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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 13 settembre 2019

SCALE MOBILI, DISSERVIZI CONTINUI


La riapertura di Spagna prima (7 maggio, dopo 44 giorni di chiusura) e di Repubblica poi (25 giugno, 243 giorni di chiusura) aveva rimosso dall’occhio del ciclone mediatico la vicenda scale mobili. Certo, c’è ancora Barberini persa nel limbo che perdura dal 23 marzo scorso (173 giorni): forse riapre per ottobre, forse novembre, forse chissà. Le notizie dalla trasparentissima Atac se arrivano, arrivano quando ci sono audizioni di funzionari in qualche Commissione. Ma, anche se il clamore mediatico dei mesi caldi della “tav cittadina” si è spento, non è che la situazione scale mobili andasse poi bene. Quotidianamente, il sito aziendale di Atac riporta guasti e disservizi (e nemmeno sempre tutti segnalati). Ieri, 11 stazioni della linea A registravano scale ferme, monacale fuori servizio, ascensori rotti. Cinecittà, Numidio Quadrato, Colli Albani, Spagna, Lepanto, Ottaviano con i monacale fermi; Ponte Lungo, Spagna, Cipro e Valle Aurelia ascensori bloccati; Cornelia scale mobili offline.
Metro B e B1, 10 stazioni: Monti Tiburtini, Policlinico, Marconi, Eur Fermi, Eur Palasport ascensori fermi ai piani; poi due nodi di scambio con le ferrovie come Stazione Tiburtina e Piramide con le scale mobili fuori servizio come a Magliana e Laurentina. Infine, Cavour col monacale rotto.
Per Metro C, solo tre stazioni con problemi: scale mobili bloccate a Grotte Celoni e ascensori fermi a Torre Gaia e Parco di Centocelle. 
Da ultimo, tre stazioni con disservizi sulla Roma-Lido di Ostia: scala mobile ferma a Casal Bernocchi come pure gli ascensori. E sempre gli ascensori bloccati a Ostia Antica e Castel Fusano. 
E il quadro è più meno costante - o anche peggiore nei numeri - praticamente tutti i giorni. La rincorsa di Atac a mettere una pezza a colori alla gara d’appalto incriminata - quella vinta da Metro Scarl con un ribasso di quasi il 50%, appaltata da questo management Atac nominato dall’Amministrazione Raggi - avrà un costo totale di oltre 8 milioni e mezzo, fra interventi d’urgenza sulle scale delle fermate centrali della A (Otis, 1,2 milioni) e nuova società per la manutenzione ordinaria (Schindler, 7,3 milioni). 

sabato 25 maggio 2019

METRO; PIÙ DI 1 MILIONE PER RIPARARE LE SCALE MOBILI


Otto milioni e 648 mila euro, più iva: tanto costa alle casse di Atac lo scherzetto delle scale mobili. Questo è quanto emerge dalla lettura dei documenti, pubblicati finalmente ieri sul sito dell’Azienda di via Prenestina, degli incarichi affidati alla Otis - una delle grandi multinazionali di ascensori, scale mobili - dopo il caos dei mesi scorsi. 
I documenti pubblicati ripercorrono tutte le vicende: l’appalto per la manutenzione delle scale mobili assegnato Metroroma Scarl con un ribasso di poco inferiore al 50% sulla base d’asta, i disservizi, le contestazioni, la rescissione del contratto. In mezzo, ovviamente, l’incidente di Repubblica di ottobre 2018 e quelli di Barberini del 22 febbraio e 21 marzo. E, poi, il duplice  problema di trovare di corsa qualcuno che sostituisse il manutentore e qualcuno che rapidamente mettesse mano alle scale mobili per riaprire le fermate chiuse
A sostituire Metroroma Scarl dal 1 giugno 2019 al 1 giugno 2020 sarà la Schindler cui verrà corrisposto un importo di 7 milioni e 383mila euro
A questi soldi che serviranno per la manutenzione ordinaria, si deve aggiungere un altro milione e 265 mila euro, sempre più Iva, che Atac dovrà pagare a Otis per i lavori di emergenza che si stanno svolgendo in queste settimane, per un totale generale, appunto, di 8 milioni e 648mila euro. Un caro prezzo per aver aggiudicato un appalto con un ribasso del 49,73%. 
Nel documento del direttore generale di Atac, Paolo Simioni, poi, finalmente arriva un minimo di chiarezza sugli interventi che si stanno facendo e sulle scelte che l’Azienda sta portando avanti.
Si legge che a inizio maggio, Atac ha “comunicato a Otis la riperimetrazione degli impianti compresi nelle verifiche generali escludendo le scale mobili installate presso le stazioni di Termini, Colosseo e Laurentina” ma inserendone una in più di quelle inizialmente previste a Barberini e altre due in più a Repubblica. Alla fine, “il numero definitivo degli impianti” sui quali sono in corso (o si faranno) le verifiche sono “23 di cui 8 a Spagna, 6 a Barberini, 6 a Repubblica e 3 a Flaminio”.
Infine, il piccolo giallo: nell’audizione dello scorso 10 maggio in Commissione Trasparenza, Atac, su domanda precisa circa i tempi di Barberini, rispose che la stazione era ancora “sequestrata”. In realtà, la Procura ha autorizzato Atac ad effettuare “interventi manutentivi” a inizio aprile e poi ancora prorogati il 9 giugno. Cosa che però Atac ha omesso di spiegare ai Consiglieri in Commissione.