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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 29 maggio 2019

STADIO A FIUMICINO? FACCIAMO CHIAREZZA



Molti chiedono lumi e notizie circa le voci su un possibile spostamento del futuro Stadio da Tor di Valle a Fiumicino.

Anticipo la risposta: no, non è possibile.

E ora spiego.

CAMBIARE = AZZERARE
Non è per Fiumicino. È un discorso globale. Qualunque spostamento, dentro Roma, a Fiumicino, Ciampino o in qualunque altro posto scegliate implica il totale, assoluto e irreversibile azzeramento di quanto fatto fino a ora.
Vale per quanti cianciano di Tor Vergata, di Pietralata, di aree a nord, sud, est o ovest di Roma. Vale per Fiumicino. Per Tivoli, Guidonia, Caltanissetta, Parigi e Marte.

Tempo buttato: ripartiamo da maggio 2014, quando venne presentato il progetto e, subito dopo, depositato in Comune.
Soldi buttati: a oggi la Roma ha sostenuto spese per circa 80 milioni di euro che verrebbero presi e semplicemente ridotti a coriandoli.

Fosse solo questo, uno potrebbe anche pensarci. Ma:

usciamo dalla logica SimCity: un edificio non si sposta con un clic su una mappa. E un progetto non è dato solo dalla parte estetico-architettonica ma, soprattutto, da quella ingegneristico-strutturale. Ovvero, per progettare il disegnino di cui si continua a vedere il rendering, occorre fare dei calcoli che riguardano nell’ordine: il terreno, la sua capacità di assorbimento idraulico, la sua geologia, la sua archeologia. Quindi, calcoli di statica, di bradisismo, di idraulica. E solo dopo questi - che si ottengono, lo ricordiamo, con consistenti sondaggi geologici - si progettano fondamenta. Il disegnino è la parte estetica. Dietro l’estetica c’è la statica.
quindi, significa ricominciare a capire se un terreno è giusto, regge tecnicamente da un punto di vista di statica. Significa rifare i sondaggi geologici.

Poi, significa rifare l’iter amministrativo che consiste in:

  • Redazione progetto preliminare (secondo le nuove disposizioni, per altro, quindi non più uno studio di fattibilità di una sessantina di pagine con quattro allegati ma un vero e proprio progetto preliminare)
  • Conferenza di servizi preliminare
  • Delibera di Giunta comunale di Fiumicino sul pubblico interesse
  • Delibera di Consiglio comunale di Fiumicino Fiumicino sul pubblico interesse
  • Redazione progetto definitivo
  • Conferenza di Servizi decisoria che, se l’area scelta necessita di variante urbanistica, è di competenza regionale, altrimenti gestita dal Comune
  • Variante e Convenzione urbanistica approvate dal Consiglio Comunale - IL PUNTO CUI SIAMO ORA PER TOR DI VALLE
  • Adeguamento delle carte progettuali a eventuali prescrizioni della Conferenza di Servizi decisoria, eventuali osservazioni alla variante urbanistica approvate dal Consiglio comunale, elementi inseriti nella Convenzione urbanistica
  • Check e successiva determina della presidenza della Conferenza di Servizi decisoria sul recepimento delle prescrizioni (in Regione se la CdS era regionale e in quel caso occorre successiva delibera di Giunta Regionale)
  • Firma degli atti d’obbligo

CAMBIARE = NUOVO PARTNER
A parte le questioni procedurali, cambiare la localizzazione significa anche cambiare il partner: niente più Eurnova con la quale intercorrono rapporto piuttosto consolidati, per ricominciare da capo con un altro soggetto.

CAMBIARE = ROTTURA COL COMUNE
Solo qualora si giungesse a una rottura definitiva e insanabile - i cui effetti si vedrebbero a quel punto in Tribunale - fra il privato e il Comune di Roma si potrebbe pensare di accantonare l’attuale area e l’attuale progetto in favore di uno nuovo, con un nuovo partner e un nuovo iter. Ipotesi che, al momento, non è nel mondo del reale possibile ma solo in quello delle infinite possibilità degli universi paralleli.

CONCLUSIONE = MA CHE CAMBIARE…

Tutti questi elementi dovrebbero da soli basta a qualificare gli eventuali e non confermati incontri fra la Roma e soggetti dell’Amministrazione comunale di Fiumicino per ciò che sono: se veri, sono al massimo una forma di cortesia nell’ascoltare chi ha una proposta da fare. Non possono essere neanche considerati una forma di pressione indiretta sul Comune di Roma perché tutti gli attori di questa tragicommedia sanno bene quali sono i problemi dietro un’ipotesi di delocalizzazione del progetto in altra area.

venerdì 1 agosto 2014

STADIO, ECCO IL "PREZZO" DEL COMUNE

COSA CHIEDE REALMENTE IL CAMPIDOGLIO PER DIRE SÌ AL PROGETTO PARNASI

La partita è iniziata ieri mattina con l’apertura della Conferenza di Servizi preliminare che deve esaminare lo studio di fattibilità presentato dalla Eurnova, società del Gruppo Parnasi, per la realizzazione dello Stadio della As Roma a Tor di Valle.
Si va, come anticipato da Il Tempo, verso un sì all’interesse pubblico ma pesantemente condizionato da molte prescrizioni.
Andiamo per ordine.





Primo tempo, in mattinata, con tutti i responsabili dei diversi uffici tecnici capitolini interessati. Secondo tempo, dalle 3 fino alle 6 del pomeriggio, con tutti gli altri Enti che, in qualche modo, hanno voce in capitolo nella vicenda.
Secondo lo staff dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, prima di lunedì o martedì difficilmente la Conferenza terminerà i suoi lavori. Altre voci parlano di tempi più lunghi.
All’incontro era presente un nutritissimo gruppo di funzionari del Gruppo Parnasi, dall’avvocato Giovanni Valeri a uno dei progettisti, Lorenzo Busnengo, a guidare una pattuglia di una quindicina di persone.
Domani nuovo round dei soli funzionari capitolini ai quali si affiancherà l’Urbanistica della Regione.


Molte le problematiche emerse in questo primo incontro e queste sono le prime prescrizioni che potrebbero interessare il progetto.
Primo problema, la sostenibilità urbanistica: perplessità sull’estensione della proprietà Parnasi sul totale dell’area interessata dall’intervento, circa il 50%.
Anche il Commercio ha espresso prescrizioni: primo punto, le attività commerciali previste, rimanendo aperte anche al di fuori delle partite, fanno scattare le norme previste per la creazione di centri commerciali, quindi parcheggi dedicati e aree carico scarico merci. 
Costi delle opere pubbliche: dalle verifiche effettuate dal Campidoglio, il costo, preventivato in 270 milioni di euro da Parnasi dei quali 50 coperti dal privato e 220 da coprirsi con cubature aggiuntive, viene ritenuto decisamente sottostimato anche perché manca ancora la relazione geologica.


Espropri: manca il piano particellare, quindi difficile fare valutazioni e procedere con l’iter degli espropri e quindi non si può esprimere un parere.
Grande nodo, la mobilità e infrastrutture. Il Comune chiede di: rivedere il progetto su Via del Mare e via Ostiense, unificandole dal Raccordo a viale Marconi e rivedendo le rotatorie fra il GRA e via Sanzotta; di prevedere interventi di trasporto sulla Roma-Lido di Ostia che portino la frequenza a 12 treni l’ora, escludendo il prolungamento della Metro B; di adeguare le connessioni pedonali fra la stazione di Tor di Valle e lo Stadio. Altre perplessità nascono dai parcheggi. Tema connesso con il trasporto pubblico, maggiore l’uno e minore è il privato, sia il costo (10 € a partita) che favorirebbe la sosta selvaggia che la dislocazione delle vie di uscita destano preoccupazione per l’uscita degli spettatori.


Desta, infine, grande preoccupazione, per i funzionari dell’Assessorato all’Ambiente, anche la questione della Riserva naturale della Tenuta dei Massimi e la parte progettuale ambientale ritenuta poco chiara. Inoltre, gli elaborati presentati non sono un vero e proprio rilievo dell’esistente: non è chiaro quali aree effettivamente saranno interessate dagli interventi ambientali. 


In mattinata, il sindaco Marino ha incontrato l'architetto Daniel Libeskind e il costruttore Luca Parnasi: “Sono stato molto chiaro: vogliamo essere certi dell'utilità pubblica dell’opera, vogliamo certezze sulle volumetrie da aggiungere e abbiamo delle perplessità. Vogliamo un trasporto su ferro, con una metropolitana di superficie, che ci possa garantire una migliore viabilità”.