*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Caudo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Caudo. Mostra tutti i post

sabato 29 giugno 2019

COME E PERCHÉ ANNEGHIAMO NEI RIFIUTI


C’è un diario nell’ultima e più grave crisi del ciclo dei rifiuti che spiega come mai le strade della Capitale siano da settimane un’immensa discarica. Si parte a fine marzo: Luigi Palumbo, commissario nominato dal Tribunale che gestisce le aziende di Manlio Cerroni, annuncia ad Ama che i due impianti di trattamento (di Cerroni, appunto) privati avrebbero dovuto essere sottoposti a manutenzione. Da fine aprile per tutta l’estate. Risultato: 500 tonnellate giornaliere in meno di rifiuti indifferenziati da lavorare. 
Sono i giorni della grande crisi di Ama: quelli dell’addio dell’ultimo assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, e della defenestrazione dell’ennesimo CdA dell’era grillina in Campidoglio con l’addio polemico di Bagnacani seguito dagli strascichi in Procura. Massimo Bagatti, direttore esecutivo che regge Ama nel periodo di transizione, riesce a trovare un compromesso con il privato: la manutenzione programmata sarà più morbida e si parte non più il 25 aprile ma il mese successivo, 27 maggio, cioè il giorno dopo le elezioni europee. 
In quei giorni ci sono gli appelli, la corsa frenetica a trovare soluzioni tampone, a chiedere, tramite Zingaretti, l’aiuto delle altre regioni e delle altre province
Perché una cosa deve essere ben chiara: né VeltroniAlemanno hanno avuto la forza di imporre soluzioni alternative a Malagrotta. Poi Marino che Malagrotta l’ha semplicemente chiusa ma sempre senza avere la via d’uscita. Ma la Raggi e i 5Stelle nel dna hanno la negazione dell’utilità degli impianti di trattamento: né termovalorizzatorigassificatoriinceneritori. E men che meno discariche di servizio che nulla hanno a che vedere con una Malagrotta bis. Basti vedere la cagnara aizzata solo all’idea di una discarica di servizio a Pian dell’Olmo: i grillini tornano rapidamente il partito del "no” salvo poi rivolgersi a Zingaretti e all Regione. E, infatti, l’Ama targata Raggi/5Stelle gli impianti li usa eccome, quelli delle altre Regioni però. E a carissimo prezzo. 

Il problema è che prima di spedire fuori Roma i rifiuti questi vanno trattati, preparati. E il trattamento si fa negli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB). Ama ne aveva due: Salaria e Rocca Cencia. Salaria è andato a fuoco a dicembre scorso e oramai è chiuso anche se, come ricorda spesso il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, mancano gli atti ufficiali di chiusura. Rocca Cencia si guasta spesso, visto che sta lavorando al limite della capacità. Ama avrebbe anche un terzo impianto, un tritovagliatore mobile a Ostia, già feudo grillino, ma l’impianto, della capacità di 200 tonnellate al giorno, resta fermo. Gli altri sono impianti privati. Anzi, di uno solo: Cerroni. Il tanto bistrattato dai grillini ras dell’immondizia è ancora lui a tenere a galla la città. Ma le manutenzioni programmate - e, quindi, di fatto sottovalutate dal Campidoglio - creano il tappo. Altri privati non si fidano di Ama e della solidità di chi non approva un bilancio da due anni. Inoltre, questo perdurante stato di cronica mancanza di impianti, obbliga Ama a portare i rifiuti fuori città logorando la già vecchia fotta dei propri mezzi, una flotta oramai pericolosamente scesa a metà dell’efficienza e con veicoli vicini all’età della pensione. 



lunedì 25 aprile 2016

STADIO; IN CONSEGNA IL DOSSIER FINALE




In silenzio e pancia a terra: i tecnici, architetti, ingegneri, geometri, del team che sta lavorando sul progetto definitivo dello Stadio della Roma di Tor di Valle, ce l'hanno fatta. Il pacchetto è pronto e entro la prossima settimana, probabilmente metà settimana, sarà consegnato in Campidoglio. Siamo alla scelta del fiocco. Il Tempo aveva anticipato, nelle scorse settimane, che dal Gruppo Parnasi era partita un'email a tutti i tecnici di consegnare tutto entro l'8 aprile. Data poi slittata di una settimana a causa di piccoli ritardi da parte di alcuni progettisti. Da quel momento, riunioni su riunioni per chiudere il plico da portare da Tronca.

A giugno 2015, con la grande presentazione al Salone delle Tre Fontane dell'Eur, la Roma ci aveva già provato: il progetto presentato allora, però, era carente di una serie di documentazioni. In Campidoglio sedeva ancora Marino e Caudo, pur essendo un grande sostenitore del progetto, lo rimanda, di fatto, indietro. Passano le settimane e nel frattempo, salta Mark Pannes e arriva David Ginsberg dal Liverpool, uomo del fondo Raptor e specializzato nell'impiantistica sportiva, non a caso segnalato a Roma anche in questi giorni. E si rifanno i conti: costi sottostimati e entrate sovradimensionate. Tanto che, sotto Natale, vengono rifatti tutti i calcoli sui parametri matematici sui quali si calcolano le cubature degli edifici. Ora siamo al tentativo numero due. E, chiaramente, restano aperti i quesiti più tecnici: a Tronca, cosa verrà effettivamente consegnato? Sarà davvero il progetto completo in ogni sua parte. E, poi, come si comporterà il Commissario Straordinario? In teoria la legge non pone dei termini precisi per l'esame preliminare del Campidoglio del plico prima di girarlo in Regione per l'avvio della Conferenza di Servizi. Tronca potrebbe quindi tenere fermo il progetto per il tempo necessario all'insegnamento del nuovo Sindaco e lasciare la patata bollente a lui... O lei.

venerdì 23 ottobre 2015

STADIO; CAUDO: "NESSUNA BOCCIATURA PER LA METRO"


PARSITALIA (PARNASI): "ENTRO POCHE SETTIMANE PRONTI I DOCUMENTI MANCANTI"



Entro poche settimane consegneremo in Comune i documenti mancanti”, dice Simone Contasta, di Parsitalia. E, Giovanni Caudo, assessore all’Urbanistica: “Non c’è nessuna bocciatura della metro” per lo stadio di Tor di Valle. 
Questo, in sintesi,  il risultato del sopralluogo di ieri sull’area dell’ex ippodromo, organizzato dall’Osservatorio Tor di Valle, l’organismo creato dall’Assessorato all’Urbanistica e che unisce comitati di quartiere e Municipi IX e XI per discutere del nuovo stadio della Roma di Tor di Valle. 
Entro quante settimane il dossier sarà effettivamente completo non è chiaro, anche perché Claudio Vercelli, geologo della Geores che sta curando i sondaggi geologici, conferma che mancano ancora le trivellazioni per il fosso di Vallerano e per le complanari di inserimento sull’autostrada Roma-Fiumicino. 
Difficilmente la consegna avverrà prima di novembre o, più probabilmente, di dicembre. Ribadite ai cittadini presenti le assicurazioni in merito alla bontà e innovazione del progetto, il piccolo colpo di teatro è venuto dall’incontro con l’assessore Caudo che dice: “non c’è nessuna bocciatura del progetto sulla metropolitana. Si deciderà tutto in conferenza di servizi in Regione”. 



Come si ricorderà, fra le relazioni che il Comune aveva inviato in Regione e ai proponenti, figurava un passaggio dell’assessorato alla Mobilità che, facendo propria una posizione di Atac, dichiarava il progetto sulla diramazione Metro B “inutile e dannoso”. Tuttavia, anche da parte dei proponenti le analisi progettuali sul trasporto pubblico su ferro continuano a essere incentrate proprio sulla metro B. 

venerdì 25 settembre 2015

STADIO; GIUNTA E PD, TUTTI CONTRO TUTTI



ESPOSITO: "ALTRE PRIORITÀ PER ROMA"
MARINO CONTRO ESPOSITO: "PROGETTO IMPORTANTE, ASPETTIAMO CONFERENZA SERVIZI AVVIATA DA REGIONE"
REGIONE CONTRO MARINO: "CONFERENZA DI SERVIZI NON AVVIATA"
ESPOSITO CONTRO CAUDO: "CON TUTTI I PROBLEMI, PARLIAMO DI STADIO?"
GIUNTELLA CONTRO ESPOSITO: "CAMPAGNA CONTRO LO STADIO"
PALUMBO CONTRO ESPOSITO: "ASSESSORE IN CONFUSIONE"

La verifica del progetto riguardante lo stadio della Roma è ora oggetto della Conferenza di Servizi avviata dalla Regione. È quello il luogo delle verifiche e, se sarà necessario, delle correzioni da chiedere. Si tratta di un progetto importante a cui questa amministrazione tiene molto. Aspettiamo quindi con fiducia che si chiuda questa ultima verifica". 
Parola di Ignazio Marino, da New York. 

Conversando con alcuni potenziali investitori americani, il Sindaco ha accennato anche alle vicende dello stadio della Roma. Dopo aver rimarcato l’importanza del progetto ”cui l’Amministrazione tiene molto”, Marino ha aggiunto di attendere “con fiducia che si chiuda questa ultima verifica” [la Conferenza di Servizi finale in Regione, ndr]. 



Se non che, non c’è nessuna Conferenza aperta in Regione, come da via Cristoforo Colombo fanno sapere. 




Non è aperta perché i progetti presentati, come oramai tutti sanno, sono incompleti, tanto che, lo scorso 5 agosto, dalla Regione è partita una lettera in duplice copia, una ai proponenti (Parnasi/Pallotta) e una, per conoscenza, proprio al Campidoglio, chiedendo le varie integrazioni documentali che, per ora, non sono pervenute. 

Solo quando arriveranno tutte le carte mancanti - che, per inciso, dovranno essere depositate in Comune che, prima di inoltrarle alla Regione, dovrà vagliarle e verificarne la rispondenza alle leggi e alla delibera di pubblico interesse - potrà partire il countdown dei sei mesi per i lavori della Conferenza di Servizi.




E, intanto, si registra (l’ennesima) spaccatura interna al PD

L'assessore alla Mobilità, senatore Stefano Esposito
Dopo aver lanciato la frecciatina dei giorni scorsi (“Ognuno faccia il suo mestiere”, “ci sono altre priorità”) sulla questione Metro B, Stefano Esposito, assessore alla Mobilità, rincara la dose degli attacchi contro il titolare dell’Urbanistica, Caudo
Comincino ad affrontare i temi veri (ambiente, interesse pubblico, questioni urbanistiche, espropri). Con tutti i problemi che ci sono in questa città, ci occupiamo dello Stadio?”. 
L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo

Posizione, quella dell’assessore Esposito che manda in fibrillazione  il presidente romano del Pd, Tommaso Giuntella (noto tifoso giallorosso tanto quanto Esposito supporter juventino) che in un tweet parla di “campagna di stampa contro lo Stadio. L’Assemblea capitolina si è già espressa, basta ostruzionismo, liberiamo la città”. 
Da chi, poi? 

E anche il consigliere PD al Comune, Marco Palumbo, non è tenero: “l'assessore Esposito è lievemente confuso. Il pubblico interesse dell’opera è stato sancito con l'approvazione definitiva di una delibera nel dicembre dello scorso anno. Non si può superficialmente derubricare lo stadio di Tor di Valle a questione secondaria per Roma:è la prima grande opera messa in cantiere dopo anni e avrà ricadute positive su molti fronti. Fa male l'assessore a prendere sottogamba le opere legate a viabilità e trasporti in quell'area. Non si tratta di cantieri che riguarderanno esclusivamente lo stadio, ma tutta la città”. 

mercoledì 23 settembre 2015

GRANDINE MEDIATICA SULLO STADIO DELLA ROMA

Alla partenza dell’Osservatorio sullo Stadio della Roma - inaugurato ieri dall’assessore all’Urbanisitca, Caudo, e che mette insieme progettisti, istituzioni e cittadini per monitorare tutto il dossier sulla futura “casa” giallorossa - è piovuta una “grandinata mediatica” proprio su Tor Di Valle e sull’impianto: l’assessore alla Mobilità, Esposito, contro Caudo; Legambiente e Italia Nostra a dar fuoco alle polveri per una “giornata dei lunghi coltelli” di tipo urbanistico-sportivo.



La notizia che la Procura ha aperto un fascicolo, delegando alla Guardia di Finanza il controllo di tutte le procedure seguite, in merito al rischio idrogeologico ha dato il via alle danze. Fascicolo che si somma a quello aperto su esposto dei 5Stelle in merito alle cubature e a quello sulla compravendita del terreno su cui dovrebbe sorgere il futuro stadio fra Papalia e Parnasi

Legambiente e Italia Nostra subito hanno sparato alzo zero: “ribadiamo la nostra contrarietà su una speculazione edilizia di un milione di metri cubi che aumenterebbe il rischio idrogeologico e farebbe definitivamente a pezzi la Roma-Lido e la Metro B”, ci fa sapere Legambiente, mentre Italia Nostra definisce “demenziale” la proposta di “un gigantesco complesso urbanistico in quell'area con così gravi handicap idrogeologici”. Ovviamente, entrambe le associazioni ambientaliste si affrettano a dire che lo stadio va fatto “ma non a Tor di Valle” (Italia Nostra) e “non siamo contro lo stadio ma contro questa visione di sviluppo della città che si basa su nuovo cubature e interessi privati” (Legambiente). 
Poi va registrata la diatriba fra assessori. Mobilità contro Urbanistica. Stefano Esposito (quello del coro “Roma merda” in radio), contro Giovanni Caudo. Dice il titolare della Mobilità: “Prima pensiamo a far funzionare le corse di tutti i giorni. Lo stadio della Roma è una grande opportunità, ma ora le priorità sono altre. La preoccupazione di tutti ora è quella di avere corse puntuali poi discuteremo nel dettaglio anche della frequenza e dello stadio. Ognuno faccia il proprio mestiere”.


Giornata nera, quindi, per lo Stadio e il duo Pallotta/Parnasi. 

Anche perché lo stesso Caudo è stato molto fermo: “La Conferenza dei servizi non è ancora attivata. Nel trasferire il materiale alla Regione, abbiamo elencato le carenze documentali. Le integrazioni dovevano essere ultimate il primo settembre, evidentemente dalla Roma si stanno prendendo qualche giorno in più e ben venga, perché il progetto è complesso e tutto deve essere fatto con il massimo rigore”. 

E sulla Metro: “La delibera dice che lo stadio può aprire se il 50% delle persone arriva con i mezzi pubblici cioè, se non ci sono 16 treni l'ora (uno ogni 3 minuti e mezzo) lo stadio non apre. La delibera capitolina stabilisce che in modo prioritario questo dovrebbe realizzarsi col prolungamento della linea B della metropolitana. Se in fase di conferenza di servizi decisoria, a seguito del parere gestionale espresso da Atac, si dovesse prevedere l'opzione di aver questo livello di servizio solo sulla Roma-Lido, automaticamente si disobbliga dal prolungamento della B e la Regione si fa carico di garantire i 16 treni l'ora su quella tratta”. 
E su questo, partita aperta dato che ritorna in auge l’offerta dei francesi di Ratp (quelli che gestiscono la metropolitana di Parigi) che aveva offerto alla Regione investimenti 247 milioni di euro in cambio degli incassi di biglietteria e di un contributo annuo di 30 milioni. Progetto momentaneamente accantonato da Zingaretti. 
Infine, sulla vicenda inchiesta per il rischio idrogeologico, Caudo: “Quando c’è un esposto la Procura ha l'obbligo di aprire un fascicolo. Abbiamo messo a disposizione tutte le carte. Il parere dell'Autorità di Bacino è lo stesso dato nella conferenza dei servizi preliminare del 7 agosto 2014 (come confermato in diretta su Radio Radio dall’ing. Cesari dell’Autorità di Bacino). Il progetto definitivo ha previsto, come da richiesta, interventi di messa in sicurezza idraulica dell’area per 5 milioni di euro. Quando la Conferenza di Servizi in Regione si aprirà, si valuterà anche questa parte”.


STADIO; INDAGA LA PROCURA, CARTE ALLA GUARDIA DI FINANZA

È uno dei grandi nodi da sciogliere ancora, quello della proprietà delle aree. La Procura indaga sulla compravendita dell’area oggi di proprietà di Parnasi, che però, è solo il 50,4% della superficie interessata dall’intero progetto. Un altro 8% è di proprietà pubblica, ma il 41,6% è di altri privati, quasi tutta, oltre il 90%, di società riconducibili al Gruppo Armellini. 
Ed è su questa parte che si incentra un pezzo della relazione che il Campidoglio ha allegato al cosiddetto “progetto definitivo” dell’impianto di Tor di Valle, al momento dell’invio del dossier alla Regione, lo scorso 25 luglio. 


Il Dipartimento Ambiente del Comune ha evidenziato un serie di problematiche ancora da risolvere. Fra queste, quello della proprietà delle aree
Si legge, infatti,“Oggi Eurnova […] non dispone delle aree del “parco agricolo” né delle aree di mitigazione a contatto con il depuratore Roma Sud. Dalla lettura della documentazione tecnica presentata, non si fanno riferimenti a questi aspetti legati al cronoprogramma degli interventi”. Inoltre, viene evidenziato che “le aree del parco agricolo, superficie di 230mila metri quadri, sono tutte di proprietà privata”. Tradotto dal burocratese: per realizzare il parco così come progettato, occorre che il Comune provveda “all’acquisizione delle aree individuando una procedura negoziata o per esproprio”. Insomma, il duo Parnasi/Pallotta o compra le aree che mancano o il Comune dovrà espropriarle

E non è questo l’unico problema che sta facendo slittare in avanti nel tempo l’apertura della Conferenza di Servizi finale in Regione. 

Il primo, come Il Tempo ha anticipato già nell’inchiesta di luglio scorso sul dossier Stadio, è dato dalla carenza di documentazione che rende il progetto non completo, almeno non in termini di legge. 
Mancano, infatti, tutta una serie di documenti - a partire dai sondaggi (ormai in fase di conclusione), al computo metrico estimativo, dalla relazione economico-finanziaria al piano particellare aggiornato e altri - che fanno del progetto non un definitivo ma una sorta di preliminare molto avanzato. Almeno per alcune parti di esso.

Il secondo, è il problema metropolitana
Ad agosto scorso, in Conferenza di Servizi preliminare, i tecnici capitolini si espressero chiaramente per destinare la parte di fondi messi a disposizione dai privati per il trasporto pubblico su ferro al miglioramento della Roma-Lido di Ostia, escludendo qualsiasi intervento sulla Metro B
Su indicazione del sindaco Marino, invece, in sede di trattativa con la Roma, e poi in delibera questo parere tecnico è stato “rovesciato”: nel testo varato dall’Assemblea Capitolina, infatti, si legge che l’intervento sul trasporto pubblico su ferro, dovrà essere realizzato “prioritariamente” attraverso il prolungamento della linea B della Metro fino a Tor di Valle, pur rimanendo scritte le perplessità del Dipartimento Mobilità sui rischi di interferenze con il servizio sulla Roma-Lido. 
Se non che, sia l’Atac che il Dipartimento Mobilità, analizzando il “progetto definitivo” presentato a giugno di quest’anno, hanno espresso nuovamente la loro contrarietà tecnica a quest’opera definita “inutile e dannosa” e in grado di mettere a rischio “2/300mila utenti” con una diminuzione del servizio del 40% in direzione Laurentina.

Un tema questo della metro che lascia, però, abbastanza indifferenti in Campidoglio: il nodo, dicono dagli uffici di Roma Capitale, verrà sciolto solo in sede di Conferenza di Servizi decisoria. Solo lì, infatti, si potranno effettuare le valutazioni approfondite sia sulla ipotesi progettuale presentata sia su eventuali altre varianti.

Un ulteriore problema è dato dal rischio idrogeologico. Giusto tre giorni fa, in risposta ad una interrogazione presentata da Filiberto Zaratti, deputato di SeL ed ex verde, il sottosegretario all'ambiente, Silvia Velo, Pd, citando l'Autorità di Bacino del Tevere, aveva parlato di rischi idrogeologici sul Fosso di Vallerano e su tutta l'area interessata dal progetto. In sostanza, esiste un rischio alluvioni nella zona. Si tratta, anche in questo caso come per la diramazione della Metro B, di un problema già noto sin dall'inizio della progettazione tanto che la stessa Autorità di Bacino aveva prescritto interventi di contenimento e mitigazione del rischio sul Fosso di Vallerano per un investimento globale di ben 5 milioni di euro. Investimenti conteggiati nel progetto che, chiaramente, dovrà poi essere valutato dall’Autorità di Bacino in sede di Conferenza definitiva. 

Tutto questo, quindi, comporta un evidente dilazione nei tempi di apertura della Conferenza di Servizi definitiva: occorrono prima i documenti mancanti (che dovevano giungere il 5 settembre ma la cui consegna è slittata), poi la revisione del progetto sul trasporto pubblico su ferro, quindi il problema dell’acquisizione delle aree mancanti. Solo allora, in Regione, partirà realmente il count-down dei sei mesi per chiudere la pratica. Cui dovranno comunque sommarsi le procedure per le gare europee (6-8 mesi) per le opere di interesse pubblico. 


Insomma, la strada per aprire i cantieri è ancora molto lunga: le promesse del Sindaco sulla prima pietra entro il 2015 appartengono al libro dei sogni. Infranti.

lunedì 29 giugno 2015

STADIO: "SOLO ERRORI DI TRASMISSIONE. SI VA AVANTI"

La mancanza di parte della documentazione non cambia la nostra impostazione”. Dopo che, nei giorni scorsi, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo, aveva specificato in una intervista pubblica quanto Il Tempo aveva già anticipato circa i dubbi sulla prosecuzione dell’iter procedimentale per l’esame dello stadio della Roma in assenza di tutta la documentazione “definitiva” del progetto, la scoperta della mancanza anche di altre relazioni sulle opere “di pubblico interesse” non muta sensibilmente la posizione del Campidoglio.
Abbiamo contattato anche il coordinamento del progetto, esponendo la carenza di questa parte di progetto e, cioé, la mancanza delle relazioni esplicative sugli interventi previsti per l’asse viario di Via del Mare e Via Ostiense, sullo svincolo di Parco de’ Medici lungo l’autostrada Roma-Fiumicino e sull’asse viario interno che collegherà proprio l’autostrada con la via del Mare attraverso il ponte carrabile sul Tevere. Ci sono solo mappe e cartine, disegni grafici e sezioni, ma nessuna relazione che spieghi in modo discorsivo come si intenda procedere e che tipo di lavori si vogliono fare.
Crediamo - fanno sapere i coordinatori del progetto - che si possa trattare solo di un errore nella trasmissione dei plichi e nella stesura degli elenchi dei file presentati al Comune. Nei prossimi giorni, effettueremo le opportune verifiche e saremo in grado di fornire una risposta più approfondita”.



Le carte - spiega Caudo - sono all’esame dei dirigenti e degli uffici tecnici. Spetta a loro verificare e controllare. Sulla base delle loro verifiche, poi, vedremo come procedere ma la questione resta sempre la stessa. Il progetto è importante non solo per la città ma per il Paese intero. Inoltre, è, come ho già detto in passato, di grande qualità. Il Comune, a suo tempo, ha fornito indicazioni precise e, sulla base di quelle, è stato costituito un gruppo tecnico di lavoro fra i diversi assessorati coinvolti, coordinato dall’Urbanistica, che sta studiando la documentazione e la invierà in Regione. Allegheremo una relazione che metterà in evidenza eventuali carenze che ci sono nella documentazione. Abbiamo già visto che manca la quantificazione dei costi delle opere pubbliche e ora queste. Noi manderemo in Regione e al proponente la nostra relazione, che avrà modo di integrare i documenti che sono necessari all'approvazione, ma poi la Conferenza di Servizi decisoria potrà richiedere integrazioni specifiche”.

giovedì 25 giugno 2015

STADIO ASROMA; E MARINO SI FA LO SPOT AL MINISTERO

E, nella contesa politica che vede il sindaco Marino contrapposto (più o meno) al resto del mondo, entra anche lo Stadio della Roma. “Visita di cortesia politica”, infatti, ieri in mattinata del Primo Cittadino - accompagnato dagli assessori all’Urbanistica, Giovanni Caudo; ai Trasporti, Guido Improta; e ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci - al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio

Ministero che, leggi alla mano, sullo Stadio ha una sola competenza: quella di autorizzare, quando sarà fatta, l’esercizio della futura Metro B a Tor di Valle. 

Per il resto, queste sono carte di competenza del Comune e della Regione Lazio quando approderanno a via Cristoforo Colombo. 

Un incontro fissato da marzo scorso, fanno sapere in Campidoglio, su suggerimento dell’assessore ai Trasporti, Improta, in un momento, quindi, di relativa calma politica. 
Ma che si è trasformato in un (auto) spot che il Sindaco ha fatto a se stesso uscendo e creando, dicono i bene informati, non pochi malumori nel ministro Delrio. 
Insieme alla delegazione capitolina, si sono presentati al Ministero anche Luca Parnasi e Mark Pannes, Ceo dello Stadio Tor Di Valle SpA. 
Il Ministro - ha raccontato Marino ai cronisti all’uscita - ha detto che questo progetto fa vedere che l’Amministrazione di Roma è solida”. 



Se non altro, per una volta, il Sindaco ha evitato l’abituale danza delle date, limitandosi a un sobrio “i lavori dureranno 22 mesi dalla posa della prima pietra”. 
Prima pietra che anche lo stesso Parnasi non ha scadenzato: “l'obiettivo è quello di arrivarvi quanto prima”. Parnasi che ha tenuto a ribadire: "È un investimento totalmente privato da oltre un miliardo e mezzo che non peserà assolutamente sul bilancio del Comune e l'interesse pubblico si basa su un complesso di opere infrastrutturali di oltre 300 milioni di euro, due parchi, due ponti, riqualificazione di una stazione, una nuova linea della metropolitana”.

AS ROMA, I SEGRETI DELLO STADIO

Il count down è iniziato: martedì 23 si è riunito il gruppo di lavoro interassessorile che deve esaminare il progetto “definitivo” dello Stadio della Roma. 
Tre settimane/un mese, tanto è il tempo preconizzato dall’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, per completare questa fase del lavoro. 
Il Gruppo di lavoro, composto da funzionari e tecnici del Campidoglio dei diversi settori interessati, Urbanistica, Sport, Commercio, Lavori Pubblici, Ambiente, Mobilità, dovrà esaminare le carte prodotte da Parnasi e Pallotta e decidere innanzitutto se esse rispondono alle prescrizioni contenute nella Delibera di Pubblico interesse, quella del 22 dicembre scorso, con cui il Consiglio comunale ha dato il suo via libera al progetto. 
In secondo luogo, come precisato dallo stesso Caudo il 15 giugno, quando il dossier approdò formalmente in Comune, “Compito del gruppo di lavoro sarà anche quello di valutare se la documentazione presentata sia sufficiente per poter essere trasmessa alla Regione”.

E, allora, vediamolo questo progetto che Il Tempo anticipa in esclusiva. 

I NUMERI DEL PROGETTO
620 documenti, divisi in sette cartelle, per un totale di 53 relazioni che assommano a 7.041 pagine e 567 fra tavole, grafici e disegni computerizzati. 

Sette cartelle, si diceva: la cartella zero contiene solo l’elenco numerico degli elaborati con il nome identificativo di ciascuno; la cartella 1 “masterplan ed elaborati di presentazione generale” a sua volta suddivisa in cinque sottocartelle: “masterplan generale”, “masterplan del paesaggio”, “strategia energetica e progettazione impianti”, “accessibilità” e, infine, “strutture”.
Segue la cartella 2, “progetto urbanistico”, in cui si trovano i documenti relativi alle tavole territoriali, agli studi geologici e idrologici e, infine, agli elaborati ambientali. 
Elaborati ambientali, poi, meglio specificati nella successiva cartella che è quella che contiene i documenti necessari per ottenere le Valutazioni di Impatto Ambientale.
Lo “studio del sistema dei trasporti” e lo “studio del traffico”, poi, sono le due cartelle che dovrebbero esaurire il tema trasporti.
Le cartelle numero 5 e 6 - rispettivamente “progettazione delle opere pubbliche” e “opere private” - sono la “ciccia” del progetto: qui ci sono i file dello Stadio, della Nuova Trigoria, delle tre torri e del convivium, più i due ponti sul Tevere, quello per le macchine e quello pedonale, i due parcheggi multipiano e quelli a raso, la stazione di Tor di Valle con il suo profilo avveniristico, le opere di viabilità e le fogne. 
Ultima cartella, a chiudere, la logistica di cantiere che contiene le soluzioni escogitate, durante la futura costruzione di tutto il complesso, per ridurre al minimo l’impatto acustico, il traffico di mezzi pesanti e le polveri nell’aria.





LO STADIO
Vediamo più nel dettaglio come sarà il “cuore pulsante giallorosso”.

Capacità: 60mila spettatori (di cui 7.500 temporanei) ripartiti in tre anelli e il campo ovviamente sarà in erba naturale. Tutti i posti saranno protetti da una copertura in acciaio e policarbonato, simile per forma all’antico Velarium che ricopriva il Colosseo, l’elemento al quale Dan Meis, l’architetto che l’ha disegnato, si è ispirato. 
Lo stadio sarà dotato al suo interno di una strada ad anello, connessa con quattro tunnel per garantire l’accesso in campo delle ambulanze e dei mezzi di manutenzione del campo da gioco. L’impianto comprenderà circa 50 Suites, un Club da 6.400 posti, una Tribuna d’Onore da 800 posti, oltre a un Club da 200 posti alla quota del campo da gioco da cui, attraverso una vetrata, sarà possibile assistere all’entrata in campo dei giocatori. Sulla sua facciata verrà posizionato uno schermo gigante sul quale verranno proiettati partite e concerti trasformando la piazza in un grande cinema all’aperto. L’elemento distintivo del Nuovo Stadio sarà la Curva Sud: con una capienza di 14.900 posti, l’architettura della curva è più scarna ed essenziale, e rappresenta e
simbolizza l’identità della AS Roma e della sua tifoseria. Le sue gradinate saranno separate dal resto dello stadio, mentre i tre anelli, oltre che attraverso le scale, saranno collegati tramite rampe esterne. Lo stadio è concepito per assumere diverse configurazioni a seconda dell’evento e il sistema di protezione del manto erboso favorirà la flessibilità dell’edificio in caso di concerti. I giocatori della Roma accederanno all’impianto attraverso una strada carrabile interna accessibile sia con gli autobus, che con le loro auto private. Gli spogliatoi, ovviamente accessibili a persone con disabilità, sono divisi in zona secca (servizi igienici, spogliatoio, area fisioterapia) e umida (docce e jacuzzi), collegate da un’area riscaldamento di circa 100 mq. Saranno dotati di sistema di ventilazione meccanico.

Nella stessa area si allocheranno lo spogliatoio / ufficio degli allenatori e tecnici, degli arbitri, dei medici, la sala antidoping, l’infermeria, gli uffici e la sala relax dei giocatori, che sarà comunicante con il salone delle famiglie mediante pannelli scorrevoli. Per le squadre ospiti sono previsti 3 spogliatoi e una sala riscaldamento di circa 100 metri quadri. Nel progetto sono previsti, all’interno dell’impianto, tre aree dedicate ai membri privati: il club lounges (4mila posti), al terzo piano in corrispondenza del secondo anello, dotato di divani, buffet, televisori. Questi spazi saranno anche affittabili dai soci per funzioni private. Ci sono poi le “suites lounges” (2 sale, ciascuna da 300 posti), con buffet, bar e monitor tv. Infine, il “club giocatori”, con una capacità di mille posti, dotati di area relax, buffet e la possibilità, essendo posto in prossimità del tunnel di ingresso al terreno di gioco, di poter vedere, da dietro una vetrata, i giocatori al momento dell’ingresso o dell’uscita dal campo.


IL ROMA VILLAGE
A fianco allo Stadio vero e proprio, sorgerà il Roma Village: 13 boutique e ristoranti, il 
Birrificio Peroni (900 metri quadri) con terrazza panoramica sullo Stadio, gli studi televisivi della Roma (1802 metri quadri) dove troveranno posto le redazioni del canale As Roma Tv e del canale Roma Radio, il Nike Team Store (due piani di 1241 metri quadri) con l’ingresso, al piano terra, con facciata a led e accesso alla terrazza panoramica. Insieme a questi, la Hall of Fame, il ristorante panoramico e la Galleria delle Antichità

martedì 16 giugno 2015

LA ROMA PRESENTA IL SUO STADIO

Doveva essere il “big day”, il grande giorno, e così è stato. Così grande che, per presentare alla stampa il dossier Stadio di Tor di Valle, James Pallotta, presidente della Roma, si è addirittura messo la cravatta, lui che non la indossa mai. Certo, è durata meno di un battito di ciglia, dato che l’ha sfilata subito, ma è il simbolo di quanto la Roma ci creda, nel progetto Stadio.


Parterre delle grandi occasioni: e il progetto, oggettivamente, almeno su carta e plastico, non ha deluso per fascino e innovazione anche se c’è qualche perplessità sulla viabilità, giudicata “insufficiente” dal professor Simoncini, docente di Urbanistica a La Sapienza. 



La mattina di ieri era iniziata in Campidoglio dove Pannes - e non Pallotta - si è recato per consegnare formalmente il dossier al sindaco Marino (non presente all’incontro con la stampa) che, ovviamente, s’è affrettato a metterci il cappello: "Con la presentazione del progetto definitivo si compie un altro importantissimo passo in avanti verso la realizzazione dello stadio della Roma”. Il Comune dovrà “effettuare le necessarie verifiche prima della trasmissione del progetto alla conferenza dei servizi regionale. Un percorso che ci impegniamo a completare rapidamente, con il massimo rigore”. E, anche l’assessore all’Urbanistica, Caudo, spiega: “Il nostro compito è di natura tecnica: dobbiamo verificare la coerenza fra il progetto e le prescrizioni contenute nella delibera di pubblico interesse”. E, poi, una stilettata: Bisognerà anche “valutare se la documentazione presentata sia sufficiente per poter essere trasmessa alla Regione”. Tre settimane (minime) per questo esame preliminare. Che, però, nonostante le certezze espresse in conferenza stampa, potrebbe richiedere più tempo per integrare i progetti presentati che, evidentemente, tanto definitivi non sono. Anche perché i progettisti sono ancora al lavoro per consegnare un ulteriore perfezionamento progettuale dei vari elementi per il prossimo 15 luglio. Non solo. Rimangono - e non sono stati fugati - i dubbi in merito alla “definitività” del progetto presentato. A Luca Parnasi abbiamo chiesto: “avete svolto i sondaggi geologici solo sulle aree di vostra proprietà ma il progetto prevede edificazioni, alcune fondamentali come i ponti sul Tevere, la metropolitana e la stazione, che non ricadono in queste aree. Considerate definitivo il progetto”? La risposta è stata: “Sono definitivi perché sono stati soddisfatti tutti i requisiti richiesti dalla delibera. Abbiamo fatto i progetti sulla base delle assunzioni che abbiamo. C’è un percorso di 6 mesi in Conferenza di Servizi dove avremo anche il tempo di recepire le osservazioni degli uffici e quindi per modificare il progetto”. 

A questo punto, quindi, l’iter prevede le tre settimane/un mese per il Campidoglio per “guardare” le carte, il loro deposito, poi, in Regione che, su richiesta dei proponenti, convocherà la Conferenza di Servizi decisoria. 
Dalla data di convocazione e insediamento della Conferenza inizieranno a decorrere i sei mesi di tempo entro i quali si dovrà dare il via libera finale al progetto e, contestualmente, redigere la “Convenzione Urbanistica”, cioè il “contratto” fra il Comune e la Roma che regolerà ogni singolo aspetto della costruzione di tutto il complesso. 
Dopo di che - come ha ricordato lo stesso Parnasi - si andrà a gara d’appalto europea per tutte le opere di interesse pubblico (ponti, metro, stazioni, strade e via dicendo) cosa che richiederà non meno di 8-10 mesi fra pubblicazione e assegnazione dell’appalto. 
Quindi, a occhio, i cantieri potrebbero partire, se va tutto bene e non ci sono ricorsi, per l’autunno 2016 e, quindi, calcolando i 22-24 mesi previsti dalla Roma per i lavori, l’intero complesso dovrebbe aprire per l’autunno/inverno 2018.



Pallotta sperava di farlo prima: "Pensavamo che il Comune si potesse muovere più velocemente, poi ci sono dei ritardi per altre ragioni. Vogliamo iniziare i lavori entro la fine dell'anno, la mia pazienza è molto limitata, ma se ci sarà qualche mese di ritardo non sarà un problema. Pensate che l'Italia sia il peggior Paese per la burocrazia, posso dimostrarvi che non è così". Infine, avverte i tifosi: "I razzisti e i violenti resteranno fuori". 

venerdì 1 maggio 2015

STADIO; I GEOLOGI: "TERRENO MIGLIORE DI QUANTO CI ASPETTAVAMO"

Qui il terreno risulta migliore rispetto a quanto ci aspettavamo”. Claudio Vercelli, ingegnere e direttore generale della Geores, la società che per conto della Roma sta eseguendo i sondaggi geologici sull’area dell’Ippodromo di Tor di Valle, è decisamente ottimista. “Dove ci sono le anse del Tevere - spiega - cioè dove il Tevere ha depositato, in tempi recenti, i suoi materiali fini, la vegetazione è stata inglobata e trasformata, nel tempo geologico, in torba. Sull’altro lato (quello più vicino il depuratore Acea e il Fiume) questi livelli di torba sono molto più consistenti mentre qui (nell’area dove dovrebbe sorgere lo Stadio, per intendersi, zona Tribuna Tevere Distinti Sud) il terreno risulta migliore di quello che ci aspettavamo”. 




Dalle prime rilevazioni, infatti, sono emersi dati che indicano in 58-62 metri la profondità che dovrà essere raggiunta dai pali delle fondazioni dello Stadio e le previsioni indicano in 1500 i pali da piantare. 

Domanda precisa: cosa si presenterà in Campidoglio il 15 giugno, dato che i sondaggi terminano (su carta) il 5 giugno e che si stanno realizzando solo su aree di Parnasi mentre le costruzioni saranno anche su altre aree? 
In Comune - rispondono i dirigenti della Roma presenti all’incontro - il 15 giugno contiamo di presentare il masterplan (un disegno generale dell’opera con l’esatta localizzazione di tutti gli edifici e le loro dimensioni di base) con i progetti definitivi delle opere pubbliche, di trasporto, dei ponti”. Proprio l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo, nei giorni scorsi aveva lanciato un messaggio molto chiaro: “Il Comune è interessato a un intervento di qualità che non è solo estetica. Ci aspettiamo che, ancora di più in questa fase attuativa, la qualità sia il criterio guida per i progetti definitivi e per la realizzazione dell'intervento nel suo complesso”.