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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 16 febbraio 2019

LO STADIO NON C'È MA INIZIA LO STILLICIDIO MEDIATICO-GIUDIZIARIO



Inizia oggi lo stillicidio. Stillicidio di notizie che non sono notizie, di chiacchiericcio di sottofondo simile a un lontano fuoco di sbarramento dell’artiglieria, di titoli a nove colonne sul nulla. O quasi.
E, soprattutto, prepariamoci a vedere mesi di “Stadio” ripetuto a iosa, fino alla nausea, dove di stadio non c’è davvero nulla. 

Parliamo di Tor di Valle, dei suoi tormenti e del peso politico che avranno sugli incerti e zoppicanti grillini tutti i titoli che leggeranno da oggi fino alla sentenza di primo grado su Parnasi.
Perché ora sappiamo che il 4 aprile (sarà per me un compleanno da segnare sul calendario) il giudice deciderà se Parnasi e, con lui, gli altri 13 indagati per i quali la Procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio vanno processati (e per quali capi di imputazione effettivi) oppure no.
E dopo il can can, il clamore assolutamente stupefacente - nel senso di droghe che devono aver assunto quanti riescono a sorprendersi e a far sembrare nuovo, cioè notizia, ciò che nuovo non è affatto - dato dalla stessa richiesta di rinvio a giudizio che segue, come il giorno la notte, l’avviso di chiusura indagini del 30 ottobre 2018, adesso inizia il baubau con tutto il percolato delle carte che filtra dagli ambienti giudiziari.

Ora scopriamo clamorosamente che Luca Parnasi aveva una chat di gruppo e che, udite udite, era stata chiamata “famostostadio”. Che notiziona. Un po’ come sorprendersi per le chat di gruppo che ciascuno di noi ha al lavoro: a Il Tempo ne abbiamo una per l’edizione online, una per la cronaca e una per lo sport. Tre chat di gruppo per un’unica testata.
E che diremo delle chat di gruppo familiari? O, il male peggio di Carpisa (cit.), di quelle scolastiche delle mamme? Di quelle delle mamme informate no-vax? Di quelle dei consiglieri comunali? Regionali? Deputati?
La notizia è che Parnasi ha una chat di gruppo con i suoi collaboratori stretti e che lì sopra si scrivono quello che accade?

O che Lanzalone, in uno degli interrogatori, chiarisce il come e il perché di una nomina?


Al momento, nessuno di questi atti è reato. Perché lo siano, occorre non che vi sia un procuratore che lo contesti, ma un giudice che tale lo riconosca con sentenza. 

E nessuna di queste notizie investe lo Stadio e il suo iter. Ma l’importante è infilare nel titolo la parola “Stadio” o, alla bisogna, il trio “Tor di Valle”. E che non si scriva mai "inchiesta Rinascimento", nome assegnato dalla Procura stessa all'indagine. Mi raccomando.

A questo punto, la domanda che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, dovrebbe porsi è quella legata alla capacità dei suoi consiglieri - tutti figli del peggio manettarismo che abbia mai colpito questo Paese (un manettarismo ovviamente ben equilibrato: ghigliottina per i nemici, assoluzione piena e incondizionata per gli amici di bottega) - di reggere i mesi che mancano al voto in Consiglio comunale su variante e convenzione urbanistica. 
Non nascondiamoci: nessun grillino ha mai amato questo progetto, neanche nella versione Raggi stravolto tanto da non reggersi in piedi e spacciato per figo, e ingoiato come si ingoia un'amara medicina (politica). 
La fronda anti-Raggi, che affonda le radici in ben altri problemi, su questo voto potrebbe non tenersi assieme: ogni volta che uscirà un pezzo, un articoletto o un’articolessa, uno stralcio, un brogliaccio, un’intercettazione, anche fossero parole già sentite, sembreranno sempre nuove e riattizzeranno i mal di pancia pentastellati. 

Cara Raggi, se vuoi davvero provare a vendere lo Stadio come un tuo successo per provare a non sbracare del tutto il tuo Movimento alle Europee, sbrigati a votare in Consiglio comunale. 


PS: Non è per caso che non ho inserito i titoli di Corriere della Sera e Tempo: nessuno di loro ha usato "Stadio" o "Tor di Valle" nel titolo ma si sono limitati a usare il nome della chat di Parnasi. 



martedì 22 agosto 2017

EX FIERA DI ROMA E MERCATI GENERALI: DANNI PER 1 MILIARDO DI EURO

I 328 milioni di euro richiesti da Alfiere (Cassa Depositi e Prestiti con Telecom) come risarcimento danni contro il Campidoglio per la vicenda delle Torri rischiano di essere solo il primo di una grandinata di colpi che stanno per arrivare sul Campidoglio. 
Gli investitori della Città dei Giovani ai Mercati generali di via Ostiense, Toti e la francese De Balkany, infatti, stanno per presentare una richiesta di risarcimento danni contro il Comune per la decisione di bloccare i lavori già assegnati, finanziati e decisi. Una richiesta che potrebbe sfiorare i 500 milioni di euro. 
E c’è anche la terza richiesta in partenza, destinazione Campidoglio: 300 milioni che Investimenti SpA, cioè Camera di Commercio, Regione Lazio e lo stesso Comune di Roma, si appresta a chiedere per la decisione di stravolgere il progetto di rilancio dell'ex Fiera di Roma.
Tre decisioni che potrebbero costare, solo di risarcimenti se le cifre saranno confermate e se i tribunali condannassero il Campidoglio, oltre 1 miliardo di euro. 
Tre decisioni assunte e rivendicate da Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi per 7 mesi e 12 giorni, fatte proprie da Virginia Raggi e dai suoi Assessori, compreso il subentrante Luca Montuori cui, in 6 mesi di attività, si può rimproverare se non altro una scarsa alacrità. 
Ognuno dei 222 giorni di permanenza di Berdini alla guida dell’urbanistica romana rischia di costare quasi 5 milioni di euro al giorno. Solo di risarcimento danni per le decisioni prese, una tassa “una tantum” da 383 euro e mezzo per ciascuno dei 2 milioni e 868mila cittadini romani, neonati compresi. 
Non c’è solo questo come effetto delle disastrose politiche urbanistiche seguite dalla Giunta 5Stelle. Al miliardo e spicci milioni di risarcimento danni, vanno anche aggiunti i mancati guadagni. Il progetto Città dei Giovani prevedeva investimenti per circa 250 milioni di euro con un indotto che sfiorava i 600. La Fiera di Roma ha un mutuo di 180 milioni. Per Telecom, se non altro, manca il milione di euro stabilito per il progetto Telecom o i 24/25 milioni previsti nel progetto Renzo Piano delle Giunte Veltroni/Alemanno e su questo aspetto occorrerà attendere le pronunce del Consiglio di Stato. Cui, tanto per non far mancare nulla, va aggiunto anche il dimezzamento del valore dell’investimento sullo Stadio della Roma a Tor di Valle, passato da un valore globale diretto di 1 miliardo e 700 milioni a qualcosa intorno al miliardo di euro, lasciando, quindi, 700 milioni di per strada, perdendo il 60% del valore delle opere pubbliche, rinunciando a infrastrutture fondamentali per la città come un ponte e una parte di metropolitana e perdendo almeno 20 milioni di euro di oneri che, sotto forma di contributo costo di costruzione, Parnasi e Pallotta avrebbero dovuto versare in contanti al Campidoglio: 63 circa con il progetto versione Marino e 43 con quello versione Raggi. 

Andando, quindi, a riepilogare: fra Stadio, Torri dell’Eur, Fiera di Roma e Mercati Generali il Comune ha rinunciato a un miliardo e oltre 100 milioni di investimenti. 
Vi è poi il costo sociale: aree intere che rimangono al degrado come la Fiera di Roma o i Mercati Generali ma anche qualcosa come 18-20mila posti di lavori nel settore edilizio che la Raggi e Berdini, con le loro decisioni, hanno ritenuto non fossero da tenere presenti. Secondo un dossier del centro studi della CNA, reso noto dal Dipartimento Ambiente della Camera dei Deputati nel 2013, ogni miliardo di euro di investimenti sulle opere pubbliche genera oltre 9mila posti di lavoro nel settore dell’edilizia civile.
Tirando le somme, quindi, fra ciò che il Campidoglio potrebbe essere chiamato a pagare come danni, quindi come esborso diretto, e ciò cui ha rinunciato come progetti di investimento, siamo ben oltre i 2 miliardi e 200 milioni di euro. 
Queste incaute scelte di politica urbanistica, dettate da un furore ideologico e da una evidentissima scarsa preparazione della compagine governativa pentastellata, potrebbero sortire il clamoroso effetto di portare rapidamente al collasso l’intero sistema delle finanze capitoline. Anche perché, fra sentenze del Tar - come nel caso dell’annullamento della revoca del permesso di ristrutturare le due Torri dell’Eur passata in giudicato a novembre scorso (come mai non sia stato presentato ricorso è un altro dei misteri dell’urbanistica berdiniana) - e pareri dell’Avvocatura - è il caso del progetto della Città dei Giovani agli ex Mercati Generali - le possibilità che il Campidoglio possa essere condannato non sono poi così remote. 
Roma è una città implosa su se stessa”, sentenziava Berdini durante un convegno della sinistra di Fassina nei giorni della discussione in Aula Giulio Cesare della nuova delibera sullo Stadio che reca la sua impronta. Se arriveranno le condanne, ci sarà anche la firma sull’implosione finale. 
A settembre il Tar emetterà il primo verdetto: se Toti e la De Balkany vincono, avranno l’autorizzazione a far partire i lavori della Città dei Giovani negli ex Mercati generali dell’Ostiense. E già si parla comunque di una richiesta di risarcimento danno contro il Campidoglio: da 300 a 500 milioni di euro. E la Raggi sapeva che sarebbe finita così, visto il parere dell’avvocatura comunale che proprio lei aveva richiesto”.



Paolo Pace, ex presidente 5Stelle del Municipio VIII e dimessosi a marzo di quest’anno in aperta opposizione con la sua stessa maggioranza, non le manda a dire.
La frangia talebana della mia maggioranza ha insistito per modificare i progetti della ristrutturazione degli ex Mercati generali. Un investimento di 250 milioni di euro che generava una movimentazione di capitali stimata in 600 milioni di euro. I fili di questa congiura vennero tenuti dall’ala lombardiana del Movimento, da Marcello De Vito e Paolo Ferrara”, spiega l’ex presidente recentemente entrato in Fratelli d’Italia.
Alla base di questa decisione c’era la volontà di Paolo Berdini di mettere mano ai progetti del mio Municipio, come del resto ha fatto in tutta la città. Inizialmente avevo ricevuto garanzie politiche dai più alti livelli istituzionali del Campidoglio: mi avevano sempre esortato ad andare avanti senza curarmi dei mugugni dell’ala talebana”.
Poi, però, la Raggi va sotto: la storiaccia di Marra, quella di Romeo e le polizze, il commissariamento politico fatto partire da Beppe Grillo con la nomina del mini direttorio, la caduta in disgrazia proprio di Frongia retrocesso dal ruolo di vicesindaco a quello di semplice assessore, i dossier, i veleni e le insinuazioni scoprono il fronte caldo, quello del Municipio di Pace. Che entra in rotta di collisione con i suoi stessi consiglieri. Il casus belli è proprio il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali. Per Berdini, ancora pochi giorni fa, il progetto è l’ennesima scelleratezza: “Mi è stato presentato un progetto inaccettabile, con tutti i pareri già dati, per 8 ettari di progetto senza un solo metro quadro di verde. All’estero lo avrebbero stracciato”.
E quindi, come da prassi seguita da Berdini per ogni progetto sul quale ha rimesso le mani, prassi fatta propria dalla Raggi, ridiscutiamo tutto dall’inizio, nonostante l’intervento sia passato per 5 diverse Giunte, 3 varianti, una decina di Conferenze di Servizi concluse e un progetto definitivo già approvato ad aprile 2016. “Finanziamenti - spiega Pace - fermi da giugno 2016 con 110-120 milioni già spesi. A fine febbraio, poi, la Raggi chiese un parere all’avvocatura capitolina circa i rischi in caso di revoca o modifica del progetto. L’avvocatura è stata chiara: il Campidoglio è esposto e il rischio di pagare quanto meno le spese già sostenute, più tutti i possibili rischi per i risarcimenti danni. Che a breve si discuta al Tar del precetto per far partire i lavori è solo la cosa minore. Gli ultimi accordi presi con gli investitori prevedevano che loro accogliessero alcune lievi modifiche progettuali fatte più per far salvare la faccia ai 5Stelle che altro. E la Giunta capitolina, entro luglio, avrebbe dovuto dare il via libera ai lavori. Siamo a fine agosto e di questo via libera non c’è traccia”. 

venerdì 25 settembre 2015

STADIO; GIUNTA E PD, TUTTI CONTRO TUTTI



ESPOSITO: "ALTRE PRIORITÀ PER ROMA"
MARINO CONTRO ESPOSITO: "PROGETTO IMPORTANTE, ASPETTIAMO CONFERENZA SERVIZI AVVIATA DA REGIONE"
REGIONE CONTRO MARINO: "CONFERENZA DI SERVIZI NON AVVIATA"
ESPOSITO CONTRO CAUDO: "CON TUTTI I PROBLEMI, PARLIAMO DI STADIO?"
GIUNTELLA CONTRO ESPOSITO: "CAMPAGNA CONTRO LO STADIO"
PALUMBO CONTRO ESPOSITO: "ASSESSORE IN CONFUSIONE"

La verifica del progetto riguardante lo stadio della Roma è ora oggetto della Conferenza di Servizi avviata dalla Regione. È quello il luogo delle verifiche e, se sarà necessario, delle correzioni da chiedere. Si tratta di un progetto importante a cui questa amministrazione tiene molto. Aspettiamo quindi con fiducia che si chiuda questa ultima verifica". 
Parola di Ignazio Marino, da New York. 

Conversando con alcuni potenziali investitori americani, il Sindaco ha accennato anche alle vicende dello stadio della Roma. Dopo aver rimarcato l’importanza del progetto ”cui l’Amministrazione tiene molto”, Marino ha aggiunto di attendere “con fiducia che si chiuda questa ultima verifica” [la Conferenza di Servizi finale in Regione, ndr]. 



Se non che, non c’è nessuna Conferenza aperta in Regione, come da via Cristoforo Colombo fanno sapere. 




Non è aperta perché i progetti presentati, come oramai tutti sanno, sono incompleti, tanto che, lo scorso 5 agosto, dalla Regione è partita una lettera in duplice copia, una ai proponenti (Parnasi/Pallotta) e una, per conoscenza, proprio al Campidoglio, chiedendo le varie integrazioni documentali che, per ora, non sono pervenute. 

Solo quando arriveranno tutte le carte mancanti - che, per inciso, dovranno essere depositate in Comune che, prima di inoltrarle alla Regione, dovrà vagliarle e verificarne la rispondenza alle leggi e alla delibera di pubblico interesse - potrà partire il countdown dei sei mesi per i lavori della Conferenza di Servizi.




E, intanto, si registra (l’ennesima) spaccatura interna al PD

L'assessore alla Mobilità, senatore Stefano Esposito
Dopo aver lanciato la frecciatina dei giorni scorsi (“Ognuno faccia il suo mestiere”, “ci sono altre priorità”) sulla questione Metro B, Stefano Esposito, assessore alla Mobilità, rincara la dose degli attacchi contro il titolare dell’Urbanistica, Caudo
Comincino ad affrontare i temi veri (ambiente, interesse pubblico, questioni urbanistiche, espropri). Con tutti i problemi che ci sono in questa città, ci occupiamo dello Stadio?”. 
L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo

Posizione, quella dell’assessore Esposito che manda in fibrillazione  il presidente romano del Pd, Tommaso Giuntella (noto tifoso giallorosso tanto quanto Esposito supporter juventino) che in un tweet parla di “campagna di stampa contro lo Stadio. L’Assemblea capitolina si è già espressa, basta ostruzionismo, liberiamo la città”. 
Da chi, poi? 

E anche il consigliere PD al Comune, Marco Palumbo, non è tenero: “l'assessore Esposito è lievemente confuso. Il pubblico interesse dell’opera è stato sancito con l'approvazione definitiva di una delibera nel dicembre dello scorso anno. Non si può superficialmente derubricare lo stadio di Tor di Valle a questione secondaria per Roma:è la prima grande opera messa in cantiere dopo anni e avrà ricadute positive su molti fronti. Fa male l'assessore a prendere sottogamba le opere legate a viabilità e trasporti in quell'area. Non si tratta di cantieri che riguarderanno esclusivamente lo stadio, ma tutta la città”. 

sabato 30 agosto 2014

STADIO, ESPROPRI PER 25 MILIONI


Sette giorni: tanto ci hanno messo Parnasi e Pallotta a presentare il nuovo Studio di Fattibilità che integra il progetto dello stadio a Tor di Valle
Un tempo record, che sorprende e che, visti i precedenti - due anni per lo studio di fattibilità presentato lo scorso maggio e addirittura venti giorni abbondanti per produrre il solo piano Particellare, richiesto il 31 luglio è consegnato ben oltre ferragosto - lascia aperto l'interrogativo sulla effettiva credibilità di un ponte e di una metro messe su carta in una settimana!


Ponte pedonale, videosorveglianza del futuro parco e, soprattutto, il prolungamento della metro B da Magliana all'attuale stazione Tor di Valle della Roma Lido di Ostia. 


Contraddicendo i tecnici che in Conferenza di Servizi avevano puntato tutto sul potenziamento della Roma Lido, questo intervento esce silenziosamente di scena. In Campidoglio "si accontentano" dell'intervento che la Regione ha in atto e che porterà la frequenza a 1 treno ogni 7 minuti e mezzo, rispetto agli attuali 10, ma molto lontano dai 5 indicati dai tecnici. Insomma, dopo il successo sbandierato, piano piano quello di New York appare sempre più un accordo al ribasso e che contraddice tutte le prescrizioni indicate dai tecnici
Il mantra è: metropolitana. Tutto il resto è superfluo.



Dal Piano Particellare emerge che Parnasi stima in 25 milioni e 145mila euro la spesa per gli espropri. Si tratta di terreni quasi tutti classificati a "verde", per 372mila e 849 metri quadri. Il 98% dei quali appartiene a due società, la Filemone e la Immobilquindici, che, secondo il Campidoglio, sono riconducibili alla Holding Armellini
A queste due, verranno espropriati quasi 35 ettari con un risarcimento stimato da Parnasi in quasi 24 milioni di euro, circa 69 euro a metro quadro. 


In mezzo, oltre aree di altri privati, ce ne sono due del Consorzio del Tevere per quasi 5 ettari, tre pascoli del Comune di Roma e cinque aree del Demanio pubblico, e circa 64 mila metri quadri della Via del Mare. Ovviamente le aree pubbliche non saranno espropriare ma "asservite". 

Colpisce la discrepanza fra le cifre contenute nel progetto originario - che indicavano in 451.789 metri quadri le aree di privati da espropriare e in 86.716 metri quadri quelle pubbliche da "asservire" - e quelle del Piano Particellare: scendono le aree da espropriare ai privati a 372.849 metri quadri, circa 79mila in meno, ma salgono di 25mila metri quadri abbondanti, attestandosi a 112mila metri quadri, quelle pubbliche da asservire, nonostante sia stata eliminata dal progetto l'area della Tenuta dei Massimi, vincolata a riserva naturale. 


Intanto si innalza il livello dello scontro politico. Dai consiglieri comunali ora siamo passati definitivamente ai Deputati. E, se la lotta è nei fatti interna al Partito democratico, ora il "conflitto" si allarga anche alle altre forze politiche. Parte Roberto Morassut, ex assessore all'Urbanistica di Veltroni e 'papà' del Piano regolatore del 2007 vigente, che già nei giorni scorsi aveva sparato secco sul progetto: "La legge è lacunosa e abborracciata, genera contraddizioni e non spiega in cosa sia il pubblico interesse" di quest'opera. 


Replica Francesco Giro, senatore Forza Italia: "Perché questa guerra contro una squadra e un sindaco voluto nelle primarie Pd proprio da Morassut? C'è puzza di bruciato".
 

domenica 24 agosto 2014

STADIO, CALMA E POI CALMA


Pallotta, presidente giallorosso, è disposto a portarci Totti in spalla e a disputarvi il primo incontro già nella stagione 2016/17. In realtà, la road map dello Stadio di Tor di Valle è ancora lunga e con un percorso irto di ostacoli. 



Il trionfalismo ora è più un auspicio che la realtà dei fatti.

Punti fermi: entro fine agosto Parnasi dovrà presentare al Comune il piano di fattibilità per le nuove opere concordate a New York: metro, ponte pedonale, videosorveglianza del parco. Dopo di che, il 3 settembre la Giunta deve varare la delibera di interesse pubblico. 
Fine delle certezze. 
Dalla Giunta, la delibera passa in Consiglio per l'approvazione. 
Devono partire le procedure per gli espropri e va redatto il progetto definitivo. E qui solo Parnasi, con Libeskind, Meis, architetti e ingegneri, avrà il pallino in mano. 
L'assessore all'Urbanistica, Caudo, ritiene che siano necessari almeno 3 o 4 mesi per redigerlo. Fatto il progetto definitivo, la Regione ha 6 mesi di tempo per approvarlo in Conferenza di Servizi. Non è detto, ovviamente, che li impieghi tutti. Infine, ci sono i tempi tecnici per la stipula della Convenzione Urbanistica, il "contratto", fra Comune e Parnasi.
 In mezzo, ovviamente, c'è che non ci siano ricorsi sugli espropri né sull'opera in sé. Qualora ci fossero, i tempi slittano, basti vedere quanto avvenuto, con 3 anni persi, con il restauro del Colosseo. E che gli eventuali ricorsi si concludano tutti a favore del Comune e di Parnasi. 
Altrimenti si apre una nuova partita.

sabato 23 agosto 2014

STADIO, VINCONO TUTTI, MA RESTANO NODI IMPORTANTI


Si fa, luce verde, reciproche pacche sulle spalle e metaforico champagne. 
Per ora lo Stadio della Roma è salvo. 


Marino e Caudo, assessore all'Urbanistica, hanno chiuso l'accordo con il duo Pallotta/Parnasi, nell'incontro, durato un'ora e mezza, che si è svolto ieri mattina (ora di New York) negli uffici del Presidente giallorosso al Meat Market nella Grande Mela. 
Incontro al quale era presente Luca Parnasi, insieme al braccio destro di Pallotta per lo Stadio, Mark Pannes, e alle archistar del progetto: Daniel Libeskind e Dan Meis.

Da tutte e due le parti si suona la marcia trionfale: "successo storico e senza ombre" per il sindaco Marino, "i romani siano orgogliosi della propria amministrazione, voglio lo stadio pronto per il 2017 e sono disposto a portare Totti in spalla pur di vederlo giocare" per Pallotta, sarà uno "stadio storico" per entrambi.



Nel dettaglio, cosa incassa l'Amministrazione comunale?

Prima di tutto una riduzione dei metri cubi pari a 100mila in meno rispetto al progetto originario che, solo per le cubature aggiuntive, prevedeva oltre 900mila metri cubi di cemento in compensazione.


Secondo, gran pallino del Sindaco: la metro. Saranno i proponenti del progetto a farsi carico dei costi della diramazione della metro B a Magliana fino alla stazione di Tor di Valle che, oggi a servizio della Roma-Lido, dovrà essere ristrutturata per accogliere anche i convogli della B. Il costo di questo intervento però è ancora tutto da quantificare.

Terzo punto, verrà realizzato un ponte pedonale che dalla stazione Magliana della Roma-Fiumicino, scavalchi il Tevere e, con 800 metri di percorso, possa condurre allo Stadio attraverso il parco che sarà creato sulle sponde del Fiume. In questo modo, anche la Ferrovia Orte-Tiburtina-Fiumicino potrà essere utilizzata per recarsi allo stadio. Inoltre, il parco sul Tevere - 34 ettari, più grande, ci tengono a sottolinearlo dal  Campidoglio, di Villa Borghese - sarà mantenuto dai proponenti e sarà video sorvegliato.
Passaggio importante: tutte le opere dovranno procedere insieme. Lo stadio, quindi, quando entrerà in funzione, lo farà essendo totalmente completo delle infrastrutture.

A questo punto, Parnasi e Pallotta, entro fine agosto, dovranno presentare un progetto di fattibilità di queste nuove opere. Non si interrompono i termini del 3 settembre, come era avvenuto per la prima richiesta di integrazione documentale rivolta dal Campidoglio a Parnasi. Questo perché - dicono dallo staff di Marino - in Comune si vuole fare in fretta.

Arrivato nel vivo l'iter amministrativo, ovviamente, si accende la polemica politica

Si parte con Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale in Consiglio comunale che, ricordando come già ai tempi di Dino Viola e di Franco Sensi si è parlato di Stadio senza mai giungere a farlo, chiede al Sindaco "di uscire dall'impasse dei cavilli burocratici e chiarire la pubblica utilità dell'opera". Attacca a testa bassa Filibero Zaratti, ex Verdi, oggi deputato di SeL: "da Marino ci aspettavamo qualcosa di diverso. Con un Cavallo di Troia chiamato Stadio si distrugge il territorio a vantaggio di privati".
Domenico Cecchini, ex assessore all'Urbanistica della Giunta Rutelli, va sul tecnico: "Occorre rifarsi al Piano Regolatore vigente. Non si possono valutare i costi - 50 milioni in più sono sufficienti? - in modo soggettivo né sono ammissibili omissioni di verifiche e controlli". Plaude invece il senatore forzista Francesco Giro: "penso sia la volta buona".


In realtà, i nodi da chiarire non sono stati tutti risolti.
Il primo di questi è legato proprio ai costi di tutto questo. 
A parte la strizzatina d'occhio al mondo ambientalista con il parco, in realtà molto contestato in sede di conferenza di servizi proprio dai funzionari dell'Assessorato all'Ambiente che hanno giudicato il progetto fumoso, il Campidoglio ottiene - e non avrebbe potuto essere altrimenti - che i costruttori paghino anche la nuova diramazione della metro B. Opera che va sommata al potenziamento della Roma-Lido di Ostia. Ufficialmente i costi vanno quantificati ma è una cifra che, stando alle previsioni di Agenzia della Mobilità, difficilmente scenderà al di sotto dei 110 milioni di euro. E probabilmente sarà superiore. Ben al di sopra, quindi, dei conti che dal Campidoglio sono circolati in questi giorni e che facevano riferimento a una cinquantina di milioni di euro. Ovviamente è problema dei proponenti la copertura di questi costi. 
Il secondo punto che rimane fuori da questo accordo è la questione della viabilità di accesso allo Stadio.


Dopo che la Regione ha richiesto e ottenuto che lo svincolo della Roma Fiumicino fosse spostato rispetto alla collocazione originaria, e dopo che il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha lanciato l'allarme sul problema accessibilità dei mezzi di soccorso e di emergenza, invocando le complanari per la Roma Fiumicino e le quattro corsie più corsia di emergenza per via del Mare e via Ostiense fra il Raccordo e Marconi, nulla pare ieri essersi deciso in merito. Si rimane quindi ancorati alle dichiarazioni di Caudo di alcuni giorni fa quando l'Assessore ha affermato che, dovendo scegliere fra strade e metropolitane, il Comune privilegerà la metro e il progetto per le strade rimarrà quello del proponente, un semplice l'allargamento delle due arterie in prossimità dello Stadio.

venerdì 22 agosto 2014

STADIO, OGGI VEDREMO CHI LA SPUNTA


Oggi è uno dei giorni chiave per la As Roma. Al di là della querelle Benatia, oggi si decide un tassello importante per il futuro societario, quello dello Stadio. E si decide lontano da Roma. Il sindaco Marino e l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, sono volati, infatti, in tutta fretta negli Stati Uniti. Arrivati ieri, stamattina alle 10 vedranno Pallotta


Tema unico dell'incontro: lo Stadio. O, meglio, la metropolitana.
 Pallotta, con la sua Newco, è associato con Parnasi per il progetto stadio. 
Parnasi ha la delega di Pallotta a parlare ma, visto che siamo alla stretta finale, dal Campidoglio hanno deciso di bruciare un po' i tempi e di andare, anche in modo un po' irrituale, dal Presidente giallorosso. Anche perché il 27 agosto, quando Pallotta sarà a Roma, Marino sarà in vacanza negli States quindi senza possibilità di incontrarsi e i tempi stringono.

Dopo lo slittamento del termine iniziale del 27 agosto, dovuto al tempo che Parnasi ha impiegato a produrre gli ulteriori documenti richiesti dal Campidoglio, il 3 settembre scadono i 90 giorni di tempo che la legge concede al comune per dare una risposta allo studio di fattibilità avanzato da Parnasi/Pallotta.



All'indomani della Conferenza di Servizi - che aveva escluso il prolungamento della metro B fra le opere da realizzare limitandosi a concentrare le prescrizioni sul potenziamento della Roma-Lido di Ostia - il Campidoglio, su indicazione diretta del Sindaco, ci ha ripensato: metà dei tifosi deve poter raggiungere lo Stadio in metro
Questo rimette in gioco un po' tutto. L'investimento necessario non è più di 10 milioni ma di 50, anche se in realtà di soldi ne servono più del doppio. Ed ecco perché, a sentire le dichiarazioni di Caudo dei giorni scorsi, a questo punto la metro - metro B con scambio e prolungamento fino alla attuale stazione di Tor di Valle della Roma-Lido e Roma-Lido potenziata fra Tor di Valle e Piramide con frequenza raddoppiata - è essenziale per caratterizzare come di interesse pubblico tutto il complesso Stadio. 
Ora c'è da spiegare tutto questo a Pallotta, fargli capire che questa cura del ferro è un elemento fondamentale più degli svincoli, della via del Mare, della via Ostiense, dei parcheggi e del verde; che si tratta di una questione quasi "culturale": cambiare, cioè, l'approccio del tifoso romano allo Stadio passando dal mezzo privato a quello pubblico. E, soprattutto, che non ci si può limitare a costruire uno stadio e poi vederlo invivibile in mezzo al caos traffico ad ogni partita.

Non è proprio un ultimatum, quello del Campidoglio alla Roma, ma quasi.



Come si evince dai 'fra le righe' delle affermazioni di Caudo, altro possibile tema caldo sarà quello dei rapporti societari, non solo fra Pallotta e Parnasi - da lettera ufficiale di Parnasi i chiarimenti in merito richiesti dal Comune arriveranno solo dopo il 3 settembre, all'esito della decisione capitolina sullo studio di fattibilità - ma anche fra Pallotta e i nuovi soci americani, dotati di grande liquidità e specializzati nella costruzione di parchi a tema e impianti sportivi. 

giovedì 21 agosto 2014

STADIO, IL COMUNE VUOLE LA METRO


Metro B e Roma-Lido, cubature e un viaggio negli Stati Uniti. La vicenda Stadio della Roma a Tor di Valle sembra vivere di oscillazioni costanti. Si passa dall'entusiasmo alla grande freddezza.
 Unica costante, l'interesse pubblico, cioè la necessità che l'opera rivesta un vero interesse per la città e non solo per tifosi o società.


Nella giornata di ieri, l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ha espresso all'agenzia Dire in modo lapidario la questione: "Il vero interesse pubblico è la metro. Lo abbiamo sempre detto". 

Ma di quale metro stiamo parlando? Della linea B, Rebibbia-Laurentina, o della Roma-Lido? 



Fino a ieri, considerando quanto avvenuto in Conferenza di Servizi, si parlava solo della Roma-Lido di Ostia. L'intervento richiesto dai tecnici comunali, necessario a dichiarare l'interesse pubblico dell'opera da un punto di vista trasportistico, era potenziare la Roma-Lido, fra Piramide e Tor di Valle, in occasione delle partite. Investimento stimato in 10-12 milioni di euro, opere da realizzare solamente quelle infrastrutturali: ampliamento della stazione di Tor di Valle, segnalamento, alimentazione elettrica della rete. 

Ma, dicono dal Campidoglio, il sindaco Marino vuole che l'interesse pubblico sia dato dal fatto che almeno il 50% dei tifosi arrivi allo stadio in metro
E la Roma-Lido adeguata non basterebbe. Può essere, al massimo, una linea di supporto. 


Quindi si torna a parlare della Metro B
Era stato escluso, dicono dal Colle capitolino, il prolungamento da Muratella, ma non da altre parti. 

Si aprono, quindi, scenari nuovi, non considerati nemmeno in Conferenza di Servizi.
 Si tratta di creare uno scambio a Magliana, saltare il fascio dei binari con un ponte e realizzare di fatto una nuova stazione. Costi: Agenzia della Mobilità stima in non meno di 100 milioni l'investimento necessario. 
Sorvolando sui problemi circa gli scambi e la frequenza dei treni della B, dalle cifre trapelate ieri dal Campidoglio si parla di una cinquantina di milioni. E il resto? E, dato che, a questo punto, i potenziamenti del trasporto pubblico sembrano essere su entrambe le linee - Roma-Lido e Metro B - l'investimento salirebbe ben oltre i 110 milioni. I restanti 60 chi li metterebbe? 
Questa è una proposta - rispondono dal Comune - che viene vagliata pezzo per pezzo, e il proponente per i trasporti spende solo il 4% del totale dell'investimento. Per avere risposte, anche sulla definizione delle cubature, bisognerà pazientemente attendere il 3 settembre, dead line dell'analisi comunale sul progetto.



Intanto, si agitano le acque politiche in merito al viaggio istituzionale che vedrà stamani il sindaco Marino e l'assessore Caudo partire alla volta degli Stati Uniti per incontrare il presidente della Roma, James Pallotta.
 Federico Rocca, responsabile Enti Locali di Fdi-An, lancia un quesito: "Quanto costerà la missione e soprattutto cosa si diranno a New York che non si possono dire a Roma visto che Pallotta nei prossimi giorni sarà nuovamente nella Capitale?". 
Risponde lo stesso Caudo: "Non volevamo ridurci a fine agosto e abbiamo sfruttato il viaggio a Philadelphia previsto da Marino per poter affrontare la questione dal vivo".

mercoledì 20 agosto 2014

STADIO, PRESENTATI I DOCUMENTI ATTESI


Finalmente, dopo tanta attesa, arrivano in Comune i documenti integrativi richiesti sullo Stadio. 
Lunedì pomeriggio, infatti, sono stati depositati all'Assessorato all'Urbanistica il piano particellare e il nuovo progetto per lo svincolo che, a seguito dei rilievi della Regione Lazio in Confenza di Servizi, doveva essere spostato rispetto alla localizzazione iniziale, essendo stato collocato in un'area vincolata a Riserva naturale, la Tenuta dei Massimi. 
Il nuovo svincolo, in realtà, già esiste: la Eurnova ha individuato quello di Parco de' Medici come il più idoneo. Ovviamente, previo adeguamento rispetto a quello di oggi. 


Si procede, quindi, con uno slittamento della scadenza dei 90 giorni di tempo per concludere il primo step da parte del Comune che passa dal 27 agosto al 3 settembre. Questo, a causa del tempo che Parnasi ha impiegato per produrre i nuovi documenti.



Sarà necessario attendere, invece, la fine di questa fase preliminare per sciogliere i nodi societari fra la As Roma e la Holding Parnasi. Lo schema che disciplina questi rapporti, infatti, verrà prodotto solo al termine di questo primo step, così come, dopo l'ok del Comune allo Studio di Fattibilità, la Eurnova conferirà alla Stadio TDV Spa - la società, con sede a Milano, in via Montenapoleone, 29, costituita ad hoc per realizzare lo Stadio - la proprietà delle aree.



Intanto, dopo che, nella giornata di lunedì - con rientro anticipato di un giorno dalle ferie - l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ha incontrato riservatamente Parnasi, domani il sindaco Marino e lo stesso Caudo voleranno - missione istituzionale  - negli Stati Uniti da Pallotta, che vedranno venerdì. 
La decisione di questo viaggio, sul quale c'è il massimo riserbo in Campidoglio, è venuta direttamente su indicazione del sindaco Marino che, poco prima di Ferragosto, ha rivolto un pressante invito in tal senso a Caudo. Molte le ipotesi circa questo viaggio, che precede di pochi giorni l'arrivo di Pallotta a Roma, non da ultime quelle che vedono il Comune voler approfondire la questione del nuovo assetto societario della Roma in relazione alla vicenda Stadio, magari anche in vista di potenziali allargamenti in Italia della cordata imprenditoriale che dovrà realizzare l'impianto.

martedì 12 agosto 2014

ADESSO È UFFICIALE, STADIO SÌ, MA...

Adesso è ufficiale. Dopo le anticipazioni de Il Tempo, sulla vicenda Stadio della Roma, interviene direttamente l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo



In sintesi: sì al pubblico interesse ma con consistenti prescrizioni.

"La valutazione degli uffici, sia Comunali che di altri Enti - spiega Caudo in una conferenza stampa convocata piuttosto a sorpresa ieri pomeriggio - è che non vi sono obiezioni ostative all'opera ma sono necessarie modifiche al progetto".




Primo punto da modificare, e quello più ostico, riguarda la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi sulla quale si dovrebbe realizzare lo svincolo dalla Roma-Fiumicino. "Questa - spiega Caudo - è l'opera infrastrutturale forse più importante perché è un contributo necessario a risolvere i problemi di mobilità dei cittadini. La Regione ha chiesto di spostarla. Da contatti con Eurnova l'ostacolo può essere superato in poco tempo. Senza quest'opera non si può procedere".

Seconda questione: le opere pubbliche viarie e quelle per il trasporto pubblico.
 Le prescrizioni del Comune chiedono l'unificazione di via del Mare e Ostiense fra viale Marconi e il Raccordo.
 E il raddoppio della frequenza dei treni della Roma-Lido fra Piramide e Tor di Valle. 
"Noi riteniamo che tutte e due le cose" non siano fattibili. "Una preferenza di un intervento" è "sul trasporto pubblico su cui siamo più determinati". 
Quindi, il progetto Eurnova sulle strade può rimanere così com'è oggi - due strade separate, una per senso di marcia - in cambio del potenziamento della Roma-Lido.
Terzo passaggio: cubature.  "Noi - spiega Caudo - ragioniamo in termini di quali, fra le opere proposte, sono di pubblico interesse e su quelle valutiamo la questione cubature".



Infine, iter e date. Per Caudo è sufficiente che, entro il 27, sia la Giunta comunale e non il Consiglio ad esprimere il "pubblico interesse" all'opera. 
Dopo di che, occorreranno "almeno tre o quattro mesi" a Parnasi per fare il progetto definitivo che deve accogliere le prescrizioni.

 A quel punto, la partita si sposterà in Regione.

sabato 9 agosto 2014

ACCORDO SULLO STADIO DELLA ROMA


Fine agosto italiano per il presidente della As Roma, James Pallotta. 


A Trigoria lo aspettano per chiudere la partita sullo Stadio, per assistere, il 28 agosto, al sorteggio di Champions League a Montecarlo e il 30, per la prima di campionato contro la Fiorentina. 
Sullo Stadio, Pallotta dovrebbe vedere prima Luca Parnasi e, poi, insieme, andare dal sindaco Marino. In quell'occasione si dovrebbe dare il via libera alle modifiche richieste dal Comune, in Conferenza di Servizi, al progetto dell'impianto di Tor di Valle.



In sostanza, l'accordo sarà modifiche contro cubature. E tutti contenti. 

Le principali richieste del Comune sono su viabilità, trasporto pubblico, parcheggi, Riserva Naturale. 


Alla fine, quindi, la via del Mare e la via Ostiense saranno unificate fra Marconi e Raccordo, e si interverrà sulla Roma-Lido di Ostia. Non sarà necessario acquistare nuovi convogli, ma l'investimento di 10-12 milioni di euro sarà destinato a creare la nuova stazione Tor di Valle, con parti impiantistiche, per raddoppiare l'attuale frequenza dei convogli, portandola da 6 a 12 l'ora in occasione delle partite.


Sui parcheggi, il Comune ha richiesto che siano aumentati. Una parte dovrà essere a servizio delle aree commerciali e l'altra servirà allo Stadio e dovrà eliminare il rischio "sosta selvaggia" in occasione degli incontri. 
Infine: la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi che dovrebbe essere espropriata e sulla quale si dovrebbe realizzare la rotatoria di svincolo dalla Roma-Fiumicino a servizio dello Stadio. Date le difficoltà tecniche emerse a intervenire su quest'area, è probabile che il progetto definitivo cancelli l'intervento con conseguente spostamento del futuro svincolo.


In cambio di tutte queste modifiche, che dovrebbero portare il costo delle opere pubbliche intorno al mezzo miliardo di euro, il Comune dovrebbe accettare le cubature aggiuntive proposte da Parnasi che, a questo punto, rientrerebbero nell'equa compensazione.

Solo al momento di questo incontro fra Marino, Parnasi e Pallotta, verrà dato il semaforo verde al progetto, attraverso la redazione della Delibera che andrà votata dall'Assemblea Capitolina. Il passaggio in Giunta, quindi, avverrà proprio a ridosso della scadenza del 27 agosto. 
Visto l'accordo tecnico/politico fra il Comune e Parnasi, è difficile ipotizzare un ricorso a Palazzo Chigi anche perché, a quel punto, il testo andrebbe per primo in Aula Giulio Cesare appena al rientro dalle ferie.



Sarà, poi, proprio alla chiusura dell'accordo che verranno fornite tutte le documentazioni integrative richieste dai vari uffici comunali per procedere agli espropri. 

Proprio questo è l'aspetto che ancora può nascondere insidie. 



Gli uffici hanno deciso di interpretare la norma sugli stadi (la legge finanziaria 147/2013) come legge speciale che, quindi, deroga alle norme precedenti. Questa interpretazione consente di aggirare alcuni problemi normativi sulla proprietà delle aree. 
Tuttavia, è difficile ipotizzare che i proprietari delle aree da espropriare - metà delle quali appartiene a tre società ritenute in Campidoglio riconducibili al Gruppo Armellini - staranno buoni. 
Quindi, sono prevedibili parecchi ricorsi giudiziari
Saranno, alla fine, i giudici a stabilire se l'interpretazione "legge speciale" data dal Campidoglio è quella giusta. 

Non lo fosse, come al Gioco dell'Oca, si tornerebbe alla casella di partenza.