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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 30 novembre 2018

PREFERENZIALE ESQUILINO, I CORDOLI SOLO NEL 2019


Sui social network esplode la querelle sulla protezione delle corsie preferenziali. Da una parte il presidente della Commissione Mobilità, il grillino Enrico Stefàno, dall’altra gli utenti della rete.
Oggetto del contendere, i lavori di protezione con cordoli della preferenziale dell’asse via Napoleone III/via Principe Eugenio, all’Esquilino.
Secondo quanto Stefàno annunciava ancora pochi giorni fa, il progetto di proteggere la preferenziale dell’Esquilino doveva rientrare nel più vasto intervento di protezione delle corsie riservate che ha visto completati i lavori a Cinecittà, viale Libia e via Emanuele Filiberto a San Giovanni
Molti utenti avevano fatto notare a Stefàno che nelle carte ufficiali la preferenziale dell’Esquilino non c’era ma il Presidente della Commissione Mobilità aveva ostentato la certezza che i lavori sarebbero stati fatti “entro l’anno”. 
Tre giorni fa, invece, il dietro front. Cinguetta Stefàno: “Parte residua accordo quadro la usiamo per Marmorata (e non Principe Eugenio/Napoleone III per cui facciamo gara specifica a parte inizio 2019)”. Insomma, con i risparmi dei primi tre interventi si riesce a proteggere solo via Marmorata ma per l’Esquilino se ne riparla l’anno prossimo, dopo una bella gara che, visto il pessimo rapporto dell’Amministrazione grillina con le gare d’appalto non è esattamente un buon viatico, al netto dei tempi di pubblicazione e assegnazione della gara stessa.
Ovviamente, si è scatenato un putiferio. Tutti gli utenti che, nel corso dei mesi, avevano motivato con l’assenza di pezzi di carta scritti lo scetticismo verso le affermazioni granitiche di Stefàno hanno immediatamente attaccato il consigliere grillino che ha provato a difendersi. 
La preferenziale dell’Esquilino è attesa da moltissimi anni: fu sotto Alemanno, nel 2010, che i Vigili Urbani autorizzarono la rimozione delle borchie di via Napoleone III: la doppia fila sulla strada obbligava le macchine a passarci sopra facendo un baccano d’inferno. Ora, per risolvere il problema sarà necessario attendere il prossimo anno. 

mercoledì 8 aprile 2015

ALLA RICERCA DEL TOMBINO PERDUTO

No, non è l’annuncio del titolo del prossimo film di Indiana Jones. Ma quasi.
È la certificazione del perché, a Roma, quando piove la città si allaga.




Non c’entra Marino Ignazio da Genova. Perché il tombino sul quale dovrebbero oramai lavorare gli archeologi, è così da anni. Anche prima di Alemanno era così.
Sepolto, ricoperto, interrato e asfaltato.
La vittima di lavori stradali fatti alla pene di segugio si trova in via Mamiani, giusto a metà strada fra il Radisson Blu Hotel – noto per organizzare feste serali che trasformano il quartiere in un parcheggio indecentemente libero a qualsivoglia violazione del Codice della Strada e nella più totale latitanza della Polizia di Roma Capitale – e l’ingresso del Mercato Esquilino settore abbigliamento.

Da anni e annorum, avrebbe scritto Giovannino Guareschi, quel tombino è solo un ricordo, insieme ai marciapiedi oramai giunti, a forza di sommare asfalto su asfalto, a livello strada o quasi.

E, quando piove, il rivolo d’acqua che si forma lungo via Filippo Turati, strada in discesa dalla Stazione Termini verso Piazza Vittorio, corre fangoso e marroncino, trascinando con sé ogni sorta di detrito, per girare proprio in via Mamiani dove il povero tombino viene scavalcato senza fatica, per terminare nel simpatico laghetto che si forma, l’inverso di quelle mitiche isole a scomparsa del Pacifico, in via Principe Amedeo.



Del resto, la città è pronta per il Giubileo!


sabato 20 settembre 2014

ESQUILINO, LO SCHIFO

Dalla periferia si accusa Marino di essere il Sindaco del Centro Storico, del I Municipio. 
Dal I Municipio, Esquilino, l'accusa è che Ignazio sta facendo il Sindaco dei Fori Imperiali.

La città, per lui, sembra nascere e morire nel quadrilatero Piazza Venezia, piazza del Colosseo, Palatino, Campidoglio.
Il resto... boh...

L'Esquilino sta sempre peggio. Ridotto ad una discarica a cielo aperto, urinatoio e defecatoio per chiunque, luogo di conquista per delinquenti, ladri, prostitute, accattoni.

Nelle foto i cassonetti di via Filippo Turati, 140








I Vigili, sono rari, rarissimi, così rari che vederne uno all'opera è un miracolo divino che necessita di un pizzicotto su un braccio - per verificare se si sta sognando - e di un fermarsi stupiti a rimirare questa divisa incognita.
Gli agenti accertatori dell'Ama devono essere rimasti a casa, insieme a Daniele Fortini e Estella Marino.
Lui, Ignazio, qualche mese fa, nel pieno della bufera rifiuti, disse che ci metteva la faccia sul problema mondezza e aveva invitato i due - già, ma poi, la Marino e Fortini chi mai li avrà scelti? Forse l'altro Sindaco, quello del resto di Roma? - a fare altrettanto.
Meglio, molto meglio se la faccia la tengono nascosta altrove. Qui, a piazza Vittorio, a piazza Fanti, a via Giolitti, via Turati, Principe Amedeo, Carlo Alberto, gliela prenderebbero a pizze.

Ieri sera, in mezzo al solito, abituale, disgustoso abbandono di ogni genere di rifiuti, qualcuno ha mollato a fianco ai secchioni anche un divano.


Stamattina, fino alle 10, il divano era ancora lì. Solo che un barbone l'aveva usato per dormirci. Ci stava proprio comodo, evidentemente. 




E poi dicono che Roma non è accogliente.
E non ci si venga a dire: "la gente sporca, è incivile". È vero, ma più incuria c'è e più aumenta l'inciviltà, meno controlli si fanno e più la gente ritiene normali comportamenti aberranti come questi.  Quanto costa la comunicazione di Ama? Direi che sono soldi spesi male, molto male.

Da due mesi - DUE - un palo di segnaletica è crollato a terra, sradicato come uno dei tanti alberi che si abbattono al suolo. Sta ancora lì.

Via Mamiani

I fognoli e le caditoie sono otturate per il 95% di quelle contate, seppellite addirittura sotto l'asfalto. Poi dici che, alla prossima pioggia, le strade si allagano.

I giardini di piazza Vittorio - i Giardini Calipari - sono ormai un ritrovo abituale di ubriachi, prostituti e prostitute, papponi, spacciatori.

La doppia fila è tanto doppia che ormai è tripla: auto normali, Suv, pulmini degli NCC, pullman turistici: tutti in doppia fila. Ovunque.

Il cahier de doléance dell'Esquilino è infinito e non è certo una giornata del retake rome che può risolvere un problema strutturale, di carenza di organico senza dubbio, ma soprattutto di pessima, pessima gestione della città.

Marino, svegliati che ci siamo rotti letteralmente il cazzo!


martedì 10 giugno 2014

LA TRISTE STORIA DI UN CASSONETTO

Quella che sto per raccontarvi è la mia storia, una storia triste, di abbandono e, ironicamente, di miseria.

Ho un fratello che è qui vicino a me, e due cugini. Mio fratello ed io siamo vicini tutto il giorno. Ogni giorno lui e i miei cugini, uno con un cappellino bianco e l'altro con uno azzurro, vivono a pochi passi da me.

Ci hanno posizionato all'Esquilino, dietro la Stazione Termini, in via Filippo Turati, di fronte il civico 140, a qualche metro dal mercato di Piazza Vittorio Emanuele II. 
Dove mi trovo io, c'è un gran via vai di turisti, di ogni Paese e di tutte le età. 

E, purtroppo, ogni giorno vivo la mia odissea.

Non so con precisione a quale ora far iniziare la mia giornata, perché a qualsiasi ora, del giorno e della notte, io sono sempre, quasi sempre, stracolmo. Così tanto stracolmo che nessuno riesce più ad avvicinarsi a me e a provare ad aprirmi.  

Mi hanno depositato di tutto: tazze del wc, personal computer vecchi e rotti, sedie, mobili, cucine intere, scrivanie, poltrone, televisori, pallets. E cartoni, tanti, tantissimi cartoni. 
Nella mia zona, infatti, ormai si contano solo negozi all'ingrosso i cui proprietari o gestori a ogni ora del giorno lasciano ammassi di scatoloni: qualche volta, qualcuno più gentile, li chiude e il impacchetta ma, la maggior parte delle volte, sono semplicemente ammonticchiati uno sull'altro, aperti. E, se piove, questi scatoloni si trasformano in una melma infernale, scivolosa, viscida, maleodorante.

E questo è forse l'aspetto più disgustoso della mia triste vita: l'odore. Qualche volta, uno dei miei genitori, con una bella divisa dell'Ama, si dedica con cura a pulire intorno a me. Quasi sempre sono due
signori più anziani che, con grande amore per il loro lavoro, passano con attenzione la scopa prima dell'idropompa. La maggior parte delle volte, invece, gli altri, specie i più giovani, passano velocemente, senza di fatto pulire.

Mi avevano detto, qualche mese fa, che con la scelta di un nuovo capo per l'Ama tutti i problemi sarebbero stati risolti. Che, finalmente, avrei potuto vivere in modo decente, senza essere lordo costantemente dentro e fuori.
Purtroppo, invece, pare che non sia così.

Vi prego. AIUTAT'M!










giovedì 14 novembre 2013

Esquilino, terra di nani e ballerine

Il Radisson Blu Hotel organizza da qualche anno a questa parte delle simpaticissime soirée allegre una volta a settimana.
La data varia di volta in volta, il pubblico no. 

Ragazzotti strafighi su auto strafighe con la scritta in faccia "figlio di papà", il portafogli rigonfio che gonfia la giacca.
Omettini di mezza età, tutti azzimati, con il nodo alla cravatta modello "forzaitalia" o "tecnocasa", improfumati più delle ragazze con cui si accompagnano, profumi misti di creme antirughe e autoabbronzanti.
Ragazze, più o meno giovani, abbigliate con le stesse lunghezze delle signorine sulla via Salaria ma a costi decisamente più elevati, sottobraccio ai primi due e, generalmente, con un rapporto anagrafico inverso: più sono adulti gli uomini, più lolite le loro accompagnatrici.
L'unica nota, forse, positiva di questa fauna che raccoglie il peggio dello yuppismo anni '80 e del craxismo, è che, per qualche ora il puzzo della mondezza che esala dai secchioni viene coperto dal profumo di queste allegre comitive. 
Oddio, a ripensarci, forse non è nemmeno positiva, come nota!

Le feste del Radisson - di cui i Vigili urbani sono a conoscenza - partono alle 18.30-19.00 di sera, con l'aperitivo. E terminano oltre la mezzanotte.

Ogni volta, la stessa scena: nonostante l'esistenza di un parking multipiano proprio a fianco al Radisson, vige il parcheggio selvaggio. In un ristrettissimo perimetro si accalcano suv, Smart, Mercedes e le più popolane 500 e Mini. 


In via Filippo Turati, da piazza Manfredo Fanti a via Mamiani e in via Mamiani ogni centimetro libero viene occupato da una macchina: fermate dell'autobus, posti riservati ai portatori di handicap, parcheggi dedicati alle due ruote, incroci, strisce pedonali, scivoli per disabili, marciapiedi. E se non bastano questi posti ci si organizza con la vecchia, amatissima, doppia fila.


Questo è un esempio del parcheggio fai da te in queste occasioni:

Il proprietario della Smart - un omarino di mezza età con la pretesa di passare per un ventenne, sigaretta in bocca, cellulare all'orecchio durante guida e manovra di posteggio - alla segnalazione di aver parcheggiato in divieto di sosta, risponde: "Vatte a fa' un giro e nun me rompe li coglioni, lo so che è posto moto".
Dopo gli incendi di moto e auto che, nell'ultimo mese, hanno flagellato la zona distruggendo completamente o danneggiando una sessantina di moto e una quindicina di auto; dopo la mondezza che, a tutte le ore, trabocca dai secchioni; le buche nelle strade, i tombini che vomitano l'acqua piovana invece di inghiottirla, adesso abbiamo i nani, le ballerine, i pagliacci. Sorrentino, quando ci ha presentato Jep Gambardella e i suoi festini cafonal, non è andato lontano: dev'essere passato per il Radisson Hotel durante una di queste seratine.
 


Provare a chiamare i Vigili? Ahahahahahahahahahahaha


lunedì 16 settembre 2013

Puliti, proprio pulitissimi

A Roma, si sa, ogni volta che piove si allaga tutto.
Fino a ieri, il PD attaccava Alemanno per incapacità nella gestione dell'ordinario: non sai nemmeno fare la manutenzione ordinaria di tombini e caditoie.
 
Ora, che tocca a loro, la situazione è esattamente la stessa di prima.
Solo che, tanto per cambiare, mancano i soliti titoli ad effetto su 250 colonne, con intervista al meteorologo di turno e ai cittadini terrorizzati.
 
Per dirla alla romana: famo a capisse. L'altra volta, il 28 agosto scorso, a coprirsi di ridicolo, è stato il centrodestra. Attaccare l'Amministrazione comunale che, insediatasi da poco, deve fronteggiare una "bomba d'acqua" che costringe a chiudere l'aeroporto internazionale di Fiumicino per cinque ore, è una cosa da mentecatti.
Primo, la replica più semplice è: "io sono appena arrivato, dovevi pensarci tu fino a ieri". E non a torto.
La seconda è: "ma porca miseria, quella di ieri non è stata una pioggia normale ma una roba apocalittica". E a ragione.
 
 
 
Però, dopo quell'episodio, il prode assessore ai Lavori pubblici - pesantemente chiamato in causa - lancia il grande progetto di sturare le fogne. Spesa, 3,5 milioni di euro.
 
 
Era il 3 settembre, vale a dire 12 giorni fa.
Sono trascorsi 12 giorni e, a questo punto, sarebbe carino sapere quali fogne sono state "spomate" - per usare un'espressione di Giovannino Guareschi.
 
Ieri sera, intorno alle 23, abbiamo fatto un tour su due ruote un po' umido: via Salaria, dal Grande Raccordo alla Tangenziale, la Tangenziale fino all'uscita di via Passamonti; Scalo San Lorenzo; Porta Maggiore; Piazza Vittorio Emanuele.
Scarpe e pantaloni sono ancora ad asciugare. Però, no. Non pioveva mica. Era l'acqua delle pozze che, fastidiosamente, si infilava dappertutto.
 
Via Salaria era più o meno l'equivalente del Colorado ed era necessario prestare attenzione a tre cose: la prima, le pozze d'acqua che si incontravano lungo la propria strada. La seconda le buche coperte dall'acqua che potevano essere appena appena rischiose. La terza e più fastidiosa, all'acqua sulla carreggiata opposta per evitare il rischio di farsi una doccia fredda e piuttosto fangosa.
Le uniche imperturbabili, erano le "signorine buoncostume", appollaiate in gran copia ai margini di entrambe le carreggiate.
 
Fortunatamente, poi, il tunnel della Tangenziale - fatta salva un po' d'acqua che colava da qualche fenditura - era asciutto.
Poi, però, il disastro.
Evitata la docciona sulla Salaria, è stato impossibile evitarla a Passamonti e Scalo San Lorenzo: Velocità obbligata, i 10 all'ora per il rischio voragini. Ma non ha salvato le scarpe e i pantaloni dal diventare una spugna bagnata.
 
A Porta Maggiore, poi, in prossimità dei chiusini, abbiamo trovato un paio di lucci e due cernie che sguazzavano allegre.
C'erano carpe, invece, all'incrocio fra Viale Manzoni e via di Porta Maggiore.
 
Infine, il panorama più affascinante in ossequio alla multietnicità dell'Esquilino: il Gange era straripato o forse era lo Yangtze Kiang, non lo sappiamo. Le auto parcheggiate sui lati della piazza erano immerse nell'acqua fino ai mozzi delle ruote.
Ma lo spettacolo più intenso, era la corsia preferenziale di Piazza Vittorio, quella dove passano i tram.
I due Laghi Victoria, fortunatamente, si erano formati a monte e a valle delle due fermate, di modo che i passeggeri in attesa del fantastico trasporto pubblico romano, non rischiavano di bagnarsi per ogni veicolo che vi transitava.
 
Queste sono alcune immagini che, affascinati da questo spettacolo, abbiamo scattato, schivando i coccodrilli nascosti sotto il pelo dell'acqua
 
 
 

Tuttavia, per completare la cronaca di questa avventura in stile Indiana Jones, forse vale molto meglio un piccolo video...
 
 

 
 

martedì 30 luglio 2013

Esquilino, sempre più terra di nessuno

Quasi del tutto terminati i lavori di rifacimento dei marciapiedi, degli scivoli per i portatori di handicap e i percorsi per non vedenti di piazza Vittorio Emanuele - voluti dalla precedente Amministrazione e contestati dal PD dell'Esquilino come una trovata elettorale - il quartiere ripiomba nel limbo oscuro dell'abbandono.
I Giardini Calipari ospitano la consueta rassegna del cinema d'estate.
All'esterno, le mura perimetrali del giardino sono tornate ad essere latrina a cielo aperto.
Le doppie file sono ormai un ricordo: siamo giunti alla terza fila! I parcheggi riservati alle due ruote sono ostaggio di una guerra silenziosa con le automobili che vi sostano imperterrite, in special modo quando, in alcune sere, il Radisson Hotel organizza serate musicali. In queste serate, dalle 19 fino a dopo l'una di notte, oltre i posti moto, le strade intorno al mercato rionale si trasformano nella sosta di fantasia: fermate dell'autobus, scivoli o posti per disabili, strisce pedonali, incroci, tutto fa brodo per lasciare la macchina.
In via Napoleone III sono scomparse le borchie che delimitavano la corsia preferenziale. A domanda, la risposta: poiché le automobili vi passavano sopra causando rumore, queste sono state tolte. In sostanza, dato che nessuno reprimeva la doppia fila, la legalizziamo, togliendo le borchie e rimuovendo la fonte del rumore!
In via Principe Eugenio, di fronte la gelateria Fassi, la corsia di marcia normale è quella preferenziale: dalle 8 di mattina alle due di notte, la lotta è quella per trovare un posto di doppia fila. Sarebbe ora che Vigili e Atac rimuovessero le borchie anche da lì!
I portici - nonostante gli sforzi di (alcuni) operatori Ama - sono invasi di manifesti abusivi e di qualsiasi genere di immondizia: dalle cartacce a cose ben più consistenti.
Alcuni esercizi commerciali - qualche bar e molti fruttaroli - fanno orari tanto prolungati che ancora in piena notte o nei giorni festivi, hanno le saracinesce aperte o semiaperte.

Come non ricordare, a questo punto, la gran mole di articoli che hanno colorato le pagine dei nostri eroici quotidiani nei cinque anni scorsi?
Oggi, tutti impegnati a enfatizzare la "pedonalizzazione" dei Fori Imperiali, devono avere assai poco spazio da dedicare al resto della città.