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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 12 novembre 2019

TUTTI FERMI. CITTÀ SOTT'ACQUA



Caos, delirio, inferno: la giornata vissuta ieri da Roma e dai romani è stata fra le peggiori degli ultimi anni. Metro a singhiozzo, stazioni che aprono e chiudono, tram bloccati, traffico impazzito, allagamenti: mancavano il Tevere di sangue e le cavallette per completare le piaghe bibliche
Partiamo dal trasporto pubblico: per l’ennesima volta, Atac lascia a piedi la gente sulla Roma-Lido. Da giorni continua l’ondata di disservizi sulla linea con treni che si rompono e lasciano la gente a piedi, affollando oltre l’inverosimile le banchine. Atac scarica la colpa sulla Regione dicendo che i treni sono vecchi e si rompono e deve essere la Regione a occuparsene. La risposta della Regione è la chiusura dei protocolli che buttano fuori Atac dalla Roma-Lido: dal 1 gennaio alla manutenzione dell’infrastruttura subentrerà Astral (si occupa delle strade) che, per 6 mesi sarà in affiancamento ad Atac. E dal 1 gennaio 2021 sarà Cotral a gestire il servizio. Mentre nel 2020 dovrebbero partire i lavori sulla linea (quelli dei 180 milioni di euro) per garantire in 12-18 mesi che i nuovi treni in arrivo (per il 2022) possano girare in sicurezza. 
In pratica, almeno per il nuovo corso della Roma-Lido, la Regione replicherà lo schema delle Ferrovie dello Stato: Rete Ferroviaria si occupa dei binari, stazioni, scale mobili, cioè le infrastrutture, e Trenitalia del servizio. Per la Regione, sarà Astral sulle infrastrutture e Cotral per il servizio. E tanti saluti ad Atac e alle sue inefficienze: a partire dal subentro anche nelle gare d’appalto sulle stazioni Flaminio, Tor di Valle e Acilia Sud i cui lavori ripartiranno, quindi, a breve.
Passando ai disservizi targati Atac il delirio si è consumato sulla linea A: alle 10 circa salta la stazione di Furio Camillo, funzionante solo in uscita. Due ore dopo, salta (per la quarta volta in una settimana) Manzoni: chiusa. Però riapre Furio Camillo. Alle 3 del pomeriggio, dite addio pure a San Giovanni metro A, funzionante solo in uscita per una ventina di minuti. Con il colmo del divertimento nel tweet di @infoatac (l’account aziendale, ndr): “chiusura parziale stazione San Giovanni metro A: utilizzabile vicina stazione Re di Roma. Per interscambio metro C->metro A scendere a Lodi o San Giovanni e utilizzare stazione Re di Roma metro A”. Quindi, sotto il diluvio di Noè, Atac gentilmente offre a romani e turisti lo spettacolo di farsi a piedi oltre 500 metri da San Giovanni e oltre 700 da Lodi.  Come ai bei tempi delle chiusure a sorpresa Barberini e Spagna la metro è una scommessa. 
Capitolo allagamenti: forse incolumi solo le sommità dei Sette Colli. Per il resto, città sott’acqua. Tanto che il Campidoglio si sente in dovere di precisare che “per sbloccare le caditoie i tecnici stanno utilizzando anche il canal jet, un dispositivo che permette di eliminare le foglie presenti sulla strada. Prevista la rimozione dei rifiuti, garantita da Ama, che stazionando in superficie non consentono un regolare deflusso dell’acqua”. E il mantra del giorno dopo: “Negli ultimi tre mesi sono stati effettuati più di 2.000 interventi in tutta la città. Inoltre è stato stanziato un milione di euro per ulteriori interventi di manutenzione straordinaria delle caditoie, per affrontare e risolvere le criticità presenti sul territorio”.
Nel frattempo, allagamento e incidente nella Tangenziale Est con l’intero quadrante Tiburtino/Prenestino/piazza Bologna letteralmente esploso. Ripercussioni chilometriche sulla Roma-L’Aquila, Palmiro Togliatti, via Filippo Fiorentini, viale della Serenissima, San Giovanni, via La Spezia. Lunghe code in zona Ostia sulla Colombo. Sulla Salaria, Cesano, Braccianese, Laurentina code infinite causa allagamenti. 
Poi, ovviamente, gli incidenti, anche generati dalle pessime condizioni atmosferiche: Galleria Giovanni XXIII, via Fani, via di Decima e Pontina, via Anastasio II, via Nomentana, Casilina. L’elenco delle strade nel caos è lunghissimo. E la rete non perdona: continua a riprendere i tweet del sindaco, Virginia Raggi, utilizzandoli come una clava contro l’Amministrazione grillina. Le macchinette mangiaplastica, a fronte della metro chiusa; la rimozione di un paio di tronchi, a petto delle strade allagate, le piste ciclabili in opposizione ai bus fermi. E il diluvio continua: altre 12-28 ore previste con allerta meteo gialla. 


lunedì 4 novembre 2019

PIOVE, ROMA SOTT'ACQUA


Quasi 700 interventi, fra Vigili del Fuoco, Polizia locale e Protezione civile, per fronteggiare danni e problemi derivati dall’ondata di maltempo che ha investito la Capitale. 
I pompieri hanno effettuato almeno 150 interventi; 500 per i Vigili urbani e una cinquantina per la Protezione civile. 
Alberi caduti, rami pericolanti, pali elettrici, cornicioni e tegole dai fabbricati in bilico per il forte vento; quadri elettrici disattivati per la forte pioggia, allagamenti su strade e sottopassi. Fra alberi caduti e allagamenti non c’è una zona di Roma che sia rimasta immune dal forte vento e dalle piogge violentissime. Danni più consistenti a Salaria, all’Eur, a Baldo degli Ubaldi e a Tor Tre Trieste dove la caduta di alberi e rami ha colpito le auto in sosta; e ad Ostia dove un veicolo, cappottatosi, ha danneggiato una centralina elettrica. Possibili ritardi per i voli a Fiumicino. 
Capitolo allagamenti: mezza Roma è finita sott’acqua con i casi più rilevanti sulla Portuense, a Pineta Sacchetti, Trionfale, Fosso del Dragoncello e Marco Simone. 
Per l’ennesima volta Roma si è trasformata in un lago vero e proprio. All’Olgiata un albero è caduto a metà pomeriggio sulla Cassia bis con chilometri di coda per la chiusura della strada per consentire ai pompieri di rimuovere il tronco. Strada riaperta dopo un paio d’ore con una sola corsia. Ancora: alberi caduti a Via delle Valli e Conca d’ Oro, piazza Libertà, Tor Pignattara, Mattia Battistini e Cassia. Pesanti gli effetti sul traffico fra bloccato e impazzito sulla Portuense, a Marco Simone, sulle diramazioni nord, fra Settebagni e Raccordo, e sud, fra Torrenova e Raccordo e con il GRA praticamente bloccato per metà fra Centrale del Latte e Laurentina. Maltempo e traffico chiamano incidenti: sulla Roma-L’Aquila a Tor Cervara in direzione Raccordo; sullo stesso GRA fra Appia e Tuscolana in corsia esterna; a via Adreatina, via Anagnina; via Dobbiaco; Cassia bis; Tiburtina. A pompieri e Vigili, si sommano anche gli interventi della Protezione civile, con il centro operativo comunale convocato da sabato sera, 60 associazioni di volontariato operative e 3 squadre del servizio giardini al lavoro

sabato 10 marzo 2018

NEVE, LA RAGGI SBAGLIA I CONTI


Centoventisette commenti e l’unico positivo è quello del solito bot creato al computer. Gli altri ricordano a Virginia Raggi che nel 2012 caddero oltre 20 cm di neve e che nevicò in più giorni. E che, nel conto fatto dall’assessore al Bilancio, Lemmetti, e rilanciato dalla Raggi, mancano i 17 milioni stanziati per rifare le strade la cui rottura lo stesso Sindaco ha imputato alla neve più i soldi spesi dai romani per rifare treni di gomme, semiassi, balestre, coppe dell’olio, ammortizzatori. Per tutti, la sintesi la fa Er_Cattivo, alias Sentenza: “Ma come, hai detto che le buche so' state causate dalla neve... Famo che te credo, ricontamo : 2 mijoni + 17 mijioni der piano Marshall =19 mijoni

mercoledì 28 febbraio 2018

IL PIANO NEVE COMUNALE FATTO COL "COPIA E INCOLLA"


Se la città è uscita non troppo provata dalla nevicata lo deve più alla poca neve caduta e al fatto che il fenomeno si sia verificato di notte, a città ferma, e che già all’inizio della mattina fosse tutto finito con un bel sole che ha rapidamente ripulito le strade. 
Perché il Piano “speditivo” della Raggi - varato lo scorso 7 dicembre - è né più né meno che un copia e incolla dei precedenti piani redatti (a costo zero) dall’allora capo della Protezione civile comunale, Patrizia Cologgi, con qualche cambio di parola. Ma niente di più: soprattutto nessuna convenzione sottoscritta con le aziende, per cui la corsa al noleggio degli spalaneve costerà almeno 500mila euro alle casse comunali. 
Primo problema è proprio la Protezione civile capitolina: in tutti questi mesi, i grandi impegni della Raggi non hanno consentito al Campidoglio di nominare un capo della Protezione Civile che è affidata ad interim a Diego Porta, comandante dei Vigili, che, pur da ottimo funzionario, non può gestire i pizzardoni di giorno e la Protezione civile di notte. Cosa, tra l’altro, evidenziata al Sindaco in più di un’occasione. 
I piani emergenziali sono fermi tutti quanti o a quelli redatti da Marino, o da Alemanno o addirittura all’epoca di Veltroni. E il Piano Neve non fa eccezione. Del resto, basta scaricarlo dal sito internet comunale e confrontarlo con le precedenti versioni per accorgersi del copia e incolla
Il risultato è l’esercito che dovrà rimuovere il restante ghiaccio, sperando che non arrivi la seconda, annunciata, nevicata. E che il sale che nelle ultime ore è stato sparso sulle strade è proprio quello comprato da Alemanno nel 2012. Cui la Raggi, all’ultimo secondo utile, ha aggiunto altri sacchi acquistati in fretta e furia sul mercato. E, ancora: che il tanto decantato monitoraggio degli alberi è stato smontato da una decina di centimetri di neve. Non c’è strada a Roma dove non ci siano rami spezzati a terra e solo per fortuna non ci sono state conseguenze più gravi. E gli interventi dei Vigili Urbani, almeno in queste ore, si sono limitati a recintare con il nastro giallo alberi e rami caduti. E a proposito dell’impiego dei caschi bianchi: “Ancora non è stato varato il piano di reperibilità per i Vigili urbani - afferma sconsolato Gabriele Di Bella, storico dirigente sindacale della Polizia locale - e così si cercano agenti per coprire i buchi con gli straordinari. Un evento previsto è diventato un’emergenza”. Fabrizio Santori, FdI in Regione, denuncia: “abbiamo foto del deposito di via Montebruno rigorosamente chiuso con cataste di sacchi di sale inutilizzati” e Giancarlo Righini, l’altro FdI in Regione, che rilancia: “Pullman Cotral fermi nel silenzio di Zingaretti”. 
Altro tasto dolente: Atac. Sulle 1300 vetture su gomma che quotidianamente costituiscono la flotta circolante della municipalizzata del trasporto, ce ne sono circa la metà dotate di gomme termiche con un investimento non inferiore ai 2,5 milioni di euro in copertoni invernali. Eppure, nonostante questi numeri (le 700 vetture prestano servizio sulle linee principali) anche il trasporto pubblico è andato in tilt con lunghe attese alle fermate. 

martedì 27 febbraio 2018

NEVE/ALEMANNO: "IO CI HO MESSO LA FACCIA, VIRGINIA NO"



Sotto un certo aspetto, ci sono enormi differenza fra questa nevicata e quella del febbraio 2012”.

Gianni Alemanno, ex Sindaco di Roma, è passato alla storia anche per la vicenda della neve che bloccò la Capitale per alcuni giorni. In che senso “enormi differenze”?
Evito di fare riferimento al famoso fax della Protezione civile in cui si equivocavano le dimensioni del fenomeno nevoso con la storia dei centimetri e dei millimetri, ma qui la questione è che ieri la nevicata è iniziata a notte fonda e nelle ore iniziali della mattinata era già finita. Non solo, ma alle 10 di mattina già c’era il sole e in un paio d’ore di neve sono rimaste solo tracce sui tetti o sugli alberi, comunque in strada niente più”.

E nel 2012?
Nel 2012 il primo vero problema nacque con l’orario di inizio della nevicata: a metà mattinata. Le previsioni dell’epoca ci avevano comunicato che avremmo avuto alcune ore di pioggia all’inizio della giornata, poi un paio d’ore di interruzione di qualunque fenomeno e quindi, dopo l’ora di pranzo, l’inizio della nevicata. Noi avevamo tarato tutta la macchina organizzativa comunale su questo modello previsionale. Come poi tutti ricordano, non ci fu pioggia e già alle 10 di mattina c’erano venti centimetri di neve”.

Però non può venire a dirci che fu solo quello il problema: un errore nei tempi e basta può mandare una città in tilt per giorni?
All’epoca anche noi chiudemmo le scuole, con il Pd che ci accusò di fare allarmismi. Ma la differenza di orario, invece, ha un enorme impatto: il prefetto di Roma, all’epoca Giuseppe Pecoraro, non volle fermare gli uffici pubblici la cui chiusura spetta alla Prefettura e non al Sindaco. La nevicata iniziò a metà mattina, quindi, quando gli uffici erano pieni. La gente, visto quel che veniva giù, scappò tutta insieme a casa, finendo per intasare le strade e bloccando anche tutti i mezzi di emergenza che faticosamente stavano muovendosi per Roma”.

Questa sembra molto un’autodifesa: Lei ritiene di aver fatto tutto il possibile o di aver sottovalutato il problema?
Non è un’autodifesa ma la semplice ricostruzione dei fatti. Roma ha una macchina “antineve” inesistente: nevica così di rado che sarebbe totalmente impossibile prevedere acquisti di spazzaneve. La Corte dei Conti banchetterebbe su una Giunta che facesse una cosa simile. Per di più, la città è talmente estesa e geograficamente complessa che non è che ce la caveremmo con una decina di mezzi. Ne servirebbero una decina a Municipio. Impensabile”.

Ma avete sottovalutato il problema all’epoca?
La prima nevicata procurò sicuramente problemi. La seconda, no. E tanto è vero che tutti i funzionari capitolini che all’epoca lavorarono per giorni per affrontare l’emergenza neve oggi sono stati richiamati tutti all’operatività dalla Giunta Raggi, tant'è che il sale utilizzato oggi è in parte quello del 2012. Evidentemente, se non altro dal punto di vista dell’esperienza acquisita, hanno potuto garantire un livello di servizio elevato”.

Quindi, Lei ritiene che la Sua Giunta non sbagliò nulla?
Ovviamente ci furono errori, come ce ne sono sempre quando si è chiamati ad affrontare per la prima volta un certo tipo di emergenza. Ricordo che l’ultima volta in cui si verificò una vera nevicata prima del 2012 era il 1986. Oltre tutto noi scontammo anche altri due fattori che, oggi, la Raggi non ha avuto”.

Quali?
In primo luogo, nel 2012 la Protezione Civile di Bertolaso era stata smantellata, anche a seguito di inchieste giornalistiche e giudiziarie poi terminate in un’enorme bolla di sapone. E, quindi, all’epoca venne varato un modello più “leggero” di Protezione Civile, quello guidato dal prefetto Gabrielli. Questo - insieme alla decisione del prefetto Pecoraro di non ordinare preventivamente la chiusura degli uffici, cosa che la Raggi non ha scontato - ha ulteriormente indebolito l’efficienza della risposta”.

E la seconda?
Beh, noi avemmo una nevicata molto più consistente in termini di durata e di quantità di neve caduta. Ieri sono caduti più o meno una decina di centimetri di neve. Che, come dicevo prima, in un paio d’ore s’è sciolta quasi del tutto. Da noi nevicò per giorni: basti pensare che si bloccò anche il Grande Raccordo Anulare”.

Le polemiche dei 5Stelle però non l’hanno risparmiata.
Io ci misi la faccia, con tutti i pro e i contro. Non andai in Messico anche sapendo che era in arrivo un’emergenza di questo tipo. Questione di stile”.

lunedì 3 febbraio 2014

CERTO: IDROSOLUBILE

Come l'asfalto, così anche il Sindaco e la sua Giunta hanno dimostrato di essere idrosolubili.
Impreparazione, indecisione, scaricabarile: Marino affonda nel pantano di Roma. E, con lui, purtroppo, l'intera città.

La rincorsa spasmodica è quella di cercare un capro espiatorio

Ovviamente, la precedente Amministrazione. 
Che, a sua volta, chiamò in causa i predecessori. E così via, fino a risalire all'indietro nel tempo. 
Al massimo, però, alla Roma papalina, dato che i piemontesi costruirono i muraglioni del Tevere (1876) evitando che, ad ogni pioggia, la città si allagasse come Venezia con l'acqua alta. 
I capri espiatori - principale preoccupazione di chi ha l'onere di governare - però non funzionano più molto.

Certo, ci sono state le edificazioni selvagge e dissennate. Ma non ci sono idrovore, almeno non ce ne sono di funzionanti.
Certo, ci sono problemi di bilancio. Ma sono gli stessi che hanno afflitto il quinquennio Alemanno.
Certo, ci sono le abituali imprecisioni del servizio meteo che dice e non dice. Ma ci furono anche con Alemanno.
Di certo c'è che le strade dell'intera città sono ridotte al livello di attentato alla sicurezza pubblica.

Di certo c'è che l'emergenza è stata sottovalutata e reiteratamente.



Chissà, ad esempio, se la proiezione è stata divertente, la sera prima del diluvio... 

E, ancora, alle 10.34 il Sindaco twitta... peccato che pioveva da ore...


E non sono da meno gli assessori: post delle 10.41...


...quando, in realtà, già più di due ore prima qualcuno aveva lanciato i primi allarmi...




Di certo c'è che, quando il 27 agosto scorso, il sindaco Marino annunciò il piano di disostruzione dei tombini, lo fece con toni di tale trionfalismo che ci si attendeva qualcosa di meglio.


E, certo, ci sono le polemiche. Quelle non mancano mai. Semmai, mancano di coerenza.
In parallelo ai centimetri di pioggia o di neve, ci furono i centimetri di comunicati della sinistra, quando governava Alemanno, nel più pure stile "piove, governo ladro". 
La coerenza vorrebbe che oggi, le stesse accuse venissero mosse dagli stessi attori verso chi governa. 


http://www.cinquequotidiano.it/politica/il-villaggio/2014/01/31/meteo-comune-di-roma-maltempo-alemanno-dimettiti-chiedeva-opposizione-pioggia-neve-metro-chiuse-caos-traffico/#.UvD9ZT15OSo




E, invece del mea culpa, leggiamo anche una dose di ironia...
Ad esempio, basti leggere il tweet di Davide Desario, del Messaggero.

Ma, soprattutto, le risposte di due dei protagonisti della ciarlata antialemanno nell'ultimo quinquennio: Marco Miccoli e Jean-Leonard Touadì.



Il primo fa dell'ironia. Fuori luogo, ça va sans dire, ma che denota la cattiva coscienza di chi è in forte imbarazzo.
Il secondo, addirittura, paragona Marino a un'ombra. Un bel complimento, non c'è che dire. E parla di "stagione nuova": certo, quella degli allagamenti!

C'è anche chi, nel PD, si sforza di fare una riflessione più seria. Come Patrizia Prestipino, ex assessore allo Sport della Provincia di Roma.

La critica è al Sindaco e al suo assessore alla Scuola (nonché coordinatrice di Giunta), Alessandra Cattoi.

Ma ce n'è anche per alcuni "soloni":






E ora? Ora resta da rimettere a posto, ripulire e ripristinare. 

Ci permettiamo un piccolo suggerimento all'assessore ai Lavori pubblici e Periferie, Paolo Masini: il meglio, dicevano i saggi nonni, è nemico del bene.
Lodevole l'iniziativa del nuovo asfalto a base di copertoni usati. Al di là dei violini, però...



 ...forse può essere più utile controllare come vengono fatti i lavori.

Anche perché questo superasfalto costa il doppio di quello normale, come dice lo stesso Assessore.


VIDEO - MASINI SPIEGA A RADIORADIO COME SARA' IL NUOVO ASFALTO



Certo, il giorno il disastro dopo subito a lamentarsi dei pochi soldi...




Ma, se sono così pochi i fondi disponibili, magari potrebbe essere il caso di fare le cose un po' meglio...





Cosa che è stata già segnalata proprio sulla pagina facebook dell'assessore Masini: 





Insomma, i romani sono disposti ad accontentarsi di un asfalto normale, non necessariamente fatto con i residui dei copertoni e ad un costo doppio del normale bitume. Purché sia fatto come Cristo comanda. E non dimostri di essere idrosolubile, come invece pare abbia dimostrato in 3, dicasi TRE, giorni...

Per ora, ci accontentiamo di vedere che idrosolubili sono la Giunta Marino e alcuni soloni del PD.