*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta suk. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta suk. Mostra tutti i post

lunedì 21 aprile 2014

CAMION BAR, IL CONFINE FRA PROMESSA E PRESA PER IL...

Il più vecchio articolo risale all'inizio di giugno del 2009: sul Corriere della Sera edizione romana, Lilli Garrone apriva il fronte Camion Bar, Colosseo, Suk.

L'ultimo recall è di ieri:


 In mezzo sei anni di chiacchiere. Sei lunghissimi anni in cui, ieri, era colpa di Alemanno e del fatto che Tredicine era un pilastro della sua maggioranza; oggi, boh... non si sa. La lobby dev'essere veramente forte se riesce a mettere il bavaglino a destra e sinistra!

Eppure, leggendo fra le righe, viene fuori che:

- l'ultima licenza è stata assegnata quando sindaco era Veltroni (ma il Corrriere si accorse dei camion bar solo nel 2009: prima, evidentemente, andavano benissimo)
- le prima licenze risalgono a quando a Roma c'era il governatore e il Papa Re
- le norme che impediscono qualsiasi spostamento dei camion bar furono approvate in Regione quando in Regione c'erano il Pd e Piero Badaloni

Ora, dopo un anno in cui il Pd governa Roma e la Regione Lazio sarebbe ora di attendersi che le promesse elettorali trovino finalmente seguito in atti concreti.

Invece, passano i mesi e gli annunci si susseguono sempre uguali, con una buona dose di appecoronamento dei cronisti d'assalto:



Insomma, dopo un anno, specie considerando in campagna elettorale le virulenza delle dichiarazioni della sinistra contro la presunta inerzia di Alemanno, è lecito domandarsi quando si valica il confine fra promessa e presa per il culo!


giovedì 29 agosto 2013

Come ti incarto l'abusivo


Primo giorno: gli ambulanti dobbiamo integrarli.
Secondo giorno: sono stato frainteso.
Terzo giorno: facciamo i blitz.
Quarto giorno: abbiamo vinto la battaglia.
Quinto giorno: non ci sono più ambulanti e le foto dei giornali sono di repertorio.

Meno di un mese e questa è la parabola di Ignazio Marino dal Mulino Bianco sugli ambulanti.

Andiamo per ordine.

26 giugno - Ignazio incontra residenti e commercianti e spara: "trovate un lavoro agli ambulanti per integrarli".
Repubblica e Cinquegiorni riportano doverosamente l'uscita del Primo Cittadino.

Passano poche ore, durante le quali residenti e commercianti fanno capire a Marino che Roma è una cosa e il Mulino Bianco è un'altra e che, insomma, "Igna' l'hai fatta fuori del vasino".
Stavolta è il Corrierone a raccogliere lo sfogo - tanto, tanto simile a quelli di Berlusconi - del povero Ignazio: sono stato frainteso.

E per dare più forza alla versione fraintendimento partono i blitz
(Nel clamoroso silenzio della sinistra, di SeL, di Amnesty International e della presidente della Camera, Laura Boldrini!)


E siamo passati in meno di 10 giorni dall'integrazione con posto di lavoro alla caccia all'abusivo!
Emblematico è proprio Cinquegiorni. 
Guareschi avrebbe riutilizzato il vecchio "dietrofront a passo di carica":
Fino qui, se non fossero in ballo le vite degli ambulanti e quelle dei commercianti e residenti, ci sarebbe solo da ridere, soprattutto per l'inginocchiamento della stampa.
Ma, poi, arriviamo dritti dritti al nocciolo del problema.

Che Roma fosse una città difficile sembrava chiaro a tutti. A tutti tranne che a Marino il quale, in campagna elettorale, l'aveva fatta così facile che si poteva essere legittimati a credere che lui fosse in possesso della bacchetta di Sambuco - quella potentissima - del compianto Albus Silente!

Il Primo Cittadino di Mulino Bianco Landia - dopo aver usato questi blitz per mettere le mani sulla Polizia Municipale cacciando il comandante, Carlo Buttarelli - annuncia trionfante: abbiamo sconfitto la piaga del commercio abusivo.

E arriviamo a ieri. Il nostro si fa un bel giretto spot - rigorosamente in bici con vigili ciclisti di scorta - in centro e, gongolante, se ne esce con "eh, non ci sono più gli abusivi di una volta. A quanto pare le immagini dei suo erano di 'repertorio'". 

Un modo diplomatico per dire che sono immagini dell'epoca alemannide?

Apriti cielo: i commercianti osano dire che non è affatto così. 
Ovviamente la querelle viene trasformata dalle corde vocali capitoline in uno scontro.


Certo, difficile smentire la voce capitolina della verità... Buttiamola in caciara, che è meglio!