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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 29 agosto 2020

ANCHE FARMACAP CERCA IL NUOVO DG. AD AGOSTO

Dopo Atac, anche Farmacap - l’azienda capitolina che si occupa delle farmacie comunali - pubblica sotto ferragosto un bando per cercare un direttore generale che scadrà ben oltre la fine del mandato di Virginia Raggi in Campidoglio.
E, proprio come per Atac, l’opposizione alza le barricate.
Il 6 agosto, Emiliano Mancini, attuale direttore generale di Farmacap, pubblica un bando per trovare il suo successore: 103mila euro e spicci lordi di contratto che possono arrivare, con i premi di produzione, a sfiorare i 130mila euro lordi annui, per un contratto minimo di tre anni rinnovabile di triennio in triennio.
Il Direttore di Farmacap ha come compito quello di organizzare l’azienda, razionalizzare le risorse, ottimizzare i costi e valorizzare il personale. Il bando è aperto ai laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio, Ingegneria gestionale, Farmacia, Chimica.
Si scatena Francesco Figliomeni (Fratelli d’Italia): “Abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco per capire come mai il bando viene fatto uscire in pieno agosto”. Aggiunge: “La selezione poi sembra presentare diverse criticità tra cui l’esclusione di chi ha già ricoperto l’incarico nei sei anni precedenti, criteri che potrebbero esporre l’azienda a ricorsi e lungaggini giudiziarie”. 
Già perché nel bando, a pagina cinque, viene specificato che “non possono partecipare coloro che hanno ricoperto l’incarico di Direttore Generale della Farmacap negli ultimi sei anni”.
Spiega Figliomeni: “Ci sembra veramente molto strano che in un’azienda speciale, commissariata già da molti anni, il bando, che peraltro si poteva fare tanto tempo fa, non sia stato predisposto dal Commissario straordinario bensì dal DG attuale” senza che si capisca in base a quali requisiti di merito siano stati scelti sia il Commissario che il DG.
E, quindi, “non vorremmo che in campagna elettorale venga posizionato in un altro posto strategico l’ennesimo militante 5Stelle a discapito del merito”.

martedì 22 ottobre 2019

VENERDÌ SCIOPERO GENERALE: CAOSA ANNUNCIATO


Venerdì tenersi a casa l’immondizia. E non sperate di prendere l’autobus o la metro. Né di comprare un’aspirina nella farmacia comunale. O che la scuola dei vostri figli sia pulita. Sono questi gli effetti dello sciopero generale dei lavoratori di tutte le società di proprietà del Comune di Roma, indetto dal Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e in programma per l’intera giornata di venerdì 25 ottobre.  
Sarà un venerdì duro per la città e politicamente molto pesante per Virginia Raggi e la sua compagine di governo del Campidoglio. Quello di venerdì è il “primo sciopero generale di Roma”, come hanno evidenziato i sindacati nel presentare l’astensione dal lavoro per protestare contro la Giunta Raggi.
In sintesi, venerdì, si asterranno dal lavoro i dipendenti di Ama, Atac, Farmacap, Risorse per Roma, Zètema, Æqua Roma e via via tutte le altre municipalizzate
L’Ama - tipo bollettino di guerra - chiede per venerdì ai romani di tenersi in casa l’immondizia, visto che saranno garantiti solo il ritiro dell’immondizia prodotta in ospedali e case di cura, caserme e lo svuotamento dei cestini in alcune zone più turistiche del centro,  assicurando che già al primo turno di lavoro di sabato i rifiuti saranno nuovamente raccolti. Ma ci sarà da testare la capacità di tenuta di un sistema che ha già superato da un pezzo il livello collasso e in cui ogni sussulto nel sistema di raccolta rischia di creare giorni e giorni di maleodorante caos in strada.
Niente bus e tram, metropolitane e ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti) e, non bastasse, per lo stesso giorno è stato indetto uno sciopero sia dei lavoratori Cotral che di alcune sigle sindacali autonome del Gruppo Fs. Tradotto: niente Atac ma a rischio anche i treni e i pullman del consorzio della Regione Lazio.
Allo sciopero aderiscono anche i partiti di opposizione alla Raggi e anche l’immancabile Codacons
Come antipasto allo sciopero di venerdì, già oggi i lavoratori di Roma Multiservizi incroceranno le braccia con sit-in sotto la sede di Ama, mentre per il venerdì nero i sindacati hanno previsto una manifestazione sotto il Campidoglio (“evitato il corteo per non aumentare i disagi ai cittadini”, spiegano).
Non ci divertiamo a bloccare la città” spiegano i sindacati. “È il primo sciopero generale di Roma, uno sciopero politico da quando ci hanno mandato la polizia a forzare il cordone di lavoratori al presidio di Multiservizi", dicono Natale di Cola (Cgil), Gianpaolo Pavoni (Cisl) e Alberto Civica (Uil), che aggiungono: “Ce l'abbiamo messa tutta a trovare gli accordi con questa amministrazione che poi sono diventati carta straccia. Da tanto non sentiamo il sindaco Raggi, ma vorremmo chiarire una cosa: la liquidazione significa che una società chiude, non può significare un'altra cosa”, il riferimento è a Roma Metropolitane, la società che progetta e appalta le metro e le altre infrastrutture di trasporto e che la Raggi ha deciso di mettere in liquidazione assicurando, a suo dire, la continuità nel servizio.
Opposizioni a sostegno dello sciopero: “Dopo 3 anni e mezzo questa giunta non ha più scuse. Se una Giunta non riesce a imprimere la sua volontà di governo agli amministratori, che lei stessa nomina, qualunque sia stato il passato, un risultato è chiaro: la Giunta ha fallito”, dicono Stefano Fassina (Sinistra per Roma), Svetlana Celli (Roma per Roma), Cristina Grancio (Dema), e Giulio Pelonzi (Pd).


venerdì 28 dicembre 2018

OREF: IL BILANCIO CONSOLIDATO DEL COMUNE NON È VERITIERO


Da una parte c’è l’Organo di revisione economico-finanziaria (Oref) che dice che il “bilancio consolidato non rappresenta in modo veritiero e corretto la reale consistenza economico, patrimoniale e finanziaria dell'intero Gruppo Amministrazione pubblica di Roma Capitale”, dall’altro c’è l’assessore al Bilancio della Giunta Raggi, Gianni Lemmetti, con la sua “diversità di interpretazione in relazione al principio contabile”.
Fatto sta che per il terzo anno consecutivo l’Oref boccia i documenti contabili del Comune. E lo fa con il consolidato, cioè con il bilancio che include anche i documenti contabili di tutte le partecipate, una venticinquina di enti tra partecipazioni dirette, indirette, aziende speciali e fondazioni. 
La maggioranza, ovviamente, è andata avanti, incurante dei rilievi e, poco dopo le 19 di ieri sera, è arrivato il sì dell’Assemblea Capitolina (25 voti favorevoli tutti 5Stelle e 3 contrari) al testo la cui approvazione era necessaria tanto per chiudere il quadro dei conti del Campidoglio, quanto per superare il blocco delle assunzioni scattato come sanzione accessoria per il ritardo nel via libera legato all'impasse di Ama.
Andando per ordine: l’Oref ha espresso l’invito al Comune a “rideterminare il perimetro di consolidamento comprendendo quantomeno le società ora escluse in violazione del principio contabile". Le aziende in questione sono Roma Metropolitane, Farmacap, due società che “presentano criticità tali da determinare un impatto sulla situazione economico patrimoniale” con Roma Metropolitane “fonte di continue e ingenti passività”. Poi mancano Ama, perché il bilancio 2017 non è stato approvato, e Atac, in procedura di concordato.
La Giunta Raggi replica con le dichiarazioni rese in Assemblea Capitolina dall’assessore Lemmetti: “In virtù dell'applicazione della nostra visione del principio contabile sono state escluse dal perimetro di consolidamento con delibera di Giunta l'azienda comunale Centrale del Latte di Roma, in liquidazione, Farmacap e Roma Metropolitane Srl. Questo ha creato diversità di interpretazione in relazione al principio contabile”. Inoltre, “fin dall'inizio sui bilanci consolidati abbiamo con l’Oref una sorta di comunicazione su come si applica il principio”. Poi, Lemmetti ha prima ricordato come nel 2017 venne varato un Consolidato a settembre poi corretto a febbraio 2018, aggiungendo poi: “quello dell’Oref non è un parere ma solo una relazione”. Quindi la questione semantica: “La differenza è nelle parole, per loro è “l'intero gruppo” che non viene rappresentato”.
Spiega la presidente dell’Oref, Federica Tiezzi, in Consiglio comunale che la mancata approvazione del bilancio Ama, con il contenzioso fra l’Azienda e il Comune, “è già un elemento di criticità enorme che altera i contorni di questo consolidato. L’esclusione di tre società non è conforme a quanto previsto dal principio contabile che lo consente in caso di eventi di natura straordinaria, ovvero terremoti, alluvioni e altre calamità. La mancata approvazione per tre anni dei bilanci di queste società non è una motivazione per escluderle  dal consolidato”. Risposta di Lemmetti: “Noi ci assumiamo la responsabilità di aver preso in Giunta” la decisione sull’esclusione delle società dal consolidato avendo dovuto scegliere fra “mettere dentro dati non veritieri delle aziende o escluderle”.