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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 13 luglio 2018

LA RAGGI SVICOLA SULLO STADIO MA "SE NECESSARIO PRONTI A RIVEDERE LA DELIBERA DI PUBBLICO INTERESSE"

Il giro di parole è ampio, quasi al limite della reticenza, ma la somma delle affermazioni che Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha rilasciato oggi pomeriggio a RadioRadio non lascia adito a molti dubbi. Usando la stessa espressione adoperata dalla Raggi, “il combinato disposto” delle sue frasi rende concreta la necessità di riscrivere da capo la Delibera di pubblico interesse. 

In sintesi: la due diligence richiesta dal Sindaco agli uffici comunali sull’intero iter del progetto Stadio all’indomani del ciclone Parnasi non sarà (dovrebbe essere) limitata solo alla verifica di quanto già prodotto dagli uffici ma richiederà (dovrebbe richiedere) un approfondimento sul problema traffico. Quindi, di fatto, sulla questione Ponte di Traiano. E con il Sindaco che, di fronte alla possibilità che, approfondendo gli studi sul traffico, emerga l’essenzialità del Ponte della discordia, lascia aperta la porta alla riscrittura della Delibera di pubblico interesse.


Non entra nel dettaglio, la Raggi, e cerca quanto più possibile di trincerarsi dietro frasi fatte. Sui flussi di traffico il Sindaco dice: “Ho chiesto di fare una due diligence su tutte le procedure, e abbiamo previsto una revisione sul piano del traffico e della viabilità, perché alla luce delle intercettazioni il dubbio è venuto. Poi se invece sarà tutto riscontrato nella norma sarà nostro dovere portare avanti il progetto, ma effettivamente quello squarcio di intercettazioni ci deve far attivare per verificare tutta la procedura”.

Il nodo, in realtà, è tutto qui. 



Gli studi sul traffico presentati da Parnasi sono stati realizzati su indicazione precisa e puntuale del Campidoglio che ha anche fornito il software di calcolo e prevedono tre scenari (il solo Ponte di Traiano costruito, il solo Ponte dei Congressi, nessuno dei due Ponti edificato) con due orari di simulazione: la mattina di un giorno feriale fra le 7.30 e le 8.30 per “testare” la capacità di generare traffico del Business Park, e una sera infrasettimanale, fra le 19.30 e le 20.30, per capire il flussi di ingresso allo Stadio in occasione di una partita in serale.
Mancano del tutto sia l’ipotesi dei due Ponti entrambi costruiti sia test su altri orari di ingresso ma, soprattutto, di uscita dallo Stadio dopo la fine delle partite che, come i tifosi sanno benissimo, si disputano di fatto tutti i giorni della settimana con orari di inizio che vanno dalle 12.30 fino alle ore 21.

Sul Ponte di Traiano la Raggi tenta di svicolare: “Non voglio fare previsioni” ma, incalzata dalle domande dei giornalisti dell’emittente radiofonica, alla fine: “In caso di anomalia ci sarà bisogno di una revisione di quanto fatto. Al momento mi limito a dire che guardiamo tutto con molta attenzione ma dobbiamo aspettare, vista anche la delicatezza delle indagini della Procura”.
E, quindi, sulla possibilità che, se gli approfondimenti sul traffico che il Campidoglio a questo punto dovrebbe richiedere ai proponenti dimostrassero la necessità di ripristinare il Ponte di Traiano rifacendo la Delibera, il Sindaco afferma: “Abbiamo fatto una valutazione, anche durante la campagna elettorale. Nel corso della campagna elettorale abbiamo fatto delle valutazioni, però dico una cosa: sì allo stadio e no alla speculazione, anche perché riqualificare quell’area non è da scartare. Le cose possono essere fatte bene e se verranno fatte in questo modo, abbiamo tutto l’interesse nell’andare avanti, ma ripeto c’è da chiarire bene tutti i passaggi”. 

venerdì 2 marzo 2018

STADIO; CANTONE SMENTISCE LA RAGGI: "NESSUN BOLLINO DA ANAC"

Abbiamo avuto anche il bollino dell’Anac”, gongola Virginia Raggi, sindaco di Roma, quando, intervenendo a Radio Radio, annuncia che il progetto rivisto dalla sua Amministrazione sullo Stadio della Roma avrebbe ottenuto il placet della struttura anticorruzione guidata da Cantone. E, subito, gli fa eco anche un consigliere pentastellato in Campidoglio, Giuliano Pacetti: “c'è anche il bollino dell’Anac”. Ribadisce. E poi c’è Raffaele Cantone che guida Anac - oramai assurta al ruolo di Corte Suprema informale. Un Cantone che dice, ribadendolo più volte: “Noi non diamo nessun bollino”.

Raffaele Cantone lo abbiamo intercettato casualmente all’ora di pranzo, insieme al professor Francesco Merloni che dell’Anac è membro. Entrambi ribadiscono con forza: “noi non abbiamo dato “bollini”, non spetta a noi darne”. 
E un pezzetto delle chiacchiere elettorali di Virginia Raggi sullo Stadio cade miseramente. L’arrancare di Roberta Lombardi nella corsa alla guida della Regione oltre far segnare il passo del Movimento nel Lazio, comporterà inevitabilmente una ripercussione sull’Amministrazione capitolina che, fino a oggi, ha brillato per la sua inefficienza “assembleare” di Giunta e Consiglio nel portare a casa iniziative concrete. Quindi, la strizzatina d’occhio della disperazione verso i tifosi giallorossi si era già avuta la scorsa settimana con l’approvazione in Giunta del primo passo della variante urbanistica per il futuro Ponte dei Congressi spacciato come imminente e a servizio dello Stadio. Ieri, il bis. Stavolta chiamando in causa Cantone, quasi fosse una benedizione papale. 
Dice la Raggi a Radio Radio (con l’eco di Pacetti sulla sua pagina facebook): “È uscito qualche giorno fa un parere con cui l’Anac attesta la fattibilità delle opere dando l’ok al nuovo progetto fatto insieme dal Campidoglio e dalla società Roma. Le opere indicate nel nuovo progetto non appaiono assolutamente compromesse, tanto è vero che viene ridotta l’area commerciale però parallelamente c’è un aumento delle aree a destinazione pubblica, un aumento delle aree delle aree verdi e un miglioramento delle viabilità su gomma e ferro. Sostanzialmente l'Anac ha dato ragione al nuovo progetto”, chiosa il Sindaco citando più o meno alla lettera il testo della missiva Anac.
Un bel po’ differente la versione di Cantone: “Abbiamo fatto un lavoro di pre vigilanza a seguito di un esposto”, spiega a Il Tempo il presidente dell’Autorità anticorruzione che aggiunge: “Ovviamente, si trattava di valutare se nelle procedure svolte fino a questo momento c’erano i presupposti per avviare un’attività di vigilanza. Abbiamo verificato quelli che sono i progetti di massima e ad oggi non emergono elementi per fare alcunché. Ovviamente, nel provvedimento noi diciamo che “ci riserviamo” di capire quando le cose saranno declinate”. 
In realtà, poi, la spiegazione è ancora più semplice: è l’Anac che avendo ricevuto una serie di esposti si è mossa chiedendo al Campidoglio chiarimenti e ricevendo in risposta una lettera che, insieme alle risultanze emerse dalla Conferenza dei Servizi, ha portato l’Autorità a non procedere ulteriormente
Ma, spiegano ancora Cantone e Merloni: “La lettura dell’impostazione di carattere generale non ha rilevato criticità ma noi, però, non diamo nessun bollino e nessun ok. Cioè, abbiamo detto che ad oggi non ci sono i presupposti per fare vigilanza ma ci siamo riservati di intervenire dopo”.
Poi la stoccata finale: “Naturalmente per noi, la nostra attività riguarda il codice dei contratti, noi non abbiamo valutato la fattibilità urbanistica. Le questioni urbanistiche noi non le abbiamo neanche valutate perché non sono di nostra competenza. Ora, in questo momento, ci siamo limitati a verificare sommariamente solo se il progetto presentava delle criticità in relazione al codice dei contratti”. Insomma, non c’è nessuna valutazione di tipo urbanistico da parte di Anac e la lettura data dalla Raggi della lettera è, quindi, una interpretazione. Anche perché la risposta dell’Anac non solo contiene molti condizionali ma l’unico verbo all’indicativo è quello con il quale la stessa Autorità ha deciso di avviare un monitoraggio delle procedure di costruzione dello Stadio che verrà avviato da giugno 2018 in poi. 
Del resto, che l’Anac si pronunciasse ora, in assenza di gare d’appalto, su un progetto urbanistico era apparsa da subito una ipotesi poco coerente con le normative, come sottolinea anche l’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Michele Civita: “L’Anac da quanto ne so dà l’ok sulle gare. Sulle procedure urbanistiche non so se si pronuncia, mi giunge nuova”. 
No, infatti, come dice Cantone: “la valutazione urbanistica non ci compete”.

giovedì 7 settembre 2017

LE "IMPRECISIONI" DEL COMUNE SULLO STADIO DELLA ROMA



La faccia non la possono perdere, quindi, dritti avanti fino alla fine. E poco importa se il resto del mondo pensante, tecnici capitolini compresi, dice che il Ponte di Traiano non può essere cancellato dal progetto Stadio della Roma di Tor di Valle e sostituito dal Ponte dei Congressi: per la Giunta Raggi ammettere di aver fatto perdere un anno di tempo alla Roma e alla città inseguendo le chimere dell’ex assessore Berdini sarebbe la morte politica. Ecco quindi che, mentre a inizio settimana prossima la Roma consegnerà tutte le carte aggiornate in Regione perché si proceda, a fine mese, alla convocazione della Conferenza di Servizi, Luca Montuori, assessore all’Urbanistica e successore di Berdini, a margine dell’inaugurazione di un asilo, si lascia andare a RadioRadio ad alcune considerazioni sullo Stadio. “Gli studi dicono che in quella zona il Ponte dei congressi assorbe gli stessi traffici del ponte di Traiano e anzi favorisce alcuni flussi. Il ponte di Traiano, per chi entra dalla Roma-Fiumicino per immettersi nell'Ostiense, non vedo come possa soddisfare le esigenze del quadrante, mentre è evidente che molta gente entrerebbe dal vecchio ponte della Magliana”, afferma l’Assessore. 
Che cita “studi”. 
Quali non è chiaro: gli unici che si conoscono sono quelli prodotti dalla Roma su richiesta e indicazione del Campidoglio, criticati da tutti i funzionari pubblici (Municipio, Città Metropolitana, Regione e Stato) come incompleti, basati su due simulazioni. La prima, in ingresso, giorno feriale di mattina alle 8.30; la seconda, sempre in ingresso allo Stadio, alle 19.30 di un giorno infrasettimanale in previsione di un incontro alle 20.45. Niente simulazioni sull’uscita o su altri orari delle partite che si possono disputare mentre i negozi e gli uffici sono ancora aperti. Una colossale presa in giro dei cittadini e dei tifosi della Roma che, se queste resteranno le uniche simulazioni, saranno condannati dalla miopia di questa Amministrazione a restare incolonnati per ore all’uscita dagli incontri. 
Noi abbiamo fatto gli stessi studi, nelle stesse ore e con gli stessi dati della precedente conferenza dei servizi”, dice ancora Montuori che dimentica, invece, che nella precedente Conferenza di Servizi gli studi sul traffico prevedevano maggiori variabili (ingresso per una partita serale e uscita dopo un posticipo, orario di punta in un giorno feriale, ingresso allo stadio in un giorno feriale per un posticipo). Gli unici studi sul traffico prodotti dal Campidoglio sono quelli fatti per il Ponte dei Congressi: dicevano che i due ponti dovevano essere realizzati entrambi. 
Altre fantasie: “Nel precedente progetto - afferma ancora Montuori - non era chiara la situazione sul trasporto ed ora sì”. Vero: è stata praticamente definanziata. Niente più Metro B, e niente più Roma-Lido. Solo qualche spicciolo da spendere per restaurare 4 o 5 treni o forse comprarne un paio. Il tutto in nome del taglio delle cubature. 
E prevediamo un miglioramento per il rischio idrogeologico”, asserisce l’Assessore. Peccato che i funzionari che hanno esaminato il progetto versione Raggi hanno scritto chiaramente che è identico a quello versione Marino.
Insomma, un concentrato di giri di parole buono solo per mantenere il punto politico: “per noi l'aumento di cubatura non è in discussione”. Poi, il sottinteso, se qualcuno paga il Ponte di Traiano per noi va benissimo: “il convergere degli interessi di tutti”, nel nome dello scaricabarile. 


domenica 17 novembre 2013

CONCORSONE, INTERVENTO A RADIORADIO

Da questo link è possibile ascoltare in podcast il mio intervento a RADIORADIO sulla vicenda del concorsone al Comune di Roma 

http://www.radioradio.it/apps/radioradio/utils/download.ashx?file=/Assets/RadioRadio/Uploads/Documents/Podcast/RADIO%20RADIO-%20%20LA%20DOMENICA%20POLITICA%20-%20FERNANDO%20MAGLIARO%20-%2017-11-2013.mp3