*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Giancarlo Giorgetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giancarlo Giorgetti. Mostra tutti i post

giovedì 13 giugno 2019

SPORT; I "SETTE SAGGI" RIUNITI A PALAZZO CHIGI

Riunione operativa, ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi: il sottosegretario allo Sport, Giancarlo Giorgetti (Lega) ha riunito il tavolo dei “Comitato per la promozione degli eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale”. Si tratta di una struttura - alla quale sono stati chiamati a partecipare Nino Benvenuti, Sara Simeoni, Arrigo Sacchi, Klaus Dibiasi, Eleonora Lo Bianco, Dino Meneghin e Francesco Moser, rapidamente ribattezzati “i sette saggi” e da qualcuno visti come una sorta di contraltare al presidente del Coni, Giovanni Malagò - che il Governo ha istituito con il compito di coadiuvare la pianificazione di iniziative e promozioni sportive, collaborando con le Federazioni e gli enti di promozione sportiva, con l’obiettivo di “assicurare coerenza e tempestività per la celere definizione” della pianificazione strategica. Insomma, più prosaicamente per mettere in fila e organizzare meglio un coordinamento fra tutte le iniziative sportive sul territorio italiano.
Spiega la presidente del Comitato, Sara Simeoni: “Ci siamo riuniti insieme al sottosegretario Giorgetti perché stiamo definendo le priorità sul finanziamento delle iniziative sportive. Non è la prima riunione ma stiamo predisponendo una serie di criteri, che troveranno traduzione in linee guida, per capire come erogare sostegno e finanziamenti. Ad esempio, quelle attività sportive che hanno comunque un fine di lucro sicuramente non saranno privilegiate. Al contrario, sia se provengono dalle Federazioni sportive nazionali sia da Enti di promozione sportiva o dai militari, stiamo procedendo alla cernita di tutte le richieste che ci sono pervenute”.
Tutto questo, mentre il mondo dello sport “olimpico” trattiene il fiato in vista dell’appuntamento del prossimo 24 giugno, a Losanna, dove l’Italia si giocherà l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina contro l’altra candidata, Stoccolma.

giovedì 22 novembre 2018

GIORGETTI-MALAGÒ, SEGNALI DI DISGELO


Dopo lo scontro feroce delle scorse settimane, ora, fra Coni e Governo, è un momento di tregua e messaggi se non distensivi, quanto meno diretti al dialogo. 
A Reggio Calabria si è tenuta ieri la Giunta del Coni che ha deciso l’ammontare degli stanziamenti per il 2019 alle Federazioni Sportive nazionali. Forse l’ultima volta se la riforma che il Governo ha in animo di portare avanti e che è inserita nella legge finanziaria in discussione in Parlamento dovesse passare così com’è. Per inciso, per il 2019 ogni Federazione riceverà, per la parte sportiva, lo stesso ammontare che aveva ricevuto nel 2018. 
Due le novità: la prima, Giovanni Malagò che si dice pronto ad incontrare il sottosegretario con delega allo Sport, il legista Giancarlo Giorgetti, che ha incontrato, seconda, il presidente della Federazione Scherma, Giorgio Scarso, il più “politico” forse fra i presidenti federali che guida, per giunta, la Federazione “cassaforte” delle medaglie olimpiche azzurre.
Una nota di Federscherma racconta l’incontro fra Scarso e Giorgetti: “è fondamentale passare a un processo di necessario confronto, anche ampio, che permetta al mondo dello sport di conoscere, comprendere ed essere co-protagonista di un progetto di riforma che coinvolgerà tutti”. 
Scarso ha rimarcato a Giorgetti “le preoccupazioni del mondo della scherma e dell’intero movimento sportivo italiano circa un intervento di riforma che lo sport azzurro, ad oggi, non conosce appieno e che, anche per questa ragione, viene visto come un provvedimento che arriva dall’alto e non figlio di una concertazione né col Coni e né con tutti i soggetti coinvolti”.
A latere della Giunta Coni - dove è intervenuto per relazionare sia sul tema della riforma Coni e dei rapporti col Governo sia per quanto riguarda la candidatura sempre più solida di Milano e Cortina a sede ospitante dei Giochi Olimpici invernali 2026 - Malagò, rispondendo ai giornalisti che gli domandavano di Giorgetti, ha risposto: “Se vedrò Giorgetti nei prossimi giorni? Penso proprio di sì. Mi sembra che negli ultimi giorni c’è stata la volontà delle parti di ascoltare e ovviamente di condividere un percorso ed anche una legge. E con la parola condividere dico tutto. Non si chiede niente di più e di diverso. Io non posso che espletare il mandato che mi è stato conferito dal consiglio nazionale”. 
E stempera i toni, Malagò, anche sulla frecciata che Giorgetti aveva lanciato sui vertici Coni (“se guardate le prime cariche del Coni, sono tutte persone che appartengono al Circolo Aniene (quello di Malagò, ndr). Sarà un caso, saranno bravi, ma magari c’è gente competente anche a Forlì…”): “Non voglio proprio fare polemiche, continuano a cercare disperatamente di provocarmi e di mettermi delle frasi e parole mai dette. Non c’è nulla da dire, nulla da commentare, salvo che gli organi del Coni sono elettivi, il Consiglio Nazionale è fatto da 76 persone, sono eletti da 12 milioni di italiani. Ci sono tre soci dell'Aniene, la Giunta è fatta da 22 persone ed è elettiva, in rappresentanza di questi 12 milioni di persone. Ce ne sono 2, non voglio assolutamente fare ulteriori considerazioni”. 
E sul rapporto con Giorgetti e il Governo: “Ci sono state indicazioni che ho avuto dal Sottosegretario a dimostrazione che c'è stata grande disponibilità a lavorare senza creare litigi o fratture - ha detto Malagò - c’è pieno rispetto della volontà di non essere minimamente in guerra con il Governo sulla base del fatto che nel prossimo bilancio i contributi 2019 rimarranno al Coni. Visto che nel 2019 c’è stata riconosciuta non solo la facoltà ma il diritto-dovere di essere noi gli assegnatari dei contributi, non abbiamo voluto dare interpretazioni che potessero essere considerate un'eccessiva forma di potere, nel rispetto pieno della collaborazione”. Insomma, caute e circospette manovre di avvicinamento. 


mercoledì 30 maggio 2018

IL 2 GIUGNO DIVENTA LA FESTA DELLA DIVISIONE

Ufficialmente i pentastellati sono “tutti impegnati con il tour dei comuni sui territori” quindi nessuno di loro ha “confermato la presenza”. Rimarrebbe fuori solo Roberto Fico, che, in qualità di presidente della Camera, terza carica dello Stato, non può proprio bigiare gli appuntamenti connessi con la Festa della Repubblica del 2 giugno. 
E anche Matteo Salvini, pur non avendo ancora sciolto la riserva in via ufficiale, sarebbe orientato a disertare il tradizionale ricevimento al Quirinale, per il 2 giugno, fissato per le 18 con cocktail e concerto dell'Orchestra dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia. 
Più che la Festa della Repubblica, così, pare il 25 aprile. Un clima pesantissimo dopo il gran rifiuto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di nominare il professor Savona all’Economia - proponendo in alternativa il nome del capogruppo leghista a Monte Citorio, Giancarlo Giorgetti - con la conseguente rinuncia di Giuseppe Conte a formare il governo, l’incarico a Cottarelli e le polemiche, sui social e mediatiche, fra Quirinale, Grillini e Leghisti.
Dopo l’accenno all’impeachment, anche il Tricolore entra nella querelle politica. 
Luigi Di Maio aveva invitato i suoi sostenitori ad esporre il Tricolore per protestare contro le decisioni di Mattarella (“Appenderò oggi una bandiera italiana fuori dalla finestra del mio ufficio a Montecitorio affinché tutti possano vederla - aveva dichiarato Di Maio - Invito tutti a fare altrettanto. Prendete la bandiera, compratela e appendetela”).
Per chi però Roma l’ha girata, l’appello di Di Maio è palesemente stato ignorato. A parte hotel, sedi istituzionali, scuole e qualche ufficio, non c’è traccia di Tricolori appesi. Neanche nei due Municipi romani - l’VIII Garbatella e il III Montesacro - dove il prossimo 10 giugno si voterà per rieleggere i Presidenti di Municipio dopo il crollo delle due giunte pentastellate c’è una traccia apprezzabile e sensibile che i romani abbiano ascoltato e accolto l’invito del capo politico del Movimento. L’assenza di bandiere italiane sembra non essere sfuggita ai vertici grillini: nel giro di poche ore, sempre dal suo profilo Facebook, Luigi Di Maio, annunciando la manifestazione a piazza Bocca della Verità del 2 giugno, ha chiesto ai sostenitori di cambiare l'immagine del profilo social con un tema dedicato a questa iniziativa. Ovviamente con il tricolore verde, bianco e rosso. 
A parte le facili ironie su bot e troll che si distingueranno proprio per i tricolori, i 5Stelle abbassano un po’ i toni: Roberto Fico sarà alla parata militare della mattina a fianco di Mattarella mentre il pomeriggio, per la manifestazione di Bocca della Verità, si legge sul blog M5S: “la nostra piazza non è contro il Quirinale, ma è a favore del nostro diritto di votare e scegliere”.