistico sperimentale" che supporti “il commissario straordinario” nella gestione dei piani di rientro dai prestiti. Remunerazione: 9mila euro lordi dal 5 marzo al 31 maggio 2018 per 87 giorni di incarico
Due mesi dopo, a maggio 2018, tocca a Schiavo: consulente fiscale dal 20 aprile al 31 maggio con un costo lordo di 1650 euro ma con l’aggiunta di 16 euro per ogni cedolino paga dell’Ipa. 
Impossibile sapere quanti siano i dipendenti dell’Ipa (e quindi il costo totale dell’incarico): la pagina trasparenza dell’Istituto, alla voce “personale” riporta da lungo tempo la dizione ”pagina in fase di allestimento”. In totale, però, la consulenza di Schiavo costa alle generose casse dell’Ipa 2.458 euro lordi
Il 1 giugno 2018, Serini firma la proroga a Guerra con lo stesso incarico ma per 6 mesi, dal 1 giugno al 31 dicembre. Costo lordo: 25mila 376 euro. 
Nell stesso giorno Serini proroga anche l’incarico a Schiavo. Stesse mansioni, stessi costi ma con un contratto valido fino al 31 dicembre. Nella determina non è indicato il totale lordo ma in proporzione dovrebbe arrivare a 28mila 278 euro.
Da Fratelli d’Italia attaccano Figliomeni e il capogruppo Andrea De Priamo: “Oltre ad una dettagliata interrogazione e ad uno specifico accesso agli atti rivolto alla Raggi e alle più alte cariche del Campidoglio, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Anac per verificare anche eventuali ipotesi di reato oltre ai palesi conflitti di interesse”. 


Estratto dell'Ordinanza 170/2017 del sindaco Raggi di nomina di Piscitelli a sub commissario dell'Ipa

Estratto della visura camerale della società SGP Srl con i nomi dei soci

Estratto della Determina 48 del 5 marzo 2018 con l'incarico a Giuseppe Guerra

Estratto delle Determina 75 del10 aprile 2018 con l'incarico a Pasquale Schiavo

Estratto della Determina 134 del 1 giugno 2018 di proroga a Giuseppe Guerra


Estratto della Determina 137 del 1 giugno 2018 di proroga a Pasquale Schiavo
La pagina del sito istituzionale dell'Ipa (http://www.ipa.roma.it/portal/it/amministrazione_trasparente_v2.page?contentId=CAM358) dedicata al personale e "in allestimento"


sabato 13 giugno 2020

CONSULENZE D'ORO ALL'IPA



Nel prezioso mondo delle consulenze, spicca l’Istituto per la Previdenza e l’Assistenza (IPA) ai dipendenti comunali che, con due determine firmate l’11 maggio scorso da Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa, ha impegnato 12mila 261 euro per un mese di ufficio stampa (8.088,60 euro) e per organizzare le videoconferenze online (4.172,40 euro).
La prima consulenza vede destinataria Chiara Di Pietro, giornalista professionista dal 2007. A lei, Serini affida con la determina 147 dell’11 maggio, un incarico fino al 15 giugno per curare la diffusione fra gli iscritti Ipa delle misure anti Covid; supportare il commissario a presentare il bilancio (non ancora presentato) e il piano industriale 2020-2022 (non ancora presentato), più la canonica attività da ufficio stampa, cioè comunicati e rapporti con i giornalisti e social network. 
Di comunicati, nelle agenzie di stampa se ne rintraccia uno solo, del 12 maggio. Per i social, si contano sulla pagina Facebook (dal sito istituzionale non risultano altri social attivati) ben 11 post e un cambio dell’immagine di copertina. Il tutto - 35 giorni di lavoro, dall’11 maggio, data della determina, al 15 giugno - per un compenso di 6.500 euro più oneri previdenziali (130 euro) e iva (1458,60 euro) per un “importo totale omnicomprensivo di € 8.088,60 iva inclusa”.
Come Stampa Romana - commenta il segretario, Lazzaro Pappagallo - pur non esistendo dal 2007 più un tariffario minimo per le prestazioni professionali, riteniamo che quando si spendono soldi pubblici sia necessario fare bandi pubblici”.  
Lo stesso giorno, poi, Serini emana una seconda determina, la 148, con cui accetta il preventivo avanzato da un fornitore, Luca De Vita di Napoli, che per 4.172 euro e 40 centesimi, iva inclusa, si occupa di predisporre “un sistema volto ad organizzare meetings in webinar con il supporto e assistenza, suddiviso in tre fasi: attività pre-webinar, assistenza durante il webinar e attività post webinar”. 
Considerando che alle scuole elementari i bambini fanno lezione così, è certamente un’offerta “congrua” e “indispensabile”, come scrive Serini nella determina. 
Attacca a testa bassa Fratelli d’Italia che, con Francesco Figliomeni e Andrea De Priamo, parla di “favoritismi” dentro l’Ipa: “Già risultavano inspiegabili i motivi per cui, a fronte di 30.000 avvocati del foro di Roma, il commissario Serini ha scelto di incaricare legali di altre parti d’Italia corrispondendo in molti casi consulenze piuttosto cospicue; Commissario e vice si sono auto aumentati i compensi con il silenzioso avallo della Raggi e, ancora oggi, dopo tre anni, del nuovo Statuto dell’IPA non c’è traccia. Abbiamo chiesto di istituire una Commissione di indagine sull’Ipa già da un anno e ora è il momento di calendarizzarla in Consiglio”.


lunedì 8 giugno 2020

I FILOBUS IN CORTE DEI CONTI



Finisce alla Corte dei Conti la vicenda dei filobus del corridoio della mobilità Eur-Laurentina-Tor Pagnotta.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, più la consigliera Rachele Mussolini, della lista civica Meloni, hanno infatti presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per chiedere di verificare se lo stop dei filobus all’Eur configuri un danno erariale.
Parliamo di quei famosi 45 filobus, comprati all’epoca di Alemanno, e finiti al centro di un’inchiesta per presunte tangenti che vedeva coinvolto, con condanna in primo grado, l’ex Ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini (deceduto pochi giorni dopo la sentenza) e, prima inquisito poi prosciolto da ogni addebito, lo stesso sindaco Alemanno
Questi filobus - dopo anni di attesa - sono stati messi su strada dalla Giunta Raggi con gran concerto di fanfare a luglio 2019. Ma. da maggio 2020, fine delle corse: il contratto biennale per la manutenzione è scaduto. E le vetture sono rimaste nei depositi.
Solo dieci mesi perché il Campidoglio grillino - in modo simile ad altri casi, come il contratto di servizio con Roma TPL giunto alla quarta proroga e con la quinta che si avvicina - non è stato in grado di organizzare una gara d’appalto ma neanche di prorogare il contratto esistente.
Si legge nell’esposto: “sebbene fosse ampiamente nota la scadenza” del contratto di manutenzione “l’Amministrazione capitolina non ha agito prontamente né ha ritenuto di assumere provvedimenti idonei a prorogare la validità del contratto in scadenza al fine di assicurare la continuità del servizio”. Per cui, “il risultato della mancata adozione” almeno della proroga-tampone, “ha determinato la sospensione dell’esercizio dei filobus” che rimangono a marcire nei depositi mentre il Campidoglio ha aumentato del 10% il chilometraggio dell’appalto (scaduto e in proroga) con Roma TPL per compensare il “fabbisogno dovuto ai servizi aggiuntivi” post Covid.  
Il silenzio della Giunta Raggi è testimoniato anche dall’assenza di risposte da parte dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, all’interrogazione presentata da De Priamo.  
Attacca De Priamo: “La Raggi aveva rivendicato l’attivazione dei filobus ma poi non è stata in grado di garantirne il funzionamento. Con il nostro esposto vogliamo fare chiarezza su questa ennesima pagina disastrosa della "giunta cicala" che inaugura servizi che durano lo spazio di un mattino: i filobus dell'Eur come le ciclabili temporanee”.

sabato 25 aprile 2020

FASE 2 IN METRO? MEGLIO A PIEDI



Occorrerà ricalcolare tutti i tempi: 30 persone per volta, ogni tre minuti, potranno accedere alle banchine della metropolitana. Almeno così hanno provato ieri i tecnici di Atac: a San Giovanni, tre ore di sperimentazione per vedere come potrebbero funzionare gli accessi regolati nelle stazioni della metro. Inutile girarci intorno: code in rapidissima formazione e tempi che si allungano a dismisura. Se la metro è stata considerata fino ad oggi il sistema più veloce per trasportare un gran numero di persone insieme, con questo sistema diventa più rapido andare a piedi. Facile fare i conti: un treno trasporta 1.200 passeggeri. Al ritmo di 30 persone in ingresso ogni 3 minuti per riempirlo ci potrebbero volere due ore
Ieri, per circa tre ore, dalle 7 alle 10 di mattina, è stato effettuato un primo test alla stazione San Giovanni della linea A e C. All'ingresso della stazione il personale Atac controllava l'ingresso dei passeggeri mentre, per regolare i flussi, le persone sono state fatte entrare da un ingresso e uscire da un altro, così da evitare una commistione tra passeggeri in entrata e in uscita. Tra le altre misure messe in campo il posizionamento di colonnine tendi nastro, per indicare i percorsi da seguire e la chiusura del collegamento sotterraneo tra le linee A e C. Cosa quest’ultima che se ha semplificato i controlli ha anche aumentato considerevolmente. la fila.
Commentando questo test, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, su facebook, ha scritto: “è un processo che coinvolge tutti i cittadini, perché solo insieme potremo affrontare le prossime sfide con lo stesso senso civico e la responsabilità dimostrata nei giorni più difficili dell’emergenza”; l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, ha annunciato che le prove saranno ripetuteanche nei prossimi giorni per eventualmente apportare dei correttivi”. Il vicepresidente del Consiglio comunale, Francesco Figliomeni (FDI), però lancia l’allarme: “preoccupa il fatto che non siano stati pensati dei protocolli per i disabili, nel caso specifico dei ciechi e degli ipovedenti”.
La fase 2 si preannuncia comunque complicata: bus e metro contingentate ma anche regole per i negozi particolarmente stringenti. Le misure che sono al vaglio del Governo sono basate sulla metratura dei negozi di 40 metri quadri. Un negozio con una dimensione simile può far entrare un cliente alla volta e avere due addetti. Se più piccolo, il rapporto sarà un cliente e il negoziante. Se più grande, dovranno essere previsti entrate separate dalle uscite e comunque un numero contingentato di ingressi. Quasi superfluo specificarlo: guanti e mascherine per tutto il personale. Nei negozi di vendita di generi alimentari, obbligo di guanti anche per i clienti e in fila, a parte l’abituale metro di distanza da mantenere, è comunque consigliato indossare la mascherina. Altra previsione: i negozianti dovranno dotarsi di dispenser di disinfettante da porre almeno all’ingresso del negozio e, se l’ambiente è grande, ne dovranno predisporre più di uno in angoli diversi. Ancora: la disinfezione. A parte ripulire tutto, anche filtri dei condizionatori prima di riaprire, una volta ripresa l’attività sarà necessario disinfettare gli ambienti due volte al giorno utilizzando ipoclorito di sodio o etanolo per i camerini, le maniglie le vetrine e la cassa e i bagni. 
Regole a parte per parrucchieri, barbieri e saloni di bellezza: rapporto di uno a uno fra clienti e personale, riapertura fissata, per ora, fra l’11 e il 18 maggio, disinfezione obbligatoria di tutti gli strumenti usati e, quasi certamente, un maggior numero di passaggi di disinfezione rispetto ai due degli altri negozi.