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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 20 febbraio 2020

NUOVA MACCHINETTA MANGIAPLASTICA


Oltre 2 milioni e 800mila bottigliette di plastica riciclate in sette mesi nelle tre stazioni metro di Cipro e San Giovanni, sulla linea A, e Piramide, sulla linea B. È questo dato che ha convinto Atac, Coripet e il Campidoglio ad ampliare l’iniziativa ‘+Ricicli +Viaggi’ - le macchinette mangiaplastica che in cambio delle bottiglie danno biglietti per il trasporto pubblico - installando nuove macchinette anche nelle stazioni Malatesta (metro C) e Anagnina (metro A).
Entro fine febbraio, altre macchinette saranno installate anche a Laurentina e San Paolo (metro B) e a marzo anche a Termini. 
L’annuncio, ieri mattina a Malatesta, da parte del sindaco, Virginia Raggi, del presidente di Atac, Paolo Simioni e del presidente di Coripet (consorzio di riciclo), Corrado Dentis.
Le nuove macchinette - Gaia il nome di quella di Malatesta - saranno più capienti (1800 bottiglie invece delle attuali 400) e limite giornaliero a 30 pezzi per singolo utente.

sabato 21 dicembre 2019

BARLUMI DI FUTURO PER LA METRO C


Nonostante il tempo perso dietro le elucubrazioni dei 5Stelle, c’è un barlume di speranza per il futuro della Metro C. Ieri il Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha approvato “la modifica del perimetro della tratta T3 della linea C della metropolitana di Roma al fine di portare le gallerie di linea della tratta a ridosso del corpo della futura stazione Venezia”. In sintesi, il Cipe ha approvato la (tardiva) modifica del progetto che consentirà di evitare il tombamento delle due talpe che stanno scavando le gallerie. 
Seconda notizia: “Tra aprile e giugno attiveremo la richiesta ufficiale al Cipe per il finanziamento della stazione Venezia della linea C”. Lo ha annunciato Andrea Sciotti, responsabile del procedimento linea C, durante la seduta/sopralluogo a piazza Venezia della commissione Mobilità del Campidoglio. 
Dopo un triennio perduto (l’assessore ai trasporti, Pietro Calabrese: “quando mi sono insediato ho trovato una situazione confusa”), la lavorazione della metro C sembra uscire dal coma: sulla stazione piazza Venezia, spiega Sciotti: “La progettazione è già stata condivisa con la Soprintendenza per la modalità di scavo e per la valorizzazione dell’auditorium di Adriano. Venezia sarò predisposta come nodo di scambio con la futura linea D e realizzata come terminale provvisorio, cosa che permetterà di avere un treno ogni 4 minuti, ma anche di proseguire il percorso verso Prati con la tratta T2. Infine, verrà realizzato un collegamento verso palazzo Venezia” creando un’area museale connessa anche al Vittoriano.
Tempi lunghi per la realizzazione della stazione: “Finite le indagini a giugno 2020 saranno completate l’istruttoria, la richiesta di finanziamento e sarà aperta la conferenza dei servizi. I lavori per la stazione dureranno 7 anni. Ma l’ipotesi progettuale prevede che per il 2024 venga almeno inaugurata la sistemazione superficiale in vista del Giubileo lasciando solo il cantiere sotterraneo”.
I ritardi accumulati dalla gestione Raggi/Meleo del cantieri sono confermati: la tratta San Giovanni-Colosseo della linea C, con la stazione-museo intermedia di Amba Aradam, “sarà inaugurata ed entrerà in esercizio a metà 2024
Qualche notizia anche su San Giovanni dove sta per concludersi l’istruttoria per il nuovo tunnel di collegamento tra linea C e A: “I lavori potrebbero iniziare tra il 2020 e il 2021 e dureranno 24 mesi, 6 dei quali comporteranno la chiusura totale della stazione della sola linea A di San Giovanni, pur permettendo il passaggio dei treni”.



venerdì 8 novembre 2019

ANCORA CAOS SUI TRASPORTI CAPITOLINI


Guasto tecnico” è stata la dicitura che, su twitter, ha dominato, ieri, nel corso dell’intera giornata, le comunicazioni ufficiali di Atac: metro B, metro C, Roma-Lido. Treni rotti e stazioni chiuse: un mercoledì di passione per gli utenti del trasporto pubblico. 
Si parte con la stazione San Giovanni preda dell’ormai abituale caos dovuto al pessimo sistema di scambio fra la linea A e la C: gente ammassata nel tentativo di cambiare convogli. Il problema di San Giovanni è oramai quotidiano e sarà destinato a durare fino a che non si concluderanno i lavori per la connessione diretta fra le due linee mentre oggi gli utenti sono obbligati a “uscire” da una linea e “entrare” nell’altra risalendo di fatto praticamente in strada.
Sofferenza sulla linea C: prima “circolazione rallentata causa guasto tecnico” alla stazione di Teano, poi altro guasto tecnico e chiude la stazione Giardinetti.
Cambiando linea, non cambiano i guasti tecnici: stavolta tocca alla stazione Policlinico chiudere i battenti per oltre 3 ore. Tra l’altro, a complicare ancor di più la situazione, ci si mette anche Ferrovie dello Stato con un altro guasto tecnico a Roma Tiburtina che alle 7.30 di mattina per quasi 4 ore manda in tilt la circolazione dell’intero nodo di Roma.
Treno guasto. Si prega di scendere”: è l’annuncio che, alle 8.30 di mattina, ha “allietato” la giornata degli utenti della Roma-Lido di Ostia. Già quel treno era stato “rimodulato” ovvero spostato: doveva essere quello delle 8, poi spostato alle 8.08, poi alle 8.11, quindi alle 8.14 fino a che, a Casal Bernocchi, la resa: tutti a terra. Gente che scende, banchine che si riempiono all’inverosimile e tante male parole all’indirizzo della Regione, del Campidoglio e di Atac. Atac che ufficialmente non riporta alcun disservizio, quasi a ultima beffa per migliaia di persone. 
La quotidianità dell’eccellente servizio reso da Atac ai romani è esemplificata in modo plastico dalle scale mobili: 12 stazioni su 27 della linea A contano impianti fermi, in termini percentuali è il 44% delle stazioni con problemi. Sulla linea B la percentuale di stazioni con problemi a scale mobili o ascensori o montascale si ferma “solo”, si fa per dire, al 38%: 10 stazioni su 26 hanno qualche impianto fermo. Che sulla nuovissima linea C, dopo 5 anni dall’apertura, sia il 27% delle stazioni a contare qualche impianto fermo (6 stazioni su 22) è ancora da capire se sia una notizia positiva (sono poche) o negativa (sono stazioni nuove).

martedì 15 maggio 2018

RAGGI INAUGURA LA METRO DEGLI ALTRI


Dopo un’attesa che data dall’inizio degli anni ‘90 e sette anni di ritardi sulla iniziale tabella di marcia prevista (con lievitazione di costi), da ieri è aperta la stazione San Giovanni della Metro C. Il Casilino e il Prenestino ora sono più direttamente connessi con il centro e, finalmente, oltre Termini, a Roma contiamo una seconda stazione di scambio fra due linee. 
La promessa di Virginia Raggi e della sua compagine governativa - dopo prima i niet del 2013 del fermarsi a San Giovanni, poi i tentennamenti dell’ultimo quinquennio se proseguire o meno - è quella di arrivare quanto meno a Ottaviano, come da programma, “ma vogliamo arrivare a Farnesina”, ha ribadito oggi il Sindaco al taglio del nastro. Con quale percorso e quali stazioni (due ipotesi sul tavolo tutte ancora da verificare in primo luogo in termini economici) e con quali soldi e, quindi, fra quanto tempo non è dato di saperlo e rientra nella narrazione del meraviglioso futuro a 5Stelle che i grillini si sforzano di raccontare al mondo.
Nel frattempo, ieri, la Raggi, con marito e pargolo al seguito, timbra il biglietto alle 11.40 aprendo formalmente la stazione. Una stazione archeologica, il cui progetto originario è stato stravolto dalla quantità (e meravigliosa qualità) dei ritrovamenti archeologici emersi dagli scavi: La Sapienza e la Soprintendenza hanno lavorato a stretto contatto per ridisegnare la stazione che è un museo a cielo aperto: un museo visitabile al costo del biglietto metro, con una gran copia di reperti da far invidia a un museo vero e proprio. E ieri, molti sono stati i cittadini che sono entrati a prendere la metro ma ancor di più quelli che si sono affacciati a vedere le teche con monete, semi d’epoca romana, tubature del periodo dei Cesari, pezzi di statue, anfore. 
Non sono mancate le polemiche: la Regione Lazio e il Ministero delle Infrastrutture, gli altri due partner (e pagatori) del progetto con il 12% dei costi la prima e il 70% il secondo, sono stati praticamente relegati nell’angolo con la Raggi che si è presa tutta la scena, limitandosi a uno stitico ringraziamento dei “sindaci precedenti” (neanche nominati) e lasciando che il vicepresidente della Regione, Smeriglio, e il rappresentante del ministro Delrio, invitati all’ultimo via cerimoniale, si perdessero fra la folla (“Il biglietto lo abbiamo pagato 250 milioni”, dice Smeriglio). Prassi consolidata dalla propaganda 5Stelle: i disastri sono ereditati, le cose buone evidentemente no. 

sabato 5 maggio 2018

METRO C; APRE S. GIOVANNI E SI ARRIVERÀ FINO A FARNESINA


L’attesa è finita: la stazione San Giovanni della Metro C aprirà il prossimo 12 maggio. L’annuncio lo dà direttamente il sindaco, Virginia Raggi, in conferenza stampa. E, seconda grande notizia, si arriverà a Farnesina. Niente più dubbi e tentennamenti: dopo Colosseo si prosegue. In realtà, al di là dell’annuncio della volontà di proseguire oltre Colosseo rimane aperta ancora la questione delle stazioni a seguire. Due le ipotesi progettuali predisposte da Roma Metropolitane: la prima prevede di realizzare 4 stazioni dopo Fori Imperiali (Piazza Venezia, Argentina, Chiesa Nuova e San Pietro). La seconda, invece, prevede tre: piazza Venezia, Navona e San Pietro. Tempi reali di costruzione del tutto, più o meno imprevedibili: dal momento dell'affidamento delle attività per l'elaborazione di un progetto di fattibilità, i tempi stimati per la stesura e approvazione sono di circa 24 mesi. Cui sommare poi i tempi per i lavori veri e propri. Costi preliminari di progettazione e indagine archeologica: circa 1,6 milioni. 
Insomma, di concreto c’è l’apertura della stazione San Giovanni. Poi, va registrata la volontà politica di andare oltre Colosseo che è una gran novità, considerando le posizioni espresse in passato dalla Raggi (“Arriveremo con i lavori ai Fori, poi da lì ragioneremo…” 4 novembre 2016)  e da altri esponenti della Giunta grillina (Paolo Berdini, all’epoca assessore all’Urbanistica: “Visto che andare verso Colosseo sarebbe una spesa enorme, la mia proposta è deviare la metro da San Giovanni, passando per Amba Aradam, verso la Piramide”, 8 novembre 2016; Linda Meleo, assessore ai Trasporti: “Stiamo cercando la soluzione migliore per la città; siamo intenzionati a valorizzare questa opera, bisogna vedere come”, 31 marzo 2017).
Poi, tante chiacchiere e poche certezze. Non si sa se sarà il Consorzio Metro C (attuale costruttore della linea) a realizzare la restante parte del tracciato, né i costi, né i tempi di realizzazione. 
All’incontro con la stampa, oltre la Raggi, erano presenti l'assessore alla Mobilità, Linda Meleo, e i consiglieri M5S Pietro Calabrese e Enrico Stefàno. 
Aperta San Giovanni, la frequenza dei treni sarà di 12 minuti con l’obiettivo di scendere a 9 entro alcuni mesi, fino ad arrivare (“tra circa 2 o 3 anni”, dice Stefàno) a 4 minuti una volta pronta la “croce di scambio a via Sannio”.
Anche la Regione Lazio fa sentire la sua voce con l’assessore ai Trasporti, Mauro Alessandri: “completato l'iter burocratico per l'autorizzazione all'apertura della stazione e al finanziamento di 256 milioni di euro, è stato dato il via libera” a San Giovanni.