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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Pecoraro. Mostra tutti i post
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martedì 27 febbraio 2018

NEVE/ALEMANNO: "IO CI HO MESSO LA FACCIA, VIRGINIA NO"



Sotto un certo aspetto, ci sono enormi differenza fra questa nevicata e quella del febbraio 2012”.

Gianni Alemanno, ex Sindaco di Roma, è passato alla storia anche per la vicenda della neve che bloccò la Capitale per alcuni giorni. In che senso “enormi differenze”?
Evito di fare riferimento al famoso fax della Protezione civile in cui si equivocavano le dimensioni del fenomeno nevoso con la storia dei centimetri e dei millimetri, ma qui la questione è che ieri la nevicata è iniziata a notte fonda e nelle ore iniziali della mattinata era già finita. Non solo, ma alle 10 di mattina già c’era il sole e in un paio d’ore di neve sono rimaste solo tracce sui tetti o sugli alberi, comunque in strada niente più”.

E nel 2012?
Nel 2012 il primo vero problema nacque con l’orario di inizio della nevicata: a metà mattinata. Le previsioni dell’epoca ci avevano comunicato che avremmo avuto alcune ore di pioggia all’inizio della giornata, poi un paio d’ore di interruzione di qualunque fenomeno e quindi, dopo l’ora di pranzo, l’inizio della nevicata. Noi avevamo tarato tutta la macchina organizzativa comunale su questo modello previsionale. Come poi tutti ricordano, non ci fu pioggia e già alle 10 di mattina c’erano venti centimetri di neve”.

Però non può venire a dirci che fu solo quello il problema: un errore nei tempi e basta può mandare una città in tilt per giorni?
All’epoca anche noi chiudemmo le scuole, con il Pd che ci accusò di fare allarmismi. Ma la differenza di orario, invece, ha un enorme impatto: il prefetto di Roma, all’epoca Giuseppe Pecoraro, non volle fermare gli uffici pubblici la cui chiusura spetta alla Prefettura e non al Sindaco. La nevicata iniziò a metà mattina, quindi, quando gli uffici erano pieni. La gente, visto quel che veniva giù, scappò tutta insieme a casa, finendo per intasare le strade e bloccando anche tutti i mezzi di emergenza che faticosamente stavano muovendosi per Roma”.

Questa sembra molto un’autodifesa: Lei ritiene di aver fatto tutto il possibile o di aver sottovalutato il problema?
Non è un’autodifesa ma la semplice ricostruzione dei fatti. Roma ha una macchina “antineve” inesistente: nevica così di rado che sarebbe totalmente impossibile prevedere acquisti di spazzaneve. La Corte dei Conti banchetterebbe su una Giunta che facesse una cosa simile. Per di più, la città è talmente estesa e geograficamente complessa che non è che ce la caveremmo con una decina di mezzi. Ne servirebbero una decina a Municipio. Impensabile”.

Ma avete sottovalutato il problema all’epoca?
La prima nevicata procurò sicuramente problemi. La seconda, no. E tanto è vero che tutti i funzionari capitolini che all’epoca lavorarono per giorni per affrontare l’emergenza neve oggi sono stati richiamati tutti all’operatività dalla Giunta Raggi, tant'è che il sale utilizzato oggi è in parte quello del 2012. Evidentemente, se non altro dal punto di vista dell’esperienza acquisita, hanno potuto garantire un livello di servizio elevato”.

Quindi, Lei ritiene che la Sua Giunta non sbagliò nulla?
Ovviamente ci furono errori, come ce ne sono sempre quando si è chiamati ad affrontare per la prima volta un certo tipo di emergenza. Ricordo che l’ultima volta in cui si verificò una vera nevicata prima del 2012 era il 1986. Oltre tutto noi scontammo anche altri due fattori che, oggi, la Raggi non ha avuto”.

Quali?
In primo luogo, nel 2012 la Protezione Civile di Bertolaso era stata smantellata, anche a seguito di inchieste giornalistiche e giudiziarie poi terminate in un’enorme bolla di sapone. E, quindi, all’epoca venne varato un modello più “leggero” di Protezione Civile, quello guidato dal prefetto Gabrielli. Questo - insieme alla decisione del prefetto Pecoraro di non ordinare preventivamente la chiusura degli uffici, cosa che la Raggi non ha scontato - ha ulteriormente indebolito l’efficienza della risposta”.

E la seconda?
Beh, noi avemmo una nevicata molto più consistente in termini di durata e di quantità di neve caduta. Ieri sono caduti più o meno una decina di centimetri di neve. Che, come dicevo prima, in un paio d’ore s’è sciolta quasi del tutto. Da noi nevicò per giorni: basti pensare che si bloccò anche il Grande Raccordo Anulare”.

Le polemiche dei 5Stelle però non l’hanno risparmiata.
Io ci misi la faccia, con tutti i pro e i contro. Non andai in Messico anche sapendo che era in arrivo un’emergenza di questo tipo. Questione di stile”.

venerdì 3 luglio 2015

STADIO; MANCANO LE SIMULAZIONI SUL TRAFFICO PER COPPE E ANTICIPI/POSTICIPI

La prima questione che salta agli occhi leggendo l’analisi dei flussi di traffico veicolari privati è che, nella migliore delle ipotesi, è un’analisi assolutamente parziale”.
Sandro Simoncini, ingegnere e professore di Urbanistica e Legislazione ambientale alla Sapienza, spiega in cosa il progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle è carente, soprattutto per quel che riguarda le analisi sul traffico veicolare privato.
In primo luogo, da un punto di vista metodologico, mancano due parti di dati. La prima è quella relativa agli orari delle simulazioni alla base dello studio. Sono state fatte solo le simulazioni su tre orari: la mattina presto di un giorno feriale, l’ingresso per un posticipo di domenica e l’uscita dallo stadio dopo un posticipo domenicale. E gli altri? Le partite si giocano la domenica anche in altri orari, a mezzogiorno, alle tre del pomeriggio e alle 18. E gli anticipi e posticipi del venerdì, sabato o  lunedì? E le eventuali partite di coppa? Dimentichiamo che la Champions si gioca il martedì o il mercoledì alle 20.45 ma l’eventuale Uefa League si gioca il giovedì alle 19 o alle 21? Sono tutti casi nei quali si rischia una enorme sovrapposizione fra i flussi di traffico di chi esce dal luogo di lavoro del Business Park e di chi invece va allo stadio per uno di questi incontri. Inoltre, non viene analizzata la possibile sovrapposizione del traffico da e per lo stadio e da e per l’area commerciale ad esso connessa con quello del flusso dei romani che andranno o torneranno dal mare di Ostia durante la bella stagione. La seconda parte di dati che manca è proprio la fonte: a Roma esiste una centrale della mobilità nella quale sono monitorati in tempo reale e non in semplici simulazioni al computer i dati del traffico. Appare un po’ troppo semplicistico effettuare dei conteggi basati su un’intuizione e dando per scontato che la metà dei tifosi effettivamente utilizzi il mezzo pubblico, in special modo una metro come la B che sconta quotidiani guasti e rallentamenti, per recarsi agli incontri. Già oggi la Roma-Fiumicino sconta un “tappo” vero e proprio in corrispondenza dell’incrocio con viale Isacco Newton e via della Magliana in entrambe le direzioni. Cosa accadrà una volta realizzato l’impianto?”.
Questo problema dei “tappi” durante l’afflusso e il deflusso dallo stadio era anche stato sollevato, a suo tempo, dall’ex prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che rammentò al Campidoglio di prestare grande attenzione perché forze dell’ordine e mezzi di soccorso “non è che li possiamo far arrivare in metro”.
Vi sono poi altri aspetti sui quali il professor Simoncini esprime delle riserve e che riguardano proprio il sistema di viabilità lungo il quale dovrebbe snodarsi l’afflusso e il deflusso dallo stadio.




Credo che vada evidenziato come in tutto questo progetto sicuramente ambizioso, manchi un’analisi fondamentale. Siamo in fase di gara d’appalto per la realizzazione della bretella che collegherà la Roma-Civitavecchia e la Roma-Latina. Una bretella che passerà a Tor de’ Cenci, quindi a pochissima distanza proprio dallo stadio e da tutto il complesso delle opere viarie ad esso connesse. Si prevede che già solo questa bretella potrebbe comportare un incremento del 20% dei volumi di traffico. Nella progettazione dello stadio e nell’analisi dei flussi veicolari non si è tenuto conto di questa cosa. Così come non si tiene conto di altre tre “emergenze” stradali: detto della prima, la Roma-Fiumicino e la sua congestione con viale Newton e via della Magliana, manca un’analisi reale delle ripercussioni del traffico su Viale Marconi. Parliamo di una strada quasi obbligata per chi utilizzerà l’asse via del Mare/via Ostiense. Una strada che passa da quattro a due corsie, con un grosso imbuto già oggi trafficatissimo. E con lo stadio? Quando tutti i veicoli usciranno sostanzialmente insieme? La terza strada su cui non sono state condotte analisi è la Colombo. Non c’è bisogno di ricordare ai romani quanto tempo si passi su questa arteria che, è vero che nel tratto interno al Raccordo gode dell’”onda verde”, ma che non è dato sapere come possa soffrire delle ripercussioni del traffico legato allo Stadio. Insomma, la sensazione è che questa analisi di flussi veicolari sia fatta un po’ troppo “in vitro” da una parte e che si stiano sottovalutando molto tutti gli altri dati. Il timore è che se dal Campidoglio e dalla Regione non si facciano le opportune valutazioni su questo aspetto che investe in maniera decisiva le ipotesi progettuali sulla viabilità si rischi, all’indomani dell’apertura dell’impianto, di incorrere nelle maledizioni dei tifosi bloccati nel traffico per errori e sottovalutazioni progettuali”.

martedì 2 settembre 2014

PECORARO, COSÌ LO STADIO NON APRE

Se nel progetto non saranno previsti consistenti adeguamenti alla viabilità, “la Commissione provinciale di Vigilanza sui pubblici spettacoli si troverà in grande difficoltà nel concedere l’agibilità al nuovo Stadio della Roma”. 
Traduzione: se il progetto sulla viabilità non cambia, lo Stadio non apre.

Pochi giorni fa, Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, aveva suonato un campanello di allarme. 
Più o meno - con l’esclusione di Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza in Assemblea Capitolina, (“parole di buon senso”) - rimasto inascoltato nella “stanza dei bottoni” del Campidoglio.

In sintesi, in un’intervista a Il Tempo, il prefetto Pecoraro aveva evidenziato che, sulla viabilità di accesso allo Stadio, vi erano delle carenze apparentemente molto consistenti nelle ipotesi progettuali: inadeguati i miglioramenti sulla via del Mare e sulla via Ostiense e mancanza di accessi riservati allo Stadio dalla Roma-Fiumicino da ottenere con la creazione di complanari dedicate.
In Conferenza di Servizi i tecnici capitolini avevano corretto alcune di queste lacune con sostanziali prescrizioni, ma, successivamente, le scelte politiche operate e annunciate dal Campidoglio, avevano nuovamente privilegiato il progetto originario, cassando i rilievi dei funzionari comunali, pur di portare a casa il prolungamento della metro B. 

Fra due giorni il sindaco Marino e la sua Giunta approveranno la delibera di interesse pubblico dell’opera e questo intervento del Prefetto suona ben più che un “allarme”.

Prefetto, può spiegare meglio?
Il Prefetto, o un suo delegato, presiede la Commissione di Vigilanza sui pubblici spettacoli. Ne fanno parte una rappresentanza della Questura e dei Vigili del Fuoco, il Genio civile della Regione Lazio, la Asl competente, ingegneri elettrici e acustici, del Comune, nel caso di impianti sportivi, anche un rappresentante del Coni. Compito della Commissione è assicurare la compatibilità strutturale degli impianti, il rispetto delle norme antincendio e via dicendo. E, sulla base di queste competenze, la Commissione autorizza o meno l’apertura di impianti o di manifestazioni”.

È già successo che alcuni impianti non abbiano ricevuto l’agibilità?
Sì, con il parco di Valmontone. In sede progettuale non erano state rispettate le norme per quel che riguarda la sicurezza, l’accesso ai mezzi di soccorso e di emergenza. Abbiamo bloccato l’opera ed è stata rinviata l’inaugurazione fino a che non sono stati completati i lavori di adeguamento del casello autostradale di Valmontone con il suo allargamento e la creazione del ‘corridoio’ di transito per i mezzi di emergenza”.

E questo rischio c’è anche per lo Stadio di Tor di Valle?
Il prefetto deve garantire la sicurezza civile e la sicurezza pubblica. In sostanza, la sicurezza del singolo cittadino fruitore di un impianto o che assiste a un evento e la sicurezza della massa dei cittadini. Dobbiamo valutare se l’intero complesso è idoneo o meno a garantire che non si verifichino situazioni che possano compromettere il regolare svolgimento di un evento”.

Quali situazioni?
Dalle più piccole emergenze, ad esempio la caduta di una persona, magari di un bambino, a situazioni ben più potenzialmente pericolose: un black out generale, problemi di gestione della folla, e via dicendo”.

E quindi?
Quindi, se non si creano le condizioni per garantire questa incolumità delle persone e il regolare svolgimento dell’evento, beh, avremo grossi problemi nel concedere l’agibilità”.



E, sotto questo profilo, in cosa sarebbe carente il progetto?
Guardi, non voglio passare per quello che vuole rallentare l’opera. Anzi, proprio per evitare di dover rimettere le mani in tempi successivi con tutti i problemi del caso, pur non essendo stato messo a conoscenza di tutti gli aspetti tecnici di dettaglio, posso solo dire che è bene che, prima che si approvi il progetto definitivo, e magari si potrà concordare il momento più adeguato, ci sia almeno una prima valutazione, entro un breve lasso di tempo, da parte di chi deve esaminare gli aspetti legati alla sicurezza e all’incolumità pubblica”.



D’accordo, sfrondiamo la diplomazia. Qualche giorno fa, lei ha fatto esplicito riferimento all’accessibilità dei collegamenti viari dei mezzi di soccorso. Sta dicendo che, in assenza di queste opere, non si può concedere l’agibilità?
Io devo preoccuparmi del flusso dei mezzi di soccorso e di emergenza da e per lo Stadio - risponde Pecoraro con un sorriso enigmatico che è da solo una risposta al quesito - e non voglio ancora fare riferimento al problema dei flussi di traffico sul Grande Raccordo Anulare la cui chiusura, in caso di emergenze, è competenza del Prefetto di Roma. Questo è un elemento centrale che deve essere chiaramente compreso da tutti, cittadini e istituzioni competenti. Quando mi riferisco alla necessità di garantire le condizioni di incolumità pubblica e regolare svolgimento di un evento, mi riferisco a questo, ai flussi di accesso di mezzi di soccorso e di emergenza”.

L’afa su Roma è calata, dopo che si è alzato il vento e in città ora si respira meglio. Nella grande stanza dello studio del Prefetto a Palazzo Valentini, però, il clima, non in senso meteorologico, è ancora da calura opprimente. 
Prefetto, a questo punto, senza voler entrare nell’ambito politico, a suo giudizio, lo Stadio è davvero utile?
Già l’ho detto e lo ribadisco: lo Stadio di Tor di Valle è un’occasione di sviluppo sportivo ed economico sia per la città che per la Società As Roma. Di fronte a un periodo di così grave e prolungata crisi economica e sociale del Paese e, di riflesso, della città, non si può non apprezzare il beneficio che quest’opera produrrà in termini di lavoro e occupazione. Sono elementi importanti che non possono che far apprezzare l’opera. Tuttavia…

Tuttavia?
 “Tuttavia, mi domando se non si stia rischiando di sottovalutare quelle che sono le altre, grandi emergenze cittadine, a tutti ben note”.


Quali?
Il Prefetto sorride, dà una pacca alla sua scrivania, si alza e si sistema la giacca come a dire: l'intervista finisce qui. 

domenica 31 agosto 2014

STADIO AS ROMA, ADDIO SUPER METRO

Il 4 settembre si avvicina: quel giorno la Giunta capitolina approverà la delibera che sancisce il "pubblico interesse" allo Stadio della Roma.


In mezzo, lunedì, un vertice tutt'altro che facile, con i capigruppo di maggioranza e con i presidenti delle varie Commissioni consiliari che hanno voce in capitolo sul dossier.
Dossier che - al netto delle polemiche politiche - si sta decisamente sgonfiando: da grande successo della Giunta, piano piano, si "smoscia" ogni giorno di più.
Gli uffici tecnici del Comune hanno dato delle indicazioni chiare. La politica ha deciso ben altro.
Il risultato somiglia sempre più a un soufflé smontato.

Il caso più clamoroso è proprio quello dei trasporti, vero mantra dell’Amministrazione comunale. 

In conferenza di servizi le indicazioni erano chiarissime: no ad interventi sulla metro B e concentrarsi, invece, sulla Roma-Lido. 
L'obiettivo per i funzionari comunali era chiaro: associare l'intervento programmato dalla Regione Lazio (proprietaria della linea) a quello dei privati in occasione della costruzione dello stadio. 
Raddoppiare la frequenza dei treni, oggi nominalmente uno ogni 10 minuti, sfruttando, almeno per un terzo della linea, i soldi del privato
Indipendentemente dallo Stadio, questo intervento avrebbe significato un miglioramento per l'intera città. 
In termini di trasporto per le partite, migliorare la linea con questi obiettivi avrebbe significato assicurarsi una capacità teorica di movimentare 14mila persone l'ora. 

Passano pochi giorni da quel 31 luglio e, a ridosso di Ferragosto, l’assessore Caudo annuncia che il Comune vuole “anche” la metro B
L’intervento che vogliono dal Campidoglio è creare uno scambio, come quello di Bologna, a Magliana, fare un ponte che scavalchi i binari e, usando un terreno libero e pubblico, portare la metro B alla attuale stazione di Tor di Valle della Roma-Lido, ovviamente allargata. Costi stimati “a spanna”, visto che mai nessuno ha messo mano a un progetto simile, circa 100 milioni di euro
Nei primi giorni, dalle dichiarazioni sia di Caudo che dello staff di Marino sembrava che i due interventi fossero complementari
La “nuova” metro B avrebbe avuto una frequenza di nove treni l’ora, con una capacità di trasporto nominale di 10mila passeggeri. 
Sommati questi, a quelli della Roma-Lido ristrutturata, ogni ora, 24mila persone avrebbero potuto usare il mezzo pubblico su ferro per andare allo Stadio. 

Dall’altro ieri, invece, fine dei giochi: la Roma-Lido esce mestamente dal programma Stadio
Basta l’intervento della Regione che, se e quando sarà completato, assicurerà non più 12 ma 9 treni l’ora. 
Quindi, fatti due conti, saranno sulla carta 20mila i passeggeri che ogni ora potranno andare allo stadio con le due linee metro.

Seconda prescrizione fondamentale: la viabilità. Per i tecnici era fondamentale unificare la via del Mare e la via Ostiense dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi, circa 8 chilometri di percorso. 
Nel progetto originale, invece, i proponenti hanno notevolmentee limitato l’adeguamento a due corsie: circa due chilometri in prossimità dello Stadio. 
Per l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, visto che il Comune punta sul trasporto pubblico e che “entrambi gli interventi non sono sostenibili economicamente, invece del progetto indicato in Conferenza di servizi, va bene quello originale di Parnasi. E poco importa che anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, abbia evidenziato la carenza del sistema della viabilità.

Resta da chiedersi a cosa servono le conferenze di servizi e i pareri dei tecnici se poi è la politica a decidere.

sabato 23 agosto 2014

STADIO, PANECALDO: GIUSTO APPELLO PREFETTO, PRIMA VIABILITÀ


"Partiamo da un presupposto: vengo dal mondo ambientalista e non temo giudizi altrui ma, a mio parere, il metro cubo non è un'unità di misura in sé da considerare come valida a qualsiasi costo. Il concetto è quello dell'interesse pubblico. Deve essere percepibile anche da un bambino. Quindi, il concetto dal quale dobbiamo partire è: serve un'accessibilità ecosostenibile, il più possibile con il trasporto pubblico. E certo non si può ignorare l'allarme del Prefetto. E non perché a lanciarlo sia Pecoraro, del quale tutti riconoscono il valore, ma perché sono osservazioni di puro buon senso".
Fabrizio Panecaldo, consigliere all'Assemblea Capitolina e coordinatore della maggioranza che sostiene Marino e la sua Giunta, è molto chiaro sulla questione Stadio a Tor di Valle.

Come giudica l'accordo fra Marino e Pallotta di ieri?
"Dalle prime notizie, molto soddisfacente"

Che succede ora?
"Già il 1 settembre, riunirò, se necessario anche in seduta permanente, i partiti di maggioranza per esaminare il dossier e, al di là del pronunciamento della Giunta, arrivare in Aula, a votare la delibera di pubblico interesse, con una posizione quanto più possibile comune e condivisa. Ma...".

Ma?
"Si tratta di un'occasione storica per sistemare in modo definitivo un quadrante di Roma che è da sempre in sofferenza. Deve essere chiaro che, una volta realizzato l'impianto, non saranno più possibili interventi correttivi. Quindi, se c'è da fare una ciclabile, se, finalmente, si possono unificare e ampliare la via del Mare e la via Ostiense dal Raccordo a Marconi, come anche ha sottolineato il prefetto Pecoraro, se si può migliorare il trasporto pubblico, ebbene, si faccia tutto. Va bene aver ridotto di 100mila i metri cubi previsti ma questo non deve andare a discapito della viabilità"



Quindi?
"Credo che sia debba migliorare ancora l'accordo, inserendo le opere di viabilità magari, se necessario, anche concedendo qualche metro cubo in più. Se allo Stadio si andasse solo in metropolitana, allora si potrebbe accettare il progetto originario sulla viabilità. Ma dato che non è così, non si può perdere un'occasione è storica e accettare accordi al ribasso".

venerdì 22 agosto 2014

STADIO, PECORARO: SICUREZZA A RISCHIO



Pur con tutta la diplomazia che lo ha sempre contraddistinto, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, lancia un allarme sul progetto stadio: "Sicurezza a rischio".


E non è per nulla tenero né con il progetto né con le prescrizioni comunali: le strade di accesso sono fondamentali per i mezzi di soccorso e di emergenza; e le metro da sole non bastano
Prefetto di Roma dal novembre 2008, responsabile dell'ordine pubblico in città, apprezzato da tutti gli schieramenti politici per l'equilibrio sempre dimostrato, tifoso del Napoli e grande appassionato di calcio, Pecoraro interviene nel dibattito animatosi in queste ultime settimane sul progetto del futuro Stadio della As Roma da costruirsi a Tor di Valle.



"Io ho il dovere di ragionare sullo scenario peggiore: partita di cartello, magari internazionale, in notturna e con tifoserie nemiche. Su questo valuto i parametri di sicurezza", è la premessa. "I tempi di deflusso dallo stadio devono essere contenuti in un'ora e mezza e le strade di accesso, complanari sulla Roma-Fiumicino e via del Mare e via Ostiense a due corsie per senso di marcia più corsia di emergenza, sono gli standard minimi. Stiamo parlando di un impianto nuovo, fra le priorità deve rientrare la sicurezza: le infrastrutture devono essere realizzate anche in quest'ottica per non ripetere episodi tragici che nulla hanno a che vedere con il calcio"


Il Comune - su precisa indicazione del sindaco Marino - intende ritenere fra gli elementi che segnino l'interesse pubblico dell'opera il fatto che almeno la metà dei tifosi possa utilizzare il trasporto pubblico per recarsi allo Stadio. Facendo conto che il nuovo impianto sia riempito al massimo della sua capienza, 62mila spettatori, significa che 31mila persone possono andare in metropolitana. Qual è il tempo che può essere ritenuto congruo in termini di sicurezza pubblica per il deflusso di queste persone?
"È un aspetto estremamente delicato: per garantire sicurezza, il tempo non deve essere superiore a un'ora e mezza per far defluire la gente dallo Stadio. E poi c'è un altro elemento. La presenza di negozi, bar, pub, ristoranti, giochi intorno allo Stadio può significare, in prospettiva, un aumento consistente del numero delle persone che gravitano intorno all'impianto. Quindi, a meno che in occasione delle partite questi extra non siano chiusi, io devo ragionare oggi in chiave futura non su 62mila persone ma su un numero certamente superiore".

Agenzia della mobilità, però, basandosi su parametri di calcolo reali, stima che siano necessarie almeno due ore per far defluire tutti i soli tifosi dallo stadio usando le metropolitane così come le vorrebbe il Comune, e cioè con la Roma-Lido a frequenza raddoppiata e con la Metro B prolungata fino a Tor di Valle. Un computo realizzato sia in base alla reale capacità di trasporto dei treni (su carta 1200 persone a treno, in realtà, un migliaio reale) sia in base all'esperienza che non vede mai gli spettatori affrettarsi a uscire tutti insieme. 
"Non sono a conoscenza di queste stime ma io ribadisco: per me la sicurezza può essere correttamente garantita se lo Stadio può essere svuotato un un'ora e mezza. Piuttosto a me preme un altro aspetto del problema".

Dica.
"Sempre perché come ordine pubblico dobbiamo pensare agli scenari peggiori in assoluto, io devo segnalare una preoccupazione importante a chi deve valutare il progetto. Deve categoricamente essere garantito l'accesso, il transito e il deflusso dei mezzi di emergenza e di soccorso. Se serve, devo poter disporre l'invio di ulteriori forze o la loro uscita in tempi rapidi dall'area dello Stadio".



E quindi questo come incide sul progetto?
"Occorre che le strade di accesso siano le più agevoli possibili. Io ritengo che sia necessario che il collegamento con la Roma-Fiumicino sia realizzato con le complanari, utili a non sommare il traffico diretto allo Stadio con quello ordinario. E ritengo che lo standard sufficiente per garantire la mobilità dei mezzi di emergenza sia di almeno due corsie più corsia di emergenza per senso di marcia fra la Via del Mare e la Ostiense. E questo almeno dal Grande Raccordo Anulare all'altezza di Marconi".

L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ritiene non sostenibili gli investimenti sia sul trasporto pubblico che sulla viabilità e che, quindi, su indicazione del Sindaco, in caso di aut aut, il Comune opterebbe per il trasporto in metropolitana lasciando che il rimanga il progetto originario con un semplice allargamento della via del Mare e della Ostiense su un tracciato più limitato.
"Posso solo ribadire il mio 'attenzione' affinché venga elaborato un progetto con condizioni infrastrutturali che garantiscano una reale sicurezza a tutti, operatori delle forze dell'ordine, delle ambulanze, dei vigili del fuoco, dei tifosi".

Se queste indicazioni non fossero accolte?
"Allora sarebbe necessario un approfondimento sul progetto in termini di mobilità, magari con l'utilizzo di navette. Voglio aggiungere una cosa: non conosco tutti gli aspetti progettuali e non è mio compito entrare nel merito delle proposte. Ho apprezzato che la Roma abbia voluto illustrarmi il progetto generale e penso che lo Stadio sia un obiettivo primario per la Società e i suoi tifosi. Ma il mio compito è pensare alla sicurezza pubblica".

martedì 1 luglio 2014

FARE CASSA CON LE MULTE (ILLEGITTIME?) AI ROMANI

Il bilancio capitolino, si sa, piange miseria. 
Niente di meglio, quindi, che ricorrere al vecchio sistema delle multe per far cassa

Certo, come dice il comandante dei Vigili, Raffaele Clemente - imposto da Marino dopo il duplice scivolone della rimozione del bravo (e rimpianto) Carlo Buttarelli e quello della nomina di Oreste Liporace, colonnello dei Carabinieri, scelto da Marino via curriculum e poi rimosso per mancanza di requisiti - "è solo per garantire la viabilità".




Fatto sta che, questa sera, intorno alle 23.10, una volante della Polizia di Roma Capitale era appostata, quatta quatta, sulla Tangenziale Est. Coincidenza strana, in un punto con l'illuminazione pubblica decisamente poco luminosa, all'interno di una curva, a luci spente, senza nessun segnale di preavviso acceso ma con l'autovelox molto ben funzionante.


La postazione furbetta dei Vigili

Poco prima del punto scelto dalla volante per fermarsi e piazzare l'autovelox, ci sono due cartelli di segnaletica stradale: il primo, quello del limite di velocità a 70 km/h. Il secondo, il classico cartello rettangolare che indica la possibilità di controllo della velocità.

Ecco come appare di giorno la postazione furbetta




Ed ecco la Municipale al lavoro


Se non che... siamo andati a cercare un po' di riferimenti normativi e, pur senza avere la pretesa di essere esperti in materia, ci sono un po' di sentenze, regolamenti e disposizioni che non sembrano essere state rispettate.

Iniziamo da: sentenza della Cassazione 13111/2009: stabilisce l'obbligo da parte dell'autorità di provvedere a segnalare preventivamente le apparecchiature (autovelox e tutor) utilizzate per la rilevazione e per la verifica del rispetto dei limiti di velocità.
L'articolo 142 del Codice della Strada, infatti, stabilisce - sempre secondo la Cassazione - che le postazioni di rilevazione della velocità debbano essere preventivamente e appositamente segnalate in modo da risultare ben visibili da parte degli utenti della strada.
E, certo, una strada piuttosto buia, in curva e senza nessun tipo di segnale attivato - le nuove vetture della Municipale sono dotate, oltre che di lampeggianti blu, anche di un pannello a messaggio variabile su cui gli agenti possono e debbono scrivere "autovelox", "incidente", "rallentare", etc etc. 

Vi è pure la più recente sentenza della Cassazione 13727/2011 che ribadisce la obbligatorietà della preventiva segnalazione delle postazioni di controllo anche in presenza degli agenti. 

Ci sono poi un paio di Decreti Ministeriali dell'agosto 2007 che stabiliscono regole piuttosto restringenti proprio per quel che riguarda la segnaletica: "In merito alla questione dell’utilizzabilità di segnaletica permanente nel caso di postazioni temporanee, il ministero precisa che per le postazioni temporanee possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione delle postazioni è stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata ed il loro impiego in quel tratto di strada non è occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assume il carattere di sistematicità. Limitatamente alle postazioni temporanee di controllo, la cennata esigenza di informazione preventiva può essere soddisfatta anche attraverso l’impiego di dispositivi luminosi a messaggio variabile installati su veicoli e collocati ad adeguata distanza dalla postazione stessa". 
Tradotto in soldoni: il cartello di segnaletica stradale fissa che indica un potenziale punto di controllo della velocità, non vale. Non essendo una postazione "abituale", questa deve essere segnalata di volta in volta.

Altro appunto: l'articolo 4 della legge 168/2002 che disciplina i controlli di velocità da remoto, dice che questi sono sempre possibili su strade "extraurbane principali" ma non sulle strade urbane ordinarie. Mentre per quelle extraurbane ordinarie e sulle "urbane di scorrimento" (è il caso della Tangenziale) occorre l'autorizzazione del Prefetto. Autorizzazione necessaria anche per la solita Cassazione (sentenza 3701/2011). 
Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, avrà autorizzato questa postazione?


Infine, siamo passati un paio di volte avanti e indietro a dare un'occhiata e a scattare foto: i Vigili, comodamente seduti in macchina - targa ED627ZL - sembrava stessero guardando la partita fra Germania e Algeria sull'Ipad.

Insomma, queste multe sono legittime? Qualche dubbio, francamente, viene... Anzi, più di qualche!

Ah, un'ultima annotazione: negli ultimi 8 giorni, è la terza volta che i Vigili si appostano in questo modo. Conoscendo la professionalità degli agenti di Roma, sorge anche spontaneo il dubbio che non vi siano ordini per incassare di più. 

Magari anche forzando un po' la mano...



sabato 17 agosto 2013

Avviso ai naviganti

Dopo i pezzettini un po' velenosi su Repubblica Roma online e sul Corriere Roma online, siamo tornati alla copertura politica della Giunta Marino. Meglio, al plauso aperto e sincero. E piuttosto umido di saliva.

Basti guardare oggi come vengono trattati i tre temi caldi del ferragosto: le sciocche (e piuttosto criminali) dichiarazioni al Corriere della Sera del vicesindaco Nieri sulle Foibe, la baby gang che rapina il coetaneo e lo sgombero di un centro sociale a S Lorenzo.

Nieri ha la splendida idea di farci ripiombare nel 1950: a Roma la "memoria" è solo quella abilitata dalla sinistra; le Foibe le ricorderanno altri. Dopo un fiacchissimo fuocherello di batteria del centrodestra (che denota davvero la scarsezza delle fila del PdL, evidentemente troppo preso a guardare ad Arcore e poco alla vita reale) Nieri fa un po' di dietrofront... anche se il rumore delle unghie sul vetro è davvero fastidioso. 
Io credevo che Alemanno fosse affetto dalla "sindrome da microfono" - rispondeva a qualunque domanda i cronisti gli rivolgessero - ma temo che sia in ottima compagnia. Insomma, senza giri di parole, Nieri ha detto una gran cazzata e se ne è reso conto troppo tardi. 

Se, però, a parti invertite, fosse stato il vicesindaco di Alemanno ad aver fatto affermazioni simili, avremmo certamente avuto non solo tutto il Parlamento lato sinistro scomodato per attaccare il primo e il secondo cittadino di Roma, ma interventi simili avrebbero avuto l'avallo ebdomadario del duo Rep&Cor con interventi di sociologi, cardinali, rabbini, imam, portavoce gay, alieni, nani e ballerine!
Non solo, ma se fosse stato il vicesindaco alemannide ad aver detto una cosa simile in un'intervista al Corriere, uuuuuuuh, sai che titoli! Gli stessi che accompagnarono le dichiarazioni rese da Alemanno durante il viaggio in Israele...
A Marino consiglierei di rimettere il bavaglio ai suoi: almeno nei primi mesi, l'inagibilità politica a parlare dei suoi assessori lo ha salvato da un bel po' di polemiche.

Baby gang: anche qui, episodi simili nel quinquennio Alemanno si sono verificati con una certa ripetitività. E, ogni volta, giù con profusioni di comunicati - la cui sostanza era: "la colpa è della deriva culturale imposta dal fascista Alemanno. Le sue dissennate politiche sociali producono questi effetti" - titoloni a paginone intere, analisi sociologiche, articoli di fondo in cui, riprendendo e amplificando le elucubrazioni mentali della sinistra, le odierne "corde vocali" del Campidoglio rilanciavano e consacravano queste idee conferendo ad esse una patina di verità. Ebbene, siamo già al secondo o terzo episodio di baby gang da quando Marino si è insediato. Ora, quindi, la colpa della mala educacion di questi criminali in erba di chi sarebbe? Di Marino e Nieri? Era una stronzata ieri, lo è oggi.
Ma è palese lo squilibrio nel modo di affrontare il problema.

Infine, lo sgombero del centro sociale a S. Lorenzo


Il pezzo più ridicolo sta sul Corriere: attenzione il Campidoglio non era informato. Messaggio ripetuto in prima pagina nell'occhiello, alla prima riga del pezzo e poi ripetuto dentro a metà pezzo. 
Gia che c'erano al Corrierino potevano anche sottolinearlo!

Mi raccomando, non sia mai che il mondo antagonista - che già ha dovuto digerire l'uscita di scena del povero Andrea Tarzan Alzetta per compensare il grande impegno (!) di Imma Battaglia, storica esponente del mondo Lgbt, fondatrice di DiGay Project e a capo del Gay Village, la fabbrica di sogni e di soldi estiva, a favore di Zingaretti prima e di Marino poi - possa pensare che ci sia vicinanza! Sai le risate per i vari Peciola e Nieri!
Quando si dice l'indipendenza del stampa! 
Penso che neanche ai tempi della P2 il Corriere si prestava a mandare trasversali messaggi in stile padrino!
Ma tant'è... i tempi cambiano e cambia pure il Corriere.

Repubblica, se non altro, non giunge a vette di tale servilismo da lacché: certo, il pezzo è tutto orientato a favore del centro sociale e contro la Questura.

Se si vuole sapere qualcosa di vero e non le favoline consiglio di leggere il Messaggero, almeno non c'è la versione di partito.

Per cui, però, sommando il tutto la domanda che si pone è la seguente: quando si arriverà (presto) allo scontro finale con la Questura, Pecoraro e Alfano lasceranno che Della Rocca cambi casa? E, al suo posto, metteranno qualcuno ben gradito a Marino, Nieri e mondo antagonista o un poliziotto con le palle?


Del resto, a parte la storiellina della corsia preferenziale dei Fori, in atto c'è l'operazione "asso piglia tutto": iniziata con la pretestuosa destituzione di Carlo Buttarelli dalla guida della Polizia Municipale - e chissà con i Fori cosa sarebbe successo se fosse rimasto un Comandante con pieni poteri invece di tre vice dimezzati - proseguita con la sostituzione di Diacetti in Atac, le prossima tappe di questo gioco dell'oca sono l'Ama - il povero Benvenuti ha i giorni contati - e, finalmente, Acea e Camera di Commercio, cioè le due casseforti (quelle con i soldi veri) di Roma.

In mezzo, anche Prefettura e Questura: Marino (e Zingretti) certo non vorranno avere in due posti così importanti gente che pensa con la sua testa ma esecutori di ordini, bravi fedeli e, soprattutto, silenziosi.

L'avviso ai naviganti, quindi, è semplice: il messaggino dei giorni scorsi è giunto a destinazione. Ora, coperti e plaudenti, andiamo avanti. 
Caro Ignazio, dicci quello che dobbiamo dire e fare e noi lo facciamo.