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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 8 agosto 2020

FDI: PROROGARE LO SPEGNIMENTO DELLA ZTL


Prorogare l’ordinanza di sospensione delle Zone a Traffico limitato fino al 31 dicembre”: lo chiede Fratelli d’Italia con una mozione depositata ieri in Consiglio comunale e che dovrebbe essere messa ai voti appena l’Aula riaprirà i battenti dopo la sospensione ferragostana dei lavori.
La mozione, a firma del capogruppo, Andrea De Priamo, di Giorgia Meloni e del consigliere Francesco Figliomeni, prende le mosse dalla decisione del Governo, avallata dal voto in Parlamento, di prorogare lo stato di emergenza per la pandemia da Coronavirus fino al prossimo 15 ottobre.
Al momento - spiega De Priamo - non è che a Roma, in centro, ci sia tutto questo flusso infernale di macchine che gira. Abbiamo l’economia della città e del Paese fermi, negozi e botteghe, bar e ristoranti, che sono entrati in una crisi nera. Gli aiuti di Stato nella migliore delle ipotesi sono lenti e insufficienti, quando ci sono. Noi crediamo che sia un modo per dare un segnale alla città di attenzione ai problemi economici. Anche perché non è che Atac stia funzionando in modo brillante offrendo un servizio realmente concorrenziale”.
Nel testo della mozione si legge: “numerose associazioni di categoria chiedono alle istituzioni di mettere in campo tutte le azioni possibili per il rilancio economico e cercare di recuperare almeno in parte quanto perduto” e che il Campidoglio “sta varando una serie di misure atte a limitare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria per i cittadini e i comparti produttivi al fine di delineare una strategia organica di sostegno e rilancio complessivo all’economica cittadina”. Per questo, Fratelli d’Italia chiede di “prorogare l’apertura delle ZTL del centro storico, del Tridente e di Trastevere fino al 31 dicembre” prossimo per “favorire la ripresa sociale ed economica della città agevolando gli spostamenti su tutto il territorio capitolino”.
E se è scontato il “no” del presidente della Commissione Mobilità, il grillino Enrico Stefàno, che già in passato ha polemizzato anche con il suo gruppo per la decisione del sindaco Raggi di spegnere le telecamere, un’attenzione diversa potrebbe arrivare da un altro grillino, il presidente della Commissione Commercio, Andrea Coia, che su questi temi ha posizioni meno intransigenti.
L’eventuale prolungamento dell’ordinanza Raggi che disattiva le telecamere ai varchi, però, potrebbe presentare un problema che, fino ad oggi il Campidoglio non ha saputo valutare: la gestione dei contenziosi con chi il permesso ZTL lo ha già pagato (e caro) in anticipo e che, quindi, si ritroverebbe con un pezzo di carta ormai divenuto inutile. Già in passato il problema era stato sollevato ma con un imbarazzante silenzio di risposta dal Comune che non ha saputo (o potuto) trovare una soluzione: rimborsare o prolungare la validità dei permessi già rilasciati.

domenica 31 maggio 2020

ZTL, SCONTRO STEFANO RAGGI



Lo spegnimento delle telecamere delle varie ZTL fino al 30 agosto non ha solo il problema del totale silenzio della Giunta Raggi sui rimborsi ma ha anche un prezzo politico: la rottura con il presidente della Commissione Mobilità, il grillino Enrico Stefàno, che, in un post pubblicato sulla propria pagina facebook critica in modo netto la decisione della Raggi: “perdi coerenza e credibilità”.
E suona come un nuovo campanello d’allarme sulla tenuta della compagine pentastellata: Stefàno contro Raggi nel momento in cui l’assessore allo Sport e Grandi Eventi, Daniele Frongia, cerca altre strade che portano all’abbandono della Giunta a meno di un anno dal voto.
Andando per ordine: la Raggi, dopo l’annuncio di un paio di giorni fa, proroga le ordinanze che sospendono fino al 30 agosto le ZTL della città, dimenticandosi ancora una volta di affrontare il problema dei rimborsi per chi ha già pagato. Che Legambiente sia contraria (“altra scelta sbagliata”) è quasi banale. Che lo sia anche il presidente della Commissione Mobilità, molto meno. Anche perché Stefàno è uno dei quattro consiglieri della prima ora, eletto già con Marino sindaco, uomo di punta sui trasporti dei grillini romani: è stato di fatto il vero assessore alla Mobilità durante la pallida esperienza di Linda Meleo, formale titolare della delega. E di fatto continua ad esercitare una forte “presa” anche sotto il successore della Meleo, Pietro Calabrese.  Stefàno scriva su facebook: “Se riattivi la Sosta Tariffata, se realizzi una rete di corsie ciclabili "transitorie", se implementi i servizi di sharing, se aumenti la possibilità di mettere tavolini all'aperto, logica, coerenza, linearità, buon senso, imporrebbero anche la riattivazione della ZTL”. E aggiunge: “invece no, si procede a caso, accontentando oggi uno e domani l'altro, anche se questi stridono fortemente tra loro. E come si dice, alla fine per accontentare tutti non accontenti nessuno, e anzi ti metti contro tutti, perchè non puoi fare sempre "di tutto un po' ". E perdi quella cosa che per me è fondamentale nella vita ancora prima che in politica, coerenza e credibilità”. Spiega poi che tanto i parcheggi per lasciare la macchina sono tutti fuori dalla ZTL e che i posti dentro sono, di fatto, appannaggio dei residenti. Quindi, “aprire la ZTL non serve a nulla, se non a creare traffico "a monte" (perchè tutti si sentiranno in diritto di "provare" ad andare a via del Corso in auto) e a penalizzare il trasporto pubblico (bus e soprattutto taxi)”.
Ora, senza voler ripercorrere i lunghi addii di assessori, consiglieri e dirigenti che hanno fatto della Giunta Raggi una “giunta girevole”, con un pezzo del mondo 5Stelle che non vuol sentir parlare di deroghe ai due mandati, Frongia che, legittimamente, aspira ad un posto di vertice a Sport e Salute; e Stefàno contro Raggi sulla ZTL, fanno, in 24 ore, un bell’uno-due pugilistico


sabato 30 maggio 2020

TORNATI ALLA NORMALITÀ: LO SCIOPERO ATAC DEL VENERDÌ





Finiti i mesi di quarantena, si torna alle vecchie e sane abitudini: lo sciopero Atac del venerdì. Ieri, quattro ore di astensione dal lavoro, dalle 8.30 alle 12.30, indetto dalla Fast-Consal.
Risultato: metro B e B1 chiuse, Roma-Lido attiva ma con riduzioni di corse, e cancellazioni di corse per bus e tram. 
Secondo Agenzia per la Mobilità l’adesione è stata del 14,7% ma considerando che il numero delle vetture in circolazione rilevato dal sistema era pari a 1120 poco prima dell’inizio dell’agitazione e che, durante lo sciopero, è sceso a circa 700 bus, l’adesione potrebbe essere stata molto più alta, arrivando al 35-37%.
Il risultato è stato comunque una mattinata di trasporto pubblico in sofferenza cui si è sommato un pomeriggio bagnato e segnato da allagamenti, sospette voragini e crolli di alberi.
Da segnalare il grave incidente alla Stazione Tuscolana dove un treno regionale ha urtato un mezzo addetto alla manutenzione: 4 feriti ricoverati in gravi condizioni ma non in pericolo di vita e traffico ferroviario rallentato a lungo.
Alla fine, gran traffico, in tilt come da tradizione: via Cola di Rienzo è stata chiusa a causa di un avvallamento fra piazza Risorgimento e via Terenzio in direzione Lungotevere e fra via Fabio Massimo e via Tibullo al senso contrario. Accertamenti in corso per appurare le cause e la pericolosità dell’avvallamento. 
Allagamenti segnalati in varie zone della città: Collatina, Ostiense, Marco Simone, via Ronciglione. Poi, alberi caduti con interruzione del tram 8 e, ovviamente, svariati incidenti: Tuscolana, Ardeatina, Tiburtina, Collatina, Aurelia, Pineta Sacchetti, Lungotevere Ripa, viale della Moschea, Galleria Giovanni XXIII (che per un po’ è stata chiusa per un’ora in direzione Salaria).
Alla fine, Roma sembra tornare nella sua disastrata normalità: il Campidoglio ha diffuso l’Ordinanza firmata dal sindaco, Virginia Raggi, che proroga la disattivazione delle varie telecamere di controllo delle zone a traffico limitato fino al 30 agosto. Ma non una sola parola sui rimborsi a chi ha già pagato, e pure caro, il permesso. 



venerdì 29 maggio 2020

ZTL APERTA TUTTA L'ESTATE


Si va verso la proroga dell’ordinanza che cancella la zona a traffico limitato. Dal Campidoglio, infatti, è filtrata la notizia che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, firmerà nelle prossime ore un prolungamento dello spegnimento delle telecamere che sorvegliano gli accessi al centro storico almeno fino al 30 agosto.
Di fatto, quindi, da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus con la quarantena, siamo quasi a un semestre di sospensione della ZTL.
Rimane aperto il giallo sui costi e i rimborsi per chi ha già pagato.
E non sono esattamente pochi soldi. Per i residenti, permesso valido 5 anni, i costi variano in funzione del reddito Isee, della cilindrata del veicolo e della motorizzazione: benzina e diesel pagano di più; gpl, metano e ibrido elettrico di meno. Si va da 94 euro per le cilindrate più piccole ai 125 per le più grandi per chi ha reddito inferiore ai 15mila euro ma per chi sta al di sopra, i costi sono molto più onerosi: per l’accesso alla ztl centro storico si parte da 1032 euro per le cilindrate più piccole fino a 1432 per quelle oltre i 24 cavalli fiscali per il primo permesso se veicolo a benzina o gasolio; da 797 a 1097 euro per gpl, elettrico e metano. 
Si possono avere anche altri due permessi che possono arrivare a costare fino a 2832 euro per il terzo tagliando che, però, può valere solo un anno. 
Poi c’è tutta la categoria di permessi destinati ai lavoratori e agli artigiani: costi che possono arrivare fino a 2832 euro l’anno. 
Sei mesi di ZTL disattivata, quindi, possono arrivare ad avere un valore di circa 1400 euro per un artigiano. 
Chiaro, dunque, che sarebbe fondamentale capire se e come questi soldi possano essere recuperati. 
Ieri il Campidoglio - che, con il sindaco Raggi su facebook annuncia l’avvio dei lavori per i parcheggi di scambio a Conca d’Oro e Annibaliano - brancolava nel buio: già con la prima ordinanza l’argomento rimborsi non era stato sfiorato. Ora, con questo nuovo provvedimento diventa ineludibile che il Campidoglio affronti il problema. Un tema analogo si era presentato durante la quarantena per gli abbonamenti Atac. Molti utenti avevano lamentato l’impossibilità di utilizzare un abbonamento già pagato ma lì, l’Azienda dei trasporti non aveva potuto fare molto: norme nazionali e regionali non potevano consentire di restituire i soldi o di prolungare la durata degli abbonamenti e solo ora, con l’ultimo provvedimento del Governo, si sta aprendo questa possibilità. 
Nell’ottica di facilitare la ripresa economica, il Campidoglio è pronto a promuovere convenzioni mirate con gestori privati dei parcheggi per consentire la «sosta breve» a tariffe agevolate, con un prezzo calmierato sull’offerta con l’obiettivo di "aumentare l’offerta della “sosta breve” per consentire ai cittadini di raggiungere più agevolmente le attività commerciali, nonché garantire le attività di consegna capillare delle merci, soprattutto nelle zone più centrali di Roma”.  


giovedì 19 marzo 2020

CORONAVIRUS; STRISCE BLU GRATIS E ZTL SPENTE



Dopo giorni di richieste, polemiche e annunci, finalmente il Campidoglio decide di sospendere il pagamento delle strisce blu. Da oggi e fino al 3 aprile, quindi, coloro i quali si spostano per motivi di necessità e di lavoro utilizzando la macchina non devono più pagare i parcometri se parcheggiano negli stalli blu. Cancellata anche la ZTL notturna del centro storico, nel Tridente e Trastevere.  
Dopo una lunghissima gestazione, iniziata di fatto lunedì, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha emanato un’ordinanza con la quale viene sospeso il pagamento dei parcometri. Sospeso anche l’obolo per i parcheggi di scambio.
L’attesa per il provvedimento - invocato da più parti già da molti giorni con svariate denunce di multe elevate a raffica in uno stile piuttosto discutibile - è stata decisamente abnorme. Tutto era già pronto lunedì. Poi il primo ripensamento tecnico. Il Segretariato generale del Campidoglio viene assalito dal dubbio: basterà un’ordinanza del Sindaco o serve una memoria di Giunta? Detto così sembra un dubbio da azzeccagarbugli ma in realtà, visto che comporta una variazione degli incassi per il Comune, non è un dubbio peregrino: la memoria di Giunta, pur essendo un atto interno, è utile “autorizzare” il Sindaco nell’assunzione del provvedimento che diviene, così, collegiale. Alla fine, dopo una giornata di riflessioni, si torna alla soluzione semplice: basta l’ordinanza.
E la Raggi ne firma due: la prima è quella per le strisce blu; la seconda per spegnere le ZTL notturne.
In entrambi i testi - dopo il lunghissimo elenco di “visto e considerato” che riepiloga tutti i numerosi decreti varati dal Governo (23 e 25 febbraio; poi 1, 4, 8, 9, 11 e 17 marzo) e le Ordinanze del Presidente della Regione e del Sindaco in materia di traffico - si legge che il sindaco “ritenuto di adottare specifiche misure volte al contenimento della diffusione del contagio e al mantenimento dei servizi essenziali per la cittadinanza” ordina la sospensione della ZTL del Tridente e di quelle notturne del Centro Storico e di Trastevere. 
Con la seconda ordinanza, poi, viene disposta la “sospensione della tariffazione su tutti i posti auto sia dei parcheggi di scambio” sia delle strisce blu.
Uno dei passaggi chiave contenuto nei due testi è quello di poter permettere la “mobilità individuale nei casi permessi con mezzi privati al fine di consentire gli spostamenti ritenuti necessari”: la sospensione del trasporto pubblico alle 21, infatti, ha creato molti problemi a chi fa lavori notturni.  


domenica 1 marzo 2020

OGGI TUTTI A PIEDI O IN BUS



Oggi, domenica ecologica. La quarta e ultima per quest’anno. Divieto totale di circolazione per tutti i veicoli a motore nella ZTL "Fascia Verde", dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Il divieto vale anche per i veicoli forniti di permesso di accesso e circolazione nelle zone a traffico limitato. 
In realtà originariamente quest’ultima domenica ecologica era stata fissata per il 29 marzo ma, come si legge nell’ordinanza della Raggi, il Campidoglio ha deciso di anticiparla ad oggi: “la quarta Domenica ecologica è stata anticipata rispetto al calendario prefissato, in quanto nella data originariamente prevista del 29 marzo si svolgerà il Referendum Costituzionale, il cui Decreto di indizione è stato pubblicato il 28 gennaio” quindi in una data successiva a quando vengono decidi i calendari delle domeniche senza auto. Prosegue la nota del Comune: “Nella stessa data è inoltre previsto lo svolgimento della Maratona di Roma. Di conseguenza la Giunta capitolina ha deciso di ricalendarizzare la Domenica ecologica per domenica 1° marzo”. La stranezza è che fra domenica 1 e domenica 29 il calendario conta ben altri tre fine settimana comprensivi di domeniche - 8, 15 e 22 marzo - nelle quali poter celebrare una ricorrenza così attesa come quella del tanto inutile quanto obbligatorio stop alle auto. 
Per altro con una postilla: il Paese è in piena emergenza per il Coronavirus. Mezza Italia è in quarantena, chiusi gli stadi, i cinema, i teatri e tutti i luoghi affollati. Forse invece che scegliere una domenica nella quale nella Capitale il virus ancora non si è manifestato - per ora siamo ai bordi, con i casi di Fiumicino - per far fare ai romani delle piacevoli gitarelle negli affollati bus e metro di Atac potrebbe non essere stata una idea davvero geniale. 
Come in tutte le domeniche ecologiche ci sono una serie di categorie che sono esentate. Fra queste, ovviamente quei veicoli che hanno trazione elettrica, ibrida, a gas o gpl. Quelli a benzina euro6, ciclomotori euro2 e motocicli euro3. A questi si aggiungono tutti i vari veicoli in servizio di polizia, di emergenza e delle società dei pubblici servizi, come gas, acqua e elettricità. Neanche a dirlo, sono esentati dal blocco alla circolazione i mezzi adibiti al trasporto pubblico e alla raccolta dei rifiuti. Esenzione anche per i pullman e i bus dei tour nel centro di Roma, per i taxi e i noleggiatori con conducente, il car sharing. Sono esentati i mezzi che trasportano portatori di hancicap con regolare contrassegno, i medici e i veterinari in visita domiciliare urgente, trasporto farmaci o persone in terapia; giornalisti; sacerdoti, ministri di culto e cerimonie religiose. 
Le sanzioni non potranno essere elevate “da remoto” ma occorre essere fermati e controllati dai Vigili. 
Insieme alle limitazioni per il traffico, il Campidoglio come d’abitudine dispone che “gli impianti termici il cui funzionamento giornaliero consentito è di massimo 12 ore, dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18°C o 17°C in funzione del tipo di edificio”.
Sempre stando alle disposizioni della Raggi, “saranno intensificati su tutto il territorio comunale i controlli per l’accertamento del rispetto delle normative sul divieto di combustione all’aperto. La Polizia Locale di Roma Capitale provvederà alla vigilanza al fine di garantire l'osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza. Per agevolare il normale corso delle attività cittadine, si provvederà al potenziamento del Trasporto Pubblico Locale e di taxi durante le giornate di blocco totale”.


martedì 25 febbraio 2020

CANTIERI E SCIOPERO. CHE CAOS


Metro ferme o a singhiozzo, linee di superficie con altissima percentuale di adesione allo sciopero, lavori, incidenti, traffico: agitare bene e ecco servito l’ennesimo giorno di passione per i romani e i turisti. 
Seguendo gli account twitter di Atac e di Roma Mobilità sembra di leggere una specie di bollettino di guerra. Traffico intenso praticamente ovunque, incidenti e il blocco dei trasporti hanno di fatto semi paralizzato la città.
Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato indetto da Fast Confsal e ha riguardato tutta la rete di superficie - quindi,  bus, filobus, tram, e bus elettrici - quella delle metropolitane e le ferrovie urbane, Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. 
All’astensione dal lavoro, ha aderito anche il sindacato Usb di Roma Tpl, la società privata che ha in gestione, per conto del Campidoglio che ha continua a prorogare l’appalto, un centinaio di linee bus in periferia.
E i sindacati gongolano: «Altissima l’adesione allo sciopero di oggi indetto da Usb nelle aziende private che effettuano servizio di trasporto pubblico locale a Roma. Oltre il 90 per cento delle adesioni, a testimonianza di quanto i lavoratori soffrano le problematiche che vivono tutti i giorni sulla loro pelle, come il mancato pagamento degli stipendi; problemi che ricadono anche sulla cittadinanza, con circa 60 corse al giorno che saltano e fanno venire a mancare l'unica possibile mobilità nella la città». 
Il sito del Campidoglio e il servizio informazioni del Campidoglio ancora nella mattinata di ieri non erano in grado di comunicare se i varchi ZTL - abitualmente disattivati in concomitanza di uno sciopero del trasporto pubblico - fossero attivi o meno. Numerose le segnalazioni di utenti che, dopo non aver trovato notizie sul sito, si sono rivolti, senza successo, allo 060606.

Il risultato dell’astensione dal lavoro è sintetizzato da alcuni tweet di Roma Mobilità: «Sciopero: metro A attiva con riduzioni di corse; Metro B-B1 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura; Metro C alle 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura. Termini-Centocelle attiva con riduzioni di corse. Ferrovia Roma-Lido ultime partenze da Porta San Paolo ore 9.30 e da Colombo ore 10.15, poi chiusura. Ferrovia Roma-Nord, treni cancellati tratta urbana: 700 (Flaminio 13.40-Montebello 14);  treni cancellati intera tratta: 303 (Catalano 9.40 - Montebello 11.08), 304 (Montebello 12.20 - Catalano 13.46) e 702 (Flaminio 14.20 - Catalano 16.09)». 
Per il servizio di superficie, a Termini le attese hanno superato i 20 minuti e, considerando che si parla generalmente di autobus ai capilinea, è un tempo infinito. E, non a caso, l’account twitter aziendale, @infoatac, invitava gli utenti in attesa alle fermate a utilizzare l’app oppure a chiedere informazioni sui tempi di attesa.
Non bastasse quindi il caos, la ZTL a sorpresa (i varchi sono rimasti attivi), ci si sono messi anche i limiti di velocità sulla via del Mare, dal chilometro 16,700 e fino allo svincolo con Acilia, tratti interessati da sondaggi geologici per verificare lo stato del manto stradale e che comportano anche un senso unico alternato. Limiti e senso unico rimarranno in vigore almeno al 14 marzo.
Da ultimo, a completare il quadro, ci sono i cantieri su via Aurelia per il rifacimento del manto stradale, in direzione centro, dal km 9,7 al km 7,9 che rimarrà chiuso al traffico fino al 15 marzo. Deviati alcuni bus. È ancora chiusa la canna nord della Galleria Giovanni XXIII per lavori. Infine, a causa delle buche, è ancora chiusa via del Foro Italico all’altezza dello svincolo per viale della Moschea.

sabato 9 novembre 2019

L'ULTIMA TROVATA GRILLINA: PEDONALIZZARE PIAZZA VENEZIA A NATALE



È l’ultima invenzione della compagine grillina al governo di Roma: pedonalizzare piazza Venezia. Siamo in una fase ancora embrionale del progetto ma, stando alla seduta della Commissione mobilità di ieri mattina, l’idea entra nel mondo del reale. Dopo l’aumento del costo delle strisce blu, l’estensione della Ztl e le funivie ora ci si dedica all’”ipotesi” - così era definita nella convocazione della Commissione - di rendere perdonabile almeno una parte di piazza Venezia.
Il verbale della seduta è molto chiaro. Il presidente della Commissione, Enrico Stefàno (M5S), nel presentare il punto all’ordine del giorno, dice: “È un mio pallino, lo confesso. Già in alcune domeniche, una parte della piazza viene pedonalizzata. Già si potrebbe pensare di attuarla tutte le domeniche?”. 
A rispondere, da un punto di vista tecnico, è l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità: “Nelle ipotesi, anche le transenne e i materiali rimovibili sono stati inseriti calcolando l'impatto minore possibile. La segnaletica non verrebbe mai alterata”. Riprende Stefàno: “Si potrebbe pensare di farle tutte le domeniche, soprattutto durante le feste natalizie. Tutto ciò è realizzabile già quando in alcune domeniche si pedonalizza Via dei Fori Imperiali. Si espanderebbe anche a Piazza Venezia”.
Piazza Venezia con il suo selciato disastrato, dannazione di motorini, coppe dell’olio, ammortizzatori e tacchi alti. Piazza Venezia dove, attualmente, transitano 14 linee di bus diurni (e 7 notturni) e, fra le diurne, alcune che sono fra le linee più affollate di Roma come il 64, il 70, l’81, l’87 e il 492. Linee che, quindi, potrebbero essere “toccate” da questa pedonalizzazione.
Spiega ancora Stefàno: “Vogliamo portare avanti questa proposta: rendere definitivo tutte le domeniche l'assetto che oggi c'è con “Via Libera” - l’iniziativa che periodicamente vede alcune zone della Capitale pedonalizzate e ciclabili, ndr - in una parte di piazza Venezia. Ovvero pedonalizzare tutte le domeniche, come sono pedonalizzati i Fori Imperiali, la parte di piazza Venezia verso il Palazzo delleGenerali, dividendola dai percorsi dei bus e dei taxi”. 
Qualora questo progetto andasse avanti, sarebbe un’ennesimo colpo alla già disastrata mobilità del centro storico: piazza Venezia è comunque uno snodo fondamentale del traffico urbano della città, come testimoniato dall’intenso volume di traffico sulla piazza, spesso bloccata, nonostante sia all’interno della Zona a traffico limitato. 
Piazza Venezia, soprattutto, che risulta ai margini della progettualità dell’Amministrazione Raggi. Il tombamento delle talpe della Metro C dovuto all’incapacità della Giunta grillina di prendere per tempo le decisioni utili sul percorso da seguire; la revisione progettuale della stessa Metro C annunciata da un paio d’anni e mai partita; la liquidazione di Roma Metropolitane che si sta rapidamente trasformando nel colpo di grazia alla prosecuzione dei lavori sulla terza linea della sotterranea capitolina; la chiusura ancora della fermata Barberini sulla linea A: sono quattro elementi che rischiano di trasformare l’idea di pedonalizzare piazza Venezia, seppur parzialmente e di per sé magari anche affascinante, in ulteriore caos.

sabato 29 giugno 2019

ZTL NEL TRIDENTE ANCHE PER LE DUE RUOTE


Attenzione ad entrare nel centro storico anche per le due ruote: da lunedì 1 luglio scatta il divieto di accesso per moto e motorini nell’area del cosiddetto “tridente mediceo”: dalle 6.30 alle 19.00 dal lunedì al venerdì e dalle 10.00 alle 19.00 del sabato sarà interdetto l’ingresso ai non autorizzati
Solamente i titolari di un apposito permesso - due o 4 ruote che siano - potranno circolare e sostare lungo le strade del Tridente: ad essere autorizzati sono sia i residenti della zona che i lavoratori nell'area tra via di Ripetta e viale della Trinità dei Monti. Possono chiedere il permesso di accesso i veicoli di residenti e domiciliati nella Ztl A1, lavoratori notturni o artigiani con sede all’interno della zona. I residenti hanno a disposizione 280 posti riservati tra via di Ripetta, passeggiata di Ripetta, lungotevere in Augusta, viale della Trinità dei Monti, piazza della Trinità dei Monti, via Gregoriana, viale Gabriele D’Annunzio e piazza Augusto Imperatore. 
E c’è poco da fare i furbi: non ci sono più i vigili a sorvegliare ma sono state installate le telecamere a lettura di targa. Sono 6 i nuovi varchi: via di Ripetta (incrocio con via dell’Oca), via dei Pontefici (piazza Augusto Imperatore), via Condotti (incrocio con largo Goldoni), via di Propaganda (incrocio con via Capo le case), via di San Sebastianello (incrocio con viale della Trinità dei Monti) e via del Gambero (incrocio con via delle Convertite).
Il divieto sarà in vigore per tutto il mese di luglio poi, ad agosto, sarà l’intera ZTL ad essere disattivata come avviene tutti gli anni anche se, formalmente, la sospensione sarà determinata dai lavori sulla linea A della metropolitana. In realtà questo provvedimento - frutto delle decisioni assunte da Ignazio Marino all’inizio della sua avventura capitolina - è anche oggetto di dubbi da parte del sindaco di Roma, Virginia Raggi, da contrarietà dei commercianti e del Municipio I. 

sabato 2 febbraio 2019

DA APRILE STOP AD AUTO E MOTO NEL TRIDENTINO


Sul finire del 2014 ci provò Ignazio Marino, ora è il turno di Virginia Raggi: dal 1 aprile “inizierà la fase di pre-esercizio per rilevare l'accesso degli autoveicoli, ciclomotori e motoveicoli non autorizzati ai varchi elettronici della zona a traffico limitato del Tridente Ztl A1”. 
Parliamo dell’area più interna e di pregio del centro storico di Roma, quella del cosiddetto “Tridente Medìceo”, vale a dire quella porzione delimitata da via di Ripetta e l’attuale via del Babuino con in mezzo via del Corso. Nomi moderne per strade antiche: via di Ripetta era via Leonina, dal nome di papa Leone X; via del Babuino era via Clementina, dal nome di papa Cemente VII. Due papi della famiglia De’ Medici: il primo, Leone X, al secolo Giovanni, era il quarto figlio di Lorenzo il Magnifico e regnò fra il 1513 e il 1521. Il secondo, Giulio, era il figlio illegittimo di Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico, e fu pontefice fra il 1523 e il 1534. 
Elaborazione grafica su dati Roma Capitale

Nel tridente che prende il nome della famiglia fiorentina, potranno accedere solo i veicoli a 2 o 4 ruote che hanno il permesso ZTL A1, specifico per l’area centralissima. 
Nel primo mese (1 aprile-1 maggio) “ogni ingresso della Ztl A1 sarà presidiato da pattuglie della Polizia locale di Roma Capitale. Al termine di questa prima fase, il sistema di controllo per il rilevamento automatico degli accessi alla Ztl A1 Tridente entrerà in effettivo esercizio, consentendo il pieno rispetto della disciplina già prevista e il sanzionamento degli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori non autorizzati all'ingresso nell’area". 
Nel 2014, quasi nello stesso periodo della decisione di pedonalizzare via dei Fori Imperiali, Marino fece partire questa restrizione alla circolazione. All’epoca furono molte le polemiche, soprattutto perché per la prima volta alle due ruote veniva interdetto l’accesso alle aree del centro e per il compito assegnato ai Vigili di rimanere in presidio statico ai varchi almeno fino all’accensione delle telecamere. Da inizio 2018, però, le telecamere erano spente: era necessaria un’autorizzazione specifica con certificazione da parte del Ministero delle Infrastrutture per consentire le multe da remoto anche ai motorini e non solo alle autovetture. 
A fine dicembre, il Ministero “ha autorizzato la sostituzione della tecnologia installata che permette di rilevare e sanzionare i motoveicoli e ciclomotori non autorizzati” per cui, nelle prossime settimane sarà adeguata anche la segnaletica e, a partire dal 1 aprile torneranno attivi i varchi che resteranno accesi “dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi) dalle 6.30 alle 19 e il sabato (esclusi i festivi) dalle 10 alle 19”, come spiega la nota del Campidoglio.
Per l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, l’accensione delle telecamere “consentirà un controllo ancora più stringente del Tridente e il pieno rispetto della norma già in vigore, da anni, a tutela di una delle aree di maggior pregio della nostra città. Per un'informazione più accurata alla cittadinanza è stata predisposta una campagna di comunicazione a cura di Roma Servizi per la Mobilità”.

martedì 18 dicembre 2018

STOP BUS TURISTICI IN CENTRO


Dopo il Tar del Lazio, anche il Consiglio di Stato respinge i ricorsi presentati da una serie di società operanti nel settore dei bus turistici - Anav, Salemi, Baltour, Inter Saj, Troiani, Romano, Sulga, Marozzi, Cialone, Federico, Bonelli, Liscio, Ias Touring, Marino Bus, Carrani, Green Line, Società Abruzzese Trasporti Automobilistici, Società Italiana Trasporti - per cui il nuovo regolamento sui bus turistici in centro storico potrà entrare in vigore a gennaio 2019. 
Il respingimento dei due diversi ricorsi presentati in appello alla giustizia amministrativa, sancisce finalmente una vittoria per il Campidoglio a gestione 5Stelle.
Esulta il sindaco di Roma, Virgina Raggi: “Ce l'abbiamo fatta: i bus turistici dovranno rimanere fuori dal Centro storico. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, a partire da gennaio 2019 entrerà in vigore il nuovo regolamento. Una battaglia vinta per i cittadini che ha messo la parola fine a un'anomalia del passato. I magistrati hanno respinto infatti la richiesta di sospensiva del provvedimento: una decisione importante a tutela del nostro patrimonio archeologico e per l’ambiente. Con questo nuovo impianto di regole i pullman turistici avranno a disposizione nuove aree di sosta, brevi e lunghe, con fermate e accessi regolati mediante nuove tecnologie, ma fuori dal centro della nostra città. Dovranno inoltre pagare tariffe congrue, tarate sull'impatto inquinante del mezzo. Un cambiamento radicale, una vittoria per i cittadini”.
Secondo i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giuseppe Severini, le due opposizioni delle varie aziende del settore sono da respingersi perché “le contestate modifiche al regime ZTL, volte al contenimento del traffico urbano, rispondono a molteplici esigenze pubblicistiche di rilievo primario, tra cui la salvaguardia del patrimonio urbano e la riduzione dell’inquinamento”. Inoltre, “il Regolamento in esame non risulta oggettivamente “manipolare” il settore dei servizi turistici a vantaggio di alcune categorie di operatori economici”.
Insieme alla Raggi stappa la bottiglia anche Enrico Stefàno, presidente della Commissione Mobilità: “è una grande giornata, che sancisce una vittoria per tutti i cittadini di Roma”.
Festa anche in casa Legambiente (“il nuovo regolamento va attuato bene”) e Codacons (“siamo stati l'unica associazione a costituirsi dinanzi ai giudici”).
Molto meno bene l’hanno presa le associazioni di categoria
Per Stefano Corbari, consigliere Fiavet Lazio: “Si è persa l’occasione di poter apportare modifiche al “piano bus” che per noi è farraginoso e strutturato malissimo. I tour operator potrebbero essere costretti a proporre altre destinazioni che non siano Roma visto che rischiamo di non potere onorare i nostri contratti, non avendo garanzie di poter accedere alle aree di sosta del Colosseo e Vaticano, che sono contingentate”. 
Molto più dura la posizione di Franco Tinti, presidente dell’Associazione nazionale servizi di trasporto autonoleggi (Anstra): “bisogna trasferire le aziende fuori da Roma con il licenziamento di circa 2.500 dipendenti già a partire dal 1 gennaio. Prima di Natale consegneremo con un cesto alla “vincitrice” sindaca Raggi le chiavi e le licenze dei pullman. Noi non siamo contro il piano bus ma contro l'arroganza di questa amministrazione Cinque Stelle. Un piano non si fa dalla sera alla mattina, non hanno ascoltato i consigli di noi Associazioni. Resta inteso che saremo in agitazione dal 18 al 24 dicembre”.

sabato 10 marzo 2018

VIA LIBERA AL PROLUNGAMENTO DELLA ZTL


Prosegue l’iter per modificare l’orario di attivazione della Zona a Traffico limitato del centro storico, portando lo stop alle telecamere dalle ore 18.00 di oggi prima alle 19.00 e, poi, fra un anno alle 20.00.
L’annuncio lo ha dato con un post su facebook il presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno: “«Stamattina in commissione abbiamo dato il via libera alla delibera di indirizzo, che approderà presto in Aula Giulio Cesare, che prevede la progressiva estensione dell'orario della Ztl Centro Storico, dapprima alle 19 ed entro un anno alle ore 20. Allo stesso tempo verrà studiata la possibilità di avvicinare gli orari delle Ztl Trastevere e Centro Storico, che ad oggi, essendo diversi, rischiano spesso di far diventare le due zone una il parcheggio di scambio dell'altra. Vogliamo infine rivedere le categorie e le tariffe secondo principi di equità e progressività». 
Scrive ancora Stefano: “Voglio sottolineare che il commercio al dettaglio avrà molti vantaggi come è avvenuto in una qualsiasi città italiana o europea dove sono stati adottati provvedimenti simili. Ad oggi infatti dopo le 18, attuale orario di apertura dei varchi, si genera quasi esclusivamente traffico di attraversamento, che non fa altro che rendere ancor meno vivibile il centro storico e quindi le possibilità per le persone di vivere gli spazi pubblici e commerciali. Allo stesso tempo invece, riducendo il carico di automobili, il trasporto pubblico da subito diventa più performante, consentendo quindi agli stessi cittadini che vogliono raggiungere il centro storico con i mezzi pubblici di farlo sicuramente con maggiore facilità. Per quanto riguarda invece artigiani, restauratori, tappezzieri e altre categorie simili che richiedono trasporti pesanti, con l'aiuto di Roma Servizi per la Mobilità stiamo studiando dei permessi giornalieri e/o a tempo, per consentire ai loro clienti di raggiungere senza difficoltà le loro botteghe».
In realtà, già quando, a metà febbraio, Stefàno aveva annunciato per la prima volta questa decisione dell’Amministrazione - nel silenzio dei due competenti assessori, Adriano Meloni, al Commercio e, soprattutto, Linda Meleo ai Trasporti che appaiono sempre più come figurine prive di qualunque voce e spessore politico/amministrativo - già il presidente di Confesercenti, Valter Giammaria, era insorto: “Per noi è assurdo che si allarghi la chiusura della Ztl centro storico fino alle 20. Soprattutto senza aver avuto alcun confronto con le associazioni di categoria”.