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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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lunedì 8 giugno 2020

I FILOBUS IN CORTE DEI CONTI



Finisce alla Corte dei Conti la vicenda dei filobus del corridoio della mobilità Eur-Laurentina-Tor Pagnotta.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, più la consigliera Rachele Mussolini, della lista civica Meloni, hanno infatti presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per chiedere di verificare se lo stop dei filobus all’Eur configuri un danno erariale.
Parliamo di quei famosi 45 filobus, comprati all’epoca di Alemanno, e finiti al centro di un’inchiesta per presunte tangenti che vedeva coinvolto, con condanna in primo grado, l’ex Ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini (deceduto pochi giorni dopo la sentenza) e, prima inquisito poi prosciolto da ogni addebito, lo stesso sindaco Alemanno
Questi filobus - dopo anni di attesa - sono stati messi su strada dalla Giunta Raggi con gran concerto di fanfare a luglio 2019. Ma. da maggio 2020, fine delle corse: il contratto biennale per la manutenzione è scaduto. E le vetture sono rimaste nei depositi.
Solo dieci mesi perché il Campidoglio grillino - in modo simile ad altri casi, come il contratto di servizio con Roma TPL giunto alla quarta proroga e con la quinta che si avvicina - non è stato in grado di organizzare una gara d’appalto ma neanche di prorogare il contratto esistente.
Si legge nell’esposto: “sebbene fosse ampiamente nota la scadenza” del contratto di manutenzione “l’Amministrazione capitolina non ha agito prontamente né ha ritenuto di assumere provvedimenti idonei a prorogare la validità del contratto in scadenza al fine di assicurare la continuità del servizio”. Per cui, “il risultato della mancata adozione” almeno della proroga-tampone, “ha determinato la sospensione dell’esercizio dei filobus” che rimangono a marcire nei depositi mentre il Campidoglio ha aumentato del 10% il chilometraggio dell’appalto (scaduto e in proroga) con Roma TPL per compensare il “fabbisogno dovuto ai servizi aggiuntivi” post Covid.  
Il silenzio della Giunta Raggi è testimoniato anche dall’assenza di risposte da parte dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, all’interrogazione presentata da De Priamo.  
Attacca De Priamo: “La Raggi aveva rivendicato l’attivazione dei filobus ma poi non è stata in grado di garantirne il funzionamento. Con il nostro esposto vogliamo fare chiarezza su questa ennesima pagina disastrosa della "giunta cicala" che inaugura servizi che durano lo spazio di un mattino: i filobus dell'Eur come le ciclabili temporanee”.

martedì 3 marzo 2020

SUPPLETIVE/ OCCHIO CHE RITORNA IL PD



Di voti ne ha presi poco più di 20mila, meno della metà di quanti ne ottenne Paolo Gentiloni, ma per Roberto Gualtieri, ministro dell’economia e ora anche deputato, e, soprattutto per il centro sinistra, il risultato pur scarno può sembrare un biglietto per il Campidoglio
Certo, il Collegio Roma 1, dove si è votato domenica per eleggere il successore di Gentiloni approdato a Bruxelles nel governo europeo come Commissario all’Economica, è più o meno costantemente un feudo del centrosinistra. Anche quando il centrosinistra perse il Campidoglio con Alemanno e con la Raggi, il Roma 1, che coincide quasi integralmente con il I Municipio Centro Storico, è sempre stato guidato dall’area dem (comunque la si voglia chiamare). 
E, certo, con un’affluenza ridotta come quella di domenica ferma al 17 e spicci per cento finisce sempre per privilegiare il voto organizzato, caratteristica propria del mondo di sinistra.
Resta il fatto che Gualtieri in termini percentuali ha incassato quasi 2 voti sui 3 espressi.
Non è una camminata sugli allori, sia chiaro. Lo schieramento di centro sinistra in termini assoluti perde un voto su due rispetto a quelli del 2018 ma ce n’è abbastanza per far esultare il segretario dem, Nicola Zingaretti che, domenica a tarda sera, quando il risultato non era ufficiale ma ormai acquisito twitta: “Bravo Roberto. Un’altra vittoria, con un grande scarto. L'alleanza funziona, da un po' si è tornati a vincere. Grazie a tutte e tutti coloro che ci hanno creduto e che hanno combattuto in una situazione difficile. E non finisce qui!”.
È chiaro un dato: l’area di centrosinistra cancella il ricordo del notaio, di Ignazio Marino e di Mafia Capitale. Via i fantasmi del passato: il filotto di buoni risultati elettorali nella Città Eterna è troppo lungo per poter essere derubricato a incidentale. 
I due Municipi che i 5Stelle non hanno saputo tenere - III Monte Sacro e VIII Garbatella - sono caduti come frutti maturi in grembo alla coalizione di centrosinistra. Nell’VIII senza ballottaggio, ha vinto Amedeo Ciaccheri, per altro esponente di un mondo movimentista da tempo in ombra. A Montesacro si è imposto Giovanni Caudo, già assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino, uno di quei pochi di quella fallimentare esperienza di governo passato alle cronache per la serietà e l’impegno a gestire la cosa pubblica. Nel Municipio XI, altra perla governativa pentastellata franata miseramente fra ripicche e sgambetti da piccola politica, il polso della situazione sul territorio assegna ancora il vantaggio al candidato Pd, Gianluca Lanzi.
Analizzando i risultati delle politiche 2018 emerge come, con i 5Stelle nel pieno dell’exploit elettorale, nei nove collegi della Capitale, solo 4 andarono ai grillini (De Toma al Roma 4 Collatino; Fioramonti a Roma 5 Torre Angela; Mariani a Roma 6 Tuscolano; e Del Re a Roma 11 Primavalle), 4 al centrosinistra (Gentiloni a Roma 1; Madia a Roma 2 Monte Sacro; Prestipino a Roma 8 Ardeatino e Magi a Roma 10 Gianicolense) e uno al centrodestra (Anna Grazia Calabria a Roma 3 Castel Giubileo). Nello stesso giorno delle politiche, poi, si votò anche per le Regionali con Zingaretti e la sua coalizione che, in città, staccarono sia il centrodestra 771mila voti contro 651mila che i 5Stelle, terzi a 607mila voti per la Lombardi. 
La somma, quindi, di tutti questi dati finisce per indicare l’area di centrosinistra come quella che oggi si trova nella migliore posizione per cercare di scalare nuovamente il Campidoglio. Sempre che, governando con i 5Stelle a Palazzo Chigi, il Pd non perda il biglietto della lotteria.


giovedì 6 febbraio 2020

"IL PARCHEGGIO DI VIA DELLA GIULIANA NON SI DEVE FARE"


Ogni tanto ritornano: è la volta del parcheggio sotterraneo di via della Giuliana, al Trionfale. Finiti alcuni sondaggi, tornano sul piede di guerra i residenti preoccupati da un insieme di fattori: falde acquifere, tenuta statica dei palazzi, lunghezza temporale dei cantieri.
Il progetto del parcheggio della Giuliana rientra fra quelli previsti nel Piano Urbano Parcheggi. Il PUP, nato nel 1989, modificato da Veltroni sindaco, poi da Alemanno e da Marino, fino ai giorni nostri, prevede la realizzazione di una serie di parcheggi sotterranei, spesso contrastatissimi dai residenti. Quello di via della Giuliana viene deciso nel 2006 sotto Veltroni per 85 posti auto e viene poi confermato nel 2011 sotto Alemanno ma, per compensare la riduzione posti di un altro PUP a Lungotevere Castello, subisce un incremento dei parcheggi a 288 stalli, 85 dei quali pertinenziali e gli altri 203 destinati alla vendita ai privati. La società che ha in concessione la realizzazione del progetto, la Cam srl, vanta una convenzione con il Campidoglio e si trova nella fase esecutiva del progetto. A giugno scorso sono stati completati gli ultimi carotaggi. E da allora il comitato spontaneo dei residenti che già in passato aveva osteggiato l’opera ha ripreso vigore e domani, alle 18.30, all’auditorium “Lo Sciamano” di via Morin è stata indetta una riunione cittadina che, come alcune delle precedenti, promette di essere infuocata. 
Spiega Daniela Gallo, storica promotrice del “no” al PUP di via della Giuliana: “Negli ultimi sondaggi tutti noi abbiamo potuto vedere l’acqua affiorare negli scavi. Qui sotto c’è una falda acquifera. E, quando nel nostro quadrante sono stati realizzati altri parcheggi interrati - via Andrea Doria e Mercato Trionfale - ci sono state notevoli lesioni agli edifici. Per altro, a un centinaio di metri da dove dovrebbe essere realizzato il PUP di via della Giuliana c’è il parcheggio interrato del Mercato Trionfale che ha ogni giorno un centinaio di posti auto vuoti. Il timore che abbiamo è che la realizzazione di questo PUP possa lesionare le nostre case oltre che essere poco utile”.

martedì 3 dicembre 2019

SPORT, LA SFIDA GRILLINA DI AVERE IMPIANTI ALL'ALTEZZA


Gli Europei di nuoto del 2022 sono stati assegnati a Roma. La notizia era già nell’aria ma l’ufficialità è arrivata a metà pomeriggio di ieri: dall’11 al 21 agosto 2022 la Capitale ospiterà le gare di nuoto di fondo, tuffi, tuffi dalle grandi altezze e nuoto sincronizzato. “Entusiasta” il presidente della Federnuoto (e della Lega Europea di Nuoto, LEN), Paolo Barelli; mentre per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, “Roma vince di nuovo”. Pur se rimane poco più di un anno prima delle elezioni per il rinnovo del Sindaco della Capitale, i grillini avranno il compito di far dimenticare lo scandalo dei Mondiali di Nuoto di Roma del 2009, quelli delle piscine vuote, delle Vele di Calatrava, del Polo natatorio di Ostia. 
Mentre Roma sprofonda fra buche, rifiuti e trasporto pubblico sempre più moribondo, almeno lo sport sembra tenere: lo Stadio Olimpico sarà sede delle tre partite casalinghe dell’Italia di Roberto Mancini per i Campionati europei di calcio e la gara 2019 della Formula E ha ricevuto il riconoscimento di “Evento sportivo dell’anno” Il Gran Premio di Formula E - riservato a vetture simili a quelle della Formula 1 ma alimentate con motori elettrici - è alla vigilia della sua terza edizione: quella del 2020 è programmata per il prossimo 4 aprile e i biglietti sono già in vendita.
Il percorso è quello solito dell’Eur: scelto già nel 2010 da Alemanno quando cercò di portare la Formula 1 vera e propria a Roma, fallendo per l’opposizione del Pd e dei soliti movimenti in servizio permanente anti sviluppo, l’Amministrazione Raggi lo rispolverò nel 2018 per le vetture elettriche. La prima edizione, quella del 2018, fu un notevole successo di immagine ma non esattamente un esempio di organizzazione con strade chiuse per settimane e grande caos in tutto il quadrante e nelle aree limitrofe. Errori che, nell’edizione 2019 vennero se non in tutto, parzialmente corretti con una lunga e approfondita interlocuzione fra il Campidoglio - in prima linea l’assessore allo Sport e Grandi Eventi, Daniele Frongia - e i residenti e i commercianti. E il secondo E-Prix di Roma ha superato tutte le attese: 35mila spettatori lungo il percorso creato ad hoc nel quartiere Eur e ben 12mila ingressi al Roma Convention Center “La Nuvola”. Fiore all'occhiello della manifestazione divenne anche l’Allianz E-Village, area dedicata ai fan per sperimentare la Formula E ed educare le prossime generazioni sul futuro del racing e ai suoi valori chiave: tecnologia, energia, ambiente.

sabato 16 novembre 2019

LA "PACE FISCALE" PORTA 27 MILIONI AL CAMPIDOGLIO


Sono oltre 650 le domande presentate dai contribuenti al Comune o ad Ama per la “pace fiscale” su una serie di tributi: Ici, Imu, Tasi e canone pubblicità con il Campidoglio e Tari e Tares con Ama.
Le 650 domande già definite hanno portato un incasso al Comune per 27,6 milioni di euro: 26,3 dalla definizione agevolata dell’ICI/IMU; poco più di mezzo milione da Tarsu/Tari/Tia e oltre 687 mila euro dal Canone per gli Impianti pubblicitari (Cip). Di fatto in questo modo è stata eliminata una causa su 5. 
Questa “pace fiscale” aveva avuto origine nella Finanziaria del 2018 che aveva concesso ai Comuni la possibilità di “far pace” con quei contribuenti con cui erano in corso liti tributarie. Il Campidoglio aveva recepito questa possibilità con la delibera di Consiglio 28 del marzo 2019 e la scadenza per la presentazione delle domande era il 31 maggio scorso. 
La normativa prevedeva la possibilità di chiudere il contenzioso ottenendo uno “sconto” per il contribuente e i soldi - pochi, maledetti e subito - per il Comune. 
Senza entrare troppo nel dettaglio, il sistema era basato su sconti, fra il 10 e l’85%, sul valore del tributo originario e l’oscillazione dello sconto era legata allo stato della pratica prima della norma sul condono. 
Quella del 2018-2019 non era l’unica sanatoria: all’epoca di Alemanno sindaco ne venne varata una che includeva anche le sanzioni al codice della strada e le “cartelle pazze” di Equitalia. 
Anche nel 2017 venne varato un concordato che, però, fu un mezzo flop: solo 1509 domande presentate per un controvalore di 5 milioni di euro. 
Alla base del discreto successo della sanatoria 2019 - spiegano dagli uffici del Bilancio - anche un convegno scientifico presso la Suprema Corte di Cassazione con il patrocinio degli Ordini Professionali e pubblicazione sui siti e canali istituzionali di Roma Capitale, Aequa Roma e dell’Ordine dei Commercialisti: insomma un lavoro in sinergia. “Per il recupero dell’evasione mettiamo in campo tutti gli strumenti possibili, compresa 'la definizione agevolata delle liti pendenti', chiamata anche 'pace fiscale', così come consentito dall’Assemblea Capitolina in base alla legge”, commenta l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti: “Il Dipartimento risorse economiche applica, per questo, una strategia ‘multitasking’ che consente una maggiore vicinanza al contribuente: ulteriori istituti, come l’accertamento con adesione o ‘accordo bonario’ con l’Amministrazione, aiutano i cittadini e riducono il lavoro degli uffici”.

sabato 29 giugno 2019

COME E PERCHÉ ANNEGHIAMO NEI RIFIUTI


C’è un diario nell’ultima e più grave crisi del ciclo dei rifiuti che spiega come mai le strade della Capitale siano da settimane un’immensa discarica. Si parte a fine marzo: Luigi Palumbo, commissario nominato dal Tribunale che gestisce le aziende di Manlio Cerroni, annuncia ad Ama che i due impianti di trattamento (di Cerroni, appunto) privati avrebbero dovuto essere sottoposti a manutenzione. Da fine aprile per tutta l’estate. Risultato: 500 tonnellate giornaliere in meno di rifiuti indifferenziati da lavorare. 
Sono i giorni della grande crisi di Ama: quelli dell’addio dell’ultimo assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, e della defenestrazione dell’ennesimo CdA dell’era grillina in Campidoglio con l’addio polemico di Bagnacani seguito dagli strascichi in Procura. Massimo Bagatti, direttore esecutivo che regge Ama nel periodo di transizione, riesce a trovare un compromesso con il privato: la manutenzione programmata sarà più morbida e si parte non più il 25 aprile ma il mese successivo, 27 maggio, cioè il giorno dopo le elezioni europee. 
In quei giorni ci sono gli appelli, la corsa frenetica a trovare soluzioni tampone, a chiedere, tramite Zingaretti, l’aiuto delle altre regioni e delle altre province
Perché una cosa deve essere ben chiara: né VeltroniAlemanno hanno avuto la forza di imporre soluzioni alternative a Malagrotta. Poi Marino che Malagrotta l’ha semplicemente chiusa ma sempre senza avere la via d’uscita. Ma la Raggi e i 5Stelle nel dna hanno la negazione dell’utilità degli impianti di trattamento: né termovalorizzatorigassificatoriinceneritori. E men che meno discariche di servizio che nulla hanno a che vedere con una Malagrotta bis. Basti vedere la cagnara aizzata solo all’idea di una discarica di servizio a Pian dell’Olmo: i grillini tornano rapidamente il partito del "no” salvo poi rivolgersi a Zingaretti e all Regione. E, infatti, l’Ama targata Raggi/5Stelle gli impianti li usa eccome, quelli delle altre Regioni però. E a carissimo prezzo. 

Il problema è che prima di spedire fuori Roma i rifiuti questi vanno trattati, preparati. E il trattamento si fa negli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB). Ama ne aveva due: Salaria e Rocca Cencia. Salaria è andato a fuoco a dicembre scorso e oramai è chiuso anche se, come ricorda spesso il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, mancano gli atti ufficiali di chiusura. Rocca Cencia si guasta spesso, visto che sta lavorando al limite della capacità. Ama avrebbe anche un terzo impianto, un tritovagliatore mobile a Ostia, già feudo grillino, ma l’impianto, della capacità di 200 tonnellate al giorno, resta fermo. Gli altri sono impianti privati. Anzi, di uno solo: Cerroni. Il tanto bistrattato dai grillini ras dell’immondizia è ancora lui a tenere a galla la città. Ma le manutenzioni programmate - e, quindi, di fatto sottovalutate dal Campidoglio - creano il tappo. Altri privati non si fidano di Ama e della solidità di chi non approva un bilancio da due anni. Inoltre, questo perdurante stato di cronica mancanza di impianti, obbliga Ama a portare i rifiuti fuori città logorando la già vecchia fotta dei propri mezzi, una flotta oramai pericolosamente scesa a metà dell’efficienza e con veicoli vicini all’età della pensione. 



martedì 16 ottobre 2018

SPONSOR PER EVITARE UN ALTRO SPELACCHIO


A Natale mancano solo 70 giorni e il Campidoglio sta cercando di evitare, pubblicando un avviso di sponsorizzazione, per una volta, il ripetersi della triste parabola di Spelacchio e i suoi fratelli, l’abete che, lo scorso anno, ha battuto sia il record di mediocre miseria di “Povero Tristo”, l’albero del primo Natale della Raggi in Campidoglio, che quello del cono gelato di Alemanno del Natale 2011, considerati fra i più brutti della storia cittadina. Almeno fino all’arrivo di Spelacchio, considerato “bello” solo dai super fedelissimi supporter grillini. 
Sei mesi fa, il Comune aveva tentato la strada del bando pubblico: l’8 giugno era stato pubblicato un avviso “per la ricerca di manifestazioni di interesse volte a sostenere mediante liberalità la realizzazione del tradizionale albero di Natale in Piazza Venezia per le festività 2018”. Insomma, si voleva che i privati donassero gratuitamente a Roma “un simbolo particolarmente evocativo dei valori della solidarietà e della partecipazione comune”, pagando anche organizzazione, installazione, addobbi, trasporto, montaggio e smontaggio. 
Un appeal così intenso, quello del Campidoglio targato 5Stelle, che, a luglio, le buste non si sono aperte semplicemente perché nessun privato ha deciso di investire “liberalità” nel nuovo Spelacchio.
E così, trascorsi i mesi estivi, stavolta si prova la sponsorizzazione, un metodo diverso che, se non altro, concede al privato che paga un minimo di ritorno di immagine. Sperando, ovviamente, che questa volta sia Splendido e non Spelacchio a troneggiare di fronte l’Altare della Patria. Sul sito del Campidoglio è stato pubblicato un avviso che dà seguito al regolamento comunale che disciplina le sponsorizzazioni. Al momento, sarebbe giunta un’offerta che avrebbe un valore dichiarato di poco più di 376mila euro cui occorre sommare l’IVA. 

Quindi, il Comune, con la pubblicazione dell’avviso, concede ad eventuali altri sponsor di presentare le loro controproposte entro il 12 novembre prossimo. Dopo di che, si sceglierà. 
Fra le indicazioni emanate dal Campidoglio, c’è il fatto che l’albero sia un abete naturale, montato su un basamento verde nel quale va inserito il logo del Comune sul lato che dà verso via del Corso e su quello che dà verso Palazzo Venezia. Nella base potrà essere inserito uno schermo led a bassa luminosità con una dimensione massima pari a quella di una tv da 105 pollici. Per gli addobbi si va sul classico: rosso e argento, con puntale tradizionale. Occhio alle lucine: a led, tonalità calde, colori tradizionali, cioè rosso, oro, argento, verde e blu, e con effetti dinamici poco invasivi. Insomma, un albero classico che più classico di così non si può. Se non altro, sbagliarlo e farne un nuovo Spelacchio, sarà un’impresa da Guinness. Il fortunato vincitore dovrà occuparsi di selezionare l’albero, tagliarlo, trasportarlo, metterlo in posizione sicura, montarlo, allestirlo, fare gli allacci alla linea elettrica, decorarlo, pulirlo e sorvegliarlo. In cambio, lo sponsor avrà il diritto di inserire il proprio logo su tre lati (su quattro) della base dell’albero, potrà personalizzare addirittura 100 palle delle decorazioni, ovviamente, usare lo schermo led per la propria immagine.

Il tutto, stando al bando, dovrà essere pronto per l’8 dicembre, giorno in cui, tradizionalmente, si “inaugurano” gli alberi di Natale sia in casa che nelle piazze. Quindi, ripensandoci, di giorni reali all’inaugurazione dell’albero ne mancano solo 53. 

venerdì 1 maggio 2015

SIAMO ENTRATI NEL (FUTURO NUOVO) STADIO DELLA ROMA

A metà 2018 prevediamo la conclusione dei lavori, dopo un semestre di collaudi, dello Stadio, della nuova Trigoria, dell’area commerciale e della prima parte del Business Park”. Questa è la dead line che la Roma prevede per la costruzione del nuovo Stadio. 

In sostanza, pronto per la stagione 2018/2019, quando Francesco Totti avrà ormai compiuto 42 anni.

Ieri, Mark Pannes e Mauro Baldissoni hanno accompagnato un ristretto numero di giornalisti sul sito di Tor di Valle per un”media briefing” come è stato americanizzato. Partenza alle 11.28 per un’oretta abbondante di tour. “Qui ci saranno i parcheggi, lì verrà lo Stadio vero e proprio. In quest’area sorgerà la nuova Trigoria, dillà il “convivium”, cioè l’area commerciale, lì in fondo il Business Park con le sue tre torri da 200 metri”. Un paio di fermate per fare qualche foto e girare un po’ di video. 
A vederlo così, l’Ippodromo, fa un po’ di tristezza: sembra ancora di vedere Mandrake, Er Pomata, Felice e l’avvocato De Marchis insieme, la pelliccia di Proietti, e la mitica tris Soldatino, King e D’Artagnan. Ora è una desolazione di abbandono e di erbacce alte come pali della luce e punteggiate da cumuli di rifiuti in stile discarica. In mezzo, le due trivelle all’opera, la seconda delle quali è giunta sul terreno il 20 aprile scorso, ognuna con i propri addetti.



A seguire, insieme anche a Italo Zanzi e Dan Meis, Pannes ha tenuto una lunga spiegazione tecnica corredata da slide. 


E qualche cosa di nuovo è emerso. 

Intanto, l’area di Tor di Valle, selezionata dopo un lungo processo di scrematura iniziato già con la Giunta Alemanno e proseguito con Marino, non era la prima per punteggio ottenuto. La società che la Roma aveva incaricato di preselezionare le varie aree proposte da privati, la Cushman & Wakefield, aveva valutato migliori una di 13 ettari sulla Palmiro Togliatti di Fabrizio Gianni con 87,8 punti su 100, e seconda una di 67 ettari a Torre Spaccata, della Quadrante SpA, con 87,2 punti su 100. 

Terza, Tor di Valle di Parnasi con 76,1 punti su 100, prescelta poi perché era quella che “assicurava il miglior rendimento anche per il privato” spiegano dalla Roma. Che, tradotto, significa che rendeva di più in termini di cubatura edilizia. 

La seconda novità è il costo di tutte le varie lavorazioni preliminari lievitato dai 40-50 iniziali a 55 milioni di euro, spesi per fare la ricerca delle aree, i progetti preliminari, i sondaggi geologici e le varie relazioni e disegnare i progetti definitivi. 

Previsione di nuovi posti di lavoro per 4.800 persone, mentre fra torri, negozi e uffici, la Roma prevede un bacino di utenza dell’area di 20mila persone al giorno. Alle tre torri da 200 metri, si affiancherà un “quartiere” di uffici fatto da palazzi di 7-9 piani, ciascuno dei quali sarà progettato da studi di architettura italiani. 

Altra novità indiretta è su Trigoria: la prima squadra si allenerà a Tor di Valle, mentre l’attuale Trigoria diventerà un polo destinato allo sviluppo di un “super centro del settore giovanile”, sulla falsariga de 'La Masia' del Barcellona. 

Qualche cambiamento (ancora provvisorio) anche per la futura Curva Sud che sarà su due livelli e separata dal resto degli spalti anche per rispettare le norme di sicurezza italiane. 

In tutto ciò, si continua a lavorare sottotraccia per reperire nuovi finanziatori: secondo alcune voci di corridoio, il Gruppo Parnasi - partner della Roma nella costruzione dello Stadio - avrebbe proceduto a una prima ristrutturazione societaria infilando in una “bad company” alcune iniziative imprenditoriali che non hanno prodotto i guadagni sperati mentre sarebbe in corso una trattativa fra Luca Parnasi (con gli asset produttivi rimasti) e la Starwood Capital Group (e ci sarebbe la mediazione di Pallotta e la benedizione di Unicredit) per l’acquisizione della torre di Eurosky e l’apertura di una linea di credito per circa 250milioni di euro. 

mercoledì 15 aprile 2015

ECCO LA SQUADRA DELLO STADIO DELLA ROMA




La trivella è ancora lì, all’opera. Spostata, rispetto a venerdì scorso, di un centinaio di metri. 



La comunicazione di avvio dei sondaggi, presentata lo scorso 26 marzo al Municipio, riporta l’inizio degli scavi per il 6 aprile, Pasquetta, e una previsione di durata di 60 giorni, quindi con termine ultimo il 5 giugno. Sette le particelle catastali interessate dalle trivellazioni, tutte di proprietà del Gruppo Eurnova. 

La comunicazione di avvio dei
sondaggi presentata al Municipio IX
E il 15 giugno, 10 giorni dopo la conclusione dei sondaggi geologici, c’è l’impegno, da parte dei proponenti, di presentare al Campidoglio i definitivi. Definitivi che, va ricordato, devono essere corredati di tutti i calcoli strutturali degli edifici, dei parcheggi, ponti e via dicendo, per poter essere accolti come tali dal Comune e, quindi, dopo l’esame preliminare, girati alla Regione per l’avvio della Conferenza di Servizi definitiva.

Tanto che, ieri, la Roma ha diffuso ufficialmente la notizia dell'avvio dei sondaggi effettuati dalla Geores: "In funzione delle caratteristiche che abbiamo rilevato attraverso le prime perforazioni - afferma Claudio Vercelli, direttore generale Geores - verranno forniti i parametri corretti agli ingegneri strutturisti che dovranno progettare e dimensionare l'opera, in questo caso le strutture che sorreggeranno lo Stadio". 
Iniziano anche a filtrare i nomi di alcuni dei progettisti che stanno, da pochi giorni, iniziando a lavorare sui diversi edifici. Oltre gli arcinoti Dan Meis e Daniel Libeskind, rispettivamente (futuri) autori dello Stadio vero e proprio e delle tre torri che saranno il cuore del Business Park, sarà Paolo Desideri, professore ordinario di Composizione architettonica e urbana a Roma 3, a occuparsi del progetto dello svincolo autostradale con ponte sul Tevere, del ponte ciclopedonale sempre sul Tevere e della nuova stazione della Roma-Lido.
Lorenzo Busnengo, invece, insieme alla Gesvim, società strettamente legata a Errico Stravato, ex direttore del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma sotto la Giunta Alemanno, procederà alla progettazione delle opere di urbanizzazione. Altro fiore all’occhiello: la Arup, una delle più importanti società internazionali di progettazione strutturale (sua, fra le varie, la progettazione strutturale dell’Allianz Arena e dello Stadio del Valencia, per il quale ha curato anche il disegno architettonico e l’antincendio). A supervisionare e coordinare il tutto, come già detto nei giorni scorsi, la Lend Lease, società australiana specializzata proprio nell’attività di coordinamento di progetti complessi.

In realtà, nonostante questi grandi nomi che rassicurano circa la volontà di imprimere un’accelerazione al progetto, restano aperte le questioni legate proprio ai calcoli strutturali. Concludendo i sondaggi il 5 giugno, appare molto vicino al miracolo che, dopo soli 10 giorni, i proponenti siano in grado di presentare i definitivi di tutte le opere corredati dei calcoli strutturali. Tanto che, secondo “radio Stadio”, appare più probabile che si possa trattare di un “preliminare molto avanzato” i cui calcoli strutturali potrebbero essere oggetto di successiva revisione all’esito della relazione geologica o comunque in corso d’opera. Voci di corridoio, tutte da confermare, indicano comunque forte la volontà di rispettare i termini e di consegnare al Campidoglio i progetti di Stadio, di una delle tre torri, delle aree commerciali e delle infrastrutture di viabilità entro il 15 giugno.




Il Comune è interessato a un intervento di qualità, e la qualità non è solo estetica ma caratterizza tutto il processo, tutte le fasi. Fino a oggi – afferma l’assessore all’Urbanistica di Roma, Giovanni Caudo - tutto il processo è stato svolto con il massimo rigore e assicurando qualità, tecnica e amministrativa ad ogni fase e rispettando i tempi di legge. Ci aspettiamo che, ancora di più in questa fase attuativa, la qualità sia il criterio guida per i progetti definitivi e per la realizzazione dell'intervento nel suo complesso”. Letto fra le righe della diplomazia: attenzione che i tecnici comunali non sono degli sprovveduti

Il mese (circa) annunciato come il tempo che il Comune si prenderà per l’esame preliminare delle carte (prima di darle alla Regione), servirà a valutare proprio questo aspetto, oltre che la rispondenza dei progetti ai dettami della Delibera di Pubblico interesse.

giovedì 4 dicembre 2014

I MEZZI UOMINI DEL "MONDO DI MEZZO"

L'inchiesta della Procura di Roma sul malaffare e la mafia all'amatriciana approderà, prima o poi, nelle aule di giustizia e lì si conoscerà la verità processuale dei fatti. Chi ha sbagliato, ne pagherà il fio. Chi è mafioso, sarà per sempre bollato con questo marchio d'infamia.

Le responsabilità politiche, però, sono necessariamente scisse da quelle giudiziarie. 

Leggendo le cronache convulse delle intercettazioni; degli interrogatori che, nemmeno fossero stati resi davanti ai giornalisti invece che ai pm, finiscono quasi in tempo reale in pagina; delle interviste appaiono evidenti due elementi: il primo somiglia al brulichìo dei topi in fuga da una nave che affonda. Troppi si trincerano dietro lo scaricabarile. Il secondo, ricorda da vicino una tempesta in avvicinamento, con il rumore del vento e dei tuoni che si appresta a raggiungere altri.

Maria Antonietta di Francia non era giudizialmente colpevole dell'affaire della collana di diamanti. Lo era, si direbbe oggi, politicamente. L'assoluzione del cardinale di Rohan fu il vero preambolo politico della Rivoluzione Francese, precedendola di tre anni. 
La colpa di Maria Antonietta fu quella di aver creato attorno a sé un clima che rese credibile un incontro notturno in un boschetto al quale si presentò una truffatrice travisata con gli abiti della Regina, ingannando il poco avveduto Cardinale. 
Questa è la colpa, oggi, politica che va attribuita - al di là delle verità processuali - ai protagonisti di questa sconcertante e pericolosa vicenda: aver creato un clima che rende credibile l'avvicinamento dei truffatori nel sottobosco.

In Italia - e non era necessario l'ennesimo studio che ci vede, fra i Paesi europei, il più corrotto - da decenni è noto che il sistema politico vive ufficialmente di dazioni di denaro in chiaro e parallelamente di elargizioni occulte
Assai spesso (quasi sempre, anzi) provenienti una dalla mano sinistra e l'altra dalla destra di chi elargisce in cambio, poi, di favori sotto forma di appalti, prebende, poltrone, incarichi.
È una debolezza del nostro sistema alla quale nessuno è ancora riuscito a porre un argine e, paradossalmente, l'eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti politici e le sempre più frequenti norme restrittive sull'uso dei fondi a disposizione delle forze politiche, hanno finito per rafforzare il sistema parallelo e occulto a discapito di quello alla luce del sole. Aver cancellato, invece che meglio regolamentato e reso trasparente, il sistema del finanziamento pubblico ha reso i partiti ancor più esposti di prima al rischio tangentizio. Non a caso, i padri costituenti stabilirono per i nostri rappresentanti un sistema remunerativo: l'obiettivo era quello di non renderli schiavi del denaro altrui. Non a caso, una delle riforme più nette che separa l'Europa dell'Ancien Régime dall'Europa contemporanea è aver retribuito i giudici direttamente dallo Stato.

Il potere in sé è un seducente corruttore: la possibilità di decidere per gli altri accompagnata dalla corte dei miracoli che sempre circonda chi detiene il comando, sono due elementi in grado di piegare e poi spezzare anche l'animo più saldo. E le convinzioni politiche c'entrano poco.
E non a caso, saggiamente, nell'antica Roma si pose un limite temporale alla gestione del potere consolare e un limite temporale alla possibilità per uno stesso soggetto di essere nuovamente eletto alla medesima carica. E, non a caso, quando questi limiti iniziarono ad essere aggirati sempre più frequentemente e in modo sempre più sfacciato, da Repubblica, Roma passò a Impero, con un cambio sostanziale della forma di Stato e di Governo. 

Oggi, ad Alemanno, l'accusa reale, politica (sottolineo: non giudiziaria) è quella di essere parte più o meno consapevolmente attiva di un ingranaggio perverso che perpetuava se stesso attraverso nomine e poltrone in posti chiave, in cambio di una remunerazione tanto generosa quanto occulta.
A Coratti viene mossa la stessa accusa.
Ad Odevaine (o Odovaine) addirittura di essersi attrezzato per generare ulteriori fondi per il sodalizio criminale sulla pelle degli ultimi e su quella dei romani.
Queste sono le accuse giudiziarie. Dovranno essere provate in tribunale e fino ad oggi permane la presunzione di innocenza di tutti gli indagati.

Rimane un fatto: se si è giunti comunque a questo punto, al di là delle considerazioni processuali, è perché, evidentemente, gli indagati in un modo o in un altro o hanno edificato o non combattuto un sistema che li attorniava come le spire di un pitone e che oggi rende credibili politicamente queste accuse

Rendendo gli accusati dei mezzi uomini del "mondo di mezzo".

martedì 18 novembre 2014

STADIO, VERSO IL SÌ IN CONSIGLIO

La data della discussione è ancora incerta, probabilmente il prossimo 27 novembre, ma si può tracciare un quadro chiaro di come finirà la votazione in Consiglio comunale sulla delibera Stadio





Favorevoli, “come volano dell’economia e per i posti di lavoro” lo sono, a parole, tutti



In realtà, su 48 consiglieri comunali, quelli che certamente voteranno “” alla delibera sono 29, quattro in più della maggioranza di 25. 
Quelli che certamente “no” era e “no” rimane sono 6
In mezzo ci sono 13 voti “ballerini”, fra indecisi - tra i quali spicca l’ex sindaco Gianni Alemanno - e astensioni da decidere all’ultimo. 




Il Pd, compatto ma non convinto, voterà a favore, insieme a Lista Civica Marino e Centro Democratico. Con loro, anche il voto dei cinque consiglieri dell’area Forza Italia
Fra i no, due esponenti della maggioranza, il radicale Riccardo Magi (Lista Civica Marino) e Gemma Azuni di SeL, con i consiglieri M5S.
Questi voti si possono definire “certi”, a meno di sconvolgimenti dell’ultima ora. 
Restano fuori 13 palline: 3 di SeL e tutto il resto dell’opposizione. In realtà, molte delle annunciate astensioni potrebbero trasformarsi in “sì” se, nel dibattito, venissero accolti alcuni correttivi alle opere

Assemblea Capitolina 48 consiglieri

PARTITO
Consigliere
VOTO DELIB STADIO
Cognome
Nome
Dubbi ed emendamenti
Voto finale
Somma dei voti


VOTI FAVOREVOLI
Maggioranza
PD
Tempesta
Giulia

24
29
PD
Baglio 
Valeria
Da approfondire
PD
Battaglia
Erica
Emendamenti della Commissione Sport
PD
Coratti
Mirko

PD
Corsetti
Orlando

PD
D’Ausilio
Francesco
Roma Lido
PD
De Luca
Athos
Roma Lido, Viabilità
PD
Di Biase
Michela
Da approfondire
PD
Ferrari
Alfredo
Da approfondire
PD
Grippo
Valentina
Da approfondire
PD
Nanni
Dario
Viabilità, cubature, tempistica
PD
Palumbo
Marco

PD
Panecaldo
Fabrizio
Rischio Idraulico, trasporti e viabilità
PD
Paris
Giovanni
Metro B a Muratella, viablilità deflusso stadio
PD
Pedetti
Pierpaolo
Contributo straordinario, no centralità
Sì (o astensione)
PD
Piccolo 
Ilaria
Da approfondire
PD
Policastro
Maurizio
Viabilità, Roma Lido
PD
Stampete
Antonio
Comm. Urb.
PD
Tiburzi
Daniela
Viabilità, Roma Lido
Lista Civica Marino 
Giansanti
Luca

Lista Civica Marino 
Celli
Svetlana
Impianti sportivi periferia
Lista Civica Marino 
Marino
Franco
Rischio idraulico
Lista Civica Marino 
Paris
Rita
Da approfondire
Centro Democratico
Caprari
Massimo

Opposizione
PdL
Tredicine 
Giordano
Trasporti, viabilità
5
FI
Quarzo
Giovanni

FI
Bordoni
Davide

FI
Rossin
Dario
Trasporti, viabilità
Alleanza Popolare Nazionale
Cozzoli Poli
Ignazio


PARTITO
VOTI CONTRARI
Maggioranza
Lista Civica Marino 
Magi
Riccardo
Interesse pubblico, proprietà delle aree, opere pubbliche
NO
2
6
Sinistra Ecologia Libertà 
Azuni
Gemma
Roma Lido e viabilità fino a Ostia
NO
Opposizione
M5S 
De Vito
Marcello
Accoglimento OdG su riduzione cubature, tempistica, idrogeologico
NO
4
M5S 
Frongia
Daniele
Accoglimento OdG su riduzione cubature, tempistica, idrogeologico
NO
M5S 
Raggi
Virgini
Accoglimento OdG su riduzione cubature, tempistica, idrogeologico
NO
M5S 
Stefàno
Enrico
Accoglimento OdG su riduzione cubature, tempistica, idrogeologico
NO

PARTITO
VOTI DI ASTENSIONE
Opposizione
Cittadini X Roma
De Palo
Gigi
Da approfondire
Astensione/Favorevole
5
7
Alfio Marchini Sindaco 
Onorato
Alessandro
Depuratore Acea, Roma Lido, Viabilità
Astensione/Favorevole
Alfio Marchini Sindaco 
Alfio 
Marchini
Depuratore Acea, Roma Lido, Viabilità
Astensione/Favorevole
NCD 
Cantiani
Roberto
Trasporti, variante urbanistica
Astensione/Favorevole
NCD 
Mennuni
Lavinia
Trasporti, variante urbanistica
Astensione/Favorevole
Mov. Cantiere Italia
Dinoi
Cosimo
Vedrò il dibattito
Astensione/Contrario
2
Misto
Belviso
Sveva
Vedrò il dibattito
Astensione/Contrario

PARTITO
INDECISI
Maggioranza
Sinistra Ecologia Libertà 
Peciola
Gianluca
Tutele ambientali, Roma Lido, tavolo insteristituzionale
Deciderà il partito romano e laziale
3
6
Battaglia
Imma
Tutele ambientali, Roma Lido, tavolo insteristituzionale
Deciderà il partito romano e laziale
Proietti Cesaretti
Annamaria
Tutele ambientali, Roma Lido, tavolo insteristituzionale
Deciderà il partito romano e laziale
Opposizione
Fratelli d’Italia
Ghera
Fabrizio
Infrastrutture viarie e trasportistiche
Indeciso
3
Alleanza Popolare Nazionale
Alemanno
Giovanni

Indeciso
Misto
Pomarici
Marco
Proprietà, mobilità, espropri
Indeciso

VOTI TOTALI
48
48


Andando per ordine: chiare le motivazioni del netto "no" dei due consiglieri di maggioranza, Magi e Azuni. In primis, la carenza di fondo è nella mancanza di un interesse pubblico alla quale si sommano altre preoccupazioni: “Io vengo da quella zona - dice la Azuni - questo stadio sarà la fine per un’area già in enormi difficoltà per la mobilità. Mi dovrebbero garantire investimenti sulla mobilità che non sono in grado di fare. Io non ci sto”. Anche Magi ha le idee molto precise: “Come si pensa di vendere tutti questi uffici in una città in cui le imprese chiudono? Forse che da qualche parte qualcuno pensa di poter trasformare poi questi uffici in case? È ancora aperta la questione della proprietà dell’area e sarebbe necessario attendere almeno l’esito del processo”. 



In realtà, però, parlando con ogni singolo consigliere si scopre che alcuni, anche fra i favorevoli, non hanno nemmeno letto la delibera e si affidano - mani, piedi e voto - a ciò che riferisce loro qualche altro consigliere più diligente. 
Ma, con quelli che hanno studiato si scopre che non sono molti quelli soddisfatti pienamente dal progetto e che se alcuni voteranno per disciplina di partito, altri esprimeranno il loro assenso solo perché ritengono prioritario lanciare un forte segnale per l’occupazione. E il tifo non conta: posizioni simili sono state espresse tanto da consiglieri di provata fede giallorossa che biancoceleste.

Il primo nodo che, al di là di tutto, non convince nemmeno i favorevoli è quello della mobilità, sia pubblica che privata. Per il centrosinistra, D’Ausilio, De Luca, Giovanni Paris, Policastro, Tiburzi; per il centrodestra, Cantiani, Mennuni, Bordoni, Rossin, avanzano dubbi sulla soluzione MetroB e sull’asse viario via del Mare/via Ostiense. In sostanza, voteranno a favore, ma non credono che la soluzione migliore sia quella prospettata dalla Giunta
Gianni Paris (Pd), spiega: “Le conseguenze sul quadrante saranno enormi specie al momento del deflusso dallo Stadio. Quanto meno, se non si potenzia la Roma-Lido invece di fare questo scambio sulla B, occorrerebbe almeno prolungarlo fino alla stazione Muratella della ferrovia regionale. Altrimenti si crea una cosa monca”. E, sottinteso, inutile. 
Cantiani (Ncd) dice: “Non è in discussione l’importanza dell’opera, ma le sue ricadute. Manca, e più volte l’ho richiesto, anche un’ipotesi di esercizio di come funzionerà la metro con questo sistema ideato. Come si fa a esprimersi su carta senza avere certezza di ciò che andremo a creare?”.




A latere, le posizioni dei Cinque Stelle e del gruppo di Alfio Marchini
Spiega Onorato (Lista Marchini): “Il nostro voto non è deciso perché vogliamo sentire cosa emergerà dal dibattito in Aula. Siamo favorevoli all’opera ma non convinti di alcune soluzioni”. 
Mentre il gruppo dei consiglieri del movimento di Grillo è nettamente contrario: “Siamo a favore dello Stadio ma contrari al progetto. L’area è sbagliata e il progetto carente sotto moltissimi punti: a partire dal rischio idraulico e dalle cubature in eccesso che dovrebbero scendere al massimo a 300mila. Potremmo votare a favore qualora tutti i nostri ordini del giorno venissero accolti”. Quindi, rimangono quattro voti contrari.