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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta vigili urbani. Mostra tutti i post
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venerdì 27 marzo 2020

CORONAVIRUS; RAGGI: "STOP ALLA COSAP"



Stiamo riflettendo sull’eliminazione della Cosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, per il 2020”. L’annuncio viene dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, anticipato durante una diretta facebook e poi ribadito durante la seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata dall’emergenza Coronavirus.


L’ipotesi su cui gli uffici capitolini stanno lavorando è quella di cancellare direttamente questa tassa per agevolare bar, ristoranti e locali che sono stati costretti a chiudere a causa della pandemia. 
Non abbiamo ancora idea di quando finirà questa emergenza - ha spiegato la Raggi - ma crediamo che questa estate, se riusciremo a ricominciare la nostra vita normale, avremo voglia di incontrarci e vivere all’aperto. Abbiamo, quindi, pensato di eliminare questa tassa per tutto il 2020 per dare un sostegno concreto alle aziende. È una riflessione che deve contemperare alcune esigenze perché nei mercati rionali le associazioni dei banchisti utilizzano una parte di questa tassa, il 65%, per la manutenzione e quindi in caso il Comune potrà rinunciare alla sua parte del 35% per poter consentire gli interventi che servono continuino”.
Nel corso della seduta, trasmessa in streaming e realizzata con Giunta e Consiglieri in videocollegamento ciascuno dal proprio domicilio, il sindaco Raggi ha cercato di spiegare come il Campidoglio si sta muovendo in queste settimane difficili. 
Cosap a parte, la Raggi ha parlato diffusamente delle questioni economiche: “L’emergenza richiederà diverse variazioni di bilancio rilevanti perché dovremo assicurare risorse per attività e interventi che non erano preventivabili a dicembre. L’emergenza ci richiederà di rivedere anche gli stanziamenti fatti per il triennio 20-22, anche a causa delle minori entrate. Mi riferisco al contributo della tassa di soggiorno, alla Cosap, all’Irpef, alla contrazione delle risorse provenienti dai servizi a richiesta individuale o da quelli che sono stati momentaneamente interrotti come la refezione scolastica, gli asili nido, i servizi ricreativi e culturali. Alcune di queste riduzioni ci sono state imposte, altre le abbiamo ritenute necessarie. Il dato ineliminabile è che il Comune subirà, come gli altri enti locali, una riduzione delle entrate estremamente sensibile e per questo però non dobbiamo ridurre i servizi. Dobbiamo riprogrammarli”. 
La Raggi si aspetta un forte sostegno dal Governo: “Stiamo facendo una serie di richieste al governo per approvare alcune misure che noi vorremmo fossero inserite in un decreto ‘Cura Comuni’. Abbiamo chiesto che venga stanziato un fondo da 1 miliardo per tutti gli Enti locali, la sospensione dei mutui di Cassa Depositi e Prestiti e poteri speciali per poter gestire velocemente le procedure degli appalti una volta che faremo ripartire le nostre città”.
Due passaggi, resi noti sui social della Raggi, anche sui controlli: le guardie zoofile controlleranno la pista ciclabile di Monte Mario e, il secondo, sull’arrivo di nuovi 300 vigili urbani.
Anche i problemi dei lavoratori di Ama e Atac e della sanificazione delle strade sono stati affrontati dalla Raggi: “Le sanificazioni nelle strade sono partite. Vi assicuro: non è solamente Ama che si occupa della sanificazione delle strade. Ora stiamo concludendo un accordo con Coldiretti” per avere altri mezzi. Su Atac il problema è triplice: la sicurezza dei lavoratori, la tutela dei posti di lavoro e la tenuta dei conti dell’Azienda: “abbiamo aperto la richiesta di solidarietà per circa 4mila dipendenti dato che la legge lo consentiva. Voglio chiarire però che questa non è assolutamente una procedura che mette a rischio i lavoratori. Atac ha visto ridurre le entrate da bigliettazione di oltre il 70%, così come quelle legate ai chilometri percorsi. Accogliamo con favore l’anticipo del versamento annuale da 240 milioni di euro della Regione”.
Sul versante dei servizi sociali, per il Sindaco la “la situazione dei campi Rom è stata in parte strumentalizzata, è sotto controllo” e per le donne un appello: "Voglio ricordare una cosa importante a tutte le donne: se state subendo violenza tra le mura domestiche, o se un'amica vi chiede un aiuto, non siete sole. C'è chi può darvi aiuto. Il numero telefonico nazionale da chiamare è il 1522, gratuito e attivo H24”.



lunedì 24 febbraio 2020

DOMENICA ECOLOGICA, METRO FERME E CAOS TRASPORTI


Nel giorno della domenica ecologica, va in tilt la metro A. Prima un guasto tecnico agli impianti di stazione a Battistini - un classico da svariati mesi a questa parte - che causa, a cascata, fortissimi rallentamenti su tutta la linea a metà pomeriggio. Poi, evento tragico: il decesso di una persona che, a Manzoni, è finita sui binari all’arrivo del treno. Alla fine, da poco prima delle 18 del pomeriggio, la linea A si ferma. Dopo una mezz’ora ripartono i treni fra le ultime stazioni, da Ottaviano a Battistini, anche se con rallentamenti. Due squadre dei vigili del fuoco con l'ausilio del carro sollevamenti hanno lavorato nella stazione Manzoni, sui binari in direzione della stazione Anagnina, per recuperare una persona, uomo 33 anni di nazionalità dello Sri Lanka finito sotto il convoglio ferroviario. Fino al tardo pomeriggio, non erano state chiarite le cause del decesso. 
Anche il resto della rete non se l’è passata benissimo: di prima mattina, quando il blocco alla circolazione  era appena stato attivato, un incidente fra veicoli privati blocca le linee tram della Prenestina - 5, 14 e 19 - che rimangono ferme per un’oretta. Poi, a metà mattinata, il bollettino registra il forte rallentamento della metro C a causa del malore di un passeggero a Borghesiana. 
Per la domenica ecologica, la terza di questo 2020, le disposizioni del Campidoglio prevedevano il divieto di circolazione ai veicoli all’interno della Fascia Verde. Il divieto di circolare è per tutti i veicoli, diesel e benzina, con alcune deroghe le principali delle quali riguardano i veicoli alimentati a gas, gpl, elettrici; veicoli di servizio; delle forze dell’ordine e dei servizi di emergenza; i pullman turistici e quelli autorizzati a fare il tour del centro storico; i noleggi con conducente; medici, veterinari, trasporto farmaci; giornalisti; sacerdoti, ministri di culto e cerimonie religiose. 
Le eventuali sanzioni non possono essere elevate “da remoto” ma occorre essere fermati dai Vigili che hanno comunicato di aver verificato “circa 2300veicoli elevando “152 violazioni” nel primo tempo del blocco, quello dalle 6.30 alle 12.30, mentre nella seconda tranche, dalle 17.00 alle 20.00 (orario modificato per la concomitanza della partita di campionato Roma-Lecce), le sanzioni sono state 245 per un totale di 397 multe elevate.  
Nella prima domenica ecologica, il 19 gennaio, erano stati 2300 i controlli e 301 le multe; nella seconda, il 9 febbraio, 2200 verifiche ma 447 sanzioni. 

venerdì 2 gennaio 2015

MAFIA CAPITALE, UNA PARENTESI FRA DUE COMI

Ci siamo. Passata la buriana ubriacante di Mafia Capitale con i suoi contorni fatti di intercettazioni, veline, e titoloni di prima pagina, riemergono le incapacità amministrative della Giunta Marino.
Sampietrini, bilancio, Vigili, trasporto pubblico: non è sempre domenica e i nodi tornano al pettine.



Con Mafia Capitale, Marino, giunto ormai al limite della sua capacità di tenuta, si è ritrovato il terreno sgomberato manu militari dai suoi avversari, restando l'unico concorrente al tavolo da gioco. L'opposizione, già agonizzante di suo, viene travolta dall'inchiesta, anche se non in modo diretto a tutti i livelli e con tutti i suoi uomini, ma quanto meno come ulteriore offuscamento della propria immagine, già bastonata dai casi Fiorito e parentopoli, e facilmente assimilata a una banda di predoni più che di amministratori.
Ma anche la stessa sinistra, il Pd nello specifico, finisce fuori gioco: gli uomini di punta dell'opposizione interna a Marino (Coratti e D'Ausilio) fatti fuori uno dall'inchiesta e l'altro da un sondaggio.

Unica annotazione di merito: Marino prima usa le intercettazioni degli accusati come un'autoassoluzione di se stesso e una pubblicità ad personam, poi quando le stesse intercettazioni parlano di altri - magari casualmente scelti per ricoprire un incarico assessorile - le stesse chiacchiere registate dagli investigarori vengono derubricate a pettegolezzo. 



Ma tant'è...

Alla fine, Marino resta l'unico ancora in campo. E vince per abbandono dei concorrenti. Ma vince cosa?
Forse un po' di tempo, merce rara e che già scarseggiava prima, essendosi esaurita non solo la pazienza degli sponsor politici del primo cittadino ma soprattutto quella dei romani.

Quanto potrà guadagnare? Qualche mese, forse. Piano piano, anche se prosegue lo stillicidio rituale delle veline passate ai giornali, stancamente questa storia viene via via relegata sempre più nella memoria. Di chi ce l'ha. 
Se non dovesse arrivare un secondo tsunami - che in quel caso è presumibile finisca per essere indirizzato su quelli che, col quinquennio di Alemanno, non hanno nulla a che vedere e che sono rimasti fuori dalla prima infornata di accuse - alla lunga di questa storia si interesseranno più i colleghi della cronaca giudiziaria che la signora Maria che ha il banco di frutta a Campo de' Fiori.

E già si intravedono le ombre lunghe del nuovo crepuscolo. Che riprende, praticamente, da dove si erinterrotto prima.  
Vigili Urbani e dipendenti capitolini, sampietrini, bilancio, buche, trasporti. Mafia Capitale appare più una breve sospensione nell'agonia amministrativa di Marino epitome della quale è la straordinaria capacità del Primo Cittadino di essere sempre altrove quando scoppia una grana.

Da Boston tuona contro i Vigili assenteisti, che poi assenteisti non sono, visto che non hanno mica timbrato il cartellino e poi sono andati a festeggiare capodanno invece che in strada a regolare il traffico. Da Boston gestisce le polemiche sul bilancio: con la sua maggioranza che, ancora una volta, alza la voce contro di lui.


Nomina, Marino, il nuovo assessore ai Lavori pubblici che, per presentarsi, lancia l'idea della vendita dei sampietrini, suscitando le risate e le ire di tre quarti di Roma, costringendo Marino a lanciare subito il più classico dei "contrordine, compagni, abbiamo scherzato".

(Onestamente, da utente delle due e quattro ruote non posso che plaudire all'idea di rimuovere un sistema di pavimentazione obsoleto e costoso. Ha ragione l'ex assessorre Ghera quando dice che i sampietrini sono in grado, se correttamente manutenuti, di offrire un eccellente sostrato. Ma non si manutengono: costa troppo e ci vuole un sacco di tempo per tenerli in ordine. Quindi, onestamente, piantiamola con le impostazioni ideologiche e diamoci un taglio: via i sampietrini nelle strade dove scorre traffico e sì, mettiamoli nelle zone a traffico limitato o pedonalizzate. Sono un simbolo di Roma e come tale devono rimanere). 

Le buche di Roma sono ormai paradigmi sui quali misurare la capacità di balestre, ammortizzatori, sospensioni e pneumatici di reggere botta. Certo, nessun giornale ne parla, ma, si sa, queste cose si scoprono solo di tanto in tanto.
La metro C procede a velocità era geologica e ancora non si è capito dove finirà.
Non si hanno notizie della fermata Jonio della B1 che conta non si sa più quanti mesi di ritardo accumulati.
Ovviamente, del prolungamento della B1 oltre Jonio fino a Bufalotta e della B da Rebibbia a Casal Monastero non se ne parla più. L'importante è discettare sulla meravigliosa e futura fermata Tor di Valle per lo Stadio! O anche di fantastiche nuove linee di tram! Ma sì, un altro po' di fumo neglio occhi!
Nessuna notizia della metro leggera da Anagnina a Pantano, dei prolungamenti della metro A oltre Battistini. Insomma, l'importante è chiacchierare della scellerata pedonalizzazione finta dei Fori Imperiali e del Tridentino mediceo. 

Gli omicidi in strada continuano a susseguirsi a un ritmo vertiginoso ma ormai sono lontani i tempi del Far West e di Chicago anni '30, tanto cari alla sinistra e ad alcuni giornali durante l'era Alemanno.
La mondezza lì era, traboccante dai cassonetti, e lì è rimasta. Gli alberi continuano a cadere sulla testa della gente, le tensioni fra italiani e immigrati stanno sempre lì, pronte ad esplodere nuovamente.

Insomma, fanciulli, non prendiamoci in giro.
Grazie a Mafia Capitale, Marino ha guadagnato alcuni mesi di vita.
Sfortunatamente, pare che sia solo una parentesi fra due stati di coma. 

venerdì 10 ottobre 2014

METROPOLITANE E PERI

Non era necessario scomodare dossier segreti e Cia per capire che la sceneggiata andata in onda al Ministero dei Trasporti, la durissima presa di posizione di Marino, le accuse ai costruttori, erano solo ed esclusivamente, appunto, una sceneggiata ad uso e consumo "delle romane e dei romani", per usare un'espressione tanto stantia quanto costantemente ripetuta proprio dal Primo Cittadino.

Era ovvio che il Comune sapesse.

Quanto meno per una questione di logica.

Da 15 mesi Marino governa (?) la città. 
Ha cacciato tutti gli uomini che ha trovato nei vari posti. 
A volte scegliendo la cacciata solo perchè lì messi da Alemanno e non per ragioni legate al merito (vedi la vicenda Carlo Buttarelli).
E ha sostituito questi uomini con persone sue, di fiducia. Come, aggiungerei, è anche giusto che sia.
È successo con i Vigili Urbani, appunto.
Con l'Ama.
Con l'Atac. Roma Metropolitane, Acea, Opera e così via.

Frequentemente, troppo frequentemente, Marino è inciampato clamorosamente sulla scelta dei curriculum dei prescelti, inanellando figuracce planetarie.
E gli uomini che ha scelto per sostituire i vecchi stanno dimostrando la loro inadeguatezza di fronte all'intera città.

Quindi, dopo 15 mesi, diviene lecito attendersi che i tuoi uomini ti abbiano informato che...
Che la Metro C ha dei problemi.
Che l'Atac sta andando all'aria.
Che l'Ama non riesce a far fronte alle necessità di pulizie della città.
Che i Vigili appaiono impotenti a regolare il traffico caotico.
Che le pedonalizzazioni imposte dall'alto creano più problemi di quelli che risolvono.
Che la cultura è morta.
Che si risana l'Opera licenziando chi canta e suona e, cosa ancor più meschina, facendo leva su un malcelato sentimento popolare di giustizia sociale additando come sperperi piccole compensazioni (indennità di frac e di umidità che solo chi non ha mai frequentato un teatro o un musicista può pensare siano sciocchezze) per un lavoro durissimo e delicatissimo.

Non è, quindi, logico credere che tu non sia stato informato.
Anche perché il modus operandi di un funzionario comunale, specie se di nomina politica, è più o meno questo: se il problema posso risolverlo io, lo tengo riservato, lo risolvo e guadagno punti. Ma se il problema non è da me risolvibile, corro a scaricarlo sulla scrivania del mio superiore diretto. Che se la sbrighi lui!

La frase sulle "teste che rotolano" - più o meno variamente e ciclicamente pronunciata dal Sindaco nelle sue diverse declinazioni - l'abbiamo udita e letta più volte. Le teste sono ancora lì, più o meno tutte. Così come i problemi che i "capoccia" non hanno affrontato, saputo affrontare, risolto. Vedasi i rifiuti che hanno trasformato la città in un'immensa discarica. 

Ora, tornando alla Metro C. Marino non poteva non sapere. 
Spieghiamo.

Ammettiamo anche che i funzionari da te scelti e messi in posti di grande responsabilità non ti abbiano avvisato. 
Domanda: non sono stati informati anche loro? Allora, hai scelto degli incapaci.
Oppure, sapevano ma non ti hanno avvisato? Allora, hai scelto dei conniventi con un sistema che tu stesso, Ignazio, giudichi marcio.
E già questa considerazione potrebbe bastare a se stessa.

Oppure, cosa assai più probabile e oggi certificata da Repubblica e da Il Tempo, sapevano e ti hanno informato per tempo. 
E, allora, spiace dirlo, sei inaffidabile. Quindici giorni prima dell'apertura della Metro C - apertura, poi, poche ore al giorno, su una tratta che va dal nulla al nulla, con un treno ogni quarto d'ora... una metro da operetta! - ti sei fatto bello con l'open day. Hai fatto vedere ai romani com'è bella la nuova metro. Quindici giorni dopo, invece, torni a casa scornato e spernacchiato dall'intera città.

Caro Ignazio, le tue accuse suonano ridicole e le tue spiegazioni non convincono. 
Neanche un po'. 
Anche perché è da un mese e mezzo che a Roma lo sanno tutti che la Metro C aveva problemi. Il Tempo te lo ha scritto a chiare lettere e, conoscendo chi lavora nel tuo Ufficio Stampa, almeno quegli articoli te li avranno fatti leggere. Neanche quelli ti hanno spinto ad agire? A verificare?


In sostanza, hai giocato sporco: hai scommesso, hai azzardato, hai provato il colpetto da furbetto: hai sperato che andasse tutto a posto - un po' come Henslowe di Shakespeare in Love "non lo so, è un mistero" - così da prenderti i meriti. 

È andata male e scarichi la palla su chi ti ha preceduto e sui costruttori. 

Siamo stanchi, esausti di un Sindaco che non fa altro, da 15 mesi, che cadere dal pero.
A quando anche il "destino cinico e baro"?

martedì 1 luglio 2014

FARE CASSA CON LE MULTE (ILLEGITTIME?) AI ROMANI

Il bilancio capitolino, si sa, piange miseria. 
Niente di meglio, quindi, che ricorrere al vecchio sistema delle multe per far cassa

Certo, come dice il comandante dei Vigili, Raffaele Clemente - imposto da Marino dopo il duplice scivolone della rimozione del bravo (e rimpianto) Carlo Buttarelli e quello della nomina di Oreste Liporace, colonnello dei Carabinieri, scelto da Marino via curriculum e poi rimosso per mancanza di requisiti - "è solo per garantire la viabilità".




Fatto sta che, questa sera, intorno alle 23.10, una volante della Polizia di Roma Capitale era appostata, quatta quatta, sulla Tangenziale Est. Coincidenza strana, in un punto con l'illuminazione pubblica decisamente poco luminosa, all'interno di una curva, a luci spente, senza nessun segnale di preavviso acceso ma con l'autovelox molto ben funzionante.


La postazione furbetta dei Vigili

Poco prima del punto scelto dalla volante per fermarsi e piazzare l'autovelox, ci sono due cartelli di segnaletica stradale: il primo, quello del limite di velocità a 70 km/h. Il secondo, il classico cartello rettangolare che indica la possibilità di controllo della velocità.

Ecco come appare di giorno la postazione furbetta




Ed ecco la Municipale al lavoro


Se non che... siamo andati a cercare un po' di riferimenti normativi e, pur senza avere la pretesa di essere esperti in materia, ci sono un po' di sentenze, regolamenti e disposizioni che non sembrano essere state rispettate.

Iniziamo da: sentenza della Cassazione 13111/2009: stabilisce l'obbligo da parte dell'autorità di provvedere a segnalare preventivamente le apparecchiature (autovelox e tutor) utilizzate per la rilevazione e per la verifica del rispetto dei limiti di velocità.
L'articolo 142 del Codice della Strada, infatti, stabilisce - sempre secondo la Cassazione - che le postazioni di rilevazione della velocità debbano essere preventivamente e appositamente segnalate in modo da risultare ben visibili da parte degli utenti della strada.
E, certo, una strada piuttosto buia, in curva e senza nessun tipo di segnale attivato - le nuove vetture della Municipale sono dotate, oltre che di lampeggianti blu, anche di un pannello a messaggio variabile su cui gli agenti possono e debbono scrivere "autovelox", "incidente", "rallentare", etc etc. 

Vi è pure la più recente sentenza della Cassazione 13727/2011 che ribadisce la obbligatorietà della preventiva segnalazione delle postazioni di controllo anche in presenza degli agenti. 

Ci sono poi un paio di Decreti Ministeriali dell'agosto 2007 che stabiliscono regole piuttosto restringenti proprio per quel che riguarda la segnaletica: "In merito alla questione dell’utilizzabilità di segnaletica permanente nel caso di postazioni temporanee, il ministero precisa che per le postazioni temporanee possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione delle postazioni è stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata ed il loro impiego in quel tratto di strada non è occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assume il carattere di sistematicità. Limitatamente alle postazioni temporanee di controllo, la cennata esigenza di informazione preventiva può essere soddisfatta anche attraverso l’impiego di dispositivi luminosi a messaggio variabile installati su veicoli e collocati ad adeguata distanza dalla postazione stessa". 
Tradotto in soldoni: il cartello di segnaletica stradale fissa che indica un potenziale punto di controllo della velocità, non vale. Non essendo una postazione "abituale", questa deve essere segnalata di volta in volta.

Altro appunto: l'articolo 4 della legge 168/2002 che disciplina i controlli di velocità da remoto, dice che questi sono sempre possibili su strade "extraurbane principali" ma non sulle strade urbane ordinarie. Mentre per quelle extraurbane ordinarie e sulle "urbane di scorrimento" (è il caso della Tangenziale) occorre l'autorizzazione del Prefetto. Autorizzazione necessaria anche per la solita Cassazione (sentenza 3701/2011). 
Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, avrà autorizzato questa postazione?


Infine, siamo passati un paio di volte avanti e indietro a dare un'occhiata e a scattare foto: i Vigili, comodamente seduti in macchina - targa ED627ZL - sembrava stessero guardando la partita fra Germania e Algeria sull'Ipad.

Insomma, queste multe sono legittime? Qualche dubbio, francamente, viene... Anzi, più di qualche!

Ah, un'ultima annotazione: negli ultimi 8 giorni, è la terza volta che i Vigili si appostano in questo modo. Conoscendo la professionalità degli agenti di Roma, sorge anche spontaneo il dubbio che non vi siano ordini per incassare di più. 

Magari anche forzando un po' la mano...



giovedì 26 settembre 2013

Lupus et Agnus

Ci siamo. Il grande gioco del Domino sta arrivando rapidamente alla sua conclusione.
La prima a cadere è stata la testa di Carlo Buttarelli, comandante generale della Polizia Municipale. 

Carlo Buttarelli
 Con lui si è rodata la tecnica del "lupus et agnus", quella, cioè, di utilizzare (palesi quanto inverosimili o leggere) accuse per ottenere prima le dimissioni del vertice nel mirino e poi la possibilità di metterci le mani sopra.Esattamente quello che, nella favoletta di Esopo, faceva il lupo con l'agnello: lo accusava di inquinargli l'acqua anche se il povero ovino beveva a valle del lupo. Una scusa buona per il lupo che giustificava l'aggressione e il successivo "fiero pasto".

Ferinamente e scientemente anche nel caso delle Municipalizzate - e, pur non essendo il Corpo dei Vigili una Municipalizzata, esso ha la stessa valenza strategica di Acea, Ama, Atac o altre - la Giunta Marino utilizza la stessa tecnica.
Dopo Buttarelli è toccato a Diacetti, giovane ma agguerrito manager, chiamato da Alemanno alla guida di Atac pochi mesi prima delle elezioni comunali.

Per Buttarelli la scusa fu data da 48 ore di rallentamenti - ingiustificati, secondo il Sindaco - nell'organizzare e far partire i controlli (fantasma) antiabusivismo in cinque piazza romane. Buttarelli voleva organizzare le cose a puntino e avere la certezza che i soldi promessi per gli straordinari dei Vigili fossero reali e non solo pezzi di carta.
Viste le polemiche, aveva ragione da vendere il povero ex Comandante: i controlli sono stati un fuoco di paglia costoso ma ancora da pagare. E i Vigili sono sul piede di guerra.

Per Diacetti furono non specifiche "inefficienze" di Atac.


Enrico Diacetti

Che Atac sia inefficiente è cosa nota dai tempi di Papa Borgia. Usare questa come scusa per la rimozione è più ridicolo che altro.
Diacetti se ne andò con signorilità e Marino ha potuto mettere i suoi manager al comando.
Dato che il servizio non è migliorato - se non per l'arrivo (scaglionato) dei 399 nuovi bus, quelli rossi, acquistati però da Alemanno - ma, a giudicare dalle lettere dei lettori pubblicate sui vari quotidiani è addirittura peggiorato, appare chiaro che la manovra è servita al Sindaco, o meglio ai partiti che lo sostengono, per rimettere in piedi il carrozzone di controllo sull'azienda.
E, questo si vedrà con più chiarezza fra qualche giorno, quando arriveranno i nuovi "supermanager" targati PD e SeL.

Piergiorgio Benvenuti
Poi è il turno di Ama. Qui la cosa è un po' più complicata. Ghigliottinare Piergiorgio Benvenuti, di area Fratelli d'Italia, dopo che Marino ha elogiato la Meloni e i suoi come "la destra che vorrei" sarebbe un'operazione di difficile gestione politica e di immagine. Quindi, meglio concentrarsi su Franco Panzironi, che guida la Multiservizi, una controllata Ama, dando così soddisfazione a quel "pierino" di Athos De Luca che ne ha fatto, ormai una questione personale, visto che Panzironi è realmente "l'uomo di Alemanno".
Franco Panzironi
Tuttavia, da un punto di vista giuridico, la vicenda è intricata e il rischio è quello di precipitare le cose per accelerarle e poi ritrovarsi fra qualche mese con una sentenza contraria del Tar o di qualche giudice che obblighi a reintegrare il "ragionier Franco".

 
Poi è stato il turno di Assicurazioni di Roma.
Per chi non lo sapesse, Assicurazioni di Roma è la "piccola cassaforte" del consenso e del controllo interno dei 19mila circa dipendenti dell'Azienda Comune di Roma. In sostanza, si occupa di gestire le varie assicurazioni (vita, auto, casa, etc etc) dei dipendenti capitolini; organizza attività simili al Cral e, quindi, è una macchina di consenso. Anche perché se ti si mettono contro i dipendenti capitolini sono guai: hai voglia a fare delibere, resteranno di fatto tutte sulla carta.
Assicurazioni di Roma è sempre stata molto nell'ombra: da sempre viene gestita con metodi clientelari e i sindaci vi hanno messo mano in modo riservato e discreto.
Il primo a rompere questa tradizione è stato Alemanno: l'ha commissariata, generando le vibranti proteste del PD che ne h visto un atto di lesa maestà. Svariati ricorsi del management uscente, però, sono stati respinti confermando la legittimità degli atti di Alemanno.
I bilanci sono tornati bene o male in attivo ma Marino vi ha visto una mala gestio e quindi ha commissariato il commissario. Insomma, vi ha rimesso le mani sopra. In questo caso con estremo gaudio del PD che, finalmente, è tornato a controllare una bella leva di potere.

Questo, però, è un gioco del Domino: Vigili, Atac, Ama e AdR sono le prime tessere, solo le prime tessere di questa vicenda.

L'obiettivo vero - come già scritto un po' di tempo fa, suscitando gli sciocchi quanto ilari commenti di qualche benpensante dell'Ufficio Stampa di Marino - è quello di mettere la mani sulle due casseforti romane: Acea e Camera di Commercio.
 
 
Sono queste due realtà quelle che producono denaro, denaro al quale attingere per organizzare la qualsiasi.
Entrambe sono presiedute da Giancarlo Cremonesi, manager di grande trasversalità politica e imprenditoriale, ma certamente non assimilabile alle realtà più strettamente piddine e men che mai di SeL.
Da qualche giorno il povero Giancarlo è sotto attacco in Camera di Commercio. Ufficialmente Marino (e Zingaretti interessato forse più del Sindaco a mettere le mani su Acea) sta alla finestra non avendo potere diretto.
L'accusa?
Giancarlo Cremonesi
Non aver rispettato un "patto della crostata" per il quale lui avrebbe dovuto passare la mano a Lorenzo Tagliavanti, storico capo della CNA, e uomo forte della sinistra nel mondo economico.
Non esistono meccanismi di sfiducia e Marino non ha la forza per imporre a Cremonesi le dimissioni.
Vi sono solo due strade: un assedio interno  per logoramento e una trattativa esterna per convincimento.
Quindi, Tagliavanti e tutta l'ala piddina, hanno dato vita a un raggruppamento di imprese (piccolissime, piccole e medie) che cerca di minare dall'interno la posizione di Cremonesi per renderne meno salda la gestione. Contemporaneamente, è partito il pressing (molto ben sostenuto da Corriere e Repubblica) per assediare la posizione di Cremonesi. E non tarderanno ad arrivare, da Palazzo Senatorio, quelle "offerte che non si possono rifiutare" per convincere un cremonesi Cremonesi indebolito dopo questo logoramento (così sperano in Campidoglio) a mollare l'osso.

E oggi è partito anche l'assalto ad Acea. Manovra a tenaglia, questa, contro Cremonesi: anche qui, l'accusa è ridicola: le bollette pazze che creano problemi. Le bollette pazze esistono da sempre. Usarle come un "piede di porco" rende però bene l'idea di quanto siano fasulle e strumentali le accuse.
Ma la chiave di lettura è un'altra: se Marino e il Campidoglio attaccano Cremonesi come Acea (cosa in loro potere) ne smuovono la credibilità manageriale anche come Camera di Commercio.
Parafrasando un vecchio adagio... colpirne uno per educarne cento... Qui se ne colpisce uno per prenderne due, di posizioni: quella di guida di Acea e quella in Camera di Commercio.
Così, oltre che mettere finalmente le mani sulle due casseforti, Marino ottenere un terzo (e anche un quarto) risultato da non sottovalutare: sedersi al tavolo delle trattative con Caltagirone con in mano un po' di atout e non di scartine.
Acea, infatti - lo ricordiamo - è una società mista pubblico privato in cui  il socio di maggioranza è il Comune ma il socio di minoranza più importante è Caltagirone, l'editore del Messaggero. Avere in mano una leva di minaccia (oltre quella dell'Urbanistica) può sempre essere utile per ricondurre in un alveo più delicato il Messaggero, oggi la voce più importante dell'informazione non asservita.
Infine, ultimo risultato, tranquillizzare l'ala pubblica della sua riottosa maggioranza: controllare Acea significa dire a PD e SeL che l'acqua resta pubblica e che quando si arriverà alla creazione della holding capitolina per la gestione di tutte le municipalizzate, non ci sarà il rischio di vedere privatizzata l'acqua.
 

domenica 4 agosto 2013

Fori Imperiali, facciamo due conti

Ma, alla fine, la (pseudo) pedonalizzazione dei Fori Imperiali quanto costa alle casse del Comune?
Da Largo Corrado Ricci a via Nicola Salvi, secondo Google Maps, corrono 700 metri lineari.
Il costo della maxioperazione del sindaco Marino è di 2,2 milioni di euro.
La divisione, quindi, è semplice: 2,2 milioni di euro diviso 700 metri fanno 3.124 euro al metro lineare.
Gli eroici corifei del Campidoglio hanno deciso di bypassare la denuncia del Pdl e cioè che Marino abbia trovato questi 2,2 milioni facendo passare la corsia preferenziale Fori Imperiali per "opere complementari" della futura fermata della Metro C "Fori Imperiali-Colosseo". 
Due elementi di riflessione: intanto la Corte dei Conti potrebbe anche interessarsi a questo uso disinvolto di risorse Cipe non previsto dal progetto originario della Metro C (sempre che non incida il conflitto di interessi fra l'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, e il magistrato della Corte dei Conti, Morgante Daniela). In secondo luogo, questi 2,2 milioni dovranno poi essere rimessi nel conto della linea C: i protestatari - ben amplificati in passato da Repubblica, Corriere e Unità - per l'aumento dei costi della C, dove sono finiti oggi? Legambiente, Italia Nostra e il PD - che ha avuto la responsabilità della moltiplicazione dei costi durante l'epoca Veltroni e che ha avuto la faccia di chiedere una commissione di inchiesta in materia - nulla hanno da dire su questa spesa ulteriore?

Ai 2,2 milioni, poi, occorre sommare altri costi. E capire anche chi li pagherà. Chi paga gli straordinari dei Vigili Urbani che, da un paio di settimane, sono impiegati solo ed esclusivamente sulle strade interessate dai cambi di marcia, chiusure e via dicendo?
Quanto costano questi Vigili? E, questi soldi spesi in questa occasione per pagare i Vigili, quanto influiranno, fino a fine 2013, sul bilancio già stringato della Municipale? A settembre, poi, i Vigili dovranno  essere impiegati per tenere in piedi la viabilità nell'area durante il rientro dei romani e la riapertura delle scuole. Quali servizi dei Vigili, quindi, subiranno tagli?

E quanto è costata la notte bianca per i vari artisti di strada? Per il palco? Per le luci? Per la protezione civile? Per le ambulanze? I bagni chimici? Il personale Ama impiegato per ripulire?

Marino ha fatto la ruota davanti le telecamere. Ha etichettato come fascista la protesta dei comitati No Discarica, dimenticando che le proteste non sono democratiche solo quando le guida il PD!

Ma questo giochetto della corsia preferenziale dei Fori, alla fine, quanto ci costa e quanto lo pagheremo fino a fine anno?

Alla fine, i Fori Imperiali sono divenuti la corsia preferenziale più costosa al mondo!