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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 3 giugno 2020

IL TAR BOCCIA IL COMUNE SUI PREZZI DELLE CASE POPOLARI




Per il Campidoglio arriva una mazzata dal Tar sui Piani di Zona: le determine adottate dal direttore del Dipartimento, Cinzia Esposito, sono illegittime perché usurpano competenze proprie del Consiglio comunale. 
Esulta il comitato “Azione Collettiva” che chiede le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e della stessa Cinzia Esposito.
La materia è di quelle complesse: l’Amministrazione Raggi aveva anche costituito una commissione apposita sui Piani di Zona - sotto la presidenza di Pietro Calabrese, oggi assessore alla Mobilità - che, però, dopo mesi di lavori si era conclusa con un sostanziale nulla di fatto.
La sentenza della seconda sezione bis del Tar, la 2967 del 2020, accoglie il ricorso presentato dalla società Appalti Costruzioni Edili (ACE) con cui era stato chiesto l’annullamento di una determina della Esposito che provava a mettere mano al problema dei prezzi di cessione delle case popolari. Semplificando: frequentemente è accaduto che siano state messe in vendita case popolari invece che a prezzi “calmierati” a quelli di mercato, quando non anche superiori. Il tutto sfruttando una serie di contraddizioni nelle norme che nascono addirittura dal lontano 1971. 
Nel caso specifico, il tutto nasce all’epoca Veltroni: nel 2005 viene approvata la convenzione fra Comune e ACE per il Piano di Zona C24 Via Longoni, al Prenestino. 
Il Campidoglio interviene nel 2019, con la determina Esposito che stabilisce le “linee guida” per il calcolo dei prezzi di cessione degli alloggi. Nel farlo, però, vengono violate una serie di norme. Scrive il Tar: “la determinazione introduce innovazioni rispetto alle convenzioni approvate dal Consiglio comunale” e quindi è “illegittima per competenza” perché non sono un “atto di indirizzo ma innovano in punti rilevanti” i contratti. 
Il Campidoglio annuncia ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Scrive l’assessore Montuori su facebook: “Il provvedimento annullato è nato da una attenta attività istruttoria e di approfondimento. Convinti dell’importanza della nostra azione abbiamo dato mandato di proporre appello al Consiglio di Stato”. Durissimo è il Comitato “Azione Collettiva” che parla di “vero abuso di potere senza precedenti” da parte del Comune ricordando la nomina di “almeno 200” Commissari ad acta per supplire all’inerzia capitolina.

sabato 29 febbraio 2020

MULTE AD ÆQUA ROMA. RISCHIO CAOS PER I RICORSI


Si parte da lunedì: a gestire gli sportelli famigerati di via Ostiense 131/T sarà Æqua Roma. Escludendo questo fine settimana, gli sportelli multe li gestiva direttamente il Campidoglio che ora li affida a Æqua Roma, società nata in piena era Veltroni (anno 2005) rilanciata da Alemanno che la scelse come agenzia capitolina per rimpiazzare Equitalia nel 2012 e cui la Raggi ora affida la gestione degli sportelli multe. Parliamo di quel posto - via Ostiense 131 - che potrebbe essere il perfetto erede dei “3 scalini” di Regina Cœli dell’epoca papalina: oggi nessuno può dirsi davvero romano se non ha varcato quella soglia.
Nel mese di febbraio personale di Æqua Roma ha affiancato i dipendenti comunali che, fino a ieri, gestivano gli sportelli e, per tutto il mese di marzo proseguirà l’affiancamento ma, all’inverso: al ricevimento del pubblico ci saranno i funzionari di Æqua Roma e quelli del Campidoglio saranno nelle retrovie. Poi, da aprile, Æqua Roma farà da sola. 
Il Campidoglio, sul sito istituzionale, specifica che “il pubblico sarà ricevuto, previa prenotazione” e che agli sportelli di via Ostiense “si potranno effettuare tutte le operazioni e tutte le procedure: informazioni su verbali di accertamento di sanzioni amministrative e cartelle di pagamento, presentazione ricorsi contro verbali degli ausiliari del traffico, modelli per la decurtazione dei punti patente, richieste di discarico di cartelle di pagamento, richiesta notizie su procedimenti sanzionatori; e le richieste di copia di verbali, notifiche, rilievi fotografici”.
Il Comune, poi, aggiunge che “la prenotazione degli appuntamenti si fa online”. Per potersi prenotare bisogna accedere al sito di Æqua Roma, www.aequaroma.it e selezionare la voce “Esci dalla Fila Prenota l’appuntamento”, che è la finestra che compare, non proprio visibilissima a una prima occhiata, in alto a destra nella homepage. Da lì, selezionando il comando “prenota appuntamento” si apre una nuova pagina dove andranno inseriti il numero dell’atto (in caso di multe è il numero del verbale che inizia con la lettera V) e il codice fiscale del richiedente. In teoria, il gioco è fatto. 
Seconda possibilità: utilizzare la posta elettronica certificata (PEC) di Æqua Roma spedendo le istanze a contravvenzioni@pec.aequaroma.it , “avendo cura di allegare tutti i documenti necessari”. Il cittadino che spedisce la domanda può usare indifferentemente la propria PEC o la propria posta elettronica tradizionale. 
Æqua Roma però, sul proprio sito, specifica che “solamente se indispensabile, sarà possibile recarsi presso gli sportelli dedicati alla ricezione del pubblico” che “ricevono esclusivamente su appuntamento” aggiungendo che "Considerato il particolare periodo che sta attraversando il Paese, si richiede cortesemente di limitare le prenotazioni presso i nostri sportelli ai soli casi per i quali sia indispensabile avere un contatto diretto”. 
Dal Campidoglio, però, assicurano che, nonostante la perentorietà, è sempre possibile presentarsi anche senza appuntamento allo sportello, il cosiddetto “arrivo spontaneo”. Inoltre, sempre secondo gli uffici capitolini, visto che il responsabile del procedimento delle multe rimarrà sempre lo stesso, le domande e i ricorsi che sono già stati inoltrati sulle vecchie PEC non subiranno ritardi o interruzioni nella lavorazione. Anche se, nelle cartelle di Agenzia delle Entrate inviate nelle ultime settimane, non si trova traccia di questo avvicendamento e rimangono indicati i vecchi indirizzi PEC del Comune.


domenica 23 febbraio 2020

TIBURTINA CANTIERE INFINITO (fotogallery)




Cinque operai e due ruspe. Tutto qui. Questi i lavori sulla via Tiburtina, quelli per il cantiere del raddoppio della consolare, approvati nel 2004, primo mandato Veltroni e avviati nel 2008, Alemanno sindaco.
Un cantiere tanto veloce che l’erba ricresce sugli scarti e i rifiuti accumulati ai lati della strada. Un’opera così tanto lavorata che la rete arancione, quella un po’ stile pollaio, in moltissimi punti ha cambiato colore perdendo quella simpatica tonalità evidenziatore per spegnersi in un mesto marroncino. E, in altri, la rete è oramai bianca traslucida. 
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e l’assessore ai Lavori pubblici, Linda Meleo, hanno sottolineato, in un po’ di tweet, come, da un paio di tombini puliti, siano emerse una scheda telefonica del 1997 e una lattina di Coca-Cola che era in vendita nell’anno 2000. Ma che le reti di protezione di un cantiere scoloriscano da arancione a marrone e poi a bianco o che l’erba ricresca sopra l’immondizia da cantiere, non un cenno.
Insieme alla Metro C è uno dei grandi cantieri da più a lungo aperti a Roma: ce ne sono altre, ovviamente, di opere che non vedono mai la luce, ma in genere si tratta di opere più piccole come i parcheggi interrati. 
Il raddoppio della Tiburtina doveva servire a completare lo sviluppo della “Tiburtina Valley” pomposissimo nome col quale era stato ribattezzato l’asse industriale della Tiburtina. Dalla nuova stazione dell’Alta Velocità fino a Settecamini, la Tiburtina doveva consolidarsi come una delle grandi aree di sviluppo della città. Più che mai necessario, quindi, il raddoppio della Consolare ma dalla iniziale stima di 36 mesi di lavori, siamo a un cantiere aperto da quasi 12 anni, già quattro volte la stima iniziale.
E certo, con cinque operai e due ruspe non sembra certo che i cantieri potranno terminare in tempi brevissimi.
Prima un tempo infinito per realizzare il nuovo collettore fognario con l’obiettivo di evitare i canonici allagamenti della Tiburtina all’altezza di Pietralata; poi una serie di rinvenimenti archeologici, alcuni dei quali di grande rilievo come tratti dell’antica Tiburtina di epoca romana. Ancora: problemi con le società subappaltatrici del contratto con una lunga serie di ritardi nel pagamento degli stipendi. Insomma, il cantiere per il raddoppio della Tiburtina non si è fatto mancare nulla. 
Dall’arrivo della Raggi in Campidoglio il cantiere, dopo essersi fermato sotto Alemanno causa archeologia ed essere rimasto silenziosamente fermo sotto Ignazio Marino, è ripartito, ora affiancato da quello per l’abbattimento dei 500 metri della Tangenziale Est e domani da quello del tram dal Verano alla Stazione Tiburtina. Con estrema lentezza, a marzo 2019 almeno il tratto iniziale di un po’ più di un chilometro e mezzo, dalla Stazione a via Fiorentini è stato completato. Certo, la doppia fila regna sovrana a tutte le ore ma almeno il traffico non è dovuto ai cantieri. Dall’incrocio con via Fiorentini fino a Ponte Mammolo cantieri non ce ne sono e il caos è garantito dalla conformazione stessa della Consolare, una corsia, poi due, poi una, semafori. Dopo Ponte Mammolo il traffico è la costante: i cinque operai e le due ruspe stanno operando proprio davanti la stazione metro Rebibbia ma, a parte questa laboriosa oasi, da Ponte Mammolo a Raccordo c’è solo il deserto. Il rudere della vecchia fabbrica di Penicillina sorveglia dall’alto i zigzag dei jersey di cemento che delimitano le corsie; disegnano i salti da una parte all’altra; proteggono, si fa per dire, i parcheggi ricavati alla buona, delimitati dalle reti un tempo arancioni e punteggiati da rifiuti coperti d’erba.












mercoledì 9 ottobre 2019

VIA ALL'ABBATTIMENTO DELLA TANGENZIALE EST


Dopo settimane di attesa, finalmente inizia l’abbattimento vero e proprio di parte della vecchia Tangenziale Est nei pressi della stazione Tiburtina. E, nonostante le chiusure delle strade già siano operative da due mesi, ieri, forse complici le ruspe che hanno iniziato un primo abbattimento, giornata pesante per il traffico in tutto il quadrante Tiburtino/Portonaccio con ripercussioni superiori all’ordinario caos anche sulla Roma-L’Aquila. E la speranza è che, passata la novità dei primi giorni, questo caos non duri per tutti i 14 mesi e spicci di durata prevista per i lavori. 
Sulla propria pagina facebook, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, scrive: “Abbattiamo la Tangenziale Est. È iniziata la fase di demolizione vera e propria della sopraelevata davanti alla stazione Tiburtina. Mi sono recata sul cantiere, insieme all'assessora alle Infrastrutture, Linda Meleo, e all'assessore ai Lavori pubblici del II Municipio, Gian Paolo Giovannelli, e ho potuto constatare che il progetto sta entrando nel vivo”. 
Poi una stoccata rivolta a quanti avevano lamentato due mesi di nulla con la strada chiusa al traffico senza che si vedesse un solo operaio all’opera e, anzi, con un aumento del degrado per la presenza numerosa di insediamenti di fortuna. Scrive il Sindaco: “I lavori in realtà vanno avanti da due mesi, che sono serviti per svolgere tutte le indagini preliminari previste dalla legge. Il cantiere non è mai stato fermo, come purtroppo hanno sostenuto i soliti polemisti cercando di allarmare inutilmente i cittadini”.
Per Raggi “i cittadini in realtà sanno che un intervento atteso da 20 anni sta diventando realtà. Anche grazie a loro, e ai comitati di quartiere che hanno sempre sostenuto il progetto, siamo riusciti a raggiungere questo grande risultato, per riqualificare un territorio e restituirlo ai suoi abitanti. Con loro ci incontreremo anche nelle prossime settimane per disegnare insieme, in modo partecipato, il nuovo assetto della zona. Il grande lavoro della nostra amministrazione, e in particolare del dipartimento Lavori pubblici (Simu) consentirà di abbattere un ecomostro e di riqualificare l'intera area a livello sociale e urbanistico”, conclude la prima cittadina.
I lavori in questione riguardano un totale di 500 metri di strada con alcuni svincoli fra il Verano e la Stazione Tiburtina. Costo totale dell’intervento: 7,6 milioni di euro per 450 giorni in totale di lavoro. La decisione di abbattere parte della vecchia Tangenziale venne presa nel 2000 quando, sindaco Veltroni, venne approvato il piano globale di riassetto della Stazione Tiburtina. Dall’epoca, venne costruita, sotto Alemanno, la galleria per sostituire il vecchio tracciato.

sabato 13 luglio 2019

AL VIA L'ABBATTIMENTO DI PARTE DELLA TANGENZIALE EST


Formalmente partiti i lavori per abbattere una parte della Tangenziale Est, quella, per intendersi, sopraelevata e prospiciente la Stazione Tiburtina
A finire in polvere saranno un totale di 460 metri per un costo di 9,9 milioni di euro che l’Amministrazione Raggi ha investito nell’assestamento di bilancio del 2017
La storia parte molto da lontano con l’Accordo di Programma sottoscritto dall’Amministrazione Veltroni che includeva la nuova Stazione Tiburtina con tutti i parcheggi annessi, la nuova galleria della Tangenziale che passa alle spalle della Stazione stessa, il grande collettore fognario di Tiburtina/Pietralata per evitare gli abituali allagamenti a ogni pioggia e, infine, l’abbattimento di questa parte di Tangenziale sopraelevata.
Se gli altri punti, piano piano, erano stati realizzati - Stazione Tiburtina Alta Velocità nel 2011 e galleria nuova Tangenziale nel 2012 da Alemanno sindaco; nuovo collettore fognario con la nuova viabilità della Tiburtina dal sindaco Raggi - era rimasta fuori la sopraelevata.
Non solo per i soldi. Quanto perché non si sapeva cosa farne. Abbatterla sì, ma dopo? Di annunci su questo abbattimento ne erano stati fatti a iosa: Marino sindaco nel settembre 2014, poi questa Amministrazione nel 2017, a metà 2018 e, finalmente si dovrebbe partire. 
Dopo la gara d’appalto, il costo per l’abbattimento di questo quasi mezzo chilometro di strada con i suoi piloni e le rampe è sceso con un ribasso del 23% circa da 9,9 milioni a 7,6 reali. Tempo stimato per il completamento della demolizione: 450 giorni, vale a dire che il cantiere dovrebbe chiudere per ottobre del prossimo anno.
Nello specifico, il progetto realizzato da Risorse per Roma e dal Dipartimento Lavori pubblici del Campidoglio, prevede la demolizione della sopraelevata nel piazzale ovest con realizzazione di una nuova rete fognaria, poi la rettifica di via Tiburtina con la ristrutturazione di fronte al Verano con sistemazioni stradali anche in via della Lega Lombarda. Ancora: tutta la viabilità davanti la stazione, il rifacimento della stazione dei pullman, la creazione di parcheggi interrati per il quartiere e parcheggi di scambio per i viaggiatori. Rimarranno in piedi le rampe di collegamento tra la Tiburtina in direzione centro e la Tangenziale in direzione San Giovanni; quella di connessione fra via della Lega Lombarda e via Tiburtina compresa la rampetta che consente a chi viene da Stazione Tiburtina di dirigersi verso il Raccordo. Le altre rampe, saranno demolite.