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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Galleria Giovanni XXIII. Mostra tutti i post
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sabato 14 marzo 2020

CORONAVIRUS; ANTICIPATI I LAVORI NELLA GALLERIA GIOVANNI XXIII


Anticipati i lavori nella “canna sud”, quella lungo la direttrice dal Policlinico Gemelli verso lo Stadio Olimpico, della Galleria Giovanni XXIII. Lo ha deciso il Campidoglio sfruttando in questo modo gli esigui volumi di traffico di questi giorni dovuti alla quarantena praticamente dell’intera città. 
Nella nota del Campidoglio si legge che “Le operazioni inizieranno domenica 15 marzo alle ore 22 con la chiusura completa della canna e saranno completate entro 35 giorni. Le imprese impegnate nelle manutenzioni eseguiranno, come nel caso della canna nord già riqualificata e aperta al traffico, interventi di rifacimento del manto stradale sui circa 2,9 km di galleria, pulizia di tombini e caditoie, restyling della segnaletica orizzontale e verticale, installazione degli attenuatori d’urto in prossimità delle uscite, sostituzione delle barriere di sicurezza danneggiate, impermeabilizzazione dell’intradosso della galleria, operazioni di sanificazione e ripristino dei pannelli fotoriflettenti per migliorarne la visibilità interna. Prevista, inoltre, l’applicazione di una vernice fotocatalitica e anti smog sui pannelli al termine delle operazioni”.
Spiega il sindaco di Roma, Virginia Raggi: “I cantieri in città vanno avanti nel rispetto delle leggi anche in questo momento così delicato. I limitati flussi di traffico a Roma e, nello specifico, in quel quadrante consentono di non arrecare disagio ai cittadini. Per questo si è deciso di anticipare i lavori: ad aprile la Galleria Giovanni XXIII sarà completamente riqualificata”. 
Aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Linda Meleo: “Le lavorazioni su questa canna avranno una durata inferiore rispetto al precedente tratto e con un grande lavoro di coordinamento tra l’Assessorato Infrastrutture, Dipartimento Lavori Pubblici (Simu) e imprese cercheremo di accorciare ancor di più i tempi. Vista la limitazione degli spostamenti resa necessaria dall’emergenza Coronavirus e il traffico praticamente nullo è fondamentale ottimizzare il momento. Continuiamo, però, a pensare al futuro con interventi molto importanti per la sicurezza dei cittadini”.

mercoledì 4 marzo 2020

PIOVE E LA CITTÀ VA IN BUCA




Se da una parte il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il suo assessore ai Lavori pubblici, Linda Meleo, arrivano ad autocelebrarsi, battendosi le mani compiaciute per aver praticamente cambiato le lampadine dentro la Galleria Giovanni XXIII, il resto della città lamenta l'apertura di nuove buche, più o meno ovunque. Sono bastate poche ore di pioggia, effettivamente in alcuni momenti abbastanza intensa, per riaprire le ferite del manto stradale occultate sotto un velo polveroso di asfalto freddo. Moltissimi utenti denunciano il proliferare di fenditure, buche, avvallamenti, breccia ovunque, voragini più o meno in tutta la città. L'elenco dei quartieri dove si stanno verificando queste rotture dell'asfalto è lunghissimo: Esquilino, Prenestino, Marconi, Ostiense, Monteverde, Balduina, Boccea, Salario. Il programma “Strade nuove”, accuratamente pubblicizzato dalla sgangherata compagine che governa, con scarso successo, il Campidoglio evidentemente non è davvero sufficiente. Non a caso, nelle ultime rilevazioni sul gradimento dei cittadini romani, le strade e le buche continuano a ricevere un bassissimo livello di gradimento: basta farsi un giro sui social per toccare con mano quanto i romani siano contenti delle buche. 

Per la gioia di gommisti e meccanici, le piogge delle ultime ore hanno determinato un sensibile e totale aggravamento delle già pessime condizioni del manto stradale. Considerando gli esigui stanziamenti a bilancio per la manutenzione stradale rispetto alle effettive dimensioni delle strade romane, è chiaro come questo stato di cose può essere solo destinato a peggiorare. Le strade di Roma sono divise in due tipologie: quelle della cosiddetta grande viabilità - 800 km lineari di vie consolari, di strade che attraversano più municipi e via dicendo -  la cui manutenzione è competenza diretta del Dipartimento Lavori pubblici del Campidoglio. Poi ci sono le strade di competenza dei Municipi, che sono la maggioranza, 4.700 km lineari, e per la cui manutenzione i fondi vengono utilizzati dalle singole Amministrazioni municipali dopo che il Campidoglio ha ripartito nel Bilancio i soldi per ciascun anno. Stando ai dati del Comune, il totale generale medio in termini di metri quadri delle strade capitoline è di 56 milioni di metri quadri, di queste 11 milioni di metri quadri sono quelle di viabilità principale del Campidoglio, e i restanti 45 milioni di metri quadri sono quelle che ricadono in capo ai Municipi. Appare dunque una minima goccia nel mare la trionfale vanteria della Raggi e della Meleo quando annunciano di aver riasfaltato niente meno che un milione di metri quadri, pari a un cinquantaseiesimo del totale delle strade di Roma. 
Questo pessimo stato di cose, oltre ad essere comunque in buona parte eredità del passato - l'ultimo programma organico di rifacimento stradale risale al biennio 2010-2012 con Alemanno sindaco - è comunque aggravato da un triennio, quello dei grillini a Palazzo Sanatorio, di inattività e solo nell'ultimo anno di una leggera ripresa delle manutenzioni, comunque ancora del tutto insufficiente. In aggiunta, a creare pericoli per la sicurezza, causare frequentemente le rotture degli autobus quando non anche il loro incendio, danneggiare le macchine e ogni tanto ferire anche i pedoni, c'è anche il gran numero di cantieri piccoli e grandi immobili delimitati dalle spettacolari reti da pollaio color arancione, diffusi in periferia e nel centro storico. Il risultato finale è anche economico: 7mila richieste di risarcimento danni per 1,7 milioni erogati fra il 2016 e il 2018.


sabato 23 novembre 2019

GALLERIA GIOVANNI XXIII, LAVORI A RATE E NUOVE CHIUSURE


Sembra diventata la nuova Fabbrica di San Pietro: è la Galleria Giovannio XXIII, solo croce e niente delizia per gli automobilisti romani. Che, a giorni, chiuderà per l’ennesima volta, dopo la chiusura di ieri, per consentire i lavori di ammodernamento del sistema di illuminazione
Lavori infiniti, a quanto pare. L’ultima nota di Palazzo Senatorio è di giovedì pomeriggio: “per i lavori adeguamento dell’impianto di illuminazione e sostituzione dei quadri elettrici nel tratto tra via del Foro Italico e via Trionfale la Galleria Giovanni XXIII sarà chiusa a partire dalle ore 21 del 22 novembre”. 
Il Campidoglio indica anche date e orario: le prossime “chiusure della Galleria avverranno: sabato 23, per tutto il giorno con riapertura domenica 24 dalle 9 di mattina”. 
Poi, ancora chiusa dalle 21 di venerdì 29 novembre, tutto sabato 30 per riaprire domenica 1 dicembre ancora alle 9. Dopo di che si passa alle chiusure notturne: 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10, 11, 13, 14, 16, 17, 18, 19, 20 e 21 si chiude alle 21 e si riaprono i battenti la mattina successiva alle 6. 
La Galleria rimarrà aperta dal 25 al 28 novembre e il 7, 8, 12, 15 e 22 dicembre. 
Andando a spulciare nei comunicati del Campidoglio, però, viene fuori che la Galleria era già rimasta chiusa per una ventina di giorni abbondante questa estate e, ancora, a luglio dell’anno scorso. 
Se poi, ci si fa un giro per gli account twitter della Polizia locale, di Luce Verde e di Astral il quadro è davvero inquietante: le chiusure notturne sono quasi una costante, così come i problemi all’illuminazione. Luci spente a gennaio, marzo, settembre e novembre in giorni diversi con laconici annunci dei Vigili di procedere con cautela per il fuori servizio delle lampadine. Poi le chiusure per lavori che, con un conto approssimativo assommano a 29 giorni consecutivi di totale blocco dei transito più almeno altri 24 di chiusure notturne solamente in quest’anno.
L’ultima lunga chiusura sono stati i 22 giorni di questa primavera e gli 8 giorni di questo agosto.
 Ad agosto, con tanto di comunicati trionfali del Campidoglio per annunciare la fine lavori addirittura con due giorni di anticipo sul previsto: invece di riaprire il 2 settembre, i cantieri terminarono il 31 agosto con il sindaco, Virginia Raggi, che cinguettava “Riaperta al traffico la Galleria Giovanni XXIII, a nord della città, dopo i lavori di Acea sull’impianto di illuminazione. Un lavoro terminato in anticipo rispetto ai tempi previsti a beneficio della viabilità nel giorno del derby Lazio-Roma” con rimando all’immancabile pagina facebook: “Grazie a 950 nuovi proiettori a Led viene assicurata una maggiore visibilità agli automobilisti, che potranno percorrere la galleria in tutta sicurezza. A ciò si aggiunge il forte risparmio energetico che garantisce questa tecnologia. Il lavoro è stato eseguito nel tratto di 3 km tra lo svincolo di via della Pineta Sacchetti e via del Foro Italico e completa l’intervento effettuato lo scorso anno”. 

Certo, che il 5 settembre, appena 4 giorni dopo la fine dei lavori, e poi il 17 novembre le luci fossero di nuovo spente sarà stato un caso maligno, uno di quei complotti tipo forni e frigoriferi. 





Fatto sta che ora si ricomincia. Sempre l’illuminazione da rifare e ancora chiusure per la nuova Fabbrica di San Pietro.