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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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lunedì 8 giugno 2020

I FILOBUS IN CORTE DEI CONTI



Finisce alla Corte dei Conti la vicenda dei filobus del corridoio della mobilità Eur-Laurentina-Tor Pagnotta.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, più la consigliera Rachele Mussolini, della lista civica Meloni, hanno infatti presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per chiedere di verificare se lo stop dei filobus all’Eur configuri un danno erariale.
Parliamo di quei famosi 45 filobus, comprati all’epoca di Alemanno, e finiti al centro di un’inchiesta per presunte tangenti che vedeva coinvolto, con condanna in primo grado, l’ex Ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini (deceduto pochi giorni dopo la sentenza) e, prima inquisito poi prosciolto da ogni addebito, lo stesso sindaco Alemanno
Questi filobus - dopo anni di attesa - sono stati messi su strada dalla Giunta Raggi con gran concerto di fanfare a luglio 2019. Ma. da maggio 2020, fine delle corse: il contratto biennale per la manutenzione è scaduto. E le vetture sono rimaste nei depositi.
Solo dieci mesi perché il Campidoglio grillino - in modo simile ad altri casi, come il contratto di servizio con Roma TPL giunto alla quarta proroga e con la quinta che si avvicina - non è stato in grado di organizzare una gara d’appalto ma neanche di prorogare il contratto esistente.
Si legge nell’esposto: “sebbene fosse ampiamente nota la scadenza” del contratto di manutenzione “l’Amministrazione capitolina non ha agito prontamente né ha ritenuto di assumere provvedimenti idonei a prorogare la validità del contratto in scadenza al fine di assicurare la continuità del servizio”. Per cui, “il risultato della mancata adozione” almeno della proroga-tampone, “ha determinato la sospensione dell’esercizio dei filobus” che rimangono a marcire nei depositi mentre il Campidoglio ha aumentato del 10% il chilometraggio dell’appalto (scaduto e in proroga) con Roma TPL per compensare il “fabbisogno dovuto ai servizi aggiuntivi” post Covid.  
Il silenzio della Giunta Raggi è testimoniato anche dall’assenza di risposte da parte dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, all’interrogazione presentata da De Priamo.  
Attacca De Priamo: “La Raggi aveva rivendicato l’attivazione dei filobus ma poi non è stata in grado di garantirne il funzionamento. Con il nostro esposto vogliamo fare chiarezza su questa ennesima pagina disastrosa della "giunta cicala" che inaugura servizi che durano lo spazio di un mattino: i filobus dell'Eur come le ciclabili temporanee”.

sabato 11 aprile 2020

CORONAVIRUS, ARRIVANO I PRIMI BUONI SPESA




Inizia la distribuzione dei buoni spesa: ci sono ancora cinque giorni di tempo per presentare le domande e ottenere i buoni pasto in formato classico cartaceo oppure in quello elettronico tramite un’applicazione da scaricare sul proprio cellulare. 
Il Campidoglio al momento parla di circa 50mila domande presentate con una tendenza piuttosto stabile che dovrebbe portare il totale finale a 60mila richieste di buoni spesa. Richieste che, ovviamente, dovranno essere vagliate per evitare qualche furbetto. 
Questa mattina abbiamo iniziato la distribuzione dei primi Buoni Spesa cartacei, destinati alle famiglie che stanno vivendo maggiori difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. Grazie allo stanziamento di 15 milioni di euro da parte del Governo, abbiamo dato una risposta concreta e veloce a chi ha perso il lavoro, non riesce ad arrivare alla fine del mese o comunque ha bisogno di acquistare beni necessari. Abbiamo trovato una società che oltre ai buoni pasto cartacei li poteva fornire anche su cellulare. Al momento infatti sono già stati attivati 2.000 buoni spesa. Oggi è in consegna il primo milione e mezzo di buoni cartacei”, afferma il sindaco di Roma, Virginia Raggi
Intanto il Gruppo Bauli ha fatto giungere in Comune 7 camion carichi di colombe pasquali: 43mila dolci tipici della Pasqua saranno consegnate agli operatori impegnati nel contrasto al Coronavirus e alle famiglie in condizioni di fragilità e verranno distribuite dalla Protezione Civile comunale, anche tramite la rete delle parrocchie, dei Municipi e delle associazioni del Volontariato cittadino. “Speriamo che questo piccolo aiuto possa aiutare a vivere, nonostante tutto, l’atmosfera di questa Pasqua così insolita”, ha detto il presidente della Bauli, Michele Bauli.
Non mancano ancora le polemiche politiche: Rachele Mussolini (civica Meloni) chiede di “rivedere subito il bando di gara per i buoni spesa: è vergognoso limitarne l’erogazione solo fino al limite dei fondi disponibili  quando è sufficiente utilizzare una parte di quelle non corrisposte per la rata di restituzione dei mutui”.
I Presidenti dei Municipi di centrosinistra - Alfonsi, I; Del Bello, II; Caudo, III, Ciaccheri, VIII - chiedono alla Raggi “di attivare un tavolo istituzionale con i Municipi. Oggi i territori sembrano lasciati soli, privi di risorse adeguate, senza un coordinamento strategico di indirizzo da parte dell’amministrazione centrale. Buoni pasto, erogazione servizi essenziali, servizi scolastici sono solo alcune tra le principali criticità”.
Risponde la Raggi: “il dialogo c'è sempre stato”.





mercoledì 16 gennaio 2019

RIFIUTI; PROTESTE, ESPULSIONI E STRISCIONI. BAGARRE IN AULA GIULIO CESARE


Consiglieri espulsi, proteste, cittadini lasciati fuori dalla “casa di vetro” dei romani, l’Aula Giulio Cesare. Il bilancio della lunga seduta straordinaria del Consiglio comunale, richiesta dalle opposizioni per discutere la crisi dei rifiuti è quello di una giornata decisamente calda.
Qualcuno - Athos De Luca, Pd - arriva a buttarsi per terra, rinverdendo il solco delle proteste fin troppo sopra le righe. Altri tentano di srotolare striscioni, cosa proibita dal regolamento d’Aula.
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che prende la parola ad inizio seduta e, poi, per le repliche, e in entrambi i momenti viene contestata tanto che il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito (M5S), è costretto a sospendere la seduta.
Moltissimi cittadini intervenuti, specialmente dal territorio del III Municipio che, però, vengono lasciati fuori per lungo tempo fino a che qualcuno viene autorizzato, dal presidente De Vito, ad entrare non nell’Aula Giulio Cesare (primo piano) ma nella più appartata (piano terra) Sala del Carroccio. Nessun cittadino in Aula, quindi. Sono lontani i tempi in cui i 5Stelle portavano la folla al seguito dei consiglieri comunali e di qualche deputato per gridare “onestà onestà”. 
I consiglieri di Fratelli d’Italia - Andrea De Priamo, Lavinia Mennuni e Francesco Figliomeni - e la consigliera della civica Con Giorgia, Rachele Mussolini, vengono espulsi da De Vito e, nonostante reiterate richieste di Davide Bordoni (Forza Italia) e Giulio Pelonzi (Pd) di farli riammettere al momento dei voti finali su mozioni e ordini del giorno, restano fuori. Rei, per il Presidente, di interrotto i lavori della seduta indossando magliette con la scritta “Raggi pulisci Roma” ed esposto sacchi pieni di immondizia davanti agli scranni della sindaca e della Giunta. 
Fanno un Consiglio straordinario lasciando fuori dall'Aula cittadini e comitati - denuncia De Priamo - mentre qui ci sono solo addetti ai lavori e hanno fatto entrare solo chi volevano loro. Per questo abbiamo consegnato alla sindaca Raggi una busta di immondizia e loro ci buttano fuori dall'Aula. Basta propaganda grillina”.
Alla fine, stranamente, pur partendo tutti da posizioni diverse, di reciproche accuse fra Pd e 5Stelle, l’unico punto comune di tutti è “niente discariche”. Lo dice la Raggi (“Roma non vuole discariche e la Città Metropolitana non vuole discariche”), lo chiedono i sindaci dei Comuni della provincia (Cerveteri e Fiumicino su tutti) che protestavano fuori dall’Aula e che, faticosamente, sono riusciti a consegnare alla Raggi una lettera, sottoscritta da oltre 100 amministratori locali, che dice no a ulteriori discariche nelle Province e chiede all'amministrazione capitolina un confronto sugli impianti e sulle aree nelle quali localizzarli.