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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 2 gennaio 2020

DISCARICA A MONTE CARNEVALE



La scelta della Raggi arriva a metà del pomeriggio del 31 dicembre: la discarica di Roma sarà a Monte Carnevale. La nuova discarica è nel territorio del Municipio XI, commissariato da aprile 2019 dopo il fallimento della Giunta municipale 5Stelle e che andrà al voto in primavera. Siamo ad appena un paio di km in linea d’aria da Malagrotta che, però, ricade nel territorio del Municipio XII
Nella tarda mattinata del 31 dicembre era saltata Tragliatella, dichiarata sito non idoneo per la vicinanza con una serie di edifici sensibili (una scuola e un centro di riabilitazione su tutti). In cambio della designazione di Monte Carnevale “la Regione stralcerà dal Piano Rifiuti in via d’approvazione, come da accordo, l’indicazione del sub-ato per il Comune di Roma Capitale e disporrà tutte le attività necessarie per consentire, come richiesto da Roma Capitale, una serie lavori straordinari all'impianto Tmb di Rocca Cencia”.
Ignazio Marino chiuse Malagrotta nel settembre 2013. A dicembre 2019, sei anni dopo, siamo ancora lì: stessa area, anche se amministrativamente parte di due Municipi differenti, stesso impianto, la discarica. Neanche due ore dopo la comunicazione del Campidoglio su Monte Carnevale e si scatena l’inferno. 
Ancora non credo alle mie orecchie e ai miei occhi. Aspetto di leggere la delibera di giunta, che ancora non ho potuto vedere, prima di ammettere la sconfitta del M5s, tutto - scrive Simona Ficcardi, consigliera capitolina, su Facebook - la scelta della sindaca e dalla giunta è gravissima, una scelta che ripudio”.
Altrettanto duro Stefano Vignaroli, altro grillino e presidente della Commissione parlamentare Ecomafie. A botta calda, il 31 dicembre, afferma che “la decisione di realizzare la nuova discarica di rifiuti urbani di Roma a due chilometri dalla discarica di Malagrotta è inaccettabile” e definisce “vergognosa” e “una presa in giro” la scelta della Raggi. Poi, il giorno dopo, smorza i toni e prova a buttare la colpa su Zingaretti e la Regione: “Quella di Monte Carnevale è una scelta improvvisata, effettuata dal Comune su pressione della Regione. Regione che ha deciso di chiudere Colleferro e non ha trovato alternative. Sul sito di Monte Carnevale il Comune aveva poco tempo fa dato parere negativo anche per la sola discarica di inerti. A soli 80 metri ci sono le abitazioni e a 240 si trova il Sic Macchiagrande della Riserva Statale del Litorale Romano. Andrebbe inoltre valutata con la massima attenzione la condizione della falda acquifera” che Vignaroli giudica già “compromessa da opere di escavazione per scongiurare il rischio di un nuovo disastro ambientale nella Valle Galeria”. Insomma, buttarla in caciara politica e continuare ad alimentare diffidenze e paure: un perfetto mix con pensiero quasi complottista: “Un sito che proprio recentemente è passato da una società privata ad un’altra. Quando si tratta di realizzare una discarica non è pensabile scegliere il sito in modo affrettato e superficiale”. Dopo tre anni e mezzo di governo Raggi, è troppo pure per la propaganda grillina. 


A parte le proteste dei residenti e quelle dei pentastellati, c’è il resto del mondo politico che si schiera contro Virginia Raggi e la scelta di Monte Carnevale come sito per la futura discarica di Roma. 
Parte Matteo Salvini che come augurio per l’anno nuovo spera “che il 2020 porti ai romani nuove elezioni e un sindaco finalmente capace, no a nuove discariche sulla pelle dei cittadini”. Sparano a palle incatenate anche da Fratelli d’Italia: Marco Visconti, delegato all’Ambiente dei meloni ai (omonimo dell’ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno): “non ci siamo proprio. È lo stesso quadrante di Malagrotta, nel territorio dove tra l’altro, la Regione aveva già avviato l’iter, prontamente opposto dal M5S in Campidoglio, per una discarica per lo stoccaggio dei rifiuti speciali contenenti amianto”. Contro Monte Carnevale anche Piergiorgio Benvenuti, ultimo presidente di Ama sotto Alemanno: “incredibile, grave, senza nessuna logica o programmazione”, dice a proposito di Monte Carnevale rimarcando come “sarà una nuova Malagrotta, proprio nello stesso territorio”. Marco Palma e Federico Rocca invitano Mario Torelli, ex presidente grillino del Municipio sfiduciato dai suoi ad aprile scorso e nominato dalla Raggi-commissario come suo delegato, a “portare la delega del Municipio, magari in una busta della spazzatura rigorosamente per la carta e cartone alla Sindaca Raggi”
Nel silenzio del Pd capitolino, anche Gianluca Lanzi, candidato Dem alla presidenza del Municipio (si vota in primavera) si schiera contro Monte Carnevale parlando di Tragliatella come di un “depistaggio volto a coprire quello che la Raggi ha sempre avuto in mente: far tornare i rifiuti nella Valle Galeria” accusando contemporaneamente la destra (“Renato Brunetta”) per l’opposizione a Falcognana e la Lega per quella a Tragliatella ma dimenticando le proteste analoghe del Pd
Da ultimo, il Comune di Fiumicino - col sindaco Esterino Montino e l’assessore alla scuola, Paolo Calicchio - dicono “no a Monte Carnevale” considerato “dietro alla porta di casa nostra”:  “è a ridosso della vecchia discarica di Malagrotta, c’è la raffineria di Roma, l’impianto Ama per i rifiuti speciali e l’aeroporto Leonardo Da Vinci. L’impianto, poi, sarebbe sopra le falde acquifere che forniscono Fiumicino”.

sabato 1 giugno 2019

CAOS RIFIUTI; ROCCA CENCIA NON RIAPRE


Quanto meno fino a domenica 2 giugno l’impianto di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia non riaprirà i battenti. La rottura - avvenuta giovedì 30 e denunciata dai sindacati, Cgil in testa - del nastro trasportatore ha messo fuori servizio l’ultimo impianto di trattamento dei rifiuti di proprietà di Ama, un impianto che tratta 750 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati e che, da ieri, devono essere trattate altrove, in uno degli altri impianti presso cui già oggi Ama si serve, a partire da quelli di Manlio Cerroni e a quelli in Abruzzo.
In una nota diffusa ieri pomeriggio, Ama afferma che sono “proseguite le operazioni dei tecnici per riparare il guasto al nastro di evacuazione degli scarti dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia, che ha causato la temporanea indisponibilità della struttura”, annunciando che “L’azienda conta di ripristinare la piena funzionalità dell’impianto entro questa domenica”.
Dopo l’appello di giovedì ai romani per effettuare con ancor maggiore attenzione la raccolta differenziata proprio per ridurre al minimo l’impatto dell’indifferenziato trattato a Rocca Cencia, Ama ha anche ribadito che è in corso “un lavoro di verifica e controllo puntuale sui conferimenti delle utenze non domestiche, in particolare bar, ristoranti ed attività di ristoro. Tecnici operativi territoriali, anche nei prossimi giorni, proseguiranno l’azione di contatto diretto con queste utenze, sensibilizzando e spingendo gli esercenti ad utilizzare al meglio il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” a loro dedicato”. 
L’obiettivo è quello di migliorare la qualità e la quantità dei materiali differenziati prodotti da queste utenze, ma anche mantenere fruibili i cassonetti stradali per i rifiuti domestici correttamente separati dalle famiglie. 
Tuttavia si rianima il dibattito politico intorno al problema rifiuti che, oramai al terzo anno della Giunta Raggi, si è, se possibile, anche aggravato di mese in mese. 
Il presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo (Pd), punta il dito contro i bilancio Ama 2017 e 2018 la cui presentazione appare ancora lontana; per l’ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno, oggi delegato alle tematiche ambientali di Fratelli d’Italia, Marco ViscontiDopo il rogo che ha messo ko il Tmb Salario e con i due impianti privati di Malagrotta, impiegati a mezzo carico fino a settembre per lavori di manutenzione, il collasso del Tmb Rocca Cencia, spinto alla massima efficienza con presidi continui h24, era assolutamente prevedibile”.
Da ultimo, fronte Regione Lazio, dopo la preoccupazione espressa dall’assessore all’Ambiente di Zingaretti, Massimiliano Valeriani, circa l’assenza di un pari grado in Campidoglio, l’appello di Donato Robilotta, ex assessore alle Riforme Istituzionali: “Cari Raggi e Zingaretti, chiamate di corsa Cerroni prima dell’emergenza sanitaria.