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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.
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martedì 18 febbraio 2014
COCA-COLA MON AMOUR
Ci siamo.
La sinistra s'è svejaaataaaa, per dirla come Ricciotto del Marchese del Grillo.
Quella sinistra bella bella, quella delle battaglie per la giustizia sociale, quella dei nemici del popolo.
E in mezzo, nella nuova grande battaglia di SeL (nello specifico) per la giustizia sociale e contro i nemici del popolo ci finisce il povero Ignazio Marino che, evidentemente, non riesce a dirne una giusta nemmeno quando animato dalle più pie intenzioni.
Il nemico del popolo è ancora una volta, la Coca-Cola.
Qualche giorno fa, il 22 gennaio scorso, il pianificatore di figuracce lancia l'appello alla Coca-Cola: sponsorizzaci i Fori Imperiali.
Su questo blog, era stato lanciato l'appello alla sinistra: sveglia o vi ritrovate il Grande Satana fra gli sponsor.
Un appello rimasto inascoltato.
E, sempre da questo blog, era stata segnalata l'incongruenza fra la proposta del Primo Cittadino sugli ormai stantii Fori Imperiali e il Regolamento per gli sponsor etici del Comune di Roma.
Il siluro arriva oggi, a scoppio ritardato. Molto ritardato.
Il casus belli, però, non sono i Fori Imperiali: evidentemente era troppo impopolare rompere subito le uova nel paniere al pasticcione del Campidoglio. E poi, forse, la gente non avrebbe capito: come si fa a dire no ai soldi della Coca-Cola se servono per finanziare i Fori Imperiali, cavallo di battaglia di Marino?
Però, quando si presenta l'occasione, nulla ferma il treno ideologico della Sinistra. Tra l'altro, quando la ghiotta occasione di avere visibilità è sul più consumistico tour promozionale della Coppa del Mondo dei Mondiali della Fifa.
Ed ecco, quindi, Gianluca Peciola, erede delle gloriosissime tradizioni di Gramsci e Togliatti, Secchia e Longo, attaccare la Coca-Cola e richiamare il Regolamento sugli Sponsor Etici oggi che si parla di Coppa del Mondo e non farlo quando questo avrebbe aperto una nuova ferita nel corpo martoriato del povero Marino, sballottato da raptus inconsulti di nomine sbagliate e sfregiato da piogge e mondezza.
domenica 18 agosto 2013
Okkupazioni: avanti tutta (con bandiera rossa)
Sotto il velo del politically correct, il Corriere della Sera di oggi, ci annuncia la probabile linea politica che, per il prossimo quinquennio, regolerà il Campidoglio in materia di okkupazioni (rigorosamente con la "k").
La vicenda del Communia - il centro sociale occupato nelle ex fonderie Bastianelli a San Lorenzo e sgomberato due giorni fa dalla Questura - è molto suggestiva.
Già due giorni fa, coprendosi abbastanza di ridicolo, il Corrierone ci annunciava che il Campidoglio era stato tenuto all'oscuro della decisione di sgomberare lo stabile.
E, nello stesso pezzo, veniva raccolta l'amorevole e autorevole voce di Sinistra Ecologia e Libertà - per bocca di Gianluca Peciola e del vicesindaco Nieri - che mandava un messaggio trasversale ma chiaro: lì non si specula.
Il che, tradotto, significa: del privato, dei suoi interessi, dei suoi soldi e dei suoi investimenti non ce ne frega nulla. Quella è roba nostra e non vi faremo fare nulla.
Il ridicolo del Corriere era legato alla ripetizione ossessiva di questa inconsapevolezza capitolina. Ben quattro volte, fra occhiello in prima di cronaca e nel lead del pezzo e poi per altre due nel pezzo vero e proprio.
Oggi, unico a tornare sul tema - giacché la mezza breve di Repubblica non conta: è fatta solo per non prendere il buco - il Corriere annuncia: la proprietà fa marcia indietro.
Chiariamo subito: non fa marcia indietro perché illuminata sulla Via di Damasco ma perché "questa storia è diventata più grande di noi. Il
progetto immobiliare era stato realizzato dai precedenti proprietari. Noi abbiamo comprato l'immobile, già con tutte le autorizzazioni necessarie. Non siamo degli speculatori, noi. Ma se avessimo saputo dell'occupazione, e della posizione espressa ora dal Campidoglio, forse non avremmo fatto quell'investimento"
Avvocato che aggiunge: "
Siamo convinti di avere ragione, ma non si può fare un intervento del genere a dispetto del Comune".
sabato 17 agosto 2013
Avviso ai naviganti
Dopo i pezzettini un po' velenosi su Repubblica Roma online e sul Corriere Roma online, siamo tornati alla copertura politica della Giunta Marino. Meglio, al plauso aperto e sincero. E piuttosto umido di saliva.
Basti guardare oggi come vengono trattati i tre temi caldi del ferragosto: le sciocche (e piuttosto criminali) dichiarazioni al Corriere della Sera del vicesindaco Nieri sulle Foibe, la baby gang che rapina il coetaneo e lo sgombero di un centro sociale a S Lorenzo.
Nieri ha la splendida idea di farci ripiombare nel 1950: a Roma la "memoria" è solo quella abilitata dalla sinistra; le Foibe le ricorderanno altri. Dopo un fiacchissimo fuocherello di batteria del centrodestra (che denota davvero la scarsezza delle fila del PdL, evidentemente troppo preso a guardare ad Arcore e poco alla vita reale) Nieri fa un po' di dietrofront... anche se il rumore delle unghie sul vetro è davvero fastidioso.
Io credevo che Alemanno fosse affetto dalla "sindrome da microfono" - rispondeva a qualunque domanda i cronisti gli rivolgessero - ma temo che sia in ottima compagnia. Insomma, senza giri di parole, Nieri ha detto una gran cazzata e se ne è reso conto troppo tardi.
Se, però, a parti invertite, fosse stato il vicesindaco di Alemanno ad aver fatto affermazioni simili, avremmo certamente avuto non solo tutto il Parlamento lato sinistro scomodato per attaccare il primo e il secondo cittadino di Roma, ma interventi simili avrebbero avuto l'avallo ebdomadario del duo Rep&Cor con interventi di sociologi, cardinali, rabbini, imam, portavoce gay, alieni, nani e ballerine!
Non solo, ma se fosse stato il vicesindaco alemannide ad aver detto una cosa simile in un'intervista al Corriere, uuuuuuuh, sai che titoli! Gli stessi che accompagnarono le dichiarazioni rese da Alemanno durante il viaggio in Israele...
A Marino consiglierei di rimettere il bavaglio ai suoi: almeno nei primi mesi, l'inagibilità politica a parlare dei suoi assessori lo ha salvato da un bel po' di polemiche.
Baby gang: anche qui, episodi simili nel quinquennio Alemanno si sono verificati con una certa ripetitività. E, ogni volta, giù con profusioni di comunicati - la cui sostanza era: "la colpa è della deriva culturale imposta dal fascista Alemanno. Le sue dissennate politiche sociali producono questi effetti" - titoloni a paginone intere, analisi sociologiche, articoli di fondo in cui, riprendendo e amplificando le elucubrazioni mentali della sinistra, le odierne "corde vocali" del Campidoglio rilanciavano e consacravano queste idee conferendo ad esse una patina di verità. Ebbene, siamo già al secondo o terzo episodio di baby gang da quando Marino si è insediato. Ora, quindi, la colpa della mala educacion di questi criminali in erba di chi sarebbe? Di Marino e Nieri? Era una stronzata ieri, lo è oggi.
Ma è palese lo squilibrio nel modo di affrontare il problema.
Infine, lo sgombero del centro sociale a S. Lorenzo.
Il pezzo più ridicolo sta sul Corriere: attenzione il Campidoglio non era informato. Messaggio ripetuto in prima pagina nell'occhiello, alla prima riga del pezzo e poi ripetuto dentro a metà pezzo.
Gia che c'erano al Corrierino potevano anche sottolinearlo!
Mi raccomando, non sia mai che il mondo antagonista - che già ha dovuto digerire l'uscita di scena del povero Andrea Tarzan Alzetta per compensare il grande impegno (!) di Imma Battaglia, storica esponente del mondo Lgbt, fondatrice di DiGay Project e a capo del Gay Village, la fabbrica di sogni e di soldi estiva, a favore di Zingaretti prima e di Marino poi - possa pensare che ci sia vicinanza! Sai le risate per i vari Peciola e Nieri!
Quando si dice l'indipendenza del stampa!
Penso che neanche ai tempi della P2 il Corriere si prestava a mandare trasversali messaggi in stile padrino!
Ma tant'è... i tempi cambiano e cambia pure il Corriere.
Repubblica, se non altro, non giunge a vette di tale servilismo da lacché: certo, il pezzo è tutto orientato a favore del centro sociale e contro la Questura.
Se si vuole sapere qualcosa di vero e non le favoline consiglio di leggere il Messaggero, almeno non c'è la versione di partito.
Per cui, però, sommando il tutto la domanda che si pone è la seguente: quando si arriverà (presto) allo scontro finale con la Questura, Pecoraro e Alfano lasceranno che Della Rocca cambi casa? E, al suo posto, metteranno qualcuno ben gradito a Marino, Nieri e mondo antagonista o un poliziotto con le palle?
Del resto, a parte la storiellina della corsia preferenziale dei Fori, in atto c'è l'operazione "asso piglia tutto": iniziata con la pretestuosa destituzione di Carlo Buttarelli dalla guida della Polizia Municipale - e chissà con i Fori cosa sarebbe successo se fosse rimasto un Comandante con pieni poteri invece di tre vice dimezzati - proseguita con la sostituzione di Diacetti in Atac, le prossima tappe di questo gioco dell'oca sono l'Ama - il povero Benvenuti ha i giorni contati - e, finalmente, Acea e Camera di Commercio, cioè le due casseforti (quelle con i soldi veri) di Roma.
In mezzo, anche Prefettura e Questura: Marino (e Zingretti) certo non vorranno avere in due posti così importanti gente che pensa con la sua testa ma esecutori di ordini, bravi fedeli e, soprattutto, silenziosi.
L'avviso ai naviganti, quindi, è semplice: il messaggino dei giorni scorsi è giunto a destinazione. Ora, coperti e plaudenti, andiamo avanti.
Caro Ignazio, dicci quello che dobbiamo dire e fare e noi lo facciamo.
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