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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Francesca De Vito. Mostra tutti i post
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venerdì 4 settembre 2020

SCANDALO D'AMATO/BARILLARI: "CHIEDERÒ DOVE SONO FINITI I SOLDI"


"Chiederò in ogni sede, Commissione e Consiglio, all’assessore D’Amato di chiarire e spiegare dove sono finiti questi soldi. Già con il caso mascherine fantasma hanno dimostrato di non saper gestire gli appalti. In questo caso, non lascerò nulla di intentato per sapere la verità”.
Davide Barillari, consigliere regionale ex 5Stelle, espulso, e ora nel misto, è un habituè degli esposti:Stiamo preparando una denuncia da presentare in Procura sul fatto che queste notizie vengono nascoste alla Commissione e poi date alla stampa. L’altro ieri c’è stata un’audizione in Commissione e D’Amato è venuto a raccontare alcune cose, nasconde il resto ai Commissari e poi passa tutto alla stampa. Questa attività di Giunta che è propagandistica ed è fuori dal controllo del Consiglio regionale è un abuso di potere è falso”.
La stiamo presentando chi? Lei e...? Qualche altro consigliere?
Io e lo staff di avvocati che mi sta seguendo. Purtroppo in Regione Lazio, a parte le dichiarazioni in Aula, l’opposizione in concreto non fa nulla Anche sul caso “mascherine fantasma”, tante chiacchiere ma poi chi fa le denunce non c’è. Quindi vado avanti per conto mio”.
Sul caso “mascherine fantasma” possiamo annoverare la consigliera Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia, la consigliera Laura Corrotti della Lega e la consigliera Francesca De Vito, sua ex collega del Movimento 5Stelle. Di sue posizioni non c’è traccia.
C’è differenza fra una denuncia che si fa in Aula e quella penale. Io ho chiesto alla Colosimo ma alla fine una denuncia non è stata fatta. In Aula ci sono risposte generali e generiche. Su questo mi sono stupito e allora vado avanti io”. 
Tornando a D’Amato, cosa ha omesso di dire?
Come Zingaretti con il Consiglio, D’Amato usa la Commissione per raccontare la sua narrazione della verità, omettendo i problemi, le criticità, i punti deboli. Cosa che dovrebbe essere presentata oggettivamente ai Consiglieri come relazione".
Barillari, questa è una prassi seguita da tutti: dal Premier al Sindaco di Roma.
Certo. Ma la differenza fra un politico e un membro della Giunta che invece dovrebbe essere super partes. Noi facciamo domande senza ricevere risposte. Il politico ha il dovere di rispondere, invece D’Amato viene a portare le sue leggi e i suoi numeri”.
Questo è un nodo politico. Su cosa basa il suo esposto?
L’esposto si basa su ipotesi di reato: il falso sulle dichiarazioni reiterate sull’uscita dal commissariamento della sanità senza che sia stato prodotto un atto ufficiale su questo. Altro esposto, un mese e mezzo fa, è sulla gestione della pandemia, non hanno distribuito le mascherine, come hanno gestito gli ospedali Covid privati rispetto ai pubblici, la mancanza di un Piano non aggiornato”.
Nel corso della sua attività politica alla Pisana, lei ha presentato svariate denunce alla Procura. 
Prima in Aula avevamo un approccio più politico. Ora non ci resta che l’iniziativa legale nella speranza che qualche Procura possa aprire un fascicolo d’indagine”.
Di tutti quelli che ha presentato, conosce l’esito?
Ce ne sono tanti; uno su cui sapevo che la polizia postale stava indagando riguarda un esposto per falso presentato contro Zingaretti che dichiarava motivi istituzionali come ragioni di assenza dalle sedute del Consiglio regionale e invece era a fare campagna elettorale in giro. Questo è un falso in atto pubblico e su questo so che la Procura sta lavorando”.

mercoledì 22 luglio 2020

ARRIVA IN CONSIGLIO REGIONALE IL SOSTEGNO AI PICCOLI COMUNI


Inizia oggi in Consiglio regionale la discussione sulla proposta di legge, a firma della M5S Francesca De Vito, per il sostegno ai piccoli Comuni del Lazio
Per il Lazio significa parlare di 254 Comuni sui 378 totali della Regione, con meno di 5mila abitanti: di fatto sono il 67% delle Amministrazioni locali della Regione ma, causa spopolamento, raccolgono solo l’8% della popolazione.
Spiega la presentatrice della proposta: “Si tratta di una legge che i territori aspettano da quasi 20 anni, della quale si è sempre invocata la necessità. Abbiamo analizzato le principali problematiche che riguardano i piccoli comuni, legate all’ambiente, al dissesto idrogeologico, alle attività produttive e allo spopolamento, e proposto una serie di soluzioni sia per i cittadini che vi risiedono sia per coloro che vi si potrebbero trasferire, per le imprese commerciali esistenti e per quelle future”.
In pratica, per questi piccoli Comuni, alcuni davvero piccolissimi con poche centinaia di abitanti e bilanci insufficienti, la norma prevede la possibilità che la Regione non solo supporti economicamente alcuni settori ma li sostenga anche da un punto di vista normativo. 
Per semplificare: sostegni economici non solo per la tutela dei centri storici ma anche per il loro restauro; per garantire sistemi di trasporto pubblico; per la tutela del settore agroalimentare dato che spesso i prodotti locali sono vere eccellenze. Poi per evitare lo spopolamento dovuto alla mancanza di lavoro, sono previsti incentivi e premi per quegli imprenditori che trasferiscono la residenza o la sede di effettivo svolgimento dell’attività in questi piccoli comuni. 
La proposta di legge De Vito è già stata discussa con l’Associazione Nazionale Comuni italiani (ANCI), con l’Associazione Piccoli comuni (ANPCI), le Comunità Montane (UNCEM) e, da ultimo, ha ottenuto il parere favorevole del Comitato delle autonomie locali.

venerdì 15 maggio 2020

LA VERITÀ DI ZINGARETTI SULLE MASCHERINE FANTASMA: "CHI HA SBAGLIATO, PAGHERÀ"

Una seduta fiume quella dedicata dal Consiglio regionale, il 14 maggio, all’emergenza Covid-19. Al termine, è stato deciso il varo di una Commissione d’indagine sulla gestione della pandemia, accogliendo, così, almeno in parte le richieste delle opposizioni che ora, fra Lega e Fratelli d’Italia, hanno aperto un’asta per rivendicarne la guida.

Per il resto, molte chiacchiere e poca sostanza. 

Sinteticamente: Zingaretti ha ripercorso le difficoltà e le iniziative intraprese, ha rivendicato come un successo dell’Amministrazione i numeri contenuti della pandemia nel Lazio e sulla questione “mascherine fantasma” ha ringraziato le opposizioni, annunciato un “se qualcuno ha sbagliato, pagherà” e, per il futuro, ha lanciato un’audizione per evitare il ripetersi di eventuali errori.

La maggioranza di centrosinistra ha sottolineato i numeri dei contagi e minimizzato il caso “mascherine fantasma”
Le opposizioni hanno attaccato, in modo piuttosto farraginoso, continuando a chiedere chiarimenti e evidenziando le incongruenze dell’operato dell’Amministrazione regionale.


MINUTO DI SILENZIO
La seduta è iniziata con un minuto di silenzio, proposto da Zingaretti, in memoria delle vittime dell’epidemia.


ZINGARETTI: “IMPATTO SARÀ DEVASTANTE”
Nel corso della sua relazione introduttiva, Zingaretti ha evidenziato come “L’impatto nel Lazio sarà durissimo, devastante. La nostra economia è molto ‘terziarizzata, a Roma in particolare, e ha nel turismo, nel commercio e nella vocazione internazionale la crescita: quindi saremo colpiti perché questo è il nostro modello produttivo. Il vero rischio non è solo quello della povertà, ma della forte crescita delle disuguaglianze sociali”.

ZINGARETTI: “70MILA DOMANDE DI CASSA INTEGRAZIONE, 28MILA PAGATE. POCHE”
Sono circa 70mila le domande di cassa integrazione in deroga già trasmesse. L’Inps al momento ne ha autorizzate meno della metà e pagato circa 15mila, che corrispondono a circa 28mila lavoratori. È troppo poco”.

ZINGARETTI: “LUNEDÌ RIAPRONO BARBIERI E PARRUCCHIERI. AMMESSI CONSUMI NEI BAR”
La vera ripresa ci sarà quando il Lazio comincerà a lavorare di nuovo. Da lunedì inizierà a cambiare molto. Nelle prossime ore è atteso il decreto del Governo e non appena ci sarà il via libera procederemo. Per quanto riguarda il Lazio, rispetto alla nostra curva epidemiologica, sarà possibile riaprire, anche se con regole di grande prudenza, il consumo sul posto nei ristoranti e nei bar, fare ripartire i negozi al dettaglio e riaprire i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri ed estetisti e i banchi non alimentari nei mercati”.

“RIPARTE LO SPORT” MA CON REGOLE STRETTE
Nel Lazio sarà possibile “far ripartire, anche nei centri sportivi, le attività sportive all’aperto seppure senza l’uso degli spogliatoi. L’assessore alle Attività produttive ha cominciato a costruire con le associazioni datoriali protocolli che permettano l’apertura in sicurezza”.


ZINGARETTI: “SPIAGGE LIBERE DEVONO RESTARE TALI”
Per quanto riguarda le spiagge, “vedremo cosa dovremo fare per la stagione balneare, dovrà essere garantito il controllo per la sicurezza sulla balneazione in tutto il litorale per le spiagge libere che tali devono rimanere”. Per questo motivo “stiamo pensando a un intervento a sostegno dei Comuni che permetta nei tre mesi estivi un controllo graduale e selettivo della gestione di questo compatto”, ha concluso Zingaretti.


ZINGARETTI: “FONDAMENTALE SPINTA DELLE OPERE PUBBLICHE”
Una grande spinta dovrà arrivare dal rilancio delle opere pubbliche. Per questo abbiamo chiesto a tutte le direzioni regionali una ricognizione su tutto ciò che abbiamo finanziato e prepariamo un pacchetto di opere pubbliche che potranno essere avviate nei prossimi 12 mesi per 2 miliardi di euro: strade nuove, mobilità sostenibile, scuole più sicure, più tecnologie, ospedali all’altezza delle sfide dell’innovazione”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “RIPENSARE MODALITÀ OPERATIVE DEL PUBBLICO”
Penso che questa vicenda debba essere utilizzata anche dal Consiglio per non avere paura di ripensare il modo in cui opera il settore pubblico. Siamo abituati a organizzare simulazioni di protezione civile, definendo protocolli di intervento e allenando le nostre squadre nell’allestimento di campi di emergenza e di evacuazione. La tragedia Covid ci obbliga a progettare analoghi manuali di intervento di emergenza per la produzione o l’approvvigionamento di beni su larga scala con tempi mai pensati prima".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “ATTIVAZIONE DI UN AUDIT PER NUOVO PIANO”
Analogamente a quanto accade nella disciplina sulla responsabilità amministrativa, ad eventi avversi si risponde migliorando l’assetto delle procedure e dell’organizzazione. Per questo motivo ho chiesto l’attivazione di un audit, che discuteremo anche in questa sede, per predisporre un nuovo piano, in presenza di eventi eccezionali, con nuove procedure di acquisto speditive e trasparenti. Nella consapevolezza che siamo proiettati in scenari inediti rispetto ai codici in cui siamo abituati a vivere e operare come pubblica amministrazione. Già oggi assistiamo a effettivi dispersivi di competizioni commerciali nel mondo su produzioni industriali saturate, ad esempio i reagenti per i tamponi. Dobbiamo fare chiarezza su quanto è accaduto, senza timore, e prepararci ad efficientare la nostra macchina amministrativa per affrontare al meglio il futuro”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “BENE LE OPPOSIZIONI A VIGILARE E DENUNCIARE”
Sulla vicenda delle mascherine e delle fideiussioni bancarie a garanzia della restituzione degli acconti dati dalla Regione Lazio “il Consiglio regionale dovrà decidere le forme e gli strumenti adeguati per continuare ad affrontare questo tema. Più trasparenza c’è e meglio è perché non c’è nulla da nascondere ed è giusto che la verità si cerchi insieme. In questo scenario di forte criticità e di grande difficoltà nel reperire fornitori e intermediari affidabili hanno fatto bene le forze di opposizione a vigilare, denunciare e indicare i problemi. La vostra è anche la nostra preoccupazione come giunta e maggioranza politica. Di fronte all’evento improvviso della pandemia vi è stata una grande difficoltà nell’approvvigionamento della protezione individuale di fronte alla crescita della domanda che ha messo in crisi l’Europa”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SU OPPORTUNISMO OPERATORI MERCATO SI ESPRIMERÀ MAGISTRATURA”
Attualmente “la necessità di protezione che richiede il nostro sistema sanitario va dagli 80mila ai 100mila dpi al giorno. Su comportamenti di operatori di mercato che possono avere compiuto iniziative opportunistiche a danno della Regione si esprimerà la magistratura e tutti gli organismi inquirenti con cui stiamo collaborando e stiamo tenendo costantemente informati”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SE QUALCUNO SE N’È APPROFITTATO, DOVRÀ PAGARE”
"Se qualcuno se n’è approfittato dovrà pagare e pagherà. La Eco Tech ci ha comunicato di avere sottoscritto accordi con le sue aziende fornitrici per la restituzione dell’intera somma dell’accordo erogato e la firma di una transazione che fissa un puntuale piano di rientro e su questo si è avviata una procedura di restituzione. Vigileremo con grande rigore perché l’impegno preso da Eco Tech sia rispettato fino a quando l’ultimo euro non ritornerà nelle casse della nostra istruzione. Non lasceremo nulla di intentato".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “CHIESTA ESCUSSIONE POLIZZE”
Parallelamente al recupero dei soldi concordato con la Eco Tech, Zingaretti ha anche aggiunto: “va avanti anche l’iter che riguarda le polizze. L’1 maggio è già stata chiesta la loro escussione e domani è il termine ultimo per la loro riscossione. Anche su questa vicenda, se qualcuno si è approfittato in un momento di necessità di questa istituzione pagherà davanti alla giustizia”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “INACCETTABILE CAMPAGNA DIFFAMATORIA”
Tutte le persone perbene e responsabili di fronte al rischio dell’esplosione pandemia in quelle ore si sono adoperati per gli approvvigionamenti. Anche su questo dovremo fare chiarezza. Oggi scriverne è legittimo e naturale e giusto e facile. È la forza della democrazia, però farlo seminando veleni e sospetti sulle persone perbene è molto meno. Non parlo del dibattito politico tra di noi, che è utile e dovrà continuare, ma lo dico in questa sede perché qualcosa di inaccettabile è accaduto come la campagna diffamatoria che sulla rete ha sparso veleni ignobili su persone perbene, e l’aver accusato me di una malattia falsa e inventata, e curata in una clinica privata”. 


Dopo la relazione del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel corso della seduta del Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19, presieduta da Mauro Buschini, si è aperto il dibattito fra i consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Tralasciando l’eloquio di certi interventi che fanno rivalutare la dialettica di Luca Giurato, la sintesi è la difesa a oltranza dei risultati numerici da parte della maggioranza e totale minimizzazione del caso Eco Tech e mascherine fantasma. Dall’altro lato, uno (spesso confuso) tentativo di insistere sul caso Eco Tech evidenziando le manchevolezze dell’Amministrazione regionale sul caso.

COLOSIMO (FDI): “PROTEZIONE CIVILE REGIONALE NON ALL’ALTEZZA”
Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia) ha aperto gli interventi della discussione generale in Aula. “Le mascherine sono l’immagine simbolo di questa epidemia - ha detto - una bandiera che nel Lazio è stata ammainata. Il 31 gennaio, quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria, avrebbe dovuto subito pensare all’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza, essenziali per garantire i nostri operatori sanitari. Non è stato fatto questo e la reazione della Regione Lazio è stata affannosa e disordinata. In questa situazione si sono inseriti approfittatori e sciacalli, fino alla verosimile truffa della vicenda Eco Tech, che ho denunciato prima con un’interrogazione e poi anche alla magistratura fin dal 7 aprile”. Colosimo ha poi chiamato in causa l’amministrazione: “La Regione è parte lesa, dice il presidente. Ma è anche vero che ci sono responsabilità precise dei vertici della protezione civile regionale che non sono stati all’altezza: 36 milioni di euro destinati a Dpi che non sono mai arrivati, mettendo a rischio il personale sanitario. Una società sconosciuta, che commerciava in lampadine, ha firmato un contratto con un anticipo di 14 milioni senza alcuna preliminare valutazione sul fornitore e senza copertura assicurativa. Caro presidente: dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio delle istituzioni’”.


PIROZZI (FDI): SU CASO ECO TECH “CERTIFICAZIONE CON PHOTOSHOP”
Sergio Pirozzi (FdI): “C’è una responsabilità politica del presidente della Regione, che ha tenuto per sé la delega alla protezione civile. Perché c’è un errore iniziale che ha causato tutto questo. Non è stato fatto un bando iniziale con una manifestazione di interesse, come ha fatto ad esempio la Campania, cito una regione amministrata dal centro sinistra. Questo errore iniziale ha dato spazio a ditte improbabili, magari presentate dall’amico dell’amico. Non è vero che tutto si è svolto nella massima trasparenza, come ha detto lei - ha detto Pirozzi rivolgendosi a Zingaretti - ho chiesto le certificazioni dei dispositivi, le polizze fideiussorie fin da aprile. E poi quali controlli sono stati fatti? La certificazione prodotta dalla Eco Tech è fatta con Photoshop, il codice fornito non si riferisce a dispositivi di protezione ma al riconoscimento facciale. Lo ha scoperto mia figlia di 11 anni con una ricerca su internet. Possibile che nessun dirigente della protezione civile se ne sia accorto? I responsabili di questo pasticcio devono essere cacciati per manifesta incapacità”. 


MASELLI (FDI): “RIPENSARE SISTEMA RESIDENZE ASSISTITE”
Massimiliano Maselli (FdI) ha iniziato il suo intervento criticando la Giunta perché nonostante i continui appelli a lavorare insieme, la gestione è stata completamente della cabina di regia. Poi Maselli ha ribadito le proposte avanzate in questi giorni: “Occorre ripensare il sistema delle Rsa e delle case di riposo; serve una riorganizzazione ospedaliera con concentrazione in 4-5 Covid Hospital nel Lazio, perché non ha funzionato aprire reparti Covid che hanno creato disagi generali agli altri reparti e alle liste di attesa”. Infine, Maselli ha indicato nel Veneto il modello da seguire, perché nel Lazio “l’emergenza ha dimostrato una debolezza strutturale del territorio su cui bisogna fare il primo investimento: i medici generali sono stati lasciati soli, l’assistenza domiciliare non esiste, non ci sono più le diagnosi precoci, sono stati fatti pochi tamponi’.

RIGHINI (FDI): SU MASCHERINE “SCIATTERIA” AMMINISTRATIVA
Giancarlo Righini (FdI) ha incentrato il suo intervento sulla questione delle mascherine non consegnate, parlando di “sciatteria non consentita in un momento così delicato”. Righini ha puntato il dito soprattutto contro la superficialità dei controlli sugli interlocutori: “Basta vedere gli atti - ha detto - gli impegni contrattuali fatti con società dall’esiguo capitale sociale e create solo pochi mesi prima degli affidamenti ricevuti dalla Regione per milioni di euro. Oppure società inattive con capitali sociali non ancora interamente versati e altre che hanno ricevuto anticipi senza neanche fornire garanzie fideiussorie”.


TRANCASSINI (FDI): “ZINGARETTI PASSATO DAL ‘VI QUERELO’ AL ‘VI RINGRAZIO’”
Prendiamo atto che Zingaretti è passato dal ‘vi querelo' al ‘vi ringrazio' e ha dato disponibilità per andare fino in fondo nella incresciosa vicenda delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio. Ribadiamo la necessità di una commissione d’inchiesta nell’interesse delle tante persone oneste che in questa vicenda sono parte lesa. Ci auguriamo che oggi il Consiglio regionale si esprima in tal senso”.


TRIPODI (LEGA): “COMMISSIONE DI INCHIESTA SU CASO MASCHERINE”
Orlando Tripodi (Lega) ha chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta sulla questione mascherine e di affidarne la presidenza alla Lega “che ha già presentato una richiesta in tal senso". Il capogruppo ha poi lanciato un allarme sul controllo del territorio perché “la crisi economica in atto offre opportunità a usurai e malavita organizzata". Tripodi ha concluso il suo intervento sottolineando che “i cittadini del Lazio hanno dimostrato grande forza e senso di responsabilità, a differenza della politica”.


GIANNINI (LEGA): “SOTTOVALUTATA EMERGENZA”
Daniele Giannini (Lega) ha criticato la gestione dell’emergenza da parte del presidente Zingaretti, perché a suo giudizio non ha funzionato la condivisione e non c’è alcun "modello Lazio da seguire in quanto è la regione del centro-sud che sta messa peggio".
All’inizio si è sottovalutata l’emergenza - ha detto Giannini - il direttore dello Spallanzani l’aveva bollata come una banale influenza e su questa linea si è attestata anche la Giunta, tant’è che il presidente si recò anche in Lombardia". Giannini ha quindi elencato le conseguenze dei ritardi: “Pochi tamponi, numero verde che ha funzionato male, mascherine che mancano perché ci si è affidati a emissari inaffidabili e mancato ascolto dei territori. Basti citare l’esempio dell’ospedale chiuso a Palestrina e riconvertito in Covid senza neanche sentire il sindaco. I dati della Protezione civile lo dimostrano. Nel Centro sud, il Lazio, tra contagi e decessi, è la regione fanalino di coda dietro a Campania, Puglia e Calabria. Il modello sbandierato da Zingaretti, è una fake news. Nella fase più acuta dell’emergenza  sono mancate 7,5 milioni di mascherine, gli irrisori quanti tardivi rimborsi non cancellano la carenza di dispositivi come denunciato dal personale sanitario e le assunzioni sono state gestite in maniera confusionaria senza attingere prioritariamente alla graduatoria del Sant’Andrea. La scelta dei Covid Hospital effettuata senza il coinvolgimento dei sindaci della provincia di Roma, ha penalizzato in particolare le amministrazioni di centrodestra. A Palestrina, ad esempio, il primo cittadino ha dovuto subire le scelte compiute dall’assessore D’Amato e dalla Asl Roma 5, senza poter proferire parola al riguardo della trasformazione dell’ospedale in centro covid-19. Stessa sorte per Campagnano, divenuta zona rossa nonostante le ripetute richieste di fare tamponi dell’amministrazione locale. Zingaretti in salute è stata l’unica buona notizia della giornata. Sorge il sospetto che abbia contratto il virus anche per i cattivi consigli di Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, che ancora, a fine febbraio, sosteneva che il Covid fosse poco più di un’influenza. Il presidente della Regione, fidandosi forse di questa tesi ha poi partecipato a Milano al famoso aperitivo ed ora potrebbe si considerarsi parte lesa”.


CIACCIARELLI (LEGA): GIUNTA INSENSIBILE A PROPOSTE CONSIGLIERI
Pasquale Ciacciarelli (Lega) nel corso del suo intervento ha lamentato la scarsa attenzione della Giunta alle proposte dei consiglieri regionali: “Ho scritto 18 lettere agli assessori - ha detto - ricevendo zero risposte. Erano spunti su come poter agire in modo efficace sul territorio, visto che noi siamo stati eletti dai cittadini. Ci sono risparmi possibili da fare per reperire fondi da utilizzare in favore di quelle categorie che oggi sono più in difficoltà”. 


CARTAGINESE (LEGA): “SU MASCHERINE ZINGARETTI NON SAPEVA NULLA?”
Anche Laura Cartaginese (Lega) ha insistito sulla questione delle mascherine: “Qui si tratta dei soldi dei cittadini, il presidente non sapeva nulla di quello che stava accadendo? Come è possibile un ordine di 35 milioni di euro a una società fantasma. Non è stato fatto nessun controllo? Mi sembra strano. Quel servizio poteva essere affidato a società più serie con prezzi molto più bassi. E invece abbiamo fatto ridere tutto il mondo. Dovreste sentirvi responsabili per quello che sta succedendo”.

Cartaginese poi ha contestato chi dice che i numeri sull’emergenza sono positivi: “L’assessore D’Amato dice che va tutto bene, ma non va bene per niente. I numeri sono bassi solo perché non sono stati fatti i tamponi. Non va bene niente, basti pensare a quello che è successo al Nomentana Hospital dove sono stati spostati anziani positivi senza mettere in sicurezza la struttura e il personale”.


CANGEMI (FI): “FONDAMENTALE RIPRESA ATTIVITÀ ECONOMICHE”
Giuseppe Cangemi (Forza Italia) ha lanciato un appello al presidente Zingaretti affinché si faccia presto a dare sostegno alle famiglie e alle imprese. “Mi auguro - ha detto - che arrivino le risorse a tutti quelli che ne hanno diritto, fondamentale per la ripresa di tante piccole attività. La regione si assuma la responsabilità di consentire una vera apertura’. Poi Cangemi ha elencato una serie di interventi da fare: garantire nelle carceri il rispetto degli stessi diritti nella salvaguardia della salute; riaprire gli stabilimenti; far ripartire l’attività sportiva. Sulla questione mascherine, infine, il vicepresidente del Consiglio regionale ha chiesto a Zingaretti l’impegno affinché i responsabili che hanno sbagliato ne paghino le conseguenze".


LOMBARDI (M5S): “SISTEMA SANITARIO IMPREPARATO A PANDEMIA”
Roberta Lombardi (Movimento 5 stelle) ha sottolineato l’enorme sforzo profuso: “Siamo impegnati in una sfida senza precedenti, non avevamo nessuna esperienza a cui fare riferimento. Abbiamo imparato a lavorare facendo squadra e guardando agli aspetti essenziali. Non solo il nostro apparato immunitario era impreparato al virus, ma anche il nostro sistema sanitario, devastato da anni di tagli. Dieci anni di spending review in questa regione sono stati drammatici. Questo virus ci ha anche insegnato che non funziona il nostro sistema sanitario su base regionale. Ci siamo trovati con un sistema che faceva acqua da tutte le parti. In appena 40 giorni il governo ha raddoppiato i posti letto in terapia intensiva, assunto nuovo personale. Le condizioni di lavoro del personale sanitario sono state terribili. Nelle regioni del Nord sono stati lasciati soli a combattere a mani nude, mentre i loro governatori andavano in televisione tutti i giorni per lanciare accuse al governo nazionale”. Lombardi ha poi fatto una serie di proposte: “Il 37 per cento delle morti nelle Rsa dipende dalla Covid-19, è arrivato il momento, anche nella nostra regione, di ripensare alla cura degli anziani, dei malati cronici, dei fragili. Forse sarebbe il caso di pensare a una commissione regionale per capire come vivono i nostri anziani in queste strutture. La fase 2 è ancora più delicata della prima, c’è bisogno di una stretta sinergia fra ospedali e territorio, individuando con grande rapidità i contagiati. Dobbiamo garantire la mobilità sicura, garantire il rafforzamento dei Covid Hospital, studiare soluzioni di isolamento per contenere il contagio. Sarà una stagione in cui la rete ospedaliera dove essere ripensata territorialmente”. Due punti, infine, sul sostegno alle imprese: “Serve un contributo a fondo perduto per sostenere i costi delle misure di sicurezza per la Covid-19 e dobbiamo promuovere la riconversione delle imprese per la produzione dei Dpì", ha detto. 


DE VITO (M5S): “REGIONE ANNULLI FORNITURE NON ARRIVATE”
Francesca De Vito (M5”): “Dopo l’assicurazione del vicepresidente Leodori sulla centralità degli acquisti in capo al Governo e sulla presenza di circa 16 milioni di mascherine in possesso della Protezione Civile del Lazio, chiedo oggi il perché non solo la Regione, ma anche le ASL, abbiano proseguito in autonomia con gare e affidamenti diretti, l’acquisto di DPI a prezzi ingiustificati. Cosa succede?. La Regione deve pensare di annullare le forniture dei materiali non arrivati e di quelle che non stabiliscono la consegna nei tempi di emergenza, in nome del principio di economicità e applicare penali per tutte le consegne fuori tempo massimo”.

BARILLARI (MISTO): “I 10 ERRORI PER CUI ZINGARETTI DOVREBBE DIMETTERSI”
Davide Barillari (gruppo Misto) ha chiesto le dimissioni del presidente Zingaretti per una serie di errori commessi nell’emergenza: “1) Non aver predisposto piano pandemico regionale perché il Lazio non ha ancora recepito quello nazionale. Avremmo avuto uniformità di comportamenti e preparazione appropriata; 2) non sono state requisite le strutture private per aumentare numeri i posti letto; 3) non sono stati riaperti ospedali dismessi come Forlanini e San Giacomo; 4) non aver aumentato subito il personale sanitario e ospedaliero, pur avendo molti strumenti a disposizione per farlo; 5) non aver predisposto percorsi separati nei pronto soccorso e negli ambulatori; 6) poche ambulanze non sufficienti a gestire l’emergenza; 7) ritardo nella distribuzione di materiale di protezione per la sicurezza del personale sanitario; 8) il Servizio telefonico regionale è andato in tilt perché non è stato potenziato sin da subito; 9) mancanza di una campagna informativa per medici e pediatri sul territorio; 10) non aver predisposto servizi di monitoraggio telematico”.

CAPRICCIOLI (+EUROPA RADICALI): “NUMERI PANDEMIA DIMOSTRANO BUON LAVORO FATTO”
Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) ha espresso apprezzamento per l’operato della Giunta nella gestione di questa crisi. “Le opinioni sono tutte rispettabili - ha detto - ma i numeri vanno tenuti in considerazione, perché dietro c’è un lavoro minuzioso e coscienzioso, quotidiano e infaticabile, nonostante le difficoltà oggettive su tanti fronti. Non può essere solo una questione di fortuna, come qualcuno ha detto ingenerosamente. In due mesi c’è stato un enorme calo dei contagi nel Lazio, con decrescita costante. Anche il dato sui morti è in costante miglioramento, rispetto alle altre regioni del centro Italia se teniamo conto che nel Lazio ci sono 6 milioni di abitanti: dieci morti ogni 100mila abitanti è il dato migliore tra le regioni centrali".

CIANI (CS-DEMOS): “RIPENSARE MEDICINA PROSSIMITÀ”

Paolo Ciani (Centro solidale-Demos) ha sottolineato la bontà dell’azione amministrativa e della risposta sanitaria della Regione all’emergenza da coronavirus. “Dovremmo parlare dell’eccezionalità del momento vissuto, innanzitutto il dramma della sanità e meno male che abbiamo un servizio sanitario pubblico - ha detto - in un tempo in cui in altri paesi si decide se curare un pluripatologico o una persona che non ha reddito”. Ciani ha poi invitato tutti a un “ripensamento sulla medicina di prossimità, di territorio e della cura domiciliare degli anziani rispetto a un modello di istituzionalizzazione che drammaticamente ha mostrato tutti i suoi limiti in questa crisi, non solo in Italia”.


BONAFONI (CIVICA ZINGARETTI): “DA REGIONE RISPOSTA STRAORDINARIA”
Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti) ha parlato di “risposta straordinaria" della Regione dal punto di vista sanitario. “In commissione lo abbiamo detto tutti, abbiamo messo in campo una risposta all’altezza all’emergenza sanitaria. Penso innanzitutto alla centralizzazione della gestione della crisi allo Spallanzani, alla creazione degli hub, agli spoke con percorsi protetti, alle assunzioni del personale sanitario, ai posti di terapia intensiva, dove siamo sempre rimasti sotto il 70 per cento di occupazione e li abbiamo messi anche a disposizione delle altre regioni". Per Bonafoni ora “è importante potenziare il nostro sistema territoriale e va ripensato il sistema della Rsa: mai più i nostri anziani devono essere trattati in quella maniera. Fuori dal sistema sanitario regionale chi non rispetta le regole". Dal punto di vista delle misure economiche, Bonafoni ha detto che “abbiamo provato a ridurre le diseguaglianze, con provvedimenti importanti, dai fondi per i buoni spesa, al sostegno all’affitto. Sono stata orgogliosa dei provvedimenti per gli ‘invisibili, dai rider alle colf e alle badanti, delle iniziative contro la violenza sulle donne”.

domenica 10 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: "FARE PIENA LUCE"


Si va verso lo showdown in Consiglio regionale sul caso “mascherine fantasma”: giovedì prossimo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riferirà in aula sull’intera vicenda e, oltre chiedere scusa per i toni usati contro le opposizioni, potrebbe presentarsi con le poltrone di Carmelo Tulumello, a oggi ancora capo della Protezione civile regionale, e di Andrea Cocco, vicecapo di gabinetto, come offerta di pace. 
Anche fosse, però, non è detto che basti. Vanno lette in questo senso le dichiarazioni che Zingaretti ha fatto ieri nel corso di una conferenza stampa dall'ospedale Spallanzani: “Abbiamo tutto l'interesse affinché si faccia piena luce su questa vicenda. C'è stata anche una sollecitazione delle forze di opposizione che condivido. Assicuro che stiamo facendo di tutto anche attraverso l'invio della documentazione alla Procura, per appurare cosa è accaduto e se qualcuno si è approfittato di una situazione di necessità di questo approvvigionamento. Se qualcuno lo ha fatto pagherà tutto. Oltre alla violazione della legge si parla di una malattia che ha messo un sistema intero in grande fibrillazione.Tutta la documentazione che la Protezione civile ha sarà puntualmente inviata alle forze preposte alle indagini. Ovviamente noi lavoriamo anche per il pieno recupero degli esborsi fatti dalla Regione”. Lontani i tempi delle accuse ai consiglieri di opposizione che avevano sollevato il caso - Chiara Colosimo (FdI) per prima, Laura Corrotti e Orlando Tripodi (Lega) e Francesca De Vito (M5S) - e che dalla maggioranza e dallo staff di Zingaretti erano stati accusati di spacciare fake news, fare sciacallaggio e speculazione politica.
E mentre l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, nella stessa conferenza stampa lancia la campagna sui test per il Covid - da lunedì si partirà su base volontaria con 100mila operatori sanitari e 60mila delle forze dell’ordine per poi passare ai cittadini - le opposizioni non paiono davvero accontentarsi delle parole di Zingaretti di ieri. 
Per il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), “oltre il caso mascherine fantasma”, quello Eco Tech, c’è anche quello delle “mascherine fuffa”, la fornitura di 5milioni di mascherine FFP2 fornite dalla European Network (quasi 22 milioni euro) e bloccate perché non adatte a scopi sanitari. 
La Lega ha presentato due interrogazioni specifiche, una su Eco Tech e una sulla Europea Network, e attacca: “È curioso che in Lombardia, su richiesta delle opposizioni, si sia già istituita la commissione d'inchiesta sull'emergenza, mentre Zingaretti sfugge da tre settimane dalla proposta di legge della Lega presentata alla Pisana. Fontana non ha nulla da nascondere, invece il Presidente della Regione Lazio? Oppure il Segretario del Pd è imbarazzato dall'iniziativa del Pd lombardo?”.
Altrettanto dura Roberta Angelilli, membro della direzione nazionale di FdI e, insieme a Chiara Colosimo, fra i “motori” dell’inchiesta delle opposizioni: “Al di là delle accuse e degli attacchi ai quali la sinistra ci ha sottoposto in queste settimane, apprezziamo le parole di Zingaretti che riconosce che le opposizioni hanno ben svolto il loro compito istituzionale. Ma le parole non bastano. Devono essere accompagnate dai fatti. Ancora oggi ci sono richieste di accesso agli atti e interrogazioni che giacciono inevase e senza risposta. Chi ha sbagliato, anche fosse solo per manifesta incapacità, deve essere rimosso. E non si può pensare che giovedì, in Consiglio, Zingaretti faccia semplicemente la mossa e pronunci qualche parolina di scuse. Deve dimostrare di avere il coraggio di rimuovere chi ha scritto sciocchezze negli atti regionali, chi non è stato in grado neanche di vagliare la credibilità di una polizza o fare una visura societaria. Un leader nazionale non può essere ostaggio di quarte file senza né arte né parte”. 


mercoledì 22 aprile 2020

"COSTAVANO MENO, MASCHERINE SCARTATE"



Dal 19 marzo la Protezione Civile della Regione Lazio era in possesso di un preventivo per acquistare 2 milioni di mascherine FFP2 e altrettanti di FFP3, tutte marchiate 3M, a 2 euro e 53 centesimi al pezzo. Vale a dire, un preventivo più basso di 1,07 euro rispetto a quelli Eco Tech per le FFP2 che la Eco Tech ha proposto a 3,60 euro a mascherina e di 1,37 per le FFP3, vendute a 3,90 euro/pezzo. 
Nota bene: il preventivo in questione era della società svizzera Exor, la stessa presso cui è andata a rifornirsi la Eco Tech. 

PAGARE DI PIÙ LA STESSA MERCE
Ecco la copia del preventivo inviato il 19 marzo alla Regione Lazio:
2 milioni di FFP2 e due di FFP3, marca 3M, al prezzo di 2,53€ al pezzo
Quindi, il primo quesito da chiarire è come mai la Protezione Civile regionale abbia ignorato un preventivo marcato Exor e abbia preferito pagare 1,07 euro in più per ogni mascherina FFP2 e 1,37 per le FFP3 alla Eco Tech però sempre della Exor. 
La motivazione sarebbe legata al fatto che il preventivo proposto proveniva da un intermediario ritenendo più affidabile quello di un commerciante di lampadine a Led, evidentemente non un intermediario. 
Peraltro, il preventivo Exor del 19 marzo è inferiore a quasi tutti quelli poi accettati dalla Regione in date successive. 
A un prezzo più basso c’è solo quello della società di Hong Kong Wisdomglory Holdings, quella dei Panama Papers, che ha venduto 2 milioni di FFP2 a 2 euro e 30.
Per tutte le altre partite, il preventivo Exor del 19 marzo sulle FFP2 è inferiore rispetto a quelli proposti dalla Pio Macarra di Roma (2,95 euro/pezzo), dalla Biolife di Taranto o dalla Time di Roma (3 euro/pezzo), dalla Emgi di Milano (3,90). Per le FFP3, Eco Tech a parte, quello offerto alla Regione era di molto inferiore anche a quello della IDP di Cogliate cui la Protezione civile regionale ha versato 4 euro e 45 centesimi al pezzo. 

I PRESENTATORI: “ERA UN BUON PREVENTIVO”
Abbiamo interpellato i presentatori dell’offerta che spiegano: “Il nostro era un buon preventivo. La Exor vende a chiunque, quindi chiunque può comprare da loro e poi rivendere. Noi abbiamo parlato una volta con il sig. Antonelli della Protezione civile regionale cui poi abbiamo inoltrato il preventivo. Dopo una telefonata, sono spariti. Erano 2 milioni di FFP2 e 2 di FFP3, tutte della 3M e sarebbero state accompagnate ovviamente dalla certificazione. Nella nostra proposta non era stato inserito un possibile anticipo ma queste sono cose che si contrattano dopo l’accettazione dell’accordo di base”.

INTERROGAZIONE DI MASELLI E COLOSIMO
Su questo aspetto della vicenda, ieri sera, è stata presentata un’interrogazione dai Consiglieri di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo e Massimiliano Maselli.

IL GIALLO POLIZZE
Stando alle dichiarazioni rese lunedì 20 dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori (Pd), di fronte alle Commissioni congiunte Bilancio e Protezione Civile, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. 
Giunto quasi alla conclusione del proprio intervento, incalzato dalle numerose domande dei consiglieri regionali - fra cui con più insistenza quelli di Sergio Pirozzi, Chiara Colosimo e Giancarlo Righini di Fratelli d’Italia; Francesca De Vito, M5S; Laura Corrotti, Lega - Leodori ha spiegato come alla base della decisione della Regione di rinnovare i contratti con la Eco Tech per la fornitura di mascherine,  precedentemente annullati per inadempienza, vi fosse la presentazione di una polizza fideiussoria da parte dell’azienda a garanzia dei circa 14 milioni di euro anticipati dalla Regione.
Specificamente, Leodori ha indicato nella società “Itc Broker” la fonte di questa polizza. 
In realtà, la polizza in questione è stata emessa dalla Seguros DHI-Atlas, società dominicana con sede a Londra, proprio nella stessa giornata del 20 aprile, quella in cui si è svolta l’audizione di Leodori davanti ai Consiglieri. E che la Regione ha, per inciso, protocollato il giorno successivo

POLIZZE DAVVERO TARDIVE
E esaminando la stessa polizza e gli atti regionali emergono nuove domande. 
Breve storia del caso: la Regione conferisce tre incarichi alla Eco Tech, società con sede a Roma in via Po ma operativa ai Castelli, di commercializzazione di lampadine a Led e un giro di affari nel 2018 di poco sotto i 50mila euro. 
I primi due affidamenti sono del 16 marzo; il terzo il 20. Sono tutti per comprare mascherine. La commessa in totale prevede 3,5 milioni di FFP2, 4 di FFP3 e 2 di chirurgiche per un  valore di 35,8 milioni di euro. Alla Eco Tech viene corrisposto il 50% delle somme, pari a 16 milioni 655mila euro, senza fideiussione. Consegna della merce: primo lotto il 23 marzo, poi il 30 e il saldo finale il 6 aprile. 
La Eco Tech però, a parte del chirurgiche arrivate in due rate e comunque con enorme ritardo, non rispetta la consegna delle FFP2 e delle FFP3. Per cui il primo e il terzo affidamento vengono annullati rispettivamente il 2 aprile e il 29 marzo. Il 10 aprile, però, la Regione torna sui suoi passi e accetta le spiegazioni della Eco Tech su problemi nel trasporto, prende atto delle certificazioni sull’esistenza della merce e decide di rinnovare i due contratti. Anche perché la Eco Tech si offre di fornire una polizza a garanzia dei soldi ricevuti. Via le penali inizialmente previste per i ritardi, conferma del prezzo e nuova data di scadenza per la consegna al 17 aprile. 
Che arriva, passa, ma di mascherine neanche l’ombra. Leodori in Commissione ha annunciato come nuova data del volo quella del prossimo giovedì 23 aprile, quindi altri 6 giorni di ritardo. Ma, certo, è davvero sorprendente l’estrema disponibilità della Regione Lazio che di fronte a una società che continua a non rispettare le scadenze finisce per accettare una polizza giunta formalmente quattro giorni dopo la scadenza dell’ultima data di consegna. Una polizza, va aggiunto, che non copre neanche l’ammontare esatto dell’anticipo: tolto il valore delle mascherine chirurgiche (1 milione e 415mila euro) rimangono da coprire 15 milioni e 240 mila euro mentre le polizze - sono due, la prima per un valore assicurato di 10 milioni era seconda per uno di quattro - lasciano scoperto un altro milione e 240mila euro





martedì 21 aprile 2020

"MASCHERINE FANTASMA": LA REGIONE AMMETTE GLI ERRORI


Nessuna “fake news”, come da giorni strepitavano a sinistra. E, anzi, l’ammissione: “Con Eco Tech abbiamo sbagliato”. 
Questo è l’elemento più importante emerso ieri mattina dalla seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Protezione Civile del Consiglio regionale del Lazio sulla vicenda “mascherine fantasma” e l’intero stock di acquisti fatti dalla Regione per l’emergenza Coronavirus.

ZINGA ANCORA IN FUGA
Non si sono visti neanche da lontano Nicola Zingaretti, presidente della Regione, e il suo assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che proprio non hanno ritenuto necessario connettersi alla seduta, pur essendo stati formalmente invitati a farlo. Al loro posto, Daniele Leodori, vicepresidente della Giunta. 

TULUMELLO CONNESSO IN SILENZIO
Per dovere di cronaca va detto che anche il Capo della Protezione Civile regionale, Carmelo Tulumello, era connesso. Ma è rimasto solo un nome nell’elenco dei partecipanti: mai visto né in viso né in voce. 

48 DETERMINE IN 36 GIORNI
Le spiegazioni di Leodori sono articolate su 42 pagine di slide che prendono in esame il periodo che va dal 2 marzo all’8 aprile. In 36 giorni solari sono state emanate 48 determine per acquisti necessari a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo l’8 aprile lo Stato ha deciso che le Regioni non potevano più fare acquisti in autonomia ma pagati fai fondi nazionali. Quindi, lo shopping compulsivo del Lazio si è fermato.
Stando alle carte fornite da Leodori, con queste 48 determine la Regione ha speso 105 milioni e 701mila euro “interamente a carico delle risorse stanziate dal Governo” anche se l’ammontare effettivo degli impegni di spesa è superiore ai 130milioni di euro. Con questi soldi sono stati pagati, in tutto o solo come anticipo, 22 diversi fornitori.

34,5 MILIONI DI MASCHERINE COMPRATE 
Sinteticamente, Leodori ha riassunto cosa la Regione ha comprato. Il dato più consistente è quello delle mascherine. In totale ne sono state acquistate 34 milioni e mezzo: quasi 13 milioni di chirurgiche, oltre 17,6 di FFP2 e poco più di 4 milioni di FFP3. 
Poi il resto: dai calzari alle tute (che “sarà la prossima emergenza”, ha detto Leodori), agli occhiali e via dicendo.

I CONTI NON TORNANO
A seguire, Leodori, dopo aver spiegato le grandi difficoltà del momento, ha fornito un dettaglio di una serie di comande, sottolineando quelle consegnate in Protezione civile. 
Però guardando i numeri di Leodori i conti non tornano: su 34,5 milioni di mascherine ordinate, nei magazzini della Protezione civile, alla data del 19 aprile, ne risultavano poco più di 15,1 milioni. C’è un buco di poco meno di 20 milioni di pezzi. Che non possono essere solo quelle della Eco Tech.

IL CASO ECO TECH
Perché c’è un caso nel caso: quello della Eco Tech, il vaso di Pandora di tutto questo caos. 
Sinteticamente: la Regione ordina alla Eco Tech nove milioni e mezzo di mascherine. Che non arrivano. Quindi, si va all’annullamento dell’atto che, però, poi viene riconfermato. Leodori spiega: “A oggi l’unico vero problema è la consegna delle mascherine Eco Tech Se ci accorgiamo di essere stati truffati a piazzale Clodio ci andiamo insieme. Possiamo aver sbagliato qualche atto”. 
Della partita Eco Tech sono arrivati solo 2 milioni di chirurgiche. Quindi, mancano ancora 7,5 milioni di pezzi. Perciò, sui dati di Leodori c’è un buco nelle consegne di 13 milioni di altri pezzi che non sarebbero ancora arrivati. 

POLEMICA SUI PREZZI
Per dimostrare la bontà delle scelte fatte dalla Giunta Zingaretti, Leodori ha sostenuto che i prezzi cui il Lazio ha acquistato fossero convenienti e, a sostegno, ha citato alcuni prezzi pagati da altre Regioni. Citazione di 5 euro al pezzo per le chirurgiche per l’Abruzzo che smentisce categoricamente. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di dare copia di questa delibera. Risposta: “chiedetela all’Abruzzo”.

OPPOSIZIONI INSODDISFATTE
Manco a dirlo, se per i consiglieri di maggioranza è tutto a posto, per le opposizioni siamo ancora in piena bagarre: “non sono arrivate risposte a nessuna domanda specifica” è più o meno la posizione di De Vito (M5S), Corrotti e Tripodi (Lega), Colosimo, Righini, Pirozzi e Ghera (FdI). Si aggiunge Simona Baldassarre (eurodeputata Lega) “sconcertanti le parole di Leodori”.


sabato 18 aprile 2020

CORONAVIRUS; LA GRANDE FUGA DI ZINGARETTI E TULUMELLO



Il primo atto della grande fuga s’è compiuto: ieri, attesi in audizione al Comitato di Controllo Contabile (Corecoco) - organismo del Consiglio regionale, guidato dall’opposizione e presieduto da Giancarlo Righini (FDI) - né il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, né il capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello, si sono presentati. 
Erano attesi dal centrodestra - Lega e Fratelli d’Italia - per rendere conto di spese e criteri seguiti nella gestione degli acquisti di mascherine, tute, respiratori, kit per tamponi. A oggi risultano spesi oltre 101 milioni di euro con cui sarebbero stati acquistati 27 milioni e 285 mascherine - 12,8 milioni di FFP2; 7,1 milioni di FFP3; 7,3 milioni di chirurgiche - per 66 milioni spesi, più camici, tute, occhiali visori, tamponi e altri dispositivi medici. Un dato, peraltro, certamente destinato a crescere visto che moltissime determine di acquisto ancora non sono disponibili alla visione dei consiglieri.
Attorno a questa vicenda, ribattezzata “mascherine fantasma”, non c’è solo un oggettivo problema di soldi spesi e controlli assenti, non solo la resa effettiva davvero scarsa con consegne in ritardo - solo un terzo circa delle mascherine acquistate risulta essere stato effettivamente consegnato mentre da determine dovevano essere qui già tutti i 27 milioni di pezzi - né il problema delle certificazioni di questi dispositivi medici, ma si consuma anche una furibonda battaglia politica.
Che vede il centrodestra tentare di portare Tulumello e Zingaretti a spiegare cosa stanno facendo, come si stanno muovendo. E il centrosinistra arroccato nella difesa che continua istericamente a ripetere che si tratta di “fake news”. 
I 5Stelle sono scomparsi dalla scena: da quando è scoppiato il caso mascherine fantasma i pur solitamente ciarlieri alfieri di onestà e trasparenza sono letteralmente spariti dal quadro politico: non una nota, un comunicato, una posizione ufficiale. Esclusa la consigliera Francesca De Vito, di tutti gli altri si annota solo il gran silenzio. 
Controprova: durante la seduta di ieri del Corecoco, quando il presidente Righini ha dovuto prendere atto dell’assenza strategica all’interrogazione di Zingaretti e Tulumello, a tentare di far chiudere la seduta senza neanche affrontare un minimo di discussione è stata la consigliera pentastellata Valentina Corrado che, anzi, ha accusato Righini di voler trasformare una seduta di Commissione in una “conferenza stampa”. Praticamente la stessa motivazione (“laboratorio delle polemiche”, “perdite di tempo” “uso partitico delle istituzioni”, discussione “di comunicati stampa”) addotta dai consiglieri Pd e sinistra per bigiare completamente la Commissione.
E non a caso, la Lega attacca a testa bassa: “Zingaretti e Tulumello scappano. Hanno paura delle domande? Cosa nascondono le carte? Perché non si presentano in audizione?”.
Ora il nuovo campo di battaglia sarà lunedì. Il 15 aprile, Sergio Pirozzi (FDI) ha convocato la Commissione Protezione Civile per lunedì 20 alle ore 14. Il Pd prima ha tentato di far annullare la seduta accampando presunti vizi procedurali poi ha lavorato per disinnescarla: il 16 Fabio Refrigeri, presidente Pd della Bilancio, convoca la propria Commissione sempre per lunedì 20 ma alle 10. Allibratori in campo e scommesse aperte su quale delle due Commissioni sarà scelta per rispondere ai quesiti.