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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 29 luglio 2020

IL DISASTRO RAGGI SU ALBERI E VERDE



Dopo il crollo del pino, lunedì scorso, a piazza Venezia con il ferimento di una donna e il silenzio imbarazzato del sindaco, Virginia Raggi, non accennano a placarsi le polemiche.
I numeri del quadriennio grillino in Campidoglio sono impietosi: anno 2014, crollano 12 alberi. Nel 2015 sono 32. Nel 2016 arriviamo a 48. Nel 2017 leggera diminuzione a 41. Poi l’apocalisse: nel 2018 ne cadono 400 e l’anno scorso si arriva a 460. In pratica, arrivano al pettine i risultati della mancata attività sia della Giunta Marino che di quella Raggi. La certificazione finale arriva dall’Autorità per il Controllo della qualità dei servizi del Comune (ente terzo ma con nomina politica della maggioranza, ndr). Nell’ultima relazione, l’Autorità riporta come nel 2012 fossero stati piantati 1830 nuovi alberi contro 1400 abbattimenti e un saldo positivo di 430 nuove alberature, mentre nei primi 3 anni Raggi il totale è 404 nuove piantumazioni a fronte di 3806 abbattimenti e un saldo negativo di 3402 alberi che non ci sono più. 
Sul fronte politico, attacca Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia: “Il crollo di un grosso pino secolare a Piazza Venezia, conferma l'inadeguatezza della Raggi a prendersi cura della città. La Raggi aveva giurato di effettuare i lavori di manutenzione proprio durante il lockdown. Dopo il lockdown i cittadini si sono accorti che di straordinario c'era solo l'assoluta inadeguatezza dell'Amministrazione comunale. Sono partiti solo i monopattini”.
Rincara la dose Piergiorgio Benvenuti, neo responsabile delle Politiche ambientali di Forza Italia a Roma e Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, che, dopo aver ricordato come il pino di piazza Venezia sia caduto in assenza tanto di vento quanto di pioggia, spiega: “i circa 330.000 alberi presenti nella Capitale sono stati abbandonati. Di questi, circa due terzi sono da considerare a rischio. In particolare, a quanto risulta, sarebbe malato il 10 per cento dei pini, mentre un platano su cinque a Roma sarebbe affetto dal cancro colorato, dovuto all'azione di un fungo parassita che attacca esclusivamente questo tipo di pianta. Nel I Municipio, degli ottomila alberi monitorati, il 2 per cento è stato dichiarato “da abbattere con emergenza”. Ma non tutti gli interventi sono stati eseguiti, come dimostra il pino crollato ieri. Roma è la città con più ettari di verde d’Europa che con l’amministrazione Raggi da risorsa si è trasformata in un pericolo”, chiosa Benvenuti.

lunedì 13 gennaio 2020

ARIA IRRESPIRABILE, STOP ANCHE AI DIESEL



Attenzione a martedì: chi possiede un veicolo diesel, e non importa se di ultima generazione, potrebbe ritrovarsi con la brutta sorpresa dello stop alla circolazione
Il Campidoglio, ieri pomeriggio, ha infatti emanato una nota sull’allerta smog: già domenica e oggi il Comune ha vietato la circolazione ai veicoli più inquinanti ma, “visto il perdurare della criticità anche nei prossimi giorni, è possibile che per la giornata di martedì 14 gennaio si vada incontro ad un blocco più restrittivo per tutti i Diesel fino ad Euro 6”. 
Anche il sindaco, Virginia Raggi, spiega su facebook: “In questi giorni la qualità dell’aria a Roma continua a registrare troppo smog. I valori di Pm10, ovvero le polveri sottili, stanno superando i limiti di legge. Per questo è in vigore il divieto di circolazione ai veicoli più inquinanti, che proseguirà anche domani”. Poi l’annuncio: “Se la situazione non migliorerà nei prossimi giorni, martedì 14 gennaio la legge ci impone un blocco più restrittivo che riguarderà tutti i veicoli a diesel, fino all’Euro 6”. 
Poi le raccomandazioni di prammatica: “Tutto questo - dice la Raggi - si può evitare se ognuno di noi, nel suo piccolo, contribuisce a non inquinare ancor di più l’aria. Alcuni semplici comportamenti possono aiutare, come ad esempio non prendere l’auto privata ma preferire metro, bus e tram, utilizzare l’automobile insieme ad amici e colleghi per ridurre il numero di veicoli in strada oppure limitare l’uso dei riscaldamenti. Tutti possono fare la loro parte e contribuire a rendere l’aria più pulita”.
In realtà, spiega Piergiorgio Benvenuti, presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, “da tempo stiamo sostenendo che la qualità dell'aria nella Capitale, al pari della gestione dei rifiuti e la manutenzione delle aree verdi, è pessima, con un danno enorme sia di carattere ambientale che per la salute dei residenti e di chi vive e frequenta la città. Roma per la prima volta risulta fra le peggiori città italiane, ed esattamente al quarto posto tra i capoluoghi con le maggiori concentrazioni di No2. Il semplice blocco del traffico domenicale o di alcune giornate rappresenta un provvedimento demagogico e lontano da soluzioni ecologiche che produce solamente un danno ai cittadini, al commercio, al turismo e all'economia della Capitale. Le uniche soluzioni adottate dall'Amministrazione, le giornate dedicate al blocco delle auto, non hanno fatto registrare nessun risultato positivo per quanto riguarda l’inquinamento. Ad oggi vi è il peggioramento complessivo del servizio dei mezzi del trasporto pubblico, come dei disservizi della metropolitana, che avrebbero dovuto invece, se potenziati adeguatamente, disincentivare l'utilizzo dei mezzi privati e quindi incidere sul grado di inquinamento”.
Insomma, al di là dei proclami, condivisi da tutti i sindaci da Rutelli a Raggi, il Campidoglio continua ad accumulare ritardi clamorosi nel potenziamento del trasporto pubblico di massa limitandosi a fermare di quando in quando il trasporto privato.


giovedì 2 gennaio 2020

DISCARICA A MONTE CARNEVALE



La scelta della Raggi arriva a metà del pomeriggio del 31 dicembre: la discarica di Roma sarà a Monte Carnevale. La nuova discarica è nel territorio del Municipio XI, commissariato da aprile 2019 dopo il fallimento della Giunta municipale 5Stelle e che andrà al voto in primavera. Siamo ad appena un paio di km in linea d’aria da Malagrotta che, però, ricade nel territorio del Municipio XII
Nella tarda mattinata del 31 dicembre era saltata Tragliatella, dichiarata sito non idoneo per la vicinanza con una serie di edifici sensibili (una scuola e un centro di riabilitazione su tutti). In cambio della designazione di Monte Carnevale “la Regione stralcerà dal Piano Rifiuti in via d’approvazione, come da accordo, l’indicazione del sub-ato per il Comune di Roma Capitale e disporrà tutte le attività necessarie per consentire, come richiesto da Roma Capitale, una serie lavori straordinari all'impianto Tmb di Rocca Cencia”.
Ignazio Marino chiuse Malagrotta nel settembre 2013. A dicembre 2019, sei anni dopo, siamo ancora lì: stessa area, anche se amministrativamente parte di due Municipi differenti, stesso impianto, la discarica. Neanche due ore dopo la comunicazione del Campidoglio su Monte Carnevale e si scatena l’inferno. 
Ancora non credo alle mie orecchie e ai miei occhi. Aspetto di leggere la delibera di giunta, che ancora non ho potuto vedere, prima di ammettere la sconfitta del M5s, tutto - scrive Simona Ficcardi, consigliera capitolina, su Facebook - la scelta della sindaca e dalla giunta è gravissima, una scelta che ripudio”.
Altrettanto duro Stefano Vignaroli, altro grillino e presidente della Commissione parlamentare Ecomafie. A botta calda, il 31 dicembre, afferma che “la decisione di realizzare la nuova discarica di rifiuti urbani di Roma a due chilometri dalla discarica di Malagrotta è inaccettabile” e definisce “vergognosa” e “una presa in giro” la scelta della Raggi. Poi, il giorno dopo, smorza i toni e prova a buttare la colpa su Zingaretti e la Regione: “Quella di Monte Carnevale è una scelta improvvisata, effettuata dal Comune su pressione della Regione. Regione che ha deciso di chiudere Colleferro e non ha trovato alternative. Sul sito di Monte Carnevale il Comune aveva poco tempo fa dato parere negativo anche per la sola discarica di inerti. A soli 80 metri ci sono le abitazioni e a 240 si trova il Sic Macchiagrande della Riserva Statale del Litorale Romano. Andrebbe inoltre valutata con la massima attenzione la condizione della falda acquifera” che Vignaroli giudica già “compromessa da opere di escavazione per scongiurare il rischio di un nuovo disastro ambientale nella Valle Galeria”. Insomma, buttarla in caciara politica e continuare ad alimentare diffidenze e paure: un perfetto mix con pensiero quasi complottista: “Un sito che proprio recentemente è passato da una società privata ad un’altra. Quando si tratta di realizzare una discarica non è pensabile scegliere il sito in modo affrettato e superficiale”. Dopo tre anni e mezzo di governo Raggi, è troppo pure per la propaganda grillina. 


A parte le proteste dei residenti e quelle dei pentastellati, c’è il resto del mondo politico che si schiera contro Virginia Raggi e la scelta di Monte Carnevale come sito per la futura discarica di Roma. 
Parte Matteo Salvini che come augurio per l’anno nuovo spera “che il 2020 porti ai romani nuove elezioni e un sindaco finalmente capace, no a nuove discariche sulla pelle dei cittadini”. Sparano a palle incatenate anche da Fratelli d’Italia: Marco Visconti, delegato all’Ambiente dei meloni ai (omonimo dell’ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno): “non ci siamo proprio. È lo stesso quadrante di Malagrotta, nel territorio dove tra l’altro, la Regione aveva già avviato l’iter, prontamente opposto dal M5S in Campidoglio, per una discarica per lo stoccaggio dei rifiuti speciali contenenti amianto”. Contro Monte Carnevale anche Piergiorgio Benvenuti, ultimo presidente di Ama sotto Alemanno: “incredibile, grave, senza nessuna logica o programmazione”, dice a proposito di Monte Carnevale rimarcando come “sarà una nuova Malagrotta, proprio nello stesso territorio”. Marco Palma e Federico Rocca invitano Mario Torelli, ex presidente grillino del Municipio sfiduciato dai suoi ad aprile scorso e nominato dalla Raggi-commissario come suo delegato, a “portare la delega del Municipio, magari in una busta della spazzatura rigorosamente per la carta e cartone alla Sindaca Raggi”
Nel silenzio del Pd capitolino, anche Gianluca Lanzi, candidato Dem alla presidenza del Municipio (si vota in primavera) si schiera contro Monte Carnevale parlando di Tragliatella come di un “depistaggio volto a coprire quello che la Raggi ha sempre avuto in mente: far tornare i rifiuti nella Valle Galeria” accusando contemporaneamente la destra (“Renato Brunetta”) per l’opposizione a Falcognana e la Lega per quella a Tragliatella ma dimenticando le proteste analoghe del Pd
Da ultimo, il Comune di Fiumicino - col sindaco Esterino Montino e l’assessore alla scuola, Paolo Calicchio - dicono “no a Monte Carnevale” considerato “dietro alla porta di casa nostra”:  “è a ridosso della vecchia discarica di Malagrotta, c’è la raffineria di Roma, l’impianto Ama per i rifiuti speciali e l’aeroporto Leonardo Da Vinci. L’impianto, poi, sarebbe sopra le falde acquifere che forniscono Fiumicino”.

sabato 6 settembre 2014

STADIO, PARLA LA POLITICA

È il giorno delle dichiarazioni. 
Ieri la Giunta ha dato il via libera, con l’adozione della delibera di pubblico interesse, primo tassello amministrativo dell’iter che dovrà portare alla costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. 



Qualche voce contraria, molte, invece, quelle festose. 
Cauto e posato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti: “La delibera di ieri andrà in Consiglio che la valuterà, emendandola, cambiandola o approvandola. Seguiamo con grande attenzione e siamo coscienti dell’importanza del progetto. Valuteremo se il progetto presentato sarà in linea con la delibera” d’Aula. 
Sulla stessa lunghezza d’onda, le affermazioni del presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti: “L’iter sarà rigoroso. L’Assemblea capitolina, se lo riterrà opportuno” potrà emendare “la delibera di Giunta” che “seguirà i passaggi nei municipi interessati e nelle commissioni consiliari competenti prevedendo in questo modo processi partecipativi e a garanzia della massima trasparenza”. 

Trasuda, invece,  ottimismo il sindaco Marino: “Sono assolutamente certo che i tempi siano verosimili e c'è tutto l'interesse dei privati ad accelerare il più possibile. Io sono convinto che si potranno iniziare i lavori nei primi mesi del 2015. Ora aspettiamo il voto dell'Assemblea capitolina e la conferenza dei servizi. Ho già l'assicurazione del presidente dell'aula Mirko Coratti che verrà convocata al più presto e poi sono sicuro che il lavoro della Regione verrà fatto nei tempi che la legge indica”. 



Da parte della Roma si parla di “un giorno importante nella storia della Roma”, dice Mauro Baldissoni, direttore generale giallorosso. “C’è ancora tanto da fare - aggiunge - ma il quadro generale del progetto è definito e questo ci consente di pensare che il prossimo passaggio sarà ugualmente positivo”. 
Di “impresa storica” parla anche Mark Pannes, responsabile del progetto Stadio per la Roma, mentre si alzano anche voci contrarie: Dario Rossin (Forza Italia) parla di “traffico imponete e pericolosità delle strade” e Piergiorgio Benvenuti (Ecoitaliasolidale) teme “una ennesima colata di cemento sulla Capitale”. 



Ma l’allarme più rilevante, viene dal Municipio X, che ha approvato una memoria di Giunta: “Sono necessari - si legge fra le altre cose - l’ammodernamento e il potenziamento della Roma-Lido, che deve essere effettivamente elevata a linea metropolitana; l'adeguamento dell'asse viario via del Mare-via Ostiense, dall'Eur a Ostia e la realizzazione del ponte di Dragona”.