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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 1 agosto 2020

STADIO; ECCO IL TESTO DEFINITIVO DELLA CONVENZIONE URBANISTICA



La consegna è avvenuta manualmente 11 giorni fa, il 21 luglio. Una copia era già sulla scrivania del sindaco di Roma, Virginia Raggi, e altre due hanno preso la strada degli uffici della Roma e di Eurnova. Due copie consegnate a mano che contengono il testo definitivo della convenzione urbanistica, il contratto fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Tor di Valle, e che regolerà ogni singolo aspetto della costruzione delle opere. È il testo finale, quello che verrà sottoposto al voto del Consiglio comunale dopo essere passato per le Commissioni e il IX Municipio.  
La prima novità che salta agli occhi rispetto alla bozza di cui Il Tempo rese conto a ottobre dello scorso anno, è la creazione di un apposito ufficio, chiamato “organismo di vigilanza” che avrà il compito di controllare e monitorare l’esatto adempimento del contratto.
I nomi dei componenti di questo ufficio ancora non sono stati definiti ma la nomina spetterà al Sindaco e avrà il compito di controllare e sovrintendere tutte le fasi realizzative degli interventi: dalla progettazione esecutiva al puntuale adempimento di tutti gli obblighi contrattuali. 
Seconda novità: la Convenzione avrà una durata di 10 anni ed entrerà in vigore immediatamente dopo l’approvazione finale di tutti gli atti in Regione Lazio. Dopo il voto il Consiglio comunale, infatti, la procedura prevede che, aggiornate le carte progettuali da parte dei proponenti, l’intero plico sia spedito in Regione per il completamento delle procedure di variante urbanistica. Questa fase si concluderà con una delibera di Giunta regionale (atto dovuto e non soggetto a valutazioni politiche ma solo tecniche) dopo di che scatterà la validità della Convenzione. 
Terzo passaggio: viene chiarito il nodo dell’unificazione della via del Mare e della via Ostiense. Questo è stato uno dei grandi temi sui quali, per mesi, si è discusso attorno al tavolo delle trattative. Il progetto originario prevedeva che le due strade, di proprietà della Città Metropolitana, venissero unificate e allargate. Il problema è un tratto, lungo 900 metri, fra viale Marconi e Tor di Valle: qui sorgono alcuni capannoni a separare la via del Mare dalla Ostiense. Il Comune ha chiesto che questo tratto venisse non solo unificato come sensi di marcia - oggi sono alternati: una corsia sale verso Roma e una scende verso Ostia per la via Ostiense, poi una sale e una scende per la via del Mare - ma anche come tracciato della strada, quindi che si eliminassero i capannoni in mezzo. Il tutto per favorire la realizzazione degli svincoli dal futuro Ponte dei Congressi. Solo che questa unificazione del tracciato non era inclusa fra le prescrizioni della Conferenza di Servizi e quindi i proponenti temevano le lungaggini degli espropri e il rischio di non poter aprire l’impianto per colpa di un intervento aggiuntivo. 
Alla fine, è stato trovato il compromesso: l’unificazione del tracciato viene inserita in Convenzione, cosa che i proponenti non volevano, ma l’eventuale ritardo nella realizzazione dell’intervento non sarà preclusivo della prima utilizzazione dello Stadio. Insomma, se ritardano i lavori per quel tratto della Via Ostiense, lo stadio apre uguale.
Per tutte le altre opere pubbliche, invece, rimane, né avrebbe potuto essere altrimenti, l’obbligo della “contestualità” fra il completamento delle stesse e l’apertura dello Stadio. Poiché alcune di queste opere pubbliche - il Ponte dei Congressi gestito dallo Stato e il rifacimento della ferrovia Roma-Lido di Ostia gestito dalla Regione Lazio - non sono sotto il diretto controllo dei proponenti quando mancherà un anno all’apertura dello Stadio verrà fatto un check. In caso di disallineamenti, verranno valutate soluzioni alternative utili a garantire la fruibilità dell’impianto i cui costi comunque saranno sostenuti dai proponenti. In parole semplici, se servirà mettere degli autobus in più per la partita, li pagherà la Roma.
Ultimo passaggio da evidenziare: dopo aver ricalcolato i costi di tutte le opere pubbliche, i vari oneri e contributi, alla Roma il progetto costerà 40,8 milioni di euro in più rispetto al previsto.


sabato 22 giugno 2019

STADIO, INTESA SU VIA DEL MARE


Riunione tecnica e operativa, quella di ieri in Campidoglio, sullo Stadio della Roma insieme, questa volta a Città Metropolitana dedicata all’unificazione della via del Mare/Ostiense. Forse è presto per l’ottimismo, ma progressivamente si stanno appianando tutte le cause di attrito. Raggiunta l’intesa fra i due soggetti pubblici - Campidoglio e la ex Provincia - e i proponenti, ora si passa alla stesura della Convenzione fra Palazzo Senatorio e Palazzo Valentini per cui lunedì è già stata fissata una nuova seduta tecnica dedicata solo agli avvocati per gli aspetti legali del testo. Intanto, la Roma sta predisponendo, su indicazione del sindaco Raggi, la richiesta alla Presidenza della Conferenza di Servizi di un’interpretazione autentica delle prescrizioni sul trasporto pubblico necessaria a superare l’ultimo ostacolo. 


venerdì 21 giugno 2019

STADIO, STAMANI NUOVA RIUNUONE. IN SI DISCUTE DELLA VIA DEL MARE/OSTIENSE


Si riparte: questa mattina nuova riunione tecnica sul progetto Stadio della Roma di Tor di Valle. La novità - piuttosto rilevante - è che la riunione è allargata a Città Metropolitana, cosa che fino ad ora non era mai avvenuta. Quasi superfluo sottolineare come la seduta sarà dedicata alla questione dell’unificazione della via del Mare/Ostiense. La strada è di proprietà della Città Metropolitana e uno dei problemi da risolvere è che i progetti del Campidoglio sulla strada divergono da quelli di Palazzo Valentini. 
Intanto, dopo l’incontro dei giorni scorsi fra il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni, al quale è affidata la delega su Tor di Valle, ci si sta preparando per ricorrere alla Conferenza di Servizi per avere un’interpretazione autentica sulla questione della contestualità, cioè dell’apertura dello Stadio contestuale alla funzionalità delle opere pubbliche di mobilità, di fatto sulla ferrovia Roma-Lido di Ostia. La proposta di rivolgersi alla Conferenza sarebbe stata concordata con la Roma su suggerimento del Sindaco stesso. Il tema è delicato: per il Comune lo Stadio potrà aprire solo dopo il completamento e l’efficienza delle opere sulla Roma-Lido che, però, nella versione Raggi sono di competenza regionale mentre nella versione Marino erano appalti pagati e gestiti dalla Roma, quindi con un legame diretto. Inoltre, il Comune vorrebbe utilizzare i 45 milioni della Roma più che per comprare treni, quanto per finanziare opere infrastrutturali sulla ferrovia creando il cosiddetto “anello corto” - una specie di cerchio fra Tor di Valle e Piramide per rendere più corto e, quindi, veloce il trasbordo dei tifosi in occasione delle gare - una modifica della destinazione dei soldi, però, che dovrà essere recepita dal Consiglio comunale cui compete scegliere l’impiego di questi 45 milioni.
Da quanto trapela agli uffici comunali, sono a buon punto le trattative con la Regione necessarie a predisporre il testo dell’accordo, obbligatorio dato che la Roma-Lido è di proprietà della Pisana. 
In via di definizione anche l’altro tema che aveva animato il dibattito nelle scorse settimane: il metodo di calcolo della penale in caso di separazione fra la proprietà della squadra e quella dello Stadio, un legame trentennale vincolato dal pubblico interesse. Non è ancora sereno, ma certo non sembra più tempesta.