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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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domenica 27 ottobre 2019

IL TAR FERMA LA LIQUIDAZIONE DI ROMA METROPOLITANE


Non è ancora la bocciatura definitiva perché nel merito i giudici amministrativi si pronunceranno solo il prossimo 6 novembre. Tuttavia, che il Tar del Lazio abbia accolto la richiesta di sospensiva della delibera che dispone la liquidazione di Roma Metropolitane è un segnale preoccupante per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, l’assessore al Bilancio e Partecipate, Gianni Lemmetti, e l’intera maggioranza 5Stelle. Giusto 5 giorni fa, quasi di notte, i grillini hanno approvato, in un’Aula occupata per protesta dalle opposizioni, il testo che cancella l’azienda che progetta infrastrutture di mobilità per conto del Campidoglio. Ora il Tar sospende la delibera e i suoi effetti e il 6 novembre deciderà nel merito se dichiarare illegittimo il testo Raggi/Lemmetti.
Il Sindaco, interpellata a margine di un evento, si è rifugiata nel più classico e imbarazzato silenzio (“non rispondo ad altre domande”). Parla con una nota l’assessore Lemmetti: “Attendiamo la decisione nel merito. Abbiamo fiducia nell'operato dei giudici amministrativi e nella correttezza del nostro lavoro”.
Il resto del mondo politico capitolino più che esultare per questa prima vittoria - il ricorso al Tar è stato presentato da Luisa Melara (presidente dimissionaria di Ama), dall'Ad dimissionario di Roma Metropolitane, Marco Santucci, da Stefano Fassina, deputato e capogruppo di Leu in Campidoglio e dai sindacati - coglie l’occasione per richiamare la Raggi a un ripensamento sulla chiusura dell’azienda. 
Davide Bordoni (FI): “non sprechiamo invano il tempo fino alla sentenza. È opportuno considerare anche altre opzioni per evitare le conseguenze di una rottura fra Campidoglio e dipendenti, cittadini, sindacati”. 
Una nota di Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia) parla di “clamorosa sconfitta per la Raggi e Lemmetti che hanno sistematicamente ignorato tutti gli appelli delle opposizioni che oltre alle ragioni di merito contestavano anche gravi carenze della delibera tali da renderla illegittima come la mancanza del parere Oref, quella dei pareri delle commissioni, nonché tutti i dettagli di bilancio relativi alla azienda tali da motivare una scelta liquidatoria”. 
Stefano Fassina, coautore del ricorso, rivolge “un appello alla sindaca Raggi affinché non attenda la sentenza di merito ma ritiri la delibera, che è una violazione delle regole fondamentali del consiglio comunale”. 
Richiesta analoga dal Pd dopo aver ricordato che la “sospensiva evita che l'azienda porti lunedi i libri in tribunale” chiede alla Raggi di aprire subito un tavolo di confronto sul futuro dell’azienda.  


sabato 26 ottobre 2019

SCIOPERO, GARA ADOLESCENZIALE FRA 5STELLE-SINDACATI



Il venerdì nero di Roma è arrivato ed è passato. Quanto la città, almeno dal punto di vista dei rifiuti, sconterà questa giornata lo vedremo nelle prossime ore che serviranno per testare la capacità del sistema di riprendere a pieno regime lo smaltimento.
Per il resto, la giornata dello sciopero generale di tutti i lavoratori delle società partecipate del Comune di Roma, indetto dai sindacati, si chiude con i 5Stelle che fanno quadrato intorno alla Raggi e i sindacati ancor più avvelenati con il Campidoglio per le affermazioni del Sindaco e di Luigi Di Maio, capo politico dei grillini.
Le agenzie di stampa riportano una sorta di adolescenziale gara a chi ce l'ha più grosso  fra il Campidoglio e i sindacati: adesione allo sciopero in Ama, 73% dicono le organizzazioni sindacali. Trentotto, ribatte l’azienda. 
Giochino analogo sui musei: tutti aperti tranne la Villa di Massenzio, afferma Zétema. Sì, ma i punti informativi turistici sono chiusi, replicano i sindacati. Fronte mobilità: secondo Roma Servizi per la Mobilità poco meno del 30% ha scioperato ma lo sciopero vero e proprio era in programma dalle 20 a mezzanotte. Quindi per il dato complessivo sarà necessario attendere la giornata di oggi. A chiudere il resoconto della giornata da un punto di vista strettamente pratico: asili nido in gran parte chiusi; 90% dei lavoratori di Roma Metropolitane in sciopero; manifestazione sotto il Campidoglio. 
Poi c’è il fronte politico. Il sindaco, Virginia Raggi, alle 11.23 di ieri mattina twitta: “una minoranza di sindacalisti prova a tenere in ostaggio una città di 3 milioni di abitanti: di lavoratori, di madri e padri che ogni giorno accompagnano i propri figli a scuola, di studenti e pendolari. La maggioranza dei cittadini è stanca di scioperi ingiustificati”. Delle poco più di mille risposte sotto questo tweet, alla sera di ieri, solo gli utenti con le 5stelle nel profilo difendono il Sindaco. Il resto varia dall’insulto, al “liberaci”, al “dimettiti”, “Roma è stanca” “neanche le Ztl hai aperto, incapace”. Tweet che, rete a parte, non è passato certo inosservato: se addirittura un mite e moderato come il capogruppo di Forza Italia, Davide Bordoni, usa parole dure per la Raggi (“tweet offende lavoratori, cittadini stufi di lei”), è quasi superfluo riportare le repliche della Pd, della sinistra, dei sindacati.
Per Francesco Figliomeni (Fdi) “Il sindaco Raggi e la Giunta sono riusciti a compattare tutte le aziende partecipate facendo arrabbiare tutti i lavoratori usando lo stesso metodo: liquidata Roma Metropolitane, concordato per Atac, cioè in prefallimento, stanno facendo lo stesso con Ama e altre aziende, Farmacap e Ipa, sono fuori controllo". 
A rinfocolare la dose ci pensa Luigi Di Maio che per difendere la Raggi (e magari scrollarsi di dosso l’ombra delle recenti dichiarazioni del suo fedelissimo Spadafora contro la Raggi) sceglie di parlare al ventre più basso dei romani: “ma è mai possibile che tutti gli scioperi si facciano di venerdì? La storia che alcuni sindacati fanno sempre sciopero il venerdì per fare il weekend, mi sembra ormai una questione indecente”.
Il resto del mondo grillino si stringe a difendere l’assediata ridotta di Palazzo Senatorio: “sciopero privo di ogni fondamento, di sapore esclusivamente politico e il cui unico effetto è danneggiare i cittadini”, per il capogruppo pentastellato in Campidoglio, Giuliano Pacetti.
Per l’assessore al Personale, Antonio De SantisAddolora vedere il diritto di sciopero svilito e strumentalizzato in funzione di calcoli meramente politici”. E l’assessore al Bilancio e alle Partecipate, Gianni Lemmetti, rincara la dose: “Uno sciopero al quale non ha creduto la maggioranza degli stessi lavoratori. Noi continuiamo a lavorare permettere in sicurezza i conti”. Chiude il conto Paola Taverna che dalla misera trincea di Montecitorio segue la narrazione della “Raggi al lavoro per risanare le partecipate”. 


SCIOPERO GENERALE, LA CAPITALE SI FERMA


Sullo sciopero generale in programma per domani da parte di tutti di dipendenti della galassia delle società partecipate dal Comune di Roma si apre lo scontro politico fra il Sindaco, Virginia Raggi, e la Cgil e, al contempo, sale l'inquietudine per le condizioni della città durante e dopo l’agitazione dei lavoratori.
Da un punto di vista pratico, ci sono da registrare le preoccupazioni espresse dal garante dell’Infanzia del Lazio, Jacopo Marzetti, che in una lettera al sindaco Raggi, al presidente della Regione, Zingaretti, e al ministro della Salute, Speranza, scrive: “richiamo la vostra attenzione sulla necessità di assicurare l’erogazione dei servizi minimi essenziali presso gli istituti scolastici e più in generale presso tutte le strutture pubbliche in cui siano presenti minori”. 
Perché il primo fronte di impatto dello sciopero sulla città sarà proprio la raccolta dei rifiuti: 7.500 dipendenti di Ama si fermano. E se l’ironia sui social (“dove sarà mai la differenza?”) fa sorridere, il problema è serio: il sistema del ciclo dei rifiuti è già ben oltre il limite del collasso. Di fatto, la città è in emergenza dalla primavera e ogni nuovo scossone, come uno sciopero, può determinare nuove settimane di passione odorifera per i romani. Non a caso, il garante per gli scioperi ha esortato Ama a riprendere immediatamente il lavoro anche con turi doppi e straordinari. 
Il secondo fronte sarà quello dei trasporti: almeno dalle 20 alle 24 rischia di fermarsi il già disastrato sistema della mobilità pubblica. Venerdì sono in programma due scioperi su Roma: uno, di 24 ore, e poi quello generale contro la Raggi dalle 20 di sera fino a fine servizio. In aggiunta a uno del Cotral e a uno di alcune sigle sindacali autonome del gruppo Ferrovie dello Stato: garantiti i regionali nelle fasce di garanzia (6-9 di mattina e di sera), regolari i treni Freccia e quelli Leonardo Express per Fiumicino aeroporto. 
Politicamente ancora una giornata pesante: da Fratelli d’Italia, Marco Visconti ricorda come la Multiservizi, “3500 persone a rischio lavoro” operi non solo sui rifiuti ma anche a scuola, sul verde  pubblico e con i disabili, mentre si registra uno scontro fra Landini, segretario della Cgil (“I servizi non funzionano”) e la Raggi (“sindacati hanno rifiutato il confronto”).


IN ARRIVO IL VENERDÌ NERO DELLO SCIOPERO



Il venerdì nero di Roma e dell’Amministrazione Raggi è alle porte: lo sciopero generale dei proclamato dai sindacati potrebbe comportare l’’astensione dal lavoro dei dipendenti della galassia delle società partecipate e controllate dal Comune. Ci sono le due più impattanti sulla città, Ama e Atac. Per i trasporti, venerdì sono previsti due scioperi: uno per l’intera giornate e l’altro di 4 ore, dalle 20 a fine servizio. Per l’intera giornata - saranno rispettate le fasce di garanzia fino alle 8.30 la mattina e dalle 20 fino a fine servizio - l’agitazione dei lavoratori è stata proclamata dai sindacati Sgb-Cub, Si Cobas, Usi Ait e interesserà sia la rete Atac che i bus periferici della Roma Tpl. Lo sciopero di 4 ore, invece, è proclamato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl ed è l’adesione all’astensione generale dal lavoro per le aziende partecipate. In questo caso, dalle 20 alle 24 la protesta interesserà bus, tram, metropolitane, ferrovie concesse Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Centocelle. 
Poi c’è Ama che già da lunedì ha diffuso un appello ai romani affinché venerdì si tengano in casa tutti i rifiuti “per non sovraccaricare le postazioni di cassonetti stradali. Si ricorda, inoltre, che è fatto divieto assoluto di abbandonare sacchetti in terra”. E se Ama garantisce che “già dal primo turno di lavoro del 26 ottobre, infatti, il servizio di igiene urbana riprenderà regolarmente su tutto il territorio cittadino” è il presidente della Commissione Garanzia sugli Scioperi, Giuseppe Santoro-Passarelli, che in una nota ricorda ad Ama la necessità di una “pronta riattivazione del servizio, da assicurare subito dopo la cessazione dello sciopero, anche con il ricorso al lavoro supplementare o straordinario”. 
Simile raccomandazione Santoro-Passarelli la gira ai sindacati “affinché si adoperino per il pieno rispetto delle prestazioni indispensabili poste dalla legge a contemperamento dei diritti costituzionali degli utenti”, cioè il rispetto delle fasce di garanzia e della resa dei servizi minimi essenziali, come la raccolta dei rifiuti negli ospedali e nelle case di cura. 
Oltre Ama e Atac, interessate dallo sciopero ci sono altre società partecipate che possono avere ripercussioni sui cittadini: il Centro agroalimentare da cui si approvvigionano tanti piccoli e medi negozi; e la Centrale del Latte.
E ci sono quelle che hanno una presa minore sui romani ma non per questo meno devastante sul Campidoglio: Risorse per Roma (progetta infrastrutture), Roma Servizi per la Mobilità (gestione della comunicazione e progettazione di mobilità), Roma Metropolitane (progettazione infrastrutture di trasporto). Poi quelle finanziarie: Æqua Roma, Roma Investimenti, Assicurazioni di Roma e Roma Patrimonio (in liquidazione). Infine, Eur SpA e, da ultimo Zétema, su cui ricade il peso di gran parte delle attività culturali quotidiane della Capitale, a partire dai musei. 
Questa costellazione di società, venerdì 25, potrebbe non funzionare per niente. 
E non accennano a placarsi le polemiche che investono il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e la sua maggioranza che da tre anni e mezzo governa il Campidoglio. 
Da Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni stigmatizza la pretesa di Ama di tenersi i rifiuti in casa: “L'Ama dovrebbe evitare di fare annunci perentori alla cittadinanza perché non è nella condizione di fare proclami di questo tono quando lei per prima non si occupa di ritirare quanto dovuto dai cassonetti stracolmi”.
E, mentre ai lavoratori della Multiservizi in sit-in sotto la sede Ama per protestare contro il taglio degli stipendi avvenuto dopo lo scandalo della mancata raccolta notturna delle utenze non domestiche, il nuovo presidente di Ama, Stefano Zaghis, ha diffidato Multiservizi a pagare entro 7 giorni gli stipendi, è il caso Roma Metropolitane a tenere ancora banco.
Nella tardissima serata di lunedì, con i soli voti dei 5Stelle, il Consiglio comunale ha approvato la messa in liquidazione della società di ingegneria dei trasporti. E i sindacati sottolineano  "l'amarezza per l'atteggiamento irrisorio da parte degli assessori al Bilancio e alla Mobilità” e stigmatizzano come “la responsabilità più grande sia in capo alla Raggi che in questi giorni di dibattito acceso non si è presentata mai in aula”.