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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Enrico Castrucci. Mostra tutti i post
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mercoledì 18 dicembre 2019

LA MARATONA SI VESTE DI NUOVO


Partenza e arrivo sono sempre gli stessi: via dei Fori Imperiali e Colosseo. Per il resto, la Maratona di Roma cambia pelle più o meno integralmente. Nuova la medaglia che si ispira all’interno della cupola del Pantheon, con il suo spettacolare soffitto a cassettoni e con l’”oculus” centrale. Nuovo anche il nome:  “Acea Run Rome The Marathon – Roma Capitale”. 
Nuovi (o quasi) gli organizzatori: a Italia Marathon Club di Enrico Castrucci che ha gestito da sola le precedenti 24 edizioni, il bando di gara voluto dal Campidoglio 5Stelle ha visto vincere un’associazione temporanea di imprese (Ati) composta da Infront, Corriere dello sport, Atielle e la stessa Italia Marathon club. 
A presentare alla stampa le novità dell’edizione 2020 della Maratona, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, con l’assessore allo Sport, Daniele Frongia; Michaela Castelli, presidente di Acea, main sponsor della gara; Alessandro Giacomini di Infront; Enrico Castrucci di Italia Marathon Club.
Fra le novità: la corsa Stracittadina si terrà il sabato e non, come in passato, la domenica in concomitanza alla maratona. Esordisce la “staffetta”: chi non ha nelle gambe i 42 km e spicci della maratona, potrà dividere il percorso in quattro tappe e darsi il cambio, ogni 10 chilometri, con altri 3 amici, colleghi o parenti. 
In preparazione alla gara, è già partito il programma ‘Get ready’ che prevede 18 allenamenti organizzati, da dicembre al giorno della gara, il 29 marzo, gratuiti e aperti a tutti alla presenza di coach professionisti, con tappe da ponte Milvio al centro fino ad Ostia e Centocelle con due testimonial romani come i campioni Franca Fiacconi e Giorgio Calcaterra. L’Expo-Village Acea Run Rome The Marathon, vale a dire la casa dei runner, sarà situata press il Ragusa Off, la location nata dal recupero degli immobili Atac di maggior prestigio. 
Quest’anno la maratona si rinnova – ha spiegato la Raggi – abbiamo lavorato tanto ad un bando per fare in modo che la maratona cambiasse passo per diventare un evento internazionale a tutti gli effetti. Sarà una festa di tutti e per tutti: la Run Rome The Marathon guarda al futuro, ma al tempo stesso custodisce il suo fascino unico rappresentato da un percorso che attraversa la storia di Roma e i suoi monumenti simbolo”.
Con il nuovo bando la corsa arriverà a standard qualitativi di livello europeo e internazionale - ha aggiunto l’assessore allo Sport del Comune di Roma, Daniele Frongia - In poco tempo diventerà una delle più importanti al mondo e l’obiettivo è arrivare a 20.000 iscritti nel triennio”.
Il main sponsor della gara resta anche quest’anno Acea. “Siamo felici di rinnovare il nostro impegno per un evento unico ed eccezionale – ha aggiunto la presidente Michaela Castelli – confermiamo la somma di 350.000 euro”.
Il percorso della maratona resta tra i più belli al mondo: dopo la partenza ai Fori gli atleti toccheranno alcune tra le piazze e i monumenti più noti della città: piazza del Popolo, piazza di Spagna, Piramide, San Paolo, San Pietro, ponte Milvio. E saranno 50 gli eventi sul percorso per dare ritmo a chi corre.
Roma non ha nulla da invidiare a nessuno – ha chiuso Alessandro Giacomini di Infront – e vogliamo che entri nei prossimi anni nel circuito delle più grandi maratone mondiali”.





La medaglia ispirata alla cupola del Pantheon

Il percorso della Maratona 2020


giovedì 7 marzo 2019

IL COMUNE CANCELLA LA MEZZA MARATONA


Addio alla Mezza Maratona di Roma. La gara podistica di metà giugno che, quest’anno, sarebbe giunta alla terza edizione, viene annullata. La decisione è stata annunciata da Italia Marathon Club, la società di Enrico Castrucci che, fino alla scorsa edizione, era l’organizzatore storico anche della Maratona di Roma. 
Nella nota di Italia Marathon club si legge: “la Mezza Maratona di Roma, prevista per sabato 14 giugno 2019, non si correrà. A seguito dei numerosi tentativi di richiesta del nulla osta all'amministrazione di Roma Capitale, tutti con esito negativo, l’Italia Marathon Club ha preso definitivamente atto di non avere più margini di rinvio della decisione”.
Segue una ricostruzione di quanto avvenuto nell’ultimo anno: “l'iter di richiesta di autorizzazione è partito fin dal giugno 2018, immediatamente dopo lo svolgimento dell’ultima edizione, proprio in considerazione della rilevanza dell'evento e per la particolarità della location nel centro cittadino. Nei successivi due incontri della cosiddetta "cabina di regia", formata da delegati delle istituzioni sportive e locali, si è avuto esito non favorevole con la motivazione delle "negative ripercussioni sulla viabilità", nonostante fosse stato presentato dall’Italia Marathon Club un progetto di percorso che limitasse al massimo tale criticità, e addirittura confermata la disponibilità ad un incontro (mai concesso) per valutare eventuali location alternative”.
Poi, una stoccata alla Federazione di Atletica leggera (la Fidal che è, tra l’altro, subentrata a Castrucci proprio per l’edizione 2019 della Maratona di Roma avuta dal Campidoglio in affidamento diretto in quanto Federazione sportiva): “la delibera Fidal 87/2017 in materia di organizzazione maratone e mezze maratone su suolo cittadino, uscita a ridosso della Mezza Maratona di Roma del 2017, prevede una sola maratona e una sola mezza maratona, salvo che una gara di tale distanza non si disputi da almeno 3 edizioni consecutive (la Mezza Maratona di Roma 2019 sarebbe stata appunto la terza) o salvo che l'istituzione locale (nella fattispecie Roma Capitale) non dia il nulla osta come era stato richiesto”.
Nel pomeriggio, replica del Campidoglio che prima conferma la ricostruzione degli eventi fatta da Italia Marathon Club sulla cabina di regia, poi spiega: “La delibera Fidal prevede tre mezze maratone autorizzate” ma non quella di Castrucci. Il Comune “ha deciso di non chiedere deroghe”, decisione confermata anche verso altre proposte di mezze maratone. Da ultimo hanno pesato “le relazioni negative della Polizia Locale e di Atac riguardo l’edizione 2018 della manifestazione, caratterizzata da gravissimi disagi per i cittadini con problemi legati alla circolazione stradale e alla sicurezza
Con Capannelle, Lazio Nuoto, Maratona con quasi un terzo degli iscritti in meno, anche Mezza Maratona conferma la decrescita infelice dello sport romano nell’era 5Stelle a Palazzo Senatorio.


martedì 18 dicembre 2018

MARATONA DI ROMA, PRESENTATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO


Il bando per la Maratona di Roma approda al Consiglio di Stato: Italia Marathon Club - la società di Enrico Castrucci che ha organizzato le prime 24 edizioni della corsa capitolina - ha infatti presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tar, emessa il 5 ottobre scorso, che aveva rigettato la richiesta di Castrucci di annullare il bando del Campidoglio.
Nella stessa udienza il Tar aveva anche dichiarato inammissibile un secondo ricorso contro il bando, presentato da RCS Group, che ne chiedeva l’annullamento per vizi formali. La Maratona 2019 - edizione del 25esimo anno - sarà organizzata dalla Federazione di Atletica leggera poiché il Campidoglio, al netto dei due ricorsi comunque vinti, non è riuscito a procedere con l’assegnazione della gara d’appalto.

MARATONA DI ROMA, PRESENTATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

Il bando per la Maratona di Roma approda al Consiglio di Stato: Italia Marathon Club - la società di Enrico Castrucci che ha organizzato le prime 24 edizioni della corsa capitolina - ha infatti presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tar, emessa il 5 ottobre scorso, che aveva rigettato la richiesta di Castrucci di annullare il bando del Campidoglio.
Nella stessa udienza il Tar aveva anche dichiarato inammissibile un secondo ricorso contro il bando, presentato da RCS Group, che ne chiedeva l’annullamento per vizi formali.
La Maratona 2019 - edizione del 25esimo anno - sarà organizzata dalla Federazione di Atletica leggera poiché il Campidoglio, al netto dei due ricorsi comunque vinti, non è riuscito a procedere con l’assegnazione della gara d’appalto.

martedì 2 ottobre 2018

TUTTI I "NIET" DELLA RAGGI


La madre di tutti i “no” fu il rifiuto di far correre Roma come città candidata a ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Una decisione che venne assunta da Virginia Raggi insieme all’allora suo vicesindaco, Daniele Frongia, e, dai due, illustrata alla città di fronte a una claque plaudente di grillini entusiasti. Era il settembre 2016, la Raggi si era insediata da poco ma, fra campagna elettorale e primi provvedimenti, s’era capito che arrivava una ventata di stop assoluti. Il mantra da ripetere è quello delle gare d’appalto ma è un ritornello sempre più stantio che convince solo i fan sfegatati 5Stelle sui social network, tra l’altro quasi mai residenti a Roma.
“Facciamo gare d’appalto”, “mettiamo a gara”. Almeno per gli eventi. E, così, di gara in gara, la città si è fermata. Nel mondo sportivo, la mazzata arriva con un “uno-due” micidiale: la Maratona di Roma da togliere assolutamente a Castrucci, storico organizzatore considerato troppo vicino al Partito Democratico, e il nuovo regolamento sugli impianti sportivi comunali, predisposto dal presidente della Commissione Sport, Angelo Diario.
In mezzo a questa gragnuola di colpi, ci finisce la Maratona e, subito insieme, Capannelle. La Maratona dovrà organizzarla l’ente terzo, in questo caso la Federazione sportiva di Atletica leggera (Fidal): l’ordalia punitiva nei confronti dell’organizzatore tradizionale si è arenata di fronte a un bando di gara trascinato dinanzi al Tar e, tribunale a parte, comunque con gli uffici non in grado di assegnarlo per tempo. Per cui, l’edizione 2019 - che è ancora a rischio stop visto che i giudici amministrativi ancora non si sono pronunciati - sarà salvata solo per l’intervento della Fidal che già pregusta un’assegnazione diretta dell’organizzazione anche per il 2020. 
Capannelle, poi, è un altro capolavoro. Parliamo del più grande impianto sportivo di proprietà del Campidoglio. A Capannelle ci corrono i cavalli e il gestore storico, la Hippogroup, è rimasta impigliata nelle maglie della poca avvedutezza del nuovo regolamento voluto dai 5Stelle. 
Il Regolamento prevede, a differenza di quanto avveniva in passato, che non si possano più concedere le proroghe delle concessioni in maniera (quasi) automatica sulla base delle migliorie fatte dai gestori. Quindi, mentre prima il gestore proponeva lavori di miglioria al Comune che, approvandoli, prolungava automaticamente la concessione (c’era una vera e propria tabella per queste prolungamenti), ora viene tutto azzerato. E pazienza se ci sono lavori già pagati ma bloccati per la farraginosità del meccanismo approvativo del Comune. Quindi, si apre lo scontro fra Campidoglio e Capannelle. Anche qui, ricorsi al Tar che spaventano talmente tanto gli uffici comunali che sospendono l’efficacia del provvedimento di riacquisizione dell’Ippodromo al patrimonio comunale (per metterlo poi a gara) in attesa che il Tribunale si pronunci. Intanto, però, la Hippogroup finisce automaticamente per diventare un occupante abusivo, tanto che il Ministero delle Politiche Agricole revoca le autorizzazioni a Capannelle per le corse di trotto e galoppo che, quindi, bloccano l’attività. Corsa del Campidoglio a metterci una pezza a colori, l’ennesima, con una lettera a Ministero in cui conferma la validità, fino a sentenza Tar, del possesso di Hippogroup dell’impianto.
Problemi analoghi, però, stanno per abbattersi anche su una buona fetta di palestre comunali i cui gestori, in piccolo, stanno vivendo lo stesso problema di Capannelle: investimenti già fatti, proroghe bloccate ma gare d’appalto che non partono. 
La frenesia “blocca tutto” dell’Amministrazione Raggi, però, non ha avuto effetti solo su manifestazioni sportive. I primi provvedimenti presi sono stati quelli di urbanistica. A partire dalla questione Stadio della Roma che, non appena insediatasi la Giunta Raggi, ha vissuto una vita “pubblica” (invio in Conferenza di Servizi) e una “privata” (il mancato rispetto della memoria Berdini sulla variante urbanistica). E proprio l’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, ha segnato la sua permanenza di 7 mesi in Giunta con una serie di provvedimenti di stop: Torri dell’Eur, Mercati generali, ex Fiera di Roma, Caserme di via Guido Reni. Per l’altra delega, quella ai Lavori pubblici, Berdini non è proprio pervenuto. In compenso, sono pervenute le buche, pervenute e proliferate. 

giovedì 24 maggio 2018

MARATONA DI ROMA, IL TAR RINVIA ALL'11 LUGLIO


Al ricorso di Italia Marathon Club è stato accorpato anche quello di RCS Group


Il Tar del Lazio, II sezione, ha deciso di entrare direttamente nel merito del ricorso presentato da Italia Marathon Club, la società di Enrico Castrucci che gestisce la Maratona di Roma da sempre, contro il bando, deciso dal Campidoglio, per l’affidamento con gara d’appalto della corsa podistica capitolina per le edizioni 2019-2022 (più opzione sul biennio successivo).
25 MAGGIO SCADE IL BANDO 2019-2022 
Il bando, che scade fra due giorni, il 25 maggio, quindi, sarà nel pieno delle procedure di esame delle offerte e di assegnazione del vincitore, quando il Tribunale amministrativo deciderà se ha ragione Castrucci - in estrema sintesI il Campidoglio non ha titolo per mettere la Maratona a gara - oppure l’assessorato allo Sport, guidato da Daniele Frongia, che, al contrario, ritiene giunta l’ora di interrompere le proroghe continue e affidarsi a una gara pubblica.
IL RICORSO RCS GROUP 
Oppure - ed è un po’ una sorpresa - se ha ragione RCS Group, il gruppo della Gazzetta dello Sport, organizzatore, fra l’altro, del Giro d’Italia e della Maratona di Milano. RCS ha presentato un proprio ricorso contro il bando del Campidoglio - in sintesi: bando sbagliato che favorisce Castrucci per carenze nelle clausole di assegnazione dei punteggi e mancanza di un vero piano economico-finanziario - senza chiedere al Tar l’urgenza della discussione ma che il collegio giudicante ha deciso di accorpare al ricorso principale, quello di Castrucci. 
IL CASO SI INGARBUGLIA 
La questione, quindi, si ingarbuglia. Se il Tar rigetterà i ricorsi, il Campidoglio sarà salvo: bando valido. Ma se dovesse accogliere quello di Castrucci o quello di RCS il bando sarà annullato. Anche nei corridoi della Federazione di Atletica leggera (Fidal) si inizia a prendere coscienza che l’edizione 2019, quella del venticinquennale, possa saltare e che l’idea del Campidoglio di spostare la manifestazione podistica dalla primavera all’autunno non sia in realtà una strada percorribile nonostante su questa ipotesi ci sarebbe un asse fra Frongia e il presidente Fidal, Alfio Giomi. 
I CONTENDENTI: SODDISFAZIONE PER TUTTI 
Da tutte le parti in causa bocche cucite ma trapela soddisfazione per la decisione del Tribunale: per gli organizzatori attuali, una sentenza l’11 luglio è una sentenza lampo che potrebbe entrare nel novero di quelle da giurisprudenza futura. Per il Campidoglio, è stata accolta la richiesta di rinvio della discussione sulla sospensiva cautelare per il mancato rispetto dei termini a difesa e, l’11 luglio, è una data sufficientemente lontana per affrontare bene l’udienza.  


LINK: Guerra di ricorsi sul bando del #Campidoglio per la #MaratonadiRoma Il Tar rinvia a luglio, e il caso si ingarbuglia

venerdì 18 maggio 2018

SECONDO RICORSO CONTRO IL BANDO PER LA MARATONA DI ROMA


Fra cinque giorni, mercoledì 23, il Tar dovrà decidere se accogliere la richiesta di sospensiva presentata da Italian Marathon Club, la società di Enrico Castrucci che da sempre organizza la Maratona di Roma, contro il bando predisposto dall’assessore allo Sport, Daniele Frongia, per mettere a gara d’appalto le future edizioni della corsa romana, e già arriva un secondo ricorso al Tar contro lo stesso bando. Stavolta la firma è di RCS Group, quello che organizza, fra l’altro, la Maratona di Milano e il Giro d’Italia, la Milano-San Remo e la Tirreno-Adriatico di ciclismo.
In questo caso, a differenza di quello presentato da Castrucci non c’è richiesta di sospensiva né urgenza. Spiega il professor Perfetti, uno dei legali del pool che segue questo ricorso: “La sospensiva non aveva senso perché, pur ritenendo il bando sbagliato, non ci impedisce di partecipare né crea un danno irreparabile”, come invece ritiene di subire Castrucci.
In sintesi, il ricorso di RCS Sport si basa su quattro elementi fondamentali: l’assenza di un vero “piano economico-finanziario in grado di consentire ai concorrenti di calibrare correttamente la propria offerta tecnico-economica”; le “disposizioni del bando dal contenuto indeterminato che lasciano alla commissione aggiudicatrice ampia arbitrarietà nell’attribuzione dei punteggi”. E, ancora: “clausole manifestamente sproporzionate e illogiche rispetto all’oggetto della Concessione” e, infine, le “tempistiche irragionevoli per la predisposizione dell’offerta e limitative della concorrenza”. 
In sostanza, quindi, per RCS il bando “favorisce il gestore uscente, unico soggetto a disporre di tutti i dati utili a formulare l’offerta” economica; viola i “basilari principi” sull’”affidamento dei contratti pubblici” e “soprattutto non persegue il risultato che l’Amministrazione si prefigge di raggiungere, vale a dire l’individuazione di un esperto e qualificato organizzatore di maratone in grado di rilanciare la Maratona di Roma sino a porla in competizione con le analoghe manifestazioni mondiali che si tengono in città” simili a Roma. 
Insomma, fra il ricorso di Castrucci da una parte - “macroscopico travisamento” del Comune che si “proclama ‘titolare dell’evento’”; altri eventi sportivi (Formula E e maratona RomaOstia) organizzati senza gara - e quello di RCS dall’altra, il bando di gara predisposto da Frongia e dalla Raggi appare davvero lacunoso, affrettato e, soprattutto, in grado di porre a rischio quanto meno la prossima edizione della storica corsa podistica capitolina. Perché se il Tar, il 23 maggio, dovesse accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dai legali degli attuali organizzatori, non ci sarebbe più tempo per nessuno, neanche per la Federazione di Atletica Leggera (Fidal) indicata dal Campidoglio come ancora di salvezza, di organizzare la prossima competizione, quella, per altro, del venticinquennale. Per cui, in caso di accoglimento del ricorso di Castrucci, o il Campidoglio andrà in proroga con l’attuale assetto organizzativo o l’edizione 2019 della corsa potrebbe non celebrarsi. Danneggiando, per giunta, in maniera pesantissima proprio l’intero movimento sportivo romano. Tanto che, più di qualcuno ha un po’ malignamente intravisto in questo rischio per il 2019 un “favore” a Milano la cui Maratona si è corsa lo stesso giorno di quella capitolina. Mancando quella romana, molti runners si riverserebbero per le strade milanesi. Favore respinto sdegnosamente da RCS: “La vera concorrenza è nella qualità - spiega Paolo Bellino, direttore generale del gruppo - non nel far saltare le corse”. 

giovedì 10 maggio 2018

"LA MARATONA DI ROMA NON È DELLA RAGGI"


Entro fine maggio il Tar del Lazio deciderà se la Maratona di Roma cambierà pelle, come vorrebbe il Campidoglio, oppure se rimarrà nelle mani dello storico patron della manifestazione, Enrico Castrucci, con la sua Italia Marathon Club
Per il 23 maggio, infatti, è prevista l’udienza al Tribunale Amministrativo regionale sul ricorso presentato da Castrucci contro la decisione del Comune di affidare “in concessione il servizio di organizzazione della manifestazione per gli anni 2019, 2020, 2021 e 2022 ed eventuale biennio successivo”. Bando che scadrà a mezzanotte del 25.
Nelle oltre quaranta pagine del ricorso, si legge che la Italia Marathon Club chiede non solo l’annullamento del bando, ma anche dei verbali delle sedute del Comitato promotore della Maratona - un organismo istituito all’inizio della storia della corsa (1994) con il compito di assegnare il bando ma dopo un po’ (2004) caduto in disuso e ripristinato dalla Raggi e dall’assessore allo Sport, Daniele Frongia, come strumento per procedere al nuovo bando - e di tutti gli atti, note, determinazioni e delibere, che hanno portato al nuovo bando.
La Maratona di Roma è divenuta, in soli pochi anni, la prima maratona italiana per partecipazione - scrivono gli avvocati di Castrucci nel ricorso - e attualmente è l’unico evento che si mantiene al di sopra dei 10mila ‘finisher’”. 
La prima pagina del ricorso al Tar di Italia Marathon Club

C’è l’elenco dei riconoscimenti ottenuti (“Iaaf Gold Label” ora “Iaaf Silver Label”; “5 star Quality Road Race by EA” e la “Fidal Gold Label” più il patrocinio Unesco) e il fatto che “per contraddistinguere l’evento” sono stati registrati “brand ufficiali” “ideati e sviluppati” appositamente.

Poi si entra nel merito: per Italia Marathon Club il Campidoglio compie un “macroscopico travisamento” quando si “proclama ‘titolare dell’evento’” “esigendo, a fronte della ‘concessione’ il pagamanto di un canone annuale” poiché, secondo gli avvocati ricorrenti, la “promozione della pratica sportiva podistica non presenta connotati tali da giustificare un intervento pubblico invasivo e totalizzante”. Insomma, non è compito del Campidoglio occuparsi della maratone che non può essere considerata un servizio pubblico. 
Tra l’altro, gli avvocati citano due eventi - la Formula E e la maratona Romaostia - in cui gli organizzatori non sono stati scelti “con procedura ad evidenza pubblica”.
Su Frongia, dunque, rischia di abbattersi una grana piuttosto consistente: se il Tar darà ragione a Castrucci, il prossimo anno, 25esima edizione, Roma potrebbe non essere in grado di fare in tempo ad organizzare la Maratona. 


sabato 30 dicembre 2017

BATTAGLIA IN AULA SULLA MARATONA DI ROMA


Subito dopo la ripresa dei lavori dell’Aula, l’Assemblea capitolina dovrà occuparsi del problema Maratona di Roma. Dovrebbe essere, infatti, inserita in agenda proprio per le prime sedute post natalizie - il 9 o l’11 gennaio - la mozione “Diario”, quella presentata con la prima firma del presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, che chiede alla Giunta Raggi di interrompere gli affidamenti diretti alla società di Enrico Castrucci, storico organizzatore dell’evento sportivo, e di andare a bando di gara. 


Le motivazioni ufficiali sono contenute nel testo della mozione e parlano di un rilancio del turismo sportivo, di un numero crescente di partecipanti sia alla gara che agli eventi connessi, i grandi nomi dell’atletica. Insomma, l’obiettivo è quello di portare l’evento romano a un livello “tecnico pari o superiore a quello delle più importanti maratone mondiali”. 

Ovviamente, a fianco alle motivazioni ufficiali ce ne sono altre ufficiose ma non meno importanti: vero che il Comune formalmente non paga nulla ma fra la sponsorizzazione di Acea e gli interventi di Ama, Atac e Vigili Urbani il “peso economico” dell’Amministrazione capitolina c’è e si sente bene. 
E, nell’ottica grillina questo “peso” del Comune non può essere dato con affidamento diretto
Che poi, incidentalmente, Castrucci sia uomo politicamente trasversale (è nota la sua amicizia anche con l’attuale presidente del Consiglio comunale, il grillino Marcello De Vito) ma da sempre considerato molto vicino al Pd sarà certamente un elemento collaterale. 
Quindi, il 6 dicembre la Raggi - dopo il lavorìo certosino dell’assessore allo Sport, Daniele Frongia, che ne ha riscoperto l’esistenza - convoca il Comitato Promotore della Maratona internazionale di Roma, che si riunisce il 13 e il 22 dicembre e che vede attorno al tavolo i vertici della Federazione italiana di Atletica leggera (Fidal) e il Campidoglio. 
Comitato che si riunì l’ultima volta nel 2005, Veltroni sindaco, all’epoca assegnando all’epoca a Castrucci l’organizzazione dell’evento e mai più riconvocato, né da Veltroni, né da Alemanno, né da Marino, ognuno dei quali semplicemente prorogò di anno in anno l’affidamento diretto. Tanto che dagli organizzatori della Maratona filtrano anche notizie circa il possesso di marchi, loghi e titoli sportivi con i quali sarebbero pronti a dare battaglia per bloccare il bando. Bando cui, per altro, gli attuali organizzatori potrebbero non partecipare per mancanza di alcuni requisiti. 
Questa possibile esclusione dal bando degli attuali (e storici) organizzatori aprirebbe le porte per un boccone piuttosto succulento, fra 3,5 e 4 milioni di euro a edizione: si vocifera
che in Campidoglio siano già state avanzate manifestazioni di interesse a organizzare l’edizione 2019 della Maratona da parte di RCS, l’editrice della Gazzetta dello Sport e che, guarda caso, ha appena chiuso gli accordi per il Giro d’Italia a Roma e che collabora con l’organizzazione della mezzamaratona Roma-Ostia; poi ancora, sia gli organizzatori della Maratona di Berlino che quelli di Parigi e, infine, un'azienda romana, la “Purosangue” guidato da Massimiliano Monteforte, già responsabile dei top runners di Maratona di Roma. 
L’eventuale ricorso di Castrucci, però, in caso di accoglimento, metterebbe a rischio il bando. Ecco, quindi, che come già accaduto per alcuni impianti sportivi a Caracalla, l’assessore Frongia avrebbe in mano l’asso: affidamento diretto sì ma solo a strutture terze di garanzia. Ad esempio la Fidal stessa che potrebbe o gestirla direttamente o affidarla a un advisor, magari quella Infront (sì, la stessa dei diritti tv sui campionati di calcio) che ha già svolto lo stesso ruolo per la recente prima edizione della mezzamaratona Via Pacis, dello scorso settembre.