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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 28 luglio 2020

CAOS MULTISERVIZI. SCIOPERO IN VISTA


Si riaccende lo scontro fra il Campidoglio e le organizzazioni sindacali sul futuro della Roma Multiservizi. Cgil, Cisl e Uil attaccano frontalmente: “abbiamo appreso dal sito istituzionale che l’Amministrazione ha deciso di proseguire l’iter della gara a doppio oggetto” stigmatizzando come “a poco più di un mese dalla riapertura delle scuole” non sia stata data “comunicazione ufficiale sul servizio”. 
Parliamo di quella società, la Roma Multiservizi, circa 2.400 dipendenti, che si occupa, fra le altre cose, della pulizia delle scuole, della cura del verde e dell’assistenza alle persone. Proprietà mista pubblico (Ama, 51%) e privato (due soci, 49%), all’epoca di Ignazio Marino sindaco i 5Stelle si batterono per chiudere con il privato e riportare tutto dentro ad Ama. E anche all’inizio, quando assessore all’Ambiente era Paola Muraro, venne tentata la strada della internalizzazione subito abbandonata in favore della gara a doppio oggetto (una gara fatta sia per scegliere il socio privato che per appaltare un servizio, ndr) duramente contestata dai dipendenti, dai sindacati e dalle opposizioni in Consiglio comunale. Quando ad agosto 2018 venne approvata la delibera di indirizzo da cui discendono i bandi, in Consiglio comunale le urla e la bagarre furono udite ben al di fuori dell’Aula Giulio Cesare. 
Dopo un tira e molla durato anni - la prima delibera,  luglio 2017 venne bocciata dall’antitrust e ritirata poi i successivi atti sono stati impugnati al  Tar (vittoria del Comune nel 2019) e al Consiglio di Stato (doppia vittoria dei ricorrenti a luglio e ottobre 2019) - la gara è stata sospesa dal Consiglio di Stato in attesa che si pronunci la Corte di Giustizia dell’Unione europea sui ricorsi presentati. Per cui, il Comune intanto vira di bordo e, pur proseguendo, secondo la denuncia dei sindacati, l’iter per la gara a doppio oggetto intanto fa una procedura negoziata e affida il servizio scolastico integrato al  Consorzio Nazionale servizi (CNS).
La situazione quindi si complica per la solita lentezza del Campidoglio grillino. Spiega Alessandro Bonfigli, della Uil: “Visti i tempi stretti, in attesa della costituzione ufficiale della newco, il Campidoglio sembra a voler affidare il servizio a Cns che a sua volta, nonostante il blocco sulla procedura negoziata, spezzetterebbe l'appalto alle due cooperative consorziate, Co laser e Formula servizi”. Insomma, il caos amministrativo aggravato dalla pervicacia del Campidoglio: “Se così fosse saremmo davanti al più grande gioco al massacro dei lavoratori di questa amministrazione, ancor peggio dell'ultimo cambio appalto sulla refezione scolastica spezzettata in 15 società nei 15 municipi di Roma. L’unica soluzione resta l'internalizzazione del servizio o la cessione di ramo d’azienda”, aggiunge Bonfigli che poi lancia l’altolà all’Amministrazione Raggi; “La piazza è pronta”. 

venerdì 29 maggio 2020

MULTISERVIZI, ACCORDO LONTANO



Botta e risposta fra la Uil e Ama: ieri, in calendario, era stata fissata una riunione fra l’Azienda e le Organizzazioni sindacali per discutere del piano assunzionale. 
In ballo c’è soprattuto il salvataggio dei 270 lavoratori del consorzio che comprende Roma Multiservizi e che dovevano occuparsi della raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche.
La Uil denuncia: “La riunione era stata promossa dall'amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, e dal direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti - spiega il coordinatore regionale UIltrasporti, Alessandro Bonfigli - ed è saltata per colpa di Zaghis, che ha comunicato verbalmente il differimento ancora volta di questo incontro per motivi non ascrivibili alla situazione emergenziale delle quattro aziende cambiando le regole delle sane relazioni industriali”.
E il bello è che “ieri mattina alle 10 erano presenti anche il direttore del Personale e quello tecnico di Ama che sono rimasti spiazzati anche loro”.
Secondo quanto racconta Bonfigli, Campidoglio e Ama si erano fatti garanti dell’incontro e, alla fine, hanno disatteso questo impegno che “investe in modo diretto i 270 lavoratori di Multiservizi”.
Abbiamo contattato il dg del Comune, Giampaoletti, che, però, era “impegnato in una conference call con altre 94 persone” e, quindi, impossibilitato a rispondere. 
A stretto giro arriva la risposta di Ama: “è stato rinviato per motivi non imputabili ad Ama il tavolo di confronto tra azienda e OO.SS.
previsto per oggi e avente per oggetto il piano di assunzioni e la vicenda Multiservizi. Il differimento è stato inevitabile vista la non disponibilità di alcune Organizzazioni a partecipare all'incontro assieme ad altre sigle e alla conseguente richiesta di convocazione di tavoli separati”. Insomma, secondo Ama c’è una lotta fra sindacati alla base del rinvio. 
Mi stupisce leggere ricostruzioni fantasiose circa una presunta indisponibilità a partecipare al tavolo per discutere del piano assunzioni, attribuita a me e ad Ama dal coordinatore regionale di Uiltrasporti - spiega Zaghis - A fronte della richiesta delle altre Organizzazioni sindacali di convocare incontri separati, formalizzata solo pochi minuti prima rispetto a quello già calendarizzato per stamattina, abbiamo infatti provveduto a programmare nella stessa mattinata due tavoli distinti. A fronte di ciò è stata però la stessa Uiltrasporti a chiedere una nuova convocazione in altra data. Di tali comportamenti è stato avvisato il Prefetto e il Sindaco di Roma”.



venerdì 12 gennaio 2018

CONSIGLIO: PROTESTA MULTISERVIZI E TABÙ RIFIUTI, LO PSICODRAMMA GRILLINO


Multiservizi e rifiuti, più la riforma dello Statuto: menu della caldissima seduta di ieri del Consiglio comunale. 
5Stelle che tentano di centrare la seduta sullo Statuto, bocciando le richieste di inversione dell’ordine dei lavori sia per Multiservizi che per i rifiuti. Poi, con le proteste vibranti dei lavoratori Multiservizi presenti in massa in Aula, un livido presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito, capitola e, insieme ai suoi consiglieri, interrompe a metà mattinata le chiacchiere sullo Statuto per parlare della crisi di Multiservizi. 
Va in onda lo psicodramma 5Stelle, prontissimi in campagna elettorale a promettere la luna ai lavoratori e facendo la consueta giravolta giunti al potere.  
Inizia l’assessore alle Partecipate di Roma, Alessandro Gennaro: “ho inviato una nota ad Ama, sto chiedendo un incontro con la presidente della Multiservizi” e fine qui. 
Banchettano le opposizioni: Stefano Fassina (Sinistra), Valeria Baglio (Pd), Fabrizio Ghera (FdI) di fronte a tanta pochezza assurgono al ruolo di statisti. Il senso è: “Multiservizi è al 51 per cento controllata da Ama, dal Comune di Roma, e lei ci sta dicendo che ancora non ha parlato con la presidente di Roma Multiservizi e non sa neanche se le procedure siano state correttamente vagliate. Avete promesso che si sarebbero tutelati i lavoratori, fermatevi e troviamo una soluzione che qualifichi i servizi e tuteli davvero i lavoratori”. 
E i 5Stelle che arrancano: “I vertici hanno tradito gli accordi, è vero abbiamo fatto promesse ma non era la strada giusta”. 
Alla fine, ovviamente, i 5Stelle in blocco votano contro le proposte delle opposizioni e si approvano da soli il loro ordine del giorno che impegna la Raggi a sostituire l’Ad di Multiservizi, passandolo in capo all’Ama.
Seduta che prosegue, con mille interruzioni sullo Statuto (la proposta non passa in prima lettura non raggiungendo i 2/3 dei voti favorevoli) poi sulle mozioni. Dalle 6 alle 8 di sera salta in continuazione il numero legale: magari per mettere la sordina al consiglio sui rifiuti. Che, finalmente, si apre alle 8 e 20, con il Pd che abbandona l’Aula per protesta verso il ritardo e con la relazione dell’assessore Montanari che in sintesi è “questa città non è sommersa dai rifiuti ma ha delle criticità strutturali, i cittadini ci scrivono che sono contenti, stiamo facendo bene”. 
Del resto, era la stessa Montanari che a Roma i topi non li ha mai visti. 
Ovviamente, mirabolanti promesse sulla raccolta differenziata che risolverà tutti i problemi e che la colpa è della Regione e “dateci il tempo” che “operiamo nel rispetto della legalità”. Insomma, se Roma non affoga di rifiuti è perché il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, annuncia l’ok a ricevere la mondezza romana: 39 mila tonnellate (che si aggiungono alle 40 mila annue derivanti dalla precedente intesa del 2014) che saranno trattate per un periodo limitato di 90 giorni nelle tre strutture di Chieti, Sulmona e Aielli. Un accordo, questo che, unito a quello con Rida Ambiente di Aprilia, potrebbe allontanare lo spettro di una crisi rifiuti stile Napoli.